LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 25 settembre 2008

Retroscena e ometà nella violenza sessuale sui bambini dei preti cattolici con la corresponsabilità di ogni cattolico

Pedofilia cristiana e cattolica in particolare nei verbali dei PM.
Capire come e perché i Gesuiti stuprano e violentano i bambini!
Capire la ferocia inumana di ogni sacerdote cattolico che non condannano Gesù mentre fa violenza sessuale al bambino, giustifica in modo palese protetto dal segreto del confessionale, l’attività di pedofilia. Come ha ordinato da Giovanni XXIII e da Ratzinger.
Ufficialmente si condanna l’attività pedofilia; nelle azioni la si pratica perché il sistema socieale Italiano deve essere distrutto. E la si pratica con l’appoggio e la complicità delle istituzioni che non agiscono nei confronti dei preti cattolici in maniera preventiva.


24/9/2008 (8:5) – RETROSCENA

"Avevamo denunciato quel prete pedofilo"
Due famiglie accusano padre Cappelletto di avere taciuto
MASSIMO NUMA e NICCOLO' ZANCAN

TORINO
Lui sapeva. Così hanno denunciato due genitori. Così ha ripetuto diverse volte don Pier Angelo Bertagna, condannato dal gup di Arezzo per otto casi di pedofilia. Lui sapeva ma non avrebbe fatto niente. Così un’indagine partita da lontano deflagra a Torino. Perché lui è Gian Vittorio Cappelletto, 81 anni, gesuita, fondatore dei Ricostruttori nella Preghiera, gruppo storico con sede in via Cernaia e via Bardonecchia. Cinquemila fedeli in Italia, moltissimi simpatizzanti. Tutti, va detto subito, pronti a difendere e testimoniare l’onestà del loro padre spirituale. Ma per quanto ancora da verificare, le accuse sono precise. Drammatiche. Hanno messo in allarme gli investigatori torinesi che da anni tengono sotto osservazione il “fenomeno ricostruttori”. Mentre il pm di Arezzo Ersilia Spena, che dal 2005 indaga sui presunti casi di abusi sessuali nelle comunità aretine (trenta violenze confessate, otto accertate in primo grado), ha trasferito gli atti alla procura di Perugia. Perché lì risiedono i genitori di una delle vittime di Pierangelo Bertagna, quelli che hanno chiamato in causa il gesuita di Torino. Dopo aver raccolto le confidenze del figlio dodicenne sulle molestie subite, hanno messo a verbale: «Abbiamo informato padre Cappelletto. Il sacerdote era stupito e sorpreso della nostra narrazione, come se fosse accaduto realmente per la prima volta... Ci ha chiesto che intenzioni avessimo e noi, con l’assicurazione che lui ci dava di curare Pier Angelo, declinavamo l’idea di fare denuncia». Una famiglia di origine belga. «Quando abbiamo saputo di Bertagna, siamo subito andati ad avvisare padre Cappelletto e padre Lanfranco Rossi, quest’ultimo responsabile del movimento romano. In entrambi i casi ci è stato detto di “non farne parola con nessuno”. Abbiamo abbandonato il gruppo ma non è stato preso alcun provvedimento nei suoi confronti. L’hanno lasciato a contatto con i bambini, omettendo di avvisare i genitori sulle sue tendenze...». Ancora gli stessi genitori: «Ricordiamo di avere fatto delle confidenze anche a don Lanfranco dei Ricostruttori, dicendogli però che già tutto era stato detto a padre Cappelletto e questi non diceva nulla. Non si trattava di una confessione ma di una confidenza sommaria. A lui non spiegavamo i particolari precisi come a don Cappelletto».Sul ruolo dei superiori gerarchici di don Bertagna, difeso dall’avvocato Annalise Anania, ci sono i verbali dello stesso sacerdote reo-confesso. In sostanza, una conferma indiretta alle segnalazioni delle famiglie. Il pm lo incalza: «Ne ha parlato con il padre spirituale?». Risposta: «Sono confuso... Io ricordo di averne parlato con il padre, non so proprio se in questa occasione, però la mia difficoltà è che ne abbiamo parlato in un ambito di confessione, è quello che la Chiesa chiama il foro interno per cui mi diventa veramente difficile...». Comunque, osserva il pm, anche se in confessione, lei ne ha parlato? «Sì». Bertagna non ricorda in quale occasione ma, sia pure in modo vago, rammenta di essersi «confessato». Il pm: «Don Cappelletto oltre a essere il suo padre spirituale è anche il suo confessore abituale?». Bertagna: «In qual caso lì parlavo proprio di don Cappelletto». Poi il magistrato si informa sul carattere della segretezza della confessione, cioè quando si possono violare le norme teologiche, ma l’ex sacerdote non è in grado di stabilire un principio preciso. La domanda cruciale del pm: «Mai parlato con nessuno al di fuori del foro, cioè fuori dal segreto della confessione?». Riposta di Bertagna: «No, fuori dal segreto della confessione, no. Ho seguito le indicazioni del padre spirituale, non ricordo in quale confessione». In un altro serrato confronto, l’ex parroco di Farneta, è più preciso: «Ricordo di averne parlato con Cappelletto nell’ambito della segretezza della confessione». Infine, lo stesso concetto, è espresso in questo modo: «Ne ho parlato a lungo anche con altri confessori, ma solo nel segreto della confessione».Lui li chiama «toccamenti». Ma questo è il capo di imputazione: «Per aver compiuto su ... e altri minori atti sessuali consistiti nel denudarli, palpeggiarli, masturbarli, farsi masturbare ed in alcuni casi aver anche rapporti orali attivi e passivi, con l’aggravante di aver commesso fatti con minori a lui affidati per ragioni di istruzione e vigilanza, alcuni dei quali non avevano ancora compiuto gli anni dieci». Bertagna spiega al pm l’incipit della sua malattia: «Sono stato fatto oggetto di reati simili all’età di 3,4 anni... Ho proprio perso me stesso, non so, non capisco chi sono... Vorrei che qualcuno mi aiutasse, vorrei proprio rimettere in ordine il passato, però credo di poter dare ancora qualcosa nel mio futuro».


Tratto da:
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200809articoli/8179girata.asp

Appare subito evidente come del futuro dei bambini non importava nulla a nessuno come non importa ai preti cattolici che devono imporre il loro dio. Lo stupro dei bambini è un modo per imporre il dio dei cattolici: non sono forse loro i PADRONI dell’anima dei bambini? E il dio padrone dei cattolici non vuole l’anima? E loro agiscono solo sul corpo e, dunque, mica peccano nei confronti del loro dio; non hanno stuprato l’anima creata da dio.- E se il bambino avrà dei problemi sarà la punizione del suo dio padrone per i peccati che il bambino ha commesso.

Questo si insegna nelle scuole pubbliche ad opera di insegnanti cattolici che stanno distruggendo la scuola pubblica.
Questo stanno facendo i preti cattolici negli oratori e nelle parrocchie.

Caso dopo caso si registrano i fatti di cronaca.
Caso dopo caso si registra l’attività delle Istituzioni che omettono la salvaguardia della società civile.
Ne riparleremo alla prossima violenza fatta da un prete stupratore e ricordo, per il reato di partecipazione morale, quello usato nel Teorema Calogero; ogni prete cattolico, ogni cattolico è corresponsabile del reato di stupro di minori come è corresponsabile ogni Istituzione che non ha prevenuto la commissione di tali reati!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 23 settembre 2008

Il sangue, la chiesa, l'esoterismo ed il simbolismo: la follia del cristianesimo!

E’ un fatto avvenuto a Roma: quanti cattolici hanno concorso per mandare fuori di testa questa persona?
Quanti ragazzi e quante persone sono state preparate dai cattolici per confondere la realtà virtuale con la realtà effettiva? Quante persone sono state indotte a spaventarsi davanti al catastrofismo millenaristico dei profeti o dell’apocalisse con un povero pazzo che deve venire dalle nubi con grande potenza in quella generazione?
Pazzo per pazzo, se non si riconduce alla realtà solo perché si vuole spacciare il terrore del dio padrone come se fosse una dose di eroina, altri fatti analoghi sono destinati a ripetersi.
L’esoterismo cattolico serve ai cattolici per nascondere la miseria della loro realtà dottrinale ed eccitare voli di fantasia in persone nelle quali hanno provveduto ad annullare il senso critico; il senso della realtà che stano vivendo.
Come Gesù andava farneticando invitando i ricchi a gettare via le loro ricchezze perché tanto stava arrivando la fine del mondo, così, per logica, cosa vuoi che sia l’accoltellamento di persone in prossimità della fine del mondo? Quale? Quella che sta sempre per arrivare al fine di alimentare l’ansia delle persone. L’acceleratore ha fatto l’esperimento per simulare il Big Bang? Qualcuno evoca la fine del mondo! Ora si sciolgono ghiacci del polo e milioni di tonnellate di metano si riversano nell’atmosfera? Si evoca la fine del mondo! Si è stanchi di affrontare i problemi quotidiani con una burocrazia che impedisce la soluzione di problemi quotidiani? Si auspica la fine del mondo!

2008-09-23 19:46

"SONO L'ANTICRISTO",
E ACCOLTELLA IL PARROCO E ALTRE 3 PERSONE

di Annalisa Sturiale
ROMA - Il sangue, la chiesa, l'esoterismo ed il simbolismo. Un giovane che si impersona nell'Anticristo e compie l'atto a cui è stato destinato. Potrebbero sembrare i cardini di un film o quelli del romanzo più celebre di Dan Brown, il 'Codice da Vinci'. Ma è, invece, il filo conduttore della follia che a Roma, ha armato la mano di un giovane squilibrato di 25 anni che entrato nella chiesa di Santa Marcella ha quasi fatto una strage, ferendo al collo il parroco ed altre tre persone. Tutte accoltellate, tutte lasciate in una pozza di sangue. Uno dei feriti, lievemente, è uno dei poliziotti che hanno arrestato il giovane aggressore e che, per primo, ha sentito la sua voce mentre nel delirio diceva di essere l'Anticristo. Teatro della vicenda, che ha gettato nella paura una antica parrocchia della capitale, è stata una stanza accanto alla sagrestia di Santa Marcella, in via Girolamo Dandini, nel tranquillo ed elegante quartiere di San Saba. E' lì che Marco L. è entrato e dopo aver urlato cose incomprensibili si è scagliato contro Don Canio, 68 anni, e poi contro un parrocchiano che ha tentato di fermarlo, un ex prefetto di 77 anni. Ma la folle azione è proseguita anche fuori, nei giardini di fronte alla chiesa, dove ad essere ferita è stata una baby sitter peruviana di 37 anni, a passeggio con una bambina. Poi la furia di Marco L. si è indirizzata verso uno dei poliziotti dei Falchi della squadra mobile, ferito fortunatamente solo durante la colluttazione che ha preceduto l'arresto. Ed è stato lo stesso aggressore a dare una chiave di lettura al suo gesto: in tasca aveva tre biglietti con la scritta "questo è solo l'inizio 666" e nel suo appartamento la polizia ha trovato decine di scritti che accennano al "Codice da Vinci" e riferimenti al film trasmesso in tv ieri sera. Nonché riproduzioni dell'Ultima cena ed un documento che ne conteneva altri quattro: Le verità nascoste, Io l'Anticristo, Predizioni, L'apocalisse. Intanto il parroco e l'ex prefetto sono stati ricoverati in gravi condizioni al Cto di Roma. Il parroco è stato operato per sei ore ed è ora in coma farmacologico. Non è grave, invece, la donna peruviana ferita di striscio mentre il giovane accoltellatore tentava di fuggire. A descrivere i momenti di terrore vissuti nella parrocchia romana sono stati alcuni testimoni che hanno raccontato che il giovane "é entrato in un corridoio degli uffici della parrocchia chiedendo a don Canio le chiavi della macchina, ma a un suo tentennamento ha accoltellato lui e un parrocchiano colpendoli al volto e alle braccia. Abbiamo avuto molta paura, sembrava una mattanza".

Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_764306544.html


Il cristianesimo è il male assoluto. Il nazismo è solo un aspetto del cristianesimo. Il macello di milioni di perone è l’attività del cristianesimo. Popoli in tutto il mondo soffrono per l’attività dei cristiani e le singole persone pagano un prezzo altissimo per sopravvivere dentro all’orrore che il cristianesimo ha imposto.
E il male assoluto conviene a politici che disprezzando la Costituzione inducono bambini a pensare che la Costituzione sia un privilegio del politico e non un suo dovere!
Quella persona, intanto, è sotto sedativi e i cattolici continuano a far del male alle persone.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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lunedì 22 settembre 2008

Ancora violenza a minori ad opera di preti cristiani!

E come al solito ce né sempre uno.
Finché non si comprenderà di come il cristianesimo in realtà veicoli nella forma del possesso e del dominio le pulsioni sessuali, non ci sarà rispetto per il futuro e la violenza sui bambini sarà una condizione normale e sistematica.
Ci sono indagini di polizia per punire reati, ma la prevenzione manca.

Esteri
Fonte della notizia AGR.
22 set 2008 07:03

Usa: pedopornografia, indagato pastore evangelico

FOUKE (Arkansas) - Blitz della polizia in una chiesa evangelica dell'Arkansas, nell'ambito di un'indagine su casi di maltrattamenti e pedopornografia iniziata due anni fa. Prima dell'operazione sei ragazzine sono state portate in una struttura protetta e li' rimarranno per il tempo degli interrogatori. Il pastore Tony Alamo risulta indagato, ed e' anche sospettato di frode fiscale. (Agr)

Tratto da:
http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={C24AD77F-664B-4A05-9013-64F2E34F5D2B}


Anzi, spesso ho l’impressione che ci sia la complicità della polizia di stato e degli organi di informazione nell’attività dei preti cristiani nello stupro di bambini. Certo, sono molti i preti cattolici, anche in Italia che sono sotto processo per violenza ai minori e non si comprende come la polizia di stato non abbia messo sotto controllo o non abbia diffidato personaggi come Bonaiuto o Di Noto e altri dall’avvicinare i minori. Sembra che la polizia di stato voglia giustificare le sue inadeguatezze la sua assenza nella repressione di tali reati fatti dai preti cristiani con un’esaltazione di “preti buoni” al fine di indurre genitori ad affidare i loro figli a preti pronti a stuprarli. Non ci fosse nell’ideologia cristiana l’indicazione dottrinale di violentare i bambini, si comprenderebbe la superficialità della polizia di stato, ma essendoci nell’ideologia cristiana sia il delirio di possesso delle persone sia l’indicazione di Gesù nella violenza ai minori, logica e diritto vorrebbe che la Polizia di Stato prevenisse tali reati. E’ come se qualcuno dicesse: “Ti do una coltellata!” e la polizia non intervenisse ritenendo che minacciare di accoltellare sia normale e naturale.
Aspetteremo la prossima tragedia!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica 21 settembre 2008

Ipocrisia e crimini dei vescovi!

Non mi indigno perché un prete cattolico va a letto con una donna. Non l’ha né violentata, né era una bambina.
Mi indigno per la violenza criminale del vescovo che per difendere il prete cattolico ha accusato la donna. E una vecchia storia: la donna peccatrice e tentatrice! E’ una vera e propria porcata con la quale la chiesa cattolica ha sempre giustificato la sua attività di terrorismo contro le donne. I tribunali stessi, prima delle riforme delle leggi, hanno sempre consumato un’ulteriore violenza nei confronti della donna violentata. E tutto per tentare di scagionare il violentatore!

Le dichiarazioni del vescovo sono quelle di un delinquente irresponsabile. Un individuo senza nessuna dignità morale: come il suo dio!
Certamente se questo prete accuserà la donna di averlo circuito, sarà perdonato e reintegrato con tutti gli onori. Peggio è andata al prete di Padova che non solo si è comportato da “SIGNORE”, ma ha anche saputo combattere per la donna che amava. Cosa che il suo vescovo di Padova non ha digerito finendo per insultare anche il giornalista de Il Mattino che aveva scritto sulla vicenda.

Ma, d’altronde, questo è il Veneto: una regione dove il cattolicesimo non si misura dai fedeli cattolici, ma dall’ipocrisia delle persone. Dalla mancanza di onore e di morale delle persone. Più legate alla morale criminale cattolica che non alla morale della Costituzione della Repubblica.
Chissà se il titolo di questa storia è corretto!


21/9/2008 (7:26) - LA STORIA

Il vescovo assolve il prete playboy

A Chioggia sacerdote trovato a letto con una donna sposata
GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO Trova la moglie al letto con un prete, ma il vescovo gli dà torto: «Il sacerdote è stato spinto a mancare». A Chioggia un uomo torna a casa prima del previsto e sorprende la consorte e l’amante in «flagrante tradimento». Siccome il «playboy in talare» è un celebre monsignore incardinato nella diocesi di Chioggia, il marito, sconvolto, si sfoga con il cognato e, su suo consiglio, decide di andare dal vescovo Angelo Daniel, 74 anni, a chiedere giustizia. Quando l’uomo, però, bussa alla porta della Curia per denunciare il torto subito, viene respinto perché «troppo agitato» e oltre al danno arriva la beffa. Il presule risponde sul giornale diocesano giustificando, in sostanza, il «priest in love». Di fronte allo scandalo di paese e alla rabbia del fedele che aveva sorpreso la moglie fedifraga in intimità col sacerdote, il vescovo Daniel ricorre alle parole di Cristo («Non giudicate se non volete essere giudicati») e alza l’indice: «Ci sono persone che spingono il sacerdote a mancare al suo dovere». Il monsignore colto in «flagranza amorosa», 53 anni di Chioggia, non è prete qualunque, bensì un teologo di grande fama e un illustre docente di Sacre Scritture a Padova (alla Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale) e a Verona. Dunque, il clamore suscitato dalla vicenda è direttamente proporzionale alla notorietà del protagonista, nome conosciutissimo a Chioggia e apprezzato rappresentante del filone teologico nazionale più aperto alla modernità. Ad accrescere il «tam tam» delle voci è la dinamica pubblica dell’«incidente», quella successiva alla scoperta privata del «ménage» extraconiugale. Appena, infatti, il marito tradito arriva in episcopio a lamentarsi per il «cattivo comportamento» del sacerdote, gli impiegati della diocesi gli impediscono di vedere il presule Daniel e chiamano la polizia poiché «era parso eccessivamente nervoso». Gli agenti hanno cercato di calmare l’uomo e gli hanno chiesto di allontanarsi, promettendogli che la Chiesa avrebbe preso provvedimenti molto seri nei confronti del prete caduto in tentazione. A rincarare la dose è poi la valutazione del vescovo sull’accaduto in un editoriale pubblicato dal settimanale della Curia, La Nuova Scintilla: «Pur essendo grande la responsabilità di un sacerdote che dovrebbe essere sempre per gli altri esempio e guida, non dobbiamo dimenticare che, a fronte di molti che per fortuna sostengono il prete, non mancano persone che direttamente o indirettamente, lo spingono a mancare». Insomma, la moglie infedele l’ha provocato facendolo cadere in tentazione. Inoltre il vescovo rassicura: «Se la debolezza ci accomuna siamo certi però che c’è per tutti anche la misericordia e quindi il perdono di Dio». Una velata assoluzione per la scappatella, condivisa tra i parroci di Chioggia secondo il leit-motiv «queste cose sono sempre successe e continueranno a succedere». Intanto l’opinione pubblica oscilla e la gente della diocesi si spacca tra i «colpevolisti» che si indignano perché «non lo avrebbe mai creduto», gli «innocentisti» che indulgono di fronte alle debolezze umane perché «anche i preti sono uomini in carne ed ossa» e chi va al bar a giocarsi al lotto le età dei tre protagonisti.

Tratto da:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200809articoli/36656girata.asp

Non si tratta semplicemente di una storia di relazioni sessuali, ma si tratta di una questione di costume sociale. Il prete padrone delle persone; le persone vessate dalla chiesa cattolica; il vescovo che si ritiene in diritto di ingiuriare la società civile offendendo le persone per salvare la faccia da una situazione squallida.
“Si fa ma non si dice” è il moto dei preti cattolici. E se qualcuno sa, basta negare. Negare sempre. Mi ricorda un tale Berlusconi che prima spara stupidaggini demenziali e poi afferma (in un caso meno di un’ora dopo) di non averle mai dette. Erano solo invenzioni dei giornalisti: chissà da chi ha imparato!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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mercoledì 17 settembre 2008

Otto per mille, Istituzioni e società civile!

La chiesa cattolica costa ai contribuenti italiani più del mantenimento delle Istituzioni.
Con la sola differenza che mentre le Istituzioni servono per sostenere la società civile (o dovrebbero farlo) i soldi dati alla chiesa cattolica servono esclusivamente per sostenere l’odio e il terrorismo che viene praticato nella società civile. Un odio ed un terrorismo che anche ieri, con una sentenza, è stato censurato dalla Corte di Cassazione col riconoscimento del diritto dell’individuo di disporre del proprio corpo e di decidere se curarsi o meno.
Che nel paese sia in corso una guerra, scatenata dai cristiani, che ha finalità di eversione dell’ordine democratico, sempre più persone ne sono consapevoli. Di questa consapevolezza, l’articolo del giornale La Repubblica di oggi 17 settembre 2008, ne è una testimonianza.

Otto per mille, l'allarme della Cei
"Quest'anno 35 milioni in meno"


ROMA - Sempre più italiani rinunciano a devolvere l'otto per mille alla Chiesa cattolica. A lanciare l'allarme è la Conferenza episcopale italiana che, dati alla mano, fa sapere come quest'anno le firme dei contribuenti siano passate dall'89,82% del 2008 (dichiarazioni dei redditi 2005) all'86% del 2009 (dichiarazioni dei redditi 2006). Nel dettaglio, si sono avute 38.024 firme in più per la Chiesa, poche però rispetto al forte incremento delle firme per lo Stato che passa dal 7,6 all'11% (circa 800 mila firme in più). Un calo che fa scalpore perchè arriva dopo dieci anni di crescita costante e che porterà nelle casse della Chiesa 35 milioni di euro in meno. Il dato, diffuso dall'agenzia di stampa cattolica Adista, preoccupa non poco la Cei che ha deciso di correre ai ripari: è infatti già pronta una lettera indirizzata ai cattolici italiani intitolata "Sostenere la Chiesa per servire tutti". Nel documento, i vescovi ricordano che grazie all'otto per mille, istituito venti anni fa, "la Chiesa ha potuto disporre di risorse costanti" e invita i sacerdoti, i religiosi e i catechisti a non vergognarsi di chiedere soldi. Le motivazioni del sostegno economico alla Chiesa "devono essere costantemente richiamate nella catechesi, negli itinerari formativi, nell'insegnamento teologico. Dovremmo forse superare - concludono i vescovi - l'eccessivo pudore che ci induce a tralasciarle nella predicazione abituale, ben diverso era, su questi temi, lo stile degli Apostoli". I sacerdoti, sottilinea la Cei, nel loro rapporto con i fedeli, dovrebbero affrontare maggiormente l'argomento del sostegno economico "garantendo al contempo la massima trasparenza nel far conoscere la situazione economica e i conti delle nostre parrocchie e di tutte le realtà ecclesiali". Ma c'è chi esprime "soddisfazione" per il calo dell'otto per mille: sono gli esponenti radicali Maurizio Turco e Mario Staderini che in un comunicato fanno sapere che "i dati sulle scelte sull'otto per mille espresse dagli italiani confermano quanto sosteniamo da tempo: il miliardo di euro che ogni anno viene sottratto dal bilancio dello Stato in favore della Cei è frutto di un patto scellerato tra quest'ultima ed i Governi italiani, che da 18 anni tengono nascosto al Paese il reale funzionamento dell'otto per mille". Secondo Turco e Staderini "se il governo informasse meglio i cittadini, le ripartizioni dell'otto per mille sarebbero ben diverse, e la Cei perderebbe buona parte dei 600 milioni di extra gettito che annualmente lucra sull'ignoranza indotta".

Tratto da:
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20080916&fonte=RPB&codnews=193009

Le Istituzioni sembrano elargire continuamente nuovi fondi economici alla chiesa cattolica. La chiesa cattolica continua ad agire contro la morale Costituzionale per imporre la propria morale in disprezzo dei cittadini. Politici compiacenti agiscono per favorire i comportamenti illegali della chiesa cattolica. Per contro, esiste una percezione dei cittadini che non è più in grado di tollerare le violenze dei cattolici contro la società civile.
Ieri il governo Italiano è stato contestato in sede Europea dai rappresentanti dei Rom. A quelle contestazioni il governo Italiano ha risposto che “tutto è fatto secondo le norme Europee”. Certo, le carte consegnate alle commissioni europee, ma non la violenza che viene quotidianamente messa in atto contro i Rom sul territorio nazionale fatta in base ad atti di razzismo mascherati: COSI’ FECE ANCHE IL NAZISMO, ALL’INIZIO! Cominciò coll’identificare l’ebreo, lo zingaro e il diverso, per poi poterlo macellare: come sta facendo Maroni.
E la chiesa cattolica collabora in cambio di privilegi il cui scopo è privare i cittadini del diritto di controllo delle Istituzioni!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
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La bestemmia dei cristiani!

In un articolo su una dichiarazione ad opera di tale Gianfranco Ravasi, esponente del Vaticano, si è aperto l’ennesimo discorso fra l’evoluzione introdotta da Darwin e il creazionismo assolutista della bibbia.
Ravasi si precipita ad affermare:

“Le teorie evoluzioniste delle origini non sono incompatibili a priori con il messaggio della Bibbia e della teologia, né con il magistero della Chiesa - ha esordito Ravasi - tanto che Darwin non è mai stato né condannato né messo all'indice”

Il problema NON E’ IL PUNTO DI VISTA DEL RAPINATORE; ma quello della realtà! In questo caso della realtà oggettiva.
Una realtà che dimostra come ad essere in contrasto con l’evoluzione e la relativa rappresentazione dell’uomo nella realtà oggettiva è proprio il concetto di Fede, e in particolare la fede nella bibbia, in quanto prodotto di patologia psichiatrica ed estraneo ad ogni dato di realtà.

E’ Ratzinger e Ravasi che devono essere condannati per la loro attività inumana mediante l’affermazione di un dio creatore che priva il presente e gli oggetti del presente del loro divino. E’ il concetto assolutista cristiano che va condannato.

Io capisco che Ratzinger e Ravasi, con le spalle al muro e il coltello dell’evoluzionismo puntato alla gola, siano disposti a mediare. Togli il coltello della cultura evoluzionista e Ratzinger e Ravasi riaccendono i roghi.
Diventa ridicolo ed offensivo Ravasi quando insulta la dignità umana affermando:

“lo stesso Galileo - afferma - non fu mai condannato davvero, il pontefice non firmò mai il decreto perché il dibattito sulle sue teorie era vivo anche dentro la Chiesa. Tra Galileo e Bellarmino ci fu sempre un confronto di altissimo livello, ed è questo che vorremmo ricreare: un dialogo tra cattedre che dia strumenti di giudizio anche alla pubblica opinione, con grande rispetto reciproco e senza strumentalizzazioni.”

Bellarmino bruciava vive le persone, Galileo affermava un principio dottrinale-scientifico! Il terrorismo cattolico chiama questo: DIBATTITO! Io lo chiamo TERRORISMO per imporre la fede come malattia mentale, specie nei bambini!

I cristiani tentano di arrampicarsi sugli specchi della patologia psichiatrica affermando un assurdo che viene manifestato nelle loro azioni e in particolare nei confronti dei bambini verso i quali usano una violenza criminale protetta da istituzioni sociali pavide e complici.
Avere a fondamento del proprio pensiero religioso il concetto di evoluzionismo, con la necessità di appropriarsi degli strumenti con i quali affrontare al meglio la propria esistenza; o il concetto religioso di fede cristiana che implica sottomissione alla verità rivelata dal dio padrone; svolge in modo completamente diverso la propria esistenza fin dal primo giorno di nascita.

Ed è questo che i cattolici non vogliono!
Nelle università discutiamo da “persone civili” sulle “diverse idee” di evoluzione e creazione: ma i bambini li stupriamo costringendoli in ginocchio a pregare il dio creatore e a imporre le malattie psichiatriche da dipendenza e onnipotenza!

E gli evoluzionisiti ci discutono pure con i cattolici. Anziché chiedere loro conto delle loro farneticazioni patologiche, partono dal presupposto, indotto anche dalla psicanalisi nella teoria del complesso di Edipo, che il creazionismo sia un’idea naturale. Come se fosse stato naturale Freud stuprato e sottomesso all’idea del dio padrone degli ebrei o del Mosè e, una volta stuprato, non avesse maturato la tensione psichica del complesso di Edipo.

Fintanto che l’evoluzionismo non entra come concetto religioso e sacro nell’organizzazione della vita delle persone, gli evoluzionisti sono solo ridicoli. Per loro l’evoluzione è solo un concetto maturato culturalmente, ma emotivamente restano creazionisti. Credono, perché ne hanno bisogno, nel dio padrone e costringono i loro figli a credere, a loro volta, nel dio padrone.

E’ corretto il video su YouTube dal titolo “La Bestemmia più grande”:

http://it.youtube.com/watch?v=8Cnz88mSFbc

in quanto questa è la bestemmia dei cristiani nei confronti della vita. Nei confronti delle forze divine che hanno concorso a formare il presente in cui viviamo. Già gli gnostici del vangelo di Giovanni Apogrifo, affermavano che colui che nella bibbia affermava di essere il “dio creatore – demiurgo” bestemmiava affermando di “essere l’unico dio – il padrone”.
La bestemmia è affermare che qualcuno ha “creato” il presente; il delitto di terrorismo è imporlo ai bambini indifesi.
N.B. : Le citazioni di Ravasi sono tratte da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_762492090.html

Claudio Simeoni
Meccanico
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lunedì 15 settembre 2008

Paganesimo e cristianesimo: un dibattito che dura da 2000 anni!

Tre argomenti relativi allo stesso soggetto: l’uomo nella società civile.
Qual è l’atteggiamento dell’uomo religioso nella società?
Che cosa implica adorare o credere in qualche cosa?
Che cosa significa puntare la propria attenzione su un’idea religiosa, interpretarla e riprodurla?

Essere delle persone religiose non significa essere esterni alla società in cui si vive. Al contrario, significa agire per “imporre” alla società dei comportamenti morali, delle idee aprioristiche, dalle quali la società procede costruendo metodi e mezzi con cui risolvere le contraddizioni fra gli individui.

Paganesimo e società; prostituzione cristiana e sessualità Pagana; La prostituzione di Maria, dogma a fondamento del cristianesimo per aggredire la vita; gli Dèi e la libertà dell'uomo!
http://www.stregoneriapagana.it/cristianesimoprostituzione.html
Paganesimo e società; ADORARE GLI DEI: Perché adorare gli Dèi delle Antiche Religioni (adorare nel senso di COLERE)? Perché deve essere disprezzato il dio dei cristiani?
http://www.stregoneriapagana.it/cristianesimocreazionebaal.html
Paganesimo e società; La Dea Madre nelle Antiche Religioni e il Politeismo femminile: Le Dee Madri delle Antiche Religioni! L'abitare il mondo degli Antichi opposto al dominare il mondo dei cristiani e dei monoteisti!
http://www.stregoneriapagana.it/cristianesimocorpoanima.html

Le idee religiose vengono sempre presentate in modo tale che siano appetibili e desiderabili per gli Esseri Umani. Ma un’idea non è una semplice astrazione, è un oggetto reale, concreto, fisico, che si frappone fra la decisione dell’uomo e il suo agire nel mondo.
Credere una cosa o manifestare convinzioni per un’altra cosa non è la stessa cosa. Non è un “semplice discutere”, ma è una relazione militare in quanto il “mio credere” dovrebbe anticipare, predisponendomi in maniera adeguata, i fenomeni e le avversità del mondo in cui vivo.

Una volta i cristiani dicevano: “Il terremoto è una punizione di dio per i peccati!” Questa affermazione partiva dal presupposto che tutta la realtà fosse perfetta, immutabile e immota, in quanto creata dal dio dei cristiani che era perfetto. Solo il peccato alterava tale perfezione inducendo dio a mandare il terremoto. Come si predisponevano i cristiani? Si predisponevano evitando di peccare ( o pentendosi). Ma se, invece, io credo che Madre Terra sussulti in un processo di trasformazioni continue, come mi predispongo? Mi predispongo costruendo case solide.

Inoltre, che cosa significa un’idea accettata per fede e la stessa idea mentre agisce nella società frapponendosi fra gli Esseri Umani e il loro agire?
La scienza ci parla oggi dei Neuroni Specchio; ma gli Stregoni hanno sempre saputo (e anche gli ebrei e i cristiani) che è l’agire dell’adulto che imprime le idee nel bambino. Ciò che gli adulti credono lo manifestano con le loro azioni, le loro scelte, i loro adattamenti; non con le loro parole. E i bambini imparano a credere non tanto dalle parole degli adulti, ma interpretando le loro azioni, le loro scelte, i loro adattamenti.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

mercoledì 10 settembre 2008

Anniversari di morte e genocidio da ricordare assolutamente!

Assolutamente da ricordare:

11 settembre 364:

Viene comminata la pena di morte alle pratiche Pagane oltre che alle pratiche divinatorie ad opera dei cristiani per imporre il loro dio padrone;

11 settembre 1973

Colpo di Stato USA contro la democrazia del Cile;

11 settembre 2001

Genocidio di un’organizzazione non governativa, già finanziata per operazioni militari dagli USA alle torri gemelle di New York;

E il 16 settembre 1982

Il genocidio fatto dagli ebrei nei campi dei rifugiati Palestinesi di Sabra e Chatila;

Un settembre di lutti. Lutti da ricordare perché ognuno di questi genocidi è impresso come un marchio di fuoco nelle trasformazioni degli Esseri Umani.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 6 settembre 2008

I genitori cattolici, i figli come bestiame da allevare e l'esempio di Abramo

Quando si dico che il cristianesimo ha come fine religioso lo stupro dei bambini e dei ragazzi, mi riferisco essenzialmente a quell’imposizione della verità che disarma il ragazzo davanti alle condizioni e contraddizioni della vita. Mi riferisco alla violenza con la quale il cristianesimo costringe gli Esseri Umani, e i ragazzi, a mettersi in ginocchio davanti ad una figura, che la nostra Costituzione qualifica come CRIMINALE, losca e a soggettivarne i modelli criminali che propone somatizzandoli come risposte alla società in cui questi ragazzi vivono. Mi riferisco a quel crocifisso che esalta l’omicidio di chi non si mette in ginocchio davanti a lui come regola, prassi e morale sociale.
Pur tuttavia, spesso lo stupro e la violenza sui minori in migliaia di casi assume anche l’aspetto di violenza fisica.
Anche se oggi i casi sono diminuiti, non passa giorno che nuovi allarmi sociali emergono.
In questo caso si tratta di una scuola privata cattolica. Quelle che governo e regioni in disprezzo del dettato Costituzionale continuano a finanziare e a favorire.


Un sacerdote accusato di pedofilia e violenza su minore

Una brutta storia di presunta pedofilia investe una delle istituzioni scolatiche religiose più prestigiose del Friuli, L'istituto Bearzi di Via Don Bosco. Giovedì scorso l'epilogo di una inchiesta che dura da parecchi mesi con la perquisizione di un sacerdote salesiano nell’ambito di un’inchiesta della Procura della repubblica di Udine che ipotizza a suo carico il gravissimo reato di violenza sessuale su minorenne.
I fatti sarebbero avvenuti fra il il '96 ed il '99. La perquisizione dell'alloggio e dello studio ddel sacerdote è stta svolta dai militari dell'arma alla presenza del sacerdote sotto accusa e del direttore dell'istituto don Dino Marcon. Sembra che data la delicatezza della situazione e per rispetto alle gerarchie religiose sia stato lo stesso Pm Bonocore a recarsi in Curia allo scopo di avvertire l’arcivescovo Brollo di quanto stava accadendo in quegli stessi istanti al Bearzi. L'inchiesta sarebbe nata dalla denuncia della vittima e avrebbe trovato alcuni riscontri nel racconto di altri studenti presenti all'istituto nello stesso periodo, da questo la necessità della perquisizione in particolare del computer del sacerdote alla ricerca, evidentemente, di tracce informatiche di una sua insana passione. Inutile dire che come sempre in questi casi c'è da augurarsi la massima cautela nella salvaguardia dell'accusato vista la sua posizione di inseganate e religioso.Sabato, 06 Settembre 2008 - 08:22

Tratto da:
http://www.friulinews.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2913&mode=thread&order=0&thold=0


E’ ridicolo che il magistrato si sia recato dal capo, il mandante, del prete cattolico per avvertirlo che ci sarà un’inchiesta in corso.
Ridicolo, ma così funziona l’atteggiamento dei magistrati in Italia.
Sono i genitori che devono riflettere anche se, sono certo, stanno pensando: “Tanto, non tocca a mio figlio!” Come se i genitori cattolici dei loro figli, in quanto persone, gli interessasse qualche cosa. Per un genitore cattolico il figlio è solo una bestia da allevare per la gloria del suo dio padrone al quale deve sacrificare la vita sua e quella di suo figlio (vedi Abramo).
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 2 settembre 2008

Le prove scientifiche Vaticane, sull'anima, la creazione e la morte cerebrale!

Che cos’è “scientifico” per la chiesa cattolica?
Con un po’ di memoria storica si ricorda quando i teologi cattolici calcolavano, con assoluta precisione scientifica, il momento dell’ingresso dell’anima nel corpo umano. Calcolavano che l’anima entrava un mese dopo, o tre giorni dopo. Sì, è vero! Nel corso della storia vari teologi hanno contraddetto altri teologi e tutti con il “rigore scientifico che contraddistingue la santa madre chiesa che, come dicono le sacre scritture, non ha mai sbagliato e non sbaglierà mai”. E’ necessario capire questi scienziati cattolici che sostenevano come nelle donne, notoriamente dotate di poco cervello, l’anima entrasse dopo che nell’uomo. Scienziati che hanno sempre, correttamente, sostenuto che dio ha creato il cielo e la terra salvo non portare mai nessuna prova che confermasse le loro “attente ricerche scientifiche”. Scienziati cattolici, non dimentichiamo, che non hanno omesso di condannare come false le dottrine di Galileo.
Così, questa enorme conoscenza, sedimentata in quasi due millenni dalla chiesa cattolica, non poteva non porsi il problema sul come far divertire il suo dio imponendo le sofferenze agli Esseri Umani.
Così è di oggi la notizia

Un editoriale del giornale vaticano rimette in discussione il Rapporto di HarvardLa comunità scientifica: nessun paese evoluto contesterebbe questo criterio
Bioetica, l'Osservatore Romano"La morte cerebrale non basta"
La precisazione della Santa Sede: "Un articolo non modifica la dottrina"



CITTA' DEL VATICANO - La dichiarazione di "morte cerebrale" non può sancire più la fine di una vita e va rivista in nome delle nuove ricerche scientifiche: è quanto scrive l'Osservatore Romano, in un editoriale in prima pagina dedicato ai quarant'anni del cosidetto "Rapporto di Harvard" che modificò la definizione di morte, da allora non più basata sull'arresto cardiocircolatorio ma sull'encefalogramma piatto. Ma poco dopo è arrivata una nota della Sala Stampa vaticana in cui si precisa che "un articolo non cambia la dottrina: si tratta di un editoriale dell'Osservatore Romano, firmato da una persona e che porta l'autorevolezza della testata e di quella persona". Anche la Chiesa cattolica, ricorda il giornale del Papa, accettò quella definizione, proclamandosi favorevole al prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti. Nell'editoriale dell'organo di stampa vaticano si sostiene che "è stato dimostrato, però, che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano". Anche la Chiesa si trova ora in una situazione delicata perché l'assunto di "morte cerebrale" - si legge nell'articolo - "entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistenti". Ferma la replica del mondo scientifico, nelle parole di Alessandro Nanni Costa, direttore del Cnt, il Centro nazionale trapianti: "Il criterio di morte cerebrale per sancire la morte di un individuo è l'unico scientificamente valido". Inoltre, "la comunità scientifica mondiale approva i criteri stabiliti dal rapporto di Harvard e le critiche, che arrivano da frange minoritarie, sono basate essenzialmente su considerazioni non scientifiche". Conclude lo scienziato: "In tutti i paesi scientificamente evoluti i criteri sono stati recepiti come norma". In Italia nel 1978 sono diventati legge, poi riconfermati da una legge successiva, nel 1993. Anche Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi), conferma la posizione di fatto della comunità scientifica: la morte cerebrale "resta al momento l'unico criterio valido, in mancanza di nuove evidenze scientifiche, per definire il decesso di un individuo". E aggiunge: "Quando in rianimazione i medici rilevano un accertamento di encefalogramma piatto, trasmettono la notizia alla direzione sanitaria, che a sua volta istituisce un collegio di tre medici (un anestesista-rianimatore, un medico legale e un neurofisiologo) che, a prescindere dalla fascia di età del paziente, effettua un periodo di 6 ore di osservazione con un protocollo preciso". "La morte cerebrale", conclude Carpino, "è la morte dell'individuo". (2 settembre 2008)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/vaticano-morte-celebrale/vaticano-morte-celebrale/vaticano-morte-celebrale.html


Sarebbe interessante una semplice osservazione: al Vaticano interessa l’individuo in quanto tale o la singola cellula dell’individuo? Certamente molte cellule dell’individuo muoiono dopo che l’individuo è morte. Spesso muoiono a mano a mano che l’individuo alimenta le cellule, ma i parametri identificati dal “Rapporto di Harvard” sono tali da fornire dei parametri oggettivi attraverso i quali un medico può diagnosticare la morte di un individuo.
Sarebbe interessante che il Vaticano fornisse qualche prova sull’ANIMA, visto che ha bruciato vive le persone per salvargliela!
Questa polemica del Vaticano non è soltanto pretestuosa, ma è un vero e proprio attacco al diritto di morire delle persone. Un diritto che il Vaticano vuole mettere in discussione, come il Vaticano vuole mettere in discussione la proprietà, da parte di ogni singola persona, del proprio corpo in ogni fase della propria esistenza. E’ il modo che ha il vaticano per alimentare l’ideologia schiavista! Lo schiavismo, parte dell’ideologia Vaticana, imposto alla società Italiana.
L’equazione che fa il Vaticano è molto semplice: se io posso decidere quando le persone sono vive o sono morte, io posso decidere della vita e della morte delle persone: come facevano i Gesuiti con la loro flotta che vendevano schiavi neri nelle Americhe.
Solo lo schiavo non è padrone del proprio corpo!
Il che significa poter controllare il traffico degli organi da espianto. Non si è più uguali sotto una legge generale anche se solo “Rapporto di Harvard” che determina dei parametri; ma si è sotto la mannaia di chi si pensa rappresentante del dio padrone e padrone lui stesso. Alla faccia della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; qui siamo in Vaticano dove vige la Dichiarazione universale dei diritti del suo dio padrone e di chi lo rappresenta e rogo per chi non si sottomette!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it