LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 13 giugno 2009

Ratzinger e la nuova enciclica con cui continuare a legittimare il traffico di schiavi e il ladrocinio nei confronti delle società


Dunque Ratzinger si appresta a pubblicare un’enciclica che riguarda l’economia e il lavoro.
Dice Ratzinger alla conferenza di banchieri, capitani d’industria e tanti piccoli padroni ad immagine e somiglianza del suo dio padrone:


“Come sapete, verrà prossimamente pubblicata la mia Enciclica dedicata proprio al vasto tema dell'economia e del lavoro: in essa verranno posti in evidenza quelli che per noi cristiani sono gli obbiettivi da perseguire e i valori da promuovere e difendere instancabilmente, al fine di realizzare una convivenza umana veramente libera e solidale”

E’ offensivo Ratzinger quando parla ai banchieri dicendo che bisogna essere solidali nel trafficare in schiavi e poi agli schiavi dice come devono essere obbedienti ai loro padroni.

Promette a Lorenzo Rossi di Montelera un’enciclica che venga a parlare di come i poveri devono essere solidali con i loro padroni e come i valori e le regole, che i padroni devono rispettare, sono quelle della centralità del suo dio padrone.

Che altro può fare, nella sua enciclica, Ratzinger se non ribadire l’odio e il disprezzo per la società civile già ribadito dal criminale Pietro e dal criminale Paolo di Tarso che tanto sangue e tanto odio hanno seminato nelle società civili? Odio e disprezzo nei confronti delle Costituzioni occidentali e dei diritti dell’uomo proclamati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo?

Può forse Ratzinger dare del delinquente a Pietro quando nella sua lettera dice:

“Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile. poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. infatti che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme.” I Pietro 2, 18-21

Oppure quando il criminale paolo di tarso dice:


“Schiavi, obbedite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne, non solo quando vi vedono, come per piacere agli uomini, ma con sincerità di cuore, per timore del signore. tutto quello che fate, fatelo di cuore, come per il signore e non per gli uomini, sapendo che riceverete in ricompensa l’eredità dalle mani stesse di dio. E’ a cristo signore che voi servite. Chiunque, invece, commette ingiustizia, commetterà secondo l’ingiustizia commessa: non vi sarà accettazione di persone.” Paolo di Tarso, lettera ai Colossesi 3, 22-25


Sarebbe bene che Ratzinger li condannasse. Invece traffica in schiavi per sottometterli a Lorenzo Rossi di Montelera.
Cosa può dire Ratzinger quando il suo stesso Gesù parla delle ricchezze inutili perché tanto sta arrivando la fine del mondo e lui deve arrivare sulle nubi con grande potenza mentre le stelle cadranno sulla terra? Lui che pretende che gli uomini rinuncino al benessere in suo favore: come i banchieri chiedono alle persone di rinunciare la loro benessere a favore della loro banca.

La crisi economica è stata fatta dall’arroganza del cristianesimo. Dall’applicazione dei principi cristiani. Principi che considerano dei valori il rubare, la truffa, il traffico di schiavi, la distruzione del pianeta, la costruzione della miseria sociale, lo spaccio dell’eroina, l’esaltazione del genocidio dei campi di sterminio sia nazisti che cattolici (come se poi ci fosse differenza).
Può Ratzinger condannare lo IOR?
Può condannare Calvi o la P2 e Berlusconi?
Può condannare la mafia quando concede onori a De Petris della banda della Magliana solo per i suoi rapporti mafiosi e finanziari con Marcinkus?

La chiesa cattolica è l’organizzazione che ha costruito la povertà e la miseria per imporre il suo dio.
La chiesa cattolica è la maggiore spacciatrice di eroina e, per giunta, si finanzia anche con i finti centri di recupero dei tossicodipendenti in cui i ragazzi vengono stuprati: come nel caso di don Gelmini o ammazzati, come nel caso di san Patrignano.
La chiesa cattolica è la maggiore costruttrice di miseria mediante le orde criminali di missionari in Africa e la maggiore organizzazione di stupro di minori come i processi USA hanno dimostrato e come il rifiuto di condannare il Gesù di Nazareth, arrestato col bambino nudo, stanno a dimostrare.
I valori della chiesa cattolica consistono in rubare, truffare, raggirare, danneggiare la società civile. Sono i valori cristiani che hanno costruito i derivati e i titoli spazzatura. Sono i valori cristiani che hanno costruito milioni di disoccupati.
La chiesa cattolica è la MAGGIORE ORGANIZZAZIONE FINANZIARIA DEL MONDO!
Una vera e propria macchina che rastrella denaro impedendo alle persone di raggiungere delle migliori condizioni di vita.

Suonano ridicole e offensive le parole di Ratzinger che dicono:

«la libertà nel settore dell'economia deve inquadrarsi in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale, una libertà responsabile il cui centro è etico e religioso»

Che tradotto significa:

“la libertà della chiesa cattolica nel settore dell’economia deve essere garantito da un solido contesto giuridico che metta al servizio della chiesa cattolica la “libertà umana”. Una “libertà umana” trasformata in schiavitù mediante una responsabilità (che noi imponiamo mediante delle leggi che ci sono favorevoli) al cui centro c’è il dio padrone e io, Ratzinger, e tutti voi, cari banchieri, come rappresentanti del dio padrone.”

Non vi preoccupate, come i politici aiutano la chiesa cattolica a derubare i cittadini, così altri politici saranno sollecitati a continuare ad affiancare la chiesa cattolica per continuare a garantirgli la rapina nei confronti dei cittadini italiani.
13 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 4 giugno 2009

Salmo n.1 Le due vie: la via del razzismo e del nazismo propria del clericalismo ebreo e cristiano

Salmo 1
Le due vie


Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

L’odio del dio padrone nei confronti delle persone inizia con una richiesta perentoria. Una richiesta a cui l’uomo deve obbedire. Una richiesta che l’uomo deve soggettivare, fare propria per non incorrere nell’odio del dio padrone e nel terrore che il dio padrone paventa.
L’uomo deve pensare che esistono degli empi!
Gli empi non sono “uomini come lui”, ma sono gli “empi” non sono coloro che “fanno delle cose”, ma coloro che “sono quella cosa”. Essere “quella cosa” significa essere qualificato come “empio” qualsiasi sia la cosa che si fa o che si dice: si è sempre “empi”. Dice Gesù: “Come potete parlare bene voi, malvagi come siete?” Il soggetto che sta davanti a Gesù è un individuo saggio, onesto, che dice delle cose sagge ed oneste. Queste cose sagge ed oneste irritano Gesù che dice. “Voi siete malvagi e, dunque, dovete recitare la parte dei malvagi! Non vi è concesso null’altro che essere malvagi!”.
Questo modo di porsi, di descrivere le relazioni con le persone, il nostro ordinamento giuridico lo chiama: razzismo!
Il “Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici” adottato nel 1966 e reso esecutivo in Italia nel 1978, va ad integrare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
L’articolo 18 del Patto dice:
“1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento.
2. Nessuno può essere assoggettato a costrizioni che possano menomare la sua libertà di avere o adottare una religione o un credo di sua scelta.
3. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali
4. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in conformità alle proprie convinzioni”

L’articolo 27 del Patto dice:
“In quegli Stati, nei quali esistono minoranze etniche, religiose, o linguistiche, gli individui appartenenti a tali minoranze non possono essere privati del diritto di avere una vita culturale propria, di professare e praticare la propria religione, o di usare la propria lingua, in comune con gli altri membri del proprio gruppo.”

Per il dio degli ebrei e dei cristiani, l’altro è l’empio. E’ colui che indugia nella via dei peccati. E’ lo stolto con cui non sedersi in compagnia. E’ il reietto, colui che deve essere emarginato. Il dio degli ebrei e dei cristiani incita all’odio per le persone. Incita ad emarginare il diverso, il debole che non può imporsi al dio padrone.
L’odio del dio padrone degli ebrei e dei cristiani si sostanzia nel razzismo nei confronti dell’altro. Un razzismo che assume la connotazione di “buonismo” quando l’altro accetta la supremazia del dio padrone, pur mantenendo la differenza di razza e di cultura, o di violenza feroce e repressiva quando l’altro, l’emarginato, pretende di essere riconosciuto come persone: davanti al dio padrone degli ebrei e dei cristiani non ci sono PERSONE, ma “giusti che si sottomettono al padrone ed empi che non si sottomettono”.

Ciò è in contrasto sia con la morale di oggi, sia con le leggi e le carte internazionali che sanciscono i diritti degli uomini e i doveri delle Istituzioni (di chi sostituisce il dio padrone). Il dio padrone degli ebrei e dei cristiani è colui che incita alla soluzione finale del nazismo: bruciare gli empi nelle camere a gas! Il genocidio degli empi è l’olocausto di cui si compiace il dio degli ebrei e dei cristiani. Ogni cultura che non si sottometta ad ebrei e cristiani è una cultura EMPIA. E come tale deve essere combattuta e annientata dai giusti. Proprio perché sono giusti, deferenti al dio padrone, possono macellare gli empi a maggior gloria del dio padrone.
Cosa del resto ribadita da Tommaso d’Aquino quando si riservava il diritto di bruciare vivi gli eretici e cosa incitata da altri santi cattolici che proclamavano: “O battesimo o morte”. Per questo li hanno fatti santi!

Cosa fa il “giusto”?
Si sottomette al suo padrone:
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Il giusto deve manipolare la sua psiche, i suoi desideri, i suoi bisogni perché questi soggettivino la psiche, i desideri e i bisogni del suo dio padrone. Il dio padrone si sostituisce all’uomo. La persona cessa di esistere per diventare oggetto nel quale si esprime la personalità del dio padrone.
Solo che le cose vanno invertite: la psiche malata di una persona proietta il suo delirio di onnipotenza in cui veicola i suoi bisogni e i suoi desideri sulla società pretendendo che tutti gli individui di quella società soggettivino i suoi deliri. Cessano di avere desideri e bisogni propri e soggettivano i desideri e i bisogni di chi si identifica col dio padrone e impone tali proiezioni alla società.
Qualunque percorso noi scegliamo di percorrere, arriviamo sempre alla medesima meta. Sia che noi partiamo dalla psiche malata di un individuo che nel suo delirio di onnipotenza manifesta i bisogni e i desideri del dio padrone che impone sulla società; sia che noi partiamo da ipotetici desideri e bisogni del dio padrone che i suoi vicari impongono sulla società; noi abbiamo sempre la medesima perversione nella separazione della società fra giusti ed empi in termini razzisti e nazisti propri dell’ebraismo e del cristianesimo.
La differenza sostanziale è che il delirio del singolo esce dalla patologia per essere fissato in forme razionali con cui riproporlo ad ogni generazione. Così, ogni generazione viene manipolata mentalmente attraverso la meditazione dei desideri e dei bisogni del padrone che diventano “legge meditata giorno e notte”.

Dopo questo delirio iniziale il salmo continua dividendo gli empi dai giusti.
Continua dividendo chi deve diventare un incubo e chi deve diventare un succube. Piace molto agli ebrei e ai cristiani questa divisione. Fra ebrei e cristiani non esistono uomini con dignità, esistono solo uomini “umili al cospetto di dio” e vicari che sono “dio padrone e ne fanno la volontà” davanti ai quali i succubi devono essere umili e sottomessi.
Eccoli i giusti ebrei:
Egli è come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Che cosa fa il giusto? Non viene detto perché il giusto non è tale per le sue opere, ma è tale in quanto tale. E’ una condizione dell’essere, non una condizione derivante dalle azioni. Pertanto, e ne vedremo le implicazioni, il giusto può uccidere chi è empio. Non chi fa delle cose contrarie ad una morale o alla società, ma chi è nella condizione soggettiva dell’empio: chi è negro, chi è musulmano, chi è di un’altra razza o di un’altra religione!
Chi è negro, di un’altra razza o adora altri Dèi; è empio!
Chi ammazza il negro, la persona di un’altra razza, o chi adora altri Dèi; è un giusto!
Lo ordina il dio degli ebrei e dei cristiani: Non lasciar che strega viva; sia ammazzato chi sacrifica ad altri Dèi (esodo)!
Il giusto, dunque è un assassino: Bernardo e Tommaso d’Aquino vengono fatti santi dalla chiesa cattolica proprio perché macellano le persone in nome del loro dio: sono dei giusti! Santi! I macellati sono gli EMPI! Coloro che vengono indicati come EMPI possono solo essere macellati.
Al giusto, qualunque sia la sua opera, “riusciranno tutte le sue opere”: compreso il genocidio e il traffico di schiavi!

L’empio, qualunque siano le sue opere, non ha diritti, nemmeno quello di chiedere giustizia: lui è empio. Lui è negro, adora altri Déi, è di un’altra razza, ecc. E’ EMPIO!
Non così gli empi, non così!
Essi sono come pula che il vento disperde;

Il vento disperde le ceneri dei roghi con cui i “giusti” hanno bruciato gli “empi”. Non sono le azioni che ci portano a costruire il giudizio che viene identificato evocando, con le parole, le immagini. Al contrario, mediante l’evocazione delle immagini fatte dalle parole si occulta il significato delle azioni per cui, riteniamo giusta ogni azione malvagia fatta dal “giusto” e riteniamo empia ogni azione saggia e buona fatta da chi viene identificato come “empio”. Il giudizio precede l’azione. Il giudizio pretende che il soggetto si adegui alla categoria che egli ha definito: questo si chiama TERRORISMO. Questo è la base del nazismo. Il dio dei cristiani manifesta il nazismo e il razzismo come proprio modo di rapportarsi nel società e pretende che gli Esseri Umani si adeguino alle categorie di nazismo e razzismo che egli determina e per come le determina. Ebrei e cristiani alimentano nella società il razzismo e il nazismo in quanto vicari del loro dio padrone.
Un vicariato che viene combattuto dalla società civile attraverso la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Carta Europea dei Diritti del Cittadini e le Costituzioni occidentali.
Ed è il vicario del dio padrone, fattosi dio padrone, nel proferire il giudizio del dio padrone afferma:
ché Dio conosce il cammino dei giusti,
ma la via degli empi conduce alla rovina.

La rovina non è una condizione in sé, ma, per il dio padrone e i suoi vicari, è la loro azione contro l’individuo che non si sottomette, l’empio, che deve essere ridotto alla rovina, all’emarginazione, affinché i giusti trionfino. Come gli ebrei hanno ridotto i Palestinesi alla miseria e alla disperazione affinché loro, gli assassini, i giusti che hanno diritto ad esercitare il genocidio (come i nazisti nei loro confronti) possano ridurre gli empi (i Palestinesi) alla rovina.
Le due vie del Salmo N.1 sono chiare: una è fatta dagli incubi che spargono odio e terrore e vengono chiamati dal dio padrone “i giusti” e l’altra i succubi, coloro che devono sottomettersi all’odio e al terrore del dio padrone e che devono essere ridotti alla condizione di succubi in quanto, gli incubi, il dio padrone e i suoi vicari, affermano che sono gli “empi”.
Sono le due vie del Salmo n. 1 dal quale prende il via il terrorismo proprio dei salmi della bibbia in cui solo il padrone, il dio padrone, è una persona e gli Esseri Umani oggetti di possesso privi di diritti e oggetto di obbedienza: bestiame da macellare!


Salmo 1
Le due vie



Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Egli è come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
Non così gli empi, non così!
Essi sono come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
ché Dio conosce il cammino dei giusti,
ma la via degli empi conduce alla rovina.

04 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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lunedì 1 giugno 2009

Il Dalai Lama come Ratzinger: Cacciari, Alemanno e Pannella, aiutano il Dalai Lama contro la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

I buddisti, come i cristiani, usano il loro sistema religioso come un’arma contro i diritti civili delle persone. Pensano che i bambini non siano delle persone e non abbiano i diritti di vivere la loro vita e di costruire il loro futuro.
Per i buddisti, come per i cristiani, i bambini sono degli oggetti che possono essere usati a piacimento: è la battaglia per i diritti civili e religiosi che la Cina sta combattendo contro i buddisti tibetani per la liberazione del Tibet.

La storia del bambino spagnolo ci rivela la violenza che i buddisti hanno praticato a lui e ai bambini che volevano far diventare monaci manipolandoli mentalmente, psicologicamente e fisicamente. Come i cristiani che violentano i bambini per costringerli a credere nel dio padrone: come nell’Istituto Provolo.

Il Dalai Lama afferma che, dai segni che lui riconosce, il bambino Hosel Hita Torres di quattordici mesi, è la reincarnazione di Yeshe, un Lama che morì d’infarto nel 1984 a Los Angeles.

Il Dalai Lama ha affermato nella società l’esistenza della reincarnazione (cos’è, vengono messe in galera le persone per scontare i delitti fatti nelle incarnazioni precedenti? Pessimo principio); afferma che quel bambino non ha una sua individualità in quanto legato al “ciclo delle reincarnazioni” e dipende dal ciclo di Yeshe e non dal suo personale. Quel bambino non è una persona in sé, ma parte di un ciclo dal quale dipende. Quando questi principi escono dall’ambiente circoscritto della religione e si impongono sulla società, vengono a negare i diritti fondamentali delle persone.

Sicuramente a uno come Marco Pannella, che ha sempre disprezzato le persone e la loro libertà, il Dalai Lama era legittimato a fare violenza a questo bambino: Marco Pannella non ha forse lottato per il diritto del Dalai Lama di fare a tutti i bambini del Tibet ciò che il Dalai Lama ha fatto a questo bambino? E Alemanno e Cacciari, con le loro decisioni non hanno forse detto che è legittima la violenza sui bambini fatta dal Dalai lama? Hanno premiato le azioni del Dalai lama quando questi le azioni le aveva fatte contro lo sforzo della Cina di applicare la direttiva dell’ONU sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Proprio quella dichiarazione ha violato il Dalai Lama: cosa approvata da Marco Pannella, Alemanno e Massimo Cacciari (insieme alle loro giunte).

Prendiamo le notizie dall’informazione che, intervistando il ragazzo questo dice:

“Da qualche anno Osel vive in incognito a Madrid, ma tutti lo ubicavano in Canada. Si mantiene con lavori saltuari, ha fatto pure l'interprete, e riceve sovvenzioni da una fondazione buddista. Scoperto dal giornale madrileno, si confessa. Afferma che dopo la lunga e rigida preparazione, fino ai sei anni in Europa e poi nel monastero indiano di Sera, all'ombra del Dalai Lama, oggi non si ritiene un buddista: «Sono l'erede di una multinazionale... sono un agnostico scientifico spirituale, credo nella coscienza e nelle vite passate e future». Poi ricorda, parla dei suoi anni di una rigida preparazione fino alla fuga, già diciottenne, dal monastero di Sera. «Ero un ragazzo ribelle, sono sempre stato un ragazzaccio. L'unico modo di controllarmi erano le bastonate».”

Dov’era Massimo Cacciari? Si divertiva a far bastonare il ragazzo? O forse finge di non sapere che cosa avviene nei monasteri, nei reclusori, negli orfanotrofi, nelle mani dei religiosi?
Lo sapevano benissimo, ma a Marco Pannella, Emma Bonino, Massimo Cacciari, Alemanno, piace bastonare i ragazzi: mica sono persone. Come è avvenuto con questo ragazzo, avveniva in tutto il Veneto, nei centri reclusori e nei seminari controllati dai cattolici e i tanti Massimo Cacciari, Alemanno, Marco Pannella, hanno sempre finto, per i loro interessi personali, di non vedere.
“Un giovane che oggi guarda indietro a quella che definisce «una disciplina medievale» che, per esempio, gli impediva di sapere com'era fatto un televisore. O di dare un calcio a un pallone, usare un telefono, un computer. Persino cantare era proibito.”

E’ orgoglioso Massimo Cacciari e tutta la giunta (compresa l’opposizione fascista che lo ha stimolato e appoggiato) di aver offeso e umiliato Venezia concedendo la cittadinanza onoraria ad un bieco criminale come il Dalai Lama. Sarà contento Alemanno, sindaco di Roma, di aver approvato con il suo gesto la violenza sul ragazzo (e quanti altri vengono violentati da chi li deve controllare?).
Le citazioni sono prese dall’articolo di Josto Maffeo dal titolo “La fuga del piccolo Budda: “Sono ateo, torno a casa”.

Il ragazzo non è stato attrezzato per vivere nel mondo. E’ sbandato e insicuro, come tutti coloro che sono vissuti in reclusori e ai quali sono state negate le esperienze della vita.
La violenza che ha subito lo spingerà a cercare la sicurezza là dove è stato privato di ogni possibilità: non ha altra scelta in attesa della sua morte.
Permettere al Dalai Lama di tornare nel Tibet significa consentirgli di continuare a fare violenza sulle persone alle quali ruba ogni possibile futuro: come sta facendo Ratzinger che ai diritti delle persone preferisce sostituire i diritti dell’embrione: CHE VERGOGNA!

01 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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