LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 7 ottobre 2009

L'assolutismo di Ratzinger contro il relativismo della Costituzione della Repubblica.


Perché Ratzinger tuona contro il relativismo?
Perché vuole trafficare in schiavi. Vuole costringere le persone a soggettivare l’assolutismo criminale del suo dio padrone e del suo Gesù. Quel pazzo delirante che andava farneticando che non sarebbe passata quella generazione senza che le stelle sarebbero cadute sulla terra e lo avrebbero visto venire con grande potenza alla destra del dio padrone suo padre!
Stiamo ancora aspettando.
Afferma Ratzinger:


Il papa: ''Contro i mali del relativismo, l'unica medicina è Cristo''
Mercoledì 07 ottobre 2009


Per superare la "crisi del pensiero moderno" occorre rimettere "Cristo al centro di tutto, della storia e del cosmo", perché è lui la "vera medicina" per "tutti i mali": lo ha affermato "con forza" Benedetto XVI durante l'udienza generale svolta questa mattina in piazza San Pietro, davanti a circa 20.000 persone. Il Papa ha dedicato la sua catechesi alla figura di san Giovanni Leonardi, patrono dei farmacisti, a 400 anni dalla morte.
Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/148525

Ma che cos’è il relativismo? A Ratzinger da fastidio quel relativismo che portò alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; il relativismo culturale che vede in Herskovits il suo maggior esponente:

Herskovits, Melville Jean (Bellefontaine, Ohio, 1895 – Evanston, Illinois, 1963) antropologo statunitense. Allievo di F. Boas, fu professore di antropologia alla Howard University e, dal 1935, alla Northwestem University. Ha condotto ricerche sulle culture afro-americane (Guyana Olandese, Haiti, Trinidad, Brasile) e sulle culture originarie dell’Africa occidentale. Il nome di Herskovits è legato soprattutto alla teoria del relativismo culturale, basata sulla duplice premessa del carattere universale della cultura e ella specificità di ogni singola cultura. Secondo Herskovits, i molteplici aspetti della cultura (sistemi di produzione e distribuzione dei beni, forme di organizzazione sociale e politica, valori, religione, tecniche, arti) sono presenti in ogni gruppo umano, ma assumono presso ogni popolo caratteri specifici: ogni società è unica e diversa da tutte le altre e i costumi, che variano da regione a regione, hanno sempre una giustificazione nel loro specifico contesto. Sulla base di queste tesi, Herskovits presentò all’ONU, nel 1947 una “raccomandazione” sul rispetto delle diverse culture dei vari popoli e dei valori professati dai singoli individui, intesi tutti come espressioni culturali da rispettare nelle forme loro proprie. Nella stessa prospettiva, Herskovits si è interessato anche ai problemi dell’antropologia economica, sostenendo la tesi che le istituzioni economiche dei popoli preindustriali devono venir ricondotte al loro particolare contesto socioculturale e che le categorie delle teorie economiche occidentali non sono applicabili a sistemi economici diversi. Scritti principali: L’uomo e le sue opere (1948); Antropologia economica (1952); Antropologia culturale (1955); I fattori umani dell’Africa che cambia (1962). (dizionario di Filosofia Garzanti)

Esiste anche una storia del relativismo in filosofia che ha condotto al relativismo culturale di Herskovits contro l’assolutismo cristiano (fondamento dell’assolutismo fascista e nazista).
Una storia che inizia da Protagora. Protagora, indicando nell’uomo la “misura” di ciò che è e di ciò che non è, intendeva, probabilmente, confutare l’assoluta verità dell’Essere di Parmenide contrapponendovi l’opinione, mutevole e contingente. La soggettività delle valutazioni fu estesa dai Sofisti all’etica. Il relativismo, come giudizio soggettivo davanti all’oggettività fu accolto anche dagli scettici di Pirrone e Carneade. Sono relativisti, in contrapposizione all’assolutismo cattolico, Cusano, Giordano Bruno, Hume e Montaigne fino al positivismo di Hamilton e Mansel fino al principio di indeterminazione di Heisenberg.

Non essere relativisti significa essere assolutisti e dire all’altro, chiunque altro, ciò che dice il dio dei cristiani e Gesù: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”. Da qui la costruzione dei forni crematori propri dell’ideologia assolutista, in contrapposizione al relativismo, tanto desiderata da Ratzinger.
NOTA: Le informazioni sono state tratte dal Dizionario di Filosofia, Garzanti.

07 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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