LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

martedì 31 marzo 2009

Antisemitismo e antisionismo; la confusione che alimenta l'ideologia nazista in Gianfranco Fini.

Afferma Gianfranco Fini (allego l’articolo) che oggi l’antisemitismo si traveste da antisionismo.
Sono affermazioni brutte e cattive che possono essere fatte soltanto da chi cerca costantemente una riabilitazione del nazismo e del fascismo.
Al contrario: oggi la riabilitazione dell’ideologia nazista e fascista passa attraverso la legittimazione dello Stato d’Israele. Non si tratta di dire che gli ebrei non hanno i diritti di tutti i cittadini del mondo, si tratta di dire che anche gli ebrei sono sottoposti alle leggi e che, essere ebrei, non legittima il genocidio, la rapina, il furto e l’annientamento di popoli non ebrei.
Il nazismo oggi, in Italia, incita all’annientamento di altre minoranze, come gli omosessuali, i rom, i rumeni, gli albanesi, ecc.
Un incitamento che viene fatto dagli organi di informazione, come la RAI e Mediaset che non esitano ad incitare al linciaggio come nel caso dei due presunti violentatori di Roma poi risultati innocenti.
Israele sta macellando i palestinesi per portare via la terra, distruggere le case, macellare la cultura.
Di questo si compiace Gianfranco Fini e lui ritiene che le persone che si indignano davanti a questo vadano combattute: esattamente come venivano combattuti i partigiani antifascisti e antinazisti!
Israele è uno stato che manifesta l’ideologia nazista. Un’ideologia ben descritta nella bibbia e che non viene mediata da uno stato laico.
Così, come Gentilini e il Questore di Treviso hanno in odio i musulmani tanto da impedire loro di pregare, così agli ebrei sono in odio i palestinesi tanto da bombardarli e macellarli sistematicamente.

Il problema è sempre lo stesso: o mettiamo al centro del nostro giudizio la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in contrapposizione all’ideologia nazista che pretende il superuomo al di fuori delle leggi, oppure mettiamo al centro del modo di pensare il mondo il dio padrone di cristiani, ebrei e musulmani, che pretende di macellare l’umanità senza essere sottoposto a giudizio.



Roma: Fini, antisemitismo mascherato oggi da antisionismo
Martedì 31 marzo 2009

Roma. "Oggi l'antisionismo si nasconde sotto il volto apparentemente meno pericoloso dell'antisionismo", e per questo va combattuto. Lo ha sottolineato il presidente della Camera Gianfranco Fini ricevendo stasera al teatro Valle di Roma il premio 'Le eccellenze per Israele dalle mani del presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) Renzo Gattegna. Fini ha ricordato di aver "chiesto e ottenuto dalla destra politica, la mia parte, di fare i conti con il proprio passato. di pronunciare parole chiare di condanna del fascismo e delle leggi razziali e di alzare la bandiera della solidarietà contro ogni forma di discriminazione".
Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/113591


Come il nazismo e le ideologie assolutiste sono il prodotto dell’ebraismo e del cristianesimo, così oggi, lo Stato d’Israele, proprio per l’adesione all’ideologia assolutista, si qualifica come uno stato nazista. Anche il nazismo tedesco attraversò dei momenti politici di democrazia. Anche il fascismo italiano attraversò dei momenti politici di democrazia. Mai il nazismo e il fascismo ebbero dei contenuti democratici in quanto rispecchiavano l’ideologia cristiana del dominio. Così è per lo Stato d’Israele: mai ha avuto un’ideologia democratica. Fa propria l’ideologia del dio padrone della bibbia e si ritiene in diritto di macellare chiunque non si mette in ginocchio.
Se non siamo in grado di rifiutare questa ideologia, allora significa che l’ideologia nazista si sta calando nel modo di guardare il mondo delle persone. E Borghezio può tranquillamente dire che per fare il nazismo non serve avere le bandiere e i simboli, basta cambiare i simboli e le bandiere, dire che si incita al linciaggio per proteggere il “popolo” dalla paura e così, si impone l’ideologia nazista.
Gianfranco Fini questi insulti avrebbe fatto meglio a risparmiarseli.
Marghera, 31 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 29 marzo 2009

La chiesa cattolica manifesta per garantirsi il diritto all'omicidio delle donne.

Ancora una volta la chiesa cattolica manifesta per garantirsi il diritto di ammazzare le donne.
Dopo aver imposto alle donne il parto con dolore. Dopo aver macellato le levatrici in favore dell’ordine dei medici controllato dalla chiesa cattolica, continua la campagna criminale della chiesa cattolica in favore del genocidio delle donne e contro il loro diritto a gestire il loro corpo. La chiesa cattolica, ferocemente nemica ella Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo vuole sottrarre le persone dal diritto di gestire la propria vita per costringerle nel campo di sterminio imposto dal suo dio e dai suoi vicari.
L’odio dei cattolici contro la vita che non accetta di sottomettersi al loro dio assassino è ogni giorno più feroce e violenta. Quando le persone determinano la loro vita, cercano la felicità, per la chiesa cattolica, che vive imponendo sofferenza e dolore ad imitazione del suo dio, stanno cercando di aggredire al suo potere e al potere del suo dio.
E’ vergognoso!
Riporto dall’AGI:

SPAGNA:
MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO DEPENALIZZAZIONE ABORTO


(AGI) - Madrid, 29 mar. - Decine di migliaia di spagnoli hanno invaso le strade di Madrid per protestare contro il progetto di legge del governo socialista di Jose' Luis Rodriguez Zapatero che vuole depenalizzare l'aborto in Spagna. I manifestanti si sono raccolti davanti alla sede del ministero delle Pari opportunita', cui e' affidata la stesura della legge. Da li' il corteo si e' mosso verso il Parlamento. "Non c'e' nessun diritto di uccidere, c'e' il diritto alla vita" e ""Donne si', aborto no" erano tra gli striscioni che guidavano il corteo durante il quale i manifestanti hanno piu' volte chiesto le dimissioni del ministro delle Pari opportunita', Bibiana Aido. Secondo gli organizzatori - per la maggior parte movimenti cattolici - i manifestanti erano circa 500mila. In Spagna l'aborto fu depenalizzato nel 1985, ma solo per certi casi: entro 12 settimane di gravidanza in caso di violenza sessuale; entro 22 settimane se il feto presenta malformazioni; senza limiti se la gravidanza rappresenta una minaccia per la salute fisica e mentale della madre. La riforma proposta dal governo prevede una depenalizzazione nelle prime 14 settimane e la possibilita' di ricorrere all'interruzione di gravidanza fino alla 22ma settimana in caso di malformazione del feto e di rischio psicofisico per la madre. Inoltre, si vorrebbe eliminare l'obbligo di esibire il consenso dei genitori per le minorenni che hanno compiuto il sedicesimo anno di eta'.

Tratto da:
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200903291741-pol-rom1064-art.html


Questa voglia di massacrare le persone che Bagnasco ha espresso anche in epoca recente aggredendo la Francia per le questioni del preservativo e aggredendo Obama per la questione delle staminali e del diritto degli omosessuali a gestire la loro vita, è quanto di più odioso ed offensivo si possa assistere.
L’odio della chiesa cattolica per le persone è pari all’odio del suo dio per il genere umano. Un odio che spinge al genocidio. Al massacro delle persone indifese. Allo stupro dei bambini e al traffico di schiavi.
Per rivendicare il diritto al genocidio del genere umano, oggi, i cattolici hanno manifestato in Spagna. Hanno manifestato contro la società civile e contro il diritto delle persone di gestire il loro corpo e la loro vita.

Marghera, 29 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì 27 marzo 2009

La rivista scientifica Lancet contro Ratzinger: i nuovi Galilei?

Per promuovere la dottrina cattolica del possesso e del genocidio, Ratzinger ha insultato l’intera comunità scientifica.
Fortuna che non la può mettere al rogo, lui che è stato il capo degli inquisitori cattolici e come tale è sottoposto a processo negli USA.
La rivista Lancet contesta le affermazioni di Ratzinger e ne individua l’odio che ne sta alla base. Individua la malafede usata da Ratzinger per mentire e diffondere odio sociale.
Afferma la rivista Lancet:

Aids: Lancet attacca il Papa
27 marzo 2009
Affondo della rivista scientifica “Lancet” contro il Pontefice per le affermazioni sull’Aids fatte durante il suo viaggio in Africa

Lancet, una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, non perdona le affermazioni di papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo e la lotta all’Aids all’inizio del suo viaggio in Africa, accusandolo di «falsare» la scienza. I recenti commenti di Joseph Ratzinger sul fatto che il condom aggrava i problemi del virus dell’hiv sono «terribilmente imprecisi» e potrebbero avere conseguenze devastanti, mette in guardia il giornale. Nel suo primo giorno della sua prima visita in Africa il 17 marzo, Benedetto XVI ha affermato che «non si può risolvere il problema dell’Aids con la distribuzione dei preservativi», che al contrario, «aggravano il problema», scatenando le ire dei governi di Francia, Germania, Spagna e dell’Unione europea. Invece del preservativo, Ratzinger ha proposto di combattere la «devastante epidemia» con astinenza e fedeltà coniugale. La rivista che ha sede a Londra ha sottolineato che il papa ha «pubblicamente distorto le prove scientifiche per promuovere la dottrina cattolica sul tema», aggiungendo che il profilattico è l’unico modo efficace per ridurre la trasmissione sessuale della malattia. «Non è chiaro se l’errore del papa è dovuto a ignoranza o a un tentativo deliberato di manipolare la scienza per sostenere l’ideologia cattolica», ha aggiunto Lancet, chiedendo al Vaticano di rivedere le affermazioni. «Quando una persona potente, sia una figura religiosa o politica, fa una affermazione scientifica falsa, ciò può essere devastante per la salute di milioni di persone, e deve smentire o correggere la dichiarazione», afferma la rivista, secondo la quale ciò va anche a discapito di chi lavora per la salute, compresi migliaia di cattolici, per cercare di arginare la diffusione dell’Aids.

Tratto da:
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2009/03/27/1202178060598-aids-lancet--attacca-papa.shtml

Non è solo la Germania e la Francia che si sono indignate nei confronti delle affermazioni di Ratzinger, ma gli stessi cattolici francesi, per il 43% chiedono le dimissioni di Ratzinger (La Repubblica 26 marzo). Il suo odio per la società civile continuamente reiterato da Bagnasco suona come offesa alle Costituzioni occidentali e alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo!
Marghera, 27 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 25 marzo 2009

Continuano le ingiurie del Vaticano contro la società civile, sia Francese che Tedesca.

Continua l’aggressione del Vaticano alle popolazioni civili criminalizzando l’uso del preservativo.
La cosa becera della reazione dei vescovi cattolici è costituita dal fatto che costoro, dopo aver macellato i popoli africani (in Angola ci fu un periodo che gli abitanti furono tutti macellati dai missionari cristiani) accusano la Francia di “irrefrenabile supponenza di chi in Africa, come in tutto il sud del mondo, è sempre andato da padrone” dimenticando che la Francia fu colonialista, come tutti i paesi colonialisti, proprio perché erano CRISTIANI!
La Francia, come la Germania o i vari paesi, non vogliono distruggere il cristianesimo anche se dovrebbero in quanto, il cristianesimo è l’ideologia di morte dalla quale si genera ogni male sociale (lo stesso razzismo moderno è imposto da Gesù con il suo odio per i Farisei!).
Sta di fatto che i paesi civili stanno tentando di uscire dall’ideologia del genocidio cattolica. Così i Vescovi cattolici ricordano loro i delitti che quei paesi hanno commesso per la gloria del dio padrone dei cattolici! E’ una cosa veramente squallida se si pensa che i cattolici furono gli organizzatori della tratta di schiavi per le americhe. Questo ieri!
E oggi?
I cattolici criminalizzano gli omosessuali perché vogliono impedire che le persone diventino consapevoli che lo stupro dei bambini che hanno fatto fu dovuto alla loro dottrina, all’esempio di Gesù, e non fu ingenerato dalle predilezioni sessuali di chi lo compiva. Lo stesso vale per i preservativi: i cattolici hanno bisogno di diffondere miseria e impedire alle persone di gestire la loro sessualità.
Furono i cristiani a distruggere le culture africane, a stuprare i bambini e a trafficare in schiavi! E quando gli stati lo fecero, lo fecero per imposizione dei cristiani.
Le affermazioni dei vescovi sono solo delle offese: gratuite e vili!

Il quotidiano dei vescovi dopo le nuove critiche di Parigi a Ratzinger"Parlano da Occidentali, con la supponenza di chi in Africa è andato da padrone"
Preservativi, Avvenire all'attacco"Francia non dia lezioni al Papa"
E per le donne in gravidanza i vescovi chiedono la "social card"
(25 marzo 2009)


ROMA - I vescovi italiani tornano a difendere le posizioni del Papa su Aids e preservativi dalle pagine di Avvenire, quotidiano della Cei, dopo le critiche ribadite ieri da Francia e Germania. "A Parigi si continua a coltivare l'ambizione - si legge in un editoriale della direzione dal titolo 'Aids, interessate supponenze di Francia (e d'Occidente) - di dare lezioni al Papa, a questo Papa", che ha "osato" invitare i popoli africani ad "alzare testa e voce" e "riconoscere appieno" il ruolo delle donne. Critiche che - secondo Avvenire - giungono da "occhi occidentali, teste occidentali" con "un pò della irrefrenabile supponenza di chi in Africa, come in tutto il sud del mondo, è sempre andato da padrone". Le parole del Papa su Aids e preservativi - prosegue il giornale dei vescovi - sono suonate scandalose, "in particolare, in terra di Francia, agli orecchi di reattivi ministri e portavoce governativi, pensosi intellettuali, di solerti professoroni", convinti, insieme ai "soloni" del resto d'Occidente, incluso quello Oltreoceano, che il profilattico sia "liberatorio e salvifico". Forse un alibi - conclude il giornale - "per le coscienze di un Occidente ricco e sentenzioso, più che mai chino a contemplare l'ombelico delle proprie convinzioni e a dissimulare i propri egoismi". Social card contro l'aborto. La proposta appare anch'essa su Avvenire di oggi. Nell'editoriale di prima pagina si scrive che "l'impoverimento e la precarizzazione dei rapporti di lavoro si combattono con gli strumenti di politica economica. Occorre però - anche decidersi a incrementare anche gli aiuti alla famiglia e i sussidi alla maternità". Un primo passo, "dal costo molto limitato" - sostiene il giornale - sarebbe l'anticipo di 6-8 mesi della concessione della social card, oggi prevista per i nuclei familiari meno abbienti con bambini da 0 a 3 anni".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-32/risposta-avvenire/risposta-avvenire.html


Diventa ridicola anche la proposta della Social Card.
Se lo stato sociale non è adeguatamente finanziato, non lo è per volontà dei cattolici che sottraggono con la violenza fondi destinati alla società civile. Li sottraggono con le complicità mafiose di politici corrotti e vili che alle norme Costituzionali sostituiscono il delirio di onnipotenza del dio padrone dei cristiani.
E sono VOMITEVOLI le giustificazioni che i vescovi cattolici adottano per “aiutare” le donne incinte: PER NON ABORTIRE! Affinché producano bestiame per il loro dio. Sono offese ed ingiurie al diritto Costituzionale. Rientrano nell’incitamento all’odio sociale, non all’espressione di opinioni.
Se non si finanziasse la chiesa cattolica e il suo orrore, i sarebbero denari sufficienti per aiutare tutti quelli che hanno perso il lavoro.

E’ vergognoso vedere i miliardari, vescovi della chiesa cattolica italiani, sputare sui cittadini e sottrarre loro il minimo vitale!
VERGOGNA.
Marghera, 25 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì 24 marzo 2009

Risposta francese alle ingiurie e alle offese di Bagnasco e Ratzinger alla società civile

All’attacco alla società civile, messo in atto alla chiesa cattolica, risponde la Francia.
L’Italia, invece, tace. Da un lato l’Italia ha sempre impedito la diffusione dei preservativi e della cultura sessuale per aiutare la chiesa cattolica a spargere odio sociale, dall’altro lato l’Europa si difende dalle aggressioni della chiesa cattolica.
Non si tratta di opinioni di Ratzinger, si tratta di direttive alle sue organizzazioni del controllo del territorio affinché attentino alle società civili. Troppo spesso ci si dimentica che la chiesa cattolica è un’organizzazione militare la cui azione è finalizzata ad imporre la sottomissione al proprio dio padrone e a sé stessa come vicaria del dio padrone. La chiesa cattolica è la nemica numero uno della civiltà attuale. Una civiltà che si è imposta contro il terrore e l’odio della chiesa cattolica.
Ribadisce il suo concetto la Francia:


Il governo di Parigi replica alla dura presa di posizione della Cei"Non è la sola soluzione contro l'Aids ma è utile al bene collettivo"
Preservativi, la Francia insiste"Confermiamo le critiche al Papa"
24 marzo 2009


ROMA - "Non volevamo fare alcuna polemica. Abbiamo detto soltanto, e lo ripetiamo, che la frase del Papa sul preservativo può avere conseguenze drammatiche sulla politica mondiale in favore della salute". Il portavoce del Quai d'Orsay, Eric Chevallier, replica così a una domanda durante il consueto incontro con la stampa. Riaffermando la critica di Parigi fatta dopo le affermazioni del Santo Padre durante il suo viaggio in Africa. Dicendo di voler evitare le polemiche con la Santa Sede ma senza arretrare di un millimetro sulle critiche. Nonostante la dura presa di posizione del presidente della Cei, Angelo Bagnasco che aveva parlato di "irrisione e volgarità", difendendo Benedetto XVI. "Non abbiamo mai detto - spiega il portavoce del ministero degli Esteri francese chiamato in causa proprio dalla dura reprimenda di Bagnasco - che il preservativo è l'unica soluzione del problema. Ce ne sono altre, l'assistenza medica, quella sociale, i test per individuare la presenza del virus, il sostegno psicologico. Ma il preservativo fa parte di questi elementi di risposta. Tutti i discorsi che vanno in direzione diversa, fatti in più da una persona che ha enorme influenza, vanno contro l'interesse della salute pubblica".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-32/francia-replica/francia-replica.html

Sarebbe opportuno che ratzinger, Bagnasco e il suo dio cominciassero a rispettare la società civile e le persone. Sarebbe bene che la polizia di stato fermasse il terrore cattolico contro la Costituzione della Repubblica; sarebbe bene che il ministro della pubblica Istruzione iniziasse a comportarsi da persona civile e istruire i ragazzi sulla sessualità e sulla sessualità sicura anziché indurli, come sta facendo, alla violenza e al bullismo. Se è vero che serve una legge dura contro la violenza sessuale e la violenza sulle persone, è altrettanto vero che serve una scuola che insegni il rispetto della persona nei valori della Costituzione della Repubblica e non semini odio sociale nei ragazzi imponendo loro il dio padrone dei cristiani o, peggio ancora il loro cristo Gesù o la vagina vergine della loro madonna. Questa omissione da parte del ministro della pubblica Istruzione costituisce un atto di violenza perpetrato da parte sua ai danni della società civile e una corresponsabilità personale in ogni atto di violenza che i ragazzi compiono ad imitazione dell’assolutismo del dio padrone.
Mentre la Francia e l’Europa si ribellano all’assolutismo violento e cattivo di Ratzinger, in Italia, Berlusconi, terrorizzato dall’imminente morte, ne favorisce le posizioni criminale sperando di guadagnarsi un inesistente vita eterna.
VERGOGNOSO!
Marghera, 24 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 23 marzo 2009

Le inaccettabili e ripugnanti offese di Ratzinger e Bagnasco alla società civile e alla Costituzione Italiana.

Le inaccettabili offese di Ratzinger alla società civile.

Dall’incitamento a diffondere l’AIDS negando l’importanza del preservativo, all’odio contro il diritto Costituzionale di Eluana di disporre del proprio corpo. Dall’aggressione perpetrata contro la Corte di Cassazione all’azione mafiosa con cui in questo paese si offende la Costituzione e i suoi Sacri principi per sostituirli al diritto del dio padrone di stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso. Dall’odio contro le religioni diverse affinché non possano seguire il loro culto, all’uso della forza pubblica contro la “pretesa” dei musulmani di poter pregare. Alla guerra scatenata da Ratzinger, da Bagnasco e da tutta l’organizzazione di terrore cristiana affinché il parlamento non approvi normative come i Pacs o i Dico. Non si tratta solo di ingerenza, ma di attività di terrorismo mafioso volto ad attentare al dettato Costituzionale. Fino a quando ciò sarà tollerato? Possibile che una società come quella Italiana abbia in tale disprezzo i bambini da concedere ai cattolici di stuprarli costringendoli a pregare davanti ad un delinquente in croce? Fino a quando continueremo a tollerare che un delinquente che “ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui” sia considerato un soggetto al di fuori della legge?

Da Ratzinger e dalla sua banda solo ODIO SOCIALE in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale.
Fino a quando Bagnasco e Ratzinger continueranno ad offendere la Costituzione Italiana?
Fino a quando i politici italiani continueranno a disprezzare la Costituzione per favorire i progetti criminali di Ratzinger?
Fino a quando le persone italiane dovranno subire atti di violenza perché la Polizia di Stato non ne protegge i diritti Costituzionali dalle aggressioni dei cattolici?
E’ vergognoso, offensivo e vigliacco quanto affermato da Bagnasco in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale Italiano!
Riporto dal giornale La Repubblica:

Nella prolusione del presidente al Consiglio Cei durissima risposta alle criticheE nuovi moniti su fine vita a Hiv: "Sul preservativo polemica che non aveva ragione di essere"
Cei, Bagnasco al contrattacco"Contro il Papa offese inaccettabili"
di ORAZIO LA ROCCA

CITTA' DEL VATICANO - "Disappunto" e richiami severi per quanti - "in Italia e all'estero" - nei giorni scorsi hanno criticato Benedetto XVI per il caso del vescovo negazionista della Shoah, monsignor Richard Williamson, uno dei 4 presuli lefebvriani ai quali il pontefice ha tolto la scomunica; critiche altrettanto severe per le polemiche esplose - "specialmente nei paesi occidentali" - sul riferimento all'"inutilità" dell'uso del preservativo per la lotta all'Aids fatta dal Papa la settimana scorsa all'inizio del viaggio in Africa e per gli "attacchi" alla Chiesa sul recente caso di Eluana Englaro. Difesa a tutto campo di papa Ratzinger e delle opzioni morali della Chiesa cattolica da parte di Angelo Bagnasco, il cardinale presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), ieri pomeriggio, all'apertura del Consiglio permanente Cei, sorta di "governo" vescovile della Chiesa italiana. Nella sua prolusione, il porporato ha toccato i tre principali argomenti che negli ultimi tempi hanno costretto le gerarchie cattoliche a respingere "attacchi, richiami e polemiche pretestuose", vale a dire il caso Williamson, la vicenda Englaro e critiche piovute sulla Chiesa per l'uso del condom per combattere l'Hiv. Senza, tuttavia, dimenticare di fare un riferimento - in verità, piuttosto breve - anche ai problemi legati all'attuale recessione economica nazionale ed internazionale per la quale Bagnasco ha invitato "le istituzioni preposte" a varare provvedimenti in difesa dei soggetti più deboli, "in particolare le famiglie in difficoltà". In apertura dei lavori, svolti nella sede della Cei vicino a piazza Irnerio, a Roma, davanti ai 30 vescovi "ministri", membri del Consiglio permanente, il cardinale Bagnasco ha subito difeso senza tentennamenti la figura del Papa "dagli attacchi ricevuti a proposito del caso Williamson". Una vicenda - è il monito del presidente della Cei - che "di certo si è prolungato, oltre ogni buon senso", a causa di "un lavorio di critica dall'Italia e soprattutto dall'estero nei riguardi del nostro amatissimo Papa" che "imponderabilmente si è andato a sovrapporre alla remissione della scomunica dei 4 vescovi consacrati da monsignor Lefebvre nel 1988". Sul vescovo negazionista, ricorda Bagnasco, "ci siamo già espressi", in termini di severa condanna. "Nessuno, tuttavia, poteva aspettarsi che le polemiche sarebbero proseguite, e - nota il presidente Cei - in maniera tanto pretestuosa, fino a con vero e proprio disagio cui ha inteso porre un punto fermo lo steso Pontefice nell'ammirevole Lettera del 10 marzo 2009". Un testo che, a parere del cardinale, "ha fatto emergere come per contrasto (alle polemiche - ndr) il candore di chi non ha nulla da nascondere circa le proprie concrete reali intenzioni, le motivazioni concrete delle proprie scelte, la coerenza di una vita vissuta unicamente all'insegna del servizio più trasparente alla Chiesa di Cristo". "Con ferma e concreta convinzione facciamo nostro l'appello alla riconciliazione genuina e disarmata cui al Lettera papale sollecita all'intera Chiesa", scrive ancora Bagnasco in riferimento alle 4 scomuniche cancellate, augurandosi, però, che "non si perpetuino letture volte a far dire al Papa ciò che egli con tutta evidenza non dice. Che è un modo discutibilissimo, persino un po' insolente, per costruirsi una posizione distinta dal corretto agire ecclesiale", con evidente riferimento anche a quei vescovi, cardinali e semplici sacerdoti che si sono uniti, anche sommessamente, alle critiche antiratzingeriane. Con altrettanta vis polemica il cardinale respinge gli attacchi a cui è stato sottoposto Benedetto XVI all'inizio del viaggio africano - concluso proprio ieri dopo la visita in Angola -, un pellegrinaggio che "fin dall'inizio è stato sovrastato nell'attenzione degli occidentali da una polemica, sui preservativi, che - lamenta il porporato - francamente non aveva ragione d'essere. Non a caso sui media africani non si è riscontrato alcun autonomo interesse...". Tuttavia, scrive nella prolusione, "nella circostanza non ci si è limitati ad un libero dissenso, ma si è arrivati ad un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici. L'irrisione e la volgarità tuttavia non potranno mai far parte del linguaggio civile e fatalmente ricadono su chi li pratica". Sulla lotta all'Aids, fa capire Bagnasco, il Papa ha semplicemente ricordato che col condom il male non è stato stroncato, ma ha "più opportunamente esortato la promozione di un'opera ad ampio raggio che va inquadrata nella mentalità degli africani e si concretizza in particolare nella promozione effettiva della donna", potenziando "le esperienze di cura e di assistenza, finanziando la distribuzione di medicinali accessibili a tutti...". Ma "vorremmo anche dire, sommessamente e con energia - si legge nel testo - che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso...". Non meno duri gli appunti sulla vicenda di Eluana Englaro, che il cardinale inquadra in una sorta di lotta tra "chi ha nella vita il bene più grande di Dio" e chi, invece, pensa che l'esistenza sia solo frutto di "casuale" evoluzionismo. "Benché quella povera ragazza non fosse attaccata ad alcuna macchina - un dato che l'opinione pubblica a scoperto solo con grande fatica - s'è voluto decretare che a certe condizioni poteva morire... contraddicendo una intera civiltà basata sul rispetto incondizionato della vita umana e smentendo un lungo processo storico che ci aveva portato ad affermare l'indisponibilità di qualunque esistenza, non solo a fronte di soprusi o violenze, ma anche di fronte a condanne penali quali la pena di morte". Sull'onda del caso Englaro, lamenta il presidente dei vescovi italiani, si è messo in moto "una operazione tesa ad affermare un 'dirittò di libertà inedito quanto raccapricciante, il diritto a morire, cioè a darsi la morte in talune situazioni da definire". Nell'invitare a pregare per l'anima di Eluana e per "il dolore dei parenti", il cardinale si augura che "almeno ora la politica sappia fare la sua parte, varando senza lungaggini o strumentali tentennamenti un inequivoco dispositivo di legge che, in seguito al pronunciamento della Cassazione, preservi il Paese da altre analoghe avventure, favorendo le cure palliative per i malati e l'aiuto alle famiglie attraverso le Regioni".
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-32/prolusione-bagnasco/prolusione-bagnasco.html

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Solo con l’attività di terrorismo, intimidazione e ricatto con le sue relazioni mafiose Bagnasco continua ad offendere la Costituzione della Repubblica offendendo i cittadini Italiani e tutti coloro che sono morti affinché i principi Costituzionali siano a fondamento della società civile.
Bagnasco sputa odio sui cittadini italiani pretendendo di rubare la loro vita per la gloria del suo dio assassino di cui egli pretende che venga riconosciuto come vicario. Questo farabutto pretende di sostituire io principi della Democrazia con quelli della Monarchia assoluta. E questo, purtroppo, con la complicità di troppi politici più attenti ai voti che alla società civile italiana.
Ricordo che solo col TERRORISMO la chiesa cattolica ha impedito gran parte del dibattito in Italia sia sul caso Eluana sia sul suo ruolo criminale nella società civile. Solo col terrorismo e con la complicità UNIDIREZIONALE degli organi di informazione la chiesa cattolica alimenta tutto quel disagio sociale che sta aggravando le condizioni della società civile. Una società che avrebbe bisogno di cittadini consapevoli delle regole e delle norme sociali e che, invece, la violenza criminale della chiesa cattolica, li ha costretti a soggettivare una morale di sottomissione e di obbedienza che li costringe ad una visione distorta delle regole all’interno della società civile. Sudditi, anziché cittadini!
E’ VERGOGNOSO!
E’ INCIVILE!
Marghera, 23 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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P.le Parmesan, 8
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giovedì 19 marzo 2009

Ratzinger, il suo delirio criminale e le complicità del governo italiano.

Ratzinger, in Africa, può solo chiedere scusa per il genocidio che ogni giorno i missionari cristiani compiono in Africa. Compiono, continuando l’opera di genocidio e distruzione delle popolazioni. Come i missionari cattolici italiani sono direttamente responsabili del genocidio fascista fatto da Mussolini in Etiopia, Somalia, Eritrea e Libia, così Ratzinger è responsabile della distruzione di tutte le culture Africane. Quei delitti, quel genocidio, perpetrato in nome e per mandato dell’ideologia religiosa cattolica è la vera manifestazione dell’ideologia religiosa cristiana.
Ratzinger non dovrebbe solo chiedere scusa, ma ripagare i danni materiali e morali e, invece, in Italia trova collaborazione per continuare a perpetrare il genocidio. Quando Ratzinger incita a spargere AIDS e a massacrare gli Africani, mentre la Francia e la Germania si indignano, l’Italia non è solo comprensiva, ma per bocca di Berlusconi dimostra di affiancare l’attività criminale di Ratzinger. E mentre l’ONU si indigna per il comportamento criminale dell’Italia che nega ed offende la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Frattini, responsabile di quei delitti, si indigna con l’ONU. Come se i gestori dei campi di sterminio nazisti si indignassero per le accuse di crimini. Certamente Frattini avrà l’appoggio di Israele: c’è sempre complicità fra chi incita e pratica l’odio sociale e religioso!
Riporto l’articolo di La Repubblica:

Il regista etiope in Italia per presentare il film "Teza""Nessuno ci chiede le ragioni di questa epidemia"
"Il Papa non capisce l'Africadoveva solo chiedere scusa"
di MARIA PIA FUSCO


ROMA - "Il Papa, con il suo intervento sui preservativi, è il simbolo della contraddizione umanitaria dell'Europa. Io sono cattolico come mia madre e mio padre era un prete ortodosso, ho problemi a criticare il Papa, ma ha dimostrato di non aver capito l'origine del male e del dolore degli africani. Avrebbe dovuto chiedere scusa per i crimini commessi dai missionari. Sei mesi fa Sarkozy disse che in fondo l'opera dei colonizzatori e dei missionari non stato un male. Non è vero, la Chiesa cattolica è stata la prima a distruggere le tradizioni e il nostro patrimonio spirituale, a bruciare i simboli e la memoria, creando generazioni, come la mia, di persone private del passato". È la reazione del regista Haile Gerima, nato in Etiopia ed emigrato negli Usa, docente onorario alla Howard University di Washington, a Roma per presentare Teza, il film sulle vicende del suo paese da Mussolini ad Hailé Selassiè fino a Menghistu. "Come Nancy Reagan che in Africa a predicò "No Sex", il Papa ha usato l'Aids per parlare di castità. L'Europa ci manda preservativi, medici, rimedi, noi riceviamo e basta, senza esprimere un parere, la nostra voce non interessa. Nessuno si chiede le ragioni dell'epidemia che colpisce l'Africa, la diseducazione dei giovani che assorbono culture occidentali senza possibilità di confronto con le tradizioni cancellate. Non è il sesso il responsabile dell'Aids . L'Aids, le malattie, la povertà dell'Africa sono un'industria che arricchisce l'élite e i governanti, che, come il Papa e i paesi europei non hanno interesse a cambiare l'immagine che loro hanno dell'Africa. Io faccio cinema. I paesi europei sono felici di finanziare i film sull'Aids, ma guai a proporre una storia sul disagio di vivere in Africa oggi o sulle conseguenze della schiavitù, non mi darebbero un euro. In Italia ad esempio per il film "Adua" di qualche anno fa e per "Teza" sia il Luce che la Rai mi hanno sempre detto no. Eppure Mussolini è morto da 64 anni".
(19 marzo 2009)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/regista/regista.html


Brutta è la strada che porta a nascondere e a giustificare il genocidio. Rende complici anche i cittadini che vorrebbero dimenticare per costruire un diverso futuro. Ma se i cittadini dimenticano, saranno costretti a continuare ad alimentare pratiche di genocidio, come fa Ratzinger e continueranno ad essere ugualmente complici e colpevoli come quando i cittadini tacquero nei confronti del genocidio di Libia, Etiopia, Somalia ed Eritrea.
Già l'ONU criticò la politica dei missionari cristiani il cui scopo era quella di impedire la distribuzione dei preservativi al solo fine di far ammalare l'Africa di AIDS. Ratzinger ha ribadito la necessità di avere molti ammalati di AIDS da usare come massa di manovra per la gloria della chiesa cattolica. E' quanto di più vergognoso si possa assistere nella società civile.
Marghera, 20 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 12 marzo 2009

Testamento biologico? Scelta consapevole? Eutanasia? Parole vuote per il cristiano che pratica il genocidio.

Testamento biologico? Eutanasia? Scelta consapevole? Per un cristiano sono parole senza senso. Per la sua ideologia religiosa, lui le persone le ammazza, come fa il suo dio. Purché non si sappia. Poi, quando interviene un magistrato, allora qualcuno protesta. Quasi che ammazzare o rinchiudere le persone sia un loro diritto violato. E’ una questione di ideologia religiosa mal compresa dalla società civile.
A cosa serve ai cristiani il testamento biologico?
I cristiani le persone le ammazzano quando non servono. Non sono forse le bestie possedute dal loro padrone?
La vicenda di Serra d’Aiello lascia senza fiato solo coloro che vogliono impedire il testamento biologico per permettere al dio dei cristiani di far soffrire le persone. Da sempre i cristiani praticano la soppressione mediante eutanasia, solo che, normalmente, si chiama omicidio. E sono omicidi, devastazioni e stragi, quelli perpetrati nel lagher dal prete cattolico Alfredo Luberto. E’ superfluo, credo, ricordare che Ratzinger e, prima di lui, Wojtyla sono responsabili di queste stragi.
Da sempre, prima che quell’eroe che porta il cognome glorioso di Basaglia, i cristiani hanno praticato il genocidio selettivo nei manicomi. Hanno praticato il trattamento degradante. Hanno offeso sistematicamente le persone.
Questa notizia è un RIVIO A GIUDIZIO che suscita indignazione. Non solo per i fatti indagati, ma per le centinaia di fatti che avvengono e che non sono indagati. Non sono prevenuti dall’autorità giudiziaria e che, è prevedibile, scoppieranno un po’ alla volta con grande lentezza mentre le persone subiscono sofferenza. Eluana voleva che si staccasse l’alimentazione forzata e il Vaticano tuonò contro il suo diritto di scelta; è presumibile che queste persone volessero vivere dignitosamente, invece sono state ammazzate come in un campo di sterminio. Una verità è quella del magistrato, ma l’indignazione deve essere quella del cittadino augurando ad ogni cristiano di finire la propria vita in un luogo simile!

In 27 rinviati a giudizio per le truffe della casa di riposo Papa Giovanni XXIIIAperta una nuova inchiesta su 12 pazienti "scomparsi" e 15 "possibili assassinii
Cosenza, sparizioni e sospetti omicidiCosì si moriva nella clinica degli orrori
(10 marzo 2009)
dall'inviato ATTILIO BOLZONI

SERRA D'AIELLO (COSENZA) - C'è una casa degli orrori sulle montagne calabresi. Dove in tanti scompaiono, dove in troppi muoiono. E' un ricovero per derelitti e ripudiati di ogni specie che è diventata reggia per un prete e discarica umana per chi c'è finito dentro. Truffe, imbrogli, saccheggi e ora, ora anche il sospetto di alcuni omicidi. Donne e uomini che non si trovano più. Qualcuno sta indagando per scoprire che fine hanno fatto in ventisette. Dodici sono spariti, per altri quindici l'ombra di una morte violenta. Il luogo del mistero è Serra D'Aiello, paesino di settecento abitanti aggrappato all'appennino aspro che da Cosenza scende a strapiombo verso il mare di Amantea e la piana di Falerna. La casa degli orrori è nascosta là sopra, in tre casermoni di pietra grigia incastrati uno dentro l'altro che dieci anni fa davano riparo a 900 degenti e oggi a quasi 300. Giovani e vecchi, malati, invalidi, mutilati, paralitici, matti veri e matti presunti, tutti soli dalla nascita o abbandonati dalle famiglie, molti con un piccolo patrimonio personale che è stato inghiottito nelle casse di una fondazione religiosa. Ma dopo i raggiri alla Regione e le ruberie ai pazienti, i carabinieri stanno cercando di ricostruire le "morti sospette". Da qualche mese il sostituto procuratore di Paola Eugenio Facciolla ha formalizzato un'inchiesta su quei 12 scomparsi e su 15 "possibili omicidi". Poi ci sono almeno altri cento casi di pazienti che hanno subito lesioni gravi. E non solo una volta. Gli investigatori ipotizzano che dentro all'istituto Papa Giovanni XXIII avrebbero fatto sparire uomini e donne per appropriarsi dei loro beni. Ci sono anche un paio di anonimi arrivati ultimamente in Procura che parlano "di un traffico di organi". Quanto sia vera fino in fondo questa storia lo svelerà il futuro dell'inchiesta giudiziaria, intanto però la storia raccontiamola dall'inizio. Dal luglio del 2007. Dal giorno che don Alfredo Luberto è stato sospeso a divinis dopo cinque mesi di arresti domiciliari.
OAS_RICH('Middle');I finanzieri ci hanno messo dodici ore per fare l'inventario delle "cose" trovate nella bella casa di don Alfredo. Disegni di De Chirico, scatole piene di ori e argenti, preziose stilografiche, una rara collezione di orologi, un leggìo scultura di Giacomo Manzù, mobili di lusso, una sauna e una palestra in mansarda. E ci hanno messo qualche giorno per scoprire che quel prete, presidente dell'istituto Papa Giovanni XXIII - casa di ricovero di proprietà della curia arcivescovile di Cosenza nata "per curare malati cronici o con problemi psichici" - era il ras del manicomio lager dove molti pazienti erano trattati come bestie. Nel silenzio di tutti, nell'omertà di un paese intero. Lasciati per giorni in mezzo alla sporcizia, le zecche in corsia, epidemie di scabbia, letti sgangherati, coperte che non c'erano, finestre senza vetri, cessi che nessuno puliva mai. All'istituto di Serra D'Aiello, negli anni Novanta quasi duemila dipendenti fatti assumere dai politici di ogni colore della provincia, la Regione Calabria versava per ogni ricoverato una retta giornaliera dai 110 ai 195 euro. Quello che lì dentro spendevano realmente per i malati - l'hanno certificato i periti nominati dalla procura di Paola - andava dagli 8 agli 11 euro al giorno. Gli altri soldi se li tenevano don Alfredo e pochi altri. Succedeva di tutto con il denaro che non arrivava mai a chi doveva arrivare. Cinquanta euro al giorno di contributi regionali per l'"assistenza spirituale" o cinquanta euro al giorno per l'"assistenza religiosa", a volte i malati non avevano però neanche da mangiare. L'accusa ha calcolato che in pochi anni gli amministratori della fondazione si sono impossessati di 13 milioni di finanziamenti e di altri 15 milioni di contributi mai pagati. In un primo momento è stato indagato anche l'ex vescovo di Cosenza Giuseppe Agostino ("Avrebbe dovuto vigilare e invece firmava carte per conferire a don Alfredo il dominio perpetuo sull'istituto Papa Giovanni"), poi il monsignore è uscito incolpevole dalle indagini. A rinvio a giudizio - deciso proprio ieri - andranno in 27 per associazione a delinquere e truffa e appropriazione indebita. Il primo della lista è il "prete dell'Harley Davidson". L'altra passione di don Alfredo: le motociclette americane. Dopo lo scandalo dei soldi sono saltate fuori le cartelle cliniche taroccate. Centinaia sembravano compilate in fotocopia, tutte uguali. Come le diagnosi. Tutte uguali anche quelle. Per chi aveva problemi alle gambe o per chi aveva problemi alla testa. Altre cartelle cliniche non si sono mai trovate, altre ancora hanno fatto partire le nuove indagini sulle morti sospette. "Ci sono casi di fratture multiple mai trattate", racconta un investigatore. La relazione dei periti e, nel settembre del 2008, l'apertura della nuova inchiesta sugli scomparsi di Serra D'Aiello. Dal 1997 sono cominciati a svanire nel nulla i primi pazienti. E il primo fra i primi è stato un certo Bruno. Poi è toccato a una donna (il suo nome è ancora top secret), poi a Domenico Antonino Pino. Lui aveva ventinove anni, era rinchiuso al Papa Giovanni da dodici. Una notte dell'estate del 2001 qualcuno è entrato nella stanza dove dormiva e se l'è portato via con la forza. Il suo compagno di ricovero ha riconosciuto due uomini in camice, nessuno gli ha creduto. "E' matto", hanno detto. I parenti di Domenico Pino per anni l'hanno inutilmente cercato. Qualcuno dell'istituto è arrivato a dire "che se n'era andato con le proprie gambe": Domenico era immobilizzato da bambino su una sedia a rotelle. Dopo di lui è scomparso un certo Di Tommaso, poi un certo Pollella, poi un certo Tiano. E un altro e un altro ancora. Fino al dicembre scorso. L'ultimo sparito di Serra D'Aiello è un uomo di 68 anni. "Lo so anch'io di quest'ultimo scomparso e anche di Domenico Pino", dice il sindaco Antonio Cugliotta. Di scomparsi, solo di scomparsi si parla sottovoce in questi giorni nel paese sulle montagne calabresi. In piazza. Nei vicoli che si inseguono fino ai boschi. Nella strada davanti al Papa Giovanni dove ora i 550 dipendenti, con anni di stipendi arretrati, protestano perché non arrivano più soldi dalla Regione. Dice il proprietario del bar "centrale" Amerino Sendelli: "Vivo qui da prima del 2000, tutti sanno di quelle scomparse e tutti tacciono per paura". Dice Francesco Provenzano, carpentiere: "Tutti hanno paura". Dicono tutti: "Tutti hanno paura". E' il mistero di Serra D'Aiello. (Ha collaborato Anna Maria De Luca)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/clinica-cosenza/clinica-cosenza/clinica-cosenza.html


Tutto nasce dall’ideologia delle persone come oggetti di possesso.
Tutto nasce dall’organizzazione sociale della monarchia assoluta che vede l’attore criminale sottratto alla legge in quanto, anche lui è come il dio padrone.
Questo delirio di possesso attraversa le persone e le fa vivere in una sorta di separazione dalla società sopra nuvole di onnipotenza. Non importa se la sua collocazione sociale sia quella del presidente del Consiglio della Repubblica, o quella del secondino, dell’infermiere, del poveraccio che picchia un altro poveraccio o il disabile.
Il delirio di onnipotenza è imposto alle persone mediante l’educazione cristiana e veicola le loro pulsioni qualunque cosa faranno nella società civile. Per loro la società diventa l’oggetto da rapinare, da comandare, da vessare, da loro: tanti piccoli dio padrone!
Marghera, 10 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica 8 marzo 2009

La violenza sui minori e le complicità omertose della Polizia di Stato

Il tentativo della chiesa cattolica di indicare in “pochi sbandati preti omosessuali” le violenze sui minori, è naufragato miseramente da anni.
Pur tuttavia, continuano a giungere notizie che confermano come il pantano pedofilo e pederastico sia diffuso nella chiesa cattolica. Attività di pedofilia e pederastia messe in atto come risposte alla dottrina e non come semplice pulsione di individui sbandati. L’attività di questo vescovo dimostra come fosse importante la pratica di pederastia e pedofilia nelle chiesa cattolica e quanto fosse importante preservare e proteggere tale pratica.
Questa commissione ha dichiarato che la posizione di questo vescovo è indifendibile. La società civile inizia a chiedere spiegazione al dio dei cristiani e ai suoi vicari per le porcherie che mettono in essere. Ed è veramente una vergogna che ieri la polizia di stato non abbia difeso i ragazzi, ma che solo oggi, dopo tanti danni e tante devastazioni morali, la società civile inizi ad interrogarsi sulle sue responsabilità. Responsabilità per aver abbandonato ragazzi nelle mani di feroci predatori che giustificavano la violenza con la bontà del loro dio padrone e del loro profeta Gesù (come se non fosse stato arrestato con un bambino nudo).
Riporto l’articolo dal Corriere della Sera:



IRLANDA - DOPO un'inchiesta su abusi che ha coinvolto la diocesi

Pedofilia, lascia l'ex segretario di tre papi

Le dimissioni di John Magee: ha assistito da Paolo VI a Wojtyla. Trovò Luciani morto

MILANO - Il vescovo irlandese John Magee si è dimesso ieri dopo essere stato travolto dalle polemiche per come aveva gestito un'inchiesta su presunti casi di pedofilia nella sua diocesi. Magee è stato segretario privato di tre pontefici, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Fu lui il primo a vedere il cadavere di papa Luciani. E nel 1982 fu nominato Maestro di cerimonie pontificie. Nato nel 1936 in Irlanda, Magee fino a ieri era il vescovo di Cloyne, nel sud del Paese. Proprio nella diocesi che reggeva dal 1987 alla fine dell'anno scorso è scoppiato uno scandalo su presunti abusi sessuali nei confronti di minori. Il 19 dicembre era stato pubblicato il «rapporto Cloyne», preparato dall'organismo della Chiesa cattolica che si occupa di salvaguardia dei bambini, una struttura messa in piedi dalla Chiesa ma indipendente dalle gerarchie ecclesiastiche.
Il rapportoSecondo quel rapporto, le pratiche di protezione dei minori a Cloyne sarebbero state «inadeguate e sotto certi aspetti dannose», e proprio per questo i bambini erano stati «messi a rischio ». Il 7 gennaio una commissione d'inchiesta dell'arcidiocesi di Dublino è stata incaricata di esaminare quello che accadeva nella diocesi retta da John Magee. Una settimana più tardi il cardinale Sean Brady, primate cattolico, aveva risposto a chi pretendeva le dimissioni del vescovo, spiegando che Magee aveva promesso «cambiamenti e progressi nella sua diocesi». Ma le polemiche non si erano fermate. In particolare, da parte dei portavoce dell'associazione «One in four» che supporta le vittime di abusi sessuali, che invocava l'intervento del governo. Pare che il 4 febbraio Magee si sia rivolto direttamente al Vaticano preannunciando l'intenzione di dimettersi e chiedendo di nominare un «amministratore apostolico» che gestisca la diocesi in vece sua.
Il commiato«Mi sono impegnato a collaborare in tutti i modi con il lavoro della Commissione d'inchiesta — ha detto ieri sera Magee parlando ai fedeli raccolti a messa nella cattedrale di St. Colman —. Sono consapevole del fatto che dovendo dedicare tempo ed energie a questo scopo, condurre la normale attività di amministrazione della diocesi diventerebbe molto complicato ». È stato il suo commiato. Magee mantiene la carica di vescovo. Ma un comunicato diffuso ieri dalla conferenza episcopale irlandese ha già annunciato che papa Benedetto XVI ha stabilito che sia sostituito alla guida della diocesi di Cloyne dall'arcivescovo di Cashel ed Emly, Dermot Clifford. «Darò tutti i contributi necessari alla Commissione d'inchiesta» ha detto Clifford.
Le polemiche«La decisione del Santo Padre — ha spiegato il primate Brady — è un'indicazione di quanto per la Chiesa siano importanti la tutela dei minori e il prendersi cura delle vittime». Negli ultimi anni l'autorità della Chiesa cattolica irlandese è stata toccata da diversi episodi di pedofilia e di abusi sessuali. In particolare, le gerarchie ecclesiastiche erano state accusate di aver coperto alcuni di questi casi, trasferendo altrove i preti finiti sotto accusa.
Mario Porqueddu
08 marzo 2009
Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_08/diocesi_irlanda_pedofilia_e1740eaa-0bb5-11de-a15e-00144f02aabc.shtml


Ancora oggi la polizia di Stato non fa prevenzione nei confronti di preti cattolici. Preti cattolici che vengono lasciati liberi di stuprare ragazzi salvo quando lo “scandalo” giunge a livelli tali che la magistratura non può fare a meno di prenderne atto. E’ come se la polizia di stato, a conoscenza che delle persone hanno un credo religioso che consiste nello stuprare i ragazzi, non le controllano perché sono ideologicamente complici di quelle violenze. Certo, la violenza si punisce quando si scopre, ma se non viene fatta un’attività preventiva, si punisce solo il caso isolato che viene scoperto casualmente e non la sistematicità con cui i preti cattolici e i missionari cattolici stuprano i ragazzi.

Marghera, 08 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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sabato 7 marzo 2009

Impedire la ricerca sulle staminali e favorire lo stupro delle bambine: LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA SOCIETA' CIVILE.

Continua la guerra della chiesa cattolica contro il vivere civile delle persone.
Continua la guerra della chiesa cattolica contro le società civili.
Continua la guerra della chiesa cattolica contro la vita.
Continua la guerra della chiesa cattolica contro gli uomini per la gloria del suo dio padrone.
Due episodi sono da mettere in luce: uno negli USA e un altro nel Brasile.

La guerra per alimentare le malattie e la disperazione delle persone viene condotta dal Vaticano contro gli USA e le decisioni del presidente Obama:


STAMINALI: OSSERVATORE,
DISSENSO CHIESA SU DECISIONE OBAMA
(07 marzo 2009)

L'Osservatore Romano esprime oggi dissenso sulla decisione del neo presidente degli Stati Uniti Barak Obama di abolire i "limiti" alle ricerche con le cellule staminali enbionali. "La posizione della Chiesa Cattolica - ricorda il giornale vaticano - e' stata espressa piu' volte in passato, in previsione della possibilita' che le limitazioni al finanziamento per la ricerche sulle staminali embrionali potessero essere rimosse". L'Osservatore cita in particolare la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, che in occasione dell'assemblea plenaria di primavera tenuta a Orlando, in Florida, nel giugno scorso, aveva votato un documento dedicato specificatamente a questo tema affermando: "sembra innegabile che una volta oltrepassata la fondamentale linea morale che ci impedisce di trattare gli esseri umani come meri oggetti di ricerca, non ci sara' piu' un punto di arresto". La ricerca sulle staminali embrionali, scrive ancora l'Osservatore, "era stata percio' definita, in quell'occasione come 'profondamente immorale' e superflua, in considerazione dei recenti sviluppi delle ricerche scientifiche. Piu' recentemente - conclude il giornale diretto dal prof. Giovanni maria Vian - il presidente della Conferenza Episcopale, il card. Justin Francis Rigali, aveva scritto una lettera ai membri del Congresso, nella quale rivolgeva un appello affinche' fossero mantenute le leggi a difesa della vita, fra le quali il Dickey/Wicker Amendment, in virtu' del quale veniva appunto vietato il finanziamento federale alle ricerche sugli embrioni".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/STAMINALI-OSSERVATORE-DISSENSO-CHIESA-SU-DECISIONE-OBAMA/news-dettaglio/3585924

La decisione di Obama con cui rimuove la violenza con cui Bush ha violentato la società USA era un atto di dignità sociale quanto meno “dovuto” al popolo americano. La feroce guerra contro i corpi delle donne messa in atto dalla chiesa cattolica e dai cristiani ha devastato culturalmente la società civile USA. Ha indebolito il tessuto sociale e ha provocato l’attuale crisi economica favorendo la truffa delle grandi compagnie finanziarie.
Liberare la ricerca dalle manette con cui la chiesa cattolica imponeva il suo terrore è il primo passo per affrontare la feroce crisi finanziaria che quelle manette hanno provocato. Ora gli USA possono guardare con più fiducia ad un futuro che fino ad ieri i cristiani negavano loro.


L’altra azione del Vaticano è fatta contro la vita. L’odio del Vaticano contro l’esistenza umana. Contro quella ricerca di società umana che uscendo dal campo di sterminio in cui l’odio del dio padrone la caccia, chiede giustizia. Chiede giustizia contro l’orrore della famiglia cristiana, la così detta “sacra famiglia” il cui modello ha seminato odio ed orrore in tutti i secoli della storia.
Una chiesa cattolica sempre pronta, nei fatti, a giustificare e a difendere l’operato di stupratori riesce a continuare a violentare bambine per impedire loro di appropriarsi della loro vita. E’ vergognoso che il modello criminale della famiglia, imposto dalla chiesa cattolica mediante una feroce violenza, non sia stato ancora messo al bando nelle società civili. Le persone, in questo modello, continuano ad essere oggetti di possesso e stuprate per essere costrette ad aderire a quel modello: la stragrande maggioranza delle violenze sessuali avviene all’interno del modello della “sacra famiglia” imposto dai cristiani e dalla chiesa cattolica in particolare.




2009-03-07 14:48
BRASILE: ABORTO BIMBA STUPRATA,
MEDICO 'RINGRAZIA' PER SCOMUNICA

RIO DE JANEIRO - La Chiesa cattolica brasiliana ha scomunicato ieri i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l'aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno. "Chi ha realizzato l'aborto è stato scomunicato, si spera che queste persone, in un momento di riflessione, si pentano", ha dichiarato alla stampa l'arcivescovo di Recife, José Cardoso Sobrinho, mentre un gruppo di avvocati cattolici ha denunciato il caso alla giustizia. Il patrigno della bambina, un uomo di 23 anni di cui non è stato dato il nome, si trova in stato d'arresto da giorni in un carcere dell'entroterra del Pernambuco, in seguito alla confessione di aver stuprato la piccola - la prima volta tre anni fa - e di aver abusato anche della sorella invalida di 14 anni. Alla bambina di 9 anni vengono attualmente somministrati medicinali per indurre un aborto farmaceutico alla gravidanza di due gemelli in seguito agli abusi, ricorda la stampa locale, che da giorni sta seguendo il caso. La vicenda della piccola ha diviso tra l'altro anche i suoi genitori, visto che il padre si è detto contro l'aborto, la madre invece a favore. Livio Moraes, primario presso l'ospedale dell'Università di Pernambuco, ha ricordato che la legge brasiliana "autorizza l'aborto in caso di stupro o pericolo di morte". Rispondendo a tale dichiarazione, l'arcivescovo Sobrinho ha sottolineato che "la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore".Il ministro della sanità brasiliano ha accusato la Chiesa cattolica di aver adottato una posizione "estremista" e "inopportuna" . Medici di Recife, nel nordest del Paese, hanno praticato ieri l'aborto dopo aver stabilito che la bambina rischiava la vita se avesse portato avanti la gravidanza e partorito i gemelli che aveva in grembo. L'arcivescovo di Recife, José Cardoso Sobrinho, ha tuonato contro i medici, accusati di aver violato "la legge di Dio" e li ha scomunicati, assieme alla madre della bambina e ad altre persone coinvolte nell'aborto. "Credo che la posizione della Chiesa sia estremista, radicale e inopportuna", ha detto in nottata il ministro della sanità Jose Gomes Temporao nel corso di un programma radiofonico. "Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo", ha aggiunto. La legge brasiliana autorizza l'aborto in caso di stupro o quando la vita della madre è in pericolo.Fatima Maia, direttrice dell' ospedale brasiliano dove è stato praticato l'aborto alla bambina di nove anni stuprata, ha detto che, nonostante sia cattolica, "ringrazia Dio" per essere stata scomunicata dalla Chiesa locale a causa di tale decisione. "Grazie a Dio sono nel gruppo delle persone scomunicate", ha detto la Maia, responsabile del Centro Amauray de Medeiros, riferendosi alla decisione annunciata ieri dall'arcivescovo di Recife (nel nordest del paese), José Cardoso Sobrinho. La direttrice dell'ospedale ha sottolineato che la legislazione brasiliana permette l'aborto in caso di stupro o di rischi per la vita. C'era il rischio che le emorragie e la rottura dell'utero mettessero a repentaglio la vita della piccola, che pesa 36 kg ed è alta 1,36 metri, ha precisato la Maia in dichiarazioni al sito on-line del quotidiano Correio Braziliense, aggiungendo: "odio la violenza sessuale, rifarei quanto ho fatto".

Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_904716494.html


In questo caso anche cristiani si sono ribellati tanto violenta e tanto ripugnante si è rivelata l’azione della chiesa cattolica e il suo odio per la vita.
Un odio per la vita che ha sempre visto la chiesa cattolica violentare bambini a maggior gloria del suo dio padrone. Eppure, questo terrorismo, prima o poi dovrà essere estirpato dalle nazioni civili.
Marghera, 07 marzo 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
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