LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 11 febbraio 2009

Una critica a Zagrebelsky sulla Costituzione, il caso Englaro, e le posizione che non si possono condividere

Zagrebelski è un cristiano, per questo molte posizione dogmatiche e interpretative delle relazioni all’interno della società non si possono condividere. Nel cristianesimo il pietismo è uno strumento di coercizione psico-emotiva delle persone. Uno strumento, un’arma, che serve alla gerarchia per piegare a sé la capacità critica delle persone. Lo stesso vale per strumenti come la carità che è il sinonimo di “amore” (fai la carità al tuo nemico così lo coprirai di carboni ardenti! – Paolo di Tarso). E’ uno strumento che serve alla gerarchia per ingannare le emozioni delle pecore del gregge affinché non esercitino i loro diritti nei confronti della gerarchia.
Il cristiano non coglie l’aberrazione umana nell’esistenza di una gerarchia che ritiene sé stessa al di fuori della legge, al di fuori delle regole ad immagine del proprio dio padrone.
Così Zagrebelski non coglie l’inumanità e l’illegalità del cristianesimo in sé stesso. Tutto l’orrore e tutto l’odio che il cristianesimo manifesta nella costruzione del presente sociale degli uomini. Per Zagrebelsky tutto il discorso è all’interno della dimensione cristiana in cui il potente esercita il pietismo nei confronti dei suoi sottoposti i quali devono essere sottoposti in quanto peccatori e dunque, non sono dei soggetti di diritto Costituzionale in quanto peccatori del dio padrone. Zagrebelsky si muove ancora in una dimensione monarchica in cui la democrazia è una concessione del padrone o dello stato padrone e non è quell’insieme di regole Costituzionali attraverso le quali i cittadini legittimano la gerarchia e che quando queste regole vengono violate dalla gerarchia questa perde la sua legittimità trasformandosi in una organizzazione terroristica con finalità di eversione dell’ordine costituito.
Per questo motivo non condivido i contenuti dell’intervista di Zagrebelsky. Io che ritengo la morte il trionfo della vita. Ritengo la morte la dimensione reale che legittima la vita e le sue strategie d’esistenza, non posso accettare un discorso che disquisisca sulla paura della morte o sull’uso della morte per sottomettere le persone ad una dimensione pietistica in cui si nega la persona di diritto. La Pietas romana era l’attenzione che il Romano metteva per il mondo in cui viveva. Il mondo era prezioso perché lui era parte del mondo, non perché lui possedeva il mondo o era superiore al mondo.
Non condivido la posizione di Zagrebelsky anche se condivido la preoccupazione del particolare momento di pericolo che sta correndo l’Italia attraverso la ricostruzione di una società nazista a tutti i livelli. Non sono solo le accuse della Romania che parlano di un paese xenofobo, ma è il decreto Maroni, è l’esaltazione del Dalai Lama ad opera del sindaco di Roma o del sindaco di Venezia (un terrorista che tenta di ripristinare il feudalesimo in Tibet), sono le esaltazioni del genocidio dei Palestinesi, è l’offesa alla cultura messa in atto dal governo Berlusconi all’interno di un delirio di onnipotenza che vedono personaggi come Alfano, Schifani, Bonaiuti, Cicchitto, La russa, fare dell’ignoranza, disprezzo ed offese, la quotidianità di espressione politica del loro essere personaggi politici.
Ratzinger è il boia responsabile di genocidio, Berlusconi è responsabile di Genocidio, Schifani è responsabile di genocidio. E non lo dico io, ma i pubblici ministeri che seguendo la loro struttura dottrinale di disprezzo della Costituzione della Repubblica hanno torturato e attentato alla vita degli imputati per impedire loro di difendersi.
Per questo non condivido il contenuto dottrinale dell’intervista di Zagrebelsky: ignora il fondamento giuridico della Costituzione e rinchiude il discorso in una dimensione tutta interna al cristianesimo in cui viene ignorato il soggetto di diritto, l’uomo, il cittadino. Come in quella parabola in cui dio ama il peccatore (colui che ha ammazzato, rubato, mentito, ecc.) mentre nutre disprezzo nei confronti del Fariseo che ha sempre rispettato la legge e che ora può chiedergli di rispettare i suoi diritti. Il soggetto di diritto è l’oggetto del disprezzo ad opera del cristiano e questa posizione appare chiara in questa intervista di Zagrebelsky. Io non gioco al pietismo cristiano per il peccatore e al disprezzo del cristiano su chi rispetta le leggi perché costui può obbligare dio a mantenere la sua parola. Il dio padrone va sottomesso alla legge e messo sul banco degli imputati con tutti i suoi complici per il delitto di GENOCIDIO. Solo così di rispetta la Costituzione della Repubblica Italiana!
Una società che esercita un tale disprezzo del dettato Costituzionale che si permette a chi esalta e giustifica il genocidio del proprio dio padrone a dare del "boia" a Englaro solo perché ha osato esercitare diritti e doveri che gli sono imposti dalla Costituzione!
Si tollera ciò all'interno di un'ottica monarchica assoluta in cui il re, il dio padrone, Ratzinger o, nel caso specifico Gasparri nei confronti di Napolitano, non sono perseguibili per le ingiurie e gli insulti nei confronti delle persone sottoposte che vengono pensate come bestiame in dovere di obbedire.

L'INTERVISTA. Parla l'ex presidente della Consulta "Dialogo sull'etica è impossibile con lo scontro tra dogmi"
Zagrebelsky: "Se il potere nichilistasi allea con la Chiesa del dogma"
di GIUSEPPE D'AVANZO
(11 febbraio 2009)

L'Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, ha definito Beppino Englaro "un boia". Credo che debba partire da qui, da un insulto atroce, il colloquio con Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale. Beppino Englaro, "un boia"?" In un caso controverso dove sono in gioco dati della vita così legati alla tragicità della condizione umana è fuori luogo usare un linguaggio violento, così impietoso, così incontrollato, così ingiusto. Non ho ascoltato, sul versante opposto, che vi sia chi ragiona dell'esistenza di un "partito della crudeltà" opposto a "un partito della pietà". Credo che in vicende così dolorose debbano trovare espressione parole più adeguate e controllate, più cristiane". E tuttavia, presidente, i toni accusatori, le accuse così aggressive e definitive sembrano indicare che cosa è in gioco o a contrasto nel caso di Eluana Englaro. I valori contro i principi, la verità contro il dubbio. Questioni da sempre aperte nelle riflessioni dei dotti che avevano trovato, per così dire, una sistemazione condivisa nella Costituzione italiana. Che cosa è accaduto? Perché quell'equilibrio viene oggi messo di nuovo in discussione dopo appena sessant'anni? "Le posizioni in tema di etica possono essere prese in due modi. In nome della verità e del dogma, con regole generali e astratte; oppure in nome della carità e della com-passione, con atteggiamenti e comportamenti concreti. Nella Chiesa cattolica, ovviamente, ci sono entrambe queste posizioni. Nelle piccole cerchie, prevale la carità; nelle grandi, la verità. Quando le prime comunità cristiane erano costituite da esseri umani in rapporto gli uni con gli altri, la carità del Cristo informava i loro rapporti. La "verità" cristiana non è una dottrina, una filosofia, una ideologia. Lo è diventata dopo. Gesù di Nazareth dice: io sono la verità. La verità non è il dogma, è un atteggiamento vitale. Quando la Chiesa è diventata una grande organizzazione, un'organizzazione "cattolica" che governa esseri umani senza entrare in contatto con loro, con la loro particolare, individuale esperienza umana, ha avuto la necessità di parlare in generale e in astratto. È diventata, - cosa in origine del tutto impensabile - una istituzione giuridica che, per far valere la sua "verità", ha bisogno di autorità e l'autorità si esercita in leggi: leggi che possono entrare in conflitto con quelle che si dà la società. Chi pensa e crede diversamente, può solo piegarsi o opporsi. Un terreno d'incontro non esiste.

Che ne sarà allora dell'invito del capo dello Stato a una "riflessione comune" ora che il parlamento affronterà la discussione sulle legge di "fine vita"? " Una legge comune è possibile solo se si abbandonano i dogmi, se si affrontano i problemi non brandendo quella verità che consente a qualcuno di parlare di "omicidio" e "boia", ma in una prospettiva di carità. La carità è una virtù umana, che trascende di gran lunga le divisioni delle ideologie e dei credi religiosi o filosofici. La carità non ha bisogno né di potere, né di dogmi, né di condanne, ma si nutre di libertà e responsabilità. Dico la stessa cosa in altro modo: un approdo comune sarà possibile soltanto se prevarrà l'amore cristiano contro la verità cattolica". Lo ritiene possibile? "Giovanni Botero nella sua Della Ragione di Stato del 1589 scriveva, a proposito dei Modi di propagandar la religione: "Tra tutte le leggi, non ve n'è alcuna più favorevole a' Prencipi, che la Christiana: perché questa sottomette loro, non solamente i corpi e le facoltà de'sudditi, dove conviene, ma gli animi ancora; e lega non solamente le mani, ma gli affetti ancora e i pensieri". Botero era uomo della controriforma. Purtroppo, c'è chi pensa ancora così, tra i nostri moderni "prencipi". Essi potrebbero far loro il motto di un discepolo di Botero che scriveva: "questa è la ragion di stato, fratel mio, obbedire alla Chiesa cattolica". Ora, se l'obbedienza alla Chiesa cattolica è la ragion di stato, è chiaro che i laici non troveranno mai un approdo comune con costoro. Dobbiamo allora credere che il conflitto di oggi tra mondo laico e mondo cattolico, che ha accompagnato il calvario di Eluana, segnali soprattutto la fine della riflessione del Concilio Vaticano II e, per quel che ci riguarda, la crisi di quella "disposizione costituzionale" che è consistita, per lo Stato, nel principio di laicità contenuto nella Costituzione, e per la Chiesa nella distinzione tra religione e politica? "Il Concilio Vaticano II ha rovesciato la tradizione della Chiesa come potere alleato dello Stato, ha voluto liberarla da questo legame tutt'altro che evangelico. Non si propose di proteggere o conservare i suoi privilegi, ancorché legittimamente ricevuti, e invitò i cattolici a un impegno responsabile nella società, uomini con gli altri uomini, con la fiducia riposta nel libero esercizio delle virtù cristiane e nell'incontro con gli "uomini di buona volontà", senza distinzione di fedi. Fu "religione delle persone" e non surrogato di una religione civile. Il cattolicesimo-religione civile sembra invece, oggi, essere assai gradito per i vantaggi immediati che possono derivare sia agli uomini di Chiesa che a quelli di Stato". Ieri mentre finiva l'esistenza di Eluana Englaro e il Paese era scosso dalle emozioni, dalla pietà e, sì, anche da una rabbia cieca, dieci milioni di italiani hanno voluto vedere il Grande Fratello. E' difficile non osservare che l'artefice della macchina spettacolare televisiva del reality e di ogni altra fantasmagorica vacuità - capace di distruggere ogni identità reale, alienare il linguaggio, espropriarci di ciò che ci è comune, di separare gli uomini da se stessi e da ciò che li unisce - è lo stesso leader politico che pretende di dire e agire in nome dell'Umanità, della Vita, addirittura della Verità e della Parola di Dio. Le appare più tragico o grottesco, questo paradosso? Come spiegarsi la dissoluzione di ogni senso critico dinanzi a questo falso indiscutibile? "Non è questo il solo paradosso. Non è la sola contraddizione che si può cogliere in questa vicenda. Il mondo cattolico enfatizza spesso il valore della dimensione comunitaria della vita, soprattutto nella famiglia. E' la convinzione che induce la Chiesa a invocare a gran voce la cosiddetta sussidiarietà: lo Stato intervenga soltanto quando non esistono strutture sociali che possono svolgere beneficamente la loro funzione. Mi chiedo perché, quando la responsabilità, la presenza calda e diretta della famiglia, nelle tragiche circostanze vissute dalla famiglia Englaro, dovrebbero ricevere il più grande riconoscimento, la Chiesa - con una contraddizione patente - chiude alla famiglia e invoca l'intervento dello Stato; alla com-passione di chi è direttamente coinvolto in quella tragedia, preferisce i diktat della legge, dei tribunali, dei carabinieri. Sia chiaro: lo Stato deve vigilare contro gli abusi - proprio per evitare il rischio espresso dal presidente del consiglio con l'espressione, in concreto priva di compassione, "togliersi un fastidio" - ma osservo come la legge che la Chiesa chiede assorbe nella dimensione statale tutte le decisioni etiche coinvolte: questo è il contrario della sussidiarietà e assomiglia molto allo Stato etico, allo Stato totalitario". Lei è il primo firmatario di un appello che ha per titolo Rompiamo il silenzio. Vi si legge che "la democrazia è in bilico". Le chiedo: può una democrazia fragile, in bilico appunto, reggere l'urto coordinato di un potere politico invasivo e senza contrappesi e di un potere religioso che agita come una spada la verità? "Oggi la politica è succuba della Chiesa, ma domani potrebbe accadere l'opposto. Se la politica è diventata - come mi pare - mezzo al solo fine del potere, potere per il potere, attenzione per la Chiesa! Essa, la Chiesa del dogma e della verità, può essere un alleato di un potere che oggi ha bisogno, strumentalmente, di legittimazione morale. Il compromesso convince i due poteri a cooperare. Ma domani? Il potere dell'uno, rafforzato e soddisfatto, potrebbe fare a meno dell'altra. ". Qual è l'obiettivo del suo appello? "'Rompiamo il silenziò è già stato sottoscritto da centosessantamila cittadini. È la dimostrazione che, per fortuna, la nostra società non è un corpo informe, conserva capacità di reazione. L'appello ha tre ragioni. E' uno sfogo liberatorio, innanzitutto: devo dire a qualcuno che non sono d'accordo. E' poi un autorappresentarsi non come singoli, ma come comunità di persone. Il terzo obiettivo è rendersi consapevoli, voler guardare le cose non in dettagli separati, è un volersi raffigurare un quadro. A volte abbiamo la tendenza a evitare di guardare le cose nel loro insieme. E' quasi un istinto di sopravvivenza distogliere lo sguardo dalla disgrazia che ci può capitare. L'appello prende posizione. Si accontenta di questo. Se mi chiede come e dove diventerà concreta questa presa di coscienza, le rispondo che ognuno ha i suoi spazi, il lavoro, la scuola, il partito, il voto. Faccia quel che deve, quel che crede debba essere fatto per sconfiggere la rassegnazione".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-4/intervista-zagrebelsky/intervista-zagrebelsky.html?rss

-----fine intervista----

In tutto questo aleggia la forma cattolica di pietismo. Quel pietismo il cui scopo è sottrarre i cittadini dall’essere dei soggetti di diritto per ridurli ad essere degli oggetti posseduti dal dio padrone. Questa dimensione, anche se una posizione appare più “avanzata” di un’altra, in realtà ha lo scopo di mantenere il cittadino in uno stato di schiavitù. Questa Costituzione impone dei doveri alla Istituzioni. I doveri violati ad opera delle Istituzioni nel tentativo di ricostruire lo stato nazi-fascista ha in questi sessanta anni impedito l’assunzione di regole, leggi, che determinino le pene per le violazioni della Costituzione ad opera delle Istituzioni: la polizia di Stato può torturare perché non esiste una legge contro la tortura!
Si mettono le telecamere contro il ladruncolo in strada e non si mettono le telecamere nelle Questure o nei posti di Polizia!
Figuriamoci quanto Ratzinger si può permettere di torturare impunemente, grazie ai suoi referenti politici nello Stato Italiano, i malati terminali per imporre la gloria del suo dio padrone!
C’è del marcio non solo nelle azioni di Berlusconi che aggrediscono la Costituzione della Repubblica, ma c’è del marcio in una società che evita di mettere in discussione il dio padrone e il suo diritto al genocidio!

11 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 10 febbraio 2009

Oggi è toccato a Eluana Englaro, domani toccherà a te!

Eluana Englaro ce l’ha fatta!
E’ riuscita a superare la soglia del corpo fisico nonostante il terrorismo messo in atto dalla chiesa cattolica e dal suo delirio per il possesso del corpo delle persone. Gesù pretende di possedere il corpo delle persone e si diverte ad imporre loro la sofferenza. Per contro, il cristiano ha gettato via la propria esistenza nel delirio di obbedienza al suo padrone. Il cristiano, ora, è terrorizzato dalla morte del corpo fisico perché sa di aver fallito la propria esistenza. Ha fallito proprio per il delirio della sottomissione che impone a sé stesso e ad ogni altra persona. Una sottomissione atroce e feroce. La sottomissione con tutto il cuore e con tutta l’anima. La stessa sottomissione con cui il cristiano costruisce i campi di sterminio in cui il suo dio padrone, ed esso come vicario, macella le persone perché lui è il padrone e nello stesso tempo, ai macellati, impone di amarsi perché solo così li può macellare con assoluta tranquillità. Come il cristiano macella i corpi nei campi di sterminio cos’ì il cristiano impedisce a quei corpi di scegliere la propria vita: come vivere e come, se vogliono, morire. Impedisce loro di sottrarsi al suo delirio di possesso delle persone come parte del piacere di esercitare il terrore del dio dei cristiani e dei suoi vicari.
Così Berlusconi e Schifani volevano divertirsi a torturare Eluana Englaro.
Per farlo hanno aggredito la Costituzione della Repubblica. Quella Costituzione che mette al centro delle sue leggi la vita, l’uomo e le sue scelte. Per Berlusconi e Schifani l’individuo è solo uno schiavo che deve obbedire al loro dio padrone e a loro stessi che sono i suoi vicari insieme a Ratzinger.
Berlusconi e Schifani hanno dimostrato che per loro la legge è merda: per questo hanno approvato il nodo Alfano. Per violare le leggi e rimanere impuniti: come il dio padrone dei cristiani che macella l’umanità e i cristiani non lo accusano di genocidio.
Nonostante il terrorismo di Belusconi e Schifani, Eluana ce l’ha fatta!
Ha trionfato!
Perché Eluana ce la facesse si è pronunciata la Corte di Cassazione; si è pronunciata la Corte Costituzionale; si è pronunciata l’Europa: ma cosa sono questi organi per Berlusconi e Schifani? Porcherie che devono inchinarsi davanti al loro dio padrone!
E’ il terrorismo nei confronti de i più deboli che guida le azioni e le scelte di Berlusconi e Schifani.
Un parlamento di servi obbedienti contro una sola persona!
Una banda di terroristi armati della possibilità di legiferare e imporre violenza ad Eluana. Un parlamento contro una sola persona indifesa: QUESTO E’ TERRORISMO!
Domani potrebbe essere, con le stesse modalità di disprezzo degli organi Istituzionali, un colpo di stato!
Eppure, nonostante il terrore del dio padrone messo in atto da Ratzinger, Berlusconi e Schifani; Eluana ce l’ha fatta.
Aveva già sputato il sondino, ma glielo avevano ricacciato in gola a forza. Eppure la sua volontà di morire ha trionfato.
Domani a chi toccherà la violenza criminale dei cristiani che vogliono imporsi per possedere il controllo dei corpi delle persone affinché continuino ad essere schiavi del loro delirio di onnipotenza in disprezzo della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo?
Non chiedere a chi toccherà: perché toccherà a TE!
10 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì 3 febbraio 2009

Il Vaticano, l'olocausto della Shoah e le esigenze morali dello stato laico tedesco manifestate dalla Merkel

Il problema di Ratzinger è come salvare il suo diritto al genocidio senza che gli zingari, gli omosessuali, i laici e gli ebrei possano contestargli il suo diritto al genocidio.
All’interno di questo problema si muove la vicenda fra Ratzinger e i lefebvriani. Il diritto che Ratzinger attribuisce a sé stesso e ad ogni persona a cui lui lo delega, di praticare il genocidio e le ragioni di stato di Angela Merkel che intende ribadire le ragioni morale di: mai più genocidi.
I politici italiani sono ormai complici di Ratzinger. Si alleano con Israele soltanto quando Israele pratica il genocidio tanto caro a Ratzinger. Il loro ricordo della Shoah serve per giustificare altri e attuali genocidi, non per ricordare le cause del genocidio affinché non si ripeta più.


«da parte del vaticano deve esserci
un rapporto positivo con il mondo ebraico»
Vescovo negazionista, la Merkel attacca:
«Il Papa chiarisca»

BERLINO (GERMANIA) - Il caso non è chiuso. La Germania non ci sta e per bocca del suo Cancelliere Angela Merkel dichiara che le dichiarazioni del Vaticano sulla reintegrazione del vescovo lefebvriano che nega l'Olocausto, sono «insufficienti».
CHIARIMENTO NECESSARIO - «Si tratta di chiarire in modo netto, da parte del Papa e del Vaticano, che non può esserci nessuna negazione» dell’Olocausto e che deve esserci «un rapporto positivo» col mondo ebraico, ha detto la cancelliera in una conferenza stampa a Berlino. «Dal mio punto di vista questi chiarimenti non ci sono ancora stati in modo sufficiente», ha aggiunto il Cancelliere. «Se una decisione del Vaticano fa emergere l'impressione che l'Olocausto possa essere negato - ha sottolineato ancora il capo del governo tedesco - questa deve essere chiarita. Da parte del Vaticano e del Papa deve essere affermato molto chiaramente che non ci può essere alcuna negazione sull'argomento». Finora, invece, ha sostenuto la Merkel, tutti i chiarimenti arrivati si sono rivelati «insufficienti».
LA POSIZIONE TEDESCA - Sulla questione c'è stata anche una dura presa di posizione della Chiesa tedesca. In un'intervista alla radio pubblica «Suedwestrundfunk» il cardinale e vescovo di Magonza, Karl Lehmann, ex presidente della Conferenza episcopale tedesca, aveva affermato che la questione potrebbe essere risolta solo con scuse «ad alto livello». Lehmann aveva definito «una catastrofe per i sopravvissuti dell'Olocausto» la decisione di Benedetto XVI di riammettere Williamson nel seno della Chiesa e aggiunto che il Papa deve chiarire che la negazione dell'Olocausto non è una trasgressione perdonabile. Lehmann aveva anche chiesto le dimissioni del responsabile della Commissione «Ecclesia Dei», il cardinale Castrillon Hoyos, il quale in un'intervista aveva affermato di non essere stato a conoscenza delle affermazioni negazioniste di Williamson.
Tratto da:
http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_03/merkel_vaticano_negazionisti_shoah_352d43de-f1ff-11dd-9d2c-00144f02aabc.shtml


Così la polemica infuria.
Il Vaticano per nascondere la sua predisposizione al genocidio e alo stupro di minori e farsi aiutare dai politici in quelle attività; gli stati d’Europa per rivendicare il rispetto del loro laicismo e della morale che condusse alle Costituzioni nazionali.
E’ uno scontro sempre in atto fra le voglie del dio padrone e dei suoi vicari di riaffermare il proprio dominio attraverso il genocidio e il diritto dei popoli di diverse relazioni che sanciscono mediante le Costituzioni.
Quella stessa Costituzione che fa delle persone le PADRONI DEL LORO CORPO e che toglie il diritto al dio padrone di disporre della loro vita. La questione, come in Eluana, non è quale sia il confine fra la vita e la morte, alla faccia del nazifascista Fini, ma qual è il diritto a non essere schiavi di un padrone (o di uno stato padrone come l’ideologia fascista) e di poter disporre del proprio corpo e della propria vita per le proprie predilezioni!
03 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 2 febbraio 2009

Le aggressioni cristiane alla libertà religiosa e morale delle persone.

Si tratta di applicare in maniera attiva la libertà religiosa.
E’ vergognoso che i cristiani aggrediscano le persone ammalate suscitando in loro angoscia per il loro futuro.
Se da un lato l’offerta di pregare per il malato sembra una cosa innocua in realtà è un’aggressione terrorista. Significa disprezzare la condizione della persona sofferente e denigrarne lo stato imponendole di supplicare un padrone.
La sospensione dell’infermiera è un intervento attivo dello stato per garantire la libertà religiosa da un’aggressione di terroristi cristiani che attendono le difficoltà delle persone per imporre la loro fede: rubano alle persone in difficoltà la loro morale costringendoli al pietismo per il loro stato.
Riporto:


INGHILTERRA
Prega per una paziente. Infermiera rischia il posto di lavoro

Un'infermiera del Somerset (Inghilterra) rischia il licenziamento per essersi offerta di pregare per una paziente. Caroline Petrie è stata sospesa dal servizio per aver offerto sostegno cristiano durante una visita a casa ad una donna anziana. Il Daily Mail riporta che l'ospedale dove la Petrie è impiegata ha accusato l'infermiera di essere venuta meno alle norme del codice comportamentale, nonostante la paziente stessa non abbia sporto nessuna lamentela. L'episodio è stato riportato da una collega di Petrie a cui la paziente ha raccontato l'accaduto. «Non mi sono sentita offesa - ha detto la donna, May Phippen, al Daily Mail - mi ha solo colpito il gesto, strano da parte di un'infermiera. Non vorrei vederla licenziata per quello che ha fatto». La Petrie ammette di offrirsi sempre di pregare per i suoi pazienti, a meno che non siano palesemente di fedi diverse. «Non capisco come la semplice offerta di preghiera possa essere considerata un oltraggio - ha detto la Petrie - mi sembra solo sia un bel gesto che possa dare speranza in un particolare momento di bisogno». Il caso, com'era prevedibile, suscita proteste da parte di esponenti cristiani. «La semplice offerta di una preghiera è perfettamente in linea con i doveri di sostegno ai malati della chiesa - ha detto il reverendo John Andrews, che copre la diocesi del nord Somerset, dove è accaduto l'episodio - e il fatto che Caroline Petrie venga sospesa per questo è estremamente spiacevole».


Tratto da:
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=11914


L’Italia che è uno stato confessionale di fatto consente questi comportamenti aggressivi sia negli ospedali che nelle carceri, anche se qualche volta i comportamenti aggressivi sono censurati dai magistrati. E’ la violazione dello stato italiano della libertà di religione: proclamata a parole, ma troppo spesso negata nei fatti e che produce disastri nella socità civile.
03 febbraio 2009

Claudio Simeoni
Meccanico
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