LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 12 febbraio 2010

Rinviati a giudizio le maestre e gli imputati della Olga Rovere di Rignano. le offensive dichiarazioni di Di Noto e le complicità dei politici.


Finché non sarà condannato il cristo Gesù dei cristiani e il suo delirare come padrone delle persone, la pedofilia continuerà ad essere praticata dai preti cattolici come imitazione di Gesù. Non si tratta solo del bambino nudo che accompagnava Gesù, ma anche il delirio di onnipotenza con cui Gesù voleva sottrarsi al giudizio dei tribunali in quanto figlio del dio padrone.



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C’era forse qualche dubbio che i violentatori di bambini potessero non essere rinviati a giudizio?
Lo stesso Di Noto ne aveva proclama a gran voce l’innocenza di quelle persone e ingiuriando ed offendendo, di fatto, i bambini.
Ricordo che Di Noto è un adoratore del cristo Gesù, quello che fu arrestato col bambino nudo e, anche se in presenza di prove documentate dal “suo” libro sacro, non ha mai condannato la pedofilia di Gesù.
Al contrario ha usato il suo ruolo, vero o fasullo, per aggredire i bambini, come nel caso di Rignano mettendo in dubbio la veridicità dei racconti dei bambini.
Io non so come si risolverà alla fine la questione nelle aule giudiziarie. Ma fin d’ora si può dire che sia il comportamento degli imputati che quello di Di Noto li rende moralmente complici della violenza ai bambini.
Riporto l’articolo del rinvio a giudizio degli imputati ad opera del giudice di Tivoli Pierluigi Balestrieri. Lo so che non è una sentenza definitiva, ma è una valutazione delle prove.

Il processo a Tivoli il prossimo 27 maggio. Alla sbarra le maestre dell'asilo Olga Rovere, Marisa Pucci, Silvana Magalotti
Patrizia Del Meglio e il marito, il produttore televisivo, Gianfranco Scancarello.
A giudizio anche la bidella Cristina Lunerdì
Rignano Flaminio, tutti a giudizio i 5 imputati
per gli abusi sui bimbi della scuola materna
Secondo l'accusa tra il 2005-2006 sarebbero stati narcotizzati poi violentati in una villa mentre un uomo filmava tuttoArchiviate le posizioni del benzinaio De Silva e dell'insegnante, Assunta Pisani. Si sono costituite parte civile 19 famiglie
(12 febbraio 2010)


ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini di Rignano Flaminio della scuola materna "Olga Rovere" nell'anno scolastico 2005-06. Lo ha deciso il gup del tribunale di Tivoli, Pierluigi Balestrieri. Il processo che comincerà a Tivoli il 27 maggio vedrà alla sbarra le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e il marito di quest'ultima, il produttore televisivo, Gianfranco Scancarello, nonché la bidella Cristina Lunerdì. Per la bidella la Procura aveva chiesto l'archiviazione ma il gip Elvira Tamburelli ha respinto tale istanza, disponendo l'imputazione coatta nei suoi confronti.Secondo il mandato d'arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi. Dall'inchiesta sono state archiviate le posizioni del benzinaio cingalese Kelum De Silva, che pure era stato arrestato e di un'altra insegnante, Assunta Pisani.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell'accusa. "Indizi insufficienti e anche contraddittori", scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. "Interrogati con domande inducenti" osservarono gli ermellini, i piccoli "tendono a conformarsi alle aspettative dell'interlocutore".

Dopo le scarcerazioni la procura iniziò a cercare nuovi indizi attraverso l'incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli. Nelle udienze, che andarono avanti per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontarono del "gioco della patatina"; della "bua ai bambini", delle "cose brutte" che avvenivano in un "castello cattivissimo". Insomma "c'era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un'altra strega". Un maschietto ha raccontato che "le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia".Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro. Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza.Il 30 ottobre del 2009 il gup di Tivoli nell'udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/12/news/rignano_flaminio-2271778/


le dichiarazioni di Di Noto contribuirono a creare un clima di tensione contro i bambini. Contribuirono a criminalizzare le vittime che denunciavano violenza e avevano un obbiettivo preciso: occultare la violenza per permettere di reiterarla garantendo l’impunità ai violentatori. Cosa del resto che si riscontra SEMPRE nelle prese di posizione della chiesa cattolica che sono sempre tese a “provare a vedere se il reo la può fare franca”.
E’ la vergogna di questo paese in cui gli adoratori del pedofilo cristo Gesù tentano di sostituirsi alle forze di polizia.
Riporto le ingiuriose dichiarazioni di Di Noto trovate in rete.

Don di Noto: "Pedofili, inchiesta disastrosa"
Documento del: 08/05/2007
Fonte: Giornale.it,

Di Gian Marco Chiocci - martedì 08 maggio 2007, 07:00 Vota questo articolo: Vota 1 2 3 4 5 Risultato "L'inchiesta di Rignano Flaminio mi lascia senza parole per quanto è fatta male. Mette a serio rischio tutte le altre inchieste sulle pedofilia nonché il lavoro delle associazioni che si battono contro le violenze sui minori. Mi creda, lavorando da anni con una ventina di procure non ho mai visto procedere in modo tanto disordinato, stravolgendo ogni minima regola a tutela dei bimbi e dei presunti colpevoli sui quali, mi par di capire, al di là del racconto dei minori non c'è il minimo riscontro. Sono amareggiato, letteralmente senza parole. Ripeto: non so se gli arrestati sono colpevoli ma una cosa è certa: nulla è stato fatto seguendo i ferrei dettami della carta di Noto". Si era ripromesso di non intervenire. Voleva capire, prima. Si era informato, aveva letto tutto quel usciva su Rignano perché, lentamente, s'era insinuato in lui il dubbio atroce dell'inchiesta nata male e finita peggio. E quando ieri il sacerdote più noto al mondo per la lotta contro gli abusi sui bambini ha sfogliato il Giornale, ha detto basta, decidendo di rompere il silenzio. Don Fortunato di Noto, presidente dell'associazione Meter nonché docente di bioetica e sessuologia a Messina, reduce da un'audizione all'Onu interviene in takle scivolato nella partita fra colpevolisti e innocentisti. Don Di Noto, cosa non la convince dell'inchiesta di Rignano? "Tutto. Quando manca la chiarezza, quando le modalità d'accertamento degli inquirenti e dei periti non sono quelle previste, quando ci si affida ai soli racconti dei bambini, quando si permette ai genitori di filmare i propri figli e di assumere questi video come fonte di prova, quando i pediatri escludono abusi, quando mancano i riscontri, quando non c'è una prova seria beh... io dico che non si può arrestare la gente così". è la prima volta che la sentiamo arrabbiato... "In vent'anni abbiamo fatto tantissime segnalazioni all'autorità giudiziaria, abbiamo scoperto numerosi siti pedopornografici, abbiamo “costretto“ la magistratura ad aprire un'infinità di inchieste, siamo riusciti anche a far condannare i pedofili. Però ci siamo mossi solo quando, dopo riscontri incrociati e un lavoro scientifico sui bambini, abbiamo avuto la certezza che il caso meritasse un approfondimento giudiziario. Qui leggo di cose allucinanti". Pagina successiva >>.


Tratto da:
http://dedalo.azionecattolica.it/Content.aspx?Reference=187146

Vale la pena di ricordare anche le dichiarazioni di Giovanardi noto fondamentalista cattolico.
Sono queste idee e queste prese di posizione che favoriscono la pratica della pedofilia in Italia. Favoriscono l’occultamenteo delle responsabilità dell’organizzazione a capo della quale c’è quel Ratzinger che minacciava di cacciare dalla chiesa cattolica chi denunciava le attività di pedofilia dei preti e che oggi, accortosi che la società non è più disposta a tollerare i suoi crimini, farnetica con la bocca e con le mani e i complici della sua organizzazione continuano a garantire l’impunità ai preti violentatori. Come ad Alassio e il vergognoso comportamento del complice di Ratzinger.
Riporto il pensiero di Giovanardi prese in rete:

Pedofilia, Rignano Flaminio: Giovanardi, sottosegretario "con delega agli indagati"
di Roberta Lerici
Roma. - Al terzo piano di Palazzo Chigi, nella stanza del sottosegretario con delega alla famiglia Carlo Giovanardi, alle 20.30 del 21 luglio si è tenuta una singolare riunione. Giovanardi, infatti, deve aver pensato che prima di andare in vacanza sarebbe stato opportuno ribadire per l'ennesima volta che lui ai bambini di Rignano non crede affatto, che i loro genitori sono dei poveri pazzi, e che i magistrati che da tre anni indagano sull'asilo Olga Rovere, andrebbero tenuti sotto stretta sorveglianza.
E allora, non c'è idea migliore che invitare qualche amico per mostrargli uno dei tre video che i primi genitori che hanno sporto denuncia, portarono ai carabinieri di Bracciano. Ovviamente in quei video deve esserci stato anche qualcosa di convincente, per far decidere agli inquirenti di aprire le indagini. Se fossero stati come li dipinge "Il Giornale", l'indagine sarebbe stata archiviata subito, senza perdere tempo. Ma allora era il 2006, e i genitori non erano stati presi sul serio quando mesi prima si erano rivolti ai carabineiri di un'altro paese, ed ecco allora che, per essere creduti, tre di loro fecero un video amatoriale.

Ma i bambini coinvolti nel caso sono 22 ,in massima parte di età fra i 4 e i 6 anni, più altri 9 di età compresa fra i 9 e i 10 anni e che, per ora, sono considerati testimoni. Quei video, insomma, appartengono alla preistoria delle indagini e da allora ben 19 bambini hanno affrontato l'incidente probatorio, raccontando la loro verità, fin nei dettagli più crudi e terribili.
Ma di questo all'onorevole Giovanardi poco importa. La sua tesi è che la pedofilia nelle scuole non esista, che la pedofilia in generale sia un fenomeno più mediatico che reale , e che, quindi, bisogna difendere gli accusati.
E quali mosse ha in serbo Giovanardi? IL Giornale annuncia un appuntamento: "a settembre i parlamentari Mariella Bocciardo, Elena Centemero, Gabriella Carlucci e Giancarlo Mazzuca del Pdl, e Paola Binetti del Pd, andranno tutti a Rignano Flaminio a portare solidarietà alle maestre e a seguire il caso da vicino, per accertarsi che il procedimento si svolga su elementi concreti. Più di questi video."

Spero che Paola Binetti che ho conosciuto e mi ha espresso tutta la sua solidarietà per ciò che tutti noi stiamo vivendo a Rignano Flaminio, oltre a solidarizzare con le maestre, dedichi qualche minuto del suo tempo anche alle famiglie dei bambini coinvolti, visto che sono tuttora in cura, e nessuno sa se e quando torneranno ad essere dei bambini come tutti gli altri.

Chiudo dicendo che fare una cattiva informazione in tema di pedofilia, sostituirsi ai giudici, ed essere contemporaneamente un sottosegretario con delega alla famiglia, rende il ruolo istituzionale di Giovanardi davvero poco credibile. A "tremare", (cito sempre il Giornale) oggi non è certo l'inchiesta ma i bambini, i cui sonni sono tuttora interrotti dagli incubi.

autore roberta lerici-www.bambinicoraggiosi.com 23 luglio 2009

tratto da:
http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1424


Vale la pena di ricordare le violenze che ricevono i bambini e i trucchi, usati dalla chiesa cattolica, per non pagare i danni che il suo odio sociale e quello del suo dio padrone provocano nei bambini.
Negli asili cattolici la pratica della violenza sui bambini è sistematica, continuativa e abituale. Solo raramente e casualmente viene scoperta vista l’omissione di indagini preventive che dovrebbero essere organizzate dalla Polizia di Stato e che, invece, vengono omesse.
Così il criminale Ernesto Vecchi è pronto a sottrarre agli italiani il denaro pur di aver soldi e ricattare i bambini costringendoli in ginocchio davanti al suo dio criminale e assassino, ma quando si tratta di pagare i danni che la sua organizzazione criminale ha fatto, allora ogni escamotage è buono.
Nell’ideologia del terrorismo cattolico, chi denuncia la violenza del prete cattolico, è uno che si è permesso di denunciare le violenze del criminale Gesù e pertanto non deve beneficiare della sua ribellione al padrone Gesù. E’ un meccanismo criminale che Di Noto continua ad imporre e che ha tentato di imporre anche poco prima la trasmissione di Annozero in cui si parlava della violenza dei preti pedofili che fino all’ultimo Di Noto difendeva.
Riporto l’articolo da Bologna:
La torta del monsignore
giovedì, 11 febbraio, 2010

Di chi sono le scuole materne cattoliche? A chi appartengono, chi ne è responsabile, chi le gestisce e ne assicura il buon funzionamento? Dipende dalla direzione che prendono i soldi. Se si tratta di chiederli, attingendo alle casse dello Stato, cioè alle tasche dei contribuenti, compresi i non-cattolici e i cattolici che credono nella scuola pubblica, allora gli asili parrocchiali e delle suorine sono a pieno titolo della Chiesa. Che batte cassa ormai senza più eufemismi e giri di parole: “Se c’è una torta, il 30% di quella torta va messo per le scuole cattoliche”, questa è una dichiarazione di monsignor Ernesto Vecchi, vescovo e vicario generale della Diocesi di Bologna, e risale a soli quattro mesi fa.
Se invece i soldi c’è da darli, allora gli asili parrocchiali non sono più di nessuno, solo del prete che li gestisce, la Chiesa non c’entra più e non ne è più responsabile. Com’è accaduto nel caso di quell’asilo del ferrarese, dipendente dalla diocesi di Bologna, il cui sacerdote-maestro, condannato in primo grado per molestie di tipo pedofilo sulle bambine a lui affidate, fu obbligato a risarcire le famiglie delle piccole vittime con 28 mila euro di provvisionale, che risultando nullatenente non pagherà mai. Ma la sua Diocesi neppure: dopo essersi strenuamente opposta (con successo) nel corso del processo ad essere riconosciuta come responsabile civile per i danni, ora rifiuta anche, con un silenzio imbarazzato e fragoroso, di dare una risposta purchessia all’appello dell’avvocata delle famiglie, che chiede al cardinale Caffarra se non senta almeno il dovere morale, in mancanza dell’obbligo legale, di risarcire quelle bambine che furono messe fiduciosamente nelle mani di un sacerdote traditore del suo abito.
La Chiesa di Bologna, al momento in cui scriviamo queste righe, non ha trovato neppure il coraggio (vogliamo dire la dignità?) di rispondere con un sincero “no” a quella richiesta, così come no ha trovato in due anni la sensibilità di scrivere due righe di rammarico e scuse a quelle famiglie che di madre Chiesa si erano fidate. Il pontefice chiede di aprire le porte alla verità sui casi di pedofilia nella Chiesa, ma a Bologna si chiudono le finestre (e le bocche) e si spera che nessuno ne parli. Ora che qualcuno ne ha parlato, attendiamo l’inevitabile corsivo indignato su Bologna Sette di domenica prossima contro le falsità dei laicisti. Se serve uno spunto, ricordiamo che, sempre quattro mesi fa, monsignor Vecchi dichiarò testualmente che “la parità si fa coi soldi”. Il rispetto per gli altri anche, almeno qualche volta, eccellenza.
Tratto da:
http://smargiassi.blogautore.repubblica.it/2010/02/11/la-torta-del-monsignore/


Ratzinger è un criminale che gode dello status di capo di stato straniero. Extracomunitario. Uno stato che guida la guerra contro la Costituzione della Repubblica potendo contare su politici compiacenti e complici nel disarticolare le istituzioni di questo paese.
Non è solo violenza ai minori, ma è terrorismo volto a disarticolare le Istituzioni democratiche che comprende anche l’attività di pedofilia e la sua impunità.

12 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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