LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

lunedì 1 giugno 2009

Il Dalai Lama come Ratzinger: Cacciari, Alemanno e Pannella, aiutano il Dalai Lama contro la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

I buddisti, come i cristiani, usano il loro sistema religioso come un’arma contro i diritti civili delle persone. Pensano che i bambini non siano delle persone e non abbiano i diritti di vivere la loro vita e di costruire il loro futuro.
Per i buddisti, come per i cristiani, i bambini sono degli oggetti che possono essere usati a piacimento: è la battaglia per i diritti civili e religiosi che la Cina sta combattendo contro i buddisti tibetani per la liberazione del Tibet.

La storia del bambino spagnolo ci rivela la violenza che i buddisti hanno praticato a lui e ai bambini che volevano far diventare monaci manipolandoli mentalmente, psicologicamente e fisicamente. Come i cristiani che violentano i bambini per costringerli a credere nel dio padrone: come nell’Istituto Provolo.

Il Dalai Lama afferma che, dai segni che lui riconosce, il bambino Hosel Hita Torres di quattordici mesi, è la reincarnazione di Yeshe, un Lama che morì d’infarto nel 1984 a Los Angeles.

Il Dalai Lama ha affermato nella società l’esistenza della reincarnazione (cos’è, vengono messe in galera le persone per scontare i delitti fatti nelle incarnazioni precedenti? Pessimo principio); afferma che quel bambino non ha una sua individualità in quanto legato al “ciclo delle reincarnazioni” e dipende dal ciclo di Yeshe e non dal suo personale. Quel bambino non è una persona in sé, ma parte di un ciclo dal quale dipende. Quando questi principi escono dall’ambiente circoscritto della religione e si impongono sulla società, vengono a negare i diritti fondamentali delle persone.

Sicuramente a uno come Marco Pannella, che ha sempre disprezzato le persone e la loro libertà, il Dalai Lama era legittimato a fare violenza a questo bambino: Marco Pannella non ha forse lottato per il diritto del Dalai Lama di fare a tutti i bambini del Tibet ciò che il Dalai Lama ha fatto a questo bambino? E Alemanno e Cacciari, con le loro decisioni non hanno forse detto che è legittima la violenza sui bambini fatta dal Dalai lama? Hanno premiato le azioni del Dalai lama quando questi le azioni le aveva fatte contro lo sforzo della Cina di applicare la direttiva dell’ONU sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Proprio quella dichiarazione ha violato il Dalai Lama: cosa approvata da Marco Pannella, Alemanno e Massimo Cacciari (insieme alle loro giunte).

Prendiamo le notizie dall’informazione che, intervistando il ragazzo questo dice:

“Da qualche anno Osel vive in incognito a Madrid, ma tutti lo ubicavano in Canada. Si mantiene con lavori saltuari, ha fatto pure l'interprete, e riceve sovvenzioni da una fondazione buddista. Scoperto dal giornale madrileno, si confessa. Afferma che dopo la lunga e rigida preparazione, fino ai sei anni in Europa e poi nel monastero indiano di Sera, all'ombra del Dalai Lama, oggi non si ritiene un buddista: «Sono l'erede di una multinazionale... sono un agnostico scientifico spirituale, credo nella coscienza e nelle vite passate e future». Poi ricorda, parla dei suoi anni di una rigida preparazione fino alla fuga, già diciottenne, dal monastero di Sera. «Ero un ragazzo ribelle, sono sempre stato un ragazzaccio. L'unico modo di controllarmi erano le bastonate».”

Dov’era Massimo Cacciari? Si divertiva a far bastonare il ragazzo? O forse finge di non sapere che cosa avviene nei monasteri, nei reclusori, negli orfanotrofi, nelle mani dei religiosi?
Lo sapevano benissimo, ma a Marco Pannella, Emma Bonino, Massimo Cacciari, Alemanno, piace bastonare i ragazzi: mica sono persone. Come è avvenuto con questo ragazzo, avveniva in tutto il Veneto, nei centri reclusori e nei seminari controllati dai cattolici e i tanti Massimo Cacciari, Alemanno, Marco Pannella, hanno sempre finto, per i loro interessi personali, di non vedere.
“Un giovane che oggi guarda indietro a quella che definisce «una disciplina medievale» che, per esempio, gli impediva di sapere com'era fatto un televisore. O di dare un calcio a un pallone, usare un telefono, un computer. Persino cantare era proibito.”

E’ orgoglioso Massimo Cacciari e tutta la giunta (compresa l’opposizione fascista che lo ha stimolato e appoggiato) di aver offeso e umiliato Venezia concedendo la cittadinanza onoraria ad un bieco criminale come il Dalai Lama. Sarà contento Alemanno, sindaco di Roma, di aver approvato con il suo gesto la violenza sul ragazzo (e quanti altri vengono violentati da chi li deve controllare?).
Le citazioni sono prese dall’articolo di Josto Maffeo dal titolo “La fuga del piccolo Budda: “Sono ateo, torno a casa”.

Il ragazzo non è stato attrezzato per vivere nel mondo. E’ sbandato e insicuro, come tutti coloro che sono vissuti in reclusori e ai quali sono state negate le esperienze della vita.
La violenza che ha subito lo spingerà a cercare la sicurezza là dove è stato privato di ogni possibilità: non ha altra scelta in attesa della sua morte.
Permettere al Dalai Lama di tornare nel Tibet significa consentirgli di continuare a fare violenza sulle persone alle quali ruba ogni possibile futuro: come sta facendo Ratzinger che ai diritti delle persone preferisce sostituire i diritti dell’embrione: CHE VERGOGNA!

01 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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