LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 6 settembre 2008

I genitori cattolici, i figli come bestiame da allevare e l'esempio di Abramo

Quando si dico che il cristianesimo ha come fine religioso lo stupro dei bambini e dei ragazzi, mi riferisco essenzialmente a quell’imposizione della verità che disarma il ragazzo davanti alle condizioni e contraddizioni della vita. Mi riferisco alla violenza con la quale il cristianesimo costringe gli Esseri Umani, e i ragazzi, a mettersi in ginocchio davanti ad una figura, che la nostra Costituzione qualifica come CRIMINALE, losca e a soggettivarne i modelli criminali che propone somatizzandoli come risposte alla società in cui questi ragazzi vivono. Mi riferisco a quel crocifisso che esalta l’omicidio di chi non si mette in ginocchio davanti a lui come regola, prassi e morale sociale.
Pur tuttavia, spesso lo stupro e la violenza sui minori in migliaia di casi assume anche l’aspetto di violenza fisica.
Anche se oggi i casi sono diminuiti, non passa giorno che nuovi allarmi sociali emergono.
In questo caso si tratta di una scuola privata cattolica. Quelle che governo e regioni in disprezzo del dettato Costituzionale continuano a finanziare e a favorire.


Un sacerdote accusato di pedofilia e violenza su minore

Una brutta storia di presunta pedofilia investe una delle istituzioni scolatiche religiose più prestigiose del Friuli, L'istituto Bearzi di Via Don Bosco. Giovedì scorso l'epilogo di una inchiesta che dura da parecchi mesi con la perquisizione di un sacerdote salesiano nell’ambito di un’inchiesta della Procura della repubblica di Udine che ipotizza a suo carico il gravissimo reato di violenza sessuale su minorenne.
I fatti sarebbero avvenuti fra il il '96 ed il '99. La perquisizione dell'alloggio e dello studio ddel sacerdote è stta svolta dai militari dell'arma alla presenza del sacerdote sotto accusa e del direttore dell'istituto don Dino Marcon. Sembra che data la delicatezza della situazione e per rispetto alle gerarchie religiose sia stato lo stesso Pm Bonocore a recarsi in Curia allo scopo di avvertire l’arcivescovo Brollo di quanto stava accadendo in quegli stessi istanti al Bearzi. L'inchiesta sarebbe nata dalla denuncia della vittima e avrebbe trovato alcuni riscontri nel racconto di altri studenti presenti all'istituto nello stesso periodo, da questo la necessità della perquisizione in particolare del computer del sacerdote alla ricerca, evidentemente, di tracce informatiche di una sua insana passione. Inutile dire che come sempre in questi casi c'è da augurarsi la massima cautela nella salvaguardia dell'accusato vista la sua posizione di inseganate e religioso.Sabato, 06 Settembre 2008 - 08:22

Tratto da:
http://www.friulinews.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2913&mode=thread&order=0&thold=0


E’ ridicolo che il magistrato si sia recato dal capo, il mandante, del prete cattolico per avvertirlo che ci sarà un’inchiesta in corso.
Ridicolo, ma così funziona l’atteggiamento dei magistrati in Italia.
Sono i genitori che devono riflettere anche se, sono certo, stanno pensando: “Tanto, non tocca a mio figlio!” Come se i genitori cattolici dei loro figli, in quanto persone, gli interessasse qualche cosa. Per un genitore cattolico il figlio è solo una bestia da allevare per la gloria del suo dio padrone al quale deve sacrificare la vita sua e quella di suo figlio (vedi Abramo).
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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