LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 25 settembre 2009

Il concetto di creazione dall'Artefice di Platone nel Timeo alle conseguenze per la vita degli umini.


Il Paganesimo Politeista ha lasciato in sospeso il concetto di creazione.
Il concetto di creazione o ordinamento del mondo ad opera di una volontà esterna, ha provocato grandi sconti e grandi dibattiti fino all’epoca moderna.
Vale per tutti un estratto da un dizionario di filosofia attorno al dibattito sulla creazione:


“Nei primi secoli del cristianesimo, dovendo i cristiani affrontare teorie cosmologiche contrastanti con il monoteismo, venne elaborato un concetto di creazione rivestito di categorie filosofiche. Il fondamentale panteismo degli epicurei, degli stoici e dei neoplatonici da una parte e il dualismo manicheo dall’altra, sollecitarono i padri della chiesa a rendere più precisa ed esplicita la loro convinzione che dio ha creato il mondo dal nulla e che tutto dipende esclusivamente da lui.
I pensatori medioevali si mantennero su queste posizioni, sforzandosi di conciliarle con le teorie degli antichi filosofi, in particolare con quelle del demiurgo platonico (i maestri della scuola di Chartres) e con il motore immobile aristotelico (Alberto magno, Tommaso d’Aquino). Nella tradizione scolastica si riscontrano anche molte discussioni circa l’eternità o la temporalità della creazione: mentre per i maestri della scuola francescana (Alessandro di Hales, Bonaventura, Pietro di Giovanni Olivi) il mondo è stato creato nel tempo, i seguaci dell’averroismo latino ( Sigeri di Brabante, Giovanni di Jandun) ritengono filosoficamente inconfutabile la creazione ab aeterno. Una via intermedia è quella di Tommaso d’Aquino, Duns Scoto e Occam, i quali sono convinti che la questione non possa essere definita sul piano filosofico, mentre per fede è noto che il mondo non è eterno.
All’idea di una creazione dal nulla si è sempre contrapposta quella di una derivazione del cormo da dio per emanazione. Tale concezione, presente in modo esemplare in Plotino, è stata ripresa dall’idealismo romantico e precisamente dalla filosofia positivista di Schelling, secondo il quale la potenza originaria dell’essere non può non uscire fuori di sé, dando luogo al mondo oggettuale; per l’ultimo Schelling, il mondo creato è un’estrinsecazione di dio, necessaria, ma divina nella sua natura.
La discussione sulla creazione è stata abbandonata dai moderni che hanno posto una chiara distinzione fra l’aspetto cosmologico del problema, di competenza della scienza che indaga sulla durata temporale della materia e della vita, e l’aspetto di fede, incentrato piuttosto sul complessivo disegno salvifico di dio nei riguardi dell’uomo e del mondo.”
Dizionario di filosofia Garzanti; voce creazione.

Appare evidente che la discussione sul concetto di creazione è stato abbandonato quando la scienza dimostrava l’inganno della creazione dei cristiani, degli ebrei.
Ma è bene riprenderlo il discorso e, più precisamente, in riferimento al Timeo di Platone.
L’Artefice, il Demiuro, di Platone è colui che ha retto il gioco al dio dei cristiani e al loro concetto di creazione.
Se vogliamo ricostruire le Religioni Antiche dobbiamo riprendere il discorso sulla creazione da dove Platone lo aveva violentato:

http://www.stregoneriapagana.it/platonetimeo.html


Nella storia, Platone ha finito per reggere il moccolo al terrore del dio dei cristiani. L’Artefice buono di Platone che giustifica il terrore del dio dei cristiani!
Si tratta di comprendere il bisogno patologico, il delirio, che ha portato Platone e i cristiani ad elaborare questo concetto di creazione che ha finito per aggredire la storia. E’ evidente che si tratta di un delirio patologico. Infatti, alla verifica scientifica il delirio si svela come frutto di un bisogno psicologico di identificazione con una forma di onnipotenza: sia in Platone che negli ebrei prima e nei cristiani poi.
Riprendere il discorso sulla creazione permette alle persone di incontrare il divino negli oggetti del mondo in quell’infinito numero di Dèi dai quali la patologia delirante di chi si pensa onnipotente ci separa.

25 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. Non bisogna mai dimenticare che Platone, nello scrivere le sue opere, mirava soprattutto a giustificare il potere dell'aristocrazia sul popolo. Ma era onesto, è sul finire della sua vita, ha ammesso che la democrazia è migliore di qualunque altro sistema politico. Non si può dire altrettanto dei cristiani.

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  2. La rivoluzione di Platone nei confronti del Mito, anche se non imputabile alla sua volontà (ma in filosofia non si fa mai), ha lastricato la storia di centinaia di di milioni di morti fonendo ai cristiani le giustificazioni filosofiche all'orrore del dio della bibbia.
    Quell'orrore è passato attraverso Filone di Alessandria, tuttavia noi paghiamo il prezzo per non aver saputo confutare in maniera adeguata Platone e le sue farneticazioni.
    Claudio Simeoni

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