LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 24 aprile 2008

Chiesa cattolica e terrorismo

Cristianesimo e terrorismo. Adorare il cristo Gesù porta a violentare la società civile invitando i cristiani ad esaltare criminali e assassini. Come i criminali e gli assassini come Padre Pio o la macellaia dell’India, la Teresa di Calcutta, che un Wojtyla disperato ha voluto innalzare agli altari per i suoi meriti di distruzione della società indiana, così il criminale e assassino Cardianal Poletti, un cattolico che tanto male ha fatto alla società italiana, innalza agli onori cattolici il criminale Enrico de Pedis per offendere e attentare alle Istituzioni Italiane.

Riporto dal sito:
http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=6143


Da Corriere della Sera del 12/09/2005

Il capo della Magliana è sepolto nella chiesa di Sant'Apollinare. "Chi l'ha visto?" riapre il giallo: una pista sul caso Orlandi
I nuovi misteri sul boss nella cripta da cardinale


E’ sempre lì la tomba di Enrico De Pedis, sempre nella cripta di Sant’Apollinare, il sepolcro di uno dei capi della banda della Magliana, dentro una basilica, a du e passi da piazza Navona e dal Vaticano. E’ ancora li? Si, dovrebbe, anche se la chiesa risulta invisibile sotto l’armatura di legno di un lungo restauro e il portone si schiude solo all’ora delle messe, ma la cripta, quella no, da otto anni è inaccessibile, una porta sbarra le scale. Storia romana, mistero romanissimo. La basilica di Sant’Apollinare è una maestosa chiesa settecentesca. De Pedis è l’uomo che attraversò, ai comandi, le due fasi della banda della Magliana, quella dei sequestri, delle scommesse, della droga e poi quella degli affari con Cosa Nostra, con la camorra, con i neofascisti e con Flavio Carboni, Francesco Pazienza, forse la P2 di Gelli, il Banco Ambrosiano di Calvi, lo Ior di Marcinkus.. De Pedis, detto Renatino, lo spararono a morte venerd’ 2 febbraio, all’ora di pranzo, in via del Pellegrino, Campo de’ Fiori.La trasmissione “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli, riprende lunedì questa vicenda oscura, se solo si pensa che secondo il diritto canonico “i cadaveri non siano seppelliti in chiesa, se non si tratti del Romano Pontefice o di Cardinali o di Vescovi”. Fu la giornalista Antonella Stocco a rivelare sul “Messaggero” l’esistenza della tomba nella basilica, 9 luglio 1997. E prima c’era arrivata la magistratura, il giudice Andrea De Gasperis, che aveva incaricato la DIA di indagare. Nel frattempo – due anni dopo la sepoltura – l’Opus Dei aveva acquistato il palazzo che contiene la basilica. Il legame tra De Pedis e Sant’Apollinare data al 1988, anno del suo matrimonio con Carla Di Giovanni, avvenuto appunto nella basilica. In quell’occasione – secondo la signora – Renatino disse “Il giorno che mi ‘tocca’, piuttosto che al cimitero mi piacerebbe essere portato qui…”.Il funerale di De Pedis, che non aveva ancora 36 anni, viene officiato da monsignor Piero Vergari, rettore della basilica. Quattro giorni dopo la morte violenta il corpo viene tumulato al Verano, ma il 23 marzo la vedova chiede la “estumulazione”. Poco tempo prima don Piero Vergari aveva scritto al cardinale Poletti, vicario di Roma, chiedendo l’autorizzazione per l’accoglimento nei sotterranei di Sant’Apollinare: “Il defunto è stato generoso nell’aiutare i poveri che frequentano la basilica, i sacerdoti e i seminaristi, e in suo suffragio la famiglia continuerà ad esercitare opere di carità…”. Il 24 aprile le spoglie di De Pedis, approdano in basilica.Dal ’90 al ’97 solo Carla De Pedis possiede le chiavi del cancello che chiude la cappella nella cripta. Poi il caso esplode. Dichiara il novo rettore di Sant’Apollinare: “Se fosse accertato ciò che si dice di Enrico De Pedis, sarebbe imbarazzante”. E prosegue: “Non sta a noi scegliere le salme: questa si, questa la mandiamo via”.Passano otto anni senza nuove. Anzi, l’unica è che quei gradini verso la cripta non possono più essere scesi. Lunedì “Chi l’ha visto?” aprirà un altro capitolo, il collegamento con la scomparsa di Emanuela Orlandi: il giorno in cui la ragazza, figlia di un dipendente vaticano, sparì (22 giugno 1983) era stata a lezione nel Pontificio Istituto di Musica Sacra, proprio nel palazzo di Sant’Apollinare. Un anonimo, pochi giorni fa, ha telefonato alla redazione di “Chi l’ha visto?”. “Volete risolvere il caso di Emanuela Orlandi? Guardate dentro la tomba di De Pedis…”

E’ il terrorismo del cristo Gesù! Il terrorismo di Wojtyla! Il terrorismo di Ratzinger che ha attentato alla società civile Italiana.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Manipolazione mentale dei ragazzi e imposizione dei sensi di colpa ad opera della chiesa cattolica.

Tratto da. “La prima formazione religiosa e morale della giovane” di Beaudenom - Torino, Società Editrice Internazionale, pag. 82

DIO SOMMO PADRONE!

“Supponiamo che tu abbia fatto un bel ricamo sopra un pezzo di tela di nessun valore: questa tela ricamata , opera delle tue mani, è roba tua, non è vero? Ora, supponiamo che una delle tue compagne te la prenda e te la laceri. Che sdegno e che minacce! Lascia stare! È roba mia, rendimela!
Ebbene, figlia mia, tu appartieni a Dio più di quanto quella tela appartenga a te: tu sei opera delle sue mani più di quanto quel ricamo è opera delle tue, perché in fin dei conti non sei tu che hai fato la tela, il filo e l’ago di cui ti sei servita.
Pensa quale sarà il sentimento di Dio, se tu alteri o laceri la sua opera in te, con qualche peccato volontario o fatto con malizia. Ah! Se tu potessi udire la sua voce, essa ti ripeterebbe le tue parole: Lascia stare! Quest’anima è mia, rendimela!”

Siamo davanti alla logica del criminale che dice ad una persona: tu sei una schiava e sei uguale alla tela. Solo chi adora il cristo Gesù può ridurre le persone a bestiame pronte per essere stuprate.
La tela è “roba mia”; la persona è “roba di altri” diversi dalla persona.
E’ la logica della schiavitù propagandata dalla chiesa cattolica in questo trattato, la prima formazione morale della giovane, il cui scopo era quello di trasformare la persona in un oggetto posseduto: dal dio prima, dal branco che la stupra dopo.
Se un pezzo di tela non rivendica la proprietà di sé stesso, l’individuo rivendica la proprietà el proprio corpo, della propria anima e del proprio futuro davanti ad un dio padrone e ad un cristo Gesù che intendono negarlo.
Questa violenza, che la chiesa cattolica impone sui bambini, da un lato predispone le bambine a subire la violenza e dall’altro legittima i ragazzi a fare violenza sulle bambine o sui più deboli in quanto sono solo oggetti di possesso.
Quando leggiamo fatti come questo:


Da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=22937&sez=HOME_ROMA

Bullismo, picchiano e minacciano 13enne
Denunciati minorenni a Viterbo

VITERBO (22 aprile) - Una banda composta da una decina di minorenni, alcuni dei quali al di sotto dei 14 anni, ha aggredito un 13enne, all'uscita della scuola, soltanto perché proveniente da una frazione di Viterbo. I bulli sono stati segnalati dai carabinieri della stazione di Viterbo alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minori di Roma. I fatti risalgono alla metà del marzo scorso. La banda, composta anche da qualche ragazzina, avrebbe prima circondato e poi pestato, trattenendolo alle spalle e, addirittura, tappandogli la bocca per evitare che gridasse in cerca di aiuto, il coetaneo. La vittima dopo il pestaggio sarebbe scappata e si sarebbe rifugiata in un vicino negozio. Gli aggressori, però, non si sono fatti intimorire dalla presenza dei titolari all'interno dell'esercizio ed avrebbero costretto il ragazzino ad uscire fuori per continuare a picchiarlo. Il ragazzino è finito al pronto soccorso dove gli sono state riscontrate contusioni all'addome, allo zigomo e al padiglione auricolare. I genitori della vittima hanno sporto denuncia ai carabinieri. Le forze dell'ordine di Viterbo invitano in una nota a denunciare fatti simili «oltre che telefonicamente, contattando, nel più assoluto riserbo anche attraverso l'indirizzo e-mail stvt218110@carabinieri.it».



http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_47717678.html


2008-04-17 17:40

Bullismo: madre vittima racconta episodi, preside la denuncia

PALERMO - Per mesi sarebbe stata vessata da tre compagne di scuola che l'hanno minacciata e derisa. Stanca di subire, una ragazza di 16 anni, che frequenta l'istituto tecnico Jaci di Messina, ha raccontato tutto alla madre che ha deciso di parlarne con il preside. La vicenda è finita davanti all'autorità giudiziaria. Il dirigente, infatti, ha denunciato la donna per interruzione di pubblico servizio. La madre della ragazza si è rivolta alla Procura dei minorenni perché faccia luce sulle responsabilità delle compagne di classe. L'ennesimo episodio di bullismo è accaduto in uno dei più antichi istituti scolastici della città dello Stretto che vanta tra i suoi studenti nomi illustri come il nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo e l'intellettuale antifascista Giorgio La Pira. La ragazza, a cui le coetanee impedivano sistematicamente di andare in bagno, scioccata dalle vessazioni subite, da alcuni giorni non frequenta più la scuola ed è in cura da uno psichiatra. Il vicepreside dell'istituto, il professor Antonino Arcidiaco, non ha voluto commentare la vicenda.




http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Aggredita-da-coetanee-fuori-da-scuola/2021069/6


Aggredita da coetanee fuori da scuola
La contesa era scaturita per questioni di cuore

MIRANDOLA. Attesa fuori da scuola e aggredita da alcune coetanee. Vittima è stata martedì scorso una studentessa 15enne dell’istituto Luosi di Mirandola, che aveva ammonito una coetanea di lasciar stare il suo fidanzato. La ragazzina commenta, sulle pagine di internet, l’aggressione: «E poi basta con sta rissa, è finita stop. E Cmq va kè nn sn mica morta...». La ragazza abita a Poggio Rusco.La notizia si è diffusa, ha fatto il giro dell’Italia, oggi tutti puntano il dito contro un episodio che evoca lo spettro del bullismo nelle scuole italiane.«Di questa storia non voglio che si parli, specie a sproposito»: il papà della 15enne prova a stoppare così la curiosità mediatica che è calata sul pestaggio. Ma è troppo tardi: da ieri questo caso è la notizia del giorno e arriva in un clima generalizzato di sfiducia nei metodi educativi che oggi società, scuole e famiglia hanno a disposizione per crescere i ragazzi.Martedì scorso la ragazzina, che frequenta l’istituto Luosi a Mirandola e che abita a Poggio Rusco, si è presentata, accompagnata dalla madre, al pronto soccorso di Mirandola: «Sono stata aggredita da quattro o cinque studentesse - ha raccontato - Mi hanno picchiato, strattonato e strappato un po’ di capelli». La ragazza se n’è andata un paio d’ore dopo, con un referto di cinque giorni di prognosi. All’esame radiologico non risultavano lesioni, anche se lei ha parlato di dolore alla spalla e al collo, provocati da tre delle contendenti. Sabato mattina la polizia era a scuola, per i consueti incontri con gli studenti. In quel contesto la preside, Maria Cristina Mignatti, ha riferito dell’accaduto, poichè nel frattempo tra i ragazzi il tam tam - compreso quello su internet - era dilagato. La preside ha inteso precisare che l’aggressione è avvenuta fuori dalla scuola e che, pur condannando l’episodio, non aveva intenzione di dar corso a denuncie di sorta. Così come i genitori: da un lato desiderosi di evitare che la cosa passasse sotto silenzio, dall’altro però preoccupati della privacy e della serenità della figlia. A scatenare il grave regolamento di conti è stato un commento lasciato sul sito del “Priscilla”, la discoteca di Poggio Rusco dove i teeneger della zona si incontrano. Un’anonima ha infatti fatto apprezzamenti inopportuni all’indirizzo del fidanzatino della 15enne. La poggese, allora, ha affrontato personalmente la presunta rivale, per farle capire di stare alla larga. Ma quella, all’uscita da scuola, si sarebbe presentata con alcune coetanee, tanto che dalle parole si è ben presto passati ai fatti. E ora a una scomoda notorietà.«E’ sbagliato non denunciare le violenze subite dai figli ed è altresì errato che la scuola non sia pronta a sanzionare anche quando gli episodi di violenza avvengono in prossimità dell’edificio. Senza regole di stampo sanzionatorio le cosiddette bulle non capiranno mai di essere tali». E’ quanto afferma il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, proprio sul caso dell’adolescente picchiata a Mirandola da alcune coetanee. Per Marziale «la mera ramanzina non serve a nulla, occorre far ripetere l’anno e condannare le giovani violente a lavori socialmente utili in ambito scolastico. I perdonismi di sorta non giovano al processo di drenaggio di un fenomeno che ha raggiunto vette emergenziali».



http://www.parmaok.it/parmaok/3935.html


Bullismo al "Rondani",spunta un altro caso

PARMA, 18 APRILE – “I tre bulli che hanno aggredito uno studente del liceo Marconi sono stati puniti e hanno capito la gravità del fatto che hanno compiuto”. Sono queste le prime parole del preside dell’istituto per geometri “Rondani”, il professor Silvano Tagliaferri.Dopo essere venuti a conoscenza del fatto la scuola ha provveduto subito alla sospensione e al confronto con i ragazzi e con i genitori. “Si tratta di studenti inseriti in una classe difficile, che presenta delle problematiche” ha detto il Preside. “Noi cerchiamo di lavorare anche con l’aiuto della cooperativa l’Orizzonte, perché ci sono casi difficili e noi come educatori abbiamo la responsabilità di risolverli”.Ora il preside Tagliaferri però chiede silenzio: "Si tratta di questioni che non vanno ingigantite, per educare questi ragazzi abbiamo bisogno della massima tranquillità".(Mar.Rob.)
18/04/2008


Siamo di fronte all’ideologia della chiesa cattolica a quel cristo Gesù che non ha rispetto delle persone perché le persone sono roba sua; il dio padrone gliele ha date e nessuno gliele può togliere.
Siamo davanti all’ideologia dell’educazione cristiana che toglie la personalità delle bambine per trasformarle in oggetti posseduti e, con questo, soggetti di carità e di violenza a piacere del loro possessore o di chi, in quel momento, si ritiene il loro padrone.
La chiesa cattolica, attraverso l’educazione imposta, impone comportamenti devastanti nella società civile. Li impone mediante la violenza che esercita sui bambini salvo, indignarsi quando la violenza che lei ha imposto viene veicolata per soddisfare quelle pulsioni che la chiesa cattolica ha represso nei ragazzi.
E’ il terrorismo che pervade questa società e che lascia le persone impotenti e incapaci di affrontare in maniera diversa la loro esistenza.
Aggredire e fare violenza è proprio di chi è incapace di veicolare le proprie pulsioni; di chi è incapace di costruire delle relazione con chi gli sta a fianco; con chi si sente tanto dio padrone nei confronti della ragazzina, dell’emarginato, dell’extracomunitario o del disabile. Di chi si sente branco nei confronti di persone che una società malata di cristianesimo abbandona per soddisfare le voglie di possesso e di stupro di chi adora un dio che dice. “o fai quello che voglio io o io ti ammazzo!” pretendendo di non essere accusato dei delitti che commette.
Tu sei proprietà del mio dio, dice Beaudenom alla bambina, e dunque devi fare ciò che il mio dio padrone vuole e, quello che lui vuole, è quello che io dico che lui vuole!
Osceno; semplicemente osceno!
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 22 aprile 2008

Una televisione pagana e di Stregoneria per far rflettere i cristiani

Programmazione attuale della Televisione Pagana:

Il rito dell’Equinozio di Primavera 2008: durata minuti 38,51’’
La Teogonia del Papiro di Derveni: durata minuti 37,43’’
Morte beffarda: durata minuti 1,12’’
La Religione Pagana Politeista: durata minuti 19,48’’
Nera Notte istruisce gli Stregoni: durata minuti 42,27’’

Si tratta di un ciclo continuo di trasmissioni che si ripeteranno per qualche giorno sulla Televisione Pagana all’indirizzo:
http://www.mogulus.com/paganesimo

La Televisione Pagana si segue in Web e ha come argomenti sia l’illustrazione dei principi della Religione Pagana che la Stregoneria nella sua attuazione pratica.

Questa programmazione durerà circa sette giorni.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 18 aprile 2008

Impunità e omertà nel cristianesimo!

Il potere di agire della chiesa cattolica nella società è enorme. Non soltanto per l’apparato ecclesiastico, ma per il controllo morale che esercita sulle persone in disprezzo del dettato Costituzionale.
Il problema della società è quello di riaffermare il diritto sopra l’ideologia assoluta dell’assolutismo monarchico rappresentato da Ratzinger e dalle religioni rivelate. Riaffermare l’uguaglianza sotto la legge è un principio SACRO che i cattolici vorrebbero disarticolare nella società civile per sostituirlo con “l’uguaglianza sotto il dio padrone”. Solo che il dio padrone è un soggetto fisico con cui gli Esseri Umani si identificano ogni volta che pretendono di essere i padroni delle persone e di delinquere sottraendosi alla legge, mentre la legge è un enunciato a cui nessun soggetto si sottrae ed è interesse dei soggetti aver delle buone leggi.
Così oggi apprendo una sentenza della Corte d’Appello di Bolzano che ribadisce il principio della sovranità della legge nei confronti della pretesa impunità del dio padrone dei cristiani.


Da:

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo409712.shtml

Pedofilia, condannato un sacerdote
Bolzano, sentenza della Corte d'Appello

Un sacerdote 44enne è stato condannato in Corte d'Appello a Bolzano a 7 anni e 6 mesi di reclusione per violenze sessuali nei confronti di una sua parrocchiana, minorenne all'epoca dei fatti. La clamorosa sentenza è arrivata dopo l'assoluzione in primo grado e dopo otto ore di Camera di Consiglio. Il prete è stato anche condannato a un risarcimento di 500 mila euro per la giovane donna e di 200 mila euro per i suoi genitori.
Al centro del processo ci sono le affermazioni della giovane donna. Il ricordo dei fatti, aveva affermato nella sua denuncia, era riaffiorato nel corso di una lunga serie di sedute psicoanalitiche dopo essere stata in precedenza rimosso per anni e anni, causandole una serie di sofferenze fisiche e psichiche. Gli abusi si sarebbero ripetuti per alcuni anni, quando la ragazza ne aveva circa dieci. I fatti, secondo le testimonianze della giovane, erano avvenuti nel periodo della colonia estiva della parrocchia e nella canonica. Il prete si è sempre dichiarato innocente.
"Si tratta di una sentenza coraggiosa che fa giustizia", ha detto l'avvocato della parte civile Gianni Lanzinger. I legali della difesa, Flavio Moccia e Alberto Valenti, si sono detti invece "sconcertati", esprimendo dubbi sulle dichiarazioni della ragazza, frutto di lunghe sedute di psicoterapia ad oltre dieci anni di distanza dai fatti. ''Attendiamo le motivazioni della sentenza ma certamente andremo in Cassazione", hanno dichiarato.

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Non è semplice riuscire a riconoscere i meccanismi giuridici, psicologici e morali, attraverso i quali i cristiani agiscono per disarticolare e distruggere la società civile. Quanta sofferenza e quanta insicurezza creano fra i cittadini. Poi, usano quell’insicurezza per costruire disagio sociale e spingere i cittadini a distruggere le uniche istituzioni che garantiscono loro il futuro.
-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 16 aprile 2008

Non è il pedofilo che diventa prete cattolico, è il prete cattolico che costruisce i pedofili

Ciò che Ratzinger vuole nascondere dietro l’assolutismo che i cattolici impongono è la menzogna fondamentale sulla pedofilia dei preti cattolici.

Non è il pedofilo che diventa prete cattolico; ma è il prete cattolico che diventa SEMPRE un pedofilo al di là che faccia violenza o meno ai minori!
E’ l’ideologia cristiana che costruendo fobie sessuali attraverso una guerra feroce alla sessualità porta le persone a veicolare le loro pulsioni sessuali nei confronti dei soggetti più deboli attraverso atti di stupro, di violenza sessuale, di prevaricazione sessuale, di pedofilia e di pederastia.

L’intera società civile subisce la violenza della pedofilia sessuale costruita dall’educazione cattolica. Chi pratica la violenza sessuale nei confronti dei minori è SEMPRE una persona immatura che non riesce a veicolare la propria sessualità nei termini e nei modi che la società prevede. E questa immaturità è COSTRUIITA DALL’EDUCAZIONE CATTOLICA. Si accentua nel prete che avendo a disposizione persone deboli (bambini, donne, tossicomani, ecc.) non fa altro che usarli per le proprie necessità sessuali. Usarli, come oggetti. Non tutti i preti praticano la pedofilia e la violenza sessuale: tutti i preti costringono i bambini in ginocchio ritenendosi in diritto di violentarne la psiche. Non tutti i bambini la cui psiche è violentata non saranno in grado di veicolare la loro sessualità, ma sta di fatto che la violenza dell’adulto sul minore che lo trasforma in oggetto di possesso è proprio dell’educazione cristiana!



Dal sito:

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/benedetto-xvi-usa/benedetto-xvi-usa/benedetto-xvi-usa.html



Il Papa in volo verso gli Usa"Mai più sacerdoti pedofili”

ROMA - C'era anche Romano Prodi all'aeroporto di Fiumicino a salutare Benedetto XVI in partenza per gli Stati Uniti. Il Boeing 777 dell'Alitalia atterrerà alla base di Washington alle 16 ora locale. Accolto dal presidente George W. Bush, il Papa inizierà tra qualche ora l'ottavo viaggio apostolico fuori dai confini italiani.Ratzinger sarà il primo Papa ad approdare negli Stati Uniti dopo la crisi spirituale dei preti pedofili che ha travolto la Chiesa americana; il terzo pontefice dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II. C'è interesse per come Benedetto XVI affronterà il tema pedofilia davanti a quella che resta una delle più forti chiese cattoliche nel mondo con un numero di cardinali secondo solo agli italiani."I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio", ha assicurato Benedetto XVI conversando in aereo con i giornalisti durante il viaggio verso Washington. "Ci vergognamo profondamente e faremo tutto il possibile affinchè questo non si ripeta in futuro", ha affermato il Papa.La visita di Ratzinger è la prima di un Papa negli Usa da quando nel 2002 esplose lo scandalo degli abusi sessuali dei sacerdoti, che ha costretto le diocesi a pagare danni per oltre due miliardi di dollari.Benedetto XVI ha assicurato che la Chiesa cercherà di selezionare i candidati al sacerdozio "in modo che solo le persone davvero integre possano esservi ammesse". "E' più importante avere buoni preti che avere molti preti", ha sottolineato il Pontefice. "Se leggo le storie di quelle vittime - ha affermato Bendetto XVI - è difficile per me comprendere come sia stato possibile che i sacerdoti abbiano tradito in questo modo la loro missione".Il viaggio papale, pesato per il duecentesimo anniversario di molte diocesi statunitensi, si è arricchito con l'invito del segretario dell'Onu a parlare alla assemblea delle Nazioni Unite, dove il 18 aprile il Pontefice interverrà davanti ai rappresentanti di 192 nazioni accreditate. Tra gli appuntamenti più fortemente simbolici di questo viaggio, la sosta a Ground Zero, domenica 20 aprile. Domani, giorno del suo ottantunesimo compleanno, Ratzinger andrà alla Casa Bianca, accolto da 21 colpi di cannone a salve, dagli inni del Vaticano e degli Stati Uniti, festeggiato da una folla record di 12 mila persone tra cui, chissà, potrebbe affacciarsi anche qualche candidato presidenziale. "Il Papa parla a nome di un miliardo di cattolici - ha detto George Bush - e viene come uomo di fede, non come esponente politico".Nel colloquio di mercoledì nello studio ovale Ratzinger e Bush proseguiranno, secondo le indicazioni della Casa Bianca, il dialogo su "fede e ragione" e sugli "obiettivi comuni". Tra i due c'è convergenza di vedute su molti temi sociali, come l'aborto, le ricerche sulle cellule staminali e i matrimoni gay. Ma come ha già fatto nel messaggio di Pasqua, Benedetto XVI non perderà l'occasione per differenziarsi sulla guerra in Iraq e sulla giustizia capitale. E a Washington, come poi nel discorso di venerdì all'assemblea generale dell'Onu, il Papa insisterà sul tema della pace. Il rientro in Vaticano del Pontefice è previsto per la mattinata di lunedì.
(15-04-2008)


Ora le autorità civili mettono un po’ più di attenzione, ma sta di fatto che i missionari in Africa e in America Latina continuano a violentare i bambini poveri: tanto, nessuno li ascolta!
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 14 aprile 2008

Cattolicesimo, pedofilia e controllo militare e culturale del territorio Italiano

Il controllo della cultura e del territorio ad opera del terrore cattolico, in Italia è pressoché totale. Anche se qualche cosa emerge, dal punto di vista culturale, sono solo elementi periferici di tutto l’orrore che il cattolicesimo ha seminato per il mondo imitando il cristo Gesù. Ha distrutto popoli e uomini per la sua sete di dominio.
Nemmeno un nazista, oggi come oggi, giustifica i massacri della soluzione finale di Hitler, solo il cristianesimo giustifica la soluzione finale con cui il suo dio ha macellato l’umanità e, giustificandola, giustifica l’intero orrore cristiano nella distruzione di popoli ed uomini..
Riporto quanto trovato in rete.

Dal sito:
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=144&ID_articolo=131&ID_sezione=307&sezione=

12.04.2008
Signore liberaci dal male

Buon pomeriggio a tutti, anziché scrivere come al solito di Iran e di questioni islamiche vorrei condividere un altro tema con gli utenti del blog. Vi scrivo da Parigi dove ieri sera sono andata a vedere un film che ancora non c'e' nelle sale italiane e, probabilmente, non sara' proiettato. E' il documentario "Deliver Us from Evil" (2006) di Amy Berg che racconta la storia (vera) del prete (cattolico) pedofilo Oliver O'Grady che ha confessato di avere abusato sessualmente di centinaia di bambini tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Novanta. Nel 2006 la pellicola ha vinto il Best Documentary Award al Film Festival di Los Angeles. Amy Berg intervista O'Grady e gli fa raccontare di quando faceva il prete nel nord della California e molestava bambini, il piu' piccolo dei quali aveva 9 mesi. Condannato a sette anni di carcere, è stato poi deportato in Irlanda dove attualmente vive in una famiglia (con figli) che nulla sa del suo passato. Al tempo stesso la regista da' voce alle persone (maschi e femmine) violentati dal prete durante la loro infanzia e che ancora non hanno superato il trauma. Una di loro, residente in California, oggi ha 40 anni: è andata in Vaticano e ha cercato invano di consegnare una lettera al Papa. Sullo schermo passano poi le immagini delle deposizioni dello stesso O'Grady ma anche di vescovi e alti prelati americani che nulla hanno fatto in questi anni se non celare le malefatte del sacerdote pedofilo. Dal documentario è evidente la responsabilità del Vaticano nel nascondere i crimini del prete irlandese in servizio in diverse parrocchie della California. Secondo i dati forniti dagli attivisti intervistati, sono oltre centomila i bambini vittime di abusi sessuali da parte di preti cattolici negli Stati Uniti e hanno avuto il coraggio di sporgere denuncia. Ma l'80 percento delle vittime preferisce non rivelare le violenze subite. Il Vaticano ha speso oltre un miliardo di dollari per difendersi dalle accuse di pedofilia e per pagare le compensazioni decise dai tribunali. Il tema non mi sembra irrilevante in questo momento visto che martedi' il Papa si rechera' negli USA: Ratzinger è stato accusato di avere celato i casi di pedofilia nelle parrocchie americane e, su richiesta del Vaticano, il presidente Bush ha concesso al Pontefice l'immunita'. Qualcuno di voi sa come mai questo documentario non è anche nelle sale cinematografiche italiane?


A volte si vorrebbe che gli uomini avessero giustizia. Avessero giustizia nei confronti del delirio di onnipotenza del dio dei cristiani e di quel cristo Gesù che viene imposto con la violenza ai bambini costretti a pregare.
Si vorrebbe che la Costituzione fosse rispettata affinché le Istituzioni di questo paese fossero effettivamente ciò che la Costituzione impone e non delle associazioni a delinquere più volte a difendere i loro interessi personali, sia morali che materiali, in disprezzo della Costituzione stessa.
Vedere l’odio dei cristiani non perseguito dalle Istituzioni porta allo scollamento dei cittadini dalla società civile e quella distanza psicologica e morale che c’è fra il cittadino che vede i propri diritti calpestati e Istituzioni mafiose che fanno del disprezzo del cittadino il loro modo di porsi e ragione intima della loro esistenza.
Quando il Presidente della Repubblica invita a non minare la credibilità delle Istituzioni, dimentica che è lui, in quel momento, che sta minando la credibilità delle Istituzioni perché davanti a cittadini che chiedono giustizia egli li offende (mi riferisco a quanto mette in atto l’Autorità per le Comunicazioni, tale Calabrò) al fine di salvaguardare l’attività criminale di Calabrò!
La mancanza di giustizia mina le Istituzioni, non le richieste di giustizia dei cittadini che vedono offesa la Costituzione dall’attività di soggetti criminali che agendo usando le Istituzioni attentano al dettato Costituzionale.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 11 aprile 2008

Pedofilia e pederastia cattolica; sacerdote condannato.

La cronaca non cessa mai di confermare l’attività di pedofilia della chiesa cattolica attraverso i suoi militanti.
Militanti impegnati a violentare bambini, sia in Italia che all’estero, attraverso l’uso dei missionari.
E le inchiesta sono difficili specie quando i direttori degli Istituti anziché rivolgersi alla magistratura si rivolgono al Vescovo cattolico che si dà da fare per coprire i delitti alle autorità civili. Una sorte di potere mafioso dentro lo Stato come del resto ha potuto constatare il PM Forte di Milano che si occupa di minori. Questa omertà cattolica che deve proteggere il cristo Gesù e la violenza sui minori.
Questa è l’ultima notizia.

Presa da http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/ferrara/2008/04/10/79360-pedofilia_condannato_sacerdote.shtml


Pedofilia, condannato un sacerdote

L'inchiesta era cominciata nel 2005. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni, ma il giudice ha optato per una condanna esemplare: sei anni e dieci mesi al prete accusato da insegnanti e genitori. La difesa: "Faremo appello"

Ferrara, 10 aprile 2008 - Sei anni e dieci mesi: questa la condanna che il tribunale di Ferrara ha inflitto al 68enne sacerdote della Diocesi di Bologna che il 2 marzo del 2005 fu arrestato per presunti abusi sessuali ai danni di dieci bambini dell’asilo parrocchiale del ferrarese che gestiva all’epoca dei fatti. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dal collegio giudicante (presidente Francesco Caruso, a latere Franca Oliva e Monica Bighetti) dopo sei ore di camera di consiglio e al termine di un processo durato un anno e molte udienze a porte chiuse.

Il sacerdote (difeso dagli avvocati Milena Catozzi di Ferrara e Giuseppe Pavan di Padova) è stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali verso bambini minorenni — consistenti in palpeggiamenti nelle parti intime, baci sulla bocca e altre oscenità — e di abusi sessuali (nella fattispecie palpeggiamenti) verso due insegnanti della scuola. Una pena esemplare se si tiene conto del fatto che il pm Filippo Di Benedetto aveva chiesto sei anni. Oltre alla pena principale, che sconterà in carcere, il prete è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una provvisionale tra i due e i tremila euro per ogni bambina molestata sessualmente, anche se l’esatta quantificazione del risarcimento danni sarà effettuata in sede di processo civile.
Il collegio giudicante, che — di fatto — ha accolto in toto l’impianto accusatorio del pm Di Benedetto, ha ritenuto credibili e fondate le accuse contenute nelle testimonianze oculari delle insegnanti, delle cuoche e delle ausiliarie della scuola materna ferrarese, che hanno riferito in aula numerosi episodi verificatisi durante gli anni scolastici 2003-2004 e nei mesi successivi precedenti gli arresti domiciliari. Bocciata, invece, la tesi difensiva, che aveva fatto leva sul rancore provato verso il prete da due insegnanti che, nel settembre del 2004, egli stesso aveva licenziato dalla scuola per poi riassumere pochi mesi dopo su pressione dei genitori dei bambini. Rancore che, secondo la difesa, sarebbe stato alla base delle accuse di molestie.
L’inchiesta della procura ferrarese è iniziata nei primi mesi del 2005 dopo che alcune insegnanti, non senza timori e dubbi, avevano presentato ai carabinieri di Ferrara una denuncia nei confronti del sacerdote, nato a Verona ma attivo nella parrocchia ferrarese dove ha sede la scuola da lui gestita. In quell’occasione, le due donne raccontarono ai militari alcuni episodi circostanziati di molestie ai danni di una decina di bimbi dell’istituto. Si trattava di carezze un po’ troppo spinte, palpeggiamenti e strofinamenti nelle zone intime e baci sulla bocca.

A convincerle a parlare e a vincere gli iniziali timori reverenziali verso l’uomo era stata la direttrice della scuola materna, chiamata alcuni mesi prima dallo stesso religioso per coordinare l’attività didattica e seguire meglio gli aspetti organizzativi. Lei stessa, infatti, non solo era venuta ben presto a sapere dalle maestre e dalle ausiliare (in lacrime) di alcuni episodi emblematici accaduti in passato ma era stata addirittura testimone oculare di numerose attenzioni morbose del prete verso una bimba kosovara, ospite della parrocchia assieme alla madre, al padre e ai fratellini. In particolare, secondo le testimonianze raccolte in aula, l’uomo era solito baciare la minorenne sulla bocca.
Un fatto che era subito sembrato strano alla nuova direttrice, al punto da convincerla a denunciare questo ed altri episodi ai carabinieri assieme alle insegnanti. Ma la curia sapeva? Durante le udienze dibattimentali si è parlato per l’appunto di un incontro tra la stessa direttrice e monsignor Ernesto Vecchi, vicario del vescovo di Bologna Carlo Caffarra, in merito alla condotta del sacerdote ferrarese. In quell’occasione, l’esponente della curia aveva preso atto della situazione dipingendo l’uomo come 'malato'. Circostanza, questa, non confermata poi in aula. Prima della denuncia, altri colloqui erano stati condotti anche con una suora del paese — che aveva promesso il proprio interessamento presso le autorità religiose — e con un responsabile degli asili cattolici della zona. Avvisato o redarguito dai suoi superiori, il sacerdote si era tranquillizzato per alcuni mesi fino a quando non erano ripresi gli atteggiamenti osceni nei confronti della bimba kosovara.
Gli episodi riferiti in aula sono stati molti e molto di più si sarebbe potuto sapere se a parlare fossero state le bambine vittima degli abusi. Tuttavia, proprio per evitar loro un ulteriore trauma, il pm Di Benedetto ha scelto di non convocarle in aula per testimoniare. Stando ai racconti, in un’occasione il sacerdote, per "correggere" alcuni bambini che avevano pronunciato parole oscene, li avrebbe fatti denudare in bagno e avrebbe improvvisato una lezione di anatomia sui loro corpicini. In più occasioni, l’uomo sarebbe stato visto mentre osservava da vicino le bimbe in bagno, per l’accusa segno evidente di una "indole deviata".

Sempre secondo le testimonianze, ritenute fondate dalla corte, il sacerdote si era inserito nel menage coniugale della famiglia kosovara che ospitava in parrocchia: non solo aveva messo la moglie contro il marito, al punto da costringerlo a lasciare casa e a vivere in automobile, ma avrebbe anche minacciato i vicini che, vedendolo affamato e infreddolito, gli avevano prestato soldi e fornito cibo. Per non parlare dei baci osceni alla bimba.
Cristiano Bendin


Si tratta del terrorismo cattolico che pensa le persone come oggetti posseduti dal proprio dio padrone, di cui i preti sono manifestazione, e in diritto di stuprare bambini ad imitazione del cristo Gesù.
L’unica sessualità indicata in Gesù nei vangeli è la violenza che Gesù faceva sui bambini all’interno di un’ideologia di possesso e di aggressione giustificata dal fatto che egli, essendo il figlio del dio padrone, era il padrone delle persone e, per cui, non poteva essere processato per delitto.
Un delirio di onnipotenza che, riaffermato oggi, offende la Costituzione e la società civile.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 9 aprile 2008

Attentato terrorista alla società civile e alla Costituzione da parte di Ratzinger

Sono le solite esternazioni di Ratzinger?
No!
Sono i soliti attentati alla società civile, ai diritti sociali delle persone, alla libertà della persona per sottometterla al delirante arbitrio del suo dio criminale di cui Ratzinger, nel suo delirio di onnipotenza, ne fa la sua volontà.
Potrebbe essere un’indicazione ai soli cattolici se tale notizia non fosse rilanciata dalla stampa come giudizio morale e comportamentale positivo in antitesi ai diritti morali costituzionalmente sanciti e giuridicamente determinati. Potrebbe essere un solo giudizio religioso, se non venissero messe in atto sul territorio azioni di impedimento fisico e morale alle persone che intendono esercitare i loro diritti e le loro determinazioni.
A pochi giorni dalle elezioni, ancora una volta, si vede come la posta in gioco siano i diritti sociali delle persone. Dal delirio nazista di Ratzinger il cui scopo è distruggere il divenire dlele persone trasformando la società in un campo di sterminio sottomesso all’arbitrio immorale del suo dio padrone di cui egli ne realizza la volontà di sterminio.
“Io sono il vostro padrone” riafferma il Gesù di Nazareth; “Non avrai altro padrone che me!”, è il messaggio cristiano. Un messaggio che riassume la qualità dei valori morali del cristianesimo che vedono nella negazione della persona, del suo corpo, delle sue ragioni morali, esaltazione del dominio del dio padrone.
A pochi giorni dalle elezioni, Ratzinger invoca i campi di sterminio:



Dal sito:
http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2008-04-05T112406Z_01_ROS539083_RTRIDST_0_OITTP-PAPA-ABORTO-AIUTO.XML


Aborto e divorzio, Papa:Chiesa si accosti con amore, delicatezza
sabato, 5 aprile 2008 12.24

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Benedetto XVI ha ribadito oggi la posizione del Vaticano su aborto e divorzio -- che ha definito "colpe gravi" -- ma ha anche detto che la Chiesa ha il dovere di accostarsi "con amore e delicatezza" alle persone che ne sono protagoniste.
"Il giudizio etico della Chiesa a riguardo del divorzio e dell'aborto procurato è chiaro e a tutti noto: si tratta di colpe gravi che ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale ed autore della vita", ha detto il Papa.
Tuttavia -- ha aggiunto Benedetto XVI, parlando ai partecipanti al Congresso Internazionale "L'olio sulle ferite" -- la Chiesa ha il dovere primario di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per annunciare la vicinanza misericordiosa di Dio in Gesù Cristo.
Il Papa ha parlato di aborto e divorzio definendoli "piaghe che tanta sofferenza comportano nella vita delle persone, delle famiglie e della società".
"Divorzio e aborto sono scelte di natura certo differente, talvolta maturate in circostanze difficili e drammatiche, che comportano spesso traumi e sono fonte di profonde sofferenze per chi le compie. (...) Esse colpiscono anche vittime innocenti e in tutti lasciano ferite che segnano la vita indelebilmente", ha detto Benedetto XVI.
"Solo nell'atteggiamento dell'amore misericordioso ci si può avvicinare per portare soccorso e permettere alle vittime di rialzarsi e di riprendere il cammino dell'esistenza", ha detto poi Papa Benedetto.
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Campi di sterminio che troppi politici, da Veltroni a Berlusconi, sono pronti ad attrezzare per soddisfare i desideri di dominio di una chiesa cattolica che pratica la violenza in tutto il mondo. E’ di questi giorni l’anniversario del genocidio del Ruanda. Un genocidio che ha visto la chiesa cattolica agire in prima persona per devastare la società e le istituzioni provocando 800.000 morti.
Ratzinger dimentica "Quanta sofferenza pone il privare le persone del loro diritto di scelta!" Sofferenza che la legge civile ha mitigato e che il suo odio ripropone.
Così, i politici Italiani, anziché confinare la chiesa cattolica nell’ambito della sua religione, nel suo privato, danno ossigeno ai suoi deliri di dominio negando i diritti della persona e le conquiste sociali di civiltà che gli Italiani, pur con sforzi immensi, hanno fatto in questi anni.
Vendono la società civile sperando di ricavarne qualche voto; e poi parlano di “voto di scambio”!
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 7 aprile 2008

Cristianesimo, Mormoni e la legge civile!

La notizia è un po’ particolare, ma dimostra a cosa conduce il fanatismo cristiano. Questa voglia di essere il padrone delle persone, di isolarle dalla società civile affinché non abbiano rapporti se non col padrone. Quando si privano le persone di diritti civili. Quando si identifica il padrone come libero di violare leggi e norme. Quando il padrone, come il dio cristiano, può macellare e sottomettere le persone liberandosi dalle catene della legge e delle regole sociali e imponendo guinzagli e gabbie feroci a chi deve, secondo lui, mettersi in ginocchio e ringraziarlo perché lui le degna della sua violenza, siamo all’aggressione della società civile, delle sue leggi e delle sue norme.
I cristiani mormoni, non sono diversi dagli altri cristiani.
Pur avendo delle peculiarità, come tutti i cristiani, costringono le persone alla sottomissione. Costringono le persone a diventare oggetti sottratti dai loro diritti Costituzionali.


Tratto da:

http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=entertainmentNews&storyID=2008-04-07T090531Z_01_MOL732060_RTRIDST_0_OITLR-USA-RAID-MORMONI.XML


Texas, evacuati da ranch 219 mormoni
lunedì, 7 aprile 2008 10.05


DALLAS (Reuters) - I funzionari texani hanno evacuato ieri centinaia di persone da un ranch di proprietà di una setta mormona dissidente legata al leader poligamo Warren Jeffs - attualmente in carcere - ma non hanno ancora trovato la giovane donna le cui testimonianze hanno fatto scattare l'operazione.
"Abbiamo evacuato 219 persone", ha detto Patrick Crimmins, portavoce del dipartimento Famiglia e Servizi Sociali del Texas, specificando che si tratta di 159 tra ragazzi e ragazze e 60 adulti.
"Non abbiamo arrestato nessuno e stiamo ancora cercando la giovane", ha spiegato Allison Palmer a Reuters, procuratore di una contea vicina che si sta occupando del caso.
"La ragazza ha fatto più di una telefonata chiedendo aiuto. E' giovane, minorenne, ha un figlio e un marito più vecchio", ha raccontato.
Secondo le autorità potrebbe essere tra le persone che sono già state evacuate.
Le autorità texane sono giunte al ranch dopo testimonianze secondo cui un uomo di mezza età avrebbe sposato e messo incinta una ragazza minorenne.
Non è chiaro in quanti vivano nella struttura e chi comandi effettivamente. Questo episodio è l'ultimo di una serie di guai che la setta poligama della Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo e dei Santi dell'Ultimo Giorno ha avuto con la legge.
A novembre il controverso leader spirituale della setta Jeffs, autoproclamatosi profeta, è stato condannato in Utah a 10 anni di carcere per complicità in uno stupro e per aver costretto un'adolescente di 14 anni a sposare suo cugino di 19.
Attualmente si trova in carcere in Arizona in attesa di altri processi per accuse del genere.
La poligamia è fuorilegge negli Usa, ma i maschi seguaci di sette del genere di solito sposano ufficialmente una donna mentre le altre diventano "mogli spirituali". Questo le rende ragazze madri agli occhi dello stato permettendo loro di godere di diversi benefit.
La Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi dell'Ultimo Giorno, al contrario di queste sette, ha rinunciato alla poligamia più di un secolo fa.
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Il cristianesimo è portatore di valori i schiavitù e di sottomissione.
Poi, accadono fatti come questi che vengono censurati anche da altri cristiani, più ossequiosi della legge civile, ma l’odio per le persone e il loro amore per il dio padrone, spinge i cristiani a distruggere la società civile e il suo futuro, specialmente nei bambini, per costruire il trionfo del loro dio padrone.
Lo stesso problema si pone anche per i musulmani in Europa. La legge civile deve SEMPRE prevalare sui dogmi e sulle tradizioni religiose, altrimenti si distrugge la società civile e si ricostruisce la società integralista o, se il termine vi chiarisce meglio le idee, FASCISTA!
e-mail claudiosimeoni@libero.it

L'insegnamento cristiano del "figiuol prodigo" e la Costituzione.

Nella società in cui viviamo esiste un solo sentimento religioso: quello che si lega al dettato Costituzionale!
La Costituzione della Repubblica è SOPRA DI OGNI ALTRO SENTIMENTO RELIGIOSO DELLE PERSONE.

La Costituzione della Repubblica è colei che garantisce il sentimento religioso delle persone; quella pluralità del sentimento religioso.
Nell’insegnamento cristiano dato dalla “parabola del Figliol Prodigo”, l’insegnamento è un’offesa al dettato Costituzionale e al comportamento che, secondo la Suprema Corte di Cassazione un padre, qualunque padre, deve tenere con un figlio.

Quando il “figliuol prodigo” ritorna, il padre si compiace del suo trionfo. Fa ammazzare il vitello grasso e festeggia.
Che cosa festeggia?
Il suo trionfo nella distruzione della capacità di costruire il futuro di suo figlio.
Lui festeggia l’incapacità di suo figlio di mettere a frutto le sue sostanze e i suoi averi.
Quando il figlio se ne è andato aveva si il denaro, ma non aveva quella ricchezza morale, etica, strategia, che gli permettesse di fondare il suo futuro. Mancava di una visione aperta al futuro. Quella visione che suo padre gli aveva rubato per costringerlo ad umiliarsi davanti a lui.
Una società che nn coltiva il divenire magico delle persone è una società negata.
E mentre i bambini sono costretti ad inginocchiarsi e a guardare con ammirazione un genitore che distrugge suo figlio trasformandolo in un handicappato sociale, la società civile, per bocca della Corte di Cassazione, chiede ai padri di fornire adeguati mezzi ai loro figli con cui affondare la loro esistenza. Mentre la chiesa cattolica esalta il “figiol prodigo” che si umilia davanti a suo padre, la polizia di stato arresta tutte quelle persone che non sono adeguatamente attrezzate per affrontare la società civile e la magistratura le condanna per le azioni inadeguate che hanno messo in essere. La polizia e la magistratura arrestano tutte quelle persone che si fanno “figliol prodigo”!
L’insegnamento di cristo, se è funzionale a sottomettere i bambini, rende inadeguate le persone e suona offensivo. Rappresenta un atto di vilipendio immorale nei confronti della Costituzione della Repubblica
Così chi alimenta l’odio sociale spargendo l’insegnamento dell’umiliazione del “figliol prodigo” lo fa solo per aiutare la chiesa cattolica a stuprare bambini costruendo la loro inadeguatezza come cittadini.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 4 aprile 2008

In televisione via web. "Paganesimo Politeista: stupro e pederastia.

"Paganesimo Politeista: stupro e pederastia"
E' la trasmissione televisiva che ho appena caricato e che assieme a dei filmati già su YouTbe come quelli del Giorno Pagano della Memoria, continuerà per tutta la settimana.
Il dibattito su "Paganesimo Politeista: stupro e pederastia" fu fatto nella sala dibattiti di Radio Gamma 5 nel 1999 con molte persone e il dibattito che ne seguì fu molto intenso.
Le tesi di quella conferenza furono non solo confermate, ma addirittura superate dagli avvenimenti che videro centinaia di preti cattolici inquisiti.
L'argomento ha permesso di definire la diversità fra società Pagana e società cristiana.
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http://www.mogulus.com/paganesimo
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La televisione Pagana in funzione da una decina di giorni ha già un buon seguito.
La Conferenza col dibattito che dura circa un'ora e quaranta minuti, non è mai stata diffusa per l'insufficienza dei mezzi.
Ora potete vederla per la prima volta.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprensita Stregone
Guardiano dell'Anticristo