LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

domenica 5 luglio 2009

Il colpo di stato in Honduras organizzato da Oscar Rodriguez Maradiaga per conto di Ratzinger.


Intanto cominciano gli scontri di piazza in Honduras e una donna sembra sia stata uccisa.
Sono iniziate le solite cariche di polizia contro alcune migliaia di persone che all’aeroporto di Tegucigalpa attendevano il rientro del Presidente Zelaya.
Le informazioni sono state diffuse dalle reti delle TV locali.
E’ la politica di Ratzinger o, se preferite, il suo facente funzioni in Honduras, il criminale Oscar Rodriguez Maradiaga.
In Honduras come in Iran. Tegucigalpa come Teheran. Ratzinger come gli Iman.

Se c’erano dei dubbi ad attribuire il colpo di stato in Honduras ai vescovi cattolici e a Ratzinger, dopo queste dichiarazioni di Radio vaticana, tali dubbi scompaiono.

Già, per quel che mi riguarda, i dubbi erano spariti quando la giunta militare ha tentato di attribuire a Zelaya coinvolgimento col narcotraffico: lo sputtanamento della persona, dopo averla violentata, è proprio delle pratiche cattoliche.
Come Ratzinger manipola, con i suoi complici, le Istituzioni della Repubblica Italiana affinché non rispettino le leggi e le norme della Costituzione, così in Honduras ha messo a punto il colpo di Stato che la comunità internazionale ha condannato.
Il terrorismo della chiesa cattolica, la cui attività è tanto frenetica in Spagna e nell’America Latina, ha deciso di intervenire in prima persona contro tutti i popoli per impedire ai popoli dell’America latina l'autodeterminazione.
Il terrorismo cattolico capitanato dal terrorista internazionale Ratzinger, continua ad aggredire le Democrazie.
A chi toccherà dopo?
Alla Spagna?
Al Venezuela? Alla Bolivia?
I vescovi dell’Honduras si sono resi responsabili di colpo di stato portando il piccolo paese centroamericano fuori dalla democrazia.


“Con lo scopo di arrivare a soluzioni costruttive è fondamentale rispettare il calendario del Tribunale supremo elettorale, che deve garantire la realizzazione delle elezioni nel prossimo mese di novembre, è necessario globalizzare la solidarietà come un sentiero che può aiutarci a superare le ingiustizie e l’iniquità”. E’ quanto affermano in un documento reso noto poche ore fa gli 11 vescovi dell’Honduras al termine di una plenaria straordinaria dopo la destituzione e l’espulsione dal Paese dell’ex presidente Manuel Zelaya. Il servizio di Luis Badilla: Il documento, breve ma molto articolato ed intitolato “Costruire dalla crisi”, è stato letto dall’arcivescovo di Tegucigalpa, cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga. “Non più di tre settimane fa nell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale – ricordano i presuli - abbiamo detto chiaramente che la giustizia sociale, il dialogo e le consultazioni nella cornice della legge sono priorità del nostro popolo che vanno riconosciute e rispettate”. I vescovi aggiungono anche di aver raccolto informazioni e documenti ufficiali da tutti i poteri e le istituzioni dello Stato per pervenire alle loro conclusioni. “Tutti ed ognuno dei documenti – spiegano i presuli dell’Honduras - dimostrano che le istituzioni dello Stato democratico honduregno sono vigenti e che il loro operato in materia giuridico-legale si svolge in modo conforme al diritto”. “I tre poteri dello Stato, Esecutivo, Legislativo e Giudiziale – si legge nel documento - agiscono in forma legale e democratica, in accordo con la Costituzione della Repubblica dell’Honduras. La Costituzione e gli organi che amministrano le giustizia del Paese ci fanno dunque stabilire che, nel rispetto dell’articolo 239 della Costituzione stessa, chi proponga la riforma di quest’articolo cessa immediatamente nelle funzioni della carica e resta inabilitato per 10 anni nell’esercizio di ogni funzione pubblica”. “Quindi la persona in questione (il presidente deposto) quando è stata arrestata già non era il presidente della Repubblica”. D’altra parte, in applicazione dei diritti che la medesima Costituzione garantisce a tutti, i vescovi chiedono anche spiegazioni sulle ragioni in virtù delle quali Manuel Zelaya è stato espulso del Paese, misura che ritengono inappropriata. Guardando al futuro, e in particolare alla soluzione della crisi senza fare ricorso alla violenza, i vescovi honduregni ribadiscono: “Continuiamo a credere che il nostro Paese è stato e desidera continuare ad essere un popolo di fratelli per vivere unito nella giustizia e nella pace; perciò è necessario optare decisamente per l’ascolto delle opinioni degli altri per poter stabilire un dialogo fra tutti i settori della società. La comunità internazionale, in possesso dell’informazione adeguata sulla situazione del nostro Paese, può dare un contributo a realizzare questi propositi”. “Rivolgiamo un appello speciale a coloro che hanno avuto o hanno nelle loro mani il destino del Paese invitandoli a non lasciarsi trascinare dall’egoismo, dalla vendetta, dalla persecuzione, dalla violenza e dalla corruzione”. Con riferimento alle posizioni dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) l’Episcopato poi osserva: “Se il sistema interamericano si limita a proteggere la democrazia nelle urne ma non segue l’esercizio del buon governo né la prevenzione della crisi politiche, economiche e sociali, non serve a nulla reagire fuori tempo dopo. Alla comunità internazionale ricordiamo il diritto che abbiamo di essere noi a definire il nostro destino senza pressioni unilaterali, di qualsiasi tipo, cercando le soluzioni che promuovano il bene di tutti. Rifiutiamo le minacce di fare uso della forza o dei blocchi che avrebbero come conseguenza quella di far soffrire i più poveri”. I presuli ringraziano infine le molte espressioni di solidarietà ricevute e concludono: “Lo scontro che si vive non deve portare all’acuirsi della violenza; anzi, deve essere un punto di partenza per il dialogo, il consenso e la riconciliazione che ci possono rinforzare come famiglia honduregna e, dunque, per intraprendere anche un cammino verso lo sviluppo integrale di tutti. Esortiamo il popolo di fedeli ad intensificare la preghiera e il digiuno solidale chiedendo che tra noi regni la giustizia e la pace”.

Fonte:
http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=300088


Già in Italia l’azione di Ratzinger ha privato gli italiani dei diritti Costituzionali. La stessa scuola pubblica viene privata dei fondi necessari, dirottati in funzione della scuola privata cattolica. Le coppie di fatto non vengono legalizzate; lo stesso aborto e lo stesso diritto a disporre del proprio corpo è sospeso.
Berlusconi stesso, in accordo con Ratzinger sta agendo contro la Costituzione della Repubblica aggravando, di fatto, le condizioni di vita delle persone.

Dicono i terroristi criminali vescovi cattolici: “Se il sistema interamericano si limita a proteggere la democrazia nelle urne ma non segue l’esercizio del buon governo né la prevenzione della crisi politiche, economiche e sociali, non serve a nulla reagire fuori tempo dopo. Alla comunità internazionale ricordiamo il diritto che abbiamo di essere noi a definire il nostro destino senza pressioni unilaterali, di qualsiasi tipo, cercando le soluzioni che promuovano il bene di tutti. Rifiutiamo le minacce di fare uso della forza o dei blocchi che avrebbero come conseguenza quella di far soffrire i più poveri”

E’ terrorismo che priva i cittadini dei diritti Costituzionali: un altro Berlusconi, per conto di Ratzinger, sta dunque violentando l’Honduras.
Oscar Rodriguez Maradiaga ha fatto in modo di trasformare l’Honduras in uno stato in cui vige una guerra civile. Non basta la condanna delle Istituzioni Internazionali, ma è necessario che la condanna delle Istituzioni internazionali coinvolga il Vaticano e la sua politica di morte e distruzione nel mondo.


“Esortiamo il popolo di fedeli ad intensificare la preghiera e il digiuno solidale chiedendo che tra noi regni la giustizia e la pace” Così possiamo, secondo i vescovi cattolici dell’Honduras, macellare tutti gli altri che non sono con noi!
Vergogna!

06 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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