LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 31 marzo 2010

Discutere con un cristiano e la sua difesa ad oltranza della pedofilia e del plagio sui minori.


Nelle immagini: aspetti di Padre Zeus.
La materialità della vita che ci circonda ci porta al divino che la materialità esprime. E' un concetto ignoto al cristiano che attraverso il plagio dei bambini e la violenza dello stupro, sia psichico che fisico, impone la patologia psichiatrica da dipendenza da oggetti (come il dio padrone) immaginati, ma senza riscontro nella vita reale. Per questo un cristiano è un ateo: non riconosce gli Dèi negli oggetti che lo circondano e si rifugia nel delirio della malattia psichiatrica che impone alla società. Il cristiano è separato dal mondo in cui vive. E' separato in un deserto emotivo che ha imposto a persone indifese. Un cristiano non può vivere in maniera eroica la sua vita perché, per farlo, è necessario riconoscere la coscienza, la consapevolezza e l'intelligenza in quanto ci circonda.
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Quando si discute con un cristiano è bene non dare mai nulla per scontato.
Il cristiano non discute, si maschera dietro a degli stereotipi pretendendo che tali stereotipi non siano messi in discussione. Inoltre, il suo discutere è privo di impegno soggettivo. Le sue parole sono vuote e non significano nulla. Non sono parole alate; non sono piene di emozioni e di intento. Sono parole ingannatrici il cui scopo è quello di costringere l’interlocutore all’accettazione e alla sottomissione rispetto a degli apriori (dio creatore, cristo Gesù, divinità, ecc.) che egli sottintende senza mai dimostrarne la fattività. Chiede “amicizia” e comprensione per le sue affermazioni. Si offende se mettete in discussioni i suoi apriori e, peggio di tutto, pretende di discutere le vostre idee religiose senza mettere in discussione le proprie.
Mi è capitato di discutere con un giornalista sul plagio in una sua ricerca che sta facendo per un articolo sulle sette.
A questo giornalista spiegavo che il plagio, inteso come costrizione delle persone all’interno di idee religiose, era praticato SOLO dai cristiani e dai cattolici nel nostro paese. Questo perché solo loro potevano agire sui bambini da 0 a sette anni e, attraverso la tradizione familiare, condizionare l’imprinting emotivo fin da quando erano nella pancia della loro madre. Far passare il plagio cattolico come se fosse una cosa naturale e accusare di plagio tutti coloro che invece fornivano alle persone soluzioni diverse in cui veicolare le loro emozioni plagiate dai cattolici, non era solo fuorviante, ma criminale in quanto aggrediva i principi fondamentali della nostra Costituzione.
Per capire come i cattolici e i cristiani in generale ingannano le persone è sufficiente confrontare le esperienze di Gesù nelle tentazioni nel deserto, come descritte nei vangeli, con la tarda descrizione delle fatiche di Ercole come descritte da Igino:

http://www.stregoneriapagana.it/tentazionigesuercole.html

Euristeo impone delle fatiche ad Ercole, ma Ercole non è il “dio onnipotente figlio del dio onnipotente” e le sue “fatiche” sono funzionali al benessere delle società in cui vive.
Mentre Ercole partecipa alla vita sociale, il Gesù dei cristiani in Matteo, si ritira nel delirio patologico in cui avviene lo scontro fa sé, onnipotente figlio del dio onnipotente, e un tentatore che gli offre ciò che egli già possiede dal momento che, secondo la teologia cristiana, Gesù possiede il tentatore stesso. Il plagio e la violenza sui bambini consiste in questo. Allontanare i bambini dalla vita sociale e rinchiuderli in una patologia virtuale in cui immaginano la loro onnipotenza insieme all’onnipotente dio padrone. In questo modo viene fissata nel bambino l’onnipotenza infantile, la magia delle parole, che poi verrà scoperta da Freud (l’onnipotenza del pensiero dei bambini che ancora non si misurano con i dati della realtà, dell’esperienza. Cosa presente nei nevrotici ossessivi che con le loro ossessioni religiose e i loro rituali ripetitivi cercano di controllare la realtà proiettando sul mondo esterno il loro mondo religioso interno animato da dio, Gesù, la madonna o quant’altro).

Questa perversione logico-razionale viene veicolata in vario modo dai cristiani a seconda delle loro condizioni psichiche e dei loro intendimenti.

Recentemente ho avuto modo di incontrare due modelli diversi con cui i cristiani veicolano gli insegnamenti di Gesù e te li presentano pretendendo che tu li accetti:
1) Il cristiano delirante;
2) il cristiano che pretende di discutere delle tue idee partendo dal presupposto che le sue idee, che egli usa per elevarsi a giudice, siano naturali e ovvie.

Il cristiano delirante vive una dimensione patologica che trasforma la sua libido in delirio:

http://www.stregoneriapagana.it/misticismoedelirio.html

Un po’ come l’Imitazione di cristo in Gersenio. Un delirio che non ammette nessuna contestazione razionale né nessuna logica esistenziale, ma che fa dell’amore sottomesso a Gesù l’unica ragione della sue esistenza.
E’ un’aggressione che funziona sui bambini e alimenta il plagio che i bambini hanno subito dalla chiesa cattolica. Lo alimenta al punto tale da lasciarli, una volta adulti, in balia di ogni truffatore che riesce a spacciarsi per Gesù e meglio di Gesù, nel loro immaginario.

Il cristiano che pretende di discutere delle tue idee senza mettere in discussione i presupposti da cui parte per discuterle è il cristiano che si eleva a dio e giudice. Egli è creato ad immagine e somiglianza del dio padrone e su tutto proietta le sue convinzioni il cui fine è legittimare la sua identificazione col dio padrone:

http://www.stregoneriapagana.it/ragionemozione.html

Per questo cristiano tutto è scontato. Tutto rientra nelle sue categorie. Il suo scopo è demolire l’interlocutore salvo prendere paura e scappare quando, individuata l’origine della sua azione, gli si fa notare che partendo dalle idee da cui muovono le sue “critiche”, nella pratica si traducono nello stupro dei bambini. Sia nella pratica dello stupro intellettuale, psichico e religioso, sia nello stupro fisico vero e proprio. In pratica, all’origine delle obiezioni alle idee religiose della Religione Pagana, c’è il tentativo dei cristiani di legittimare una “naturalità” dei loro comportamenti che fanno della pedofilia nella violenza sui minori atto legittimo e perfettamente corrispondente ad una condizione naturale. Condizione naturale che è tale perché creata da un dio pazzo, cretino e criminale, con il quale il cristiano si identifica ritenendo che quei crimini siano al di fuori della legge.

Bisogna stare molto attenti quando si discute con un cristiano perché le parole non sono un mero esercizio retorico. Nascono da un insieme sociale nel quale il cristiano esercita la sua volontà di dominio ed entrano nella testa dell’interlocutore con la pretesa di legittimare quel dominio.
Essere accondiscendente con un cristiano significa tollerare la sua pedofilia, il suo stupro di minori, il plagio a cui sottopone i bambini, la sua violenza sulla società civile, che egli vuole sottomettere al suo dio padrone violentando i principi fondamentali della Costituzione.

31 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 26 marzo 2010

Quando denunciai al Presidente della Repubblica e al Ministro delle Telecomunicazioni l'attività di eversione dell'AGCOM


Foto: nelle immagini le ricevute di ritorno che attestano come Il Presidente della Repubblica e il Ministro delle Telecomunicazioni fossero a conoscenza dell'attività eversiva del Garante per le Telecomunicazioni e dell'uso criminale che ne faceva della sua autorità.
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Quando denunciai l'attività di terrore e di eversione dell'ordine democratico dell'AGCOM nell'aggressione dei cittadini al fine di aiutare Ratzinger a stuprare bambini e impedire la manifestazione delle idee delle persone.



La presente di contestazione delle affermazioni demenziali e farneticanti dell'AGCOM fu inviata al Presidente della Repubblica, al Ministero delle Telecomunicazioni dell'epoca che, evidentemente, ritennero che stuprare bambini ad opera della chiesa cattolica e aggredire l'articolo 21 e 19 della Costituzione fosse cosa legittima.




Riporto il testo con cui risposi l'AGCOM che si sostituì all'autorità giudiziaria per istigare all'odio sociale e attentare alla Costituzione della Repubblica:

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Spett.le Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali
Ufficio Contenuti e Obblighi di Programmazione
E inviato ai Signori:
Al Sig. Presidente della Repubblica, per il ruolo che ricopre quale garante del rispetto della Costituzione in questo paese.
Al Sig. Ministro delle Telecomunicazioni;
Al Consiglio di Amministrazione di Radio Gamma 5 quale destinatario del verbale CONT./82/DICAM/N° PROC.1568/FB e contestato con la presente.

Marghera 13 agosto 2007

Oggetto: Contestazione del verbale CONT./82/DICAM/N° PROC.1568/FB
Emesso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali
Ufficio Contenuti e Obblighi di Programmazione

All’attenzione del dott. Francesco Bonvicini


Al sottoscritto, Claudio Simeoni, Pontefice eletto e rappresentate della Religione Pagana Politeista responsabile dell’associazione Religiosa Federazione Pagana e conduttore della trasmissione radiofonica “Magia Stregoneria e Paganesimo” che va in onda da Radio Gamma 5 con sede a Cadoneghe – Padova in Via Belzoni 9, viene comunicato dal Consiglio di Amministrazione della radio l’aver ricevuto un verbale inviato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Direzioni Contenuti Audiovisivi e Multimediali, Ufficio Contenuti e Obblighi di Programmazione, in cui si contestano, censurandoli, i principi Religiosi della Religione Pagana Politeista e del suo modo di legarsi e interpretare il mondo in cui viviamo.

Premesso che il verbale inviato è un verbale BLASFEMO che offende il sentimento religioso dei Pagani Politeisti, il verbale viola le più elementari regole della convivenza civile e attenta ai principi fondamentali della Costituzione e delle norme ribadite più volte dalla Corte di Cassazione in varie sentenze. Riservandomi il invocare giustizia per le offese subite dal verbale inviato all’emittente Radio Gamma 5 per salvaguardare sia l’onore della Religione Pagana Politeista che quello della Costituzione della Repubblica da un verbale che rappresenta un vero e proprio atto di terrorismo mirante ad attentare all’articolo l’articolo 21 della Costituzione, l’articolo 19 e l’articolo 4 comma secondo, intendo, comunque, rispondere alle contestazioni che vengono fatte a mie vere o presunte dichiarazioni ricordando che la registrazione audio della trasmissione radiofonica è tutt’ora pubblica e facilmente reperibile come sono reperibili molte centinaia di trasmissioni che io ho condotto in quasi 11 anni di attività presso Radio Gamma 5,

CONSIDERATO – che il verbale è un atto di terrorismo con la finalità dell’eversione dell’ordine democratico col quale si pretende che la società civile interpreti i testi sacri del cattolicesimo per gli “atti di fede” con i quali i cattolici nascondono i loro principi e non “PER QUELLO CHE LA LETTERA MANIFESTA E LA STORIA DIMOSTRA”. Il verbale pretende di imporre la religione cattolica, i suoi principi di morte e di genocidio, alla società civile e tenta di impedire, minacciando multe (una volta minacciavano roghi, torture, ferri roventi nel culo) perché le persone non accettano di far stuprare la loro mente dall’orrore dei principi morali della monarchi assoluta propri del cattolicesimo. Il verbale, è un atto di terrorismo nei confronti delle Istituzioni, in quanto attenta a quel diritto di critica che la Corte di Cassazione ha più volte ribadito come “DIRITTO SACRO” della società civile. Un dovere di critica che non solo DEVE essere rivolto nei confronti del macellaio di Sodoma e Gomorra (perché, il dio non si qualifica per le sue azioni che i cattolici chiamano sacre? vedi il catechismo della chiesa cattolica!), ma anche nei confronti di quanto è più sacro nella società civile: le sentenze dei magistrati e della stessa Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale!

Capisco che questo ufficio si compiace che il dio dei cristiani si qualifichi per il suo vantarsi di aver macellato l’umanità col diluvio universale (atto ritenuto sacro dai cattolici), ma la nostra Costituzione qualifica quell’atto come un atto di genocidio. Quando questo ufficio censura le mie parole altro non fa che commettere il reato di APOLOGIA DI STRAGE esaltando il dio dei cristiani nella sua attività di assassino: lo stesso comportamento dottrinale che, in violazione delle regole sul confronto religioso imposto dalla Corte di Cassazione, questo ufficio impone col suo verbale dicendo, in sostanza: “Dal momento che tu non ti metti in ginocchio davanti al dio che macella l’umanità (e che i cristiani hanno abbondantemente imitato nella storia), io ti impedisco di dire quello che vuoi dire! Noi, come autorità, non ti possiamo bruciare vivo sui roghi, ma ti multiamo!”
A me non interessa se il suo ufficio, identificandosi col criminale che si vanta di macellare l’umanità col diluvio universale, si compiace di tale atto. A me, tale atto provoca INDIGNAZIONE e orrore quando il principio dogmatico-dottrinale che da tale azione viene manifestato “o fai quello che voglio io o io stermino l’umanità! Vi ammazzo tutti o vi multo tutti!” viene imposto ai bambini come se fosse un gioco innocuo.

Ma veniamo alle mie frasi che il suo ufficio censura e tutte le norme sociali che il suo ufficio ha violato:

1) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “non può sui muri esserci il crocifisso”
Non lo dico solo io, ma lo dice la Corte Costituzionale in sentenza. Ma il suo ufficio dimostra di disprezzare le sentenze della Corte Costituzionale. Là dove la Corte Costituzionale, in merito all’esposizione del crocifisso in luogo pubblico afferma: “che l'impugnazione delle indicate disposizioni del testo unico si appalesa dunque il frutto di un improprio trasferimento su disposizioni di rango legislativo di una questione di legittimità concernente le norme regolamentari richiamate: norme prive di forza di legge, sulle quali non può essere invocato un sindacato di legittimità costituzionale, né, conseguentemente, un intervento interpretativo di questa Corte;”
In sostanza la Corte Costituzionale afferma che l’esposizione del crocifisso in luogo pubblico non è disposto da nessuna legge (che Lei avrebbe abrogato), ma è un atto soggettivo messo in atto da chi attenta alla Laicità dello stato (principio sacro che questo verbale dimostra di disprezzare). Dunque, un atto che DEVE essere sottoposto alla critica sociale in quanto l’atto stesso viola le norme Costituzionali! Un atto che provoca indignazione in quanto è una feroce violazione delle norme Costituzionali (se il crocifisso fosse stato imposto per legge, la Corte Costituzionale avrebbe abrogato la legge in quanto una simile legge avrebbe violato il principio di laicità dello stato). Dunque, ciò che non può essere imposto per legge, viene imposto mediante imposizioni e relazioni MAFIOSE!
Ma il suo ufficio si compiace di esporre il crocifisso. Il suo ufficio si compiace (come il verbale dimostra) di terrorizzare le persone con il principio etico e sociale che il crocifisso rappresenta: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”. Al di fuori dell’ambito della fede (ma io non predico in una chiesa cristiana, io parlo alla società civile) il crocifisso non ha altro significato se non quello di legittimare, un arbitrio soggettivo che le norme Costituzionali vietano ed impediscono!

2) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “non si può mettere in ginocchi un bambino e costringerlo a pregare davanti ad un assassino criminale”;
Mi domando come fa il suo ufficio a censurare una frase del genere! E cos’è il suo ufficio, un’Istituzione della Repubblica (stato Democratico) o una succursale del Vaticano (monarchia assoluta imposta agli Esseri Umani dal dio padrone dei cristiani)? Il suo ufficio ritiene legale costringere un bambino in ginocchio a pregare un assassino? Già costringere un bambino in ginocchio è in sé un atto criminale in quanto implica sottrarlo dai suoi diritti Costituzionali e sottometterlo a volontà di un soggetto diverso da lui! Perché, il Gesù dei cristiani non è un assassino criminale? Non è lui che ordina di “sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui”? Non è quel povero pazzo che va farneticando di essere il figlio del dio padrone e padrone lui stesso? Un padrone che quella generazione vedrà venire sulle nubi alla destra del dio suo padre per giudicare ecc. ecc. Non sono forse farneticazioni di un povero pazzo? Farneticazioni, nella società civile, che vengono TOLLERATE dalla Costituzione SOLTANTO finché sono circoscritte nell’ambito della fede! Ma, ripeto, io non parlo in una chiesa cattolica, ma nella società civile ribadendo i principi della civile convivenza enunciati dalla Costituzione. Non costringo bambini in ginocchio a pregare un assassino, come sembra che il suo ufficio, con questo verbale, ami fare. Un verbale che non è sorretto dall’autorità di un pazzo in croce, ma dalla STELLA A CINQUE PUNTE che simbolizza quei diritti e doveri a cui le Istituzioni, il suo ufficio compreso, in ossequio a quell’articolo 54 della Costituzione, deve attenersi e che il suo ufficio, inviando questo verbale, ha ignorato ed offeso. Le Istituzioni non sono le padrone dei cittadini, come impone l’ideologia di chi adora il macellaio di Sodoma e Gomorra, ma sono al servizio della Costituzione: e dove sta il servizio ai principi Costituzionali in questo verbale? Un Verbale che dice: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo?”

3) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “loro che hanno usato sempre i bambini per avere soldi, per ricattare le persone, per aggredire le persone”
Perché non conosce la storia? Questa accusa era mossa ai cristiani fin dall’epoca di Celso!
Non è forse vero che nella pubblicità per l’8per mille la chiesa cattolica ha usato i bambini e gli emarginati per avere denaro? Che cosa vuole il suo ufficio? Diffondere la menzogna? Non è con il ricatto nei confronti dei genitori di bambini malati che la Teresa di Calcutta costringeva gli induisti a battezzarsi? Che cos’è il suo ufficio; una succursale di ricattatori per imporre la fede cattolica? Nel corso dei secoli non si conoscono le centinaia di migliaia di bambini che sono morti per stenti e violenze negli orfanotrofi cattolici. E il suo ufficio non si INDIGNA, trova normale tutto questo. Tanto normale da censurare le affermazioni di un conduttore radiofonico della Religione Pagana Politeista.
E non sono i bambini le vittime per cui migliaia di preti cattolici sono sotto processo in ogni paese del mondo? Cosa intende fare questo ufficio? Nascondere la realtà affinché altri preti cattolici, in ossequio alla loro fede, continuino a stuprare bambini? E’ in questo modo che questo ufficio risponde ai suoi doveri nei confronti della Costituzione?


4) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “usano l’handicap dei bambini per impedire alle donne l’uso del proprio corpo”
Per censurare una frase del genere è necessario non solo non conoscere la storia, ma essere organizzati in difesa dell’integralismo cattolico e in opposizione al dettato Costituzionale. Perché, non sa forse che l’handicap era censurato dai cattolici e attribuito ai peccati dei genitori? Le malattie come effetto del peccato! Ma si può essere più squallidi? E se vuole colmare l’ignoranza in merito del suo ufficio le consiglio quell’importante studio che è “Il peccato e la paura” di Jean Delumeau ed Il Mulino!

Quando l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dice: “al di là della violenza aggressiva delle parole pronunciate!” fa un atto di terrorismo criminale. Lei tenta di impedire l’indignazione emotiva per il delitto. IL SUO E’ UN ATTO DI FEROCE VIOLENZA contro le norme della società civile. Quel suo “al di là della violenza aggressiva delle parole pronunciate!” è avverso a pronunciamenti della Corte di Cassazione e tende a ribadire un “ruolo soggettivo” del suo ufficio nell’identificarsi nel dio padrone dei cristiani: “Devi usare un tono adeguato!” Dimenticando che il suo ufficio non è identificazione con il dio padrone dei cristiani (e l’ideologia che promana), ma è al servizio della Costituzione e DEVE essere ossequioso dei principi Costituzionali. Il suo ufficio non ha il diritto di pronunciarsi sul mio modo di esporre le mie emozioni, i miei sentimenti e la mia percezione della realtà: FARLO E’ UN ATTO DI TERRORISMO!

5) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “gente come il Vaticano, che ha fatto dello stupro dei bambini una regola religiosa”
Egregio signore, non sono io che processo Ratzinger per partecipazione morale in stupro di minori, ma la magistratura USA, e non sono io che ha pronunciato le frasi di Wojtyla a Vienna, e non sono nemmeno io che ha fatto il documento di Giovanni XXIII in cui si condanna chi denuncia l’attività dei preti pedofili, una condanna ribadita da Ratzinger. E se ciò è avvenuto, non è solo per scelta di Ratzinger, Giovanni XXIII o Wojtyla, ma proprio per dogma comportamentale interno della chiesa cattolica: fu Gesù, nel vangelo di Marco, arrestato in compagnia di un ragazzino nudo. Si chiama Imitatio Christi ed è un comportamento che ha nello stupro fisico dei bambini solo un aspetto. In realtà è lo stupro psichico, anche quando non è seguito da violenza fisica, che ha effetti devastanti sia sui bambini che nella società civile (bullismo, droga, emarginazione, violenza sessuale, prevaricazione, disprezzo per le persone ecc.).
Censurando questa frase, il suo ufficio ha voluto forse giustificare la violenza sui bambini ad opera del Vaticano? Ho l’impressione di sì dal momento che continua censurando la frase: “sparano nella testa a tanti bambini come fossero bestiame: questa è la vigliaccheria: questa è la vigliaccheria, questo è l’atto di terrorismo” Più volte la Corte di Cassazione ha ribadito quali fini debba avere l’educazione dei bambini. Fini che devono tendere a farli diventare cittadini consapevoli e coscienti; cittadini forniti di quegli strumenti sociali che permettano loro di affrontare la vita da persone sociali propositive. Come può affrontare la vita come cittadino consapevole chi viene costretto a confidare nella provvidenza? Come può affrontare la vita consapevole quel bambino a cui sono imposte fobie sessuali? Come può affrontare la vita quel bambino che anziché conoscere i principi sociali (codice penale, Costituzione, Codice Civile ecc.) viene costretto a credere che “mettendosi in ginocchio davanti ad un dio padrone, il dio padrone lo assiste”. Come può affrontare la vita quel bambino che conosce solo l’ideologia del possesso manifestata dal dio padrone dei cristiani come metodo per risolvere le contraddizioni sociali? Quando questo esce dall’ambito ristretto della fede ed entra nella società civile si chiama imporre superstizione e attentare al dettato Costituzionale!

6) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “non può esserci un atto di terrorismo maggiore che non l’attività della chiesa cattolica”
E dove stanno i problemi in questa frase? Che forse le società civili occidentali non sono emerse dall’orrore assolutista del dominio sociale cattolico e cristiano in generale? Dalla rivoluzione Francese che ha indotto l’Europa ad uscire dall’assolutismo cattolico, alla resistenza antifascista in Italia che ha indotto ad uscire dall’assolutismo cattolico-fascista, è uno sforzo continuo delle società civili di tentare di rimuovere i principi dottrinali cattolici dall’interferire nella società stessa. D’altro canto ci sono tentativi della chiesa cattolica di imporre ancora quegli stessi principi anche se in forma apparentemente diversa: questa attività che viene percepita dalla società civile come un atto di terrorismo in quanto i cittadini percepiscono una situazione di provvisorietà nell’applicazione pratica dei loro diritti e, di fatto, limita i diritti Costituzionalmente sanciti. Come il suo verbale: è un atto di terrorismo nei confronti della società civile. Non è legale, in questa società, bruciare Giordano Bruno come il suo verbale sembra ritenersi in diritto di fare. Bruciare vivo Giordano Bruno è un atto ritenuto legittimo dalla chiesa cattolica!
Se il terrorismo ideologico della chiesa cattolica riesce a destabilizzare la Costituzione, come questo verbale intende fare, domani sarà legittimo bruciare il Giordano Bruno dell’occasione o seminare odio religioso. Ricordo che per la chiesa cattolica è dogma religioso, imposto da suo dio mediante ordine, di “uccidere chi adora dèi diversi dal suo dio!”.

7) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “il terrorismo della chiesa cattolica è un terrorismo vigliacco”
E dov’è il problema? La chiesa cattolica mica spara ad Aldo Moro e alla sua scorta! Spara, colpevolizza, impone sensi di colpa, a persone fragili ed indifese. La chiesa cattolica per secoli ha favorito i violentatori di donne criminalizzando le donne violentate “è colpa tua, ti sei mostrata in...” legittimando ideologicamente la violenza subita. Ha colpevolizzato bambini criminalizzandone i comportamenti (imposto sensi di colpa per tensioni che sono normali nel loro processo di crescita). Se il reato di violenza in questo paese è diventato un reato di violenza contro la persona (e non contro la morale e solo da pochi anni) coerentemente al dettato Costituzionale, questo è avvenuto CON LA FEROCE OPPOSIZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA CHE VOLEVA CONTINUARE A LEGITTIMARE LA VIOLENZA SULLE DONNE!
Quello della chiesa cattolica è un terrorismo vigliacco, cioè privo di limiti morali (come Costituzionalmente è intesa la morale): colpisce le persone deboli per trasformarle in pecore del suo gregge e le usa come massa di manovra per imporre i suoi dogmi alla società in antitesi ai principi Costituzionali (vedi il terrorismo nei confronti della famiglia o le farneticazioni di Ratzinger sul relativismo, le prese di posizione sull’omosessualità e sulla sessualità in generale che la chiesa cattolica continua a criminalizzare in antitesi a principi Costituzionali).

8) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “La chiesa cattolica sta continuando a massacrare le società civili”
Perché, non è forse vero? O il suo ufficio lo vuole occultare? Si può non condividere o non essere d’accordo, ma Cina, India, Vietnam, America Latina, Africa (vidi il genocidio in Uganda con 800.000 morti per i quali molti preti cattolici e molte suore sono sotto processo per genocidio), sono una dimostrazione dell’attività criminale dei missionari cattolici. E le stragi che hanno fatto non sono legate al passato, ma sta avvenendo ora! E’ l’ONU che ha censurato il comportamento del Vaticano teso a diffondere l’AIDS criminalizzando l’uso del preservativo. E anche il suo verbale è una sorta di massacro dei diritti civili in Italia inquadrandosi nel medesimo disegno criminoso.


E ORA VENIAMO ALLE ESPRESSIONI OLTRAGGIOSE CHE LEI IMPUTA A ME!

La Corte d’Appello di Venezia nel 1997, nel condannare i cattolici per offese al sentimento religioso di un’altra confessione religiosa determina i metodi e i limiti della critica religiosa. Tali metodi sono stati confermati con sentenza dalla Corte di Cassazione nel 1998 che non solo ha ribadito quanto espresso dalla Corte d’Appello di Venezia, ma lo ha integrato.
Dice la Corte d’Appello di Venezia:
“In materia di critica religiosa è possibile e lecito, in ossequio alla libertà di pensiero, giungere a negare fondamento all’altrui credo religioso, ma solo quando tale giudizio sia frutto di un’argomentata esposizione di contrari principi dogmatico-dottrinale e non apoditticamente affermato o, peggio ancora, correlato a finalità criminose o comunque illecite.”
A questo principio mi sono SEMPRE attenuto nel corso di quasi UNDICI ANNI DI TRASMISSIONI RADIOFONICHE, OGNI GIOVEDI’ SU RADIO GAMMA 5.
Cosa che non avviene per il suo verbale che tenta di imporre dogmi cattolici in sostituzione dei principi Costituzionali.
Proviamo a vedere le espressioni con cui Lei mi accusa, tenendo presente che la trasmissione viene preceduta da una presentazione in cui si dice che quanto detto “è il risultato dell’analisi filosofica del curatore....”:

1) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “Il dio della chiesa cattolica è un criminale assassino”
Quando io parlo del dio dei cristiani, parlo del dio descritto dai cristiani nei loro testi sacri. Non stiamo mica parlando dell’Uno di Plotino o del Dio degli Stoici: stiamo parlando del dio descritto nel vecchio e nel nuovo testamento, i libri sacri dei cristiani.
E in quale altro modo dovrei considerare chi si vanta di macellare l’umanità col diluvio universale? Chi ha macellato gli abitanti di Sodoma e Gomorra perché non facevano sesso come lui voleva (è di qualche giorno fa la sentenza della Corte di Cassazione che indica come SACRO l’orientamento sessuale delle persone), chi sgozza i sacerdoti di Baal (della mia stessa religione, vuole sgozzare anche me?), SI CHIAMA ASSASSINO. E il dio dei cristiani si chiama assassino non solo perché LUI ha fatto questo, ma perché queste azioni sono sempre state esaltate dalla chiesa cattolica nel corso dei secoli e manifestano quel principio dottrinale che, anche e soprattutto, nel Gesù di Nazareth suona come: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo”.

Pertanto, non è la mia espressione oltraggiosa, ma quella dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che negando la realtà della bibbia vuole impormi la visione cattolica al fine di perpetrare un diritto avverso alla Costituzione nella società: per quale altro motivo questo ufficio censura la mia frase se non per un atto di eversione dell’ordine democratico?

2) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “il dio della chiesa cattolica è un criminale assassino, responsabile di aver annientato tutta l’umanità per il suo divertimento”
Non lo sto dicendo io, ma i testi sacri cattolici; la loro bibbia dice che il loro dio ha mandato il diluvio universale per annientare l’umanità. E i popoli sono stati terrorizzati per secoli con la minaccia del dio che li punisce per i loro peccati. SI CHIAMA TERRORISMO! Andatelo a dire agli abitanti di Lisbona che quando un terremoto distrusse la città i criminali Gesuiti andarono in giro a dire che era colpa dei loro peccati e dio li aveva puniti. Erano fortunati, il loro dio non aveva mandato il diluvio universale!

Pertanto non è la mia espressione oltraggiosa, ma è oltraggiosa la pretesa dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di censurare la mia frase per nascondere la pretesa dogmatica dei cristiani del loro “diritto” ad ammazzare tutti ad imitazione del loro dio.

3) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “abbiamo quel lurido maiale che nella Bibbia si vanta di poter ammazzare i ragazzini, perché questo fa il dio della bibbia”
Perché, non è forse vero. E per qual motivo ha necessità di censurare questa frase? Per questioni di razzismo? I bambini egiziani sono forse bestie che il dio dei cristiani li può ammazzare? Si legga l’Esodo e il Deuteronomio: testi sacri per i cattolici! E questo ufficio ritiene legittimo “fracassare le teste dei bambini di Babilonia sulle pietre”?
A me, come Pagano Politeista fa orrore. E se uno dei miei mille Dèi ordinasse una cosa simile, lo prenderei a calci in culo; i cattolici no, loro dicono si “buana”. E quel si “buana” DEVE essere circoscritto alla loro fede, ma non può, né deve, essere imposto alla società civile. Nella mia esperienza non ho mai incontrato un nazista che difendesse o legittimasse i campi di sterminio, ma li ho sentiti negarne l’esistenza (negazionismo). Esattamente come non ho mai incontrato uno Stalinista (o ex tale) che giustificasse i campi staliniani, non ne conosceva l’esistenza o la pratica. Però li ho sempre sentiti condannare tale pratica. Solo i cristiani giustificano ed esaltano, considerandola sacra ed imitandola come e nelle modalità in cui potevano, l’attività di strage e genocidio fatta ed ordinata dal loro dio.

Dica ad un magistrato che il suo ufficio, “L’autorità per la garanzia delle comunicazioni”, ritiene legittimo fracassare la testa dei bambini sulle pietre o macellare i primogeniti egiziani. Quando vedo riprodotto questo principio dottrinale, in qualsiasi forma, nella società civile mi fa arrabbiare, mi fa indignare (come dovrebbe fare il suo ufficio) e definisco il dio dei cristiani un “maiale”.
Non la mia frase è da censurare, MA LA SUA CENSURA E’ UN’AFFERMAZIONE BLASFEMA NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA’ CIVILE.
La pretesa di dominare o criminalizzare i sentimenti delle persone nei confronti di testi dottrinali è un pretesa propria del regime a monarchia assoluta: un regime cristiano. Un regime cristiano, imposto dal dio dei cristiani, che per secoli si è macchiato di centinai di migliaia di delitti bruciando vive le persone che LORO chiamavano ERETICI: appare evidente, dalle frasi censurate, l’intento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di ripristinare l’uso di bruciare le persone che non si adeguino alla sua ideologia, Ideologia cattolica, non rispetto della Costituzione!

4) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “la madonna cornifica Giuseppe”
Si tratta di una logica deduzione dei racconti fatti dai vangeli.

Blasfema è la pretesa, attraverso la censura della frase, di impormi l’interpretazione del fatto da un punto di vista del cattolico integralista. Si tratta di un’offesa all’articolo 21 comma uno della Costituzione. Dal momento che i cristiani criminalizzano i comportamenti sessuali delle persone e condannano unioni diverse da quelle che loro elevano a dogma, perché io dovrei giudicare conformemente alla loro interpretazione le loro perversioni? Sono indignato dal loro odio per la famiglia e non sono tollerante con la violenza che i cristiani mettono in atto contro la famiglia applicando ai loro comportamenti interpretazioni truffaldine. Sì, i cristiani sono persone immorali: accettano che la loro madonna cornifichi Giuseppe col loro dio padrone, ma hanno imposto, pena la condanna a morte, per secoli la fedeltà coniugale a donne indifese. Una cosa del genere, a me, come Pagano Politeista, suscita orrore. Nel nostro ordinamento giuridico la legge o è uguale per tutti o è illegale!

RITENUTO che l’invio di questo verbale ha il solo scopo di imporre i dogmi dottrinali cattolici a chi cattolico non è, imponendo una visione della vita avversa e in contrasto con la Costituzione della Repubblica e che offende il sentimento religioso della religione Pagana Politeista manifestando atteggiamenti di intolleranza verso il dettato Costituzionale, si configura, nel suo insieme, come un atto di terrorismo con finalità di eversione dell’ordine Costituzionale.

CONSIDERATO che la politica di terrore dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha il solo scopo di imporre l’ideologia dei cristiani in antitesi al dettato Costituzionale favorendo quei programmi televisivi e radiofonici che esaltano il pazzo di Nazareth costruendo inganno fra i cittadini, false convinzioni, al fine di poterli truffare e ingannare impedendo l’espressione di tesi critiche e diverse mediante la minaccia dell’autorità cui sono investiti individui chiaramente di fede cristiana,

RITENUTO che le offese al sentimento religioso Pagano Politeista e alle norme morali sancite dalla Costituzione è stato ribadito dalla Corte Costituzionale proprio per proteggere le concezioni morali religiose diverse da quelle cattoliche e proprio perché i cattolici, occupando ruoli Istituzionali, non mancano di aggredirle, offenderle, diffamarle, per garantire alla chiesa cattolica un ingiusto vantaggio e un ingiusto profitto. Questione ribadita anche nella sentenza della Corte Costituzionale 14 novembre 1997, n. 329 in cui, equiparando le diverse religioni afferma:

“2. — La questione è fondata.
Le norme richiamate prevedono una diversa sanzione penale per il medesimo fatto di reato, qualora esso sia commesso contro quella che il codice penale, in mancanza di una riforma, denomina tuttora anacronisticamente (si veda il punto 1 del Protocollo addizionale dell'Accordo di modifica del Concordato lateranense, recepito con legge 25 marzo 1985, n. 121) la "religione dello Stato" - formula che, alla stregua della sentenza n. 925 del 1988 di questa Corte, deve riferirsi alla religione cattolica, in quanto già religione dello Stato - ovvero sia commesso contro un "culto ammesso nello Stato" - espressione anch'essa fuori tempo, dovendosi intendere nel senso di comprendere tutte le "confessioni religiose", diverse da quella cattolica, che rientrano nella protezione dell'art. 8 della Costituzione”
Principio che questo verbale, che censura il sentimento religioso della religione Pagana Politeista, venendo meno ai principi che regolano la critica fra diverse religioni, offende al fine di sottrarre la chiesa cattolica alla critica per la sua attività di devastazione morale della società civile. ZEUS è una DIVINITA’, GIUNONE è una DIVINITA’, DIANA è una divinità, PROMETEO è una DIVINITA’, DEMETRA è una DIVINITA’, AFRODITE è una DIVINITA’, non è una divinità un delinquente che dichiara: “Io sono il padrone dio tuo e non avrai altro padrone al di fuori di me!” Un Pagano Politeista non lo accetterebbe mai né la società civile tollererebbe mai un soggetto che si consideri al di fuori e al di sopra della legge in quanto padrone della stessa. Per la nostra Costituzione non può esistere un soggetto che non sia sottomesso alla legge e la legge DEVE rispecchiare i principi Costituzionali.

CONSIDERATO che questo ufficio ritiene che costringere bambini in ginocchio a pregare, esaltare principi criminali come l’apologia di strage o sottrarre le persone dal loro essere dei soggetti di diritto Costituzionale consapevoli e con lo sviluppo di capacità critica nei confronti del mondo in cui viviamo, è l’ideale che conduce le sue osservazioni venendo meno a quel carattere di obiettività che tale ufficio richiederebbe,
PRESO ATTO che questo verbale è un’ingiunzione interlocutoria, si chiede che l’Ufficio per le Garanzie delle Comunicazioni chieda scusa per aver offeso i principi religiosi della Religione Pagana Politeista.
Si scusi con il sottoscritto per averlo offeso nell’averne qualificato il lavoro filosofico e religioso come una squallida azione “blasfema” e non come un atto d’amore per la società civile.
Si scusi con Radio Gamma 5 per le accuse mosse nei confronti dell’emittente.
Si attivi per risarcire i danni che l’invio di questo verbale ha provocato.
DECISIONE – Mi riservo di invocare giustizia e riparazione alle offese subite con ogni strumento che la società civile mette a disposizione dei cittadini, ma voglio confidare in un rapido intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nel riconoscere il proprio errore. Voglio confidare in un intervento tempestivo sia del Ministro delle Telecomunicazioni che del Presidente della Repubblica affinché ripristino la legalità democratica e pongano le premesse affinché atti di terrorismo del genere non si verifichino più.
Al Consiglio di Amministrazione di Radio Gamma 5 si chiede di ripristinare immediatamente lo spazio radiofonico della trasmissione “Magia Stregoneria e Paganesimo” respingendo l’atto di terrorismo contro la Costituzione della Repubblica messo in atto dall’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni evitando di diventarne complice.
NOTA: E non pensi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che il mio linguaggio sia stato duro; ben maggiore è l’indignazione, per l’atto terroristico di devastazione Istituzionale che Voi avete messo in atto inviando questo verbale, che ha suscitato. Indignazione doverosa nel ricordo di tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita per i principi SACRI che voi avete offeso!

ALLEGATO: Si allega la fotocopia del verbale inviato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali, Ufficio Contenuti o Obblighi di Programmazione; contestato con la presente.
Il Pontefice eletto rappresentante della Federazione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
Mittente:
Pontefice eletto
responsabile della Religione Pagana Politeista
Federazione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 041933185








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Naturalmente non è arrivata nessuna risposta né il Presidente della Repubblica ha provveduto a segnalare la mia per inquisire l'AGCOM per la sua attività eversiva.




Così le persone di questo paese non possono avere giustizia rispetto all'attività di terrorismo eversivo.




Auguri a Santoro che ha avuto la forza e le opportunità per reagire, io non ne avevo.




Claudio Simeoni

martedì 23 marzo 2010

Il significato della celebrazione della Pasqua fra gli ebrei e i cristiani: differenze e affinità.

Le immagini rappresentano espressione di Attis e di Cibele nelle rappresentazioni delle feste Megalesia. Le feste di Megalesia celebrano la resurrezione di Attis e il dolore di Cibele per la sua perdita.

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Fra poco si celebra la Pasqua ebraica.
Poi seguirà la pasqua cristiana.
Secondo l’interpretazione degli ebrei, gli ebrei celebrano l’uscita dalla schiavitù dall’Egitto.
Per celebrare un avvenimento è necessario che l’avvenimento sia esistito, oppure che l’avvenimento appartenga ad un’invenzione letteraria che conservi dei principi sociali, etici, morali o religiosi, da preservare e tramandare.
La schiavitù in Egitto degli ebrei non c’è mai stata.
Come le piramidi non furono costruite da schiavi, ma bensì da lavoratori ben pagati (un loro sciopero di protesta durò oltre un anno), così la schiavitù in Egitto, come raccontata dalla bibbia, non c’è mai stata. Non c’è mai stato un esodo dall’Egitto
Il racconto della schiavitù degli ebrei in Egitto fu inventato dagli ebrei durante la deportazione a Babilonia. Attorno al 600 a.c. Fu inventato, con i primi cinque libri del pentateuco, al solo scopo di impedire agli ebrei deportati di integrarsi con la popolazione babilonese. La circoncisione, pratica igienica egiziana, fu assunta dagli ebrei come metodo di marchiatura del bestiame umano affinché il bestiame umano del “popolo eletto” fosse riconoscibile fra le altre popolazioni a Babilonia. Rimanere separati e a disposizione dei capi ebrei che erano, in realtà, i veri schiavisti (come li intendiamo oggi) degli ebrei a Babilonia fu lo scopo che portò ad inventare una schiavitù in Egitto dalla quale il loro dio padrone li trasse.

La Pasqua ebraica, diciamo subito, non celebra un avvenimento, come potrebbe essere “l’unità d’Italia”, ma una diffamazione nei confronti dell’Egitto. L’accusa di “schiavismo” agli Egiziani (come pratica particolare e non come relazione sociale presente in ogni paese antico) fu una specie di marchio d’infami che gli ebrei imposero agli egiziani anche con l’aiuto di altre persone (Erodoto) che, comunque, non erano animate da sentimenti di odio come gli ebrei. Una legittimazione d’odio nei confronti del popolo egiziano.
Il dio degli ebrei non dice “Io vi ho liberati dalla schiavitù!”, ma dice: “Voi sarete i miei schiavi non avendo altro dio fuori che me, perché io vi ho portati via dai vostri padroni egiziani!”. Gli ebrei non celebrano la liberazione da uno stato di schiavitù, ma celebrano il successo del loro dio nel renderli schiavi a sé.

Gli ebrei non celebrano il diritto degli uomini a non essere schiavi, ma celebrano il diritto del loro dio padrone a trasformare le persone in schiavi. Loro stessi, in quanto popolo eletto, si ritengono schiavi del loro dio padrone il quale li ha eletti a schiavi eletti: popolo eletto con diritto di macellare e di imporre la schiavitù ad altri popoli.

La pasqua ebraica è un’esaltazione della schiavitù. E’ l’esaltazione di quella relazione schiavo-padrone che consente ad un soggetto (o ad un popolo) di farsi padrone o schiavo a seconda delle condizioni storiche che incontra. Padrone o schiavo a seconda dei rapporti di forza che incontra, ma non in base a norme di diritto che devono essere rispettate.

Il secondo aspetto che viene celebrato nella Pasqua ebraica è il diritto al genocidio!

Nella Pasqua ebraica si celebra il diritto di ammazzare tutti i bambini egiziani. Per estensione, praticare il genocidio di chi non si mette in ginocchio.
E’ una cosa intollerabile per il diritto internazionale, eppure gli ebrei celebrano il diritto di praticare il genocidio nei confronti di chi non si sottomette alla loro violenza.

Quando gli ebrei scrivono della loro uscita dall’Egitto “la casa di schiavitù”, mica raccontano di Mosè che scavare un tunnel o organizza di un’evasione di massa, o di comportamenti eroici del loro popolo ebreo. Il popolo ebreo è passivo: il loro padrone è attivo.
Raccontano di un Mosè che chiede a “Faraone” di uscire dall’Egitto dopo una serie di “piaghe”, ma, dal momento che il dio padrone degli ebrei è intervenuto offuscando la capacità di decisione di “Faraone”, il dio padrone degli ebrei si sente legittimato a sterminare i bambini egiziani.
Questa è la logica ebrea: prima riempio una persona di eroina in modo da impedirgli di emettere un giudizio coerente e poi la condanno perché il giudizio che emette non è coerente. In effetti viene praticata con i Palestinesi e tutto il mondo sta a guardare.

Proviamo a leggerci questa perversione assoluta che solo un malato mentale quale appare il dio degli ebrei può congetturare.
Dice il dio padrone degli ebrei a Mosé:

“ “Faraone non vi darà ascolto, affinché io moltiplichi i miei prodigi nella terra d’Egitto.” Mosé e Aronne fecero tutti questi prodigi alla presenza di Faraone; tuttavia il dio padrone indurì il cuore di Faraone che non lasciò partire i figli d’Israele dal suo paese.” Esodo 11, 9-10

Ma che cosa aveva detto o fatto Mosè che il “Faraone” non aveva capito o voluto capire?

Innanzi tutto il dio padrone degli ebrei fece “...entrare il popolo ebreo nelle grazie degli egiziani.” Esodo 11,3

Dopo di che il piano di Mosè fu:

“Mosè disse: “Così parla il dio padrone: verso mezzanotte attraverserò l’Egitto, ogni primogenito morrà nel paese d’Egitto. Dal primogenito di “Faraone”, erede al trono, al primogenito della schiava che attende alla macina, come pure ogni primogenito degli animali. E per tutto l’Egitto vi saranno tali lamenti che mai ci furono né ci saranno. Ma tra i figli d’Israele neppure un cane abbaierà contro anima viva, uomo o bestia che sia, affinché sappiate che il dio padrone ha fatto una separazione ben netta tra gli egiziani e gli israeliti. Anzi tutti i tuoi servi scenderanno da me, e inchinandosi davanti a me, supplicheranno: Parti tu e il tuo popolo che è al tuo seguito. Dopo di che partirò”.” Esodo 11, 4-8

Con questa intenzione stragista si istituisce la pasqua:

“Si provveda un agnello, un agnello per casa [...]
Lo custodirete fino al quattordicesimo giorno di questo mese e tutta l’assemblea d’Israele, radunata, lo immolerà alla sera. Si prenda un po’ del suo sangue e si spanda sopra i due stipiti e sopra il frontone della porta, nelle case in cui si deve mangiare. La carne si mangi in quella stesa notte, abbrustolita al fuoco con pani azzimi ed erbe amare. Non ne mangerete crudo, né lessato nell’acqua; ma arrostito al fuoco, testa gambe e interiora. Non lasciate nessun avanzo per il giorno seguente e quello che sarà rimasto allo spuntar del mattino bruciatelo. Lo mangerete in questa maniera; avrete i fianchi cinti, i calzari ai piedi, il bastone in mano: mangiatelo in fretta; è il passaggio del dio padrone. In quella notte io passerò per l’Egitto e percuoterò ogni primogenito del paese, sia degli uomini che degli animali, e farò giustizia di tutti gli Dèi dell’Egitto. Io sono il dio padrone. Quel sangue servirà ad indicare le case dove voi abitate : quando io vedrò quel sangue, passerò oltre senza toccarvi e non vi sarà in mezzo a voi nessuno colpito a morte quando io percuoterò l’Egitto. Quel giorno sarà per voi memorabile; voi lo celebrerete come festa in onore del dio padrone; e per tutte le vostre generazioni voi lo festeggerete come legge perpetua.” Esodo 12, 1-14

Gli ebrei con la Pasqua celebrano il genocidio per il gusto del genocidio.
Il genocidio gratuito di popoli e bambini. La soluzione finale di hitleriana memoria.

Quando i cristiani vollero appropriarsi della Pasqua indicandola come momento di resurrezione del loro dio padrone, si trovarono in concorrenza con gli ebrei. Come gli ebrei con la Pasqua celebravano il diritto al genocidio del loro dio padrone e, per estensione, il loro diritto al genocidio di ogni popolo, i cristiani con la Pasqua celebrarono il diritto ad imporre dolore e sofferenza ai popoli.

La Pasqua cristiana fu una riproduzione dell’ideologia dottrinale ebrea e il cristianesimo la attua in circa 2000 anni di vessazioni a cui il cristianesimo ha sottoposto le persone di religione ebrea. Le violenze dei cristiani nei confronti degli ebrei, perpetrate nel corso dei secoli, avevano il solo scopo di contendere agli ebrei il diritto al genocidio in nome del medesimo dio padrone.
La stressa Shoah, il genocidio perpetrato dai nazisti nei confronti degli zingari, degli omosessuali e degli ebrei, altro non è che riproduzione del meccanismo del genocidio che gli ebrei hanno elevato a comportamento del loro dio. Nel caso del nazismo e della Shoah i nazisti assumono il ruolo degli ebrei nelle grazie del dio padrone (Gesù una la sferza per cacciare i mercanti dal tempio e i nazisti fanno lo stesso per cacciare gli ebrei dalla Germania che è il loro tempio) e gli ebrei assumono il ruolo dei primogeniti egiziani che vengono infilati nelle camere a gas.
Non è un caso che nei campi di sterminio ci sia stata una sola rivolta dei deportati. Non fu fatta dagli ebrei, bensì da chi amava la libertà per la libertà: gli zingari. Nei campi di sterminio gli ebrei hanno svolto il ruolo sacrificale degli agnelli dei cristiani o hanno svolto il ruolo impotente dei primogeniti egiziani.
Quando si costruisce un meccanismo ideologico e lo si cala, attraverso l’ideologia religiosa, nei comportamenti emotivi infantili, questo modello si trasforma in modello naturale che il bambino, una volta adulto, applica nella ricerca della soluzione dei suoi problemi.

Per giustificare il genocidio nei confronti degli ebrei, i cristiani non si limitano a far propria l’istituzione della pasqua degli ebrei. I cristiani fanno propri i principi di morte e di distruzione della pasqua degli ebrei come legittimazione del loro dio padrone a distruggere i popoli, ma rubano la rappresentazione formale alle feste romane di Megalesia che all’inizio di primavera vengono celebrate a Roma.

Diventa interessante riassumere le feste di Megalesia celebrate dal 20 marzo al 26 marzo.
Tolti i primi due giorni, il 20 e il 21 marzo, in cui non ci sono celebrazioni delle feste di Megalesia a Roma, la ricorrenza ha questo svolgimento.
Le celebrazioni rituali vere e proprie iniziano il 22 marzo con la processione dei sacerdoti di Cibele che portano in giro per la città il pino avvolto in strisce di lana e coronato di viole fino al tempio di Cibele. Il pino simboleggia Attis, il giovane che amava Cibele e che fu ucciso da un cinghiale. La cerimonia “magica” sta a significare “arbor intrat”; l’albero entra, con evidente simbolismo erotico legato alla primavera. Da questo momento iniziano i misteri di Cibele. Attis simboleggia tutti gli Esseri della Natura nelle loro trasformazioni legate al momento dell’inizio della primavera.
Il 23 marzo la commemorazione di Megalesia continua con il giorno di tristezza e lutto per la morte di Attis. Rappresenta la riflessione sulla fine del ciclo, sulla morte, su come giungere al momento della morte del corpo fisico.
Il 24 marzo si celebrano i funerali di Attis con danze sfrenate e spesso con cadute in estasi. Spesso, al culmine dell’estasi, i sacerdoti si infliggono ferite ( da dove fu copiata la fustigazione del Gesù dei cristiani) alcuni si castrano (la pratica fu proibita per legge dal senato Romano). Nel tempio si teneva una veglia da parte degli iniziati al culto di Cibele.
Il 25 marzo era il giorno di gioia e di festa per la resurrezione di Attis. Era la Natura che risorgeva ed era una festa tanto grande che in città ogni lutto era sospeso. Le persone si travestivano e scoppiava una specie di carnevale di festa.
Il 26 marzo era il giorno del riposo dopo la festa per la rinascita di Attis. Era l’ultimo giorno delle feste di Megalesia.

Questo meccanismo di celebrazione viene rubato dai cristiani per costruire il meccanismo della loro pasqua.
Su questo meccanismo di vita i cristiani impongono il meccanismo di morte, di legittimazione del genocidio come voluto dal dio padrone degli ebrei. Raccontano che il loro inesistente Gesù è ammazzato dagli ebrei (e non da un cinghiale come in Attis) e con questo criminalizzano gli ebrei “colpevoli” di un inventato deicidio (come inventata era la loro schiavitù in Egitto). I cristiani hanno giustificato il genocidio degli ebrei ritorcendo contro gli ebrei il meccanismo del genocidio divino inventato dagli ebrei.

Della pasqua degli ebrei e dei cristiani è rimasto solo la celebrazione del genocidio. Quel diritto al genocidio che i cristiani hanno attuato nei confronti dei popoli non cristiani e degli ebrei. Genocidio che i cristiani hanno praticato contro zingari, omosessuali ed ebrei nella veste di nazisti. Genocidio che gli ebrei oggi attuano nei confronti dei Palestinesi ritenendosi in diritto di rubare loro la terra, le case, la cultura, la vita stessa.
La pasqua celebra il genocidio.
Celebra ciò che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo condanna in assoluto: la pasqua è una dichiarazione di guerra alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU!

La celebrazione della pasqua ad opera di ebrei e cristiani è un atto di violenza e ferocia contro il genere umano e i principi di libertà a fondamento delle Costituzioni moderne.

23 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 16 marzo 2010

E' morto Luigi Cascioli, un eroe della società moderna.

E’ arrivato l’annuncio della morte di Luigi Cascioli.
Un uomo che ha speso la sua vita negli ultimi anni per smascherare le truffe e gli inganni della religione cristiana. Un uomo convinto che la società civile avesse una dignità laica da opporre all’oscurantismo e all’odio cristiano. Spesso ha dovuto constatare come molti magistrati erano più legati all’interesse della chiesa cattolica nel manipolare la società civile che non rispettosi di una Costituzione che, definendo i diritti dei cittadini, determina i doveri dei magistrati di tutelare tali diritti.
Oggi che Ratzinger è sotto accusa per le sue pratiche di pedofilia (e altre accuse, se le società civili rispetteranno i loro doveri, arriveranno) l’impegno di Luigi Cascioli appare quanto meno eroico.

Ci sono sempre nella società degli eroi che si lanciano contro mostri enormi che impediscono alla società di vivere e di espandersi.
Sono i Don Chisciotte.
Spesso vengono guardati con sufficienza, distacco e un po’ di timore, perché indicano il mostro là dove le sue vittime vogliono solo vedere innocui mulini a vento.
Una società priva di queste persone è una società che si avvia sulla strada del tramonto negando a sé stessa ogni possibile futuro.
Per questo va onorato Luigi Cascioli e la sua passione.
Lui voleva costringere il mostro, il mulino a vento, ad incrociare le armi e combattere; invece il mostro, il mulino a vento, la chiesa cattolica, si ritraeva per poter mantenere intatto l’inganno, la truffa, l’impunità nello stupro di minori continuando a danneggiare la società civile.

Noi vogliamo ricordarlo come nella conferenza che Luigi Cascioli ha tenuto ad Arpiola di Mulazzo il 18-19 ottobre 2008


Watch live streaming video from paganesimo at livestream.com



Per ascoltare la Conferenza abbassare la televisione che trasmette a fondo pagina, oppure andare a:

http://www.livestream.com/paganesimo/video?clipId=pla_5976660016479639648


Una società priva di uomini con questo spirito e queste passioni è una società morta. Questi uomini non faranno mai i miliardi come Berlusconi, ma accumulano un tesoro di Potere di Essere nelle mille esperienze della vita che li porta a trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. Nel farlo, aprono delle possibilità di futuro per la società nella quale vivono.

16 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 14 marzo 2010

Ratzinger e l'uso del figliol prodigo per legittimare la pedofilia cattolica con il coinvolgimento e la complicità degli atei.

Le farneticazioni di Ratzinger, finalizzate allo stupro di minori, non hanno limite.
Certo, chiedere giustizia nei confronti dell’odio di Ratzinger e della sua attività di aggressione alla società civile è, per Ratzinger, “relazioni immature” col suo dio padrone e con lui che lo rappresenta. Per Ratzinger l’immaturità è rappresentata dalla democrazia e dai doveri che le società hanno nei confronti dei cittadini e dei bambini in particolare. Costituisce offesa per Ratzinger la pretesa delle società che la chiesa cattolica cessi le sue pratiche di pedofilia. E’ il senso dell’uso della parabola del figliol prodigo, quella violenza fatta dal padrone per impedire al figlio di diventare autonomo.
La misericordia, per Ratzinger è l’accettazione della volontà del suo dio padrone e, per estensione, l’accettazione della sua pratica di pedofilo che esercita assieme alla chiesa cattolica.
Così per Ratzinger le vittime non devono chiedere giustizia per i delitti che hanno subito da parte di Ratzinger, Bagnasco, Bertone, Wojtyla, ecc. ma devono esercitare il “perdono” nei confronti dell’odio che il dio padrone di Ratzinger ha imposto ai suoi schiavi.
Riporto le farneticazioni ipocrite e criminali di Ratzinger:



PAPA: RIBELLIONE E IPOCRISIA RELAZIONI IMMATURE CON DIO

(AGI) - CdV, 14 mar. - "La ribellione e l'ipocrisia sono due modi immaturi di rapportarsi con Dio". Lo ha affermato Benedetto XVI all'Angelus. "Entrambe queste forme - ha spiegato - si superano attraverso l'esperienza della misericordia". "Solo sperimentando il perdono, riconoscendosi amati di un amore gratuito, piu' grande della nostra miseria, ma anche della nostra giustizia, entriamo finalmente in un rapporto veramente filiale e libero con Dio", ha detto spiegando ai fedeli la parabola del Figiol prodigo: una pagina del Vangelo definita dal Papa "un vertice della spiritualita' e della letteratura di tutti tempi" che ci parla di Dio e della sua ansia di perdonarci .

Tratto da:
http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201003141207-cro-rom0045-papa_ribellione_e_ipocrisia_relazioni_immature_con_dio

Appare del tutto evidente come a Ratzinger interessi esclusivamente salvaguardare l’impunità nell’attività lo stupro dei bambini ad opera della chiesa cattolica. Lo condanna con le parole, ma lo esercita nei fatti e nelle attività per assicurare l’impunità ai preti pedofili e, in particolare, al Gesù dei cristiani.
Pratica, del resto, ben definita, come diritto del dio padrone identificato come “padre”, nella parabola del Figliol prodigo che Ratzinger usa come modello del suo diritto alla violenza sui minori.
Soltanto se i bambini accettano la violenza della chiesa cattolica e della sua pratica di pedofilia entrano, secondo Ratzinger “in un rapporto veramente filiale e libero con dio”.
In questo contesto, criminale e farneticante, Ratzinger entra nel discorso con gli atei.
Gli atei, secondo Ratzinger, cercherebbe il dio giusto dal quale farsi violentare.
In soldoni Ratzinger afferma che agli atei, molto probabilmente, non piace il dio che vorrebbe violentarli o che li ha violentati, vogliono un dio diverso, vogliono cercare una specie di vera immagine di dio “analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori....”
Riporto l’articolo con le frasi farneticanti di Ratzinger:


PAPA: L'ATEISMO PUO' NASCONDERE UNA RICERCA DI DIO


(AGI) - CdV, 14 mar. - "L'ateismo non di rado nasconde l'esigenza di scoprire il vero volto di Dio". Lo ha detto Benedetto XVI all'Angelus, rivolgendosi a oltre 60 mila fedeli presenti in piazza San Pietro. Per il Papa questo conflitto con la religione puo' essere una fase di crescita, "analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori: all'inizio dipende da loro; poi rivendica la propria autonomia; e infine - se vi e' un positivo sviluppo - arriva ad un rapporto maturo, basato sulla riconoscenza e sull'amore autentico". Recentemente Benedetto XVI ha lanciato l'idea di un "cortile dei gentili", nel quale la Chiesa dovrebbe rivolgersi a quanti non hanno ancora trovato la fede .

Tratto da:
http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201003141205-cro-rom0044-papa_l_ateismo_puo_nascondere_una_ricerca_di_dio

Il terrorismo di Ratzinger è di una violenza criminale che sconfina nell’attività di incitamento al terrorismo.
L’ateo è sempre un manipolato mentale dalla chiesa cattolica; una sua vittima.
L’ateo rifiuta l’immagine del dio padrone di Ratzinger e rifiuta di farsi violentare da Ratzinger e dal suo dio padrone con cui Ratzinger si identifica.
L’ateo è comunque una vittima a cui sono state spezzate le braccia della percezione emotiva e non è in grado di legarsi al mondo in cui vive; non riconosce sé stesso come una divinità che determina la propria esistenza, ma deve trovare qualcuno da cui essere sempre dipendente.
L’ateo è un soggetto antireligioso perché deve difendere a tutti i costi la religione cattolica e i suoi principi che non è in grado di mettere in discussione. Né di individuare i principi di morte (li ritiene naturali) propri del cristianesimo; né di elaborare nuovi e diversi principi (che non siano interpretazioni del suo stato “sentimentale” piegato); né di riconoscere l’intelligenza e l’aspetto divino degli oggetti del mondo in cui vive; né di costruire legami emotivi ed empatici con i soggetti del mondo che metterebbero in discussione la propria patologia delirante cristiana togliendolo dal centro del mondo nella sua identificazione con un “possibile” assoluto.
Per questo motivo spesso incontriamo casi di atei o “mangiapreti” che si “convertono” sul punto di morte. Gli atei, finché sono giovani ed hanno energia respingono l’immagine criminale del dio padrone, ma non sono in grado di respingere la loro dipendenza emotiva da un superessere, da un destino, da una reincarnazione, e lo cercano o si sottomettono al momento della morte, quando le energie che riversano nella ragione decrescono e la loro struttura emotiva rivela la loro malattia da dipendenza.

La chiesa cattolica vorrebbe fare un “cortile dei gentili per rivolgersi a quanti non hanno ancora trovato la fede”? Già lo fece, col campo di sterminio di Skitopolis. E con duemila anni di sterminio nei confronti dei non cristiani.
Oppure nei seminari, nei cori, come questo:


Un prete pedofilo a Monacomentre Ratzinger era vescovo
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
12 marzo 2010


BERLINO - Clamorosa svolta nello scandalo dei casi di abusi sessuali nelle istituzioni cattoliche tedesche. L'edizione online dell'autorevole quotidiano liberal di Monaco di Baviera, la Sueddeutsche Zeitung, scrive che negli anni Ottanta un sacerdote pregiudicato per violenze pedofile fu trasferito da Essen (NordReno-Westfalia) in Baviera, nel periodo in cui l'attuale pontefice Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, era arcivescovo di Monaco e Freising e quindi teoricamente massimo responsabile di ogni affidamento di missione e trasferimento di sacerdoti. In Baviera, il prete pregiudicato si abbandonò di nuovo a violenze pedofile e attualmente esercita ancora il suo ministero nell'Alta Baviera.Immediata la reazione di Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede: in un suo comunicato sul suo sito, egli ha detto, la diocesi bavarese ha già chiarito il caso. L'allora vicario generale Gerhard Gruber, oggi 81enne, si è assunto la piena ed esclusiva responsabilità della scelta di aver affidato il servizio pastorale al sacerdote pregiudicato. E si è duramente autocriticato parlando di grave errore.Il sacerdote, di cui la Sueddeutsche Zeitung non fa il nome, è stato in servizio quasi ininterrottamente in Baviera dal 1980. In precedenza, a Essen, cioè nel centro-ovest della Germania, il prete era stato scoperto e denunciato perché aveva costretto un bimbo allora undicenne a praticargli un atto sessuale orale. Trasferito in Baviera, il sacerdote commise di nuovo abusi pedofili su minorenni. La Chiesa a quanto risulta alla Sueddeutsche non ha mai denunciato il presule alla giustizia. La notizia arriva come una bomba nello stesso giorno in cui il pontefice ha esaminato in un teso consulto in Vaticano i casi di pedofilia nella Chiesa cattolica tedesca insieme con il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch. Papa Benedetto si è detto sconvolto degli abusi promettendo linea dura e piena chiarezza.


Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/12/news/sacerdote_pedofilo_monaco-2627618/

E’ il senso della parabola del Figliol prodigo usata da Ratzinger per legittimare la sua attività di pedofilo con la complicità delle Istituzioni italiane.

14 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 11 marzo 2010

Maghi da televisione e preti ciarlatani che sfruttano la ciarlataneria di Gesù imposta ai loro schiavi.


Solo chi è stato violentato da bambino e ora crede nei miracoli, può essere ulteriormente plagiato dagli imbonitori della chiesa cattolica.
La gente che si illude di avere il miracolo dal criminale Antonio da Padova, o che fa le code per avere il miracolo dal criminale Padre Pio, sono le vittime dei vari gruppi di preghiera che, come gli ammalati del gioco d’azzardo, sono pronti a sborsare soldi per il nulla.
Sono i maghi da televisione, o i vari guaritori che per truffare meglio le loro vittime si circondano di crocifissi, di immagini cattoliche con cui abbindolare chi è già stato abbindolato nella psiche dalla chiesa cattolica.
Siamo di fronte alla ciarlataneria. La stessa ciarlataneria nella quale si discute se la suora è stata “guarita” da Wojtyla o se è ancora ammalata. E’ ciarlataneria, com’era ciarlataneria quella di Gesù che viene spacciata dalla chiesa cattolica come una dose di eroina al fine di imporre la fede nella sua onnipotenza.

Don Rock: «Il suono può guarire unafrattura, il tatto può evitare la leucemia»
Il prete padovano Paolo Spoladore: «Il blocco dei tre canaliporta nevrosi e infarto».
Un'indagine dell'ordine dei medici
di Davide Tamiello

PADOVA (11 marzo) - «Il corpo è una cosa santa e meravigliosa, mappatura fondamentale per comprendere ciò che vi accade», don Paolo Spoladore dixit. Le teorie di "don Rock" spiegate negli appunti di una fedele che aveva frequentato il suo corso nel 2006. Corso che si è tenuto anche in questi giorni a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia (nella sede di Usiogope, la srl fondata da "Donpa" nel 2003), che ora è sotto osservazione da parte dell’Ordine dei medici di Padova, che ha aperto un’istruttoria per capire se vi sono implicazioni medico-professionali non conformi alla pratica deontologica (alle lezioni partecipa un medico, Raffaele Migliorini). L’istruttoria segue altre due iniziative su don Paolo: su di lui sta investigando la curia vescovile che ha aperto un’indagine esplorativa relativa alla sua presunta paternità di un bimbo di sette anni. Nello stesso tempo, le valutazioni della curia si concentrano sui corsi e sul tipo di messaggio diffuso al loro interno.Cosa insegna don Paolo? L'idea di base è una, ed è fondata sulla comunicazione del corpo. Don Paolo spiega come interpretare i segnali, spie del nostro disagio, interiore e fisico. I cinque sensi? Sono un'interpretazione sbagliata. In realtà le percezioni umane arrivano tramite tre canali: uditivo/verbale, visivo e tattile. Il blocco dei tre canali «porta alla depressione, alla malattia, alle nevrosi, all'infarto, all'ipertensione». E dai tre canali si possono avere potenzialità guaritrici: «Il suono è autoguarente, certe frequenze possono guarire un osso fratturato. Il tatto è legato al sistema immunitario: chi è stato tanto toccato non si ammala, si percepisce l'altro, dalle mani fuoriesce energia guarente». Addirittura la leucemia, una forma di tumore quindi, può derivare «dalla mancanza del canale tattile, quindi da uno scarso contatto vitale». Una persona, dunque, «comunica correttamente quando utilizza tutti e tre i canali, quando ne usa uno solo può essere pericoloso e insufficiente».Il corpo comunica armonia e disarmonia. E i farmaci? «Se quando ho un sintomo lo spengo con un farmaco è come se per spegnere la spia della benzina accesa la fracassassi con un martello». E ancora: «Andare dal medico per guarire un segnale è come una donna che cerca di pulire sullo specchio una sbavatura del rimmel sul suo volto. Il farmaco fa cessare il dolore di un problema che rimane comunque».La ragione di tutto per don Paolo sta nel "logos" (dialogo interiore): «La guarigione è il piacevole effetto collaterale di un utilizzo corretto del logos». La soluzione si trova quindi nella formula: meditazione, passeggiate, fede e «cocktail di sostanze attive» («una parte di medicina tradizionale ci vuole, ma mirata e non distruttiva, l'integrazione deve avvenire attraverso le parte dei bisogni fisiologici»). Poi, qualche chicca di genere: l'uomo ha una maggior predisposizione all'infarto perchè è un «essere cardiaco, pensa col cuore», mentre la donna è un «essere pensante, usa molto il pensiero, calcolo e razionalità, per questo è predisposta a mal di testa». E pensare che c'è chi diceva che fosse una scusa.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=94229&sez=NORDEST


Come i maghi da televisione, anche i mafiosi usano le immagini della chiesa cattolica, solo in questo modo possono raccogliere l’accozzaglia di individui da sfruttare. Finché Zanonato favorirà le pratiche da imbonitori e ciarlatani dei frati di Padova, ci sarà sempre spazio per altri ciarlatani nella chiesa cattolica. Manipolatori mentali che. Agendo sul plagio che la chiesa cattolica ha imposto sui ragazzi tentano di appropriarsi di un ingiusto profitto.
Come i preti violentano i ragazzi occupandosi di scautismo o di poveri, così i preti guaritori violentano e derubano le persone spacciando come miracolo la ciarlataneria del loro Gesù.

11 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì 10 marzo 2010

Continua l'attività terrorista del Dalai Lama contro i cittadini del Tibet.

Non bisogna dimenticare che Marco (o Giacinto) Pannella (col suo partito) non ha esitato a denigrare chi in Italia è stato torturato per i suoi interessi politici. La sua azione di aggressione ha contribuito ad impedire ai cittadini di chiedere giustizia. Va da sé che trova affinità con il Dalai Lama e la sua ideologia schiavista.
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Continua l’attività di terrorismo del Dalai Lama.
Questa volontà di saccheggiare la società trafficando in schiavi e imponendo sé stesso quale reincarnazione della divinità è un’offesa ad ogni cittadino della terra.
Il buddismo lamaista muore da solo perché è contro i bisogni degli Esseri Umani. Come il cristianesimo, oggi imputato per la sua attività di pedofilia, non è più in grado di truffare grandi masse col suo inferno, paradiso e dio creatore, così il buddismo tibetano non potendo più trafficare in schiavi svela le illusioni che spacciava con la violenza ai cittadini del Tibet.
E’ legittimo diffondere la propria idea religiosa; è illegittimo costringere dei cittadini, specialmente i bambini, a sottostare alla propria idea religiosa per gestire un potere sociale.
Li abbiamo visti i monaci tibetani uscire armati dai monasteri e aggredire la città di Lahasa. Capisco che sia duro argomentare di religione quando non si possono minacciare le persone ridotte alla schiavitù, ma se il Dalai lama conoscesse la storia occidentale saprebbe che il problema è vecchio. Gli Stoici furono costretti a cambiare le loro idee religiose sotto l’incalzare degli Scettici, i copisti cristiani hanno manomesso i loro vangeli sotto la critica degli ultimi Pagani, il Platonismo fu costretto a sposare orfismo e pitagorismo, e il Dalai Lama deve affrontare i materialisti dialettici in Cina. Se non ha argomenti filosofico-religiosi sufficienti, significa che la sua religione era solo esaltazione e gestione dello schiavismo a cui sottoponeva i cittadini del Tibet; come per i cristiani la loro religione è solo gestione della pedofilia alla cui sottomissione costringono i bambini.
Riporto:

Tibet/ Dalai Lama accusa la Cina: vuole distruggere il buddismo
Tibet/ Dalai Lama accusa la Cina: vuole distruggere il buddismo
Monaci e suore in condizioni di prigionia, monasteri come musei

Dharmsala, 10 mar. (Ap) - Il Dalai Lama ha accusato le autorità cinesi di ricorrere alla repressione violenta nel tentativo deliberato di distruggere il buddismo. Secondo il leader spirituale tibetano, Pechino sta costringendo monaci e suore in condizioni di prigionia e sta privando loro la possibilità di studiare e praticare il buddismo in pace. Parlando in occasione del 51esimo anniversario del fallito tentativo di ribellione tibetana contro la legge cinese, il Dalai Lama ha spiegato che questo tipo di atteggiamento sta riducendo i monasteri tibetani alla stregua di musei, il tutto allo scopo di annientare e distruggere il buddismo.
Coa


Tratto da:
http://www.larena.it/stories/Ultima%20Ora/134561_tibet_dalai_lama_accusa_la_cina_vuole_distruggere_il_buddismo/


Dopo le rivolte, sicuramente Pechino sta controllando le attività di monaci e suore. Non tanto per le loro attività religiose, ma per le loro attività eversive messe in atto nella società tibetana.
O si è persone religiose, o si fa della religione un movimento politico per dominare le società civili.
Bisogna scegliere ciò che si vuole essere.
E’ necessario scegliere le proprie priorità. Se si accetta di farsi finanziare dalla CIA degli USA per destabilizzare la società cinese, significa che si è rinunciato al proprio essere delle persone religiose per intervenire nei rapporti di forza della politica internazionale.
Ogni scelta ne preclude un’altra e il Dalai Lama ha scelto di partecipare alla violenza contro i cittadini del Tibet.
Nota: foto tratte da:
http://commons.wikimedia.org/wiki/

10 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì 9 marzo 2010

Il terrorismo dei fratelli Ratzinger: Joseph e Georg.


Si tratta di violenza fisica come corollario della violenza sessuale.
Quel miscuglio di terrore che ha fatto del nazista Ratzinger il criminale nei confronti dell’umanità.
Contro questi criminali la società civile ha combattuto a lungo elaborando le Costituzioni occidentale e sottraendo i bambini all’odio terrorista cattolico.
Un odio che viene reiterato da Zaia quando, sputando sulla Costituzione della Repubblica, intende imporre con la violenza ai ragazzi la sottomissione al crocifisso.
Le ammissioni di Ratzinger sono semplicemente ridicole e tendono a minimizzare quel clima di terrore con cui la chiesa cattolica impone la sua religione, la sua fede e il criminale Gesù che ordina di scannare chiunque non si meta in ginocchio davanti a lui. Quell’ordine di scannare, la fonte di tutte le violenze è lo stesso ordine che Zaia, candidato alla Presidenza della Regione Veneto vuole reiterare al fine di fissare il proprio dominio e il proprio potere.
E non si dica che non si sapeva che i cristiani usano la violenza, compresa la violenza sessuale, nei confronti dei bambini.
Per i cristiani la violenza nei confronti dei bambini è “parola e volontà del loro dio”:

“Chi risparmia il bastone odia suo figlio, chi lo ama è pronto a correggerlo.” Proverbi 13, 24

Per duemila anni la chiesa cattolica ha torturato, vessato e violentato le bambine e i bambini e oggi questo delinquente di Ratzinger non solo riconosce di essere all’interno di un sistema che faceva della violenza il metodo, ma cerca di giustificarlo e minimizzarlo.
Questo è terrorismo e Ratzinger, entrambi i fratelli Ratzinger, dovrebbero stare in galera se i magistrati rispettassero le leggi!
Riporto:


Il fratello del Papa sulla vicenda di abusi sugli ex ragazzi del Coro dei Passeri"

Avevo saputo che il rettore del convitto li picchiava sistematicamente"
Ratisbona, padre Ratzinger si scusa"Anch'io talvolta li ho picchiati"
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
09 marzo 2010




BERLINO - Padre Georg Ratzinger, il fratello maggiore di Papa Benedetto XVI, si è scusato con gli ex ragazzi del Coro dei Passeri del Duomo di Ratisbona per le percosse e gli abusi subìti in passato. E rivela due fatti per la prima volta: che egli stesso qualche volta ha dato ceffoni ai bimbi del Coro. E che dai suoi piccoli coristi aveva saputo che il rettore dell'Internat, il convitto in cui i ragazzi vivevano, li picchiava sistematicamente, con durezza e spesso persino senza alcun motivo che potesse spingerlo a decidere una punizione. Il fratello del Pontefice ha fornito queste rivelazioni un una lunga intervista uscita stamane sulla Passauer Neue Presse, il quotidiano conservatore e cattolico bavarese, molto vicino alla Chiesa e alla Csu (Unione cristiano-sociale, il partito cattolico-arciconservatore al potere in Baviera). Le sue risposte offrono nuovi, pesanti dettagli sul clima di violenza e paura nelle istituzioni cattoliche, e inaspriscono di fatto il clima, a pochi giorni dall'incontro in Vaticano tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch."Io ero felice a ogni prova del Coro", racconta padre Georg Ratzinger, "ma devo ammettere che spesso diventavo depresso, perché non raggiungevamo i risultati che volevo. E all'inizio io ho spesso distribuito schiaffi, anche se poi mi rimordeva la coscienza per averlo fatto". Egli aggiunge di non aver mai picchiato nessun ragazzo fino a procurargli lividi o lesioni.Sempre nell'intervista alla Passauer Neue Presse, egli racconta che quando il Coro era in viaggi per concerti fuori sede, "i ragazzi mi hanno raccontato cosa succedeva al convitto". E quindi egli sapeva, come ammette, che il rettore, indicato in nome della privacy solo con l'iniziale M., "dava schiaffi molto violenti e anche che lo faceva per motivi molto futili". Ma il convitto era un'istituzione indipendente, quindi egli, come maestro del Coro, non aveva l'autorità di denunciarlo. E comunque non seppe mai di abusi sessuali, quindi di abusi sessuali non si parlò mai. In ogni caso "io fui molto felice, mi sentii sollevato quando nel 1980 furono vietate le punizioni corporali". "Anch'io, da piccolo, presi dei ceffoni", egli nota.La situazione per la Chiesa cattolica si fa dunque sempre più difficile nel paese del Papa. Ieri la ministro della Giustizia tedesca, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ribadendo la richiesta di una urgente Tavola rotonda tra governo, istituzioni scolastiche e chiese sul problema di abusi sessuali e violenze, ha accusato il Vaticano di aver a lungo coperto i casi con un muro di silenzio. Un muro, ha sottolineato, che veniva da una direttiva emanata dalla Congregazione della dottrina della fede nel 2001, quando cioè la dirigeva l'allora cardinale Joseph Ratzinger.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/09/news/scuse_fratello_ratzinger-2563200/


E’ il terrore legittimato da quel criminale qual è il dio dei cristiani.
Tutte le fobie, i bullismi, lo spaccio dell’eroina, sono tutti indotti dall’educazione cristiana, dalla sua violenza, dall’odio di quel Gesù che sputando sulle Istituzioni continua ad essere usato per aggredire la Costituzione della Repubblica e i diritti Costituzionali dei ragazzi. Un odio di terrore che viene usato per scambiare voti in cambio di impunità nel terrorizzare i cittadini.

09 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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venerdì 5 marzo 2010

Dai fratelli Ratzinger, Georg e Joseph, alla pratica della pedofilia e alla copertura dei pedofili: Balducci e Letta, i gentiluomini....


Quando il sesso è sporco e legato ad affari, denaro, commercializzazione, o usato per controllo della società, state pur certi che, sia che si tratti di prostituzione, maschile o femminile, pedofilia e violenza, c'è sempre di mezzo il cristianesimo e la chiesa cattolica in particolare.



Da tempo ci si chiedeva che cosa avesse indotto il cardinale cattolico Ratzinger e il cardinale cattolico Tarcisio Bertone a minacciare e ricattare chi avesse denunciato le attività di stupro dei preti pedofili alla magistratura.
Che in Veneto corressero voci su frequentazioni di Ratzinger con minori e seminaristi vari negli anni ‘70 e ’80 era notorio. Il vescovo Carraro di Verona aveva le sue fregole che ha soddisfatto in giro per il Veneto (il caso dell’Istituto Provolo di Verona è solo uno degli infiniti casi che magistrati compiacenti e Polizia di Stato hanno voluto ignorare) e molti prelati cattolici frequentavano i luoghi di detenzione dei ragazzi organizzati dai cattolici. Fra questi c’erano insistenti voci di frequentazioni di Ratzinger. Voci, ripeto, ma voci insistenti che mi furono sussurrate da radioascoltatori a Radio Gamma 5 anche con esperienze dirette. D’altronde, ogni prete cattolico è colpevole fino a prova contraria. E’ colpevole per l’attività di pedofilia di Gesù del quale è il rappresentante in terra.
Il cardinale cattolico Ratzinger, diventato oggi il papa cattolico Benedetto XVI, difficilmente può essere inquisito sia per la sottomissione delle autorità inquirenti più al crocifisso che non alla Costituzione, sia che, come capo di Stato straniero viene coperto dai cattolici come Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Gianfranco Fini, Casini e gli altri al fine di perpetrare la pratica della pedofilia fra i ragazzi detenuti nei campi di concentramento cattolici (Berlusconi stesso ha dichiarato di finanziare il campo di concentramento di Don Gelmini e la sua attività di violenza sui minori). Si comincia però a capire che l’attività di violenza sui ragazzi era all’interno della famiglia Ratzinger e, molto probabilmente, fu la molla che spinse i fratelli Ratzinger, a diventare esponenti cattolici assicurandosi la legittimità dei rapporti omosessuali e pedofili nei confronti dei minori.
Proviamo a ricordare lo sdegno che suscitò il documento con cui Ratzinger minacciò chiunque denunciava i preti pedofili.

Riporto un articolo del 2006 che parla di vicende ormai acquisite dall’informazione e dalla cronaca.

ROMA - Secondo un reportage investigativo realizzato dalla BBC Joseph Ratzinger prima di diventare Papa avrebbe condotto una sistematica campagna per coprire abusi sessuali su minori commessi da preti cattolici . Sex Crimes and The Vatican (Crimini sessuali e il Vaticano) è il titolo di un documentario shock che è stato trasmesso per la prima volta in Gran Bretagna a fine settembre e che in questo fine settimana viene proposto anche sul canale satellitare BBC World, nello spazio di reportage dal mondo denominato "The World Uncovered". Il coinvolgimento di Papa Benedetto XVI comincia dal fatto che, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, per 24 anni ha avuto il compito di far applicare i documenti promulgati dal Vaticano, tra i quali una Istruzione rimasta riservata e risalente al 1962 intitolata "Crimen Sollicitationis", riguardante l'atteggiamento da tenere in presenza di alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui "la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni". Si raccomandava ai vescovi piuttosto che di denunciare immediatamente i casi di cui fossero venuti a conoscenza alle autorità giudiziarie competenti, di trattare il tutto in modo riservato, cercando di invitare le persone coinvolte (le vittime e i loro familiari) a non parlarne. Il documento è assolutamente reale e del resto della sua esistenza si sa da anni, tuttavia anche in occasione della presentazione di questo nuovo documentario la controversie non sono mancate. La Chiesa Cattolica sostiene che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante in quanto nel frattempo sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico. Eppure è lo stesso Ratzinger che lo cita come ancora in vigore in una nota dell'epistola "De Delictis Gravioribus" del 18 maggio 2001. Come già detto l'allora Cardinale era Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede e dunque massima autorità in materia. Non solo: secondo quanto sostenuto dagli autori del documentario il Cardinale Ratzinger avrebbe rafforzato la politica della "copertura" introducendo un principio di Competenza Esclusiva secondo il quale tutte le controversie relative ad accuse di abusi su minori sarebbero state gestite direttamente da Roma. Il reportage è presentato da Colm O'Gorman, che fu stuprato da un prete quando aveva 14 anni: «Quello che più mi colpisce - ha detto - è che è sempre la stessa storia, che si ripete ogni volta e in ogni luogo. Dei Vescovi affidano nuove parrocchie e nuove comunità a sacerdoti che sanno aver abusato di bambini in passato e succedono nuovi abusi.» Nel programma vengono presentate interviste e testimonianze di ex dipendenti del Vaticano che sono stati allontanati per aver criticato il modo col quale la Santa Sede ha gestito lo scandalo degli abusi sessuali pedofili esploso in America nel 2001. "Sex Crimes in the Vatican" affronta anche del caso di Joseph Henn, il sacerdote ricercato per pedofilia dalla giustizia americana e fino a luglio impiegato con mansioni di segreteria per la congregazione Società del Divino Salvatore, la cui sede è giusto a due passi dal Vaticano. Quando la Corte di Cassazione ha dato il via libera all'estradizione le autorità sono andate per notificargliela, ma lui nel frattempo si era già defilato. "Sex Crimes in the Vatican" viene proposto in chiaro a vari orari questo week end su BBC World (canale 520 del bouquet Sky): sabato 21 alle 14,10 e alle 21,10, domenica 22 alle 03,10, alle 09,10 e alle 21,10. (RT)Gay.it


Tratto da:
http://www.gay.it/channel/attualita/22200/TV-la-BBC-svela-le-coperture-del-Papa-di-pedofili.html


Oggi, si viene a sapere che Ratzinger, il fratello più vecchio del più famoso Ratzinger, Georg, dirigeva il coro dei ragazzi di Ratisbona, quando i ragazzi venivano violentati.
Per ora, e ancora sono da valutare le tonnellate di sabbia fatta di menzogne con cui la chiesa cattolica ha coperto le sue attività, veniamo a sapere che Georg Ratzinger ha diretto il coro di Ratisbona dal 1964 al 1993, le violenze ai ragazzi, che la stessa chiesa cattolica ha accertato (poi si tratta di conoscere tutto quello che non è stato accertato dal momento che fino a dieci anni fa nulla era conosciuto e, pertanto, è corretto pensare che nel lager del coro di Ratisbona ci fosse un vero e proprio inferno dantesco a disposizione di Georg Ratzinger “il papi dei ragazzi” e probabilmente di suo fratello) vanno dal 1958 al 1973.
Riporto l’articolo:


Il religioso in una lettera ai genitori: "Episodi di pedofilia negli anni 50"Il fratello di Benedetto XVI: "Non sono a conoscenza di nessun caso"
Ratisbona, l'arcivescovo: "Abusi nel coroche fu diretto dal fratello del Papa"
La Santa Sede: "Prendiamo molto seriamente tutta la vicenda degli scandali in Germania"dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
(05 marzo 2010)



BERLINO - Gravissima nuova rivelazione nello scandalo degli abusi sessuali su minorenni nelle scuole religiose tedesche. Casi di abusi sessuali si sarebbero verificati, a lungo in passato, a Ratisbona, nel celebre coro di voci bianche, anche nel lungo periodo in cui padre Georg Ratzinger, cioè il fratello di papa Benedetto XVI, ne era il direttore. Secondo l'agenzia France Presse è quanto l'attuale vescovo di Ratisbona, monsignor Ludwig Mueller, ha scritto in una "lettera ai genitori" pubblicata sul suo sito. Georg Ratzinger ha affermato oggi di "non essere a conoscenza" di casi di abusi sessuali. Lo ha dichiarato lo stesso Ratzinger alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, secondo quanto scrive l'agenzia stampa tedesca Dpa."La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania": è quanto ha detto il vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, padre Ciro Benedettini, il quale però ha precisato che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro di Ratisbona.Le dichiarazioni di monsignor Mueller sono allarmanti. Arrivano dopo che la Conferenza episcopale tedesca ha incaricato il vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann, di aprire una sistematica inchiesta nei ranghi della Chiesa stessa e delle scuole religiose per fare luce con tolleranza zero su ogni caso di abuso e molestia sessuale.Gli abusi sessuali su minorenni membri del coro, che gode di fama mondiale, sarebbero avvenuti secondo le fonti ecclesiastiche dal 1958 al 1973. Padre Georg Ratzinger fu direttore del Coro dal 1964 al 1993. Secondo il vescovo Mueller, come lo cita la Afp, a suo tempo l'allora direttore dell'internato che ospita i giovani coristi fu scoperto, confessò e fu condannato. Nel frattempo egli è morto. Ma dopo le nuove rivelazioni, l'arcivescovato di Ratisbona promette di fare di tutto per chiarire il gravissimo caso.In Germania si è cominciato a parlare di abusi sessuali su minorenni nelle scuole cattoliche, soprattutto quelle dirette dai gesuiti, da quando alcune settimane fa - dopo aver taciuto per decenni per vergogna - molti ex allievi del prestigioso ginnasio cattolico Canisius di Berlino hanno denunciato abusi ai loro danni. I casi, secondo le prime inchieste condotte dalla Chiesa stessa, sono stati forse 120, forse anche di più e hanno coinvolto diverse scuole religiose in tutto il paese.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/05/news/abusi_coro_fratello_papa-2513812/_papa-2513812/

Ratzinger è responsabile di violenze sui minori e pure Tarcisio Bertone.
Queste violenze sui minori hanno potuto aver luogo perché le Istituzioni italiane sono state latitanti. Non hanno rispettato il dettato Costituzionale che imponeva ai principi religiosi cristiani di essere circoscritti nell’ambito della “fede” e non imposti nella società civile.
Il terrorismo cattolico, manifestato da Tarcisio Bertone, Ratzinger, Wojtyla, Bagnasco e compagni, ha violentato, letteralmente, la società civile con la complicità dei “gentiluomini” del papa, come quel Balducci nominato Gentiluomo del papa cattolico ed oggi se ne scoprono le ragioni di tale nomina:
La madonna dei cristiani e la madonna col bambino, sono le immagini con cui i cattolici certificano i loro modelli sociali con cui impongono la pedofilia e la violenza sessuale sulle persone.
Le persone nel sesso sono oggetti di possesso del padrone, non persone che godono!


Vaticano in imbarazzo pronto al repulisti
di Andrea Tornielli


La consegna è quella del silenzio. Dopo la «bomba» delle intercettazioni telefoniche dalle quali emerge un giro di prostituzione maschile che ha coinvolto il nigeriano corista in San Pietro quale procacciatore di giovani per il numero due della Protezione civile, il gentiluomo di Sua Santità Angelo Balducci, nei sacri palazzi vaticani è palpabile l’imbarazzo. Molti cercano di minimizzare, la maggior parte degli inquilini della Curia, anche ad alti livelli, sono attoniti e si chiedono come sia potuto accadere. C’è la gara a far sapere di non aver mai sentito o incontrato Balducci, e chi lo conosceva cade dalle nuvole. «Certo – confida un alto prelato al Giornale – i fatti che stanno emergendo ci insegnano che sarebbe meglio tenere tutti una condotta più monastica e più attenta, perché anche senza volerlo, passando da una cena all’altra con questo o con quel personaggio, talvolta si rischia di sporcarsi anche senza saperlo».La sera di mercoledì dal Vaticano era stata fatta filtrare la notizia dell’estromissione di Balducci dall’elenco dei gentiluomini, ma ieri altre fonti della Santa Sede hanno fatto sapere che prima di prendere una decisione al riguardo si attende «il giudizio definitivo della magistratura». Il presidente del Consiglio dei lavori pubblici si trova in carcere, e non potrà ovviamente essere convocato in occasione degli eventi più importanti che prevedono la presenza dei gentiluomini di Sua Santità, solitamente impiegati per accompagnare gli ospiti più illustri dal Pontefice. In futuro, quando i contorni dell’inchiesta saranno più chiari, si provvederà, e in tanti sono pronti a scommettere che il nome di Angelo Balducci non comparirà più nell’elenco dei gentiluomini sull’Annuario pontificio del 2011. Ma al momento non ci sono state revoche.A fare notevole scalpore, nei sacri palazzi, sono stati i passaggi delle intercettazioni nei quali il nigeriano Thomas Ehiem Chinedu, corista della Cappella Giulia, il coro che interviene nelle cerimonie in San Pietro quando non celebra il Papa, parla con Balducci anche di un seminarista, lasciando intendere che anche in questi ambienti venissero reclutati giovani. «Speriamo che non sia vero, speriamo che ci siano altre spiegazioni - dice un altro vescovo della Santa Sede - perché il coinvolgimento di seminaristi è un fatto di una gravità inaudita: che cosa possono pensare o raccontare i giovani che vengono a Roma per studiare nei collegi religiosi e che si trovano coinvolti in storie simili?».Il corista Chinedu è stato immediatamente allontanato, mentre per il numero due della Protezione civile non è stata presa ufficialmente alcuna decisione, anche se non si esclude che una comunicazione possa arrivare nelle prossime ore. Attualmente la nomina di gentiluomo di Sua Santità avviene attraverso un biglietto e una comunicazione della Segreteria di Stato. Balducci era stato nominato gentiluomo nel 1995. Consultore della Congregazione di Propaganda Fide dal 2001 a oggi, era stato per qualche tempo tenuto in disparte ma poi era stato nuovamente coinvolto dopo il cambio del cardinale Prefetto nel 2007.A creare qualche preoccupazione Oltretevere è anche la scoperta della Procura di Firenze, che ha trovato assegni e contanti per un milione e mezzo nella disponibilità dell’imprenditore Diego Anemone custoditi da don Evaldo Biasini, sacerdote di Roma. Una rete che sta facendo venire alla luce un sistema di favori e la creazione di società fittizie che fatturavano un decimo del lavoro svolto, lavorando anche per conto di enti ecclesiastici.

Tratto da:
http://www.ilgiornale.it/interni/vaticano_imbarazzo_pronto_repulisti/05-03-2010/articolo-id=426872-page=0-comments=1

E di che cosa si occupava questo personaggio?
Ce lo dice La Repubblica:

“Balducci è anche consultore della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, cioè uno degli esperti esterni a cui il Vaticano si rivolge su singole materie. Anche questo è un incarico 'a chiamata' che dunque Balducci non sarà più in grado di svolgere, almeno fin quando sarà sottoposto a misure restrittive.”

Balducci era pagato con prestazioni omosessuali, un’attività che appare sistematica negli istituti religiosi cattolici.

Ora sappiamo che Ratzinger aveva interessi personali nel reiterare con il "De Delictis Gravioribus" l’istruzione Crimen Sollicitationis e come l’intero scandalo che sta emergendo a Firenze sugli appalti abbia, in effetti, al centro il Vaticano e le sue ramificazione. Anche il denaro sottratto da Anemone era nascosto da tale Evaldo Biasini, un prete cattolico di Roma.
Riporto, prelevato in rete, il De Delictis Gravioribus con cui Ratzinger e Bertone proteggevano la pedofilia.


Ecco il testo integrale tradotto dal latino dell’ordine impartito per iscritto da Ratzinger e Bertone: «LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001 Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica. Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici. Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela. I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono: - I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè: 1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate: 2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima; 3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale; 4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica; - Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè: 1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo; 2° la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso; 3° la violazione diretta del sigillo sacramentale; - Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età. Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione. Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione. Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età. Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede. Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto. Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio. Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati ci sia una sollecita cura pastorale. Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001. Joseph card. Ratzinger, prefetto. Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario»


Va ricordato, in ogni caso che non c’è solo Balducci quale gentiluomo di Ratzinger, ma anche il sottosegretario Letta che, a questo punto, dovrebbe chiarire il suo ruolo nella delegittimazione delle Istituzioni Italiane a favore di uno Stato straniero quel è il Vaticano. Se tanto mi da tanto, Ratzinger e il Vaticano, le persone le possono solo comperare, non hanno ideali che non siano quelli del possesso e pertanto, se Balducci è stato comprato con quella moneta, vorrei sapere con quale moneta è stato comperato Letta e quali devastazioni Istituzionali ha contribuito a compiere.
Ora i dubbi dell’attività criminale di Letta sono innestati. Ha avuto ruoli in denaro, appalti o in ragazzi del coro del Vaticano? Anche per Balducci una simile ipotesi, fatta fino a qualche mese fa appariva assurda, ora non più e dal momento che Letta oggi ricopre un ruolo Istituzionale, dovrebbe chiarire la qualità delle sue relazioni. Domani scopriremo altri Istituti Provolo che i Letta di turno hanno coperto, o volutamente ignorato, come ora sappiamo che finanziando il lager del prete Gelmini Berlusconi ha, di fatto, finanziato la violenza sui ragazzi detenuti.
E domani?
No! Non domani, ma quello che sta avvenendo oggi e che le autorità preposte alla salvaguardia della sicurezza nazionale fingono di non vedere perché preferiscono inginocchiarsi davanti ad un crocifisso che essere soddisfare i doveri loro imposti alla Costituzione della Repubblica.
Georg Ratzinger dirigeva e gestiva l’allevamento dei bambini da violentare; suo fratello è il capo dei cattolici; Gesù fu arrestato col bambino nudo!

05 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it