LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

domenica 16 marzo 2008

Il Dalai Lama e il terrorismo in Tibet

E' necessario fermare il terrorismo buddista.
Mon esistono solo i terroristi musulmani, ma anche quelli cristiani e buddisti.E nessuno di loro vuole la "libertà di culto", ma tutti vogliono potere sociale.
Il Dalai Lama, vista la concomitanza delle Olimpiadi e la crisi economica che dagli USA sta riversandosi in Europa, ha pensato bene di innestare il terrorismo nel Tibet.
Il Dalai lama ha intenzione di fermare lo sviluppo dell'economia tibetana che dopo la costruzione della ferrovia e col lancio turistico delle olimpiadi compromette le sue rivendicazioni da dio padrone!
Bene ha fatto il governo indiano a non permettere la nascita di un conflitto ai suoi confini.
L'India si ritrova a dover affrontare sia il terrorismo nel nome dell'Islam che il terrorismo cristiano, con conseguenti risposte di natura terrorista degli Induisti. O il governo indiano ci da un taglio netto a questo tipo di conflittualità o rischia di vedere compromesso il suo sviluppo economico e la conseguente uscita dalla situazione economica da terzo mondo.
So perfettamente che molte persone anelererebbero ad avere 100.000.000 di donne costrette alla prostituzione in Europa, e molti bambini da stuprare, come in Tailandia, distruggendo l'economia cinese. So perfettamente che il Dalai Lama vorrebbe riprendere a vendere ai Tibetani la sua mer-da come elisir di lunga vita, come ha sempre fatto, ma è inacettabile ogni forma di terrorismo in nome di una religione.
Il terrorismo dei buddisti in Tibet getta una lunga ombra sulle intenzioni delle religioni e del loro sviluppo nel mondo.Dopo la spartizione per aree di influenza che dette l'avvio alla guerra fredda, oggi stiamo per assistere alla divisione del mondo per aree di influenza religiosa: NON E' AMMISSIBILE!
O si fa religione o si fa politica!
In Cina il culto non è vietato.
E' vietato l'uso della religione per far politica, ma questo è un altro discorso.
Allora, fate politica! E assumetevi le responsabilità della politica che fate.
Si parla di preservare l’identità del Tibet.

Dal punto di vista storico, che cosa significa “identità”?

La setta dei Dalai Lama fu fondata da TsoK-‘apa nato nel 1357 e morto nel 1642 dopo che massacrarono le forme buddiste ed animiste del Tibet. Fu solo nel XVI secolo dopo cristo che fu istituito il titolo di Dalai Lama come reincarnazione del Budda.

Il Tibet fu sempre CINESE, sia con i mongoli che con la Cina che visse periodi tranquilli in particolare dal 1750 al 1904 che fece reagire la Cina ad un tentativo di occupazione del Tibet da parte dell’Inghilterra.
Fu solo dopo la rivoluzione cinese del 1912 che con l’intervento inglese il Tibet fu mantenuto in una situazione di “indipendenza de facto”.
Nel 1951 fu integrato nella Cina (e i cittadini avevano gli stessi diritti dei cittadini cinesi) finché l’intervento della CIA USA che finanziò il Dalai Lama fece scoppiare le rivolte del 1959 che portò all’esilio dei rivoltosi. Nonostante questo, la religione buddista non fu vietata. I templi erano frequentati e la cultura tibetana poteva svilupparsi anche se il Dalai Lama, di fatto, manteneva una situazione di guerra con la Cina.
Questo per quanto riguarda l’identità storica.

Per quanto riguarda l’identità sociale, i Tibetani hanno diritto ad avere le fognature, case confortevoli, assistenza sanitaria, trasporti adeguati e tutte quelle comodità che pretendiamo noi in Italia. Affermare che è tradizionale che le persone non abbiano l’assistenza medica e che siano costrette a curarsi con erbe (monopolio dei monaci come in Italia nel medioevo), siano costretti a vivere con le fogne che corrono per strada o a cercare nelle spazzature per vivere; attizzerà la meraviglia del turista, ma ha me fa un po’ schifo.
Globalizzazione del benessere economico e salvaguardia del patrimonio culturale.
Un patrimonio culturale che la Cina non ha mai messo in discussione (infatti i templi funzionavano) anche se è intervenuta violentemente (a mio avviso poteva farlo con più classe) per separare le attività religiose dall’interferenza nella società civile.

In questo momento non è solo il buddismo, ma anche il cristianesimo, l’islamismo e l’ebraismo (e se vuoi anche il Taoismo, lo Scintoismo e quant’altro) e tutte le religioni nate dal 600 a.c. ad oggi che devono fare i conti con la conoscenza del mondo che l’uomo ha raggiunto.
Sono le religioni che devono rinnovarsi e non possono continuare ad esistere seminando il terrore nella società. Vale per i cristiani, per gli ebrei, per i musulmani come per i buddisti. Capisco che per quelle religioni è un brutto momento. Reincarnazione, inferno, paradiso, nirvana, sono delle “boiate” pazzesche che devono misurarsi con gli uomini e la società, con la scienza e con la RELIGIOSITA’ DELLE PERSONE!
Purtroppo queste idee resistono solo là dove c’è il terrore militare.
Se il Dalai Lama riesce ad avere il potere militare del Tibet e impedire lo sviluppo economico, le sue idee religiose saranno ancora militarmente imposte, ma gli uomini vedranno chiudersi ancora una volta il loro futuro.
Non si tratta degli apporti della filosofia buddista all’umanità. Apporti preziosi che saranno preservati (preserviamo anche le stupidaggini di Agostino d’Ippona). Si tratta delle illusioni che le religioni impongono e che diventano sostanza nella patologia psichiatrica che inducono nelle persone. Una patologia psichiatrica indotta che si risolve a mano a mano che le condizioni di vita delle persone migliorano.

Lo so che la Cina può non risultare simpatica, ma è il metodo con cui quella parte del mondo si è traghettata dal medioevo schiavista e feudale all’economia capitalista moderna, con tutti i problemi e le contraddizioni che quel traghettamento ha comportato in un tempo breve (dal 1949 ad oggi) e per una popolazione di un miliardo e trecentomilioni di persone.
Che poi musulmani, cristiani e buddisti vogliano creare problemi per accaparrarsi una fetta di società si tratta di una questione politica mascherata da rivendicazioni religiose.
Fra l’altro, faccio notare, che i buddisti Cinesi non hanno appoggiato il Dalai Lama, anzi, sono contrari alle sue pretese di essere il padrone del Tibet.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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