LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 31 luglio 2009

Medjugorje: una storia di fanatismo cattolico e di servizi segreti Vaticani.

Ora che la storia di Medjugorje è terminata con il Vaticano che ha accusato Tomislav Vlasic e Jozo Zovko di essere degli impostori, i veggenti dei truffatori e Tomislav Vlasic di rapporti sessuali con una suora dalla quale è nato un bambino, la vicenda scandalosa di Medjugorje si sta concludendo dimostrando tutta la sua povertà morale.
Ricostruire la storia delle apparizioni mariane, della madonna dei cristiani, in Jugoslavia è importante perché non si tratta di una vicenda di puro fanatismo religioso, ma una vicenda in cui si è voluto organizzare il fanatismo religioso cattolico per disarticolare la società jugoslava.
La storia delle apparizioni mariane di Medjugorje è una storia di fanatismo uniti all’attività di servizi segreti.
Quando le apparizioni furono inventate, nel 1981, avevano uno scopo preciso, devastare la società civile Jugoslava. Apparizione dopo apparizione la mastodontica macchina da guerra della propaganda cattolica ha ingigantito il fenomeno portando decine di persone al fanatismo. Ricordiamo Gianni Baget Bozzo o il vescovo di Civitavecchia, Grillo.
Dagli articoli che ho raccolto emerge il quadro di terrore che il fanatismo di Medjugorje ha costruito.


http://www.stregoneriapagana.it/medjugorje.html

Eric Frattini parla dei servizi segreti del Vaticano, ma non c’è una sola parola sulle attività in Jugoslavia. Mentre i servizi segreti Vaticani si possono vantare di aver disarticolato la società polacca (Giovanni Barberini si vantò con me di aver contribuito a devastare la società Cecoslovacca su ordine del Vaticano e ufficialmente è ordinario di diritto ecclesiastico alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Perugia), vantarsi di aver partecipato alla destabilizzazione della Jugoslavia, nel modo in cui è avvenuto, significa attribuirsi la responsabilità dei genocidi di croati, serbi, musulmani e quant’altro. Le persone della società civile non saranno mai in grado di individuare i complotti di servizi segreti o di chi usa metodi da servizi segreti. Però possiamo leggere gli avvenimenti e la sequenza del loro svolgersi. Si possono comprendere le forze scese in campo e gli intendimenti delle varie azioni.
Così ho riassunto la storia fanatica di Medjugorje e il ruolo che ha avuto nella storia recente della Jugoslavia.
I fanatici francescani, l’istigazione all’odio etnico, la madonna nel ruolo di “dio lo vuole”. Dopo i paesi dell’est il Vaticano ha recentemente effettuato il colpo di stato in Honduras e sta usando il fanatismo cattolico in Spagna.

Ora in internet possiamo leggere:

In via ufficiosa, però, circolava da tempo tra i fanatici di Medjugorje l’insistente voce che la decisione di Padre Jozo non sarebbe stata del tutto spontanea, ma frutto di una ormai crescente pressione del Vaticano sul “fenomeno Medjugorje” e relativi protagonisti. La situazione reale è venuta a galla ieri: Padre Jozo è stato allontanato e costretto all’isolamento come Tomislav Vlasic. A darne notizia è l’associazione Apostoli della Regina della Pace“, che ha pubblicato un comunicato inviato dalla Comunità internazionale di Preghiera della “Visitazione” – fondata dallo stesso Padre Jozo – firmato dal responsabile Matteo Rossi. «Carissima Famiglia della preghiera, col cuore colmo di tristezza rendiamo noto che non sarà più inviata la meditazione fatta da Padre Jozo sul messaggio mensile che la Regina della Pace dà a Medjugorje,» scrive Rossi, «come è ormai risaputo, Padre Jozo non può avere contatti né personali né epistolari con alcuno.» Allo stato dei fatti, sembra che al Francescano siano stati imposti gli stessi vincoli che furono stabiliti per Vlasic a seguito del processo avviato nei suoi confronti dal Vaticano. Il 2009 si è rivelato un anno buio per i “medjugorjani”, che hanno visto due protagonisti del controverso “fenomeno” risucchiati nell’occhio del ciclone, preludio di una tempesta che non è destinata a placarsi a breve termine.
Luglio 15, 2009
Ormai al Vaticano il terrorismo messo in atto da Medjugorje è diventato inutile e, alla lunga, diventa dannoso per la chiesa cattolica

01 agosto 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 27 luglio 2009

Berlusconi e Ratzinger: burattini e burattinai nella politica italiana.

Fino ad ieri l’asse Berlusconi-Ratzinger era un’asse di ferro.
Basti pensare all’azione con la quale i vescovi cattolici, con Mastella e Dini, hanno abbattuto il governo Prodi
Basti pensare al ruolo di Marcello Pera nel governo Berlusconi per comprendere l’importanza del ruolo del Vaticano nella gestione di Berlusconi. Tanto che Berlusconi appariva come l’uomo di paglia di e delle esigenze della chiesa cattolica tanto da uscire con delle affermazioni a dir poco aberranti come quella fatta sulla possibilità di avere figli di Eluana Englaro da molti anni in coma.
Affermazioni che avevano il solo scopo di compiacere il Vaticano e ratzinger nelle sue esigenze di vessare e torturare la società civile italiana.
L’uomo di paglia Berlusconi non aveva problemi a celebrare il Family Day in onore del modello di famiglia imposto militarmente dal Vaticano e, nel contempo, avere le frequentazioni con prostitute e con minorenni. Berlusconi non aveva problemi a diventare un “fruitore finale” (una puttana) dopo aver soddisfatto le esigenze del Vaticano e aver scatenato una campagna di aggressione del diritto alle donne di gestire il loro corpo usando i vigili urbani nelle città per aggredire le donne.

Anche gli uomini di paglia devono rispettare delle regole, almeno quelle d’immagine.
Non si tratta solo della loro faccia, ma della faccia del Vaticano e di Ratzinger che Berlusconi ha usato e dalla quale Berlusconi viene usato.

Recentemente sono apparsi segnali di distacco di Berlusconi dal Vaticano. Contemporaneamente ci sono stati segnali di avvicinamento del Vaticano al PD di Franceschini, Veltroni, Rutelli e Binetti proprio in vista dell’elezione del nuovo segretario del partito. L’operazione del Vaticano, nei confronti del Partito Democratico sta avendo un buon successo. Emarginata l’ala laica del partito; cessato di parlare di diritti sociali, di Dico o Pacs, i diritti degli omosessuali, di diritti dei “lavoratori” (sempre più in crisi di identità e di rappresentanza sociale), il Vaticano si appresta ad usare il pietismo del partito democratico per volgerlo a supporto delle proprie strutture religiose e di controllo sociale.

In questa situazione non è difficile imbattersi in affermazioni come questa fatte dalla stampa:



Oggi, a gran sopresa, arriva però un fendente più o meno diretto e pesante proprio da chi, fino a ieri, aveva coperto con imbarazzata reticenza le poco pulite vicende di presunta vita privata di Berlusconi. Distanziandosi da quelle che definisce:"Strumentalizzazioni mediatiche", il direttore di "Avvenire" Dino Boffo, in un editoriale firmato a suo nome esprime tutte le riserve e i dubbi più o meno fastidiosi riguardo la vicenda escort che ha travolto il nostro Primo Ministro. Parla di "caso desolante" riferendosi esplicitamente alla vicenda D'Addario e alle intercettazioni allegate e pubblicate dall'Espresso e invita il Premier a fare chiarezza, senza rifugiarsi in battute di dubbio gusto ("non sono un santo" ndr) o in convenienti appelli alla "scurdammuce u' passato" con cui, nei giorni trascorsi, Berlusconi ha tentato di glissare sulle suo molto poco condivisibili frequentazioni exstraconiugali.

In una situazione economica di crisi galoppante che sempre di più si presenta nella società civile, l’asse Ratzinger-Berlusconi diventa scomodo. E’ vero che il vescovo dell’Aquila ha ingiuriato ed offeso Vauro per le sue vignette ed è stato subito accontentato da politici compiacenti, ma è altrettanto vero che una tale accondiscendenza, contro le norme della società civile, in un momento di crisi economica non protegge il Vaticano dalle accuse di aver voluto e contribuito in prima persona alla crisi economica assieme a Berlusconi. Non tutte le imitazioni di cristo sono gradite, nel medesimo momento storico-sociale, dalla chiesa cattolica. Berlusconi imita perfettamente il Gesù al pozzo di Giovanni con la D’Addario o Noemi di turno (Giovanni 4, ), ma in questo momento a Ratzinger conviene di più l’imitazione di cristo di Veltroni, Franceschini, Marini e Rutelli del padrone in relazione agli operai (Matteo 20) prima che la conflittualità sociale spazzi via Berlusconi e il Vaticano.
Berlusconi ha un problema: non è un politico! E’ un ladro (lui si definisce imprenditore, ma per me le due cose sono sinonimi) entrato nella casa della “politica” non si è limitato a prendere ciò che voleva, ma ha fatto come quel ladro che per prendere pochi spiccioli ha sfasciato la casa spaccando tutto e lasciando un cumulo di macerie sociali. Situazione ottima per il missionarismo ratzingeriano ma, per poterla sfruttare, è necessario buttare a mare Berlusconi.
Colpevolizzarlo e criminalizzarlo come responsabile delo sfascio economico dell'Italia (come se fosse difficile).
Berlusconi non è un “burattinaio”, è quello che ha messo il grembiulino massonico di Licio Gelli: in sostanza è un burattino nelle mani delle combriccole cattoliche, più o meno occulte.
Cessato il suo uso come burattino, i magistrati non solo sono liberi di scatenarsi, ma vengono incitati a farlo perché solo perseguendo Berlusconi e facendo passare Berlusconi come un “burattinaio” si evita di inquisire i burattinai di Ratzinger.
Nella situazione attuale, distrutto il laicismo del Partito Democratico, deve subentrare l’integralismo cattolico nelle vesti di Franceschini, Veltroni, Fassino, Rutelli, Binetti, mentre i laici, coloro che erano legati alla Costituzione della Repubblica, o si mettono al servizio di Binetti, Rutelli, Veltroni e Franceschini, o vengono allontanati progressivamente dal partito.
Questa sensazione è già diffusa al punto tale che circa 300.000 iscritti non hanno rinnovato la tessera al Partito Democratico.
La stessa vicenda Grillo sta a dimostrare come Rutelli, Marini, Veltroni, Fassino, ecc. temano un rigurgito di dignità laica. Laicismo che, all’interno e per conto del Partito Democratico, è stato piegato all’ideologia nazi-fascista dal Partito Radicale (non dimentichiamo l’ideologia della reincarnazione che il Partito Radicale tenta di imporre ai cittadini appoggiando il Dalai lama).
Siamo ad una svolta cruciale della politica in Italia in cui anche i partiti comunisti si sono genuflessi a Ratzinger (vedi Paolo Ferrero e Diliberto) dimenticando la centralità della Costituzione della Repubblica.
Per questo motivo il Vaticano sta passando dall’appoggio a Berlusconi a quello del Partito Democratico, ma lo fa con grande attenzione per non bruciarsi i provvedimenti favorevoli che Berlusconi ha garantito al Vaticano.
Oggi come oggi, il nemico del Vaticano sono le Democrazie Occidentali, le loro Costituzioni!
Per aggredire quelle i “fruitori finali” di prestazioni sessuali non sono adatti.

27 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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sabato 11 luglio 2009

Per la Corte di Cassazione, esporre il crocifisso, è un "atto privo di fondamento normativo". Dunque, è un atto criminale!


Dopo molti mesi è uscita la motivazione della sentenza con cui la Corte di cassazione ha assolto Luigi Tosti. Il magistrato che si è rifiutato di tenere udienze in presenza del crocifisso.
La Corte di Cassazione rileva come l’imposizione del crocifisso sia un atto in contrasto con la Costituzione.
Una questione che la Corte di Cassazione ritiene delicata anche quando, afferma che i metodi usati da Luigi Tosti possono non essere ortodossi: "esasperati e le espressioni talvolta paradossali".
La Corte Costituzionale rileva come non solo non ci sia nessuna legge che determini l’esposizione del crocifisso, ma è un "atto amministrativo generale che appare però privo di fondamento normativo e quindi in contrasto con il principio di legalità dell'azione amministrativa".

Alla luce della sentenza della Corte di Cassazione, le affermazioni fatte dal Consiglio di Stato che rigettò il ricorso in merito al crocifisso fatto dalla signora di Verona secondo cui il crocifisso avrebbe: "...una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni"; non è, dunque, né una "suppellettile", né solo "un oggetto di culto", ma un simbolo "idoneo ad esprimere l' elevato fondamento dei valori civili" - tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, riguardo alla sua libertà, autonomia della coscienza morale nei confronti dell' autorità, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione - che hanno un'origine religiosa, ma "che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato". Rappresenta più un insulto alla Costituzione della Repubblica Italiana, e al sangue che fu versato per il suo trionfo, che non una sentenza giuridica: un atto di terrorismo nei confronti dei cittadini in disprezzo della norma Costituzionale.

Alla luce della sentenza della Corte di Cassazione si aprono scenari morali importanti: o si segue la morale del Gesù che ordiana di ammazzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui (e si impongono, per conseguenza, i principi del nazismo), oppure si segue la morale o l’etica della Costituzione. O il crocifisso o la Carta Costituzionale!
La questione che Tosti ha aperto è estremamente importante e ha implicazioni fondamentali.

12 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 8 luglio 2009

L'enciclica Caritas in Veritate di Ratzinger e le implicazioni sociali, etiche e morali.


E’ uscita l’enciclica di Ratzinger dal titolo Caritas in Veritate.
Non è un’enciclica da analizzare paragrafo per paragrafo come feci con la Spe Salvi.
Questa enciclica vuole imporre l’etica cattolica nel contesto sociale attuale.
Per comprendere questa enciclica non è importante lo sviluppo ideologico (che del resto ripete riprendendo encicliche precedenti), ma sono importanti i fini che l’enciclica si propone e le implicazioni di ordine sociale, etico e morale che l’enciclica, di fatto manifesta.

http://www.stregoneriapagana.it/caritasveritate.html



Ho letto presentazioni a dir poco vergognose, come quella che riporto:

Chi si aspettava i soliti luoghi comuni e la retorica dei «cattolici adulti» sulla decrescita, sull'ambientalismo romantico, sulla rivolta anti-capitalistica, sul fascino di coloro che accusano la cultura occidentale, è rimasto molto deluso, perchè la Caritas in veritate, terza enciclica di Benedetto XVI, la prima di carattere sociale (a 18 anni dall'ultima enciclica sociale, la Centesimus annus di Giovanni paolo II), presentata martedì a Roma, ha dissipato dubbi e ambiguità circa l'ecologismo, il terzomondismo, la rivolta no global, il sostegno o meno allo sviluppo, la terza via tra capitalismo e socialismo, la teologia della liberazione, ecc...
Pur non citando mai la parola «capitalismo», l'enciclica propone un progetto di carattere culturale e sociale per superare le logiche utilitaristiche a favore di una rivoluzione antropologica dove lo sviluppo è indicato come «vocazione» per favorire «il bene comune» e si colloca nel «disegno di Dio».
Purtroppo la mancanza di conoscenza dei meccanismi sociali e l’errore nell’interpretare l’uso delle parole che normalmente si compie quando si parla della teologia cattolica, porta spesso a confondere “fischi per fiaschi”.
L’enciclica Caritas in Veritate è un vero e proprio atto di guerra nei confronti della Costituzione della Repubblica.
Un’offesa ai principi Costituzionali e alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Nell’enciclica si impone una figura di “uomo” schiavo di un dio padrone. Un dio padrone che legittima ogni padrone nell’esercizio della schiavitù. Dove il concetto di giustizia è quello del padrone sullo schiavo e la pace è imposta allo schiavo affinché continui a servire il padrone.

Con questa enciclica Ratzinger non fa altro che ribadire le encicliche precedenti con cui la chiesa cattolica continua ad affermare la sua supremazia nei confronti della Costituzione della Repubblica che vuole ridurre al rango di uno strumento con cui stuprare la società civile.
Si tratta di un disegno criminoso messo in atto da Ratzinger. Un disegno che sfrutta la fine delle istanze portate avanti dal “comunismo” per sfruttare a proprio vantaggio il disagio sociale dei popoli in nome del dio padrone.
Conoscendo il “teologo” Ratzinger e la boria da onnipotente con la quale si immedesima nel dio padrone, non avevo dubbi sul prodotto che ne sarebbe risultato.
Per farla accettare ha più volte fatto riscrivere l'enciclica.
Un’enciclica che può essere annoverata fra il materiale di “bassa macelleria” con la quale la chiesa cattolica ha distrutto popoli interi per costringerli in ginocchio davanti al dio padrone.

Ho preso in esame i paragrafi finali: gli intenti dell’enciclica e li ho esaminati alla luce dell’ideologia cattolica. Ho parafrasato nel significato della dottrina cattolica gli ultimi due capitoli e sottolineato gli intenti e i proponi menti di Ratzinger. Penso di aver fatto un buon lavoro anche se le modifiche del testo mantengono qualche discontinuità al suo interno.
I temi etici, trattati da Ratzinger sono assolutamente strumentali e funzionali a sottomettere l'uomo al suo dio padrone. Come per l'embrione: una volta non riconosceva nemmeno l'anima ai neonati, oggi pretende che le persone si mettano in ginocchio davanti ai feti!
08 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica 5 luglio 2009

Il colpo di stato in Honduras organizzato da Oscar Rodriguez Maradiaga per conto di Ratzinger.


Intanto cominciano gli scontri di piazza in Honduras e una donna sembra sia stata uccisa.
Sono iniziate le solite cariche di polizia contro alcune migliaia di persone che all’aeroporto di Tegucigalpa attendevano il rientro del Presidente Zelaya.
Le informazioni sono state diffuse dalle reti delle TV locali.
E’ la politica di Ratzinger o, se preferite, il suo facente funzioni in Honduras, il criminale Oscar Rodriguez Maradiaga.
In Honduras come in Iran. Tegucigalpa come Teheran. Ratzinger come gli Iman.

Se c’erano dei dubbi ad attribuire il colpo di stato in Honduras ai vescovi cattolici e a Ratzinger, dopo queste dichiarazioni di Radio vaticana, tali dubbi scompaiono.

Già, per quel che mi riguarda, i dubbi erano spariti quando la giunta militare ha tentato di attribuire a Zelaya coinvolgimento col narcotraffico: lo sputtanamento della persona, dopo averla violentata, è proprio delle pratiche cattoliche.
Come Ratzinger manipola, con i suoi complici, le Istituzioni della Repubblica Italiana affinché non rispettino le leggi e le norme della Costituzione, così in Honduras ha messo a punto il colpo di Stato che la comunità internazionale ha condannato.
Il terrorismo della chiesa cattolica, la cui attività è tanto frenetica in Spagna e nell’America Latina, ha deciso di intervenire in prima persona contro tutti i popoli per impedire ai popoli dell’America latina l'autodeterminazione.
Il terrorismo cattolico capitanato dal terrorista internazionale Ratzinger, continua ad aggredire le Democrazie.
A chi toccherà dopo?
Alla Spagna?
Al Venezuela? Alla Bolivia?
I vescovi dell’Honduras si sono resi responsabili di colpo di stato portando il piccolo paese centroamericano fuori dalla democrazia.


“Con lo scopo di arrivare a soluzioni costruttive è fondamentale rispettare il calendario del Tribunale supremo elettorale, che deve garantire la realizzazione delle elezioni nel prossimo mese di novembre, è necessario globalizzare la solidarietà come un sentiero che può aiutarci a superare le ingiustizie e l’iniquità”. E’ quanto affermano in un documento reso noto poche ore fa gli 11 vescovi dell’Honduras al termine di una plenaria straordinaria dopo la destituzione e l’espulsione dal Paese dell’ex presidente Manuel Zelaya. Il servizio di Luis Badilla: Il documento, breve ma molto articolato ed intitolato “Costruire dalla crisi”, è stato letto dall’arcivescovo di Tegucigalpa, cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga. “Non più di tre settimane fa nell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale – ricordano i presuli - abbiamo detto chiaramente che la giustizia sociale, il dialogo e le consultazioni nella cornice della legge sono priorità del nostro popolo che vanno riconosciute e rispettate”. I vescovi aggiungono anche di aver raccolto informazioni e documenti ufficiali da tutti i poteri e le istituzioni dello Stato per pervenire alle loro conclusioni. “Tutti ed ognuno dei documenti – spiegano i presuli dell’Honduras - dimostrano che le istituzioni dello Stato democratico honduregno sono vigenti e che il loro operato in materia giuridico-legale si svolge in modo conforme al diritto”. “I tre poteri dello Stato, Esecutivo, Legislativo e Giudiziale – si legge nel documento - agiscono in forma legale e democratica, in accordo con la Costituzione della Repubblica dell’Honduras. La Costituzione e gli organi che amministrano le giustizia del Paese ci fanno dunque stabilire che, nel rispetto dell’articolo 239 della Costituzione stessa, chi proponga la riforma di quest’articolo cessa immediatamente nelle funzioni della carica e resta inabilitato per 10 anni nell’esercizio di ogni funzione pubblica”. “Quindi la persona in questione (il presidente deposto) quando è stata arrestata già non era il presidente della Repubblica”. D’altra parte, in applicazione dei diritti che la medesima Costituzione garantisce a tutti, i vescovi chiedono anche spiegazioni sulle ragioni in virtù delle quali Manuel Zelaya è stato espulso del Paese, misura che ritengono inappropriata. Guardando al futuro, e in particolare alla soluzione della crisi senza fare ricorso alla violenza, i vescovi honduregni ribadiscono: “Continuiamo a credere che il nostro Paese è stato e desidera continuare ad essere un popolo di fratelli per vivere unito nella giustizia e nella pace; perciò è necessario optare decisamente per l’ascolto delle opinioni degli altri per poter stabilire un dialogo fra tutti i settori della società. La comunità internazionale, in possesso dell’informazione adeguata sulla situazione del nostro Paese, può dare un contributo a realizzare questi propositi”. “Rivolgiamo un appello speciale a coloro che hanno avuto o hanno nelle loro mani il destino del Paese invitandoli a non lasciarsi trascinare dall’egoismo, dalla vendetta, dalla persecuzione, dalla violenza e dalla corruzione”. Con riferimento alle posizioni dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) l’Episcopato poi osserva: “Se il sistema interamericano si limita a proteggere la democrazia nelle urne ma non segue l’esercizio del buon governo né la prevenzione della crisi politiche, economiche e sociali, non serve a nulla reagire fuori tempo dopo. Alla comunità internazionale ricordiamo il diritto che abbiamo di essere noi a definire il nostro destino senza pressioni unilaterali, di qualsiasi tipo, cercando le soluzioni che promuovano il bene di tutti. Rifiutiamo le minacce di fare uso della forza o dei blocchi che avrebbero come conseguenza quella di far soffrire i più poveri”. I presuli ringraziano infine le molte espressioni di solidarietà ricevute e concludono: “Lo scontro che si vive non deve portare all’acuirsi della violenza; anzi, deve essere un punto di partenza per il dialogo, il consenso e la riconciliazione che ci possono rinforzare come famiglia honduregna e, dunque, per intraprendere anche un cammino verso lo sviluppo integrale di tutti. Esortiamo il popolo di fedeli ad intensificare la preghiera e il digiuno solidale chiedendo che tra noi regni la giustizia e la pace”.

Fonte:
http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=300088


Già in Italia l’azione di Ratzinger ha privato gli italiani dei diritti Costituzionali. La stessa scuola pubblica viene privata dei fondi necessari, dirottati in funzione della scuola privata cattolica. Le coppie di fatto non vengono legalizzate; lo stesso aborto e lo stesso diritto a disporre del proprio corpo è sospeso.
Berlusconi stesso, in accordo con Ratzinger sta agendo contro la Costituzione della Repubblica aggravando, di fatto, le condizioni di vita delle persone.

Dicono i terroristi criminali vescovi cattolici: “Se il sistema interamericano si limita a proteggere la democrazia nelle urne ma non segue l’esercizio del buon governo né la prevenzione della crisi politiche, economiche e sociali, non serve a nulla reagire fuori tempo dopo. Alla comunità internazionale ricordiamo il diritto che abbiamo di essere noi a definire il nostro destino senza pressioni unilaterali, di qualsiasi tipo, cercando le soluzioni che promuovano il bene di tutti. Rifiutiamo le minacce di fare uso della forza o dei blocchi che avrebbero come conseguenza quella di far soffrire i più poveri”

E’ terrorismo che priva i cittadini dei diritti Costituzionali: un altro Berlusconi, per conto di Ratzinger, sta dunque violentando l’Honduras.
Oscar Rodriguez Maradiaga ha fatto in modo di trasformare l’Honduras in uno stato in cui vige una guerra civile. Non basta la condanna delle Istituzioni Internazionali, ma è necessario che la condanna delle Istituzioni internazionali coinvolga il Vaticano e la sua politica di morte e distruzione nel mondo.


“Esortiamo il popolo di fedeli ad intensificare la preghiera e il digiuno solidale chiedendo che tra noi regni la giustizia e la pace” Così possiamo, secondo i vescovi cattolici dell’Honduras, macellare tutti gli altri che non sono con noi!
Vergogna!

06 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì 2 luglio 2009

Abrogata a Delhi la legge imposta dal colonialismo cristiano che perseguitava gli omosessuali


Nonostante le feroci pressioni esercitate da Ratzinger, i cristiani fondamentalisti e i musulmani, oggi, 02 luglio 2009 l’Alta Corte di New Delhi ha dichiarato la depenalizzazione dell’omosessualità. La norma, imposta dal cristianesimo colonialista (in base alla bibbia che ordina di ammazzare chi non fa sesso come ordina il dio padrone; cosa rinnovata anche da Paolo di Tarso con intimidazioni di tipo terrorista) nel 1861 in epoca colonialista, inizia, solo ora, ad essere abrogata.
La decisione della Corte di Delhi non estende la depenalizzazione all’intera India, ma solo nello stato di cui Delhi è capitale. Negli altri stati indiani si dovrà attendere. Ma il fatto stesso che la norma sia stata abrogata a Delhi apre le porte a quel processo giuridico che porta l’India ad allinearsi alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che la legge sulla discriminazione dell’omosessualità negava.
Contro la depenalizzazione si era pronunciato anche Maulana abdul Khalik Madrasi che al pari di Ratzinger aveva ricordato che l’omosessualità è vietata dalla sharia (e dal dio dei cristiani che macella chi non fa sesso come vuole lui! Per questo motivo va processato per delitto contro l’umanità) che ha cercato di fermare la decisione della depenalizzazione dell’omosessualità.
Mentre l’India procede a riaffermare la priorità della legge civile su quelle religiose, in Italia il governo Berlusconi è in ginocchio davantia Ratzinger e ricattabile da questi in ogni momento per la storia di Noemi e delle altre donne che si portava a letto!

02 giugno 2009
Claudio Simeoni
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Apprendista Stregone
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