LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 27 novembre 2009

Missionari cattolici veneti e la guerra contro l'Onu e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo in Africa


Continua ancor oggi l’attività di terrorismo dei missionari cattolici, specie dei Veneti.
Creare sofferenza e proteggere chi crea sofferenza per perpetrare la sofferenza. Questo hanno fatto i preti cattolici del Veneto con i vescovi più tesi a costringere i bambini in ginocchio che non a rispettare le leggi e la Costituzione della Repubblica forti di complicità Istituzionali che lavoravano (e lavorano) per disarticolare la democrazia.
I preti cattolici sottoposti a decine di processi e indicati come coloro che misero in atto il genocidio Ruandese, oggi pretendono di poter continuare a praticare il genocidio.
Sono le pretese ideologiche che si coltivano nei seminari cattolici del Veneto. Pretese ideologiche che indicano le persone come merce di scarso valore; bambini da stuprare; donne da sottomettere; operai da ammazzare sui posti di lavoro ignorando le misure di sicurezza. Così dio può scegliere i suoi!
Questa ideologia, che nel corso dei secoli ha devastato l’Africa, e il Veneto, continua ad essere riprodotta nella feroce guerra che vede opposti l’ONU, con la sua Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la chiesa cattolica col suo delirio di sottomissione e distruzione degli esseri Umani in funzione della gloria del suo dio padrone.
Riporto l’articolo dal Corriere della Sera:




l'inchiesta
Missionari accusati dall’Onu «Stiamo aiutando i più deboli»
Per le Nazioni Unite sono finanziatori dei guerriglieri hutu, in Congo Padre Lanaro: «Sono indegni, questo popolo poverissimo è vittima
»





Finanziatori di guerriglieri, distrattori di fondi, complici di chi ha massacrato. Sembra il profilo di due pericolosi criminali quello tracciato dagli inve­stigatori dell’Onu in un rapporto anticipato dal Corriere della Sera. Si tratta di padre Piergiorgio La­naro e padre Franco Bordignon, missionari saveria­ni partiti anni fa dal Veneto alla volta del Congo per aiutare le popolazioni afflitte dallo storico conflitto fra hutu e tutsi. Secondo gli esperti nominati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, padre La­naro, 75 anni, professore e teologo originario di Santorso (Vicenza), avrebbe invece collaborato con il presidente del Fronte Democratico per la Libera­zione del Ruanda (Fdlr) di etnia hutu, arrestato il 17 novembre e accusato di stupri, crimini di guerra e genocidio. Lo proverebbero alcune mail, dalle quali si evince il dirottamento di fondi raccolti in Europa e finiti all’Fdlr attraverso padre Bordignon di Cittadella, tesoriere in quella regione dei saveria­ni. Così, in sintesi, il rapporto Onu. Domanda: pos­sibile che due missionari possano essere gli amici dei banditi?

Cosa c’è dietro la durissima condanna delle Nazioni Unite? La risposta è in parte in un recente racconto di padre Lanaro che vive da cinque anni nel villaggio più martoriato del Congo e dell’Africa intera, Ka­songo, nella provincia di Kivu in mano ai «ribelli» hutu, dove evangelizza e insegna: «Quando sono ar­rivato in questo villaggio pensavo a loro come ad antichi carnefici che dopo aver insanguinato il loro paese erano fuggiti di fronte alle forze avversarie: crudeli e vigliacchi, divenuti predoni indesiderati in un territorio straniero. Incontrai invece gente normale, che conviveva pacificamente con gli abi­tanti del luogo, frequentava il mercato e partecipa­va alla vita quotidiana. Scopersi cose meravigliose, gente che nella loro vita errabonda aveva custodito e ritrovato la gioia della fede. Alcuni di loro aveva­no conservato l’innocenza battesimale... Approssi­mativamente si tratta di 200 mila persone abbando­nate a se stesse, disperse soprattutto nel Kivu e ignorate dagli organismi assistenziali. In compen­so è gente laboriosa, abituata alla fatica da molte generazioni di agricoltori...». Per il sacerdote, dun­que, non si tratta di un popolo di sanguinari guer­rieri. Tutt’altro. Per lui è in atto da 15 anni un travi­samento della realtà che vuole gli hutu cattivi e i tutzi buoni. «Ma noi non prendiamo parte nel con­flitto, noi aiutiamo solo i più deboli e i più sofferen­ti e loro lo sono», spiega padre Marcello Storgato, direttore del mensile Missionari saveriani.
Il mis­sionario vicentino progettava una via d’uscita al­l’emarginazione: «Penserei alla costituzione di pic­coli gruppi di adulti cui donare animali domestici da allevare e che s’impegnerebbero a provvedere al sostentamento degli scolari. Trecento euro ba­sterebbero per acquistare sei maiali. Una delle due filiate annuali potrebbe fornire i trecento dolla­ri con cui pagare le tasse di 15 bambini...». Storgato non ha dubbi: «Capisci? Questi sarebbero i fondi distratti... Non abbiamo soldi, abbiamo briciole. Siamo lì per aiutare, non per combattere». In una mail successiva padre Lanaro si dice pre­occupatissimo: «La grande tribolazione è giunta; sono tornati i giorni dell’incubo, della fuga, della morte incombente. Si è scatenata la violenza con­tro i deboli, i vinti. Mentre vi scrivo migliaia di mili­tari ruandesi stanno dispiegandosi nel Nord Kivu, alla caccia dei 'ribelli hutu', i vinti del 94, i supersti­ti del 96, gli irriducibili che rifiutano di tornare in un paese dove i loro diritti sono calpesta­ti, dove li attendono tribunali che han­no già pronunciato le condanne. Mercoledì ho avuto la notizia che 1500 soldati ruandesi (tutsi evi­dentemente) erano entrati in RDCongo. Sono venuti per cacciare i rifugiati, per di­sarmarli e rimpatriarli a forza; diciamo pure per eliminarli, fisicamente o moralmente. E sto pen­sando ai miei amici di ie­ri e di sempre, a Cirillo, Agostino, quel Giovanni 'd'amour' battezzato nel dicembre 2006...». E in una mail del 28 ottobre scorso bacchetta duramen­te l’organizzazione di New York: «Certo, la diplomazia uffi­ciale contempla con soddisfazio­ne questi avvenimenti, come lo fan­no i funzionari dell'Onu... Come tacere il comportamento indegno dell’Onu che, con spese enormi, assicura il rifornimento logisti­co delle truppe?...Non sono rare le denunce di vio­lenza sessuale contro agenti dell’Onu. Ovviamente è più facile eliminare il gruppo minoritario piutto­sto che convincere la parte vincente ad accettare un accordo. Del resto si tratta di 'genocidari', co­me recita lo stereotipo massmediatico da 15 anni a questa parte».
Padre Lanaro si era schierato apertamente con­tro l’Onu. Con lui padre Bordignon, 68 anni, in Con­go dal ’72, accusato di complicità nella distrazione degli stessi fondi, avendone lui la responsabilità. «Vi racconto mio zio - sorride Erika, la nipote che per questo parente missionario ha una venerazione -. Nella sua vita ha solo cercato di assistere chi non ha niente e subisce i soprusi della guerra. Mio zio è magrolino, è barbuto, è un uomo molto semplice e molto forte. Mi ha chiamato la scorsa settimana ed era preoccupatissimo. Sono stati invasi dai ruande­si e sono nel caos più totale: stupri, violenze, rapi­menti, assassini. Lui sta sicuramente con le stuprate, con i violentati, con i rapiti, con chi soffre».
Andrea Pasqualetto




27 novembre 2009
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2009/27-novembre-2009/missionari-accusati-dall-onu-stiamo-aiutando-piu-deboli--1602070890907.shtml

Ricordo come il massacro del Ruanda ha visto la Caritas responsabile di genocidio. Fu la Caritas a fornire gli 8.000 macete con cui vennero massacrati 800.000 persone. Furono le suore a portare la benzina per bruciare chi si rifugiava in chiesa.
Ridicole sono le affermazioni della nipote di Bordignon, Erika, un insulto alla società civile. I missionari sono in Africa per stuprare bambini, creare miseria e disperazione. Oggi aiutano questi macellai come ieri ne aiutarono altri agendo in prima persona. Distrussero la cultura ed imposero il delirio del dio padrone dei cristiani davanti al quale chiunque doveva sottomettersi.
E’ l’insegnamento del Gesù di Nazareth: il criminale. I missionari lo applicano aiutando ogni criminale che viene perseguito per i suoi crimini. Il criminale che ha ucciso e massacrato, è il peccatore a cui il dio padrone dei missionari “va a fare visita”; mentre l’individuo torturato che chiede giustizia è il “fariseo arrogante” che pretende che il dio padrone paghi il dovuto. E’ l’ideologia di morte del cristianesimo in cui la ragazza violentata dai balordi del paese viene derisa, insultata, emarginata, perché pretende giustizia nei confronti del loro delinquere. E subito il prete si precipita sulla vittima, ne fa violenza, affinché perdoni i criminali e non chieda giustizia. E’ LA VERGOGNA DEL VENETO!

E’ l’ideologia di morte del Veneto. Quella che ha portato il vescovo di Verona Carraro all’impunità nella violenza sui minori e che ha garantito l’impunità delle violenze all’Istituto Provolo di Verona e in centinaia di altri reclusori gestiti dalla gestapo cattolica. Ideologia di morte che fa inveire Scola contro i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite e della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.
I missionari cattolici sono dei terroristi che violentano ed uccidono e contro i quali la società civile, prima o poi, dovrà farne i conti. E dovrà farli, se vuole un futuro. Perché il prossimo continente a giungere sulla scena economica mondiale, sarà l’Africa. Ma non ci giungerà con l’odio sociale dei missionari cristiani. Semmai ci giungerà con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Ci giungerà con i cinesi, non certo con i cristiani d’occidente.

27 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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