LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

martedì 5 gennaio 2010

Il terrorismo dei missionari cristiani. Distruggere, diffamare, aggredire e violentare i popoli e la pretesa di impunità.



In questo modo nel 1600 i missionari cristiani diffamarono e ingiuriano i popoli africani per garantirsi l'impunità e l'immunità nelle stragi di uomini, donne e bambini che facevano.



Le cose possono essere lette da diversi punti di vista.
I cristiani chiamano buono il loro dio padrone perché ordina di macellare l’umanità col diluvio universale.
I cristiani chiamano buono il loro dio padrone che ordina di macellare i popoli che non si mettono in ginocchio davanti a lui (lui si permette di essere “un dio geloso”).
I cristiani chiamano buono il loro dio padrone che spinge al razzismo.
I cristiani chiamano buono il loro dio padrone qualunque porcheria la nostra Costituzione indica come immorale, illegale, criminale.
Assumere il corretto punto di vista ci permette di capire di quanto sangue grondano le mani dei missionari cristiani e cattolici in particolare.
Le mani dei missionari cattolici grondano di odio e di sangue. Non solo hanno distrutto tutti i popoli dell’Africa, dell’America Latina, danneggiato grandemente i popoli dell’Asia e spacciato eroina in Cina, ma continuano ad agire nei confronti delle popolazioni povere affinché continuino ad essere poveri ricattandole col denaro e con la loro perversione in un dio legittimato a distruggerle per il suo piacere.
I missionari cattolici sono dei falliti. Psicologicamente malati e incapaci di vivere nella loro società civile. Hanno soddisfazione solo a far del male alle persone deboli, a violentare i bambini africani (chi mai li denuncia nelle periferie degradate dell’Africa?), a costringere le persone a prendersi l’AIDS in una guerra santa contro il preservativo (guerra santa proclamata anche da Ratzinger di recente e che tanta indignazione ha suscitato in giro per il mondo).
Popoli che prima erano ricchi, sono stati ridotti in miseria dai missionari cattolici per poter imporre il loro dio. Duecento milioni di africani sono stati strappati dalla loro terra e commerciati come schiavi dai cristiani e dai cattolici in particolare (I gesuiti avevano una loro flotta di navi per il traffico degli schiavi).
L’odio feroce li spinge, là dove le leggi vietano la violenza sulle persone povere, come in India, a ricattare i genitori dei bambini malati minacciando di non dare le medicine al loro figlio se non lo fanno battezzare (pratica della criminale Madre Teresa di Calcutta).
I missionari sono un’organizzazione militare che porta odio e miseria e che istiga i popoli alla distruzione della loro cultura.
Per questo motivo l’uccisione dei missionari cristiani e cattolici in particolare deve essere letta come l’uccisione di terroristi internazionali.
Per dare l’idea del concetto, riprendo l’esempio dei terroristi sudcoreani che hanno affiancato i militari occidentali nel macellare il popolo Afgano. Lo so che viene chiamata “missione di pace”, ma io ho delle difficoltà a pensare che bombardare e macellare la popolazione afgana, motivando i massacri con la necessità della lotta ai “talebani”, sia una “missione di pace”. Può essere una guerra contro i “talebani”, oppure una guerra contro “organizzazioni terroristiche” che implica il massacro del popolo afgano, ma non una “missione di pace”. In questa operazione di guerra un ruolo rilevante nella distruzione della cultura afgana (pertanto responsabili del massacro del popolo Afgano) l’hanno i missionari cristiani. Riporto parte della notizia che chiunque si può cercare da un sito cattolico:

29/08/2007
Seoul (AsiaNews) – Il patto siglato dal governo coreano con i talebani per la liberazione degli ostaggi cristiani “dà gioia, perché al primo posto va sempre messa la vita umana”, ma allo stesso tempo “preoccupa e non deve divenire un esempio per il resto del mondo”. E’ questo il commento del vescovo di Daejon e presidente della Caritas, mons. Lazzaro You Heung-sik, alla liberazione avvenuta oggi dei primi ostaggi sudcoreani cristiani rapiti in Afghanistan lo scorso 19 luglio.
Ad AsiaNews, il presule spiega che “la liberazione dei missionari protestanti ha creato un pericoloso precedente: il nostro governo si è umiliato a trattare con dei fondamentalisti, ed ora questi penseranno di poter fare lo stesso con molti altri ostaggi. Allo stesso tempo, questo accordo umilia anche le chiese protestanti, che hanno ricevuto molte critiche dai sudcoreani per il loro operato all’estero e per il riscatto, che molti pensano sia stato pagato”.
Questo perché “i protestanti coreani sono a volte fondamentalisti, aggressivi nella fede. Parlano di servizio sociale, ma cercano in realtà le conversioni, spesso in maniera aggressiva. Questo non è vero spirito evangelico, non è vera missione: ora se ne sono accorti molti anche qui”.
In ogni caso, le organizzazioni protestanti del Paese hanno accolto la notizia dell’accordo fra Seoul ed i talebani con gioia, ed hanno promesso che il bando di ogni attività missionaria in Afghanistan, previsto nel trattato di liberazione, sarà rispettato. Lee Yong-kyu, presidente del Consiglio cristiano di Corea, ha ringraziato il governo per i suoi sforzi a favore del rilascio degli ostaggi, ed ha espresso “simpatia” per le famiglie dei missionari protestanti.
Tratto da:
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10166


E’ il terrorismo fondamentalista cristiano. Protestante, in questo caso, ma nulla cambia visto che le dichiarazioni sono quelle del terrorista cattolico You Heung-sik. Questi missionari erano là per coadiuvare le bombe dell’esercito contro i civili. Questi missionari erano là per vendere il loro Gesù ad una cultura diversa. Erano là per sradicare la popolazione dalla loro tradizione: erano un’organizzazione finalizzata a diffondere il terrorismo internazionale! Non c’è nessuna differenza con i Talebani: entrambi vogliono imporre la loro religione ad altri pretendendo che altri si mettano in ginocchio. L’unica differenza, sta nel nemico da combattere. Mentre i Talebani e Bin Laden combatte i ricchi e i potenti abbattendo le torri gemelle, i missionari cristiani attaccano i poveri, i miserabili. Mentre il nemico dei Talebani dispone di mezzi per contrattaccarli, i poveri aggrediti dai missionari cristiani, possono solo soccombere a quella violenza.
Se nel caso che riporto il ruolo nella violenza dei cristiani è evidente, spesso i bambini che vengono violentati nelle missioni sono costretti al silenzio sotto ricatto. Spesso le popolazioni delle bidonville sono ricattate per i loro bisogni dal missionario cattolico che in Italia, molti sono veneti, sarebbe un nulla, ma là, con 10 euro, è un padrone.
Per questo motivo i missionari cristiani vanno considerati alla stregua del terrorismo internazionale, perché è in quella veste che vengono percepiti dalle popolazioni. Quando qualcuno è costretto dai missionari cattolici a tendere la mano per chiedere la carità, ha il diritto di difendersi “dall’extracomuinitario missionario” che deride e sfrutta la sua miseria. E’ un diritto, un diritto morale che le stesse Nazioni Unite, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, indicano come scelta inevitabile quando i diritti dell’uomo sono violati dalle organizzazioni criminali cristiane nel delirio di imporre il loro dio.
Nell'immagine il concetto di "buon selvaggio" dei missionari cristiani: trasformare i popoli in schiavi attraverso la gestione della miseria e poi usare gli schiavi per distruggere le società civili e la loro ricchezza. Lo schiavo Venerdi di Robinson Crusoe è il modello che i missionari cristiani impongono ai poveri; affinché continuino ad essere poveri, bisognosi e miserabili.
Riporto:

POL - Chiesa, Oss. Romano: 37 missionari uccisi, silenzio dai media
4 gen 2010




Roma, 4 gen (Velino) - I mass media non hanno dato rilievo alla notizia del dossier Fides, secondo cui 37 missionari cattolici sono stati uccisi nel 2009. Un numero doppio rispetto all’anno precedente, e che comunque non ha trovato posto sulla grande stampa e nei telegiornali, più interessati a rappresentare la Chiesa cattolica come “una struttura ricca e potente”, che è “dominante sui media”. È la denuncia di un editoriale dell’Osservatore Romano, dal titolo emblematico “La Chiesa vera di cui non parlano i giornali”. La notizia dei 37 missionari (tra sacerdoti, diaconi e catechisti) uccisi durante il loro apostolato, scrive l’editorialista Lucetta Scaraffia, “non è stata data con rilievo perché contraddice l'immagine della Chiesa dominante sui media: una struttura ricca e potente, che vuole imporre le sue leggi anche a chi non si sente parte del mondo cattolico, una oligarchia anziana e rigida che sarebbe incapace di capire come è cambiato il mondo, in sostanza, un anticume da liquidare per la libertà dell'umanità”. Invece “un numero così alto” di missionari assassinati “non era mai stato raggiunto negli ultimi dieci anni, e la cifra non è definitiva perché probabilmente altre uccisioni non hanno avuto eco”.
Ma nonostante questi elementi, i mass media, quando si parla della Chiesa, vanno in un’unica direzione: “Rilevano con molto risalto – sottolinea Scaraffia - i difetti e i crimini di alcuni suoi rappresentanti infedeli, come quelli dei preti pedofili in Irlanda”. Insomma, la Chiesa diventa sui media “una istituzione che si preferisce fare rappresentare soltanto dai cardinali, dipinti come stereotipo di uomini di potere, oppure da sacerdoti che danno scandalo per il loro comportamento o per critiche alla Chiesa, piuttosto che da donne e uomini seriamente impegnati in una missione difficile e spesso pericolosa, tanto è vero che perdono la vita a causa di questa scelta di carità coraggiosa”. L’Osservatore Romano ricorda che i missionari “senza armi, e spesso con pochissimi mezzi, certo molti di meno di quelli dei poteri violenti che essi combattono”, dimostrano che “un altro mondo è possibile, un mondo di solidarietà e verità, di amore gratuito. E già questo basta a renderli un bersaglio mortale”.
A questi casi, vanno poi aggiunti gli omicidi per rapina, dato che i missionari spesso si trovano a operare senza protezione alcuna in luoghi pericolosi. “Luoghi - osserva il quotidiano - dove quasi mai nessun altro va e che si potrebbero definire abbandonati da Dio, ma che i missionari raggiungono per dare una prova che Dio non abbandona nessuno. Questa – conclude l’editorialista - è la Chiesa vera, quella di cui non parlano i giornali, neppure quando diventa notizia di cronaca nera”.

Tratto da:
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1032581


Il dio dei cristiani è un criminale, ma non perché lo dicono i musulmani (che oltre tutto hanno lo stesso dio), ma perché lo dice la bibbia stessa dei cristiani.
Lo dice la violenza dei missionari, facendosi forti dei sensi di colpa di un occidente che nel nome del cristianesimo ha rapinato i popoli del terzo mondo, che continuano ad aggredire i popoli poveri al fine di impedire loro di accedere alla ricchezza e al benessere.
Quando i Portoghesi (e non sono passati molti decenni) abbandonarono l’Angola, in Angola non c’era un solo diplomato, un solo tecnico capace di far funzionare lo stato o un minimo i organizzazione economica: i massacri dei missionari cristiani furono di una tale ferocia nel distruggere la cultura di quei popoli e nell’impedire l’accesso alla cultura occidentale che la miseria fu la regola generale della nazione.
Se da un lato la propaganda cattolica spaccia l’attività di missione come “meritoria”, dall’altro lato, la società civile, sia italiana, europea e mondiale (ONU), la percepisce come attività di terrorismo nei confronti dei popoli.
Per questo motivo, quando il Vaticano impone ai media di esaltare i propri missionari, i media si adeguano, obbediscono, si mettono in ginocchio, ma non appena la pressione si allenta e i ricatti del Vaticano si attenuano, i missionari tornano ad essere quell’accozzaglia di banditi che sta infestando la terra. E’ come per i popoli. Finché la violenza dei missionari li costringe a prostrarsi e a tendere la mano supplicando la carità, i missionari si sentono il dio onnipotente che seminano la loro benevolenza. Non appena girano la schiena e allentano la violenza, quella stessa mano umiliata, impugna un coltello e glielo pianta nella schiena!
Se non si è in grado di censurare il terrorismo dei missionari, non si ha il diritto di censurare la richiesta di libertà violenta che giunge dalla mano degli oppressi: l’ONU lo ha messo nelle considerazioni a fondamento della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in cui non esiste nessun diritto dei missionari cristiani di trasformare le persone in schiavi da poter disporne a piacimento.
Dopo di che la legge non punisce chi fa il tifo per il dio dei cristiani. Nemmeno quando lo chiama “buono” mentre fa il genocidio dei popoli col diluvio universale! Allo stesso modo i cattolici chiamano buoni (e gli hanno aiutati a scapare) sia i nazisti (operazione Odessa) che i preti e le suore che hanno messo in atto il genocidio in Ruanda. Sul modello del loro dio sono "buoni".

05 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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