LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

martedì 23 febbraio 2010

Da Sante Sguotti a Giulio Antoniol: altro prete con figlio a padova, ma questo si nasconde!



Madre Afrodite veglia sugli Esseri Umani. Qualunque sia la morale inumana che viene imposta agli esseri Umani, Madre Afrodite spinge alla ribellione perché le forze della vita non possono mai essere imprigionate in morali inumane ed abbiette come quella cattolica.

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Madre Afrodite e Desiderio Bello la segue.
Le emozioni d’amore nascono dal pene di Urano Stellato evirato dal Tempo.
Il Tempo, il mutamento, ha evirato Urano Stellato, ma dal suo pene è nata Madre Afrodite: la pulsione della vita.
La pulsione della vita, Madre Afrodite, spinge dentro ad ogni Essere della Natura affinché vada incontro all’altro in una fusione emotiva che solo l’atto sessuale completa.
Dalla vita non si sfugge. Né l’orrore cattolico, né l’imposizione di dogmi folli e insensati possono allontanare le persone dalla vita e dalle sue pulsioni.
Spesso quelle pulsioni si trasformano, degenerate dall’educazione cristiana, in delirio di possesso, nevrosi e fobie. Però non possono essere uccise e maggiore è la libertà dell’uomo nella società e maggiori sono le richieste di diritti che la libertà sociale richiede di rivendicare all’uomo.
I preti cattolici che fanno dei figli hanno molte grane con il Vaticano e con i vescovi ma, dal punto di vista sociale, sono coloro con i quali si può essere più comprensivi. Sono sempre dei criminali che hanno imposto dogmi inumani ai bambini costretti in ginocchio davanti ad un crocifisso per seguire morali criminali e costituzionalmente illegali, ma nella scala dei crimini commessi contro la società non sono fra coloro che meritano il maggior disprezzo. In fondo, con la loro sessualità hanno messo in atto una ribellione contro i dogmi della chiesa cattolica. Una ribellione contro quel Paolo di Tarso che, dal momento che lui era impotente, voleva rendere l’impotenza come frutto della grazia del suo dio padrone.
Un giorno sapremo anche chi è questo prete che a suo figlio antepone la sua carriera ecclesiastica, ma sta di fatto che ultimamente, in Veneto, fatti analoghi si stanno verificando con una certa frequenza
Riporto l’articolo del Corriere della Sera:




Padova
«Ho avuto un bimbo da un sacerdote»
Madre chiede il riconoscimento del figlio
Cinquantenne padovana esce allo scoperto e la notizia scuote la città del Santo.
Il bambino, 7 anni e mezzo, sarebbe stato battezzato proprio dal padre-prete

PADOVA - «Ho avuto un figlio da un noto sacerdote della diocesi e ora vorrei che lui lo riconoscesse». La denuncia choc di una cinquantenne professionista padovana scuote la città del Santo. Secondo quanto raccontato dalla madre, il bimbo avrebbe 7 anni e mezzo e sarebbe stato battezzato, alla nascita, dallo stesso padre-sacerdote. «Non mi interessa il sostegno economico – ha tenuto a precisare la donna – ma chiedo che questo figlio possa essere riconosciuto da suo padre, anche se è un prete. Penso ne abbia il diritto».
Due mesi fa la donna si è rivolta ad un legale di Padova – si tratta dell'avvocato Maria Pia Rizzo – per capire come fosse possibile tutelare i diritti del piccolo. Possibilità che il prete esca allo scoperto? «Il test del Dna ha accertato la sua paternità – ha raccontato la madre -; ma è troppo pericoloso, per lui, far sapere in giro che questo bambino esiste, che è suo figlio». A questo punto, però, non si escludono sorprese.
Giovanni Viafora




23 febbraio 2010
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/23-febbraio-2010/ho-avuto-bimbo-un-sacerdote-madre-chiede-riconoscimento-figlio--1602522959949.shtml

E’ di meno di un mese fa la notizia che a Belluno un prete cattolico lasciava la tonaca per seguire suo figlio e la sua compagna. Però, devo riconoscere, lo ha fatto con maggiore dignità che non il prete di Padova che, in fondo, si è nascosto per oltre sette anni per non entrare in contrasto con Mattiazzo. Questo prete era già padre anche quando Mattiazzo inveiva furibondo contro Sante Sguotti un altro prete che ha avuto la colpa di innamorarsi. Mattiazzo farebbe bene a infuriarsi contro i preti pedofili di cui è piena la chiesa cattolica di Padova, anziché censurare preti innamorati. Però io non sono cristiano e condanno il Gesù dei cristiani per pratica di pedofilia mentre, al contrario, Mattiazzo ritiene la pedofilia imitazione di cristo e, pertanto, non condannabile (se non quando la società civile la censura e allora ha paura dello scandalo. Mille parole per buttare fumo negli occhi alle pecore in coda per il santo Antonio di Padova, ma nessun provvedimento pratico e occultamento della pedofilia: è solo un caso se si è venuti a sapere che cosa succedeva nell’Istituto Provolo di Verona dal momento che le Istituzioni non hanno mai vigilato sui bambini abbandonandoli nelle feroci mani dei preti cattolici!).
Ricordiamo il fatto di Belluno:

Belluno. «Lascio l'altare e divento papà»
L'ex prete confessa: «Amo un'albanese»
Era parroco del Duomo di Feltre ma da settembre è stato
sospeso dal sacerdozio: «La fede non mi bastava più»

BELLUNO (26 gennaio) - Dal settembre scorso è stato sospeso dal sacerdozio, su sua stessa richiesta, e ora don Giulio Antoniol, ex parroco del Duomo di Feltre, annuncia che diventerà padre a coronamento della sua storia d'amore con una ragazza albanese. «Semplicemente mi sono innamorato - ha raccontato, indicando di essere in attesa del ritorno allo stato laico chiesto al vescovo e al Papa - e con convinzione abbiamo desiderato un bambino». La nascita è prevista per settembre. «La mia volontà - ha spiegato riguardo alla decisione di lasciare la tonaca - è stata sempre quella di vivere la fede in chiesa e in comunità ma con il tempo le cose sono cambiate. Mi rendevo conto che ciò non bastava più».Dei suoi propositi, nell'estate scorsa, aveva parlato con il vescovo di Belluno - «che da lì in avanti ha sempre avuto con me un rapporto paterno» - e non nasconde gli imbarazzi quando incontra persone che conosce e che gli mancano il Duomo gremito per la messa e i parrocchiani «ma trovo altrettanta gratificazione dalla vita di coppia nella quale lavare i piatti è espressione d'amore».
Tratto da:
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=88963&ordine=asc


E vale la pena di ricordare il caso di Sante Sguotti avvenuto sempre a Padova un paio di anni or sono.
La cosa più buffa è che la chiesa cattolica è ridotta a trafficare in schiavi importando preti cattolici e suore dal terzo mondo.


Il vescovo ha deciso di allontanare don Sante Sguotti
Il paese difende il prete (e il figlio presunto)
A Monterosso, una piccola frazione di Abano Terme, nel Padovano, i parrocchiani si mobilitano a favore del sacerdote



DAL NOSTRO INVIATO ABANO TERME (Padova) — Si dice che lei, la bella parrocchiana, abbia lasciato il marito per lui. E si chiacchiera che lui, don Sante Sguotti, sia il padre del suo bambino di nove mesi. Per una piccola frazione come Monterosso diresti che ce n'è già abbastanza per passare l'inverno a bigoli e pettegolezzi. Sbagliato. Nel pentolone strapaesano bolle molto di più dei celebri spaghettoni e dei racconti sulla tresca d'amore con pargolo.
Tanto per cominciare c'è il vescovo Antonio Mattiazzo che ha dato al parroco l'ultimatum: niente più messa e «cessazione dell'incarico con effetto dal 10 settembre». Poi c'è don Sante che non ci pensa nemmeno a lasciare la canonica e che continua a celebrare le funzioni come se niente fosse. E per non farsi mancare nulla c'è il rione intero mobilitato sul suo caso. Perché secondo la famosa regola che vuole il paese piccolo con la gente che mormora, una parola dopo l'altra la faccenda è approdata alla stampa locale e lo scandalo è decollato assieme a vecchi rancori e dissidi mai sanati fra il «partito » del prete e quello contro. I fedeli che non stanno dalla parte del parroco, a Monterosso, li puoi contare sulle dita di una mano. E nessuno di loro è il benvenuto in parrocchia.
Tanto per far capire l'aria che tira: qualche giorno fa una parrocchiana anti-prete «ha avuto l'ardire» (così la raccontano gli altri) di salire sul pulpito a leggere un passo della bibbia. È bastata un'occhiata d'intesa e tutti, ma proprio tutti, sono usciti dalla chiesa, parroco escluso. In Curia farebbero volentieri a meno del clamore e, soprattutto, di Don Sante che, per alcune settimane, aveva deciso di autosospendersi dopo un'infuocata assemblea parrocchiale che lui stesso aveva convocato per chiarire con i fedeli quanto fosse vittima delle malelingue. Venerdì e sabato scorsi, però, il prete ha ripreso a dire messa e così nel piccolo borgo di Abano Terme domenica mattina è arrivato da Padova l'emissario della Curia, il vicario vescovile Tiziano Vanzetto. Motivo? Leggere ai parrocchiani il messaggio di monsignor Mattiazzo con il quale si annunciava un «normale avvicendamento » di don Sante e il fatto che non avrebbe più celebrato messa.
«Il vescovo ha rinnovato al parroco l'invito di dare le dimissioni entro il 18 agosto con effetto dal 10 settembre» ha spiegato il vicario. Ma «a questa richiesta non c'è stata risposta. Il vescovo chiede al Signore e invita la comunità a pregare affinché conceda di uscire presto da questa situazione di sofferenza ». La comunità, a dire il vero, non fa che pregare. Implora il vescovo di lasciare Don Sante al suo posto, anche se fosse davvero il padre di quel bambino. «Per noi non cambierebbe un bel niente e la Chiesa dovrebbe adeguarsi ai tempi moderni » sostengono in coro ragazzi e adulti alle prese con salamelle e tavoli da allestire per la «Festa del bigolo», la sagra più importante della zona che andrà avanti fino a domenica. Per le celebrazioni della sagra è prevista non solo una messa che il prete dice di voler celebrare ma anche l'invito, come sempre, del vescovo. E mai come quest'anno i fedeli lo aspettano. Lui, Don Sante, dice che quelle voci «le ho messe in giro io...».
A che scopo? Gli amici raccontano che vorrebbe aprire «una discussione sul celibato dei preti». Ma sarà lui stesso, promette, a spiegare tutto settimana prossima: «Adesso no. Martedì saprete ogni cosa ». Un anticipo? Le sue parole sull'ultimo bollettino parrocchiale: «Mi chiedo che cosa vogliano da me. Che sparisca all'improvviso inghiottito nel nulla? La pubblica impiccagione? La morte tra atroci tormenti? Che salga sul direttissimo per l'inferno? Se anche un sacerdote avesse commesso un crimine orrendo prima di celebrare messa, il sacramento che celebra varrebbe come quello celebrato dal più santo dei papi». Chissà cosa ne pensa il vescovo...
Giusi Fasano
24 agosto 2007

Tratto da:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/24/fasano_prete_figlio.shtml




Non c’è nulla da fare. I cattolici possono tentare di distruggere la vita, stuprarla, ma alla fine la vita riemerge, anche dentro il campo di sterminio che i cattolici hanno costruito e preteso di calare dentro le emozioni degli Esseri Umani.
Nel frattempo che la vita riemerge attraverso le sue pulsioni, contiamo i cadaveri fatti dai cattolici e dal loro dio!

23 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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