LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

domenica 3 febbraio 2008

Sarebbe meglio che Gesù si mettesse una macina da mulino attorno al collo e si gettasse in mare.

Quando viene arrestato un prete cattolico per aver abusato di una bambina o di un bambino i cristiani si chiamano fuori dalla partecipazione a tale violenza e citano il loro Gesù. Citano una macina che questo prete si dovrebbe attaccare al collo e gettarsi in mare. Nel contempo, però, assistiamo ad atti che tendono da un lato a sottrarre il prete cattolico dal giudizio del tribunale penale e dall’altro lato ad azioni dei cattolici nella società che tendono a mantenere le condizioni per cui i preti cattolici possano continuare a far violenza ai bambini. I miliardi di dollari spesi dalla chiesa cattolica per evitare i processi negli USA sono un esempio.
Ora, nei vangeli si dice chiaramente che Gesù faceva violenza ai bambini. In particolare è il vangelo di Marco che ci racconta dell’attività pedofila di Gesù.
Dice Marco:

“Gli conducevano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli sgridavano quelli che glieli presentavano. Gesù, veduto questo si indignò e disse loro: “Lasciate venire a me i bambini e non impediteli, perché il regno di dio è di quelli che sono simili a loro. In verità vi dico: che non riceverà il regno di dio come un fanciullo non c’entrerà”. Poi li abbracciò e li benedisse imponendo loro le mani.” Marco 10, 13-16

Qui non si tratta di interpretare. La frase è chiara! I bambini non sono persone, ma solo oggetti che qualcuno porta a Gesù affinché lui li tocchi.
Si tratta dell’unico comportamento sessuale tenuto da Gesù nei vangeli.
Il prete pedofilo si sente come Gesù. E si sente in diritto di far violenza ai bambini proprio perché lui si è ripromesso di dedicarsi a loro e da loro vuole il compenso. Come il don Gelmini che faceva violenza a chi era detenuto nella sua struttura lager. Da un lato si fanno pressioni sui magistrati affinché non si proceda nel giudizio, si proclama a mezzo stampa quanto chi ha subito la violenza sia malvagio, in malafede, e, dall’altro lato, si preserva l’organizzazione della chiesa cattolica al fine di continuare nella sua attività di violenza sui minori.
Una violenza che ha come fine la manipolazione mentale del ragazzo e che viene esercitata dalla violenza con cui si costringe il bambino a pregare fino alla violenza fisica e alla coercizione in spazi e relazioni ristrette.
Che Gesù esercitasse la violenza nei confronti del bambini ce lo dice Marco, ma Marco ci dice una cosa ulteriore: ci parla dell’ideale del prete cattolico!
Quell’Imitatio Christi che se da un lato smuove le montagne, dall’altro lato porta i bambini ad offrirsi al prete cattolico:

“Vi fu però un giovinetto che lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, e lo presero. Ma lui, lasciato il lenzuolo, scappò via nudo.” Marco 15, 51-52

L’ideale del prete cattolico: il bambino che si offre e che lotta per offrirsi a lui!

Questa è la teologia cattolica, il senso religioso del cristianesimo che ha sempre funzionato nel corso dei secoli in quanto, secondo il cristiano, le leggi si impongono ai più deboli e la libertà, per il cristiano, è libertà di violare leggi e norme identificandosi con l’onnipotenza del suo dio. Ricordiamo come il non uccidere dei dieci comandamenti valga solo per gli schiavi, non per il dio dei cristiani che macella l’umanità o rende beati chi sbatte la testa dei bambini contro le pietre e non vale nemmeno per la gerarchia che fa dell’omicidio garanzia di legittimazione della propria autorità (vedi il Catechismo Romano) su imitazione di chi uccide amici e parenti su ordine del dio padrone.

Come entra, a questo punto, il discorso della macina se in Marco esiste una legittimazione all’esercizio dell’abuso sessuale nei confronti dei bambini? Una legittimazione tanto marcata che ha sempre impedito alla chiesa cattolica di condannare la pratica della pedofilia dei preti cattolici tanto che lo stesso Ratzinger ha richiamato la condanna di chi denuncia all’autorità civile l’attività di stupro di minori ad opera dei preti cattolici?

Perché, nell’arte della guerra, e stuprare bambini per la chiesa cattolica è arte della guerra, portata alla società civile e alle sue possibilità di dispiegarsi verso il futuro, non esiste solo la “legittimazione dell’offensiva” come legittimazione ideologico-religiosa della violenza sui minori, ma esiste anche la “legittimazione della difensiva” come impedimento alla società civile di interferire nelle attività del prete cattolico quando violenta i bambini.
Difendere il violentatore, delegittimando la vittima; separare le responsabilità collettive di Gesù e della chiesa cattolica nell’attività di stupro nei confronti di minori ad opera del prete cattolico; mantenere le condizioni sociali e il ruolo della chiesa cattolica al fine di perpetuare l’attività di stupro di minori, indicando la perversione nei non appartenenti alle gerarchie religiose quando mettono in atto la stessa violenza del prete cattolico; distogliere l’attenzione della società civile impedendogli di vedere gli effetti devastanti della violenza sui minori; FA PARTE DELLA STESSA STRATEGIA! La stessa strategia che alimenta la violenza sui minori.

Ed è in quest’ottica che dobbiamo leggere il vangelo di Matteo:

“Ma se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e venisse sommerso nel fondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che vi siano scandali; ma guai a quell’uomo a causa del quale viene lo scandalo!” Matteo 18, 6-7

Quando avviene “lo scandalo”?
Secondo la NOSTRA società civile, retta dai principi COSTITUZIONALI, chi FA LO SCANDALO è colui che mette in atto l’azione scandalosa!
Perché? Perché fa scandalo la violazione della legge in un sistema in cui la legge limita e disciplina le relazioni fra le persone.
Secondo Gesù e la chiesa cattolica, lo scandalo è fatto da COLUI CHE DENUNCIA L’AZIONE SCANDALOSA!
Dice Gesù e la chiesa cattolica: “Finché l’azione non viene denunciata e non suscita scandalo, lo scandalo non esiste!”. Secondo questa logica, lo scandalo dello sterminio degli ebrei non sarebbe mai avvenuto se gli ebrei e “gli altri” non avessero denunciato lo sterminio! E’ chi da denunciato l’azione che suscita indignazione che ha dato scandalo, non chi ha commesso l’azione delittuosa.
Se non si riesce a capire COME PENSA GESU’ E LA CHIESA CATTOLICA non si può comprendere come Giovanni XXIII e Ratzinger abbiano minacciato di morte (la scomunica è una condanna a morte che la società civile, oggi, grazie alla Costituzione, limitata nell’ambito religioso, ma ci fu un tempo in cui essere scomunicati significava essere bruciati vivi.) coloro che denunciavano lo stupro di bambini ad opera dei preti pedofili.

Infatti, nel passo di Matteo tutta la frase di Gesù è retta dal sotto insieme “che credono in me!”. Quel credono in me separa i bambini che credono in lui da tutti gli altri bambini. Non è una cosa da poco perché nella frase, il termine “scandalo” è riferito alla credenza dei bambini: di quei bambini! Spiegare ai bambini che Gesù è un criminale, violento, bugiardo e pazzo, secondo la chiesa cattolica, significa “dare scandalo”. Il fatto che Gesù violenti i bambini (e per conseguenza il fatto che i preti cattolici violentino i bambini) ciò non dà scandalo in quanto non viene menomata la credenza dei bambini nei confronti di Gesù o della chiesa cattolica. E in effetti, la chiesa cattolica ha fatto tutto quanto ha potuto per impedire che nella struttura giuridica italiana la violenza sessuale fosse considerato un reato contro la persona, ma solo un reato contro “la morale”. Se alla società civile oggi appare aberrante (la corte di Cassazione sta regolando il costume sociale proprio per regolare il confine della violazione della sfera sessuale della persona) pensare alla violenza come un reato contro la morale cristiana, ciò è dovuto al fatto che l’imposizione della chiesa cattolica era non solo INUMANA, ma apparteneva alla morale sociale propria della società schiavista che la chiesa cattolica intende imporre sulla società democratica.

Il bambino è un oggetto di possesso da parte di Gesù! Gesù non rispetta le persone, né i bambini.
Gesù è un individuo ammalato da onnipotenza che non esita a minacciare le persone come farebbe un “matto da manicomio” (cito questa come esempio di una decina di farneticazioni simili nei vari vangeli):

“Il figlio dell’uomo, infatti verrà nella gloria del padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere. In verità vi dico: ci sono alcuni fra i qui presenti che non gusteranno la morte prima di aver veduto il figlio dell’uomo venire nel suo regno.” Matteo 16, 27-28

E’ la pazzia di chi dice: “Io violento i bambini, ma se tu mi denunci sei tu che dai scandalo!”

Che questa sia la corretta interpretazione è confermata dal vangelo di Luca che riprende il concetto degli scandali legandoli ai bambini della sua cerchia. Non sono persone, ma piccoli. Non sono persone da rispettare, ma bestie che non devono scandalizzarsi, indignarsi, denunciarlo.
Scrive Luca:

“Disse ancora ai suoi discepoli: “E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per colpa del quale avvengono! Sarebbe meglio per lui che gli si legasse al collo una macina da mulino e si gettasse nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State ben attenti.” Luca 17, 1-3

Il fatto che Ratzinger reiteri la minaccia di Roncalli al fine di impedire la denuncia alle autorità giudiziarie dei preti pedofili e pederasti; suscita o non suscita scandalo?
E’ normale che Ratzinger protegga l’attività di violenza sui minori dei preti pedofili?
E’ normale che i politici cristiani Italiani proteggano l’attività dei preti pedofili proteggendo le condizioni in cui costoro possono, indisturbati, continuare la violenza sui bambini e sulle persone deboli?
E’ inevitabile che vengano scandali, come dice Luca, MA GUAI A COLORO CHE DENUNCIANO LE AZIONI SCANDALOSE.

Per la chiesa cattolica, chi deve essere perseguitato, non è chi ha commesso la violenza, ma chi ha subito la violenza e si è permesso di denunciarla. E’ some se le vittime si fossero opposte al disegno divino che le destinava alla violenza subita e alla quale devono sottostare senza chiedere giustizia contro dio che quel destino ha determinato. E’ la sorte di molte ragazze che, una volta violentate, si sono viste isolate in paese o nelle comunità perché, anziché subire la violenza in silenzio, si sono permesse di chiedere giustizia. Ed è esattamente la violenza che hanno subito le persone che da bambine sono state violentate dai preti cattolici. Hanno dovuto subire vere e proprie angherie perché fosse riconosciuto che avevano subito violenza.
Sono gli effetti della maledizione di Gesù contro chi denuncia la sua attività di violentatore di bambini.
Così, una società civile che vuole consentire ai preti cattolici di continuare a violentare bambini continua ad esporre l’immagine di Gesù e costringe bambini in ginocchio al fine di consentire ai preti cattolici di continuare a violentarli ad imitazione di Cristo.

Quando la chiesa cattolica pretende di essere la padrona delle persone ed imporre alle persone la propria morale, pretende che le persone rinuncino al proprio corpo e al possesso della propria esistenza e non c’è che la violenza sessuale fatta dal prete cattolico che sancisce il suo essere padrone, il suo farsi Gesù, nei confronti della persona più debole ed indifesa.

Io so che molti cattolici non sono disponibili ad accettare la mia interpretazione dei fatti e degli eventi. Vengo subissato di insulti quando metto le mie riflessioni in web.
Il vero problema non è quello che io ho o non ho ragione: il vero problema è la chiesa cattolica, quel Gesù di nazareth e il genocidio che il dio dei cattolici perpetra nella bibbia e che i cattolici legittimano.
Se io affermo che sarebbe meglio che quel Gesù (che sia esistito o meno come persona) è meglio che si meta una macina al collo e che si getti in mare anziché praticare quelle porcate nei confronti dei bambini, un cattolico interpreta in modo diverso quelle affermazioni proiettando un suo bisogno.
E allora le cose sono due. O il cattolico è una persona civile e allora va da Ratzinger a dirgli di censurare Gesù e tutti coloro che a sua imitazione stuprano bambini trasformandoli in oggetti di possesso anziché dei soggetti di diritto Costituzionale, o il cattolico accetta che Gesù stupri bambini e allora, appare evidente, gli insulti che io ricevo sono aggressioni alla società civile finalizzati a legittimare il diritto dei cattolici a continuare a stuprare bambini.
E questo deve essere considerato come UN ATTO DI TERRORISMO PERPETRATO CONTRO LA SOCIETA’ CIVILE E LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA.
O si è uguali sotto la stessa legge, o si viola la legge per avere la libertà di delinquere.
Ma questo, dalla nostra Costituzione, non è ammesso!
03 febbraio 2008
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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