LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 1 gennaio 2009

Cattolicesimo e controllo delle persone mediante la fede.

Nonostante la feroce propaganda dell’ideologia cattolica fatta dalla Rai e da Mediaset in disprezzo della Costituzione della Repubblica, la sostanza terrifica, brutale e cattiva del cristianesimo continua ad emergere in tutta la sua violenza.
Non bastano centinaia di ore di trasmissione di esaltazione dell’ideologia cristiana per costringere le persone a dire “Si, buana!”. Non bastano ore di trasmissioni radiotelevisive in cui si tenta di costringere le emozioni delle persone alla sottomissione in disprezzo a quel principio di uguaglianza del il dio, cattivo e criminale, dei cristiani impone.
Le persone, ora, sanno che cosa è il male, il terrore, la distruzione, l’incitamento al genocidio. E’ l’ideologia della chiesa cattolica. Un’ideologia che nasce dal Gesù dei cattolici, dall’odio i Paolo di Tarso che esalta la propria impotenza sessuale, dall’odio del dio degli ebrei che pretende di non essere giudicato per il delitto di genocidio. Il prete cattolico che violenta bambini e che pretende l’impunità per questo.
E’ la percezione della realtà che si frappone fra la propaganda esaltante e destabilizzante della RAI e MEDIASET e il bisogno di vivere la propria religione delle persone.
Ed ecco che, dopo centinaia e centinaia di ore di esaltazione mediatica della figura di Gesù e della chiesa cattolica, una statistica va a verificare la reale consistenza della capacità dei cristiani di occupare ideologicamente la società civile.



Quando dio è in minoranza
di Marco Politi
in “la Repubblica” del 31 dicembre 2008

Svanisce tra i giovani l´immagine del Dio cristiano, vacilla il dogma che Cristo sia figlio di Dio, aumenta la distanza dalla Chiesa istituzione. È il risultato di una limpida inchiesta sul mondo giovanile, condotta da Alessandro Castegnaro presidente dell´Osservatorio socio-religioso Triveneto e benedetta dal vescovo di Trieste mons. Eugenio Ravignani. Il quale ammette che i risultati possono avere «sconcertato chi si attendeva risposte più confortanti», scoprendo quanto la religione venga considerata poco importante nella vita delle persone intervistate.
L´inchiesta (A.Castegnaro, Religione in standby, Marcianum Press, pagg. 296, euro 29) è partita da un´analisi della situazione di Trieste, ma poi si è allargata ad una comparazione con la situazione di Venezia e Pordenone. Trieste, notoriamente, è una città particolare in cui forte è l´impronta austroungarica, di tradizione cosmopolita, laica, secolarizzata, che la apparenta ai costumi e agli stili di pensiero del Nordeuropa. Ma l´incrocio dei dati con una realtà culturalmente metropolitana come Venezia e invece provinciale - da classico Veneto bianco - di Pordenone offre uno specchio interessante delle giovani generazioni, che può valere almeno per l´Italia centro-settentrionale.
Le sorprese sono tante. Quanto conta la religione per i giovani triestini? Poco per il 45 per cento, niente per il 10, moltissimo solo per un 15 per cento. Interrogati se credono, a Trieste rispondono sì il 77 per cento, a Venezia l´86, a Pordenone l´89. Ma appena si domanda a cosa, le risposte sono per un paese ufficialmente cattolico sconcertanti. Al «Dio cristiano» credono a Trieste soltanto il 38 per cento dei giovani, a Venezia il 43, a Pordenone il 46. L´altra metà, più o meno, preferisce credere in una «Realtà superiore» non meglio definita. Fortemente incrinata è la convinzione che Gesù Cristo sia figlio di Dio. Ci credono poco o per nulla il 41 per cento a Trieste, il 33 a Venezia, il 24 a Pordenone. Gli incerti, nel medesimo ordine, sono al 26 per cento, al 34, al 29. I molto convinti sono un terzo a Trieste e Venezia e il 46 per cento a Pordenone.
L´inchiesta, svolta tra i giovani tra i diciotto e i ventinove anni, non è avvenuta per via telefonica (che rischia di provocare reazioni troppo estemporanee) né di persona attraverso un intervistatore: sistema che rischia di suscitare risposte troppo compiacenti, in cui l´intervistato tende a reagire secondo moduli più conformisti oppure, spiega Castegnaro, si astiene da opinioni che avrebbe il «timore di formulare». Si è lasciato alle persone scelte un pacchetto di domande perché rispondessero in solitudine e concentrazione.
Emerge in prima battuta una differenza tra religione e religiosità, che spiega benissimo perché il «revival religioso» in corso da anni e mediaticamente esaltato non corrisponda ad un aumento reale della pratica religiosa nell´ambito della Chiesa. Perché la religione è un sistema istituzionalizzato di credenze, pratiche, riti e tradizioni e i giovani tendono a rifuggire da tutto ciò che appare come «istituzione» o disciplina. Mentre la religiosità è un dimensione più flessibile di simboli, che danno senso alla vita e attivano energie spirituali, morali e sociali.
È questa l´opzione che fanno le nuove generazioni. Non a caso la domanda «Credi a un Dio personale?», fondamentale per la tradizione giudaica e cristiana in cui Dio interviene personalmente nella storia - dalla Creazione fino all´Apocalisse - rimbalza sui giovani. Solo un terzo circa risponde di sì a Trieste e Venezia, e non più del 46 per cento a Pordenone. Dio, dunque, è in minoranza. Il Dio delle cosiddette «radici cristiane». Il Dio annunciato ogni domenica a messa, proclamato a battesimi, comunioni, nozze e funerali, insegnato per tredici anni nell´ora di religione. Emerge anche la differenza tra aree di cultura urbana avanzata e aperta a influenze internazionali, come Trieste e Venezia, e aree più chiuse come Pordenone, in cui la secolarizzazione avanza meno velocemente. Negli intervistati colpisce la distanza dalla Chiesa-istituzione. Alla richiesta di esprimere una valutazione sulla Chiesa cattolica, Castegnaro riporta che il «saldo tra giudizi complessivamente negativi e positivi» è il seguente: - 31 nella diocesi di Trieste, - 30 nel patriarcato di Venezia, appena + 2 nella diocesi di Pordenone. In questo contesto appare lontanissima dalla realtà la pretesa della gerarchia ecclesiastica di rappresentare politicamente i cittadini «cattolici», quando si tratta di legiferare su temi come il testamento biologico o le famiglie di fatto. Ma anche all´interno della Chiesa i vescovi devono porsi molti interrogativi. A Venezia, ad esempio, è patriarca una delle personalità intellettualmente più brillanti della Chiesa italiana, eppure il messaggio ecclesiale non sembra riuscire a penetrare in profondità nel mondo giovanile.
Evidentemente i giovani rappresentano davvero un mondo sé. Chiusi in un circuito proprio. In stand by.

La Repubblica 31 dicembre 2008

C’è una fuga dal cristianesimo. Una fuga per la vita! Quella vita che il cristianesimo nega in funzione dell’odio del dio padrone per quell’umanità che vuole costringere in ginocchio a giustificazione della propria impotenza morale. Il dio dei cristiani non è Zeus che costruisce le condizioni affinché la vita germini e della vita è parte. Il dio dei cristiani è un padrone che si ritiene in diritto di annientare e stuprare la vita perché lui ne è il padrone. Dal dio cristiano non procedono le Muse, perché il dio dei cristiani non partecipa alla vita: ne è il suo padrone. Il dio dei cristiani non ha rispetto per Afrodite la figlia di Urano Stellato: perché, per il dio dei cristiani, il sesso deve essere usato dagli Esseri Umani per produrre bestiame a sua maggior gloria.
Quando le persone prendono consapevolezza di questo e mettono in moto quel dovere di critica che la Costituzione impone loro, allora non ci sono centinaia di migliaia di ore di esaltazione mistica del padrone da parte della RAI o di MEDIAET che tengano. Puoi fare tuta la propaganda che vuoi, ma il dio dei cristiani e la chiesa cattolica sono ciò che la storia ha dimostrato che sono. E anche se il re del Belgio Leopoldo ha fatto funzionare per una settimana le sue fornaci per distruggere i documenti delle stragi che aveva compiuto in Congo, la sua proprietà privata, prima di cedere il controllo del Congo al governo Belga, i suoi delitti restano impressi nella vita delle persone come restano impressi nella vita degli Esseri Umani ogni delitto messo in essere dal dio dei cristiani e dal loro cristo Gesù.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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