LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 28 febbraio 2008

Che cosa si intende per progresso?

"Che cosa si vuole intendere per PROGRESSO? Ratzinger intende "dalla fionda alla superbomba". La società civile intende: "Dal Dictatus Papae alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea""

---- estratto dalla pagina web----

Forse il mondo ha chiesto qualche cosa ai cristiani che “loro” non possono offrire?
Il mondo ha chiesto ai cristiani di cessare di saccheggiare il mondo. Di cessare di stuprare bambini. Di cessare di spargere AIDS. Di cessare di perseguitare le donne e il loro dovere d’aborto. Di cessare di interferire e alterare la vita pubblica e la morale della Costituzione.
Dice Ratzinger:

“Bisogna che nell'autocritica dell'età moderna confluisca anche un'autocritica del cristianesimo moderno, che deve sempre di nuovo imparare a comprendere se stesso a partire dalle proprie radici.”

Le radici del cristianesimo sono inumane. Esattamente come sono inumane le radici dell’ebraismo. Davvero qualcuno pensa che millantare di aver macellato l’intera umanità col diluvio universale, contenga qualche cosa di umano? Nemmeno i campi di sterminio della soluzione finale di Hitler furono così atroci. Oppure pensate che la pretesa di Gesù di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui abbia qualche cosa di “umano? Qualche cosa che la giurisprudenza moderna accetta? O ha qualche cosa di “umano” la pretesa di Gesù che le persone lo amassero mentre lui ordina di scannarle? O ha qualche cosa di umano la pretesa della chiesa cattolica di sottomettere alla sua religione macellando e bruciando le persone? Forse che Ratzinger ritiene umano sbattere la testa dei bambini di Babilonia contro le pietre e chiamare beati chi lo fa? E di quante Babilonie è fatto il mondo i cui bambini Ratzinger vuole sbattere contro le pietre? O far stuprare dai suoi preti?
L’età moderna deve criticare il cristianesimo e le sue aberrazioni che le impediscono di dispiegare quella morale umana che la pretesa di sottomissione del dio padrone cristiano ostacola.
Dice Ratzinger:

“Innanzitutto c'è da chiedersi: che cosa significa veramente « progresso »; che cosa promette e che cosa non promette? Già nel XIX secolo esisteva una critica alla fede nel progresso. Nel XX secolo, Theodor W. Adorno ha formulato la problematicità della fede nel progresso in modo drastico: il progresso, visto da vicino, sarebbe il progresso dalla fionda alla megabomba.”

Ratzinger parte dal presupposto che l’uomo è creato ad immagine e somiglianza del dio padrone. Dunque, l’uomo non è un soggetto in trasformazione, in adattamento, in progressione temporale. I cambiamenti dell’uomo, secondo Ratzinger, possono essere solo o casuali o per volontà del suo dio. Per Ratzinger, creazionista, l’Essere Umano non è mai uscito dal brodo primordiale, non ha attraversato quel processo di trasformazione spinto dalla sua volontà di sopravvivenza in un processo continuo di diversificazione delle specie che lo ha portato ad essere ciò che egli è.
Il progresso, al di là del valore che vogliamo attribuirgli, è il passaggio dagli Esseri Unicellulari agli Esseri complessi e, siccome noi stiamo parlando, è il passaggio e le trasformazione di tutte le generazioni che ci hanno preceduto proprio per manifestare noi. Secondo le ultime “scoperte” (ma se qualcuno osservava l’idea l’aveva già prima) ci sono due geni che stanno tentando di fissare sulla catena del DNA le nuove trasformazioni dell’uomo. Due geni nuovi, uno di circa 30000 anni e l’altro formatosi circa 5000 anni fa. Un’inezia nella scala della vita.
Le condizioni sociali e le condizioni morali in cui gli Esseri Umani vivranno nei prossimi 2-5000 anni determineranno l’informazione fondamentale della specie che questi geni fisseranno e le trasformazioni che indurranno nella nostra specie.
Questo, la vita, non è un problema che riguarda Ratzinger che, in quanto dio padrone e creatore del mondo, è esterno ed estraneo al mondo chiuso nella disperazione che nega ogni futuro alla sua esistenza.
Però deve arrendersi davanti alla tecnica.
Per Ratzinger la tecnica è manifestazione dell’onnipotenza del suo dio trasferita nelle mani di persone che, credendosi dio padrone, passano dall’uso della fionda all’uso della megabomba.

“Così parla il Signore: “ Ecco, salgono acque dal settentrione, è un fiume che straripa e che sommerge la regione con quanto contiene, le città e i loro abitanti. Gli uomini gettano grida e tutti gli abitanti del paese levano lamenti al rumoroso galoppo dei suoi cavalli, al fracasso ei suoi carri, allo stridore delle sue ruote. I padri non si voltano più verso i figli, le loro braccia sono senza vigore a cagione del giorno che viene per lo sterminio di tutti i Filistei, perché Tiro e Sidone vedono strapparsi i loro ultimi alleati: il Signore stermina i Filistei, il resto dell’isola di Caftor. E’ venuta la tosatura per Gaza, Ascalona è annientata. E tu, residuo degli Anachiti, fino a quando ti farai incisioni? O spada del signore, non ti riposerai mai? Rientra nel fodero, fermati, calmati! E come potrà riposarsi se il Signore gli da dei comandi? Contro Ascalona e la costa del mare, ecco dove le ha prescritto di agire.”” Geremia 47, 2-7

CONTINUA.................

---- Fine estratto dalla pagina web----

martedì 26 febbraio 2008

Ratzinger paragona Marx all'onnipotenza immaginata del suo dio!

“Gli uomini si liberano dalla “città di dio”, la Nuova Gerusalemme, costruita dai cristiani. Ratzinger paragona Karl Marx al suo dio!”

Si tratta del commento al ventunesimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
In questo ventunesimo capitolo Ratzinger tenta di attribuire gli orrori sociali che il cristianesimo ha imposto agli uomini, al loro desiderio di libertà attribuendo a Karl Marx quell’onnipotenza che normalmente attribuisce al suo dio padrone.
Dopo questo ventunesimo capitolo Ratzinger manifesta tutto il suo odio: lui è dio padrone, la società degli uomini deve sottomettersi. Dal ventiduesimo paragrafo Ratzinger si pone il problema sul come fare per stuprare la società civile oggi, dopo che gli orrori del passato lo vedono responsabile di strage e di genocidio assieme al suo dio e al suo profeta. Come, si chiede Ratzinger, posso riprendere il controllo degli Esseri Umani imponendo loro la mia verità e costringendoli a rinunciare all’apertura verso il futuro che si sono conquistati abbattendo il filo spinato di quel campo di sterminio che noi, cristiani, abbiamo edificato chiamandolo “città di dio”, la nostra Nuova Gerusalemme della quale eravamo i padroni?
In questo paragrafo, Ratzinger, consapevole che il materialismo dialettico sia infinitamente più spirituale che non la patologia psichiatrica espressa dalla fede cristiana, tenta di offendere Karl Marx attribuendogli quell’onnipotenza che, nella sua fantasia malata, attribuisce al suo dio.

Estraggo dal testo:

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L’uomo non è creato dal dio padrone che obbedisce alle affermazioni. Così, se è necessario abolire la “servitù della gleba”, il risultato che si immagina è la società precedente, ma senza la servitù della gleba. Non si immagina quali trasformazioni questo comporta. Non si immaginano i risultati che si innestano. Si sa che in quel presente la servitù della gleba funge da ostacolo allo sviluppo. Ma quando si abolisce la servitù della gleba si liberano forze immense nella società e nulla potrà né essere come prima né essere ciò che le persone immaginavano prima dell’abolizione della servitù della gleba.
Così né Marx né nessun altro dice come le cose dovrebbero procedere, perché né Marx né nessun altro è il padrone della vita come Ratzinger immagina il suo dio padrone sapiente che, però, sta solo nella sua immaginazione patologica.
La nuova Gerusalemme, nella testa malata di Ratzinger, è la fine delle trasformazioni della vita! La fine della vita stessa nella verità manifestata da un presente che chiude ad ogni futuro: e questo, non può essere!

Dice Ratzinger:

“Allora, infatti, sarebbero state annullate tutte le contraddizioni, l'uomo e il mondo avrebbero visto finalmente chiaro in se stessi. Allora tutto avrebbe potuto procedere da sé sulla retta via, perché tutto sarebbe appartenuto a tutti e tutti avrebbero voluto il meglio l'uno per l'altro. Così, dopo la rivoluzione riuscita, Lenin dovette accorgersi che negli scritti del maestro non si trovava nessun'indicazione sul come procedere.”

Oltre tutto la rivoluzione Russa non aveva nulla a che vedere con le osservazioni di trasformazione sociale marxiane. Che i servi della gleba tendessero ad andare verso una società in cui le loro condizioni di vita erano migliori era del tutto ovvio, ma che la manifestazione della tensione sociale fosse così forte da accelerare i processi sociali era inimmaginabile anche dallo stesso Marx. La socializzazione dei mezzi di produzione era un’ipotesi che Lenin dovette adottare proprio per l’uscita dalla situazione di servitù della gleba senza la presenza di una borghesia storica e socialmente diffusa.
La gestione di uno Stato non era un problema che Marx si era posto, perché non aveva mai preso in considerazione che uno Stato potesse essere gestito da masse popolari specialmente in quella situazione in cui si è verificato. Per Marx doveva nascere una borghesia. Nell’URSS questa borghesia nacque nella forma di “burocrazia di partito” per poi trasformarsi nella borghesia attuale.
Per contro, i cristiani sapevano perfettamente come si gestisce lo stato e come il dio padrone impedisca a chiunque di metterne in discussione le decisioni e, infatti, la gestione dello Stato Sovietico fu un adattamento del cristianesimo all’ideologia socialista. L’idea organizzativa dei soviet fu quella del comunismo dei vangeli (dagli al ricco). Soltanto la cultura universitaria trattava Marx e la scienza. Quando si trattava di gestire le relazioni fra cittadini e fra cittadini ed Istituzioni e fra Istituzioni, si usava l’ideologia cristiana: compresa l’organizzazione dei gulag di staliniana memoria.

Il testo completo lo trovate all’indirizzo:

E trovate tutti i paragrafi commentati all’indirizzo dell’Enciclica Spe Salvi:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi.html

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Nel commento al ventunesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi si sono usate ampie citazioni dal testo: “Storia delle donne, l’Ottocento” di Fraisse e Perrot Edizione Laterza.

E’ complesso commentare Ratzinger, non tanto per una questione di cultura, ma perché è necessario comprendere, e far comprendere al lettore, che quando parla Ratzinger, in realtà, parla il dio padrone. Ratzinger manifesta i diritti insindacabili del suo dio padrone contro gli uomini e contro l’intera umanità che offende sistematicamente.
Se non si riesce a comprendere che Ratzinger, quando parla, si ritiene il padrone delle persone in quanto manifestazione in terra del suo dio padrone e in quella veste si ritiene in diritto di offendere le donne, la Costituzione, la Società Civile, la Morale Sociale, in diritto di stuprare bambini perché lui è “morto alla legge”, è “al di là della legge”, non si può nemmeno comprendere che cosa è successo all’università La Sapienza e nemmeno perché Ratzinger ha il terrore di discutere con chi non è d’accordo con lui!
Cosa pretendevano gli studenti de La Sapienza? Di contestare dio?

e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 20 febbraio 2008

Marx, Darwin, Feuerbach, Proudhon e il regno di dio in terra!

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Afferma Ratzinger:

“Ci voleva il salto rivoluzionario. Karl Marx raccolse questo richiamo del momento e, con vigore di linguaggio e di pensiero, cercò di avviare questo nuovo passo grande e, come riteneva, definitivo della storia verso la salvezza – verso quello che Kant aveva qualificato come il « regno di Dio ». Essendosi dileguata la verità dell'aldilà, si sarebbe ormai trattato di stabilire la verità dell'aldiquà. La critica del cielo si trasforma nella critica della terra, la critica della teologia nella critica della politica.”

Marx non ha fatto nessun salto rivoluzionario. Ha preso atto di tensioni che si esprimevano nella società e le ha lette in funzione di un futuro possibile. Ma molti futuri erano possibili. Non c’era nessuna salvezza davanti a Marx. C’era un possibile futuro con rapporti diversi fra le persone generati dalla produzione economica. Un diverso presente proiettato in un futuro possibile che il regno di dio aveva fino ad allora negato. Non una “verità nell’aldiquà”, ma una libertà dalle costrizioni che il regno di dio aveva imposto agli uomini nel loro presente negando agli Esseri Umani il loro futuro.
La critica al cielo si trasforma in divenire della terra e la “critica della teologia” viene sostituita con una critica alla teologia.
Mentre Marx pone le basi dell’etica capitalista e del liberalismo sociale riprendendo le argomentazioni di Roma Antica in chiave attuale; Feuerbach pone le basi per il ritorno all’origine della religione. La religione come legame dell’uomo al mondo in cui vive e dal quale è prodotto.

Osservava Feuerbach nel 1846 ne L’essenza della religione:

“Soltanto nella creazione, dunque, si avvera, si realizza e si esaurisce il dominio. Gli Dèi pagani, certo, erano già signori della Natura, ma non ne erano i creatori, e dunque erano soltanto dei monarchi costituzionali, limitati, esercitanti un potere all’interno di confini definiti, e non dei monarchi assoluti della Natura, i Pagani, cioè, non erano ancora soprannaturalisti assoluti, incondizionati, radicali.”

E cosa scopre Feuerbach?

“Ma la Natura non sarebbe per me, se fosse di per sé stessa, se avesse dunque in sé stessa il fondamento della propria esistenza, allora avrebbe proprio per questo anche un’essenza indipendente, un’esistenza e un’essenza originarie, che sussistono senza riferimento a me, indipendentemente da me. Il significato della natura, di non essere nulla per sé stessa, ma soltanto un mezzo per l’uomo, risale dunque solo alla creazione; ma questo significato si rivela soprattutto nei casi in cui l’uomo, come quando si ritrova in condizioni di bisogno, in pericolo di morte, entra in collisione con la Natura, e questa viene sacrificata al bene dell’uomo – nei miracoli. La premessa del miracolo è dunque la creazione, il miracolo è la conclusio, la conseguenza, la verità della creazione.” Ludwig Andreas Feuerbach “L’essenza della religione” 1846

E mentre Feuerbach dimostra come la teologia cristiana sia al di fuori del consesso umano, un bubbone estraneo, spinge per una riformulazione religiosa delle relazioni fra l’uomo e il mondo in cui vive. Nel 1844 Charles Darwin elabora la sua teoria dell’evoluzione e nel 1847 viene pubblicato a Londra “Il manifesto del Partito Comunista” di Marx. Contemporaneamente, Pierre Joseph Proudhon nel 1840 pubblica “Che cos’è la proprietà? Ovvero ricerche sul principio del diritto e del governo”.

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Si tratta del commento al ventesimo paragrafo dell'enciclica Spe Salvi in cui Ratzinger tenta di separare l'orrore nel quale ha costretto l'umanità appropriandosi delle pulsioni di liberazione che l'umanità esprime.

Il testo completo lo trovate:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi20.html

E i vari commenti all'enciclica Spe Salvi:
http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriafutura.html

Claudio Simeoni
Meccanico
Aprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

lunedì 11 febbraio 2008

La ragione e la libertà contro l'assolutismo cristiano.

Nel commentare l’Enciclica Spe Salvi sono arrivato a commentare il diciottesimo e il diciannovesimo paragrafo.
Nel commento al diciottesimo paragrafo è necessario precisare il concetto di libertà e il concetto di ragione.
Diventa fondamentale chiarire la differenza fra modello di verità e libertà, come è importante chiarire il significato di ragione per opporlo al significato di superstizione e di oscurantismo.
Nel commento al diciannovesimo paragrafo è stato necessario mettere in rilievo le condizioni sociali che hanno spinto alla rivoluzione francese e alla conseguente nascita dell’Illuminismo.
Due sono le condizioni che qualificano una società: la condizione della donna e la condizione dell’infanzia, così, per commentare i concetti di Ratzinger e dimostrare non solo l’incongruenza delle sue affermazioni, ma la volgarità rozza e a tratti criminale del suo assolutismo religioso, ho dovuto definire le necessità sociali che hanno spinto alla Rivoluzione Francese e la grandezza morale di Robespierre.
Ho dovuto inserire alcuni brani che dessero almeno un'idea delle atrocità cristiane nella società.
Per definire le condizioni delle persono sono stati scritti altri due schemi che però non sono stati caricati in quanto, caricarli in questo commento, sarebbero stati rindondanti. Si tratta della CONDIZIONE DELLA POVERTA’ voluta dai cristiani nella loro costruzione del regno di dio sulla terra e lo schema sulla manipolazione mentale, la malattia psichiatrica da dipendenza e da onnipotenza, che i cristiani impongono ai bambini.
Lo schema sulla povertà lo inserirò nel commentare le posizioni di Ratzinger nei confronti di Marx, mentre quello sulla manipolazione mentale infantile lo caricherò nei commenti successivi.
Ricordo che fino ad oggi sono stati caricati 19 commenti ad altrettanti paragrafi della Spe Salvi che potete raggiungere dalla pagina:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi.html
Il commento alla Spe Salvi di Ratzinger imporrà di scrivere almeno due volumi tante sono le volgarità che Ratzinger ha cercato di spacciare al fine di separare le responsabilità della chiesa cattolica dall’orrore sociale economico, religioso, che la chiesa cattolica e il cristianesimo hanno costruito!
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 9 febbraio 2008

Creazione, truffa e violazione dei diritti civili!


Continuano le offese alla società civile Italiana ad opera di Ratzinger.
Ciò che offende è la sua pretesa di voler stuprare le persone sottomettendole all’attività “creatrice” esterna alla vita. Un’entità “creatrice” che sta solo nella sua fantasia malata da onnipotenza.
La vita è divenuta per trasformazione e modificazione da un unicellulare che, dal punto di vista culturale umano, possiamo definirlo come un “assessuato”, pur avendo in sé tutti i caratteri femminili della riproduzione per partenogenesi.
Pertanto è assolutamente ovvio che nella diversificazione sessuale i caratteri sessuali non siano sempre distinti in maniera netta. Anzi, possiamo dire che i caratteri sessuali di mediazione fra il maschile e il femminile sono preponderanti rispetto agli individui nettamente maschili o nettamente femminili.
Solo una persona profondamente ignorante e sprezzante nei confronti della vita come Ratzinger può offendere le persone costringendole ad aderire a modelli comportamentali o sessuali che stanno solo nella sua testa di padrone del mondo!
La vita è un insieme di DIVINI in sé stessa e la vita viene offesa dalle pretese di Ratzinger di sottometterla ad un dio padrone che sta solo nella sua fantasia di morte!
Il problema consiste nel rispetto delle persone. Quel rispetto che non solo Ratzinger nega, ma continua ad offendere le persone sprezzante di ogni dignità dell'uomo. Offende la Costituzione della Repubblica, la Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea e la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.
Le offese di Ratzinger sono un’esaltazione del genocidio nazista: non dimentichiamo che gli omosessuali furono rinchiusi nei campi di sterminio nazisti e le sue affermazioni suonano come una giustificazione del genocidio in quanto, secondo lui, avendo il suo dio pazzo e cretino “creato” l’uomo maschio e femmina, gli omosessuali NON SONO UOMINI, MA BESTIE DA BRUCIARE!

Afferma Ratzinger:

Il richiamo di Benedetto XVI CONTRO LE CULTURE E LE RELIGIONI CHE OPPRIMONO LE DONNE

«Maschi e femmine, lo ha voluto Dio»

Il Papa: «Correnti culturali e politiche cercano di eliminare o confondere le differenze sessuali»


CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa ribadisce la differenza sessuale tra uomo e donna «voluta da Dio» e si oppone ai tentativi di confondere l'identità sessuale, ma difende a spada tratta la dignità della donna contro lo sfruttamento (anche nel mondo dello spettacolo) e reagisce alle culture che avanzano argomenti «religiosi» per discriminare e opprimere le donne. Lo ha richiamato Papa Benedetto XVI ricevendo in Vaticano i partecipanti al Convegno Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza, in occasione del ventesimo anniversario della pubblicazione della lettera apostolica Mulieris dignitatem.

-----fine citazione


E’ vergognoso come a Ratzinger sia consentito offendere la vita e le persone. Mentre il dio padrone di Ratzinger ha attraversato la storia stuprando le donne per sottometterle, affermando:

“Come in tutte le chiese dei Santi, le donne nelle riunioni tacciano, perché non è stata affidata a loro la missione di parlare, ma stiano sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono essere istruite in qualche cosa, interroghino i loro mariti a casa, perché è indecoroso che una donna parli in un'assemblea. Forse è uscita da voi la parola di Dio? O è giunta soltanto a voi? Se uno crede di essere profeta o avere i doni dello Spirito, riconosca che quanto scrivo è un ordine del Signore. Se qualcuno non lo riconosce, non sarà riconosciuto.” 1 Corinti 14, 34-38

E non mi risulta che Ratzinger abbia mai condannato Paolo di Tarso, anzi, mi risulta che lo abbia usato per farneticare nell’ultima enciclica Spe Salvi per giustificare le sue offese alla società civile.


Afferma Ratzinger:

Il richiamo di Benedetto XVI CONTRO LE CULTURE E LE RELIGIONI CHE OPPRIMONO LE DONNE

DIFESA DELLA DONNA - Poi il Papa ha sottolineato come «persista ancora una mentalità maschilista, che ignora la novità del cristianesimo, il quale riconosce e proclama l'uguale dignità e responsabilità della donna rispetto all'uomo. Ci sono luoghi e culture dove la donna viene discriminata o sottovalutata per il solo fatto di essere donna, dove si fa ricorso persino ad argomenti religiosi e a pressioni familiari, sociali e culturali per sostenere la disparità dei sessi, dove si consumano atti di violenza nei confronti della donna rendendola oggetto di maltrattamenti e di sfruttamento nella pubblicità e nell'industria del consumo e del divertimento. Dinanzi a fenomeni così gravi e persistenti, ancor più urgente appare l'impegno dei cristiani perché diventino dovunque promotori di una cultura che riconosca alla donna, nel diritto e nella realtà dei fatti, la dignità che le compete», ha concluso il Papa.

----- fine citazione---

Da quando in qua Ratzinger ha condannato l’incitamento all’odio contro le donne fatto dai suoi predecessori? I Ratzinger che lo hanno preceduto?
E l’odio contro le donne che Ratzinger non disdegna di dimostrare continuamente al fine di impedire loro di gestire il loro corpo riconoscendo il diritto di abortire? Ratzinger offende la vita, pretendendo di stuprare il corpo delle donne!
E questa pretesa non ha forse il fondamento nel tentativo di distruggere quanto è di più Sacro nella società civile? Le persone come dei soggetti di diritto Costituzionale!
Persone che devono essere rispettate, non solo da Ratzinger o dal suo fantomatico "dio padrone", ma anche dalle Istituzioni dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano compreso!
Quelle persone che non possono, come vorrebbe Ratzinger, essere trasformate in bestie da bruciare o da uccidere!
Ricordiamo i fondamenti dottrinali del terrorismo cristiano nei confronti della donna:

“Dopo l’entrata in scena degli ordini mendicanti, nel XIII secolo, la diffusione della paura della donna, intrisa di antifemminismo teologico ricevette un potente impulso con la predicazione religiosa, un mezzo di persuasione capillare e continuo di estrema importanza culturale, del quale noi oggi stentiamo a valutare la portata. Al di là della dovizia inaudita di particolari, l’immagine della donna che veniva presentata nella predicazione era invariabilmente quella di una donna-trappola, l’esca di cui si serviva Satana per attirare l’altro sesso nell’inferno. Gli argomenti teologici che accusavano la donna furono riassunti in un libro, De plantu ecclesiae redatto verso il 1330 su richiesta di Giovanni XXII dal francescano Alvaro Pelayo allora grande penitenziere della corte di Avignone.” Tratto da: Streghe di Pinuccia di Gesaro pag. 41


Proviamo a riassumere la concezione sociale nei confronti della donna fino all’avvento dell’Illuminismo dal De plantu ecclesiae:

“Si possono riassumere in sette punti gli argomenti della requisitoria contro la donna in cui si amalgamano “accuse teologiche, paura ancestrale della donna, autoritarismo delle società patriarcali e orgoglio dei chierici maschio” (Delumeau). Il primo capo d’accusa è che, essendo stata Eva l’ “inizio” e la “madre del peccato”, la donna è “l’arma del diavolo”, la “fonte di ogni perdizione”. E’ una “fossa profonda”, un “pozzo stretto”; “uccide quelli che ha ingannato”; è “una morte amara” e per mezzo suo siamo stati condannati a morire. Secondo: essa attira gli uomini con esche menzoniere al fine di meglio trascinarli nell’abisso della sensualità. “Non c’è nessuna cosa immonda a cui non conduca la lussuria”, per ingannare meglio si trucca, si imbelletta. Fondamentalmente cortigiana, ama frequentare le danze che accendono il desiderio; trasforma “il bene in male”, la “natura nel suo contrario”, specialmente in campo sessuale. “Essa si accoppia con le bestie”, si mette sull’uomo nell’atto d’amore (vizio che avrebbe provocato il diluvio). Terzo: certe donne sono “empie indovine” e gettano il malocchio. Talune, “molto criminali adoperano incantesimi, malefici e l’arte di Zebulon”, impediscono la procreazione. Esse provocano la sterilità con erbe e composizioni magiche. “Spesso soffocano per mancanza di precauzione i bambini piccoli coricandoli con loro nel letto. Spesso li uccidono colte da delirio”. Qualche volta sono le collaboratrici dell’adulterio sia che inducano le vergini alla dissolutezza, sia che combinino di far abortire una ragazza che si è abbandonata alla fornicazione. Quarto: “la donna è ministro dell’idolatria” e “rende l’uomo apostata”. Nel quinto punto si possono raggruppare i rimproveri rivolti alla donna: è “insensata”, “grida spiacevolmente”, è “incostante”, “chiacchierona”, “vuole tutto in una volta”, è “litigiosa”, “collerica”, “è portata verso il vino che sopporta male”. Sesto: il marito deve avere poca fiducia nella sua sposa. A volte essa lo abbandona, oppure “gli porta un erede concepito da un estraneo”. “essa disprezza l’uomo perciò non bisogna darle autorità”. Non bisogna lasciarle la guida della vita familiare altrimenti diverrà tirannica. Settimo: orgogliose e impure esse portano lo scompiglio nella vita della chiesa.” Nota n. 42 di Streghe di Pinuccia di Gesaro pag. 41-42

Quante donne si sono divertiti a bruciare i Ratzinger di ogni tempo da quando il cristianesimo è diventato ossessione e terrore dell'umanità?
E’ vergognoso che i media continuino ad esaltare le offese alla Costituzione della Repubblica e a quanto vi è di sacro nella società civile per consentire a ratzinger di stuprare le persone per costringerle in ginocchio davanti al suo dio padrone!

W la Costituzione della Repubblica!
W La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo!

Le citazioni delle dichiarazioni di Ratzinger sono prese da:
http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_09/papa_maschi_femmine_be4cf574-d6fd-11dc-b781-0003ba99c667.shtml?fr=box_primopiano

e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 8 febbraio 2008

Ebrei e cristiani: il ridicolo della situazione attuale!


Scrive tale padre Rosa un gesuita:

“Insomma, “pur escludendo la troppo facile prontezza di alcuni che vogliono addossare agli ebrei ogni colpa dei peggiori avvenimenti che toccano alla società moderna, e all’Europa in ispecie”, rivendicava a proprio merito di aver messo “in chiaro su queste pagine, quanta colpa e quanta prevalenza avesse la traviata generazione degli ebrei nella rivoluzione russa, come già in quella francese e nella più recente in Ungheria, con tutte le sue stragi, crudeltà ed orrori selvaggi.” Tratto da “Fra mito della cristianità e secolarizzazione” di Giovanni Miccoli pag.283

Scriveva Lenin nei Quaderni Filosofici:

“L’ebreo ha un diritto tanto più grande a questo riconoscimento della sua “libera umanità” in quanto la “società civile libera” ha un’essenza totalmente commerciale, ebraica, e in quanto l’ebreo è fin dall’inizio un suo membro necessario.” Da Quaderni Filosofici di Lenin ed. Riuniti 1971 pag. 31
I delitti contro l'umanità non cadono mai in prescrizione per il semplice motivo che prescrivere un delitto contro l'umanità significa giustificarlo ponendo le basi per altri delitti, magari non contro gli stessi soggetti, ma con gli stessi metodi e con gli stessi fini:

“Non molto tempo dopo [Fernando e Isabella] ordinarono che gli ebrei che erano rimasti se ne andassero dal regno entro un certo giorno. Se, a causa della povertà, come spesso accadeva, o per qualche altra ragione, essi non potevano obbedire, dovevano essere mandati al rogo oppure fingere di essere cristiani. Pochi abbracciarono la fede di cristo; gli altri partirono per l’Italia, la Grecia, l’Asia Minore, molti andarono in Siria ed in Egitto. Sulle prime questa misura sembrò lodevole, perché rispettava l’onore della nostra religione; ma era in realtà piuttosto crudele se si considera che anche essi sono esseri umani creati da dio e non bestie. Era penoso vedere queste sofferenze. Molti furono falciati dalla fame, soprattutto le madri che allattavano i figlioletti. Madri mezze morte tenevano fra le braccia bambini moribondi [...]. Non posso quasi dire qual fosse la crudeltà e l’avidità di quelli che li trasportavano. Molti furono affogati per l’avidità dei marinai, e chi non era in grado di pagare la traversata doveva vendere i figli.” Tratto da L’abbandono dei bambini nell’Europa Occidentale di John Boswell pag. 253


Provate a riflettere: Benedetto XVI (2008) “Preghiamo per gli ebrei: il signore dio nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù cristo salvatore di tutti gli uomini.”
Di quanto sangue e di quanto odio grondano le mani di Ratzinger.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 6 febbraio 2008

L'origine dell'idea del superuomo nazista!

Se noi leggiamo i vangeli ufficiali dei cristiani possiamo comprendere per quale delitto Gesù fu condannato.
Gesù fu condannato per il più ATROCE dei delitti che l’umanità abbia mai concepito: la distruzione dell’umanità.
La sua pretesa di stuprare l’umanità affinché si mettesse in ginocchio davanti a lui e rinunciasse ad affermare sé stessa come umanità, è il delitto più atroce che può essere commesso nei confronti dell’umanità: il delitto dal quale si manifesta ogni delitto!

Cosa intende per “DELITTO ASSOLUTO” la nostra società?
Quando un delitto è tale per il quale non può essere prevista nessuna prescrizione e nessuna attenuante?
Quando il delitto minaccia tutta l’umanità nella sua interezza, nel suo corpo, nelle sue manifestazioni di trasformazione verso il futuro.

Quando viola un principio fondamentale della nostra Costituzione.

Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 3)


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e dell’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica e sociale del paese.”

Gesù fu condannato perché ha violato questo principio; così dicono i vangeli ufficiali dei cristiani!

Se è vero che questo articolo non era scritto nelle norme giuridiche delle società antiche era solo perché quei principi, enunciati da questo articolo, erano condizioni normali della società civile. Non era necessario scriverli, perché a nessuno veniva in mente di violarli!
Qual è quel dio che nelle antiche società ha mai detto “io sono il vostro padrone” prima del dio degli ebrei e di Gesù?
Per cui, che senso aveva scrivere una regola, un principio se le società non avevano bisogno di questo principio?
Ma i cristiani questo principio lo hanno violato! Gesù lo ha violato offendendo e bestemmiando contro l’umanità!

Proviamo a leggere le dichiarazioni di Gesù al processo e quali intendimenti quelle dichiarazioni manifestavano.

Alla domanda, “Sei tu il figlio del dio padrone?” Gesù rispose:

“Tu l’hai detto; anzi io vi dico: d’ora in avanti vedrete il Figlio dell’uomo assiso alla destra dell’Onnipotente e venire sulle nubi del cielo.”Matteo 26, 64

“Io lo sono, e voi vedrete il figlio dell’uomo assiso alla destra dell’Onnipotente e venire con le nubi dal Cielo.” Marco 14, 62

“Se ve lo dico non crederete; se vi interrogo non mi rispondete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo sarà assiso alla destra della potenza di Dio.” Luca 22, 68-69

Si tratta dell’ideologia del superuomo nazista: colui che pretende che tutti si mettano in ginocchio. E anche se nei vangeli non appaiono molti passi di violenza fatta o ordinata da Gesù (frustare i più deboli, sembra quasi che sia un caso isolato), la direttiva dottrinale è quella di costringere tutti gli uomini alla sottomissione con qualsiasi tipo di violenza.
Ricordo che la “preghiera del venerdì santo” dei cattolici conteneva frasi del tipo “perfidi giudei” e “perfidia giudaica”, frasi emendate da Giovanni XXIII dopo la scoperta di cosa i cristiani avevano fatto nei campi di sterminio e impauriti per la crescente influenza degli ebrei nella società civile, nonché la consapevolezza che il credo religioso di ogni persona è sacro quando non incita alla violenza e al genocidio nella società civile.
Macellare gli ebrei è sempre stato uno sport molto praticato dai cristiani nel corso della storia. Un massacro sempre giustificato anche quando la frase “perfidi giudei” è stata modificata (traggo dal Corriere della Sera del 06.02.2006) al fine di giustificare, sempre e comunque, l’odio che i cattolici avevano nei loro confronti.

Quelle frasi vengono così modificate:

Da Giovanni XXIII (1962) “Ascolta le preci che ti rivolgiamo per l’accecamento di quel popolo affinché sia sottratto alle sue tenebre”

Non li hanno forse macellati per sottrarli alle loro tenebre?

Da Paolo IV (1970) “Il Signore dio nostro che li scelse primi fra tutti gli uomini, li aiuti a progredire sempre nell’amore del suo nome e della fedeltà della sua alleanza.”

Appare evidente l’implicito: noi li abbiamo macellati, ma loro non hanno voluto progredire. Se non progrediscono verranno ancora macellati!

Benedetto XVI (2008) “Preghiamo per gli ebrei: il signore dio nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù cristo salvatore di tutti gli uomini.”

La domanda è ovvia: se non lo fanno continuano a macellarli?

Lo so, un povero matto ha offeso l’umanità e ancora oggi i principi che si oppongono al superuomo nazista impersonato da Gesù sono i principi morali propri della CARTA DEI DIRITTI FONAMENTALI DEI CITTADINI EUROPEI e la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO: il vero Anticristo.
06 febbraio 2008

Chi è l'Anticristo? Qual è la morale dell'Anticristo?

Chi è l’ANTICRISTO?
Quali sono i principi morali dell’ANTICRISTO?
Ne facciamo un piccolo riassunto:


COSTITUZIONE DELLA
REPUBBLICA ITALIANA


Art. 3)

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e dell’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica e sociale del paese.”


LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
DELL’EUROPA

Articolo 6 Diritto alla libertà e alla sicurezza
Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.

Articolo 7 Rispetto della vita privata e della vita familiare
Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle sue comunicazioni.

Articolo 8 Protezione dei dati di carattere personale
1. Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano.
2. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la rettifica.
3. Il rispetto di tali regole è soggetto al controllo di un'autorità indipendente.

Articolo 9 Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia
Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.

Articolo 10 Libertà di pensiero, di coscienza e di religione
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.
2. Il diritto all'obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.

Articolo 11 Libertà di espressione e d'informazione
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Articolo 12 Libertà di riunione e di associazione
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
2. I partiti politici a livello dell'Unione contribuiscono a esprimere la volontà politica dei cittadini dell'Unione.

Articolo 13 Libertà delle arti e delle scienze
Le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libertà accademica è rispettata.

Articolo 14 Diritto all'istruzione
1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione e all'accesso alla formazione professionale e continua.
2. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all'istruzione obbligatoria.
3. La libertà di creare istituti di insegnamento nel rispetto dei principi democratici, così come il diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, sono rispettati secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.

Articolo 15 Libertà professionale e diritto di lavorare
1. Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata.
2. Ogni cittadino dell'Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro.
3. I cittadini dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti a quelle di cui godono i cittadini dell'Unione.

Articolo 16 Libertà d'impresa
È riconosciuta la libertà d'impresa, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.

Articolo 17 Diritto di proprietà
1. Ogni individuo ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquistato legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuno può essere privato della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa. L'uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale.
2. La proprietà intellettuale è protetta.

Articolo 18 Diritto di asilo
Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato che istituisce la Comunità europea.

Articolo 19 Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione
1. Le espulsioni collettive sono vietate.
2. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE
DEI DIRITTI DELL'UOMO

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un'eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un'eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

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Sarebbe stato da riportare per intero le carte fondanti la morale sociale, ma ho voluto riassumere pensando di essere, comunque, sufficientemente chiaro.
06 febbraio 2008

martedì 5 febbraio 2008

Il metodo di Francesco Bacone e il metodo di Ratzinger

Il commento all’enciclica Spe Salvi di Ratzinger ci permette di comprendere attraverso quali meccanismi sofistici i cristiani piegano la realtà dell’uomo ai propri giochi coercitivi. Ho caricato in internet il sedicesimo commento all’enciclica Spe Salvi. In questo Paragrafo Ratzinger cerca di piegare il metodo di Francesco Bacone di comprensione della realtà, di costruzione della propria verità relativa, ad un concetto di fede da opporre alla propria patologia che chiama fede.
Un’ipotesi di lavoro e di indagine non è un’idea preconcetta, un atto di fede, in quanto, tale idea è sottoposta a verifica nella ricerca dello sperimentatore. La sperimentazione modifica l’idea iniziale a mano a mano che le verifiche continuano. L’idea del dio creatore è un atto di fede (patologicamente intesa) quando costringe il soggetto a risolvere in essa ogni relazione della sua vita. Tale idea non è un oggetto di fede quando Darwin la pone a fondamento della sua ricerca finendo per dimostrare che la formulazione di tale idea è assolutamente falsa. D’altronde, Darwin non si libera della fede nel dio creatore in quanto tale fede non è manifestata dalla realtà oggettiva del mondo, ma è espressione della patologia da manipolazione emotiva che è stata impressa a Darwin dai cristiani fin da quando era in pancia della madre.
L’inganno cristiano si gioca su più piani, come già è stato dimostrato nel commento ai primi quindici paragrafi della Spe Salvi di Ratzinger.
Il sedicesimo commento lo trovate:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi16.html
Riuscire a comprendere la realtà del mondo e le idee che ci portano ad immaginare una realtà del mondo è la differenza che c’è fra chi vive rispondendo alla morale della società civile, della Costituzione, e la morale di chi costringe le persone alla sottomissione e all’odio sociale.
Svelare l’inganno sociale non è mai possibile. Possiamo svelare gli aspetti dell’inganno che si percepiscono e farlo è un dovere civile.
Per questo trovate la pagina per fondare il futuro della Stregoneria.
http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriafutura.html
Il futuro della Stregoneria si dispiega soltanto rimuovendo gli ostacoli che in questo presente, come in ogni altro presente, impediscono alle persone di dilatare sè stessi nel mondo in cui vivono penetrando l’immenso che le circonda.
05 febbraio 2008
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 4 febbraio 2008

I vescovi cattolici e la protezione della pedofilia nella società civile.

Se noi affermiamo l’esistenza di attività omertosa da parte della chiesa cattolica nella protezione dell’attività pedofila dei preti cattolici e indichiamo l’origine di tale omertà nelle attività religiose di Gesù nei vangeli, la cronaca, anziché smentirci continua a fornire conferme alla nostre argomentazioni.
Sia il magistrato della Procura di Milano (mi sfugge il nome) che il magistrato che ha indagato su don Gelmini, hanno denunciato come vi siano, da parte della chiesa cattolica, attività omertose, se non addirittura delle pressioni, affinché le indagini sulla violenza sessuale nei confronti dei bambini non vengano svolte.
Le nostre argomentazioni non hanno l’intento di dimostrare di aver ragione, ma quello di individuare esattamente le cause degli atti criminali che inducono a comportamenti insani e devastanti all’interno della società civile. Saremmo lieti se, anziché ricevere insulti, qualcuno ci dimostrasse che non è vero! Gli insulti che ho ricevuto, altro non fanno che confermare l’esattezza dell’analisi.
La notizia che riporto viene dalla Svizzera dove è in corso un forte dibattito in relazione all’attività pedofila dei preti cristiani nel tentativo di riaffermare il loro diritto di proprietà nei confronti dei bambini.

Riporto l’articolo prendendolo dal sito:

http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=374686&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290



Notizia del 24/01/2008

SVIZZERA
Preti pedofili?
Nessun altro caso pendente in Svizzera Querelle sulla pedofilia tra la Regione Ticino e il Giornale del Popolo

BERNA - Oltre ai due casi venuti alla luce di recente in Svizzera romanda, nessun´altra indagine nei confronti di sacerdoti sospettati di atti pedofili è attualmente in corso. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall´Agenzia Telegrafica Svizzera presso le sei diocesi svizzere.
Il dibattito intanto si concentra in particolare sulle direttive interne alla Chiesa cattolica, che fissano il comportamento da seguire in caso di preti sospettati di pedofilia. Le regole introdotte nel 2002 dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) prevedono che il vescovo ascolti le vittime di un presunto prete pedofilo. Se i fatti trovano conferma, al prete viene chiesto di autodenunciarsi.
Per i responsabili di una diocesi l´obbligo di denuncia alla magistratura è prevista soltanto "se esiste un forte rischio di recidiva che non può essere scongiurato in altro modo". W Müller, portavoce della CVS, non è stato in grado di dire oggi se le autorità ecclesiastiche intendano introdurre direttive più vincolanti su questo argomento. "Sono forse necessarie formulazioni più chiare", ha ammesso Müller. "Ma prima di deciderle, dobbiamo esaminare i casi recenti".
Il vicario generale giudiziario della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo, Nicolas Betticher, aveva reso pubblico ieri il caso di un prete della sua diocesi che è stato denunciato alla magistratura per sospetti di pedofilia. Betticher non ha però reso noto altri particolari.
L´altro caso, di cui la stampa ha riferito nelle ultime settimane, riguarda un prete pedofilo di 67 anni che attualmente vive nel convento di Montcroix a Delémont (JU). Il sacerdote, che è ritornato in Svizzera nel 2005, è indagato dalla magistratura giurassiana ed ha ammesso palpeggiamenti a carattere sessuale commessi nel 1992 in Francia, nella regione di Grenoble, su un suo nipote di 12 anni. Il religioso ha inoltre confessato di aver abusato di un ragazzino di dieci anni a Lully (FR) nel periodo 1985/1986. Per questo motivo era stato trasferito in Francia.

Notate come in questo articolo i cattolici si separino dalla società civile. I bambini che hanno subito violenza devono continuare a tenersi la violenza e non devono chiedere giustizia. Il prete pedofilo può essere denunciato, secondo i vescovi cattolici, soltanto se: “se esiste un forte rischio di recidiva che non può essere scongiurato in altro modo". Per questi vescovi la società civile Svizzera è fatta da persone senza dignità e senza moralità ed essi si possono permettere di violentarli senza che costoro possano invocare giustizia.
Questo disprezzo dei cattolici e dei cristiani in generale per la società civile e le sue istituzioni, sono quanto di più offensivo si possa immaginare. La libertà del cristiano di violare la legge e violentare il bambino deve, secondo i vescovi, essere protetta a meno che il prete cattolico non ripeta il suo gesto! E’ come se non bisogna denunciare un assassino a meno che chi ha ucciso non ritorni ad uccidere. Si tratta di una logica aberrante, inumana, criminale, capace di manifestare tutto il disprezzo e l’odio che i vescovi cattolici hanno per la società civile e i loro sforzi nel disarticolare la società civile per ripristinare la monarchia assoluta che consenta loro l’impunità assoluta nel violentare le persone!
Riflettete attentamente quando avete a che fare con un cristiano. Il cristiano chiama libertà il suo “diritto” a delinquere nei vostri confronti senza per questo dover rispondere alle leggi civili!
05 febbraio 2008
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 3 febbraio 2008

Aberrazioni estreme dell'ideologia cristiana del possesso delle persone.

Il cristianesimo considera le persone come degli oggetti di possesso.
Così, all’interno della religione cristiana, il diritto al possesso di persone può essere riaffermato in ogni modo possibile.
L’ideologia del possesso delle persone viene riaffermata continuamente. Anche negli esempi di Gesù in Giovanni, le persone sono le pecore che riconoscono la voce del loro padrone e seguono il loro padrone e quando non obbediscono al loro padrone le attende il luogo del terrore, là dove c’è paura e stridor di denti.
L’esempio che riporto riguarda una condanna definitiva ad un prete Ortodosso Rumeno, ma esempi simili li potete trovare ovunque. Lo stesso stupro di minori e gli esorcismi di Amorth non sono altro che riaffermazioni del diritto cristiano al possesso delle persone. La sceneggiata della scacciata del diavolo ad opera degli esorcisti cristiani ha come scopo la riaffermazione del possesso della persone ad opera di chi si identifica in cristo.
Suora crocifissa, condannato prete

Durante un esorcismo, condannate anche 4 monache
(ANSA) - BUCAREST, 30 SET - Condanna confermata per un prete e 4 monache rumene, accusati di aver provocato la morte di una suora, crocifissa durante un esorcismo.L'Alta Corte di Romania ha confermato le sentenze pronunciate a settembre 2007 per il fatto avvenuto nel giugno del 2005 al convento di Tanacu. La suora crocifissa, Irina Cornici, aveva 23 anni. La pena iniziale, fissata in 14 anni di carcere per il sacerdote ortodosso, e' stata poi dimezzata a 7 anni. 30 Gen 14:42

La storia è disseminata di questi episodi e quotidianamente si devono registrare episodi di violenza nei confronti delle persone indifese ad opera dei cristiani che riaffermano su di loro il loro diritto.
Per l’ideologia religiosa cristiana Gesù ha diritto a far violenza alle persone (lui non è venuto per portare la pace, ma la spada e per dividere il padre dal figlio... Matteo), ma le persone non devono far violenza per sottrarsi dalla violenza subita. Gesù non dice a sé stesso: io devo amare i miei nemici. Ma Gesù, il nemico degli uomini, dice agli uomini che loro lo devono amare. Agli uomini in ginocchio davanti a lui ordina di amare i loro nemici: cioè lui!
La stessa crocifissione altro non è che la condanna di Gesù per la sua pretesa di essere il padrone delle persone: il peggior delitto che si possa commettere nei confronti dell'umanità.
Nei vangeli appare evidente che Gesù è stato condannato per il suo odio per l'umanità, infatti, al sacerdote che gli chiede di difendersi, dice: "Io sono il tuo padrone, vedi di metterti in ginocchio davanti a me!" (Marco 14, 63; Matteo 26, 64; Luca 22, 67-69;)
Agli uomini in ginocchio davanti a lui impone di perdonare la violenza che lui sta facendo a quegli uomini!
Gli uomini non devono chiedere giustizia della violenza che subiscono da lui, ma devono perdonarlo.
Come questa suora che è stata torturata, che deve, per l'ideologia cristiana cui ha aderito, perdonare i suoi torturatori che si sentivano tanti Gesù onnipotenti, così i torturatori potranno continuare a torturare.
Invece, questa volta, questi esorcisti sono stati condannati, anche se la condanna, come sempre accade quando le vittime sono persone indifese, è ridicola e assolutamente non proporzionata al delitto commesso. Ma, se non altro, la società civile ha riaffermato il proprio diritto ad emettere giudizi e condanne contro il terrore cristiano.
04.febbraio 2008
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Sarebbe meglio che Gesù si mettesse una macina da mulino attorno al collo e si gettasse in mare.

Quando viene arrestato un prete cattolico per aver abusato di una bambina o di un bambino i cristiani si chiamano fuori dalla partecipazione a tale violenza e citano il loro Gesù. Citano una macina che questo prete si dovrebbe attaccare al collo e gettarsi in mare. Nel contempo, però, assistiamo ad atti che tendono da un lato a sottrarre il prete cattolico dal giudizio del tribunale penale e dall’altro lato ad azioni dei cattolici nella società che tendono a mantenere le condizioni per cui i preti cattolici possano continuare a far violenza ai bambini. I miliardi di dollari spesi dalla chiesa cattolica per evitare i processi negli USA sono un esempio.
Ora, nei vangeli si dice chiaramente che Gesù faceva violenza ai bambini. In particolare è il vangelo di Marco che ci racconta dell’attività pedofila di Gesù.
Dice Marco:

“Gli conducevano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli sgridavano quelli che glieli presentavano. Gesù, veduto questo si indignò e disse loro: “Lasciate venire a me i bambini e non impediteli, perché il regno di dio è di quelli che sono simili a loro. In verità vi dico: che non riceverà il regno di dio come un fanciullo non c’entrerà”. Poi li abbracciò e li benedisse imponendo loro le mani.” Marco 10, 13-16

Qui non si tratta di interpretare. La frase è chiara! I bambini non sono persone, ma solo oggetti che qualcuno porta a Gesù affinché lui li tocchi.
Si tratta dell’unico comportamento sessuale tenuto da Gesù nei vangeli.
Il prete pedofilo si sente come Gesù. E si sente in diritto di far violenza ai bambini proprio perché lui si è ripromesso di dedicarsi a loro e da loro vuole il compenso. Come il don Gelmini che faceva violenza a chi era detenuto nella sua struttura lager. Da un lato si fanno pressioni sui magistrati affinché non si proceda nel giudizio, si proclama a mezzo stampa quanto chi ha subito la violenza sia malvagio, in malafede, e, dall’altro lato, si preserva l’organizzazione della chiesa cattolica al fine di continuare nella sua attività di violenza sui minori.
Una violenza che ha come fine la manipolazione mentale del ragazzo e che viene esercitata dalla violenza con cui si costringe il bambino a pregare fino alla violenza fisica e alla coercizione in spazi e relazioni ristrette.
Che Gesù esercitasse la violenza nei confronti del bambini ce lo dice Marco, ma Marco ci dice una cosa ulteriore: ci parla dell’ideale del prete cattolico!
Quell’Imitatio Christi che se da un lato smuove le montagne, dall’altro lato porta i bambini ad offrirsi al prete cattolico:

“Vi fu però un giovinetto che lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, e lo presero. Ma lui, lasciato il lenzuolo, scappò via nudo.” Marco 15, 51-52

L’ideale del prete cattolico: il bambino che si offre e che lotta per offrirsi a lui!

Questa è la teologia cattolica, il senso religioso del cristianesimo che ha sempre funzionato nel corso dei secoli in quanto, secondo il cristiano, le leggi si impongono ai più deboli e la libertà, per il cristiano, è libertà di violare leggi e norme identificandosi con l’onnipotenza del suo dio. Ricordiamo come il non uccidere dei dieci comandamenti valga solo per gli schiavi, non per il dio dei cristiani che macella l’umanità o rende beati chi sbatte la testa dei bambini contro le pietre e non vale nemmeno per la gerarchia che fa dell’omicidio garanzia di legittimazione della propria autorità (vedi il Catechismo Romano) su imitazione di chi uccide amici e parenti su ordine del dio padrone.

Come entra, a questo punto, il discorso della macina se in Marco esiste una legittimazione all’esercizio dell’abuso sessuale nei confronti dei bambini? Una legittimazione tanto marcata che ha sempre impedito alla chiesa cattolica di condannare la pratica della pedofilia dei preti cattolici tanto che lo stesso Ratzinger ha richiamato la condanna di chi denuncia all’autorità civile l’attività di stupro di minori ad opera dei preti cattolici?

Perché, nell’arte della guerra, e stuprare bambini per la chiesa cattolica è arte della guerra, portata alla società civile e alle sue possibilità di dispiegarsi verso il futuro, non esiste solo la “legittimazione dell’offensiva” come legittimazione ideologico-religiosa della violenza sui minori, ma esiste anche la “legittimazione della difensiva” come impedimento alla società civile di interferire nelle attività del prete cattolico quando violenta i bambini.
Difendere il violentatore, delegittimando la vittima; separare le responsabilità collettive di Gesù e della chiesa cattolica nell’attività di stupro nei confronti di minori ad opera del prete cattolico; mantenere le condizioni sociali e il ruolo della chiesa cattolica al fine di perpetuare l’attività di stupro di minori, indicando la perversione nei non appartenenti alle gerarchie religiose quando mettono in atto la stessa violenza del prete cattolico; distogliere l’attenzione della società civile impedendogli di vedere gli effetti devastanti della violenza sui minori; FA PARTE DELLA STESSA STRATEGIA! La stessa strategia che alimenta la violenza sui minori.

Ed è in quest’ottica che dobbiamo leggere il vangelo di Matteo:

“Ma se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e venisse sommerso nel fondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che vi siano scandali; ma guai a quell’uomo a causa del quale viene lo scandalo!” Matteo 18, 6-7

Quando avviene “lo scandalo”?
Secondo la NOSTRA società civile, retta dai principi COSTITUZIONALI, chi FA LO SCANDALO è colui che mette in atto l’azione scandalosa!
Perché? Perché fa scandalo la violazione della legge in un sistema in cui la legge limita e disciplina le relazioni fra le persone.
Secondo Gesù e la chiesa cattolica, lo scandalo è fatto da COLUI CHE DENUNCIA L’AZIONE SCANDALOSA!
Dice Gesù e la chiesa cattolica: “Finché l’azione non viene denunciata e non suscita scandalo, lo scandalo non esiste!”. Secondo questa logica, lo scandalo dello sterminio degli ebrei non sarebbe mai avvenuto se gli ebrei e “gli altri” non avessero denunciato lo sterminio! E’ chi da denunciato l’azione che suscita indignazione che ha dato scandalo, non chi ha commesso l’azione delittuosa.
Se non si riesce a capire COME PENSA GESU’ E LA CHIESA CATTOLICA non si può comprendere come Giovanni XXIII e Ratzinger abbiano minacciato di morte (la scomunica è una condanna a morte che la società civile, oggi, grazie alla Costituzione, limitata nell’ambito religioso, ma ci fu un tempo in cui essere scomunicati significava essere bruciati vivi.) coloro che denunciavano lo stupro di bambini ad opera dei preti pedofili.

Infatti, nel passo di Matteo tutta la frase di Gesù è retta dal sotto insieme “che credono in me!”. Quel credono in me separa i bambini che credono in lui da tutti gli altri bambini. Non è una cosa da poco perché nella frase, il termine “scandalo” è riferito alla credenza dei bambini: di quei bambini! Spiegare ai bambini che Gesù è un criminale, violento, bugiardo e pazzo, secondo la chiesa cattolica, significa “dare scandalo”. Il fatto che Gesù violenti i bambini (e per conseguenza il fatto che i preti cattolici violentino i bambini) ciò non dà scandalo in quanto non viene menomata la credenza dei bambini nei confronti di Gesù o della chiesa cattolica. E in effetti, la chiesa cattolica ha fatto tutto quanto ha potuto per impedire che nella struttura giuridica italiana la violenza sessuale fosse considerato un reato contro la persona, ma solo un reato contro “la morale”. Se alla società civile oggi appare aberrante (la corte di Cassazione sta regolando il costume sociale proprio per regolare il confine della violazione della sfera sessuale della persona) pensare alla violenza come un reato contro la morale cristiana, ciò è dovuto al fatto che l’imposizione della chiesa cattolica era non solo INUMANA, ma apparteneva alla morale sociale propria della società schiavista che la chiesa cattolica intende imporre sulla società democratica.

Il bambino è un oggetto di possesso da parte di Gesù! Gesù non rispetta le persone, né i bambini.
Gesù è un individuo ammalato da onnipotenza che non esita a minacciare le persone come farebbe un “matto da manicomio” (cito questa come esempio di una decina di farneticazioni simili nei vari vangeli):

“Il figlio dell’uomo, infatti verrà nella gloria del padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere. In verità vi dico: ci sono alcuni fra i qui presenti che non gusteranno la morte prima di aver veduto il figlio dell’uomo venire nel suo regno.” Matteo 16, 27-28

E’ la pazzia di chi dice: “Io violento i bambini, ma se tu mi denunci sei tu che dai scandalo!”

Che questa sia la corretta interpretazione è confermata dal vangelo di Luca che riprende il concetto degli scandali legandoli ai bambini della sua cerchia. Non sono persone, ma piccoli. Non sono persone da rispettare, ma bestie che non devono scandalizzarsi, indignarsi, denunciarlo.
Scrive Luca:

“Disse ancora ai suoi discepoli: “E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per colpa del quale avvengono! Sarebbe meglio per lui che gli si legasse al collo una macina da mulino e si gettasse nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State ben attenti.” Luca 17, 1-3

Il fatto che Ratzinger reiteri la minaccia di Roncalli al fine di impedire la denuncia alle autorità giudiziarie dei preti pedofili e pederasti; suscita o non suscita scandalo?
E’ normale che Ratzinger protegga l’attività di violenza sui minori dei preti pedofili?
E’ normale che i politici cristiani Italiani proteggano l’attività dei preti pedofili proteggendo le condizioni in cui costoro possono, indisturbati, continuare la violenza sui bambini e sulle persone deboli?
E’ inevitabile che vengano scandali, come dice Luca, MA GUAI A COLORO CHE DENUNCIANO LE AZIONI SCANDALOSE.

Per la chiesa cattolica, chi deve essere perseguitato, non è chi ha commesso la violenza, ma chi ha subito la violenza e si è permesso di denunciarla. E’ some se le vittime si fossero opposte al disegno divino che le destinava alla violenza subita e alla quale devono sottostare senza chiedere giustizia contro dio che quel destino ha determinato. E’ la sorte di molte ragazze che, una volta violentate, si sono viste isolate in paese o nelle comunità perché, anziché subire la violenza in silenzio, si sono permesse di chiedere giustizia. Ed è esattamente la violenza che hanno subito le persone che da bambine sono state violentate dai preti cattolici. Hanno dovuto subire vere e proprie angherie perché fosse riconosciuto che avevano subito violenza.
Sono gli effetti della maledizione di Gesù contro chi denuncia la sua attività di violentatore di bambini.
Così, una società civile che vuole consentire ai preti cattolici di continuare a violentare bambini continua ad esporre l’immagine di Gesù e costringe bambini in ginocchio al fine di consentire ai preti cattolici di continuare a violentarli ad imitazione di Cristo.

Quando la chiesa cattolica pretende di essere la padrona delle persone ed imporre alle persone la propria morale, pretende che le persone rinuncino al proprio corpo e al possesso della propria esistenza e non c’è che la violenza sessuale fatta dal prete cattolico che sancisce il suo essere padrone, il suo farsi Gesù, nei confronti della persona più debole ed indifesa.

Io so che molti cattolici non sono disponibili ad accettare la mia interpretazione dei fatti e degli eventi. Vengo subissato di insulti quando metto le mie riflessioni in web.
Il vero problema non è quello che io ho o non ho ragione: il vero problema è la chiesa cattolica, quel Gesù di nazareth e il genocidio che il dio dei cattolici perpetra nella bibbia e che i cattolici legittimano.
Se io affermo che sarebbe meglio che quel Gesù (che sia esistito o meno come persona) è meglio che si meta una macina al collo e che si getti in mare anziché praticare quelle porcate nei confronti dei bambini, un cattolico interpreta in modo diverso quelle affermazioni proiettando un suo bisogno.
E allora le cose sono due. O il cattolico è una persona civile e allora va da Ratzinger a dirgli di censurare Gesù e tutti coloro che a sua imitazione stuprano bambini trasformandoli in oggetti di possesso anziché dei soggetti di diritto Costituzionale, o il cattolico accetta che Gesù stupri bambini e allora, appare evidente, gli insulti che io ricevo sono aggressioni alla società civile finalizzati a legittimare il diritto dei cattolici a continuare a stuprare bambini.
E questo deve essere considerato come UN ATTO DI TERRORISMO PERPETRATO CONTRO LA SOCIETA’ CIVILE E LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA.
O si è uguali sotto la stessa legge, o si viola la legge per avere la libertà di delinquere.
Ma questo, dalla nostra Costituzione, non è ammesso!
03 febbraio 2008
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 2 febbraio 2008

A cosa serve la fede cristiana?


Non che cos’è la fede la cui risposta sta nell’ambito della psichiatria, ma A CHE COSA SERVE LA FEDE?

Dal momento che la fede non può esistere senza la superstizione e che la superstizione diventa pratica dell’individuo proprio attraverso la fede, ci si domanda quali siano le aspettative di chi ha fede cristiana.

Per capirlo è necessario andare nei vangeli cristiani.
Più di qualche volta troviamo scritto: “La tua fede ti ha salvato”.
L’atto superstizioso della millantata guarigione miracolosa viene attribuito alla fede di chi ha ricevuto il beneficio.
I cristiani indicano con precisione l’uso della fede. Nel Vangelo di Marco l’uso della fede è ben descritto:


“Il giorno dopo usciti appena da Betania, ebbe fame. Visto da lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere, se per caso vi trovasse qualche cosa, ma, arrivato vicino, non ci trovò che foglie, Perché non era il tempo dei fichi. Allora dirigendogli la parola disse: "che nessuno mangi più dei tuoi frutti!". E i suoi discepoli lo udirono.” Marco 11, 12-14

“Quando si fece sera, uscì dalla città. E ripassando di buon mattino, videro che il fico era seccato fin dalle radici. Allora Pietro ricordandosene, gli disse: "Maestro guarda il fico che tu hai maledetto è seccato!". Gesù, rispondendo, disse loro: "Abbiate fede in Dio. In verità vi assicuro che se uno dirò a questa montagna: "Sollevati e gettati in mare", e non esiterà in cuor suo, ma crederò che quanto dice avvenga, gli avverrà. Per questo io vi dico: Tutto quello che voi chiederete pregando, credete di averlo già ottenuto e vi avverrà. E quando vi mettete a pregare, perdonate, se avete qualcosa contro qualcuno, affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe".” Marco 11, 19-25


La fede serve per maledire i nemici. Per lanciare anatemi distruttivi. Malocchi o incantesimi su chi non ti dà i fichi quando tu li vuoi. Che poi, dal punto di vista teologico, ha sempre rappresentato la maledizione di Gesù sugli ebrei con la quale i cristiani hanno sempre giustificato il loro odio nei confronti degli ebrei. Gli ebrei non si sono prestati ad essere i fichi che si sottomettevano a Gesù in quanto figlio del loro dio padrone!
E’ curioso anche l’incantesimo che Gesù lancia e che faceva parte della superstizione del suo tempo: per ottenere qualche cosa con un atto magico devi supporre di averlo già ottenuto. Solo così si materializza. Pensate, dice Gesù, io sono tanto potente che potrei dire a questa montagna di sollevarsi e di gettarsi in mare: an’ vedi quanto sono figo?
Perché, qualche cristiano pensa di aver più fede del suo profeta Gesù?
Dato questo immenso potere che concede la fede agli uomini, non è necessario che gli uomini lavorino, progettino il loro futuro, costruiscano un comportamento virtuoso per i loro figli affinché siano attrezzati per affrontare con responsabilità la vita civile. Basta che i cristiani impongano ai loro figli la fede. Imponendo la fede ai loro figli, secondo i cristiani, questi saranno in grado di dire ad una montagna di gettarsi in mare e questo avverrà!
A cosa serve lavorare di piccone e di badile se basta dire alla montagna di spostarsi e lei si sposta?
La fede cristiana serve per maledire, lanciare il malocchio, fare delle fatture di morte, oppure fare degli incantesimi per ottenere miracoli, grazie e benefici.
La fede cristiana funziona come la lotteria: i disperati sperano nella vincita! Forse, senza la fede, avrebbero messo in atto azioni preventive che avrebbero consentito loro di non vivere quella disperazione! Ma vaglielo a dire ora che sono disperati (malati, incarcerati e quant’altro) mentre i cristiani li usano per rafforzare il loro potere.
La fede cristiana è un atto di infantilismo che quando si cala nel profondo degli individui non fa altro che stimolare il kamikaze che pieno di esplosivo si fa esplodere o che cerca il martirio attraverso l’auto annientamento o il sacrificio doloroso.
La fede blocca la persona nella sua attività verso il futuro e verso la società perché impone all’individuo la sottomissione a sé stessa in quanto verità ed è pronta a portare al macello chiunque non si adegui a quella verità. Questa è l’ottica nella quale vanno inquadrate le farneticazioni dell’assolutismo fatte da Ratzinger in disprezzo di quel Relativismo proprio della Costituzione.
A cosa serve che le persone pratichino la ricerca scientifica se basta aver fede e si smuovono le montagne?
Imporre la fede e non praticare la scienza, altrimenti si priva gli uomini di dire a quella montagna sollevati e gettati in mare.
E il nocciolo di tutto questo è l’impoverimento della persona che davanti al suo dio padrone sta tremando perché il suo padrone potrebbe dirgli “sollevati e gettati in mare!”. Dunque, di tutto quanto affermato da Gesù come imposizione della superstizione agli individui è la paura che ottiene dagli individui di non essere sufficientemente sottomessi per il terrore di essere gettati in mare dal Gesù padrone.
La fede che manifesta la speranza del cristiano di non essere gettato in mare dal suo dio padrone o, come dice Gesù, di non essere gettato là dove c'è pianto e stridor di denti.
Gettarci Gesù? No, eh!
Come se, nell’ideologia della bibbia manifestata da ebrei e cristiani il loro dio, e chi lo rappresenta, avesse bisogno di giustificazioni per macellare le persone. In tutta la bibbia dio macella le persone e i credenti cristiani, anziché riaffermare i principi Costituzionali giustificano il diritto del loro dio di macellare le persone: come giustificano il diritto di Cuffaro di intrattenere quei rapporti con i mafiosi!
Superstizione ed effetti sociali. Sono argomenti che si dovranno approfondire per comprendere che cos’è il cristianesimo e gli effetti sociali sia nella storia che al giorno d’oggi.
02 febbraio 2008

Tratto dalla riflessione sul discorso della montagna!

Nel discorso della montagna nel vangelo secondo Matteo osserviamo nove tipi di beati:
1) Beati i poveri in spirito;
2) Beati quelli che piangono;
3) Beati i miti;
4) Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia;
5) Beati i misericordiosi;
6) Beati i puri di cuore;
7) Beati i pacificatori;
8) Beati i perseguitati;
9) Beati voi quando vi perseguiteranno;
C'è un'esaltazione della miseria nel quotidiano in funzione del premio divino. Il primo punto è uno dei maggiormente controversi. Leggiamo cosa scrive Elèmire Zolla nel suo "I Mistici d'Occidente": "Si tradurrà "Beati i poveri, per lo Spirito! Infatti di loro è il regno dei cieli"? oppure "Beati i poveri secondo lo Spirito perché di loro è il regno dei cieli", ovvero "coloro che hanno anima di poveri" oppure "coloro che sono poveri di spirito proprio"? In breve: saranno beati gli uomini impersonali o i poveri? Per Agostino si traduce "Beati coloro che non sono gonfi di iattanza", per Crisostomo "Beati coloro che non sono umili non per forzata rassegnazione ma con spirito d'elezione". Si aggiunge, perfino: "Beati coloro che sono scarsi d'intelligenza" o "Beati coloro che ora sono poveri (di spirito?) e che saranno come adesso sono i ricchi (di spirito?) in terra, quando giungeranno dopo morti in cielo", le due interpretazioni più probabili, salvo che la prima sia intesa come "Beato colui che è privo della facoltà di discernimento mondano", l'idiota di villaggio...."
Ebbene tutte queste interpretazioni sono corrette. Non tanto per la validità della traduzione, ma per l'applicazione pratica nel quotidiano perpetrata dalla chiesa cristiana. La validità dell'interpretazione in "Beati i poveri di spirito" viene confermata da Gesù nella misura in cui invita a farsi come un bambino. I bambini non lo contestano; non si avvedono del pericolo incombente nelle dichiarazioni di autoproclamazione di Gesù quale figlio di dio; non lo sfidano; non lo contestano; sono quasi gioiosi davanti a questo matto non comprendendo l'implicità dei suoi atti. Così i poveri di spirito non lo mettono in crisi ed egli non può far altro che beatificarli promettendo loro quello spirito, quella conoscenza e quella sapienza, che essi non scorgono mancante in Gesù.
La chiesa cristiana, pur puntando su questo per allargare il proprio potere (distruggerà la conoscenza, la tecnica, la medicina greca, romana, egiziana in quanto pagana) non può, sul palcoscenico della propria recita, ammetterlo direttamente né può permettere che i suoi preti, prendendo alla lettera l'essere poveri di spirito trasformandosi in idioti del villaggio perdendo così la capacità di controllo delle pecore del proprio gregge. Da qui un'interpretazione per i pastori e pescatori di anime e un'interpretazione per i pescati e i macellati.
Proviamo a scrivere lo stesso schema precedente specchiandone il suo contrario:
1) Beati i poveri di spirito; Maledetti i ricchi di spirito;
2) Beati quelli che piangono; Maledetti quelli che ridono;
3) Beati i miti; Maledetti gli insofferenti;
4) Beati quelli affamati di giustizia; Maledetti chi conquista la giustizia;
5) Beati i misericordiosi; Maledetti coloro che affrontano i problemi affliggenti per risolverli;
6) Beati i puri di cuore; Maledetti i sospettosi;
7) Beati i pacificatori; Maledetti coloro che affrontano le contraddizioni;
8) Beati i perseguitati; Maledetti i persecutori;
9) Beati voi quando vi perseguitano con falsità; E qui il contrario non lo conosco in quanto affermazione soggettiva.
Dov'è la libertà dell'uomo portata dal figlio dell'uomo se l'unica possibilità, per la felicità e la soddisfazione dei propri bisogni, appartiene al capriccio di dio oltre la soglia della morte del corpo fisico e la rinascita attraverso un'ipotetica resurrezione?
Tratto da:
http://www.federazionepagana.it/comparazione008.html

venerdì 1 febbraio 2008

Quesito iniziale del Blog

Che cosa significa parlare di cristianesimo?
Che cosa signica parlare di cattolicesimo?
Se un individuo dice: "Non passerà questa generazione senza che mi vedrete venire dalle nuvole con grande potenza alla destra del padrone, che è mio padre, e se voi non vi mettete in ginoccio davanti a me, nullità quali vuoi siete, vi getto là dove c'è dolore e strifor di denti!" Non ritenete opportuno sputargli in muso?
Non vi passa per la testa che i principi Costituzionali sono più importanti delle persone ridotte al rango di bestie?
Questi sono gli argomenti di questo blog.
In questo blog, quando sarà organizzato, intendo affrontare questi argomenti.
Riflettere sull'importanza dei nostri principi Costituzionali non è solo inportante, ma doveroso specialmente per i FURBI che attribuiscono i diritti sanciti dalla Costituzione al loro dio padrone e ai padroni suoi rappresentanti (si è padroni per volere di dio) privando di tali diritti i cittadini.