LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 5 marzo 2010

Dai fratelli Ratzinger, Georg e Joseph, alla pratica della pedofilia e alla copertura dei pedofili: Balducci e Letta, i gentiluomini....


Quando il sesso è sporco e legato ad affari, denaro, commercializzazione, o usato per controllo della società, state pur certi che, sia che si tratti di prostituzione, maschile o femminile, pedofilia e violenza, c'è sempre di mezzo il cristianesimo e la chiesa cattolica in particolare.



Da tempo ci si chiedeva che cosa avesse indotto il cardinale cattolico Ratzinger e il cardinale cattolico Tarcisio Bertone a minacciare e ricattare chi avesse denunciato le attività di stupro dei preti pedofili alla magistratura.
Che in Veneto corressero voci su frequentazioni di Ratzinger con minori e seminaristi vari negli anni ‘70 e ’80 era notorio. Il vescovo Carraro di Verona aveva le sue fregole che ha soddisfatto in giro per il Veneto (il caso dell’Istituto Provolo di Verona è solo uno degli infiniti casi che magistrati compiacenti e Polizia di Stato hanno voluto ignorare) e molti prelati cattolici frequentavano i luoghi di detenzione dei ragazzi organizzati dai cattolici. Fra questi c’erano insistenti voci di frequentazioni di Ratzinger. Voci, ripeto, ma voci insistenti che mi furono sussurrate da radioascoltatori a Radio Gamma 5 anche con esperienze dirette. D’altronde, ogni prete cattolico è colpevole fino a prova contraria. E’ colpevole per l’attività di pedofilia di Gesù del quale è il rappresentante in terra.
Il cardinale cattolico Ratzinger, diventato oggi il papa cattolico Benedetto XVI, difficilmente può essere inquisito sia per la sottomissione delle autorità inquirenti più al crocifisso che non alla Costituzione, sia che, come capo di Stato straniero viene coperto dai cattolici come Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Gianfranco Fini, Casini e gli altri al fine di perpetrare la pratica della pedofilia fra i ragazzi detenuti nei campi di concentramento cattolici (Berlusconi stesso ha dichiarato di finanziare il campo di concentramento di Don Gelmini e la sua attività di violenza sui minori). Si comincia però a capire che l’attività di violenza sui ragazzi era all’interno della famiglia Ratzinger e, molto probabilmente, fu la molla che spinse i fratelli Ratzinger, a diventare esponenti cattolici assicurandosi la legittimità dei rapporti omosessuali e pedofili nei confronti dei minori.
Proviamo a ricordare lo sdegno che suscitò il documento con cui Ratzinger minacciò chiunque denunciava i preti pedofili.

Riporto un articolo del 2006 che parla di vicende ormai acquisite dall’informazione e dalla cronaca.

ROMA - Secondo un reportage investigativo realizzato dalla BBC Joseph Ratzinger prima di diventare Papa avrebbe condotto una sistematica campagna per coprire abusi sessuali su minori commessi da preti cattolici . Sex Crimes and The Vatican (Crimini sessuali e il Vaticano) è il titolo di un documentario shock che è stato trasmesso per la prima volta in Gran Bretagna a fine settembre e che in questo fine settimana viene proposto anche sul canale satellitare BBC World, nello spazio di reportage dal mondo denominato "The World Uncovered". Il coinvolgimento di Papa Benedetto XVI comincia dal fatto che, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, per 24 anni ha avuto il compito di far applicare i documenti promulgati dal Vaticano, tra i quali una Istruzione rimasta riservata e risalente al 1962 intitolata "Crimen Sollicitationis", riguardante l'atteggiamento da tenere in presenza di alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui "la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni". Si raccomandava ai vescovi piuttosto che di denunciare immediatamente i casi di cui fossero venuti a conoscenza alle autorità giudiziarie competenti, di trattare il tutto in modo riservato, cercando di invitare le persone coinvolte (le vittime e i loro familiari) a non parlarne. Il documento è assolutamente reale e del resto della sua esistenza si sa da anni, tuttavia anche in occasione della presentazione di questo nuovo documentario la controversie non sono mancate. La Chiesa Cattolica sostiene che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante in quanto nel frattempo sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico. Eppure è lo stesso Ratzinger che lo cita come ancora in vigore in una nota dell'epistola "De Delictis Gravioribus" del 18 maggio 2001. Come già detto l'allora Cardinale era Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede e dunque massima autorità in materia. Non solo: secondo quanto sostenuto dagli autori del documentario il Cardinale Ratzinger avrebbe rafforzato la politica della "copertura" introducendo un principio di Competenza Esclusiva secondo il quale tutte le controversie relative ad accuse di abusi su minori sarebbero state gestite direttamente da Roma. Il reportage è presentato da Colm O'Gorman, che fu stuprato da un prete quando aveva 14 anni: «Quello che più mi colpisce - ha detto - è che è sempre la stessa storia, che si ripete ogni volta e in ogni luogo. Dei Vescovi affidano nuove parrocchie e nuove comunità a sacerdoti che sanno aver abusato di bambini in passato e succedono nuovi abusi.» Nel programma vengono presentate interviste e testimonianze di ex dipendenti del Vaticano che sono stati allontanati per aver criticato il modo col quale la Santa Sede ha gestito lo scandalo degli abusi sessuali pedofili esploso in America nel 2001. "Sex Crimes in the Vatican" affronta anche del caso di Joseph Henn, il sacerdote ricercato per pedofilia dalla giustizia americana e fino a luglio impiegato con mansioni di segreteria per la congregazione Società del Divino Salvatore, la cui sede è giusto a due passi dal Vaticano. Quando la Corte di Cassazione ha dato il via libera all'estradizione le autorità sono andate per notificargliela, ma lui nel frattempo si era già defilato. "Sex Crimes in the Vatican" viene proposto in chiaro a vari orari questo week end su BBC World (canale 520 del bouquet Sky): sabato 21 alle 14,10 e alle 21,10, domenica 22 alle 03,10, alle 09,10 e alle 21,10. (RT)Gay.it


Tratto da:
http://www.gay.it/channel/attualita/22200/TV-la-BBC-svela-le-coperture-del-Papa-di-pedofili.html


Oggi, si viene a sapere che Ratzinger, il fratello più vecchio del più famoso Ratzinger, Georg, dirigeva il coro dei ragazzi di Ratisbona, quando i ragazzi venivano violentati.
Per ora, e ancora sono da valutare le tonnellate di sabbia fatta di menzogne con cui la chiesa cattolica ha coperto le sue attività, veniamo a sapere che Georg Ratzinger ha diretto il coro di Ratisbona dal 1964 al 1993, le violenze ai ragazzi, che la stessa chiesa cattolica ha accertato (poi si tratta di conoscere tutto quello che non è stato accertato dal momento che fino a dieci anni fa nulla era conosciuto e, pertanto, è corretto pensare che nel lager del coro di Ratisbona ci fosse un vero e proprio inferno dantesco a disposizione di Georg Ratzinger “il papi dei ragazzi” e probabilmente di suo fratello) vanno dal 1958 al 1973.
Riporto l’articolo:


Il religioso in una lettera ai genitori: "Episodi di pedofilia negli anni 50"Il fratello di Benedetto XVI: "Non sono a conoscenza di nessun caso"
Ratisbona, l'arcivescovo: "Abusi nel coroche fu diretto dal fratello del Papa"
La Santa Sede: "Prendiamo molto seriamente tutta la vicenda degli scandali in Germania"dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
(05 marzo 2010)



BERLINO - Gravissima nuova rivelazione nello scandalo degli abusi sessuali su minorenni nelle scuole religiose tedesche. Casi di abusi sessuali si sarebbero verificati, a lungo in passato, a Ratisbona, nel celebre coro di voci bianche, anche nel lungo periodo in cui padre Georg Ratzinger, cioè il fratello di papa Benedetto XVI, ne era il direttore. Secondo l'agenzia France Presse è quanto l'attuale vescovo di Ratisbona, monsignor Ludwig Mueller, ha scritto in una "lettera ai genitori" pubblicata sul suo sito. Georg Ratzinger ha affermato oggi di "non essere a conoscenza" di casi di abusi sessuali. Lo ha dichiarato lo stesso Ratzinger alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, secondo quanto scrive l'agenzia stampa tedesca Dpa."La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania": è quanto ha detto il vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, padre Ciro Benedettini, il quale però ha precisato che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro di Ratisbona.Le dichiarazioni di monsignor Mueller sono allarmanti. Arrivano dopo che la Conferenza episcopale tedesca ha incaricato il vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann, di aprire una sistematica inchiesta nei ranghi della Chiesa stessa e delle scuole religiose per fare luce con tolleranza zero su ogni caso di abuso e molestia sessuale.Gli abusi sessuali su minorenni membri del coro, che gode di fama mondiale, sarebbero avvenuti secondo le fonti ecclesiastiche dal 1958 al 1973. Padre Georg Ratzinger fu direttore del Coro dal 1964 al 1993. Secondo il vescovo Mueller, come lo cita la Afp, a suo tempo l'allora direttore dell'internato che ospita i giovani coristi fu scoperto, confessò e fu condannato. Nel frattempo egli è morto. Ma dopo le nuove rivelazioni, l'arcivescovato di Ratisbona promette di fare di tutto per chiarire il gravissimo caso.In Germania si è cominciato a parlare di abusi sessuali su minorenni nelle scuole cattoliche, soprattutto quelle dirette dai gesuiti, da quando alcune settimane fa - dopo aver taciuto per decenni per vergogna - molti ex allievi del prestigioso ginnasio cattolico Canisius di Berlino hanno denunciato abusi ai loro danni. I casi, secondo le prime inchieste condotte dalla Chiesa stessa, sono stati forse 120, forse anche di più e hanno coinvolto diverse scuole religiose in tutto il paese.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/05/news/abusi_coro_fratello_papa-2513812/_papa-2513812/

Ratzinger è responsabile di violenze sui minori e pure Tarcisio Bertone.
Queste violenze sui minori hanno potuto aver luogo perché le Istituzioni italiane sono state latitanti. Non hanno rispettato il dettato Costituzionale che imponeva ai principi religiosi cristiani di essere circoscritti nell’ambito della “fede” e non imposti nella società civile.
Il terrorismo cattolico, manifestato da Tarcisio Bertone, Ratzinger, Wojtyla, Bagnasco e compagni, ha violentato, letteralmente, la società civile con la complicità dei “gentiluomini” del papa, come quel Balducci nominato Gentiluomo del papa cattolico ed oggi se ne scoprono le ragioni di tale nomina:
La madonna dei cristiani e la madonna col bambino, sono le immagini con cui i cattolici certificano i loro modelli sociali con cui impongono la pedofilia e la violenza sessuale sulle persone.
Le persone nel sesso sono oggetti di possesso del padrone, non persone che godono!


Vaticano in imbarazzo pronto al repulisti
di Andrea Tornielli


La consegna è quella del silenzio. Dopo la «bomba» delle intercettazioni telefoniche dalle quali emerge un giro di prostituzione maschile che ha coinvolto il nigeriano corista in San Pietro quale procacciatore di giovani per il numero due della Protezione civile, il gentiluomo di Sua Santità Angelo Balducci, nei sacri palazzi vaticani è palpabile l’imbarazzo. Molti cercano di minimizzare, la maggior parte degli inquilini della Curia, anche ad alti livelli, sono attoniti e si chiedono come sia potuto accadere. C’è la gara a far sapere di non aver mai sentito o incontrato Balducci, e chi lo conosceva cade dalle nuvole. «Certo – confida un alto prelato al Giornale – i fatti che stanno emergendo ci insegnano che sarebbe meglio tenere tutti una condotta più monastica e più attenta, perché anche senza volerlo, passando da una cena all’altra con questo o con quel personaggio, talvolta si rischia di sporcarsi anche senza saperlo».La sera di mercoledì dal Vaticano era stata fatta filtrare la notizia dell’estromissione di Balducci dall’elenco dei gentiluomini, ma ieri altre fonti della Santa Sede hanno fatto sapere che prima di prendere una decisione al riguardo si attende «il giudizio definitivo della magistratura». Il presidente del Consiglio dei lavori pubblici si trova in carcere, e non potrà ovviamente essere convocato in occasione degli eventi più importanti che prevedono la presenza dei gentiluomini di Sua Santità, solitamente impiegati per accompagnare gli ospiti più illustri dal Pontefice. In futuro, quando i contorni dell’inchiesta saranno più chiari, si provvederà, e in tanti sono pronti a scommettere che il nome di Angelo Balducci non comparirà più nell’elenco dei gentiluomini sull’Annuario pontificio del 2011. Ma al momento non ci sono state revoche.A fare notevole scalpore, nei sacri palazzi, sono stati i passaggi delle intercettazioni nei quali il nigeriano Thomas Ehiem Chinedu, corista della Cappella Giulia, il coro che interviene nelle cerimonie in San Pietro quando non celebra il Papa, parla con Balducci anche di un seminarista, lasciando intendere che anche in questi ambienti venissero reclutati giovani. «Speriamo che non sia vero, speriamo che ci siano altre spiegazioni - dice un altro vescovo della Santa Sede - perché il coinvolgimento di seminaristi è un fatto di una gravità inaudita: che cosa possono pensare o raccontare i giovani che vengono a Roma per studiare nei collegi religiosi e che si trovano coinvolti in storie simili?».Il corista Chinedu è stato immediatamente allontanato, mentre per il numero due della Protezione civile non è stata presa ufficialmente alcuna decisione, anche se non si esclude che una comunicazione possa arrivare nelle prossime ore. Attualmente la nomina di gentiluomo di Sua Santità avviene attraverso un biglietto e una comunicazione della Segreteria di Stato. Balducci era stato nominato gentiluomo nel 1995. Consultore della Congregazione di Propaganda Fide dal 2001 a oggi, era stato per qualche tempo tenuto in disparte ma poi era stato nuovamente coinvolto dopo il cambio del cardinale Prefetto nel 2007.A creare qualche preoccupazione Oltretevere è anche la scoperta della Procura di Firenze, che ha trovato assegni e contanti per un milione e mezzo nella disponibilità dell’imprenditore Diego Anemone custoditi da don Evaldo Biasini, sacerdote di Roma. Una rete che sta facendo venire alla luce un sistema di favori e la creazione di società fittizie che fatturavano un decimo del lavoro svolto, lavorando anche per conto di enti ecclesiastici.

Tratto da:
http://www.ilgiornale.it/interni/vaticano_imbarazzo_pronto_repulisti/05-03-2010/articolo-id=426872-page=0-comments=1

E di che cosa si occupava questo personaggio?
Ce lo dice La Repubblica:

“Balducci è anche consultore della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, cioè uno degli esperti esterni a cui il Vaticano si rivolge su singole materie. Anche questo è un incarico 'a chiamata' che dunque Balducci non sarà più in grado di svolgere, almeno fin quando sarà sottoposto a misure restrittive.”

Balducci era pagato con prestazioni omosessuali, un’attività che appare sistematica negli istituti religiosi cattolici.

Ora sappiamo che Ratzinger aveva interessi personali nel reiterare con il "De Delictis Gravioribus" l’istruzione Crimen Sollicitationis e come l’intero scandalo che sta emergendo a Firenze sugli appalti abbia, in effetti, al centro il Vaticano e le sue ramificazione. Anche il denaro sottratto da Anemone era nascosto da tale Evaldo Biasini, un prete cattolico di Roma.
Riporto, prelevato in rete, il De Delictis Gravioribus con cui Ratzinger e Bertone proteggevano la pedofilia.


Ecco il testo integrale tradotto dal latino dell’ordine impartito per iscritto da Ratzinger e Bertone: «LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001 Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica. Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici. Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela. I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono: - I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè: 1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate: 2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima; 3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale; 4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica; - Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè: 1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo; 2° la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso; 3° la violazione diretta del sigillo sacramentale; - Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età. Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione. Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione. Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età. Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede. Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto. Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio. Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati ci sia una sollecita cura pastorale. Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001. Joseph card. Ratzinger, prefetto. Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario»


Va ricordato, in ogni caso che non c’è solo Balducci quale gentiluomo di Ratzinger, ma anche il sottosegretario Letta che, a questo punto, dovrebbe chiarire il suo ruolo nella delegittimazione delle Istituzioni Italiane a favore di uno Stato straniero quel è il Vaticano. Se tanto mi da tanto, Ratzinger e il Vaticano, le persone le possono solo comperare, non hanno ideali che non siano quelli del possesso e pertanto, se Balducci è stato comprato con quella moneta, vorrei sapere con quale moneta è stato comperato Letta e quali devastazioni Istituzionali ha contribuito a compiere.
Ora i dubbi dell’attività criminale di Letta sono innestati. Ha avuto ruoli in denaro, appalti o in ragazzi del coro del Vaticano? Anche per Balducci una simile ipotesi, fatta fino a qualche mese fa appariva assurda, ora non più e dal momento che Letta oggi ricopre un ruolo Istituzionale, dovrebbe chiarire la qualità delle sue relazioni. Domani scopriremo altri Istituti Provolo che i Letta di turno hanno coperto, o volutamente ignorato, come ora sappiamo che finanziando il lager del prete Gelmini Berlusconi ha, di fatto, finanziato la violenza sui ragazzi detenuti.
E domani?
No! Non domani, ma quello che sta avvenendo oggi e che le autorità preposte alla salvaguardia della sicurezza nazionale fingono di non vedere perché preferiscono inginocchiarsi davanti ad un crocifisso che essere soddisfare i doveri loro imposti alla Costituzione della Repubblica.
Georg Ratzinger dirigeva e gestiva l’allevamento dei bambini da violentare; suo fratello è il capo dei cattolici; Gesù fu arrestato col bambino nudo!

05 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento