LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

domenica 5 aprile 2009

Giuseppina Bakhita e la schiavitù come modello sociale cristiano che porta alla santità.

Con la beatificazione di Giuseppina Bakhita la chiesa cattolica riafferma il suo modello sociale basato sulla schiavitù.
La chiesa cattolica esalta la condizione della schiavitù come la condizione sociale che porta alla santità. Come la chiesa cattolica ha sempre esaltato la sofferenza del suo cristo da imporre ai cittadini, così con Bakhita esalta la sottomissione alla sofferenza imposta dal suo dio padrone che porta alla santità.

Tutto ciò si inserisce nell’ampio progetto di distruzione sociale della chiesa cattolica. Il suo progetto di aggredire la Costituzione della Repubblica al fine di ricostruire al società del campo di sterminio in cui la santità viene garantita qualora i suoi sottoposti accettino le sofferenze e di buon grado entrino nelle camere a gas che la gerarchia cattolica gestisce.

Il cristianesimo che ha costruito e imposto la schiavitù, come insegnato nella storia del Buon Samaritano, ora di quella schiavitù se ne compiace, come per le sofferenze imposte dai ladroni al viandante, che esaltano il delirio di dominio sul sofferente del Samaritano. Un delirio di dominio che porta i cristiani ad indicare nel Samaritano e nei ladroni che bastonano il viandante, il modello sociale da seguire.

Ratzinger già esaltò il modello sociale schiavista in contrapposizione al modello sociale imposto dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Lo fece nell’enciclica Spe Salvi. Un’enciclica in cui i “servi sciocchi” della cultura italiana non hanno ravvisato l’incitamento al terrorismo e all’eversione dell’ordine democratico. Sono troppo coinvolti nel trarre vantaggio dal terrore per proteggere la società civile.

Nel paragrafo terzo e nel paragrafo quarto dell’enciclica Spe salvi, Ratzinger delinea il modello sociale cristiano. Un modello sociale che non può prescindere dal campo di sterminio (la città di dio) e l’organizzazione sociale dello schiavismo che, nella condizione attuale, si attua mediante il modello della famiglia, come imposto dai cattolici, in cui vengono commesse tante atrocità e tanti delitti in nome dei diritti e del ruolo imposto dal dio padrone dei cristiani.

Giuseppina Bakhita viene usata da ratzinger nel paragrafo tre e nel paragrafo quattro dell’Enciclica Spe Salvi.

http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi03.html
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi04.html

In entrambi i paragrafi il discorso viene fatto da Ratzinger proprio per esaltare la santità prodotta dallo schiavismo e, guarda caso, Ratzinger fa quel discorso mentre si considera il dio padrone in terra (il suo vicario). In altre parole, ratzinger esalta la santità nell’essere i suoi schiavi.

Non per nulla, tutto il discorso fatto da ratzinger, nel vomitare odio contro la Costituzione della Repubblica, viene analizzato alla luce della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e alla luce dell’attività di terrorismo messo in atto dai missionari cristiani in Africa al fine di distruggere le culture, costruire miseria e imporre le condizioni della schiavitù e della sofferenza a maggior gloria del loro dio padrone.

C’è un particolare da notare nella storia di Giuseppina Bakhita: fra i suoi padroni entrano in scena i musulmani. Solo che i musulmani non sono diversi dai cristiani. Appartengono alla stessa ideologia che pratica il possesso delle persone e il loro ruolo è assolutamente marginale in quanto, lo schiavismo del cristianesimo, era assoluto, come dimostra la cronaca dello schiavismo messo in atto dai missionari cristiani in Africa.
Ratzinger mette in scena la sofferenza di Bakhita per riaffermare il suo diritto ad imporre lo schiavismo.
Così, Ratzinger, ripercorre un vecchio schema: la “schiava” Bakhita sugli altari e i popoli in ginocchio a riaffermare la schiavitù.

Ratzinger sta organizzando il terrore mafioso contro la Costituzione della Repubblica. Toglie i diritti ai cittadini per trasformarli in schiavi. Per la legge 40 è intervenuta la Corte Costituzionale, ma il terrore di ratzinger sta impedendo alle persone di gestire il proprio corpo privandole del diritto di scegliere come morire. Finché la Corte Costituzionale avrà la forza di rimuovere l’orrore giuridico imposto da Ratzinger la società sarà salvaguardata, ma se non nasce un movimento di cittadini che riafferma il diritto Costituzionale contro l’orrore morale cattolico, prima o poi il terrorismo cattolico avrà il sopravvento sulla Corte Costituzionale. Sono i cittadini che devono difendere le loro Istituzioni e Bakhita è un modello che serve per imporre la ferocia sociale dei modelli cattolici.
05 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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