LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 4 ottobre 2008

Corte di Cassazione e l'incitamento alla guerra di religione.

Ancora una volta la Corte di Cassazione detta delle regole quando si tratta di relazioni religiose e razziali.
Normalmente le regole della società civile sono sempre violate dai cattolici, dai cristiani, che nel loro delirio di onnipotenza pensano di aver diritto di offendere, diffamare e, come in questo caso “invocare la guerra santa” contro ebrei. Si può estendere anche all’invocazione della guerra santa che da più parti si sente per impedire ai musulmani di pregare. Come avviene in Veneto con le motivazioni più banali, cretine e pretestuose.
Una guerra che in web può essere dichiarata soltanto mediante le parole o le immagini e che nel territorio viene fatta con le azioni e spesso da bande criminali di vigili urbani che si sentono investite dalla crociata di onnipotenza delirante dell’ordine pubblico.


03/10/2008 14:07
Roma: Cassazione, vietata ''guerra santa'' sul web contro gli ebrei

Non ha diritto ad alcuna giustificazione, nè è esente da condanna, chi da un sito web istiga all'odio razziale contro gli ebrei in nome di ideali religiosi come quelli della cristianità invocando la "guerra santa" in opposizione al "razzismo sionista" e al "governo delle minoranze ebraiche nella società ". Lo afferma la Cassazione condannando, per diffusione di idee razziste, Alessandro M., 32 anni, che sul sito 'holywarvszog' propagandava idee di supremazia della razza ariana in nome del 'Movimento di resistenza popolare, l'alternativa cristiana'. È stata così confermata - nei confronti del giovane - la condanna a quattro mesi di reclusione commutata nell'obbligo di fare volontariato a favore dei malati assistiti dalla onlus 'Misericordia'.

Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/unione24ore/?contentId=44193


Si è già visto in altre occasioni, da Borghezio, Gentilini, Calderoli, Tosi, Bossi, il loro disprezzo per la Costituzione della repubblica, per le norme sociali. Incitamenti criminosi che spesso hanno coinvolto anche Stati Stranieri, come nel caso della Germania per gli avvenimenti di Colonia.
Una battaglia religiosa la si fa con gli strumenti religiosi, non con l’odio per le persone. Non la si fa con le aggressioni, né con le offese al sentimento religioso.
Se si vuole combattere una religione lo si deve fare con gli strumenti della dialettica, analizzandola nei suoi testi sacri e negli effetti sociali come la storia li ha sviluppati nelle relazioni con l’altro: non si aggrediscono le persone. E neppure uno stato può essere tollerante nell’aggredire le persone come è stato tollerante lo stato italiano permettendo a dei criminali razzisti, come Gentilini, e la sua banda di sindaci, di far del male alle persone calpestandone i sentimenti religiosi.
Quando si impedisce, pretestuosamente, a delle persone di pregare, si è fatto un atto di terrorismo: SEMPRE!
Certo, Toso, Gentilini, Borghezio, Bossi, Calderoli, Maroni, fini, Alemanno, e la loro banda, sono degli impotenti. Non sanno misurare la loro religione con quella dei musulmani preferendo lanciare loro contro bande di criminali che agiscono con la divisa da vigile urbano.
E’ vergognoso veder distruggere le nostre città e l’etica morale sociale per i tentativi di questi personaggi di seminare odio al fine di trarre profitto dallo sfruttamento del lavoro nero.
Ogni volta che in questo paese voi trovate odio religioso ed odio razziale, lo trovate SEMPRE fatto dai cristiani. Se la legge ritiene quegli atti disprezzo razziale o religioso, le persone, che li subiscono, li trattano come ATTI DI TERRORISMO dai quali difendersi.
La Corte di Cassazione ha deliberato in merito all'incitamento all'odio razziale nei confronti degli ebrei, ma vale per ogni incitamento all'odio o al disprezzo nei confronti di ogni non cristiano.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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