LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

domenica 14 marzo 2010

Ratzinger e l'uso del figliol prodigo per legittimare la pedofilia cattolica con il coinvolgimento e la complicità degli atei.

Le farneticazioni di Ratzinger, finalizzate allo stupro di minori, non hanno limite.
Certo, chiedere giustizia nei confronti dell’odio di Ratzinger e della sua attività di aggressione alla società civile è, per Ratzinger, “relazioni immature” col suo dio padrone e con lui che lo rappresenta. Per Ratzinger l’immaturità è rappresentata dalla democrazia e dai doveri che le società hanno nei confronti dei cittadini e dei bambini in particolare. Costituisce offesa per Ratzinger la pretesa delle società che la chiesa cattolica cessi le sue pratiche di pedofilia. E’ il senso dell’uso della parabola del figliol prodigo, quella violenza fatta dal padrone per impedire al figlio di diventare autonomo.
La misericordia, per Ratzinger è l’accettazione della volontà del suo dio padrone e, per estensione, l’accettazione della sua pratica di pedofilo che esercita assieme alla chiesa cattolica.
Così per Ratzinger le vittime non devono chiedere giustizia per i delitti che hanno subito da parte di Ratzinger, Bagnasco, Bertone, Wojtyla, ecc. ma devono esercitare il “perdono” nei confronti dell’odio che il dio padrone di Ratzinger ha imposto ai suoi schiavi.
Riporto le farneticazioni ipocrite e criminali di Ratzinger:



PAPA: RIBELLIONE E IPOCRISIA RELAZIONI IMMATURE CON DIO

(AGI) - CdV, 14 mar. - "La ribellione e l'ipocrisia sono due modi immaturi di rapportarsi con Dio". Lo ha affermato Benedetto XVI all'Angelus. "Entrambe queste forme - ha spiegato - si superano attraverso l'esperienza della misericordia". "Solo sperimentando il perdono, riconoscendosi amati di un amore gratuito, piu' grande della nostra miseria, ma anche della nostra giustizia, entriamo finalmente in un rapporto veramente filiale e libero con Dio", ha detto spiegando ai fedeli la parabola del Figiol prodigo: una pagina del Vangelo definita dal Papa "un vertice della spiritualita' e della letteratura di tutti tempi" che ci parla di Dio e della sua ansia di perdonarci .

Tratto da:
http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201003141207-cro-rom0045-papa_ribellione_e_ipocrisia_relazioni_immature_con_dio

Appare del tutto evidente come a Ratzinger interessi esclusivamente salvaguardare l’impunità nell’attività lo stupro dei bambini ad opera della chiesa cattolica. Lo condanna con le parole, ma lo esercita nei fatti e nelle attività per assicurare l’impunità ai preti pedofili e, in particolare, al Gesù dei cristiani.
Pratica, del resto, ben definita, come diritto del dio padrone identificato come “padre”, nella parabola del Figliol prodigo che Ratzinger usa come modello del suo diritto alla violenza sui minori.
Soltanto se i bambini accettano la violenza della chiesa cattolica e della sua pratica di pedofilia entrano, secondo Ratzinger “in un rapporto veramente filiale e libero con dio”.
In questo contesto, criminale e farneticante, Ratzinger entra nel discorso con gli atei.
Gli atei, secondo Ratzinger, cercherebbe il dio giusto dal quale farsi violentare.
In soldoni Ratzinger afferma che agli atei, molto probabilmente, non piace il dio che vorrebbe violentarli o che li ha violentati, vogliono un dio diverso, vogliono cercare una specie di vera immagine di dio “analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori....”
Riporto l’articolo con le frasi farneticanti di Ratzinger:


PAPA: L'ATEISMO PUO' NASCONDERE UNA RICERCA DI DIO


(AGI) - CdV, 14 mar. - "L'ateismo non di rado nasconde l'esigenza di scoprire il vero volto di Dio". Lo ha detto Benedetto XVI all'Angelus, rivolgendosi a oltre 60 mila fedeli presenti in piazza San Pietro. Per il Papa questo conflitto con la religione puo' essere una fase di crescita, "analogamente a quanto accade ad ogni figlio con i propri genitori: all'inizio dipende da loro; poi rivendica la propria autonomia; e infine - se vi e' un positivo sviluppo - arriva ad un rapporto maturo, basato sulla riconoscenza e sull'amore autentico". Recentemente Benedetto XVI ha lanciato l'idea di un "cortile dei gentili", nel quale la Chiesa dovrebbe rivolgersi a quanti non hanno ancora trovato la fede .

Tratto da:
http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201003141205-cro-rom0044-papa_l_ateismo_puo_nascondere_una_ricerca_di_dio

Il terrorismo di Ratzinger è di una violenza criminale che sconfina nell’attività di incitamento al terrorismo.
L’ateo è sempre un manipolato mentale dalla chiesa cattolica; una sua vittima.
L’ateo rifiuta l’immagine del dio padrone di Ratzinger e rifiuta di farsi violentare da Ratzinger e dal suo dio padrone con cui Ratzinger si identifica.
L’ateo è comunque una vittima a cui sono state spezzate le braccia della percezione emotiva e non è in grado di legarsi al mondo in cui vive; non riconosce sé stesso come una divinità che determina la propria esistenza, ma deve trovare qualcuno da cui essere sempre dipendente.
L’ateo è un soggetto antireligioso perché deve difendere a tutti i costi la religione cattolica e i suoi principi che non è in grado di mettere in discussione. Né di individuare i principi di morte (li ritiene naturali) propri del cristianesimo; né di elaborare nuovi e diversi principi (che non siano interpretazioni del suo stato “sentimentale” piegato); né di riconoscere l’intelligenza e l’aspetto divino degli oggetti del mondo in cui vive; né di costruire legami emotivi ed empatici con i soggetti del mondo che metterebbero in discussione la propria patologia delirante cristiana togliendolo dal centro del mondo nella sua identificazione con un “possibile” assoluto.
Per questo motivo spesso incontriamo casi di atei o “mangiapreti” che si “convertono” sul punto di morte. Gli atei, finché sono giovani ed hanno energia respingono l’immagine criminale del dio padrone, ma non sono in grado di respingere la loro dipendenza emotiva da un superessere, da un destino, da una reincarnazione, e lo cercano o si sottomettono al momento della morte, quando le energie che riversano nella ragione decrescono e la loro struttura emotiva rivela la loro malattia da dipendenza.

La chiesa cattolica vorrebbe fare un “cortile dei gentili per rivolgersi a quanti non hanno ancora trovato la fede”? Già lo fece, col campo di sterminio di Skitopolis. E con duemila anni di sterminio nei confronti dei non cristiani.
Oppure nei seminari, nei cori, come questo:


Un prete pedofilo a Monacomentre Ratzinger era vescovo
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
12 marzo 2010


BERLINO - Clamorosa svolta nello scandalo dei casi di abusi sessuali nelle istituzioni cattoliche tedesche. L'edizione online dell'autorevole quotidiano liberal di Monaco di Baviera, la Sueddeutsche Zeitung, scrive che negli anni Ottanta un sacerdote pregiudicato per violenze pedofile fu trasferito da Essen (NordReno-Westfalia) in Baviera, nel periodo in cui l'attuale pontefice Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, era arcivescovo di Monaco e Freising e quindi teoricamente massimo responsabile di ogni affidamento di missione e trasferimento di sacerdoti. In Baviera, il prete pregiudicato si abbandonò di nuovo a violenze pedofile e attualmente esercita ancora il suo ministero nell'Alta Baviera.Immediata la reazione di Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede: in un suo comunicato sul suo sito, egli ha detto, la diocesi bavarese ha già chiarito il caso. L'allora vicario generale Gerhard Gruber, oggi 81enne, si è assunto la piena ed esclusiva responsabilità della scelta di aver affidato il servizio pastorale al sacerdote pregiudicato. E si è duramente autocriticato parlando di grave errore.Il sacerdote, di cui la Sueddeutsche Zeitung non fa il nome, è stato in servizio quasi ininterrottamente in Baviera dal 1980. In precedenza, a Essen, cioè nel centro-ovest della Germania, il prete era stato scoperto e denunciato perché aveva costretto un bimbo allora undicenne a praticargli un atto sessuale orale. Trasferito in Baviera, il sacerdote commise di nuovo abusi pedofili su minorenni. La Chiesa a quanto risulta alla Sueddeutsche non ha mai denunciato il presule alla giustizia. La notizia arriva come una bomba nello stesso giorno in cui il pontefice ha esaminato in un teso consulto in Vaticano i casi di pedofilia nella Chiesa cattolica tedesca insieme con il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch. Papa Benedetto si è detto sconvolto degli abusi promettendo linea dura e piena chiarezza.


Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/12/news/sacerdote_pedofilo_monaco-2627618/

E’ il senso della parabola del Figliol prodigo usata da Ratzinger per legittimare la sua attività di pedofilo con la complicità delle Istituzioni italiane.

14 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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