LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 29 maggio 2008

Il male secondo i cristiani e il male secondo l'Anticristo

Si tratta del commento al quarantaseiesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
Comprende il testo su che cos’è il male del Libro dell’Anticristo in contrapposizione al concetto di male dei cristiani.

Che cos’è il male?
Il significato di male secondo i cristiani e secondo l’Anticristo.
Il dio padrone e il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso.
La visione oltre la morte, il cristiano e l’uva acerba.

Spe Salvi di Ratzinger
Commento al quarantaseiesimo paragrafo

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi46.html

Mancano solo quattro paragrafi per finire il commento all’enciclica Spe Salvi che fino ad ora mi ha impegnato per sei mesi di lavoro netti.
Anche in questo paragrafo si confuta l’affermazione di Ratzinger secondo cui non è possibile sapere che cosa c’è oltre la morte del corpo fisico con cui giustifica il terrore sparso dal suo cristo Gesù.
In realtà si sa che cosa c’è oltre la morte del corpo fisico, esattamente come il feto sa che cosa c’è oltre l’utero della madre. Solo che non si tratta di un sapere descritto, ma di un sapere intuito che senza l’autodisciplina si trasforma in patologia.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 26 maggio 2008

Le classi sociali determinate dal dio padrone e il giudizio universale

E’ stato caricato in internet il commento di una altro paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di ratzinger:


Il Giudizio Universale e la condizione di attesa.
Gorgia, Platone e il giudizio.
Vendetta e giustizia, patrimoni biologici di specie.
Le classi sociali determinate dal dio padrone cristiano.


Spe Salvi di Ratzinger
Commento al quarantaquattresimo paragrafo

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi44.html

---Estratto dal commento al 44° paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger---

Afferma Ratzinger:

“Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia. Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto. Ambedue – giustizia e grazia – devono essere viste nel loro giusto
collegamento interiore. La grazia non esclude la giustizia. Non cambia il torto in diritto. Non è una spugna che cancella tutto così che quanto s'è fatto sulla terra finisca per avere sempre lo stesso valore. Contro un tale tipo di cielo e di grazia ha protestato a ragione, per esempio, Dostoëvskij nel suo romanzo « I fratelli Karamazov ». I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato.”

Grazia!
Non stiamo parlando delle Grazie, le greche Cariti.
Se parlassimo delle Grazie, dovremmo ricorrere al culto Beota e tradurre i loro nomi come “Ornamento”, “Gioia”, “Abbondanza”. Se dovessimo ricorre al culto di Laconia dovremmo chiamarle con i nomi: “Implorata” e “Splendida”. Se andiamo ad Atene dovremmo chiamarle col nome di “Crescente” e “Colei che precede”. L’origine del termine Cariti ha la stessa radice del verbo rallegrarsi. I latini le chiamavano: “Bellezza” “Grazia” e “Ringraziamento”.
Se parlassimo degli Dèi, parleremmo di azioni e di stati d’animo che l’individuo proietta nel mondo in cui vive sollecitato dai fenomeni che da quel mondo giungono a lui.

Col termine “grazia”, usato dai cristiani, stiamo parlando di qualcosa di estremamente volgare. Stiamo parlando di un atteggiamento che troviamo spesso nelle organizzazioni mafiose. Stiamo parlando di “incorrere o cercare di entrare nelle grazie, nei favori, del dio padrone” o, se preferite, nei confronti del mafioso di turno.
Col termine grazia i cristiani intendono la sottrazione dell’individuo dal suo essere soggetto di diritto per costringerlo a diventare un soggetto di carità che deve supplicare i favori del proprio padrone.
I favori del padrone, Ratzinger, li chiama “giustizia”. La nostra Costituzione e la società civili li chiamano in maniera diversa.

E da che cosa Ratzinger pensa di avere i favori? “Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto”. Il giusto collegamento interiore in cui può essere visto Giustizia e Grazia: entrare nelle grazie del dio padrone imponendo sofferenza agli Esseri Umani. Essere premiati dal dio padrone, come il dio padrone premia il peccatore. Questo “premio”, che Ratzinger spera di ricevere per aver diffuso la sofferenza e la sottomissione, lui la chiama GIUSTIZIA!
Mentre, Dostoëvskij nel suo romanzo “I fratelli Karamazov”, protesta contro il dio padrone che premia il delinquente e snobba il Fariseo ligio alle regole e attento al prossimo, Ratzinger riafferma il diritto all’arbitrio del dio padrone in quanto, altrimenti, egli, Ratzinger, si sentirebbe già escluso dal premio che giustifica il suo attuale stato di sofferenza psicologica per aver perso l’occasione della propria esistenza.

La grazia del dio padrone non ha nulla a che vedere con le grazie, quelle antiche divinità che, espresse dalle azioni umane, permettevano all’Essere Umano di costruire le relazioni divine col mondo che lo circondavano e costruire il suo infinito dei mutamenti. Un infinito dei mutamenti che è negato al cristiano alla cui disperazione è concessa solo l’illusione della “resurrezione nella carne”, quel ritorno nell’utero della vita conosciuta che diventa una seconda possibilità dopo il suo fallimento.

Dice ratzinger:

“Vorrei a questo punto citare un testo di Platone che esprime un presentimento del giusto giudizio che in gran parte rimane vero e salutare anche per il cristiano. Pur con immagini mitologiche, che però rendono con evidenza inequivocabile la verità, egli dice che alla fine le anime staranno nude davanti al giudice. Ora non conta più ciò che esse erano una volta nella storia, ma solo ciò che sono in verità. « Ora [il giudice] ha davanti a sé forse l'anima di un [...] re o dominatore e non vede niente di sano in essa. La trova flagellata e piena di cicatrici provenienti da spergiuro ed ingiustizia [...] e tutto è storto, pieno di menzogna e superbia, e niente è dritto, perché essa è cresciuta senza verità. Ed egli vede come l'anima, a causa di arbitrio, esuberanza, spavalderia e sconsideratezza nell'agire, è caricata di smisuratezza ed infamia. Di fronte a un tale spettacolo, egli la manda subito nel carcere, dove subirà le punizioni meritate [...] A volte, però, egli vede davanti a sé un'anima diversa, una che ha fatto una vita pia e sincera [...], se ne compiace e la manda senz'altro alle isole dei beati ».”

Riporto da un sito dell’università di Bari la parte finale del Gorgia di Platone citata da Ratzinger:

“Al tempo di Chronos e nei primi anni del regno di Zeus, si veniva giudicati, per stabilire se la nostra vita ci meritava il premio delle Isole dei beati o il castigo del Tartaro, quando si era ancora vivi. I morituri venivano condotti davanti a giudici viventi, i quali emanavano le loro sentenze il giorno del loro trapasso. Ma Plutone e gli altri che avevano in cura l'amministrazione delle Isole dei beati si lamentavano con Zeus, perché i giudici inviavano loro persone immeritevoli. Zeus si rese conto che i giudici emanavano sentenze ingiuste, perché erano viventi che esaminavano dei viventi. Se viene giudicato da vivo, il candidato all'aldilà è vestito; molti che hanno un'anima malvagia sono rivestiti di bei corpi, di nobiltà, ricchezza e prestigio sociale. Per questo, numerosi testimoni si presentano a dichiarare che è vissuto giustamente. Anche i giudici sono vivi, e giudicano vestiti; la loro anima è velata dagli occhi, dagli orecchi e da tutto l'insieme del corpo, e dunque vengono ingannati da questo apparato, cui essi stessi partecipano. La morte era una esperienza disponibile: ogni libertà morale e di giudizio era annullata in una società totale, e totalmente esteriore. Per questo, Zeus stabilì che gli uomini non conoscessero l'ora della loro morte, e fossero giudicati da morti, nudi, e nudi e morti dovessero essere anche i giudici, anime di fronte ad anime. Eaco giudica chi viene dall'Europa, Radamanto chi viene dall'Asia, e Minosse funge da giudice d'appello. L'anima e il corpo, separati, conservano ciascuno le proprie qualità e i segni delle attività compiute, che il giudice, senza gli ingombri del corpo e del vestito, può accertare direttamente. Il giudice vede l'anima senza sapere a quale corpo appartiene, e se è flagellata, contorta e piena di cicatrici a causa della sua malvagità, l'avvia in prigione, dove patirà i dovuti castighi. In questo modo il giudice è messo, letteralmente, in condizione di amministrare la giustizia senza guardare in faccia nessuno.”

Non c’è nulla di verità in tutto questo. Non c’è nulla che conduca al vero.
Il fatto che Platone avesse in sé il concetto di immortalità dell’anima e il concetto, di al di là come proiezione dell’al di qua, non dà un parametro su cui convenire la “rendono con evidenza inequivocabile la verità” al contrario, sottolineano un relativismo concettuale legato ad un insieme filosofico che ha il suo fallimento nella realizzazione della Repubblica come i cristiani hanno il loro fallimento nella realizzazione della città di dio.
L’errore sta nel soggetto esterno: giudice e padrone!

----fine dell’estratto----

Il rimanente lo leggete all’indirizzo:

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi44.html

Diffidate sempre di chi afferma di essere un Pagano, ma non riafferma i principi etici e morali, con cui qualifica il suo essere Pagano, nei confrotni della morale e dell’etica presente e dominante.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 25 maggio 2008

Procura della Repubblica di Bologna, Cofferati, Ennio Fortuna e la violenza sui minori

Procura della Repubblica di Bologna, parrocchia, cattolicesimo: una miscela esplosiva per ricattare ragazzi e per avere l’impunità. Alla Procura di Bologna lavorò anche Ennio Fortuna che fece del terrorismo e dell’odio per le Istituzioni la guida del suo operato finalizzata al disprezzo delle persone. Non è dimenticato una criminale affermazione di questo personaggio relativa all’assoluzione di quell’accusa, determinata da odio sociale, che travolse Dimitri e i Bambini di Satana per odio sociale e religioso che caratterizzava questi personaggi.
Scoprire ora, al di là che le indagini accertino o meno, l’attività di questo personaggio dimostra come e quanto superficialmente i magistrati controllavano le persone che stavano loro intorno e come, il prolungarsi delle indagini per compiacere il vescovo di Bologna della Procura a proposito della “madonna che piange sperma” sia stato, in realtà, un tentativo di criminalizzare gli organizzatori della mostra da parte della Procura della Repubblica anziché accusare il vescovo di Bologna per attività di eversione dell’ordine Costituito nella sua pretesa criminale di imporre la vagina vergine della sua madonna in offesa al dettato Costituzionale.
Riporto dal sito:
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pedofilia/pedofilia/pedofilia.html

L'uomo, commesso della procura, in manette per detenzionedi materiale pedopornografico, violenza sessuale e privata
Pedofilia, arrestato ex catechistaa Bologna si indaga su altri minori
Ad accusarlo un 16enne. Inquirenti al lavoro per identificare tutti i coinvoltiun anno e mezzo di rapporti con quello che era diventato il suo padrino di cresima


BOLOGNA - Potrebbero essere diversi i ragazzini coinvolti nelle indagini dei magistrati di Bologna su S.M., il commesso cinquantenne della procura, arrestato tre giorni fa per detenzione di materiale pedopornografico, violenza sessuale e violenza privata. Ad accusarlo il racconto di un 16enne, straniero e adottato dieci anni fa da una famiglia italiana, che ha conosciuto l'uomo nella parrocchia dove per anni ha fatto il catechista e dove tuttora ricopre cariche laiche. Il ragazzo ha parlato di un anno e mezzo di rapporti sessuali con quello che nel frattempo era diventato il suo padrino di cresima: rapporti in parte consenzienti, in parte ricambiati con regali e piccole somme, in parte estorti con minacce. Il ragazzo avrebbe detto agli inquirenti di aver visto insieme ad un coetaneo foto pornografiche sul computer dell'uomo. E' stato il ragazzo a riferire la circostanza alla polizia giudiziaria. Il ragazzino, anch'egli straniero, non è più a Bologna e non sarà facile rintracciarlo. In un'altra occasione, un terzo ragazzo avrebbe accompagnato il quindicenne a casa di S.M., ma lo avrebbe aspettato sotto l'abitazione senza salire. Gli inquirenti stanno lavorando per identificare tutti coloro che potrebbero essere entrati in contatto con il commesso della Procura, sia di persona che attraverso internet. Alcuni sono già stati identificati e presto verranno sentiti dalla polizia. Inoltre, gli esperti della polizia postale stanno lavorando sul pc dell'ex catechista. Chi indaga sta cercando di identificare le tante persone con cui l'uomo comunicava attraverso le chat. Dai nickname, quasi sempre con un anno di nascita, sembrerebbe trattarsi di adolescenti. Si attendono risposte anche dall'esame dei tabulati dei quattro cellulari sequestrati all'indagato. I primi risultati delle indagini arriveranno lunedì sul tavolo del Pm Luigi Persico e del procuratore capo Enrico di Nicola. (24 maggio 2008)
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Non è da meravigliarsi, visto che a Bologna il Sindaco, tale Cofferati, continua ad offendere la Costituzione della Repubblica e a mettere in atto azioni illegali e terroristiche imponendo il crocifisso in violazione e in offesa del Dettato Costituzionale! Un delinquente che offende le più elementari norme della convivenza civile per incitare all’odio sociale.
QUALE ALTRA NOTIZIA DOBBIAMO ATTENDERCI PER DOMANI?
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Televisione Pagana per i cristiani: Noè Sumerico: alle origini della leggenda

Diretta televisiva dalla Televisione Pagana Lunedì alle ore 21.00

http://www.mogulus.com/paganesimo

“Il Noè Sumerico: alle origini della leggenda”
I testi letti e commentati da Kramer “I sumeri alle radici della storia”

Origine storica, relazione fra testo ebraico e testo Sumerico; temporalità; nascita psicologica del mito come bisogno di terminare il ciclo di quello che si fa e, per estensione, della propria esistenza.

La durata della trasmissione sarà di circa 40’- 45’.
Si può intervenire con la chat sia per porre questioni, domande o riflessioni agli ascoltatori.
La trasmissione, registrata, sarà in breve tempo disponibile sia nella funzione on-demande della televisione che inserita, appena possibile, all’interno del ciclo di trasmissioni che vanno in continuazione in alternanza a trasmissioni di filmati pagani.
Vi aspetto su: http://www.mogulus.com/paganesimo
L’unica televisione MONDIALE (si, perché, magari ce ne fossero altre) di Religione Pagana Politeista e di Stregoneria.
Ricordo che la programmazione della Televisione Pagana va in onda 24 ore su 24 con filmati sul Paganesimo, interviste, conferenze e altro materiale che espone i principi fondamentali della Religione Pagana Politeista e della Stregoneria vista dai Pagani Politeisti e da chi pratica la Stregoneria.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 21 maggio 2008

L'abiura del "vomito giudaico" e il vero nome del dio dei cristiani

"Ed è proprio perché è solo un trucco retorico, l’affermazione può essere presa in considerazione nel suo presente perdendo di incisività a mano a mano che le generazioni si susseguono e si liberano dalla coercizione emotiva che reggeva il trucco retorico.
Rileva Ratzinger nel quarantaduesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi:

“Nell'epoca moderna il pensiero del Giudizio finale sbiadisce: la fede cristiana viene individualizzata ed è orientata soprattutto verso la salvezza personale dell'anima; la riflessione sulla storia universale, invece, è in gran parte dominata dal pensiero del progresso. Il contenuto fondamentale dell'attesa del Giudizio, tuttavia, non è semplicemente scomparso. Ora però assume una forma totalmente diversa.”

Nell’epoca moderna i tribunali non sono più la rappresentazione del dio onnipotente, anche se qualche volta, purtroppo, succede ancora.
Nell’epoca moderna affermazioni, come questa che riaffermava l’assolutismo nei confronti delle persone ad opera della “città di dio”, sono considerati dei DELITTI:

“Formula di abiura per coloro che, dopo essersi convertiti dalla malafede dei Giudei alla fede del battesimo, ritornano al vomito del Giudaismo.
Io, tale [nome], residente nel luogo tale, appartenente alla diocesi tale, chiamato in giudizio di fronte a voi, tale [nome], inquisitore, una volta posti davanti a me i sacrosanti vangeli di dio, abiuro completamente ogni eresia di qualsiasi setta condannata, ed in modo speciale ed esplicito abiuro il rito della malafede giudaica, che un tempo avevo abbandonata, ricevendo la grazia del battesimo, e alla quale sono poi ritornato per mia colpa. Abiuro ogni forma di credenza, complicità, sostegno, accondiscendenza e protezione a favore degli eretici di qualunque setta condannata, ed in modo speciale ed esplicito dei cristiani dalla fede che passano al rito vomitevole dei Giudei o i convertiti battezzati che vi sono ricaduti, sotto la minaccia della pena prevista dalla legge per chi ricade nell’eresia abiurata in giudizio. [.....Continua nella pagina web sottocitata...]


E ancora:


In maniera bugiarda e codarda Ratzinger afferma (tanto, chi nella società civile può contestare, contestualizzandole, le sue affermazioni se non una persona religiosa? Una persona religiosa legata alla religione della vita e non a una religione di un dio padrone?): “... la pretesa che l'umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera.”
Che l’umanità sia in grado di costruire migliori condizioni di vita di quanto il suo dio, il dio padrone di Ratzinger, gli ha imposto militarmente, non è dimostrabile soltanto da ciò che ha realizzato l’umanità dal momento stesso in cui nel 1789 ha tagliato la testa al suo dio padrone nella persona divina (aveva la prerogativa di compiere miracoli per volontà del dio di Ratzinger) del re di Francia, ma tutto ciò che da allora condanniamo come perverso e inumano fu il tentativo della chiesa cattolica, e del suo dio, di interrompere il processo di trasformazione della società civile (colonialismo, razzismo, nazismo, ecc.) in funzione dei bisogni degli uomini.
La dimostrazione è data dal fatto che ancor oggi, quando necessitiamo di principi morali ed etici diversi dall’assolutismo cristiano ricorriamo a quanto fecero le Antiche Civiltà precristiane (non da ultima la Democrazia in Pericle).
Tutto ciò che di buono gli uomini hanno realizzato, fu ottenuto con dura lotta contro le pretese di dominio del dio dei cristiani attuato dalle chiese cristiane.
Tutte le crudeltà e tutte le violazioni dei bisogni dell’uomo furono fatto dai cristiani per ordine del loro dio:

“Io sono il tuo padrone! Che ti ha fatto uscire dal pese d’Egitto.
Non avrai altro padrone che me. Non onorerai la vita dalla quale provieni, né ti metterai al servizio della vita, perché io, il tuo padrone, sono un padrone geloso, violento, crudele e vendicativo che punisco il desiderio di libertà dei padri nei figli fino alla terza o quarta generazione; ma sono buono e bravo nei confronti di chi si mette in ginocchio davanti a me. Non ti permettere di nominare il mio nome, perché il tuo padrone non riterrà innocente chi pronuncia il suo vero nome.” Esiodo 20, 1-7
E qual è il vero nome del dio dei cristiani?
ASSASSINO; è il suo vero nome. Il nome che il dio dei cristiani teme sia pronunciato!
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Si tratta di un estratto del commento al quarantaduesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger dal titolo:

“L'abiura del "vomito giudaico" in Bernardo Gui. La lotta anticlericale contro la disperazione. Gioacchino da Fiore e la fine dei tempi come fine delle sofferenze. La morale del dio padrone e la morale della società civile.”

Che trovate all’indirizzo:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi42.html
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 20 maggio 2008

Televisione per i cristiani: programma.

Televisione Pagana: programmazione in continuazione.
Gli argomenti trattati.
E’ un ciclo di trasmissioni che riparte continuamente.

http://www.mogulus.com/paganesimo

L’intero ciclo di trasmissioni, in questo momento, si ripete dopo 17 ore 44 minuti e 15 secondi

Rito Equinozio di Primavera 2008 - durata ore 00.38.51
Morte Beffarda - durata ore 00.01.12
Religione Pagana Politeista - durata ore 00.19.48
Nera Notte - durata ore 00.42.27
Società civile Diritti e Doveri - durata ore 00.26.35
La via sacra dei misteri Eleusini - durata ore 00.04.03
Intervista sul Paganesimo e rito religioso Wcer Grecia - durata ore 01.06.03
Il Papiro di Derveni - durata ore 00.37.43
L'antro delle Ninfe - durata ore 00.10.18
Dibattito sul Paganesimo a Vicenza - durata ore 01.22.56
Giorno Pagano della Memoria - durata ore 00.44.06
Conferenza su Paganesimo Politeista Stupro e Pederastia - durata ore 01.40.13
Mini video Greci e Italiani - durata ore 00.55.32
Conferenza su Palpare il mondo - durata ore 01.12.17
38 mini video già su You Tube - durata ore 03.41.15
Conferenza sul Giudizio di Necessità - durata ore 01.49.30
Elogio a Pan - durata ore 00.14.45
Cronache dal Bosco Sacro - durata ore 00.09.35
Trasmissione in diretta del 13 maggio 2008 - durata ore 00.32.26
Montegrotto Terme - durata ore 00.14.01
Trasmissione diretta del 19 maggio 2008 "Un mondo di Dèi" - durata ore 01.00.39

L’obbiettivo è quello di ottenere una programmazione continuata di 27 ore circa in modo che una trasmissione non si ripeta nell’arco di un giorno.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 15 maggio 2008

La sofferenza come strategia di dominio sociale. Madre Teresa di Calcutta e Padre Pio: costruttori di sofferenza!

Il commento al trentottesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger è stato caricato in internet col titolo:

La sofferenza come strategia di dominio sociale. Madre Teresa di Calcutta e Padre Pio: costruttori di sofferenza. Che cos'è il terrorismo sociale? Il fine del terrorismo è costringere gli uomini a soffrire.

Nel testo appaiono citazioni dell’attività religiosa, etica e morale sia di Padre Pio che di Madre Teresa di Calcutta.
In questo paragrafo Ratzinger tesse un elogio alla sofferenza.
Non alla sua sofferenza, ma alla sofferenza delle persone in relazione alla sofferenza del suo cristo Gesù.
La sofferenza di cristo Gesù, per Ratzinger, giustifica la sofferenza che viene imposta alla società e la sofferenza che Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta imponevano alle società civili.
Un esempio:

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Lo stesso discorso vale per Padre Pio: il suo piacere di imporre la sofferenza per il gusto di imporre la sofferenza alle persone:

“Scopriremo che quando una sua figlia spirituale lo informa di essere malata di cancro, di soffrire orribilmente, lui risponde così: “Figliola mia, so che soffri. Ma se ti dicessi che Gesù si compiace di questo tuo soffrire, non saresti per questo contenta e anche disposta a soffrire ancora di più per meglio piacergli? Ebbene, da parte di dio ti dico che il tuo soffrire è voluto da Gesù per il tuo perfezionamento, che egli gode a tenerti sulla croce insieme a lui: dunque, rassicurati e chiedi a Gesù di ben soffrire quello che egli vuole che tu soffra”. La figliola spirituale accetta di buon grado il consiglio, rivolge soltanto un’ultima preghiera a Padre Pio: ...

Ed è lo stesso ed identico concetto di piacere di imporre la sofferenza manifestato da Madre Teresa di Calcutta:

“Allora il dialogo: il povero sta per morire e siccome muore da malato, soffre orribilmente, rantola e si contorce (tutto è filmato dalla cinepresa). Madre Teresa, in piedi di fronte a lui, gli tiene la mano (e volge lo sguardo dritto in camera); prima descrive la malattia di quel povero: un cancro allo stato terminale, poi dice (al povero): stai soffrendo come cristo sulla croce, sicuramente è Gesù che ti sta baciando. E il povero risponde: allora, per favore, digli di smettere di baciarmi.” Tratto da “La posizione della missionaria” di Christopher Hitchens ed. Minimun fax.

La parola latina “consolatio” non viene usata per indicare il mantenimento dell’individuo nella sofferenza, ma per costruire una via di fuga, anche se psicologica, alla sofferenza. La “consolatio” latina non è la consolazione cristiana che, ammantata da atteggiamenti pietistici servono allo spettatore per compiacersi della sofferenza di chi non si può difendere. Filosofia non consola Boezio, ma attraverso il disquisire, fa evadere la sua mente dalla prigionia facendogli percorrere strade e grandi distese emotive che le sbarre della prigione non possono chiudere. La “consolatio” come evasione o come strategia attuata nel presente per modificarlo. La “consolatio” non ha nulla a che vedere con il “pat! pat!” che il padrone del cane (o del povero) fa sulla sua testa compiacendosi dell’obbedienza del cane (o del povero).
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Il pezzo completo lo trovate all’indirizzo:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi38.html

Ricordo, inoltre, che fino ad oggi, 15 maggio 2008, sono stati caricati in internet i commenti di 38 paragrafi dell’Enciclica Spe Salvi. Non so quando riuscirò a terminare. In ogni caso, si tratta del commento a 38 paragrafi su 50 complessivi. Va da sé che quando si denuncia un principio dottrinale cristiano, lo si fa per esaltare il suo opposto. Se una società, secondo Ratzinger, deve mettere al centro dei suoi valori sociali la sofferenza, il paganesimo politeista vuole mettere il superamento della sofferenza, di ogni sofferenza, per tendere verso un benessere psichico-sociale. Se il cristiano condanna la penicillina perché toglie un aspetto di libero arbitrio con cui il suo dio massacra le persone; il pagano politeista si rallegra per la scoperta perché permette nuove possibilità di sviluppo sociale e di eliminazione della sofferenza.
Il Pagano Politeista si preoccupa per che cosa mangerà domani (o per lo scioglimento dei ghiacci), il cristiano saccheggia il mondo ed attende la provvidenza del suo dio. Anzi, il saccheggio che fa del mondo non è opera sua, ma volontà del suo dio.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 13 maggio 2008

Radio Vaticana e il disprezzo per le persone

Fa parte di quella necessità di sicurezza per la quale i cittadini protestano.
Si è incitato al linciaggio dei zingari di Napoli per un gesto folle ed incosciente di una ragazzina, che comunque sarà inquisita e processata, mentre per i danni che Radio Vaticana ha fatto ai cittadini considerandoli merce di scarso valore si è giunti persino a ridicolizzare i cittadini.
Una vicenda dolorosa la definisce il Vaticano: far del male alle persone è doloroso e il Vaticano ha mantenuto il massimo disprezzo per le persone considerandole bestiame. Indubbiamente Radi Vaticana cercherà di far valere le sue ragioni: le trasmissioni radio da una radio e un altro conto è farle uscire dai termosifoni inquinando e danneggiando l’ambiente. Ricordo che radio vaticana pretendeva di far del male alle persone e di non sottostare al giudizio in quanto lei apparteneva ad uno stato straniero. Come se appartenere ad uno stato straniero che pretende l’otto per mille dagli Italiani le consentisse di far del male alle persone senza sottostare al giudizio civile. Radio Vaticana ha sempre considerato le persone delle bestie senza diritti. Radio Vaticana si è sempre considerata in diritto di violentare le persone a maggior gloria del suo dio.
Non so come finiranno i processi. Comunque finiranno i cattolici continueranno a considerare le persone bestiame da costringere in ginocchio davanti al loro dio e i giudici a tutela delle leggi Italiane servi sciocchi da sottomettere alla morale del loro dio. E purtroppo, troppi magistrati si sentono più a loro agio servire il dio padrone che non la Costituzione della Repubblica.


ELETTROSMOG: RADIO VATICANA CRITICA SENTENZA CASSAZIONE

Citta' del Vaticano, 13 mag. - (Adnkronos) - Radio Vaticana commenta in modo critico la sentenza della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato dalla Procura Generale della Repubblica e dalle Parti civili contro la sentenza della Corte di Appello di Roma del 4 giugno 2007 che aveva assolto, in secondo grado, alcuni dirigenti della Radio Vaticana dal reato di ''getto pericoloso di cose'' in conseguenza delle emissioni elettromagnetiche del Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria. ''Rimandando una valutazione piu' approfondita della decisione della Suprema Corte alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza -si legge in un comunicato diffuso nella serata di oggi- la Direzione della Radio esprime rincrescimento per questa decisione, che si inserisce all'interno di una vicenda processale lunga e tormentata e che ha visto l'Emittente pontificia oggetto di accuse ingiuste''. ''La Radio Vaticana -si legge ancora- si propone comunque di far valere le proprie ragioni nelle prossime fasi del giudizio, tramite i propri difensori''. ''Dal 2001, poi, in seguito all'accordo con il Governo italiano -prosegue il comunicato della Radio Vaticana- rispetta attentamente i limiti previsti dalla sopravvenuta legislazione italiana, come dimostrano le misurazioni svolte dalle istituzioni pubbliche italiane piu' competenti e attrezzate in materia. Essendo tale normativa assai restrittiva, non vi e' alcun motivo giustificato di preoccupazione da parte della popolazione, con la quale e' sempre stato desiderio della Radio Vaticana coltivare un rapporto di dialogo e collaborazione''.
(Fpe/Pn/Adnkronos)
Tratto da:
http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNTEzMjE0ODA3LnhtbCI7fQ==


Perché il bestiame umano non si mette in ginocchio davanti al dio padrone?
Perché queste parti civili continuano a chiedere giustizia?
Forse che i rappresentanti del dio padrone non hanno la libertà di fare ciò che vogliono senza per questo essere sottoposti a giudizio?

Le accuse all’emittente vaticana non erano tanto ingiuste se la Corte di Cassazione ha rinviato con annullamento la sentenza di assoluzione.
Si è in attesa delle motivazioni della sentenza per essere più precisi, ma resta l’odio della chiesa cattolica per la società civile. Un odio che si manifesta col disprezzo dei cittadini e del loro essere dei soggetti di diritto. Un disprezzo per questi “schiavi” che non accettano di prostrarsi davanti al dio padrone e alla chiesa cattolica che lo rappresenta accettando di morire, per essa, con gioia.
Come dicevano gli abitanti di Galeria: non date l’otto per mille alla chiesa cattolica. Non finanziati atti di violenza contro la società civile e la Costituzione della Repubblica.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Parole e azioni; Ratzinger e il vescovo Alessandro Maggiolini

Se qualcuno avesse, per caso, prese per buone le parole di Ratzinger sulla pedofilia o, peggio, le avesse lette come una condanna della stessa da parte della chiesa cattolica, è bene che impari a guardare le azioni che fanno i vescovi cattolici quando si trovano davanti a casi di pedofilia o di pederastia.


L'ex vescovo di Como Maggiolini indagato per favoreggiamento"
Sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati per favoreggiamento personale di don Mauro Stefanoni, l'ex parroco di Laglio a processo per violenza sessuale. La notizia non è stata confermata dalla procura di Como

Como, 13 maggio 2008 - Alessandro Maggiolini, vescovo emerito di Como, è stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Como per favoreggiamento personale di don Mauro Stefanoni, l'ex parroco di Laglio (Como) attualmente a processo per violenza sessuale.
Secondo l'accusa, Maggiolini nel novembre del 2004 avrebbe convocato in Curia don Stefanoni per riferirgli dell'esistenza dell'indagine penale nei suoi confronti per violenza sessuale. Dell'iscrizione sul registro degli indagati, che non si sa a quando risale, si è appreso a margine del processo a carico di don Stefanoni. Proprio ieri il pm Vittoria Isella ha chiesto nei confronti del sacerdote una condanna a otto anni di reclusione.
Il prete è accusato di violenza sessuale nei confronti di un ex parrocchiano, all'epoca dei fatti minorenne, affetto da un lieve ritardo mentale, che lo denunciò nel 2004. L'imputato ha sempre respinto ogni accusa, ma secondo quanto ha ricostruito in aula il pm ''la videocassetta omopornografica trovata nella casa parrocchiale, la tipologia dei film acquistati sulla tv via satellite, i siti internet navigati, le chat line frequentate, i soprannomi utilizzati per farlo, e i rapporti intrattenuti con un suo ex parrocchiano di Ponte Tresa costituiscono una cornice perfetta per il quadro dipinto dalla vittima''. Oggi ci sara' una nuova udienza per le arringhe difensive.
La notizia dell'iscrizione di Maggiolini sul registro degli indagati non e' stata confermata dalla procura di Como. La circostanza e' indirettamente emersa nel corso della requisitoria di ieri del pm Maria Vittoria Isella nel processo a don Stefanoni. Nella sua ricostruzione, il magistrato ha ripercorso la vicenda, sostenendo che l'inchiesta e' nata sostanzialmente zoppa, visto che durante la fase delle indagini preliminari l'imputato era stato avvisato dell'esistenza delle stesse, e di conseguenza furono impediti vari accertamenti. Che l'avviso fosse partito dal vescovo era emerso dalle indagini di polizia, dalle intercettazioni telefoniche, e poi dallo stesso don Stefanoni, che in aula aveva ammesso di essere stato convocato in Curia e poi avvisato da Maggiolini dell'esistenza di una denuncia nei suoi confronti.
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Tratto da:
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2008/05/13/88080-vescovo_como_maggiolini.shtml


Come si può notare, le azioni smentiscono gli intendimenti che Ratzinger vuol far credere.
Quando il giornale USA non ha messo Ratzinger fra le 100 persone più influenti del mondo, molto probabilmente vuole sottolineare l’attività ingannatrice di Ratzinger e la sua perdita di credibilità sia come uomo che come persona religiosa.
Appare del tutto evidente, al di là di un’eventuale condanna giudiziaria, che Alessandro Maggiolini, vescovo cattolico, aveva un solo fine: collaborare all’attività di violenza sui minori messa in atto da Mauro Stefanoni a Laglio.
Il vescovo ha scelto: fra chi violentava bambini e i bambini.
Ha scelto di favorire chi praticava la violenza sui bambini. Ha preferito la carità di cristo, il suo amore per i bambini, la violenza sui bambini che tale carità e amore esercitano, piuttosto che la società civile e le norme sociali.
Ha scelto di attentare alla morale sociale e Costituzionale per imporre la morale della chiesa cattolica.
Ha scelto di riaffermare il potere di possesso sui bambini anziché rimuovere gli ostacoli sociali che impediscono ai bambini prima e alle persone poi di essere dei soggetti di diritto Costituzionale.
E’ la scelta del cattolico che si separa dalla società in cui è nato per imporre il dominio del suo dio padrone e del suo cristo Gesù sulle persone.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 9 maggio 2008

La Costituzione violentata: la violenza sui minori del prete cattolico.

Mi sembra che siamo nella perfetta normalità dei comportamenti della chiesa cattolica:


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo412851.shtml



Molestò due bimbe:prete condannato
Roma, atti anche durante confessione

Un sacerdote 50enne abusò di due bambine di 10 anni al catechismo, ma anche durante il rito della confessione. Per questo il religioso, che operava in una parrocchia di Tor di Quinto a Roma, è stato condannato a quattro anni di carcere. Il prete agì dal 2005 al 2006, compiendo gli atti sessuali nella stessa sacrestia e nella casa parrocchiale della chiesa Santa Rosa da Viterbo.
Secondo la sentenza del giudice, il sacerdote si avvaleva delle sue qualità di padre spirituale e approfittando della sua autorità sulle due bambine. Le occasioni erano quelle offerte dal catechismo e dai momenti più intimi, come il rito della confessione. Gli abusi continuavano anche nei locali della sacrestia, nell'appartamento all'interno della parrocchia adibito a sua dimora privata e - si legge nella sentenza del giudice - "accarezzava loro in più occasioni il corpo cingendo loro le braccia intorno al collo, le stringeva a sè e le baciava sul viso e sulla bocca con la lingua". Contestate al prete anche le aggravanti per aver commesso il fatto su minori di 10 anni affidate alle sue cure per ragioni educative, religiose e comunque di istruzione e perchè il sacerdote aveva nei confronti delle due bimbe, nei momenti di ritrovo in parrocchia, "obbligo di custodia e vigilanza".

Non sono forse le persone degli oggetti di possesso?
Non ha detto il cristo Gesù : “Lasciate che i bambini vengano a me?”
Non è scritto che Gesù li toccava?
Non è forse il prete cattolico il rappresentante di Gesù in terra?

Dunque, tutto è normale!
Non per la società civile o per le norme sociali!
Si, la pratica della pedofilia negli ultimi dieci anni ha messo in luce il volto del cristianesimo e in particolare del cattolicesimo. E’ una pratica che si vuole nascondere non tanto perché danneggia i bambini o l’immagine della chiesa cattolica, ma perché apre le porte a riflessioni sulla relazione esistente fra gli individui e la società in cui viviamo. Come pensa gli individui la chiesa cattolica?
Come i bambini che stupra. Oggetti da possedere e privati dei diritti sociali e Costituzionali.
Oggi la chiesa cattolica fa del male ai bambini e tenta di nascondere o di difendersi, ma la sua ideologia sta aggredendo altri aspetti della società civile provocando una vera e propria rivolta nei suoi confronti anche se è vero che da quando lo Stato Mafia è riuscito a controllare le strutture sociali, la mafia cattolica si è ben inserita con equilibri che le consentono un forte controllo sociale.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 4 maggio 2008

Le idee medioevali di Ratzinger

Sono arrivato a commentare il 36° paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi di Ratzinger.
Il Dio di Ratzinger manda la sofferenza e la malattia per punire gli uomini dai loro peccati: credevamo che una simile concezione fosse confinata alle idee medioevali e invece Ratzinger ce la propone in tutta la sua spietatezza.



http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi36.html

Estratto dal commento al 36° paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:

“Dice Ratzinger:
“Come l'agire, anche la sofferenza fa parte dell'esistenza umana. Essa deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall'altra, dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile. Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche.”
La sofferenza, dice Ratzinger, è deriva anche dalla “dalla massa di colpa che, nel corso della storia, si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile.”
E’ quanto di più offensivo ed ingiurioso si possa dire nei confronti degli Esseri Umani!
Sei disgraziato perché sei colpevole. Su di te molte colpe si sono accumulate. Il mio dio padrone ti sta punendo col dolore. Il mio dio padrone, dice Ratzinger, manda gioia e dolore e tu meriti solo dolore. Tu meriti solo dolore, dice Ratzinger ai bambini malati di aids che lui stesso, proibendo il preservativo, ha contribuito a far nascere e a far vivere nel dolore per il suo piacere. Non è lui che ha costruito dolore, ma il suo dio padrone che se avesse voluto avrebbe, secondo Ratzinger, potuto far nascere bambini senza l’aids.
La vita è ricerca di piacere, sempre!
Anche quando il dolore attanaglia gli uomini. L’attività dell’uomo consiste nel lenire quel dolore cercando una quantità maggiore di piacere che quel dolore ostacola.
Per Ratzinger, il dolore è la regola da imporre alla società. La società deve vivere perennemente nel più atroce dolore, ma lui, Ratzinger, dopo aver costretto la società a vivere nel dolore “...bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza: impedire, per quanto possibile, la sofferenza degli innocenti; calmare i dolori; aiutare a superare le sofferenze psichiche.”
Il dolore è la regola che Ratzinger intende imporre alla società e la sua attività, arbitraria e soggettiva nel gestire i dolori altrui, è un’attività compassionevole e magnanima. Ma l’attenzione non va posta su chi porge il pane, ma su chi ha costretto le persone alla fame dopo averle rapinate e distrutte. Ratzinger, e i Ratzinger prima di lui, hanno devastato la vita degli Esseri Umani, per poterla gestire a proprio piacimento. Per controllare gli Esseri Umani. Per ridurli in miseria, costretti alla speranza e obbligati a rendere grazie al dio padrone di Ratzinger che, dopo averne distrutto le condizioni di vita, pretende di gestire a suo piacimento la miseria degli uomini.
La miseria di Ratzinger contro la nobiltà del pensiero di Epicuro!
“Ed è per questo che noi diciamo il piacere principio e fine della vita felice.”
Ma a Ratzinger interessa il controllo degli uomini, il dominio degli Esseri Umani, che può ottenere soltanto se gli Esseri Umani accettano il dolore come parte ineluttabile della loro vita e non come sfida che la vita pone loro affinché emergano, divengano e si trasformino, contraddizione dopo contraddizione.”
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Il resto ve lo leggete alla pagina:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi36.html

Non si tratta solo di idee medioevali, ma di una vera e propria aggressione ai principi sociali della Costituzione e del rispetto dell’uomo.

e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 3 maggio 2008

I Babilonesi e gli ebrei

Scrive un testo Sumerico:

“Il Signore, deciso a produrre ciò che era utile,
Il Signore le cui decisioni sono immutabili.
Enlil, che fa germogliare dalla terra la semente del “paese”,
Pensò di separare il Cielo dalla Terra,
pensò di separare la Terra dal Cielo.”

Questo testo fu letto dagli ebrei che non volendo sentirsi inferiori ai Babilonesi scrissero che il loro dio “creò il cielo e la terra”.

Così, poterono raccontare che il dio egli ebrei era superiore ad Enlil, ed è per questo che, secondo i loro salmi, è beato chi sbatte le teste dei bambini di Babilonia contro le pietre.

Infatti, non esisteva nessun libro sacro degli ebrei finché fu (guarda caso) scoperto per caso dal sommo sacerdote Elkia nel tempio. Secondo la bibbia, guarda che caso: proprio nel periodo di Babilonia!

E qualcuno crede che il dio padrone esiste!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Cristianesimo e induzione alla patologia da onnipotenza

Induzione della patologia da onnipotenza:


“Inoltre il Padre non giudica nessuno; ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna, non va in giudizio, ma passa da morte a vita. In verità, in verità vi dico: viene l'ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del figlio di Dio, e chi l'ascolta vivrà. Poiché come il Padre ha in sé la vita, così pure ha dato al Figlio d'aver la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo, perché viene l'ora in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce, e quelli che hanno operato il bene ne usciranno per la risurrezione della vita; quelli, invece, che fecero il male, per la risurrezione della condanna” Giovanni 5, 22-29

Tutto pur di creare un inganno che si esalta nella fede personale e che diventa saccheggio sociale col quale imporre sottomissione in disprezzo dei principi sociali della Costituzione.
La patologia da onnipotenza viene veicolata dalle persone mediante l'identificazione con l'onnipotenza millantata. Una società che assorbe gli impulsi patologici è capace di renderli inoffensivi chiudendoli in una sfera personale. Cosa diversa da una società che fa degli impulsi patologici l'elemento centrale su cui fondare la civile convivenza. Allora si alzano roghi, si macellano le persone perché la patologia di morte deve trionfare.
e-mail claudiosimeoni@libero.it