LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 11 aprile 2008

Pedofilia e pederastia cattolica; sacerdote condannato.

La cronaca non cessa mai di confermare l’attività di pedofilia della chiesa cattolica attraverso i suoi militanti.
Militanti impegnati a violentare bambini, sia in Italia che all’estero, attraverso l’uso dei missionari.
E le inchiesta sono difficili specie quando i direttori degli Istituti anziché rivolgersi alla magistratura si rivolgono al Vescovo cattolico che si dà da fare per coprire i delitti alle autorità civili. Una sorte di potere mafioso dentro lo Stato come del resto ha potuto constatare il PM Forte di Milano che si occupa di minori. Questa omertà cattolica che deve proteggere il cristo Gesù e la violenza sui minori.
Questa è l’ultima notizia.

Presa da http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/ferrara/2008/04/10/79360-pedofilia_condannato_sacerdote.shtml


Pedofilia, condannato un sacerdote

L'inchiesta era cominciata nel 2005. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni, ma il giudice ha optato per una condanna esemplare: sei anni e dieci mesi al prete accusato da insegnanti e genitori. La difesa: "Faremo appello"

Ferrara, 10 aprile 2008 - Sei anni e dieci mesi: questa la condanna che il tribunale di Ferrara ha inflitto al 68enne sacerdote della Diocesi di Bologna che il 2 marzo del 2005 fu arrestato per presunti abusi sessuali ai danni di dieci bambini dell’asilo parrocchiale del ferrarese che gestiva all’epoca dei fatti. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dal collegio giudicante (presidente Francesco Caruso, a latere Franca Oliva e Monica Bighetti) dopo sei ore di camera di consiglio e al termine di un processo durato un anno e molte udienze a porte chiuse.

Il sacerdote (difeso dagli avvocati Milena Catozzi di Ferrara e Giuseppe Pavan di Padova) è stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali verso bambini minorenni — consistenti in palpeggiamenti nelle parti intime, baci sulla bocca e altre oscenità — e di abusi sessuali (nella fattispecie palpeggiamenti) verso due insegnanti della scuola. Una pena esemplare se si tiene conto del fatto che il pm Filippo Di Benedetto aveva chiesto sei anni. Oltre alla pena principale, che sconterà in carcere, il prete è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una provvisionale tra i due e i tremila euro per ogni bambina molestata sessualmente, anche se l’esatta quantificazione del risarcimento danni sarà effettuata in sede di processo civile.
Il collegio giudicante, che — di fatto — ha accolto in toto l’impianto accusatorio del pm Di Benedetto, ha ritenuto credibili e fondate le accuse contenute nelle testimonianze oculari delle insegnanti, delle cuoche e delle ausiliarie della scuola materna ferrarese, che hanno riferito in aula numerosi episodi verificatisi durante gli anni scolastici 2003-2004 e nei mesi successivi precedenti gli arresti domiciliari. Bocciata, invece, la tesi difensiva, che aveva fatto leva sul rancore provato verso il prete da due insegnanti che, nel settembre del 2004, egli stesso aveva licenziato dalla scuola per poi riassumere pochi mesi dopo su pressione dei genitori dei bambini. Rancore che, secondo la difesa, sarebbe stato alla base delle accuse di molestie.
L’inchiesta della procura ferrarese è iniziata nei primi mesi del 2005 dopo che alcune insegnanti, non senza timori e dubbi, avevano presentato ai carabinieri di Ferrara una denuncia nei confronti del sacerdote, nato a Verona ma attivo nella parrocchia ferrarese dove ha sede la scuola da lui gestita. In quell’occasione, le due donne raccontarono ai militari alcuni episodi circostanziati di molestie ai danni di una decina di bimbi dell’istituto. Si trattava di carezze un po’ troppo spinte, palpeggiamenti e strofinamenti nelle zone intime e baci sulla bocca.

A convincerle a parlare e a vincere gli iniziali timori reverenziali verso l’uomo era stata la direttrice della scuola materna, chiamata alcuni mesi prima dallo stesso religioso per coordinare l’attività didattica e seguire meglio gli aspetti organizzativi. Lei stessa, infatti, non solo era venuta ben presto a sapere dalle maestre e dalle ausiliare (in lacrime) di alcuni episodi emblematici accaduti in passato ma era stata addirittura testimone oculare di numerose attenzioni morbose del prete verso una bimba kosovara, ospite della parrocchia assieme alla madre, al padre e ai fratellini. In particolare, secondo le testimonianze raccolte in aula, l’uomo era solito baciare la minorenne sulla bocca.
Un fatto che era subito sembrato strano alla nuova direttrice, al punto da convincerla a denunciare questo ed altri episodi ai carabinieri assieme alle insegnanti. Ma la curia sapeva? Durante le udienze dibattimentali si è parlato per l’appunto di un incontro tra la stessa direttrice e monsignor Ernesto Vecchi, vicario del vescovo di Bologna Carlo Caffarra, in merito alla condotta del sacerdote ferrarese. In quell’occasione, l’esponente della curia aveva preso atto della situazione dipingendo l’uomo come 'malato'. Circostanza, questa, non confermata poi in aula. Prima della denuncia, altri colloqui erano stati condotti anche con una suora del paese — che aveva promesso il proprio interessamento presso le autorità religiose — e con un responsabile degli asili cattolici della zona. Avvisato o redarguito dai suoi superiori, il sacerdote si era tranquillizzato per alcuni mesi fino a quando non erano ripresi gli atteggiamenti osceni nei confronti della bimba kosovara.
Gli episodi riferiti in aula sono stati molti e molto di più si sarebbe potuto sapere se a parlare fossero state le bambine vittima degli abusi. Tuttavia, proprio per evitar loro un ulteriore trauma, il pm Di Benedetto ha scelto di non convocarle in aula per testimoniare. Stando ai racconti, in un’occasione il sacerdote, per "correggere" alcuni bambini che avevano pronunciato parole oscene, li avrebbe fatti denudare in bagno e avrebbe improvvisato una lezione di anatomia sui loro corpicini. In più occasioni, l’uomo sarebbe stato visto mentre osservava da vicino le bimbe in bagno, per l’accusa segno evidente di una "indole deviata".

Sempre secondo le testimonianze, ritenute fondate dalla corte, il sacerdote si era inserito nel menage coniugale della famiglia kosovara che ospitava in parrocchia: non solo aveva messo la moglie contro il marito, al punto da costringerlo a lasciare casa e a vivere in automobile, ma avrebbe anche minacciato i vicini che, vedendolo affamato e infreddolito, gli avevano prestato soldi e fornito cibo. Per non parlare dei baci osceni alla bimba.
Cristiano Bendin


Si tratta del terrorismo cattolico che pensa le persone come oggetti posseduti dal proprio dio padrone, di cui i preti sono manifestazione, e in diritto di stuprare bambini ad imitazione del cristo Gesù.
L’unica sessualità indicata in Gesù nei vangeli è la violenza che Gesù faceva sui bambini all’interno di un’ideologia di possesso e di aggressione giustificata dal fatto che egli, essendo il figlio del dio padrone, era il padrone delle persone e, per cui, non poteva essere processato per delitto.
Un delirio di onnipotenza che, riaffermato oggi, offende la Costituzione e la società civile.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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