LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

lunedì 28 luglio 2008

Pedofilia cattolica; il muro di gomma omertoso della chiesa cattolica!

In questo caso sono i magistrati a denunciare il muro di gomma alzato dalla curia per impedire che venga giudicato un prete cattolico.
Accade nel bolognese e i magistrati denunciano la condizione nella quale sono costretti a lavorare davanti all’ostruzionismo delle gerarchie vaticane che con la bocca fanno delle affermazioni pubblicitarie e con le azioni continuano quel comportamento omertoso e mafioso tanto caro ai politici cattolici. Sono certamente i magistrati a perseguitare i poveri preti; direbbero molti politici visto che stanno privando la magistratura dei mezzi con cui fare giustizia.
A chi volete che interessi la violenza sui bambini? Mica votano.
Anche se danneggiano il futuro, chi se ne frega. In quel futuro noi saremmo morti e la colpa sarà di quegli ex bambini malvagi; non dei preti che hanno usato violenza nei loro confronti.

Riporto l’ultima notizia che mi è arrivata che dovrebbe scandalizzare le persone se non vivessimo in una società assuefatta alla violenza dei preti cattolici:
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La lettura dei giudici: ''la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo''
Prete pedofilo, il muro di gomma della Curia
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Anche se il tribunale non ritiene di dover sottolineare particolarmente questo passaggio della vicenda, non si esime dallo scrivere che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto" del parroco, "e di cui i rappresentanti dei genitori e l'educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili".
I giudici Caruso, Oliva e Bighetti erano chiamati a decidere altro, ma le motivazioni della sentenza che lo scorso 9 aprile condannò a 6 anni e 10 mesi un sacerdote per atti sessuali nei confronti di minorenni contengono anche un accenno a quello che in un nota il tribunale definisce “muro di gomma delle autorità ecclesiastiche”.
I fatti sono noti. La sentenza di primo grado ha riconosciuto colpevole il prete di 68 anni che nel 2003 e 2004, quando gestiva un asilo in provincia di Ferrara (del quale – così come per il nome del “don”- omettiamo ogni indicazione per rispetto della privacy delle piccole vittime), venne visto in diverse occasioni compiere atti di libidine nei confronti di dieci bambine tra i 3 e i 6 anni. La scuola materna era annessa alla parrocchia diretta del sacerdote, rientrante nella giurisdizione della curia di Bologna.
Ed è proprio alla curia felsinea che si rivolge l’educatrice che farà esplodere il caso. Dopo numerosi fax e telefonate (il tentativo di incontro con la Curia bolognese viene definito dall’educatrice “assolutamente improduttivo e connotato da una sostanziale ostilità e da un clima sostanzialmente omertoso”) finalmente riesce ad incontrare mons. Ernesto Vecchi. È l’8 gennaio 2005 a da poco è stata formalizzata la denuncia ai carabinieri. L’educatrice si reca in via Altabella insieme a un rappresentante dei genitori. Sarà lui – la donna non disse nulla per timore di pregiudicare le indagini, come risponderà in aula a una domanda del pm Filippo Di Benedetto – a riferire delle molestie al vescovo vicario.
Quando mons. Vecchi seppe che era già partita una denuncia “si arrabbiò moltissimo – ricorda la donna in tribunale -, ha cominciato a urlare contro di me, dicendo che io ero pagata da loro, che non potevano immaginare una cosa di questo tipo…”. Il colloquio, secondo l'educatrice, si concluse con la frase di Vecchi: "Questo incontro non è mai avvenuto” (circostanza negata dall’alto prelato durante il suo esame ma confermata dal genitore).
Un tentativo, quello di comunicare con i vertici ecclesiastici, che fu “fallimentare” secondo le toghe estensi. Un “muro di gomma”, per usare le parole della sentenza, che influì anche sulla tempestività delle denunce. Il rappresentante dei genitori che si recò in via Altabella sottolinea nella sua deposizione “la violenza intimidatrice dell’incontro” e “chiarisce come fosse del tutto comprensibile il timore di una delle insegnanti quando spiega che la sua resistenza a denunciare il prete in relazione a fatti che potevano apparire sfuggenti, dipendesse essenzialmente dal timore delle conseguenze personali gravi che sarebbero potute derivare dalla reazione della Chiesa”.
Lo stesso Vecchi venne ascoltato in aula il 28 febbraio 2008. E neppure lui “ebbe a dubitare – secondo il giudice - che i fatti attribuiti al sacerdote integrassero una gravissima violazione delle regole di continenza nei rapporti con i bambini e di astensione da qualunque atto di valenza sessuale”. Anche al genitore, nell’incontro dell’8 gennaio definì il parroco un uomo “molto malato”.
Una storia che per concludersi con le parole verità e giustizia ha avuto bisogno della “forza d’animo” che ha consentito – si legge nella sentenza - di portare alla luce i gravi episodi di cui in questo processo ci si è dovuti occupare”.
Tratto da:
http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=39581&format=html

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E’ vergognoso.
E’ vergognoso proprio perché da un lato Ratzinger fa affermazioni a cui non seguono delle azioni. E’ come se Ratzinger avesse diffuso un altro documento segreto in cui dice di non tener conto delle affermazioni che è costretto a fare per tener buoni i media. Voi, avrebbe detto Ratzinger ai vescovi, non tenete conto delle stupidaggini che dico e continuate a proteggere l’attività pedofila dei preti cattolici. Il comportamento dei vescovi cattolici fa capire questo. Se la polizia di stato li torturasse un po’ forse qualche cosa salterebbe fuori, ma si ha l’impressione che per la polizia di stato la violenza sui minori fatta dai preti cattolici non sia una priorità.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 24 luglio 2008

Ideologia della Monarchia Assoluta e Ideologia della Democrazia Costituzionale.

La mancata prevenzione, generata da idee preconcette nella Polizia di Stato e nella Magistratura, di fatto, favorisce la violenza sui minori da parte dei sacerdoti cattolici. Quando è informata del reato la Magistratura interviene. Indaga. Tenta di punire il colpevole: ma non previene. Se un individuo è in possesso di un coltello si può presumere che abbia delle intenzioni delittuose: perché non presumere che chi manifesta un’ideologia di possesso usi questa ideologia per negare i diritti Costituzionali, sociali e civili, dell’altro? Come può la Polizia di Stato pensare che chi manifesta un’ideologia legata alla Monarchia Assoluta, come la chiesa cattolica, rispetti leggi e regole sociali proprie della società democratica in cui l’individuo è padrone di sé stesso? O si considera l’Essere Umano un soggetto di diritto Costituzionale o si considera la persona un oggetto da possedere; sia da parte del proprio dio che da parte della gerarchia che quel dio rappresenta.
E cosa c’è di più facile, per chi manifesta un’ideologia sociale e religiosa avversa alla Costituzione, imporre tale ideologia ai bambini indifesi costruendo, di fatto, dei cittadini fragili, incompleti, incapaci di agire in maniera razionale nella società civile?
Il prete anziano ora sta male, ma la società civile dovrà vivere con dei ragazzi che diventeranno dei cittadini adulti abusati, psicologicamente fragili ed emotivamente instabili.
Perché non agire prima prevenendo?

Eppure l’ideologia cristiana è chiara. Si basa sull’Imitatio Christi: e Gesù, nel Vangelo di Marco, fu arrestato con un bambino nudo. L’unica sessualità indicata come pratica di Gesù nei vangeli.
Riporto l’ennesima notizia sulla triste vicenda di ieri:

Torino: prete indagato per pedofilia

24/07/2008 01:58
La Procura di Torino ha aperto un'indagine su un anziano parroco canavesano, con l'ipotesi di reato di pedofilia. Al sacerdote sarebbe stato notificato un ordine di custodia cautelare, che non gli è stato consegnato perchè è in coma per setticemia in un ospedale della zona. Qualche giorno fa era stata perquisita la casa del parroco ed era stato sequestrato un computer nel quale erano presenti inequivocabili immagini. La segnalazione era partita da genitori i cui figli avevano frequentato il prete.
Tratta da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/unione24ore/?contentId=34211

Il sacerdote sta male, è in coma. Anche i delinquenti muoiono, ma lasciano una scia di disagio sociale che si ripercuote nelle società nel tempo. E chi mai metterà in relazione l’accoltellamento che avviene oggi con la violenza che trent’anni prima quell’uomo, quand’era bambino, ha subito? Chi ha messo in relazione gli omicidi di Chiatti con la violenza che ha subito dal prete cattolico?
Purtroppo, nella società di oggi, nonostante il sangue di tutti coloro che hanno costruito la Costituzione, si continua a pensare il sacerdote cattolico come un’autorità. Il rappresentante di Gesù con autorità Istituzionale. E con questo inganno, da un lato le Istituzioni non agiscono nei suoi confronti per prevenire i reati e dall’altro la società civile deve leccarsi le ferite dei danni che il prete cattolico provoca nel tentativo d imporre la sua ideologia in sprezzo alla morale Costituzionale.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì 22 luglio 2008

Milingo, Sante Sguotti e l'assolutismo di Ratzinger nel controllo del suo gregge.

Da un po’ di tempo i cristiani credono che con la chiesa cattolica si può fare come si vuole. Ma la chiesa cattolica è una monarchia assoluta che DEVE impedire ai suoi “fedeli” di pensare in maniera diversa dal suo capo: Ratzinger. Ratzinger, per la chiesa cattolica, pensa al posto di dio. E’ Ratzinger il dio padrone e come tale è l’unico deputato a dire che cosa i fedeli devono o non devono pensare. Ratzinger farnetica contro il relativismo per imporre il suo assolutismo: egli è il padrone assoluto. Un padrone assoluto che non DEVE conquistarsi i fedeli, ma i fedeli devono mettersi in ginocchio davanti a lui perché lui è la volontà di dio in terra: del suo dio padrone. Lui ha abolito il Limbo!
Pertanto è assolutamente normale che il vescovo aggredisca chi osa cercare cose diverse, chiarire i termini della propria fede, osservare un diverso modo di interpretare la sua stessa religione.
Certo che se Melingo e Sguotti decidessero di fondare una diversa chiesa cristiana, per Mattiazzo e Nosiglia si metterebbe piuttosto male. E allora? Meglio minacciare le bestie del loro gregge affinché siano dissuase a pensare con la propria testa e a cercare qualche cosa di diverso.



Il pastore della diocesi berica «con la tristezza nel cuore» mette in guardia i fedeli vicentini dall’allontanarsi dalla Chiesa

Il vescovo: scomunica per chi va da Milingo

Monsignor Nosiglia: «Non è ammessa la buona fede o la curiosità: quelle liturgie sono da condannare»

Vicenza

Saranno "scomunicati" i fedeli vicentini che la scorsa domenica a Grumolo delle Abbadesse hanno preso parte alla liturgia celebrata dal vescovo Milingo, scomunicato dal Papa, e Sante Sguotti, l'ex sacerdote padovano sospeso a divinis dal suo Vescovo Mattiazzo e successivamente dimesso dallo stato clericale dalla Congregazione per il Clero.
Non potranno più mettere piede in chiesa i fedeli che, per curiosità o credendoci fino in fondo, hanno deciso di prendere parte al rito ufficiato dai due ormai ex religiosi non più in attività a pieno titolo.
L'annuncio della scomunica è venuto dal Vescovo di Vicenza mons. Cesare Nosiglia, che non esita a dire che la celebrazione dell'Eucarestia da parte di Milingo e Sante Sguotti "è motivo di grande sofferenza per la Chiesa di Vicenza e di scandalo per tanti fedeli".
Ed entrando nel merito della celebrazione il presule vicentino sottolinea: "Si tratta di celebrazioni illecite, che rappresentano una grave ferita della comunione ecclesiale. E per questo invito mons. Milingo e il sacerdote Sguotti a riflettere su gesti di così aperta rottura e dispregio delle norme della Chiesa e chiedo perdono al Signore per loro, invocando la sua misericordia, perché si ravvedano e cambino il loro atteggiamento".
Il Vescovo vicentino non mette in dubbio la buona fede dei fedeli che hanno preso parte ai riti, ma al tempo stesso non si sente di lasciare che questi passi si ripetano senza che la Chiesa prenda posizione. "Ai fedeli che, mi auguro in buona fede - conclude mons. Cesare Nosiglia - hanno partecipato a queste celebrazioni ricordo che, se persevereranno nella loro scelta, verranno meno al dovere fondamentale di ogni fedele di conservare la comunione con la Chiesa e con i suoi Pastori, così come indicato dai canoni 209 e 212 del Codice di diritto canonico. Preghiamo la Vergine Santa, Madonna di Monte Berico, Patrona della Diocesi affinché vegli sulla fedeltà e sull'unità della Chiesa e aiuti ogni fedele a riconoscere e a seguire i legittimi Pastori, che il Signore ha posto a capo del suo popolo santo".
Un invito quello di mons. Nosiglia che, comunque, non sembra fermare l'ex vescovo africano. Milingo, infatti, ha annunciato per oggi una celebrazione in provincia di Venezia. Ad essa, comunque, non parteciperà l'ex parroco di Monterosso. Sante Sguotti aveva concelebrato assieme a Milingo il rito a Grumolo delle Abbadesse che ha suscitato la reazione del Vescovo di Vicenza con l'annuncio di scomunica per i fedeli. Ieri sera, invece, l'ex sacerdote ha escluso un suo coinvolgimento nella celebrazione odierna in terra veneziana.
Matteo Crestani
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3857905&Data=2008-7-22&Pagina=6


Fa comodo a Ratzinger che le bestie del suo gregge credano nella libertà di andare all’inferno e nella libertà di voler essere sottomesse al loro dio padrone. Quando le bestie pensano, allora cercano strade diverse. Ratzinger i suoi fedeli li può solo COMPERARE o TERRORIZZARE con l’uso del potere civile: non ha nulla di religioso da offrire loro. Così Ratzinger può imporre il suo assolutismo offendendo la società civile. La Costituzione della Repubblica e il diritto delle persone di costruire il loro futuro.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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La storia dei popoli termina col cristianesimo

Il Veneto e la sua storia.
La storia dei “paleoveneti”.
Ma davvero c’è un solo modo per raccontare la storia?
E qual è la storia dei Veneti se anziché raccontarla con il linguaggio cristiano, la raccontiamo col linguaggio della Stregoneria e del Paganesimo Politeista?
Verrebbe fuori una storia diversa?
Non credo. La storia, i fatti, sono quelli che posiamo raccogliere: si tratta del punto di vista di chi raccoglie i fatti.
Si tratta della capacità del ricercatore di aprire la propria percezione e intuizione ai fatti.

Guardiamo lo stesso oggetto, ma cogliamo aspetti diversi. Aspetti diversi diventano importanti e solo quelli giungono alla nostra coscienza.
Gli occhi del Pagano non sono gli occhi del cristiano. Gli occhi dello Stregone non sono gli occhi di una persona qualsiasi.
E così ho voluto rispondere ad una domanda: se uno Stregone, un Pagano Politeista, dovesse raccontare la storia passata, cosa racconterebbe?
Ho voluto fare un esempio.

Un esempio che ho voluto contenere entro un ambito ristretto, ma che raccontasse il venir in essere della civiltà del Veneto.
Gli Antichi Veneti e la loro vita. Come i Veneti Antichi fondarono il loro futuro e come, quel futuro fu interrotto con l’arrivo del cristianesimo.
Con l’arrivo del cristianesimo non c’è più la storia delle persone; la storia dei popoli. Con l’arrivo del cristianesimo c’è solo la storia del dio padrone e della sua “avanzata gloriosa” nel dominio degli Esseri Umani. Poi c’è un’altra storia, la ribellione degli Esseri Umani al dominio del dio padrone. Due storie che si intrecciano, ma non è la storia dei popoli.


La civiltà umana in Veneto prima dei cristiani; premessa:
La civiltà del Veneto nel Paleolitico.
Il Veneto e la sua civiltà: seconda parte:
La civiltà del Veneto nel Neolitico.
Il Veneto e la sua civiltà: terza parte:
Il Veneto e la sua civiltà nell'età del rame e del bronzo.
Il Veneto e la sua civiltà: quarta parte:
Il Veneto e la sua civiltà nell'età del ferro.
Il Veneto e la sua civiltà: quinta parte:
Il Veneto e la sua civiltà nell'età romana.

Io non ho scritto i mille trattati che uno studioso serio avrebbe potuto scrivere. Ho messo insieme alcune informazioni, alcuni punti di vista. Ho formulato alcune osservazioni raccogliendo del materiale archeologico. Ho messo insieme osservazioni di studiosi. Tutto per far comprendere che esistono dei punti di vista per interpretare la storia che spesso non vengono presi in considerazione.
Ho caricato 6 pagine web che mi hanno impegnato quasi un mese di lavoro.
L’antico e il moderno, l’attuale, si intrecciano e manifestano nella quotidianità.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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venerdì 18 luglio 2008

Le ingiurie di Ratzinger alla società civile!

Quando Ratzinger parla contro la ricchezza, contro il materialismo, contro il possesso; a chi sta parlando?
Forse alla Confindustria?
Forse davanti al capo di Stato o al Parlamento?
No!
Sia mai!
Ratzinger e la Confindustria; Ratzinger e i capi di Stato; si intendono bene. E hanno il comune interesse affinché i pezzenti non rivendichino quei diritti di giustizia che il suo cristo Gesù nega loro.
Il pezzente, il poveraccio, lo sfruttato; devono essere contenti della loro condizione. Una condizione che li fa soffrire rendendoli simili al suo cristo Gesù.

Ratzinger si rivolge ai pezzenti, agli emarginati, alle vittime del suo edonismo, della sua ricchezza, del suo potere, del suo delirio di possesso.
Sono i poveracci, gli emarginati che non devono aspirare al benessere, alla ricchezza, alla giustizia sociale.

E così, a degli emarginati, Ratzinger dice che non devono aspirare alla ricchezza, di guardarsi dai falsi Dèi come il materialismo che solo il suo dio, il suo dio padrone che possiede la ricchezza e il dominio e che, in fondo, è il mandante dello spaccio delle droghe che hanno contribuito ad emarginarli, è l’unico vero dio. Il loro padrone.

Le affermazioni di Ratzinger sono vergognose e offensive per una società civile che ha come principi sacri la promozione della persona in tutte le sue attività finalizzate al benessere sociale.

2008-07-18 14:28
GMG: PAPA, ATTENTI AI 'FALSI DEI'

SYDNEY -Il Papa mette in guardia contro i "falsi dei" del mondo di oggi: "i beni materiali, l'amore possessivo, il potere". "La gente - spiega adora altri dei senza rendersene conto" e questi, "qualunque sia il nome, l'immagine o la forma che loro attribuiamo, sono quasi sempre ricollegabili all'adorazione di queste tre realtà". Benedetto XVI lo ha detto incontrando nell'università di Notre Dame di Sydney, un gruppo di giovani disadattati che seguono un programma di recupero.
Il ''culto'' dei tre falsi dei, ha detto, spesso porta ''la gente a 'comportarsi da Dio: cercare di assumere il controllo totale, senza prestare nessuna attenzione alla sapienza e ai comandamenti...'' I beni materiali che ''in se' sono cose buone'', ha spiegato il Papa, si trasformano in una ''falsa divinita''' ''se rifiutiamo di condividere quanto abbiamo con l'affamato e con il povero''. E questo accade anche se molte volte ''nella nostra societa' materialistica, ci dicono che la felicita' si trova procurandosi il maggior numero possibile di beni e oggetti di lusso''. L'amore ''autentico'' aiuta gli uomini a diventare ''pienamente umani'' ma se la gente ''pensa di amare quando in realta' tende a possedere o a manipolare l'altro'' e ''tratta gli altri come oggetti per soddisfare i suoi propri bisogni piuttosto che come persone da apprezzare ed amare'' diventa idolo. Ed e' ''facile essere ingannati dalle molte voci che nelle nostre societa' sostengono un approccio permissivo alla sessualita', senza prestare riguardo alla modestia, al rispetto di se' e ai valori morali che conferiscono qualita' alle relazioni umane''. Infine il ''potere'', che ''utilizzato in modo appropriato e responsabile ci permette di trasformare la vita della gente: tutte le comunita' hanno bisogno di guide capaci''. Ma c'e' sempre la ''tentazione di sfruttare l'ambiente naturale per i propri egoistici interessi''. '''Abusare di alcool e droga di entrare in attivita' criminali o autolesioniste - ha detto il Papa ai giovani disadattati - vi pote' apparire come una via di uscita a una situazione di difficolta' o di confusione. Voi adesso sapete che invece di portare la vita, ha portato la morte''.

Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_729213829.html


Quelle stesse situazioni di difficoltà che la chiesa cattolica, in nome del suo cristo Gesù, costruisce agli uomini al fine di spacciare droga e violenza. Cosa sono i comandamenti se non la legittimazione della violenza con la quale il dio padrone, e per esso la chiesa cattolica, stupra le persone trasformandole mediante il terrore e il disagio sociale in oggetti di possesso?

E’ vergognoso quanto afferma Ratzinger!
Un’offesa alla società civile. Uno sputo in faccia a persone fragili ed indifese usate come oggetti per il suo delirio di onnipotenza.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 16 luglio 2008

I cattolici del Venezuela contro la pedofilia e l'odio sociale della chiesa cattolica

Non tutti i cristiani sono organizzati sull’orrore del cristo interpretato da Ratzinger. A volte, troppo spesso, i cristiani non conoscono la loro dottrina, ma sulla loro dottrina proiettano i loro desideri e le loro aspettative. Poi, la vita pratica, la vita quotidiana, li spinge a scegliere cose diverse, altre strade, nelle quali veicolare il loro sentimento religioso che è stato manipolato dalle chiese cristiane. Avvenne con le eresie nei secoli scorsi ai quali seguirono i protestanti e le varie chiese che interpretando i vangeli in maniera diversa, dettero il via a nuovi e diversi comportamenti sociali. In questo caso siamo in presenza dei resti della “teologia della liberazione” una variabile filo marxiana del cristianesimo. Un tentativo religioso di pensare la società in maniera diversa dal cattolicesimo: senza pedofili o Opus Dei. Ricordiamo che proprio la pedofilia spinse molti austriaci a staccarsi dalla chiesa cattolica fondando l’associazione “la chiesa siamo noi”. Vengono salutati sempre con favore ogni vota che una persona, ance se cristiana, inizia a leggere la società civile dal punto di vista dell’uomo, dell’uomo sociale, anziché dal punto di vista del dio padrone di uomini e di schiavi.




Venezuela - 09.7.2008
La chiesa del Presidente
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Venezuela, critiche della Conferenza episcopale per la creazione della Chiesa Cattolica Reformada, vicina alle posizioni di Chavez
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Botta e risposta fra la chiesa cattolica venezuelana e la chiesa cattolica reformada, nata dalla volontà di un gruppo di padri anglicani e cattolici in aperto contrasto con il Vaticano e molto vicini alle posizioni marxiste del presidente Hugo Chavez. Diverse le critiche piovute intorno ai vescovi legati alla Teologia della Liberazione che si difendono: “Il Vaticano dimentica i poveri e aiuta i ricchi”.
I fatti. Non è certo la prima volta che i vertici della chiesa cattolica venezuelana storcono il naso davanti ai comportamenti di quei prelati che troppo di frequente si sono avvicinati alle idee del presidente Hugo Chavez. Uno di loro, Vidal Atencio, prete di strada a Maracaibo e notissimo per la sua trasmissione televisiva sul canale nazionale, è anche stato minacciato dall'arcivescovo della città capoluogo dello Stato di Zulia, per via della sua declinazione marxista. Non solo, nel corso del tempo è stato oggetto di attacchi anche fisici che miracolosamente non hanno intaccato la sua fede e nemmeno le sue idee. “La chiesa deve stare dalla parte dei poveri. Cristo era povero” dice padre Vidal dalla sua chiesa a Maracaibo. “Alcuni fedeli non vengono più alla nostra messa perchè la ritengono troppo improntata sul debole e sul povero. Inoltre, alcuni dei nostri concittadini ritengono che io sia troppo vicino a Chavez senza sapere che nel corso del tempo ho anche espresso posizioni differenti dalle sua su diversi temi. Noi viviamo e pratichiamo la nostra fede insieme e per il popolo. Una fede che avanza giorno dopo giorno. Poi se vogliamo chiamarla Teologia della Liberazione facciamolo pure. Comunque se Chavez sta facendo qualcosa per i poveri e per i più deboli allora io sono dalla sua parte”, racconta Vidal seduto alla scrivania della suo ufficio fra un libro di Che Guevara e uno di Fidel Castro.

Le testimonianze. Dello stesso avviso anche Padre Jon Jen Siu, vescovo della Chiesa Cattolica Riformata ordinato domenica scorsa. “Certo la polemica è nata perchè dal Vaticano ci hanno dipinti come forza politica e non religiosa ma è sbagliato. Loro non sono i padroni del Venezuela. Soprattutto per questi motivi ho deciso di abbandonare il mio ruolo all'interno di quella confessione e gettarmi anima e corpo nell'avventura della Chiesa Cattolica Reformada. All'interno della Chiesa Cattolica venezuelana ci sono troppe menzogne, troppe cose nascoste. Per non parlare dei molti pedofili che si nascondono dietro un abito talare”. E, nonostante siano pochi giorni che l'attività dei nuovi vescovi è iniziata i problemi sono già molti. “Ci hanno accusato in mille modi differenti” denuncia Padre Jon Jen Siu. “Prima hanno detto che eravamo dei semplici delinquenti. Poi che prendevamo soldi dal Governo e mescolavamo politica e religione. Adesso staremo a vedere cosa si inventeranno di nuovo. La cosa vera e tangibile è che la chiesa venezuelana si è totalmente dimenticata dei poveri. Si preoccupano quasi esclusivamente dei ricchi”. La cosa che maggiormente innervosisce Padre Jon Jen Siu, comunque, è il fatto che la gerarchia cattolica della conferenza episcopale venezuelana ha apertamente appoggiato l'opposizione politica, schierandosi apertamente contro Chavez. “La chiesa dovrebbe essere apolitica. Invece nel nostro Paese i vescovi e gli arcivescovi si dichiarano pubblicamente legati ai partiti di opposizione. C'è da dire che all'interno della Conferenza episcopale c'è una grande confusione. E per quanto riguarda noi, non siamo vicino a nessuna posizione politica: siamo quelli che diffondono il messaggio evangelico di Gesù Cristo. Credo – conclude il Vescovo - che il Vaticano debba affrontare con molta serietà questa situazione perchè potrebbe generarsi un conflitto mondiale delle chiese 'storiche' siano esse protestanti, anglicane o altro”.

Dalla Cev. Il presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, monsignor Ubaldo Santana, ha espresso in più di una circostanza il suo disappunto per l'uso del vocabolo 'cattolico' in relazione alla nuova chiesa costituita. Santana ha aggiunto: “Mi sembra davvero un'usurpazione di termini. Mi sembra strano che i ministri di Interno e Giustizia non si siano fatti problemi a registrare una nuova denominazione che si fregia del titolo di 'cattolica' anzi sarebbe da considerare eretica e dissidente”. Durissimo l'attacco del cardinale Urosa: “Rispetto alla creazione di una nuova supposta Chiesa che abusivamente si definisce cattolica reformada permettetemi di esprimere il mio più totale rifiuto e dissenso alla partecipazione di qualsiasi sacerdote cattolico in questo nuovo progetto”.

Tratto da:
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=11579


Naturalmente la chiesa cattolica ha reagito con violenza. Quella stessa violenza che la chiesa cattolica ha sempre messo per rapinare le persone deboli e condizionare i bambini per costringerli in ginocchio. Il cardinale Urosa vede minata la sua credibilità. Ma, d’altronde, ha sempre appoggiato l’attività pedofila dei preti e le aggressioni dei missionari agli indios in ossequio agli ordini di Ratzinger. Le scelte, prima o poi, hanno delle conseguenze, sia in positivo che in negativo.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì 8 luglio 2008

Berlusconi, Alemanno e la pedofilia-pederastia dei missionari cattolici

Come può il partito di Berlusconi avere voti se non ha una struttura ideologica o una proposta sociale per il paese?
Solo in questo modo Alemanno poté essere eletto.
Eppure sapeva che era un missionario cattolico, e dunque uno stupratore di bambini! Tutti i missionari cattolici lo sono. Altrimenti non farebbero i missionari e non organizzerebbero la miseria in Africa oltre che il genocidio delle popolazioni.



Pedofilia, il sacerdote arrestato ieri era uno dei garanti scelti da Alemanno nella campagna elettorale. Il sindaco: "Grande dolore, sconti per nessuno"

"Chiedo agli inquirenti tutta la chiarezza possibile e di non fare sconti a nessuno, quando si parla di pedofilia bisogna essere rigorosi e netti: questo è un male che va combattuto in tutti i modi". Lo ha detto il sindaco, Gianni Alemanno, a proposito dell'arresto del sacerdote della parrocchia della Natività di Maria Santissima, arrestato con l'accusa di violenza sessuale sui piccoli che frequentavano l'oratorio. L'uomo, Ruggero Conti, 55 anni, già missionario in Uganda, durante la campagna elettorale per la corsa al Campidoglio, era stato garante per la politica della famiglia e le periferie di Alemanno, che aveva scelto lui e altri otto esperti in altre materie. Il prete, che aveva anche collaborato con Alemanno per la Notte bianca della solidarietà, secondo l'accusa, convinceva i bambini a subire gli abusi attirandoli nella propria abitazione e promettendo soldi, cd, dvd o capi d'abbigliamento. In casa aveva anche film pornografici.

Da:
http://www.roma-citta.it/roma/news_14161-Pedofilia-il-sacerdote-arrestato-ieri-era-uno-dei-garanti-scelti-da-Alemanno-nella-campagna-elettorale-Il-sindaco-Grande-dolore-sconti-per-nessuno-cronaca.html

Imbrogliare le persone. Truffare. Circuire. E’ proprio del modo di fare dell’educazione cattolica. Tutti si sentono più furbi degli altri e si dimenticano l’importanza della società civile in cui viviamo. Si dimenticano che c’è, sempre e comunque, un futuro da costruire.
Ma, qualcuno, nella miseria sociale e morale ci sguazza.
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 5 luglio 2008

Continua la violenza sui bambini ad opera del terrore cattolico

Qualche cosa è cambiato nella chiesa cattolica?
Sta di fatto che i cattolici non hanno ancora condannato la violenza di Gesù sul bambino nudo, mentre tendono ad imitarne il comportamento. Questa viene dalla Sardegna ed è la solita storia di volontà di possesso dei bambini; la loro trasformazione in oggetti di possesso. Il disprezzo delle persone è proprio della chiesa cattolica che predica l’amore per dio, ma non costringe il suo dio a rispettare l’uomo e il suo divenuto.

Sacerdote accusato di pedofilia
Indaga la Procura di Lanusei

Un sacerdote di Ulassai è finito sotto inchiesta per pedofilia. Don Gavino Lai, 81 anni, secondo l'accusa avrebbe rivolto attenzioni sessuali su due bambini, all'interno di un confessionale

Un’accusa infamante che gli è crollata addosso come un macigno. Don Gavino Lai, 81 anni, originario di Ulassai, canonico della diocesi d’Ogliastra, ex preside dell’istituto magistrale Maria Immacolata di Lanusei è sotto inchiesta per abusi sessuali su minori: il sacerdote avrebbe rivolto le sue turpi attenzioni su due bambini, addirittura all’interno di un confessionale, durante una messa celebrata al santuario Madonna d’Ogliastra. La Procura della Repubblica ha avviato le indagini da tempo, sulla base di una denuncia che ha seguito insistenti mormorii. E’ stata perquisita anche la casa dell’anziano sacerdote ma sul risultato del blitz c’è un riserbo assoluto.

Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_cronache_dalla_sardegna/?contentId=31237

E così non si rispettano nemmeno i bambini che, secondo quanto trapela da questa inchiesta, sono stati molestati sessualmente in confessionale: là dove il prete è padrone e rimette i peccati diventando, per l’ideologia della chiesa cattolica, Gesù stesso.
Per la chiesa cattolica non è “don Gavino” che ha messo le mani sui bambini, ma Gesù stesso che in quel momento operava attraverso don Gavino!
E, domani, a chi tocca?
Comunque vada l’inchiesta, le cose sono in sé gravi!
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