LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 31 marzo 2010

Discutere con un cristiano e la sua difesa ad oltranza della pedofilia e del plagio sui minori.


Nelle immagini: aspetti di Padre Zeus.
La materialità della vita che ci circonda ci porta al divino che la materialità esprime. E' un concetto ignoto al cristiano che attraverso il plagio dei bambini e la violenza dello stupro, sia psichico che fisico, impone la patologia psichiatrica da dipendenza da oggetti (come il dio padrone) immaginati, ma senza riscontro nella vita reale. Per questo un cristiano è un ateo: non riconosce gli Dèi negli oggetti che lo circondano e si rifugia nel delirio della malattia psichiatrica che impone alla società. Il cristiano è separato dal mondo in cui vive. E' separato in un deserto emotivo che ha imposto a persone indifese. Un cristiano non può vivere in maniera eroica la sua vita perché, per farlo, è necessario riconoscere la coscienza, la consapevolezza e l'intelligenza in quanto ci circonda.
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Quando si discute con un cristiano è bene non dare mai nulla per scontato.
Il cristiano non discute, si maschera dietro a degli stereotipi pretendendo che tali stereotipi non siano messi in discussione. Inoltre, il suo discutere è privo di impegno soggettivo. Le sue parole sono vuote e non significano nulla. Non sono parole alate; non sono piene di emozioni e di intento. Sono parole ingannatrici il cui scopo è quello di costringere l’interlocutore all’accettazione e alla sottomissione rispetto a degli apriori (dio creatore, cristo Gesù, divinità, ecc.) che egli sottintende senza mai dimostrarne la fattività. Chiede “amicizia” e comprensione per le sue affermazioni. Si offende se mettete in discussioni i suoi apriori e, peggio di tutto, pretende di discutere le vostre idee religiose senza mettere in discussione le proprie.
Mi è capitato di discutere con un giornalista sul plagio in una sua ricerca che sta facendo per un articolo sulle sette.
A questo giornalista spiegavo che il plagio, inteso come costrizione delle persone all’interno di idee religiose, era praticato SOLO dai cristiani e dai cattolici nel nostro paese. Questo perché solo loro potevano agire sui bambini da 0 a sette anni e, attraverso la tradizione familiare, condizionare l’imprinting emotivo fin da quando erano nella pancia della loro madre. Far passare il plagio cattolico come se fosse una cosa naturale e accusare di plagio tutti coloro che invece fornivano alle persone soluzioni diverse in cui veicolare le loro emozioni plagiate dai cattolici, non era solo fuorviante, ma criminale in quanto aggrediva i principi fondamentali della nostra Costituzione.
Per capire come i cattolici e i cristiani in generale ingannano le persone è sufficiente confrontare le esperienze di Gesù nelle tentazioni nel deserto, come descritte nei vangeli, con la tarda descrizione delle fatiche di Ercole come descritte da Igino:

http://www.stregoneriapagana.it/tentazionigesuercole.html

Euristeo impone delle fatiche ad Ercole, ma Ercole non è il “dio onnipotente figlio del dio onnipotente” e le sue “fatiche” sono funzionali al benessere delle società in cui vive.
Mentre Ercole partecipa alla vita sociale, il Gesù dei cristiani in Matteo, si ritira nel delirio patologico in cui avviene lo scontro fa sé, onnipotente figlio del dio onnipotente, e un tentatore che gli offre ciò che egli già possiede dal momento che, secondo la teologia cristiana, Gesù possiede il tentatore stesso. Il plagio e la violenza sui bambini consiste in questo. Allontanare i bambini dalla vita sociale e rinchiuderli in una patologia virtuale in cui immaginano la loro onnipotenza insieme all’onnipotente dio padrone. In questo modo viene fissata nel bambino l’onnipotenza infantile, la magia delle parole, che poi verrà scoperta da Freud (l’onnipotenza del pensiero dei bambini che ancora non si misurano con i dati della realtà, dell’esperienza. Cosa presente nei nevrotici ossessivi che con le loro ossessioni religiose e i loro rituali ripetitivi cercano di controllare la realtà proiettando sul mondo esterno il loro mondo religioso interno animato da dio, Gesù, la madonna o quant’altro).

Questa perversione logico-razionale viene veicolata in vario modo dai cristiani a seconda delle loro condizioni psichiche e dei loro intendimenti.

Recentemente ho avuto modo di incontrare due modelli diversi con cui i cristiani veicolano gli insegnamenti di Gesù e te li presentano pretendendo che tu li accetti:
1) Il cristiano delirante;
2) il cristiano che pretende di discutere delle tue idee partendo dal presupposto che le sue idee, che egli usa per elevarsi a giudice, siano naturali e ovvie.

Il cristiano delirante vive una dimensione patologica che trasforma la sua libido in delirio:

http://www.stregoneriapagana.it/misticismoedelirio.html

Un po’ come l’Imitazione di cristo in Gersenio. Un delirio che non ammette nessuna contestazione razionale né nessuna logica esistenziale, ma che fa dell’amore sottomesso a Gesù l’unica ragione della sue esistenza.
E’ un’aggressione che funziona sui bambini e alimenta il plagio che i bambini hanno subito dalla chiesa cattolica. Lo alimenta al punto tale da lasciarli, una volta adulti, in balia di ogni truffatore che riesce a spacciarsi per Gesù e meglio di Gesù, nel loro immaginario.

Il cristiano che pretende di discutere delle tue idee senza mettere in discussione i presupposti da cui parte per discuterle è il cristiano che si eleva a dio e giudice. Egli è creato ad immagine e somiglianza del dio padrone e su tutto proietta le sue convinzioni il cui fine è legittimare la sua identificazione col dio padrone:

http://www.stregoneriapagana.it/ragionemozione.html

Per questo cristiano tutto è scontato. Tutto rientra nelle sue categorie. Il suo scopo è demolire l’interlocutore salvo prendere paura e scappare quando, individuata l’origine della sua azione, gli si fa notare che partendo dalle idee da cui muovono le sue “critiche”, nella pratica si traducono nello stupro dei bambini. Sia nella pratica dello stupro intellettuale, psichico e religioso, sia nello stupro fisico vero e proprio. In pratica, all’origine delle obiezioni alle idee religiose della Religione Pagana, c’è il tentativo dei cristiani di legittimare una “naturalità” dei loro comportamenti che fanno della pedofilia nella violenza sui minori atto legittimo e perfettamente corrispondente ad una condizione naturale. Condizione naturale che è tale perché creata da un dio pazzo, cretino e criminale, con il quale il cristiano si identifica ritenendo che quei crimini siano al di fuori della legge.

Bisogna stare molto attenti quando si discute con un cristiano perché le parole non sono un mero esercizio retorico. Nascono da un insieme sociale nel quale il cristiano esercita la sua volontà di dominio ed entrano nella testa dell’interlocutore con la pretesa di legittimare quel dominio.
Essere accondiscendente con un cristiano significa tollerare la sua pedofilia, il suo stupro di minori, il plagio a cui sottopone i bambini, la sua violenza sulla società civile, che egli vuole sottomettere al suo dio padrone violentando i principi fondamentali della Costituzione.

31 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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