LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 29 aprile 2009

La pedofilia e la pederastia non sono solo problemi di Polizia o di Magistratura. Sono problemi sociali indotti dall'educazione. Bisogna dibattere.

Questa è l’ultima notizia relativa ad arresti e avvio di indagini per pedofilia, pederastia e violenza sui minori in rete.
Ci sono in Italia troppe forze ideologiche, prima di tutto la chiesa cattolica, che impediscono il dibattito sull’origine della pedofilia, della pederastia e della violenza sui minori. Forse perché sono OGGETTIVAMENTE sotto accusa, in quanto responsabili, e per questo aggrediscono ogni persona che, sul piano sociale, affronta la questione. Forze che vogliono imporre il problema della pedofilia e della pederastia SOLO come un problema di Polizia. La Polizia è importante per fermare il delinquere. Individuare, arrestare, processare, condannare, fa parte dell’attività propria delle Istituzioni dello Stato. Ma queste forze non impediscono l’individuazione dei pedofili ad opera della Polizia, ma impediscono l’individuazione delle cause sociali all’origine della pedofilia moderna e attuale. Impediscono di mettere in discussione la struttura educativa e morale del paese che sta alla base della PRODUZIONE DELLA PEDOFILIA.
Nessuna persona nasce pedofilo; nessuna persona nasce pederasta. Una persona può essere sessualmente eterosessuale o sessualmente omosessuale; ma nessuna è pedofila o pederastica. Si diventa pedofili e pederasti in seguito al tipo di educazione che si è ricevuto. Al tipo di imput e di fenomeni ai quali si è risposto per veicolare le proprie pulsioni sessuali fin dall’età infantile.
In questo paese, come in tutti i paesi occidentali, il cristianesimo è la fonte della COSTRUZIONE DELLA RISPOSTA SESSUALE NELL’ATTIVITA’ PEDOFILA E PEDERASTICA!
La repressione sessuale cristiana, il delirio di possesso religioso del dio padrone, il senso della morale, della vergogna, dei sensi di colpa, e quant’altro, imposto dai cristiani ai bambini, sono atti fondanti le veicolazioni di soddisfazione sessuale che sfociano nella perversione delle pratiche di pedofilia e pederastia.
Parlare di educazione cristiana come perversione significa mettere in discussione il denaro e il potere che deriva alla chiesa cattolica; questo è il motivo per il quale tutte le strutture sociali, controllate dalla chiesa cattolica, tentano di chiudere il fenomeno nel crimine da perseguire esclusivamente mediante l’uso della polizia. Per questo motivo Giovanni XXIII minacciava di scomunica chi denunciava i preti pedofili. Per questo motivo Ratzinger ha coperto preti pedofili.
Nessun individuo nasce pedofilo; la società costringe i bambini a veicolare in quella direzione le loro pulsioni sessuali. Ne costruisce le condizioni e le alimenta mediante le strutture di potere e di dominio gerarchico che vengono imposte ai bambini mediante l’educazione. Un’educazione che SEMPRE considera il bambino un oggetto di possesso, stupido e incapace, e preferisce trasformarlo in individuo obbediente (poi le suore se non obbedisce lo prendono a schiaffi!) piuttosto che trasmettere al bambino il codice penale, il codice civile, il codice di procedura penale e civile. Lunga e atroce è la storia della pedagogia. In sostanza, si preferisce usare la morale cattolica per separare il bambino dalla società civile e relegarlo in istituti (sistemi di educazione, categorie morali, ecc.) che lo separano dalla società civile. Nessuno imporrebbe ad un adulto di pregare (salvo le comunità di detenzione religiose) eppure si ritiene che un bambino lo debba fare!

Ogni generazione ha in sé delle devianze sessuali proprie dell’educazione che ha ricevuto. Se quella generazione, per intervento della società, spezza il legame di continuità con l’educazione che ha ricevuto, la generazione successiva può superare la veicolazione della propria sessualità nel delirio di possesso che conduce alla pedofilia e alla pederastia. Ma se non viene rotta la continuità, con un grande dibattito sociale, il problema della pedofilia e della pederastia si ripresenterà nella generazione successiva per quanti arresti farà la polizia e per quante condanne farà la magistratura.
Questo medico di Catanzaro controllava una comunità terapeutica per tossicodipendenti. Aveva in casa droga e bilancini. Domani sarà la volta del prete, dell’educatore, del bidello o del professore. Tutti con una missione e tutti con pulsioni sessuali di possesso ingestibili fuori da pratiche pedofile e pederastiche (pur essendo considerati, molti di loro, dei bravi padri di famiglia: quella cristiana!) .
Troppa gente Istituzionale blocca il dibattito in questo paese. Se si individua che ognuno di queste persone ha degli interessi da difendere, sta di fatto che, tutti costoro, hanno un solo intento: riprodurre la pedofilia e la pederastia nella società civile! Non si possono concedere loro delle attenuanti di ignoranza o di ignavia data la gravità del fenomeno sociale.
Riporto l’articolo dal sito dell’Ansa:


PEDOFILIA:
ONLINE TORTURE SU BIMBI, 69 INDAGATI E 3 ARRESTI
2009-04-29 09:13

SIRACUSA - Un impiegato di 57 anni del bergamasco, un uomo di 42 della provincia di Treviso e un medico sessantenne di Catanzaro sono stati arrestati nell'ambito di un'operazione contro la pedofilia on line coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa e eseguita in 16 regioni italiane dal Nucleo investigativo telematico aretuseo con l'impiego di 200 militari, tra carabinieri e guardia di finanza. Al centro dell'inchiesta in cui sono indagate 69 persone, la realizzazione di film pedofili di genere sadico. Sono stati sequestrati dei filmati che sarebbero stati verosimilmente girati nell'ambito dei circuiti del turismo sessuale, con le riprese di violenze estreme su bambini e bambine di 4-5 anni imbavagliati e legati. Si vedono i volti degli stupratori, che non fanno parte dell'inchiesta, e tra loro c'é anche una donna. I filmati sarebbero stati scambiati su Internet tra gli indagati che non sarebbero però tra le persone riprese nei filmati. Le regioni interessate dalle indagini sono Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto, Lazio, Puglia, Toscana, Calabria, Piemonte, Liguria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Marche, Sardegna e Trentino. Gli indagati sono per lo più professionisti di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Sette di loro in passato sono stati già denunciati per reati sessuali nei confronti di minorenni. Le regioni maggiormente interessate dalle perquisizioni e con il maggior numero di indagati sono Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto. In Lombardia l'operazione anti pedofilia è stata eseguita nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Pavia, Sondrio e Varese. In Sicilia a Siracusa, Acireale, Aci Catena, San Giovanni La Punta, Gela, Caltanissetta, Palermo e Modica. In Veneto nelle province di Rovigo, Padova, Venezia, Verona, Treviso e Belluno, mentre in Emilia perquisizioni sono state eseguite nelle province di Bologna, Modena, Rimini e Ferrara. Le indagini del Nit, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Siracusa Ugo Rossi, dall'aggiunto Giuseppe Toscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna Trinchillo, sono state avviate dopo una serie di denunce dell'associazione Telefono arcobaleno.

Fonte:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_957351175.html


Solo internet permette l’individuazione del fenomeno. Senza internet molte cosa sarebbero state sconosciute.
Analizzando l’ambiente sociale, l’articolo dell’Ansa parla di “Gli indagati sono per lo più professionisti di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Sette di loro in passato sono stati già denunciati per reati sessuali nei confronti di minorenni. Le regioni maggiormente interessate dalle perquisizioni e con il maggior numero di indagati sono Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto.”. Non si parla di gente brutta e cattiva, ma di persone che abitano in regioni ricche e spesso sono professionisti con una buona cultura.
Dal momento che non sono nati pedofili o pederasti, che cosa li accomuna?
L’educazione. Gli imput che hanno subito e ai quali hanno risposto. Esiste una diversa educazione? Non esiste una “verità di educazione” che permetta la crescita di individui che non siano pedofili. Esiste una società che si deve sbarazzare della morale cattolica fin nelle minime decisioni quotidiane e solo allora si libererà la sessualità infantile costruendo individui sessualmente maturi. La psicologia e la pedagogia hanno già individuato alcune strutture patologiche manifestate in questo tipo di devianza. Solo che il potere della chiesa cattolica ha sempre impedito alla psicologia di diventare comportamento di massa relegando le scoperte e studi scientifici nel solo ambito accademico.
C’è una volontà delle Istituzioni di continuare a costruire individui pedofili e pederastici attraverso un’educazione data in appalto.

E’ inutile che vi scandalizzate. La volontà di alimentare la pederastia non sta nel pensiero delle persone, ma nelle azioni, nelle decisioni, nell’organizzazione dell’educazione che assumono. Quelle azioni, quelle decisioni, vanno in quella direzione: alimentare la pederastia e la pedofilia nella società!

29 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Nota:
    L'impedimento del dibattito pubblico avviene criminalizzando chi propone alternative all'attuale stato. Un caso evidente fu quanto accaduto prima e dopo la trasmissione sui preti pedofili ad Annozero circa due anni fa. La chiesa cattolica con Di noto mise in atto una volgare campagna di aggressione nei confronti di chi cercava cause e spiegazioni. Fisichella aveva un solointento: separare gli effetti criminali della pedofilia dalle cause, l'educazione cristiana, che ne sono il fondamento e la sorgente.
    Le aggressioni, anche a docenti univesitari, in questo paese ad opera della chiesa cattolica sono frequenti. Basti pensare alle aggrezzioni subite dagli studenti de La Sapienza di Roma ad opera di Ratzinger. Ratzinger ha offeso la Costituzione, i principi fondamentali della società italiana e molti politici, anziché censurare Ratzinger, hanno aggredito gli studenti.
    Claudio Simeoni

    RispondiElimina