LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 4 giugno 2009

Salmo n.1 Le due vie: la via del razzismo e del nazismo propria del clericalismo ebreo e cristiano

Salmo 1
Le due vie


Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

L’odio del dio padrone nei confronti delle persone inizia con una richiesta perentoria. Una richiesta a cui l’uomo deve obbedire. Una richiesta che l’uomo deve soggettivare, fare propria per non incorrere nell’odio del dio padrone e nel terrore che il dio padrone paventa.
L’uomo deve pensare che esistono degli empi!
Gli empi non sono “uomini come lui”, ma sono gli “empi” non sono coloro che “fanno delle cose”, ma coloro che “sono quella cosa”. Essere “quella cosa” significa essere qualificato come “empio” qualsiasi sia la cosa che si fa o che si dice: si è sempre “empi”. Dice Gesù: “Come potete parlare bene voi, malvagi come siete?” Il soggetto che sta davanti a Gesù è un individuo saggio, onesto, che dice delle cose sagge ed oneste. Queste cose sagge ed oneste irritano Gesù che dice. “Voi siete malvagi e, dunque, dovete recitare la parte dei malvagi! Non vi è concesso null’altro che essere malvagi!”.
Questo modo di porsi, di descrivere le relazioni con le persone, il nostro ordinamento giuridico lo chiama: razzismo!
Il “Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici” adottato nel 1966 e reso esecutivo in Italia nel 1978, va ad integrare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
L’articolo 18 del Patto dice:
“1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento.
2. Nessuno può essere assoggettato a costrizioni che possano menomare la sua libertà di avere o adottare una religione o un credo di sua scelta.
3. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali
4. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in conformità alle proprie convinzioni”

L’articolo 27 del Patto dice:
“In quegli Stati, nei quali esistono minoranze etniche, religiose, o linguistiche, gli individui appartenenti a tali minoranze non possono essere privati del diritto di avere una vita culturale propria, di professare e praticare la propria religione, o di usare la propria lingua, in comune con gli altri membri del proprio gruppo.”

Per il dio degli ebrei e dei cristiani, l’altro è l’empio. E’ colui che indugia nella via dei peccati. E’ lo stolto con cui non sedersi in compagnia. E’ il reietto, colui che deve essere emarginato. Il dio degli ebrei e dei cristiani incita all’odio per le persone. Incita ad emarginare il diverso, il debole che non può imporsi al dio padrone.
L’odio del dio padrone degli ebrei e dei cristiani si sostanzia nel razzismo nei confronti dell’altro. Un razzismo che assume la connotazione di “buonismo” quando l’altro accetta la supremazia del dio padrone, pur mantenendo la differenza di razza e di cultura, o di violenza feroce e repressiva quando l’altro, l’emarginato, pretende di essere riconosciuto come persone: davanti al dio padrone degli ebrei e dei cristiani non ci sono PERSONE, ma “giusti che si sottomettono al padrone ed empi che non si sottomettono”.

Ciò è in contrasto sia con la morale di oggi, sia con le leggi e le carte internazionali che sanciscono i diritti degli uomini e i doveri delle Istituzioni (di chi sostituisce il dio padrone). Il dio padrone degli ebrei e dei cristiani è colui che incita alla soluzione finale del nazismo: bruciare gli empi nelle camere a gas! Il genocidio degli empi è l’olocausto di cui si compiace il dio degli ebrei e dei cristiani. Ogni cultura che non si sottometta ad ebrei e cristiani è una cultura EMPIA. E come tale deve essere combattuta e annientata dai giusti. Proprio perché sono giusti, deferenti al dio padrone, possono macellare gli empi a maggior gloria del dio padrone.
Cosa del resto ribadita da Tommaso d’Aquino quando si riservava il diritto di bruciare vivi gli eretici e cosa incitata da altri santi cattolici che proclamavano: “O battesimo o morte”. Per questo li hanno fatti santi!

Cosa fa il “giusto”?
Si sottomette al suo padrone:
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Il giusto deve manipolare la sua psiche, i suoi desideri, i suoi bisogni perché questi soggettivino la psiche, i desideri e i bisogni del suo dio padrone. Il dio padrone si sostituisce all’uomo. La persona cessa di esistere per diventare oggetto nel quale si esprime la personalità del dio padrone.
Solo che le cose vanno invertite: la psiche malata di una persona proietta il suo delirio di onnipotenza in cui veicola i suoi bisogni e i suoi desideri sulla società pretendendo che tutti gli individui di quella società soggettivino i suoi deliri. Cessano di avere desideri e bisogni propri e soggettivano i desideri e i bisogni di chi si identifica col dio padrone e impone tali proiezioni alla società.
Qualunque percorso noi scegliamo di percorrere, arriviamo sempre alla medesima meta. Sia che noi partiamo dalla psiche malata di un individuo che nel suo delirio di onnipotenza manifesta i bisogni e i desideri del dio padrone che impone sulla società; sia che noi partiamo da ipotetici desideri e bisogni del dio padrone che i suoi vicari impongono sulla società; noi abbiamo sempre la medesima perversione nella separazione della società fra giusti ed empi in termini razzisti e nazisti propri dell’ebraismo e del cristianesimo.
La differenza sostanziale è che il delirio del singolo esce dalla patologia per essere fissato in forme razionali con cui riproporlo ad ogni generazione. Così, ogni generazione viene manipolata mentalmente attraverso la meditazione dei desideri e dei bisogni del padrone che diventano “legge meditata giorno e notte”.

Dopo questo delirio iniziale il salmo continua dividendo gli empi dai giusti.
Continua dividendo chi deve diventare un incubo e chi deve diventare un succube. Piace molto agli ebrei e ai cristiani questa divisione. Fra ebrei e cristiani non esistono uomini con dignità, esistono solo uomini “umili al cospetto di dio” e vicari che sono “dio padrone e ne fanno la volontà” davanti ai quali i succubi devono essere umili e sottomessi.
Eccoli i giusti ebrei:
Egli è come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Che cosa fa il giusto? Non viene detto perché il giusto non è tale per le sue opere, ma è tale in quanto tale. E’ una condizione dell’essere, non una condizione derivante dalle azioni. Pertanto, e ne vedremo le implicazioni, il giusto può uccidere chi è empio. Non chi fa delle cose contrarie ad una morale o alla società, ma chi è nella condizione soggettiva dell’empio: chi è negro, chi è musulmano, chi è di un’altra razza o di un’altra religione!
Chi è negro, di un’altra razza o adora altri Dèi; è empio!
Chi ammazza il negro, la persona di un’altra razza, o chi adora altri Dèi; è un giusto!
Lo ordina il dio degli ebrei e dei cristiani: Non lasciar che strega viva; sia ammazzato chi sacrifica ad altri Dèi (esodo)!
Il giusto, dunque è un assassino: Bernardo e Tommaso d’Aquino vengono fatti santi dalla chiesa cattolica proprio perché macellano le persone in nome del loro dio: sono dei giusti! Santi! I macellati sono gli EMPI! Coloro che vengono indicati come EMPI possono solo essere macellati.
Al giusto, qualunque sia la sua opera, “riusciranno tutte le sue opere”: compreso il genocidio e il traffico di schiavi!

L’empio, qualunque siano le sue opere, non ha diritti, nemmeno quello di chiedere giustizia: lui è empio. Lui è negro, adora altri Déi, è di un’altra razza, ecc. E’ EMPIO!
Non così gli empi, non così!
Essi sono come pula che il vento disperde;

Il vento disperde le ceneri dei roghi con cui i “giusti” hanno bruciato gli “empi”. Non sono le azioni che ci portano a costruire il giudizio che viene identificato evocando, con le parole, le immagini. Al contrario, mediante l’evocazione delle immagini fatte dalle parole si occulta il significato delle azioni per cui, riteniamo giusta ogni azione malvagia fatta dal “giusto” e riteniamo empia ogni azione saggia e buona fatta da chi viene identificato come “empio”. Il giudizio precede l’azione. Il giudizio pretende che il soggetto si adegui alla categoria che egli ha definito: questo si chiama TERRORISMO. Questo è la base del nazismo. Il dio dei cristiani manifesta il nazismo e il razzismo come proprio modo di rapportarsi nel società e pretende che gli Esseri Umani si adeguino alle categorie di nazismo e razzismo che egli determina e per come le determina. Ebrei e cristiani alimentano nella società il razzismo e il nazismo in quanto vicari del loro dio padrone.
Un vicariato che viene combattuto dalla società civile attraverso la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Carta Europea dei Diritti del Cittadini e le Costituzioni occidentali.
Ed è il vicario del dio padrone, fattosi dio padrone, nel proferire il giudizio del dio padrone afferma:
ché Dio conosce il cammino dei giusti,
ma la via degli empi conduce alla rovina.

La rovina non è una condizione in sé, ma, per il dio padrone e i suoi vicari, è la loro azione contro l’individuo che non si sottomette, l’empio, che deve essere ridotto alla rovina, all’emarginazione, affinché i giusti trionfino. Come gli ebrei hanno ridotto i Palestinesi alla miseria e alla disperazione affinché loro, gli assassini, i giusti che hanno diritto ad esercitare il genocidio (come i nazisti nei loro confronti) possano ridurre gli empi (i Palestinesi) alla rovina.
Le due vie del Salmo N.1 sono chiare: una è fatta dagli incubi che spargono odio e terrore e vengono chiamati dal dio padrone “i giusti” e l’altra i succubi, coloro che devono sottomettersi all’odio e al terrore del dio padrone e che devono essere ridotti alla condizione di succubi in quanto, gli incubi, il dio padrone e i suoi vicari, affermano che sono gli “empi”.
Sono le due vie del Salmo n. 1 dal quale prende il via il terrorismo proprio dei salmi della bibbia in cui solo il padrone, il dio padrone, è una persona e gli Esseri Umani oggetti di possesso privi di diritti e oggetto di obbedienza: bestiame da macellare!


Salmo 1
Le due vie



Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Egli è come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
Non così gli empi, non così!
Essi sono come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
ché Dio conosce il cammino dei giusti,
ma la via degli empi conduce alla rovina.

04 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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