LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

martedì 12 gennaio 2010

La guerra dei cattolici contro i bambini vittime di violenza sessuale ad opera dei preti cattolici: le complicità politiche.


E' il terrore della chiesa cattolica contro i cittadini affinché rinuncino ai loro diritti di soggetti Costituzionali e si sottomettano ai principi della monarchia assoluta manifestata dal loro Gesù, dal loro dio padrone e dai preti che lo rappresentano.
Duro è il lavoro di quei magistrati che sono illuminati dalla Costituzione e che tentano di applicare la legge nonostante il terrore minaccioso della chiesa cattolica.
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E’ iniziata la “guerra santa”, la “crociata”, il linciaggio della bambina, che viene messo in atto dai cattolici con tutta la loro ferocia criminale.
La bambina ha subito violenza?
Non gli frega nulla a nessuno. Per i cattolici lei è la bestia, quella che non si è sottomessa alla violenza subita. Quella che doveva subire in silenzio, onorando la violenza che Gesù gli aveva fatto: come la madonna cristiana!
Gli inquirenti hanno rilevato una serie di bugie ad opera del prete cattolico: è un dato di fatto. L’Azione Cattolica si è attivata come complice per garantire l’impunità al presunto violentatore. La famiglia della ragazza ha subito intimidazioni per dissuaderla a sporgere denuncia. Decine di persone hanno affiancato il prete cattolico sollecitando gli inquirenti ad ascoltarli su “quanto fosse buono il sacerdote Luciano e quanto quella bambina fosse povera, brutta, sporca e, pertanto, un oggetto da usare perché priva di diritti sociali.”. Questa è la logica dei cattolici che violentano i bambini, vogliono l’impunità per la violenza, salvo accusare le loro vittime di abusi quando non si mettono in ginocchio davanti a loro.
A me non interessa come andrà a finire questo processo. Se il prete Luciano Massaferro se la caverà. Non ho dubbi che la posizione del sindaco Marco Melgrati sia di fatto una posizione di fiancheggiamento alla pedofilia dei preti cattolici al fine di assicurarsi i voti cattolici. Io non distinguo fra i voti mafiosi dati al politico compiacente in Sicilia e i voti mafiosi dati dalla chiesa cattolica a politici compiacenti per assicurarsi vantaggi, soldi, impunità, in azioni socialmente devastanti. Io la considero sempre MAFIA!
E anche se il prete Luciano Massaferro dovesse essere assolto, la mobilitazione che ha messo in atto la chiesa cattolica contro la bambina “...sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia.” È tale da considerare Luciano Massaferro responsabile, comunque, di attività criminale contro i minori assieme al vescovo cattolico Mario Olivari, ai parroci di Loano e Pietra Ligure la cui attività fiancheggiatrice appare più finalizzata a ipotecare una possibile immunità per azioni giudiziarie future che non a posizioni di giustizia. Infatti, i preti cattolici usano violentare bambini di ambienti poveri e degradati al fine di condizionare e ricattare più facilmente le famiglie per impedire loro di denunciare le violenze. I missionari cattolici sono un esempio di queste attività criminali. Ma se risulta difficile denunciare il missionario cattolico che violenta bambini in Africa, è più facile che il medico del pronto soccorso in Italia si renda conto dei problemi del minore e li segnali agli organi di polizia.
Non è la bambina che ha denunciato il prete cattolico, ma le indagini di polizia. E noi stiamo assistendo allo stesso identico copione, vergognoso e squallido, che si presenta ogni volta che viene scoperto un prete cattolico a violentare, abusare, di un qualche minore.
Riporto l’articolo sulle bugie di Luciano Massaferro:



Il don arrestato per pedofilia:

il mistero del Pc “nascosto”
06 gennaio 2010
Giovanni Ciolina



Era stato affidato ad alcuni educatori dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Vincenzo e San Giovanni, il computer di don Luciano Massaferro, il sacerdote di 44 anni arrestato la scorsa settimana con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni. Lo hanno ritrovato l’altro ieri gli uomini della squadra Mobile a conclusione di una serie di perquisizioni disposte dalla Procura ed effettuate ad Alassio in contemporanea all’interrogatorio fiume dell’indagato. E si spiegano, così, anche le lunghe attese del pomeriggio.
Ieri, in questura a Savona sono poi sfilate decine di persone - educatori, parrocchiani, ma anche semplici conoscenti - per essere ascoltati dal sostituto procuratore, Giovanni Battista Ferro. Il ritrovamento del vecchio Pc (ieri è stato affidato l’incarico peritale per un supplemento di indagine) ha rappresentato la prima, clamorosa novità dell’inchiesta dopo l’arresto e soprattutto ha messo fuori gioco il sacerdote, che sinora aveva sempre negato di aver avuto un computer precedentemente a quello trovato in casa sua.
Gli inquirenti hanno voluto capire dai diretti interessati (gli educatori) i particolari di quella consegna e soprattutto dei rapporti che avevano con don Luciano. Ovvio che di fronte a quella bugia gli investigatori ora sospettano sul possibile contenuto dell’hard disk, ma soprattutto vogliono vederci chiaro.
Sempre ieri pomeriggio, infine, al sesto piano del palazzo di giustizia sono arrivati i genitori della presunta vittima delle attenzioni morbose di don Luciano, che hanno ribadito la loro intenzione di non costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento ai danni del sacerdote.

Tratto da:
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/savona/2010/01/06/AMpz7ZGD-pedofilia_nascosto_arrestato.shtml



Quando la Cei, Mario Olivati, i parroci di Loano e di Pietra Ligure, bollano come “fantasie” le dichiarazioni della bambina, significa che è in corso una crociata di aggressione criminale alla bambina. Hanno già assolto il prete cattolico e condannato la bambina. Un ulteriore atto di violenza in cui chi ha subito violenza fisica e psicologica continua a subire violenza per imporgli sensi di colpa, dubbi, problemi morali.
La colpevolizzazione delle vittime è la tecnica del terrorismo della chiesa cattolica che annienta ogni singolo individuo. La stessa famiglia è stata terrorizzata al punto tale da anteporre una sua presunta “tranquillità” non denunciando, alla violenza subita dalla bambina e al suo possibile futuro.
I bambini poveri sono le vittime dell’abuso dei preti cattolici e, in questi abusi, sono spalleggiati dai politici come Berlusconi (vedi il Gelmini e la comunità incontro) o, in questo caso Marco Melgrati.




Prete arrestato, la Diocesi contro i pm:
credono alle fantasie di una ragazzina.
Il sindaco: hanno fatto di don Luciano un mostro.
Stasera veglia di preghiera



SAVONA — Alassio non parla d’altro. Il 29 dicembre il parroco don Luciano Massaferro, 44 anni, è stato arrestato con la grave accusa di pedofilia e la comunità lo ha difeso con toni moderati ma ieri, dopo che il gip ha rifiutato la scarcerazione del sacerdote, sulle pagine diocesane dell’«Avvenire» è stato pubblicato un duro atto di accusa contro l’azione dei magistrati.
Curia contro Procura. Non sono stati ascoltati i testi in difesa di don Luciano, è scritto in sintesi, una condanna è già stata emessa senza processo e tutto si basa sulla parola di una ragazzina che potrebbe essersi inventata ogni cosa. La vittima delle molestie, secondo la Procura, è una undicenne, chierichetta di don Luciano, che in un colloquio con gli psicologi dell’ospedale pediatrico Gaslini avrebbe raccontato delle molestie subite dal sacerdote.
I medici hanno segnalato il caso all’autorità. Dopo un mese e mezzo di indagini don Luciano è stato arrestato. Ora il foglio della diocesi si scaglia contro la Procura «che ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato ad oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione». «Siamo stati bombardati da più parti — continua l’articolo — come un carosello pubblicitario con la testimonianza di una minore che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia. La comunità, infine, stando agli elementi emersi non solo non può condannare il sacerdote ma prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore». La presa di posizione arriva dopo diverse iniziative a sostegno di don Luciano alle quali ha preso parte con un messaggio letto in chiesa anche il vescovo di Imperia e Albenga, monsignor Mario Olivari. E altre manifestazioni di solidarietà sono annunciate, questa sera a Borghetto Santo Spirito si terrà una veglia di preghiera cui hanno aderito anche parroci di Loano e Pietra Ligure.
«Le diocesi — dice don Pompili, direttore dell’ufficio comunicazione della Cei — hanno la loro autonomia ecclesiale e la magistratura ha le competenze giuridiche quindi non interferiamo. La condanna del Vaticano sulla violenza nei confronti di bambini è netta e nota, nello specifico posso solo dire che accuse così gravi vanno provate. Bisogna attendere i tre gradi di giudizio con fiducia nella magistratura, ricordando la presunzione di innocenza». Ma ad alzare la voce, ad Alassio, non è solo la comunità cristiana. «Hanno fatto di don Luciano un mostro — dice il sindaco (Pdl) Marco Melgrati —, ma un mostro non nasce da un giorno all’altro. Tutto si fonda solo sulle parole di una bambina facilmente suggestionabile. Per sbattere un sacerdote in carcere con un marchio di infamia ci vorrebbe qualcosa di più». Il sindaco concorda con le critiche alla Procura e annuncia: «Abbiamo appena deciso di intitolare una strada a Enzo Tortora e a Edgardo Sogno, vittime di malagiustizia. E chi vuole intendere intenda». Questa settimana l’arresto di don Massaferro sarà sottoposto al Tribunale del riesame.
Erika Dellacasa

11 gennaio 2010
Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_11/prete_e84f35d6-fe7d-11de-a5d5-00144f02aabe.shtml


Il tribunale del riesame valuterà le prove in ordine alla responsabilità giuridica. Noi valutiamo gli accadimenti che sono in atto e il nostro giudizio è relativo agli accadimenti a cui assistiamo.
I fatti ci dicono che in questo momento è in corso un’aggressione violenta alla bambina per tentare di far passare le sue dichiarazioni come delle fantasie, delle bugie, da censurare. Tali atti vanno considerati alla stessa stregua dello stupro e sono messi in atto da Marco Melgratti, del partito politico Popolo delle Libertà, Luciano Massaferro, il parroco di Loano e di Pietra Ligure, il vescovo cattolico di Imperia e Albenga Mario Olivari.
Un conto è l’accertamento dei fatti in sede giudiziaria, per i fatti che riguarda la questioni di giustizia, e un conto è l’aggressione alla vittima per condizionare l’accertamento dei fatti che genera, di fatto, un giudizio di censura morale e di indignazione nei confronti della chiesa cattolica. Un giudizio di censura e di condanna morale che, dati i comportamenti aggressivi della chiesa cattolica contro la vittima, non possono essere rimossi nemmeno se Luciano Massaferro venisse assolto con formula piena.

12 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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