LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 2 febbraio 2008

Tratto dalla riflessione sul discorso della montagna!

Nel discorso della montagna nel vangelo secondo Matteo osserviamo nove tipi di beati:
1) Beati i poveri in spirito;
2) Beati quelli che piangono;
3) Beati i miti;
4) Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia;
5) Beati i misericordiosi;
6) Beati i puri di cuore;
7) Beati i pacificatori;
8) Beati i perseguitati;
9) Beati voi quando vi perseguiteranno;
C'è un'esaltazione della miseria nel quotidiano in funzione del premio divino. Il primo punto è uno dei maggiormente controversi. Leggiamo cosa scrive Elèmire Zolla nel suo "I Mistici d'Occidente": "Si tradurrà "Beati i poveri, per lo Spirito! Infatti di loro è il regno dei cieli"? oppure "Beati i poveri secondo lo Spirito perché di loro è il regno dei cieli", ovvero "coloro che hanno anima di poveri" oppure "coloro che sono poveri di spirito proprio"? In breve: saranno beati gli uomini impersonali o i poveri? Per Agostino si traduce "Beati coloro che non sono gonfi di iattanza", per Crisostomo "Beati coloro che non sono umili non per forzata rassegnazione ma con spirito d'elezione". Si aggiunge, perfino: "Beati coloro che sono scarsi d'intelligenza" o "Beati coloro che ora sono poveri (di spirito?) e che saranno come adesso sono i ricchi (di spirito?) in terra, quando giungeranno dopo morti in cielo", le due interpretazioni più probabili, salvo che la prima sia intesa come "Beato colui che è privo della facoltà di discernimento mondano", l'idiota di villaggio...."
Ebbene tutte queste interpretazioni sono corrette. Non tanto per la validità della traduzione, ma per l'applicazione pratica nel quotidiano perpetrata dalla chiesa cristiana. La validità dell'interpretazione in "Beati i poveri di spirito" viene confermata da Gesù nella misura in cui invita a farsi come un bambino. I bambini non lo contestano; non si avvedono del pericolo incombente nelle dichiarazioni di autoproclamazione di Gesù quale figlio di dio; non lo sfidano; non lo contestano; sono quasi gioiosi davanti a questo matto non comprendendo l'implicità dei suoi atti. Così i poveri di spirito non lo mettono in crisi ed egli non può far altro che beatificarli promettendo loro quello spirito, quella conoscenza e quella sapienza, che essi non scorgono mancante in Gesù.
La chiesa cristiana, pur puntando su questo per allargare il proprio potere (distruggerà la conoscenza, la tecnica, la medicina greca, romana, egiziana in quanto pagana) non può, sul palcoscenico della propria recita, ammetterlo direttamente né può permettere che i suoi preti, prendendo alla lettera l'essere poveri di spirito trasformandosi in idioti del villaggio perdendo così la capacità di controllo delle pecore del proprio gregge. Da qui un'interpretazione per i pastori e pescatori di anime e un'interpretazione per i pescati e i macellati.
Proviamo a scrivere lo stesso schema precedente specchiandone il suo contrario:
1) Beati i poveri di spirito; Maledetti i ricchi di spirito;
2) Beati quelli che piangono; Maledetti quelli che ridono;
3) Beati i miti; Maledetti gli insofferenti;
4) Beati quelli affamati di giustizia; Maledetti chi conquista la giustizia;
5) Beati i misericordiosi; Maledetti coloro che affrontano i problemi affliggenti per risolverli;
6) Beati i puri di cuore; Maledetti i sospettosi;
7) Beati i pacificatori; Maledetti coloro che affrontano le contraddizioni;
8) Beati i perseguitati; Maledetti i persecutori;
9) Beati voi quando vi perseguitano con falsità; E qui il contrario non lo conosco in quanto affermazione soggettiva.
Dov'è la libertà dell'uomo portata dal figlio dell'uomo se l'unica possibilità, per la felicità e la soddisfazione dei propri bisogni, appartiene al capriccio di dio oltre la soglia della morte del corpo fisico e la rinascita attraverso un'ipotetica resurrezione?
Tratto da:
http://www.federazionepagana.it/comparazione008.html

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