LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 26 maggio 2010

Ratzinger: abusi, autorità e carrierismo. La chiesa cattolica contro la società civile.



Ratzinger appare ridicolo. Dopo aver armeggiato, truffato, imbrogliato, per diventare capo della chiesa cattolica, ora dice ai suoi sottomessi che LORO devono essere umili: come insegna Gesù.
Riporto le affermazioni di Ratzinger da Televideo Rai:


PAPA: NO A ABUSI

AUTORITA'E CARRIERISMO



Quando si parla della Chiesa,"nell'opinione pubblica prevale l'elemento di subordinazione e l'elemento giuridico, per cui a molti l'idea di gerarchia appare in contrasto con la flessibilità e la vitalità in senso pastorale e contraria all'umiltà del Vangelo". Lo ha detto Benedetto XVI nell'udienza di oggi, dedicata al compito di guidare i fedeli, affidato a sacerdoti e vescovi. Per il Papa c'è dunque un "malinteso" nel modo con il quale si intende la gerarchia, che è nato "storicamente da abusi di autorità e carrierismo".

Da Televideo 26 maggio 2010

E’ interessante osservare alcuni articoli di cronaca di questi giorni che ci dicono alcuni tipi di carriera che si svolge nell’ambiente cattolico.
I poveri, i sottomessi, sono le vittime del carrierismo cattolico. Come il prete di lodi che usava gli omosessuali per rivendicare dei diritti, salvo usare gli omosessuali come copertura per le sue attività:

Pedofilia, sacerdote arrestato a Lodi"Abusi sessuali su un tredicenne"
Si tratta del 73enne don Domenico Pezzini. Nella sua abitazione anche materiale pedopornografico
25 maggio 2010

MILANO - Un altro episodio che scuote il mondo ecclesiastico, dai contorni ancora tutti da chiarire a causa del muro di silenzio opposto da investigatori e inquirenti. E' l'arresto di un sacerdote 73enne della Diocesi di Lodi, don Domenico Pezzini, con l'accusa di violenza sessuale ai danni di minori. Il sacerdote, arrestato dagli agenti della squadra mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all'epoca dei presunti abusi aveva 13 anni e che ora ne ha 16.Nel corso di una perquisizione in casa sua, a Milano, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico, nell'ambito di un'inchiesta che prosegue da alcuni mesi. Don Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale, in particolare, dagli anni Ottanta. E' animatore di gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all'omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Gruppi attivi in diverse città d'Italia e trasversali a tutte le Chiese italiane e che dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti.Don Pezzini è stato docente di linguistica inglese all'Università di Verona ed è stato uno dei fondatori del primo gruppo Gruppo del Guado, nato nel 1980 da un'esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo, La Fonte, che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un'integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana.Il sacerdote non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano. Pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiede però nel capoluogo lombardo. Don Domenico Pezzini, fra l'altro, è autore del libro Alle porte di Sion, che raccoglie diverse esperienza autobiografiche di uomini e donne omosessuali, accomunati da una sincera fede in Cristo. Testimonianze desiderose di poter conciliare la fede nel Vangelo con l'insegnamento della Chiesa, nella quale cercano di trovare uno spazio di ascolto e di condivisione. Così finisce uno dei tanti suoi scritti sulla omosessualità non accettata dalla Chiesa cattolica: "Vivere da omosessuali è un diritto, certo, ma è anche e soprattutto un impegno".
Tratto da:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/25/news/arrestato_sacerdote_lodi-4333375/

Ha pescato la sua vittima nel parco e lo ha aiutato in cambio di prestazioni sessuali. Non ha trovato nulla di male in ciò. Forse riteneva che questo gli fosse dovuto (come i missionari violentano i bambini nei paesi poveri in una sorta di “compenso” per il loro impegno. Qual è il bambino povero che verrà fra 10 anni dal Congo o dalla Nigeria ad accusare il “buon” missionario che gli italiani finanziavano?).
Oppure la battaglia che sta avvenendo a Savona con le processioni e con i parrocchiani che aggrediscono la bambina vittima degli abusi del prete cattolico i quali possono anche essere presunti fino a sentenza definitiva, ma solo dal punto di vista della magistratura. Le aggressioni che i parrocchiani hanno messo in atto contro la bambina, sembrano nascondere delitti ben più gravi di quelli scoperti dai magistrati.
Qui non si tratta di chiedere giustizia per le vittime della pedofilia, si tratta di nascondere la pedofilia e impedire alle vittime di chiedere giustizia.


Savona: don "Lu" comunicava via chat con i parrocchiani

Lunedì 24 Maggio 2010

Don Luciano Massaferro, arrestato per molestie sessuali su una sua chierichetta, utilizzava la chat di Skype per comunicare con i suoi parrocchiani. Conversazioni telematiche alle quali era interessata la magistratura che indagava sul sacerdote poi arrestato il 29 dicembre.Solo quelle telefoniche, avvenute successivamente all'arresto del sacerdote di Alassio, tra i parrocchiani, saranno oggetto del dibattimento aperto stamane in tribunale a Savona. Su disposizione del tribunale il perito, incaricato stamane, dovrà trascriverle e quindi portarle in udienza. In particolare sono 12 indicate dalla Procura e 15 dalla difesa quelle definite come "rilevanti". Le telefonate sono indicate numericamente nell'incarico rispetto ai decreti di intercettazione. Per le conversazioni via Skype la situazione sarebbe stata decisamente più complessa. Skype.com ha sede all'estero e sarebbe stato necessario disporre una rogatoria internazionale.E quegli stessi parrocchiani si sono scambiati messaggi di solidarietà via Facebook aprendo anche una pagina dedicata a don "Lu" anche dopo il suo arresto. Sempre i parrocchiani hanno anche promosso la fiaccolata, avvenuta qualche settimana fa, partita dalla parrocchia di Sant'Ambrorgio che ha raggiunto tra canti e preghiere la parrocchia di San Vincenzo. Per loro ora è attesa la sfilata davanti ai giudici. Sono almeno una novantina i testi chiamati a deporre a favore del sacerdote, pronti a giurare della sua limpidezza, una cinquantina per l’accusa, tra loro, oltre agli inquirenti, anche una suora.

Tratto da:
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=76938


La bambina non aveva denunciato le violenze, ma queste sono state scoperte dai sanitari: e i parrocchiani di questo prete?
Sicuramente la bambina era povera, indigente, e i parrocchiani, molto probabilmente, seguendo l’ideologia cattolica, ritengono che non si debba chiedere giustizia al padrone che violenta.
Oppure la vicenda di Rosarno in cui i gruppi scout della chiesa cattolica sono legati alla mafia.
Riporto l’articolo:


Sciolto gruppo scout,prete protesta
R.Calabria, capo arrestato per mafia

21/5/2010

Ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, per denunciare la chiusura del suo gruppo scout. L'iniziativa è di un parroco di Rosarno (Reggio Calabria), che accusa l'associazione "Libera" di avere provocato la chiusura del gruppo dopo l'arresto per associazione mafiosa di uno dei capi. "Cerco solo verità e giustizia nella carità", conclude il prete.
"Ora pure i cattolici sono tacciati di mafiosità da altri cattolici", scrive don Carmelo Ascone della chiesa Maria Santissima Addolorata. "Tutto un gruppo Agesci di circa 100 giovani - scrive il scerdote è chiuso. E i capi sono stati obbligati (minacciati) da un sacerdote, referente di "Libera", a dare le dimissioni. Il mio vescovo, monsignor Bux se ne lava le mani, dicendo che non ha la lettera di dimissioni, ricordando l'autonomia degli scout. L'Agesci nazionale da me interpellata non risponde. I capi regionali tacciono. I miei capi scout piangono per l'offesa gravissima che hanno subito". "Attendo d'incontrarla a Roma - chiede don Ascone a Bagnasco - per chiarire tutto".
Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo482144.shtml


Questo prete chiede la complicità dei cattolici nella sua attività. Non agisce per giustizia, ma per i suoi interessi.
Ed è la carriera di prete-padrone.
La carriera che caratterizza i preti cattolici nella loro attività di distruzione della società civile.

26 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 12 maggio 2010

Il terzo segreto di fatima e la magia del cristianesimo


Non c’è limite alla buffoneria della chiesa cattolica. Prima con Wojtyla e oggi con Ratzinger.
Appaiono come tanti interpreti delle quartine di Nostradamus che si affollavano negli anni ’80-’90 tutti a prevedere un futuro più o meno fosco e vendevano le loro previsioni come fossero studi scientifici. Quella di Fatima è una vicenda che si svolge fra abusi sessuali, sfruttamento del lavoro minorile, violenza psichica e terrorismo messo in atto dalla chiesa cattolica contro i bambini.
Una vicenda di patologia psichiatrica in cui la “verità di fede” cammina assieme al delirio allucinatorio della prima adolescenza in un crescendo di violenze in cui i bambini divennero uno dei simboli della legittimazione della pedofilia cattolica. Il diritto della chiesa cattolica di possedere i bambini. Quel diritto che viene riconosciuto alla chiesa cattolica dai genitori con l’atto del battesimo. Il battesimo è l’atto con cui i genitori rinunciano alla loro patria podestà (anche se oggi è solo formale, ideologia e religiosa) per consegnare il figlio come proprietà alla chiesa cattolica e al prete che poi, a seconda dei suoi pruriti, come “padre” lo può stuprare.
Il profetizzare un luminoso avvenire è proprio dell’ideologia cristiana, in quanto è forgiato sulla promessa del delirio di Gesù che sarebbe venuto in quella generazione con grande potenza sulle nubi, ecc.
E’ su questa feroce manipolazione mentale, combinata con la trasformazione biologica della crescita, che i bambini, anziché crescere in maniera naturale, hanno trasferito la violenza ideologica imposta dai terroristi cattolici in forme allucinatorie, autoconsolanti e autoesaltanti. Rimangono sempre allucinazioni adolescenziali di bambini violentati!
Su questo si è imbastita la propaganda cattolica il cui fine era dimostrare che sì, la vagina vergine della loro madonna era sicuramente un “dio”.
Non esiste né il dio dei cristiani, né un pazzo criminale come Gesù, né esiste una vagina vergine divina da glorificare: ma esiste tanta propaganda che sollecita le patologie da dipendenza delle persone violentate che trovano nella sofferenza, loro imposta, un motivo sia per continuare a soffrire, sia per costringere l’altro a soffrire.
Vogliono credere, perché altrimenti la loro vita sarebbe vuota. Anziché suicidarsi impiccandosi, preferiscono suicidarsi e indurre al suicidio lentamente, un po’ alla volta, rinunciando alla loro vita in ginocchio davanti al loro delirio di dio padrone.
Wojtyla, nella sua miseria morale, vuole riconoscere nel delirio dei bambini violentati un segno dell’esistenza del suo padrone. Riporto da un sito cattolico:



Pubblicato dalla Rizzoli e dalla Libreria Editrice Vaticana, il volume di memorie dell’attuale Arcivescovo di Cracovia è una lunga conversazione col giornalista Gian Franco Svidercoschi. I passaggi sono estratti dal capitolo 19 (“Quei due colpi di pistola”), dal capitolo 20 (“Ma chi ha armato la mano?”) e dal capitolo 26 (“E cadde il Muro”).
* * *
Ecco come don Stanislao racconta la “scoperta” di una relazione tra l'attentato del 13 maggio 1981 e il terzo segreto di Fatima Per la verità, a Fatima Giovanni Paolo II non aveva mai pensato nei giorni immediatamente successivi all'attentato. Solo più tardi, dopo essersi ripreso e aver riacquistato un po' le forze, aveva cominciato a riflettere su quella a dir poco singolare coincidenza. Sempre il 13 maggio! Un 13 maggio, nel 1917, il giorno della prima delle apparizioni della Vergine a Fatima, e un 13 maggio il giorno in cui avevano tentato di ucciderlo. Alla fine, il Papa si decise. Domandò di poter vedere il terzo «segreto», che era conservato nell' Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede. E il18 luglio, se non vado errato, l'allora prefetto della Congregazione, il cardinale Franjo Seper, consegnò due buste - l'una con il testo originale di suor Lucia in portoghese, l'altra con la traduzione in italiano - a monsignor Eduardo Martinez Somalo, Sostituto della Segreteria di Stato, il quale le portò al Gemelli. Erano i giorni del secondo ricovero in ospedale. Fu lì che il Santo Padre lesse il «segreto», e, una volta letto, non ebbe più dubbi. In quella «visione» aveva riconosciuto il proprio destino; si convinse che la vita gli era stata salvata, anzi, gli era stata nuovamente donata grazie all'intervento della Madonna, alla sua protezione. Sì, è vero, il
«vescovo vestito di bianco» era stato ucciso, come riferito da suor Lucia; mentre Giovanni Paolo II era scampato a una morte quasi certa. E allora? Non poteva invece voler dire proprio questo? Che i percorsi della storia, dell' esistenza umana, non sono per forza prestabiliti? E dunque, che esiste una Provvidenza, una «mano materna», capace anche di far «sbagliare» chi ha puntato la sua pistola con la sicurezza di uccidere? «Dna mano ha sparato e un'altra ha guidato la pallottola» diceva il Santo Padre. E oggi quella pallottola, resa per sempre «innocua», è incastonata nella corona della statua della Madonna di Fatima. [Pagg. 121-122]

Essere al centro dell’attenzione del dio padrone e poter mettere tutti in ginocchio. La propaganda con cui si distrugge la vita delle persone è la stessa propaganda con cui Hitler ebbe il consenso popolare e finì per costruire i campi di sterminio che appartengono solo all’ideologia cristiana.
Il consenso di massa ha il solo scopo di distruggere la società quando il consenso non è partecipativo. Come Wojtyla stuprava le persone costringendole in ginocchio davanti alla sua onnipotenza dichiarata dal suo dio padrone che aveva “deviato” la pallottola ( riproducendo e richiamando emotivamente lo schema dei vangeli imposti ai bambini: quella “voce” che risuona al battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista che dice “questo è il figlio del dio padrone”) “dimostrando” che davvero Wojtyla è il padrone, Ratzinger riproduce lo stesso schema di propaganda.
Le sofferenze della chiesa cattolica non sono quelle che la chiesa cattolica con sadico dominio ha imposto ai bambini; ma sono le richieste di giustizia che dalla società salgono nei confronti dell’organizzazione criminale “chiesa cattolica” che, imponendo una vagina vergine e un Gesù bambino, legittima la pedofilia e la pederastia.
Povera chiesa cattolica: non può più imporre pedofilia e pederastia in pace!
Qualcuno gli dice che è un reato!
La sofferenza della chiesa cattolica consiste nel fatto che dalla fine degli anni ’60 le società civili hanno iniziato a considerare reato l’abuso sui bambini e si è iniziato a chiedere alla chiesa cattolica e al suo dio padrone di pagare per i delitti commessi e per le sofferenze che la chiesa cattolica, in nome della vagina vergine, di un povero pazzo che sarebbe venuto dalle nuvole con grande potenza e di un delinquente che si è macchiato del delitto di genocidi nei confronti dell’umanità, ha messo in atto.

Così Ratzinger, il carnefice, tenta di farsi passar per vittima.
Riporto l’articolo:


Fatima profezia degli abusi
11.05.2010

INVIATO A LISBONA Tra le "sofferenze" della Chiesa profetizzate dal "terzo segreto" di Fatima vi sono anche quelle prodotte dagli abusi sui minori commessi da sacerdoti. Sul volo che lo ha condotto oggi in Portogallo, dove domani e giovedì sarà pellegrino proprio nella città delle apparizioni mariane, Benedetto XVI ha inscritto espressamente lo scandalo pedofilia tra le minacce e le "persecuzioni" alla Chiesa annunciate dalle visioni di Fatima: "persecuzioni" però, ha detto il Papa, che non vengono da "nemici" esterni, ma "dal peccato che esiste all'interno della Chiesa stessa". Parole forti, quelle usate da Ratzinger nella conferenza stampa sul volo papale, parole inusitate, che delineano anche posizioni nuove, ben lontane dalle idee su un "complotto" contro la Chiesa ventilate da esponenti di Curia nei giorni più neri dello scandalo abusi. E anche l'accostamento al "messaggio di Fatima" viene dalla fonte più autorevole, essendo stato proprio l'allora cardinale Ratzinger, da prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, a redigere nel 2000 il commento teologico per il "terzo segreto", svelato al mondo per ordine di Giovanni Paolo II, e che in qualche modo si legò anche all'attentato a Wojtyla compiuto nel 1981 da Alì Agca. "Oltre questa grande visione con la sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Giovanni Paolo II - ha detto Ratzinger rispondendo a una domanda dei giornalisti -, sono indicate le realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Perciò, oltre al momento indicato nella visione, si parla della necessità di una passione della Chiesa. Sono sofferenze della Chiesa che si annunciano". "Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio - ha proseguito il Pontefice - vi è che non solo da fuori vengono gli attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenza della Chiesa vengono dall'interno della Chiesa stessa, dal peccato che esiste in essa". Benedetto XVI ha scandito con parole gravi che questo oggi "lo vediamo in modo realmente terrificante". E rincarando ulteriormente la dose, ha aggiunto che "oggi le più grandi persecuzioni della Chiesa non vengono dai nemici esterni, ma nascono dal peccato nella Chiesa". Essa, quindi, "ha un profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare a dare il perdono, ma anche la necessità della giustizia, perché - ha sottolineato - il perdono non sostituisce la giustizia". Le altre "risposte" che "la Chiesa e ognuno di noi deve dare in questa situazione", secondo Ratzinger, sono "la conversione, la penitenza, la preghiera, e le virtù come la fede, la speranza, la carità". Il Papa ha parlato anche di crisi economica ("l'economia senza l'etica crea problemi irresolubili"), di rapporti Stato-Chiesa nel discorso iniziale in presenza del capo dello Stato Anibal Cavaco Silva ("la Chiesa è pronta a collaborare con chi non marginalizza le fede"), di Europa cristiana ("senza una sua dimensione religiosa trascendente l'Europa non sarebbe in grado di dialogare con le grandi culture mondiali"). Nella messa del pomeriggio nella centralissima Praca do Comercio, davanti a oltre 300 mila fedeli, ha quindi avvertito che il Portogallo - paese che era il più cattolico del continente e che oggi si scopre sempre più secolarizzato - deve portare in Europa la sua "identità culturale e religiosa", frutto della sua grande eredità cristiana. Non senza un ultimo monito riguardante "i figli riottosi e persino ribelli" che "non mancano" tra le file della Chiesa. Domani, prima di trasferirsi a Fatima, Ratzinger incontrerà anche il premier socialista José Socrates, al cui governo si deve la legge che autorizza i matrimoni gay, poi almeno temporaneamente bloccata come incostituzionale dal presidente Cavaco Silva.


Tratto da:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=1962&ID_sezione=524&sezione=

Ratzinger chiede al Portogallo di portare avanti l’attività di stupro di bambini: “deve portare in Europa la sua "identità culturale e religiosa"”.

La chiesa cattolica, pur di far fesse le persone, truffarle, ingannale, gioca sulla violenza che lei ha messo in atto su di loro nella prima infanzia e sul controllo economico e sociale. Gioca sul loro bisogno di dipendenza e dal momento che sa perfettamente che il suo dio padrone è una truffa; che il suo Gesù è una truffa; la vagina vergine della sua madonna è una violenza ai cittadini e una truffa religiosa; non gli resta altro che la buffoneria.
I maghi da osteria o da televisione come Padre Pio o la Teresa di Calcutta che oscillano fra il terrorismo omicida, l’odio sociale e il delirio di onnipotenza. Non gli resta che bambini indifesi da violentare, come quelli di Fatima; non gli resta che truffe come quelle della sindone; oppure terroristi conclamati, come Antonio da Padova, con cui esaltare il genocidio, lo stragismo e l’odio sociale.
Terrorismo, odio sociale, e genocidio, che viene favorito e conclamato da politici corrotti, come Zanonato sindaco di Padova, che trova assolutamente normale esaltare e legittimare il terrorismo e il genocidio favorendo la truffa nei confronti dei cittadini di Padova spacciando l’Antonio di Padova come fosse una dose di eroina con cui derubarli.
Per la chiesa cattolica i bambini sono le merde, le bestie, senza diritti che devono mettersi in ginocchio davanti al suo dio padrone e tanti politici si affiancano ad aiutarla in questa azione di terrorismo. Più le persone chiederanno giustizia, pretendendo di processare il dio padrone e la chiesa cattolica, più questa piagnucolerà come quel vescovo cattolico in Francia che ebbe a dichiarare che essere processati per violenza sui bambini era impedire alla chiesa cattolica la libertà religiosa.
Negli ospedali psichiatri questi deliri sono ben conosciuti. Sono deliri religiosi in cui la trasformazione biologica che avviene nell’adolescenza è una vera e propria rivoluzione della struttura neurovegetativa. Questa rivoluzione si trasferisce nella coscienza mediante allucinazioni (tattili, visive, uditive) in cui viene veicolata la manipolazione mentale infantile che contribuisce a dar forma al desiderio libidico represso. C’è una deformazione dell’interpretazione della realtà in cui la trasformazione neurovegetativa si fissa permanentemente nell’individuo adolescente la manipolazione emotiva imposta dalla coercizione religiosa mediante l’educazione. Da quel momento l’individuo non potrà più vivere se non in assoluta dipendenza emotiva che la religione dell’infanzia gli ha imposto. Per questo motivo l’educazione cattolica è SEMPRE uno stupro nei confronti dell’infanzia in quanto, imponendo la propria interpretazione del mondo, costringe il bambino a soggettivarla: al di là dei modi e dei metodi con cui tale interpretazione è imposta.

CITTA' DEL VATICANO - Ecco il testo integrale del terzo segreto di Fatima, così come riportato nelle lettera in cui suor Lucia rivela il messaggio della Madonna di Fatima del 13 luglio 1917. "Scrivo in atto di obbedienza a voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Eccellenza Reverendissima il signor Vescovo di Leiria e della Vostra e Mia Santissima Madre. Dopo le due parti che ho già esposto, abbiamo visto a lato sinistro di nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembra dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza. E vedemmo in una luce immensa che è Dio: 'Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti' un Vescovo vestito di Bianco 'abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre'. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire su una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacilante, afflitto di dolore e di pena, pregare per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi d'arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatorio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio".
(26 giugno 2000)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/online/mondo/fatima/testo/testo.html

Gli ospedali psichiatrici e i centri di recupero per tossicodipendenti sono pieni di questi personaggi.
Queste persone riescono a sopravvivere solo se i loro deliri trovano spazio nell’interesse collettivo e la loro miseria morale “riconosciuta” come dono in un delirio esaltante di onnipotenza.
La chiesa cattolica usa questi deliri per alimentare la sofferenza e riprodurre nella società lo stupro di minori.

12 maggio 2010
Claudio Simeoni
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martedì 11 maggio 2010

Cristianesimo e democrazia: una questione che riguarda la Costituzione della Repubblica


Nemmeno ho fatto a tempo a gettare la traccia di proposta per la modifica della seconda parte della Costituzione della Repubblica in funzione dei bisogni dei cittadini, che l’organizzazione criminale dei vescovi (quelli che per millesettecento anni hanno legittimato la violenza nei confronti dei bambini in nome del loro profeta delinquente e criminale), si propongono disponibili a contribuire al “«delicato e importante» tema delle «riforme istituzionali».”. Dopo aver violentato la società civile da quando è nata la Costituzione e aver istigato le Istituzioni Democratiche a comportamenti criminali e costituzionalmente illegali, ora pretendono di legittimare la loro illegalità partecipando a modificare la Costituzione: i torturatori che legittimano le torture messe in atto contro una società violentata.
I complici politici del clericalismo ideologico-religioso cattolico, li troviamo disseminati dovunque nella politica italiana. Da Veltroni, Rutelli, Bersani e Fassino, passando per Berlusconi, Garfagna, Scaloja, Sacconi, Letta, Bertolaso, Balducci e continuando con Casini e Buttiglione, Fini, La Russa, e chi più ne ha più ne metta senza dimenticare i residui dei partiti comunisti, radicali e dell’estrema destra. Terminiamo infine con Bossi, Calderoli, Zaia, Maroni, che fanno dell’ideologia cattolica arma di disarticolazione della Costituzione della Repubblica.
In queste condizioni sociali i cittadini sono le prede dei talebani cattolici che i politici, per attentare alle Istituzioni democratiche, tentano di contrapporre ai talebani musulmani. E quando non ci sono i talebani musulmani, ma solo musulmani democratici, allora se li inventano immaginando trame segrete che stanno solo nella loro attività criminale.

Non ho fatto a tempo a buttare giù una proposta di modifica della Costituzione che i vescovi cattolici si sono allarmati. Come? I cittadini soggetti di diritto? Noi, dicono i vescovi cattolici, siamo i padroni dei cittadini e i cittadini non devono abusare della libertà che NOI concediamo loro.

Dal punto di vista sociale si chiama nazismo.

Riporto l’articolo del Corriere della Sera:

«il punto è come vivere la solidarietà all'interno del Paese»
I vescovi aprono al federalismo Ma bocciano quello fiscale: «Fallirà»
Per la Cei il sistema fiscale così come è stato concepito fino ad ora rischia di moltiplicare il centralismo

CITTÀ DEL VATICANO - I vescovi italiani non hanno pregiudizi nei confronti del federalismo «previsto tra l'altro dalla Costituzione». Ma «il punto è come vivere la solidarietà all'interno del Paese». Per la Cei, in sostanza, il sistema fiscale «è l'architrave» del processo federalista ma così come è stato concepito fino ad ora rischia di moltiplicare il centralismo senza aprire la porta alla sussidiarietà e ai poterei decentrati sul territorio. La critica è contenuta nel documento preparatorio della prossime «Settimane sociali», l'appuntamento storico del cattolicesimo italiano, che si terranno a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre. Il documento è stato presentato nella sede della Radio Vaticana dal presidente del comitato organizzatore delle Settimane sociali, monsignor Arrigo Miglio, capo della commissione problemi sociali della Cei, dal vicepresidente del Comitato, il professor Luca Diotallevi e dal portavoce della conferenza episcopale, mons. Domenico Pompili.
«SI MEDITI SU DUALISMI E DIFFERENZE» - Nel documento sul Mezzogiorno di febbraio, ha sottolineato Miglio, sono state già individuate alcune caratteristiche che il federalismo, compreso quello fiscale, deve avere perché il Paese «possa continuare a essere solidale». «Abbiamo a che fare - si legge nel documento preparatorio - con politiche di riforma caratterizzate da elementi di incertezza a metà strada tra un funzionale compromesso fra principi di uguale valore e la produzione di decisioni-manifesto, spendibili sul piano del consenso ma fragili sul piano dell'architettura istituzionale e del tasso reale di innovazione». Perciò, aggiunge il testo, è «opportuno» meditare su «dualismi e differenze territoriali del Paese» evitando «effetti perversi» quali «il federalismo da abbandono».
I TEMI - Più in generale i vescovi italiani si dicono disponibile a contribuire al «delicato e importante» tema delle «riforme istituzionali». E in vista della 46esima «Settimana sociale» suggeriscono d «spostare la pressione fiscale dal lavoro e dagli investimenti alle rendite» per «ridistribuirla orizzontalmente». Non manca nel documento Cei un riferimento al tema dell'immigrazione. «Il riconoscimento della cittadinanza da parte dello Stato italiano è solo una condizione, certo necessaria ma non sufficiente, per una piena interazione/integrazione delle seconde generazioni nella società italiana - scrivono i vescovi -. Riconoscere e far rispettare i diritti dei figli dell'immigrazione è infatti una responsabilità collettiva che investe tutte le istituzioni e tutti gli individui».
Redazione online 10 maggio 2010

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/10_maggio_10/cei-federalismo-fiscale_c872e488-5c3d-11df-92dd-00144f02aabe.shtml


Se ci si potrebbe chiedere: perché i vescovi cattolici bocciano il “federalismo fiscale” tanto caro a Bossi, Zaia, Calderoli, Maroni e compagni?
Eppure, tutti costoro hanno già messo in atto azioni in favore dell’organizzazione cattolica. Non solo la finanziano là dove amministrano, ma costringono con la violenza i bambini in ginocchio davanti al crocifisso. E, allora, perché i vescovi non approvano il loro “federalismo fiscale”?
Innanzi tutto perché sono dei servi proni a novanta gradi che aiutano i vescovi cattolici a mettere a novanta gradi i cittadini italiani costringendoli a rinunciare ai loro diritti Costituzionali in funzione del diritto del dio padrone di stuprarli. I servi, come è noto nell’ideologia cattolica (vedi i vangeli), non hanno diritto a chiedere nulla ai loro padroni (i vescovi). Anzi, devono obbedire anche quando i vescovi li bastonano: perché, che gusto c’è ad obbedire ai vescovi quando i vescovi sono buoni (lettere di Paolo di Tarso e di Pietro!).
In secondo luogo, il “federalismo fiscale” è una boiata pazzesca; come era una boiata pazzesca il federalismo che il referendum ha bocciato.
Una boiata pensata come se ci fosse una specie di dio onnipotente; come se non esistessero i trattati internazionali, la Costituzione Europea, gli impegni nazionali e la regolamentazione della possibilità d’azione delle regioni.
L’unico effetto che potrebbe avere questo “federalismo fiscale” è il furto delle proprietà demaniali ai cittadini e la loro consegna, mediante svendita, ad affaristi e mafiosi. Le amministrazioni non hanno un euro da impegnare in ristrutturazioni impegnative come quelle che porta a valorizzare le proprietà demaniali. Chi ha soldi sono affaristi e mafiosi e si finirà con lo svendere il patrimonio nazionale che è la sola garanzia del debito pubblico che è in grado di dare lo Stato. Gli stessi vescovi cattolici continuano a chiedere soldi per finanziare, in maniera criminale e illegale, la scuola privata. Figuratevi mettere soldi per riattare strutture demaniali a meno che queste non siano poi adibite al loro uso personale.
Il “federalismo fiscale” è solo una forma di propaganda usata per gli sciocchi e gli imbecilli attorno alla quale costruire consenso elettorale: come il “dio po’”, “la secessione”, “l’indipendenza”. Serve per gli stolti che sognano il “luminoso avvenire”,”el divertar paroni” o “mari de tocio e montagne de polenta”.
L’unica forma possibile è appunto la modifica che ho proposto della seconda parte della Costituzione che, uscendo dall’ideologia fascista, toglie le Istituzioni dall’altare del dio padrone e riconosce al cittadino il suo ruolo centrale nell’organizzazione dello Stato e della società.
E’ questo che temono i vescovi cattolici: se i bambini stuprati possono chiedere al loro dio padrone di pagare per i delitti e la polizia non può torturarli, rischiano di dover rispondere alla legge come tutti i cittadini.
Naturalmente ci sarà sempre un D’Alema, un Bersani, un Veltroni, un Rutelli, un Fini, un Casini, una Bonino, un Pannella, un Berlusconi, un Alfano, una Gelmini, un Letta, un Zaia, un Bossi, un Sacconi, un Maroni, un Calderoli, pronti a garantire ai vescovi cattolici l’impunità politica nella loro attività di stupro dei bambini ritenendo il cattolicesimo “parte integrante della tradizione italiana”: appunto, quella di stuprare bambini!
Non è un caso che i vescovi cattolici in Italia non siano stati perseguiti per i delitti commessi. Come se avessero avuto una sorta di licenza per delinquere da parte dei politici e dai magistrati.
Per questo l’unica riforma possibile della Costituzione della Repubblica che ne rispetti lo spirito e il bisogno di libertà proprio delle intenzioni (ed è tutto dire) dell’Assemblea Costituente, è quella che io, con tutte le lacune e i limiti, ho proposto.
Ogni altra direzione porta al nazismo. Sia il nazismo nella forma dei campi di concentramento (vedi i lager in cui lo Stato rinchiude gli extracomunitari) sia in una forma più blanda del pietismo nazionalista.

11 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 8 maggio 2010

Brescia una sentenza che non convince. Cattolicesimo e sistematicità nella violenza sui minori.


Le foto sono raccolte dal Web e riguardano il potere della chiesa cattolica. La domanda è: come possono i bambini poveri aver giustizia nei confronti dlela violenza fatta dall apiù grande organizzazione economica e sociale del mondo se la maggior parte dei magistrati si sente più aservitaa l dio padrone dei cristiani che non ai doveri loro imposti dalla Costituzione?
Come possono essere obiettivi quando giudicano contro le convinzioni che sono state loro imposte nell'età infantile? Non dico che i magistrati fiudicano contro la legge, ma dico che quando si tratta dei terroristi della chiesa cattolica, a meno che non siano costretti a sbattere i denti sui fatti, spesso la loro "tolleranza" sfocia in complicità.
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La questione è quella che oggi sta allontanando i cattolici dalla chiesa cattolica.
Non solo i cattolici violentano sistematicamente i bambini, ma hanno la maggior organizzazione militare, economica e sociale, per impedire di essere accusati nella violenza che mettono in atto nei confronti dei minori.
Violenza nei confronti dei minori, aggressione contro chi chiede giustizia per i crimini che hanno commesso per ordine di quel criminale assassino di Gesù e ricatti alla società economica e alle Istituzioni. Ricatti che loro mettono in atto con i soldi messi a disposizione dallo Stato Italiano per consentire ai preti cattolici di violentare i bambini.
Della vastità dell’organizzazione del terrore che porta alla pratica della pedofilia messa in atto dalla chiesa cattolica, dal momento che la Polizia di Stato si rifiuta di impedire i reati dei preti cattolici e molti magistrati sono collusi con la chiesa cattolica, ogni tanto, dall’interno della chiesa cattolica, giunge notizia dell’attività di terrore di gentaglia criminale come Bagnasco, Bertone, Ratzinger e oggi anche Sodano.
Terroristi che non sparano ad Aldo Moro, Bachelet, Tagliercio, Tobagi, Casalegno o Rossa (anzi, costoro erano ben disponibili ad assecondare i preti stupratori di bambini), ma sparano nella psiche dei bambini in quanto ritengono, e molti politici con loro, che i bambini non siano dei soggetti di diritto Costituzionale. Siano solo bestiame da costringere in ginocchio davanti al loro crocifisso.
Così veniamo a sapere che un cardinale cattolico austriaco accusa un cardinale più importante (nella chiesa cattolica) di lui, Angelo Sodano. Ricordo che in quella vicenda è coinvolto anche Wojtyla che nell’occasione del viaggio di Vienna, per protegger l’attività di pedofilia, parò di “stanze segrete” in “una chiesa di vetro”.
Riporto l’articolo di La Repubblica:

VATICANO
Cardinale austriaco attacca Sodano"Insabbiò l'inchiesta sulla pedofilia"
Benedetto XVI ratifica l'addio di monsignor Mixa, il vescovo di Augusta travolto da scandali di varia natura. E parla anche del caso pedofilia scoppiato a Bruges: "Bisogna formare al sacerdozio uomini santi". "In Belgio la chiesa è provata dal peccato"


CITTA' DEL VATICANO - Nel giorno in cui il Papa accetta le dimissioni del discusso vescovo di Augusta, l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, sferra un durissimo attacco all'ex segretario di stato vaticano Angelo Sodano. Facendo nome e cognome lo accusa di aver offeso le vittime degli abusi sessuali, definendo la vicenda "un chiacchericcio" e lo ha rimproverato di aver insabbiato a suo tempo l'inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall'allora capo della diocesi viennese, Hans Hermann Groer. Il porporato, allievo e amico di papa Ratzinger, ha parlato durante un incontro informale con rappresentanti dei media austriaci, di cui riferisce l'agenzia Kathpress.Le dimissioni di monsignor Mixa. Benedetto XVI ha dunque accettato le dimissioni del vescovo di Augusta e ordinario militare per la Germania, monsignor Walter Mixa, travolto da rivelazioni su malversazioni economiche e maltrattamenti inflitti a giovani collegiali. I fatti, da lui ammessi, riguardano il periodo in cui era parroco. Il prelato - che ha chiesto le dimissioni il 22 april - secondo le rivelazioni dei media sarebbe sotto inchiesta per abusi sessuali. L'udienza con i vescovi belgi. E sempre oggi il Papa ha anche ricevuto in udienza i vescovi del Belgio. Richiamandoli con forza ad attuare una "vasta e seria" pastorale vocazionale, per formare al sacerdozio uomini santi. Anche in questo caso, il riferimento è chiaramente agli scandali legati alla pedofilia. Da qui l'esortazione "all'ascolto reciproco, nella preghiera comune e nella carità di Cristo, soprattutto in questi tempi nei quali la vostra chiesa stessa è stata provata dal peccato". Il primate del Belgio, monsignor Joseph André Leonard, ha ammesso con Benedetto XVI che "quella che le si avvicina oggi è una Chiesa addolorata, ma anche determinata ad affrontare questo tipo di problema con chiarezza". Leonard ha citato in particolare "il grave scandalo provocato dalle dimissioni forzate del vescovo di Bruges, monsignor Roger Vangheluwe". Riguardo alla possibilità di emanare nuove norme per prevenire eventuali abusi da parte del clero, il primate del Belgio ha affermato che di ciò i vescovi belgi hanno parlato con la Congregazione per la dottrina della Fede. "Nel suo discorso - ha concluso Leonard - il Papa ha fatto allusione al dramma della nostra Chiesa spiegando che per ritrovare la credibilità l'unica via da percorrere è quella della ricerca della santità di preti e vescovi. E' stato molto importante l'incoraggiamento che il Pontefice ci ha dato, soprattutto perché molti preti nella Chiesa belga soffrono per questa situazione di cui non hanno colpa".
(08 maggio 2010)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/08/news/benedetto_8maggio-3910661/

Nascondere gli abusi e coinvolgere i magistrati amici per coprire gli abusi. Oggi che la società civile ha iniziato, sia pur da pochi anni, a salvaguardare il diritto dei minori all’integrità psico-fisica nella delicata fase della loro crescita, la chiesa cattolica da un lato pretende l’impunità per la pedofilia e la pederastia che LEI, e solo LEI, mette in atto contro i ragazzi e dall’altro lato vuole impedire la ricerca delle cause della sua violenza, del suo orrore, della sua attività di terrorismo, per aggredire l’intera società civile.

Per questo motivo è poco credibile l’assoluzione dei responsabili dell’asilo di Brescia.
L’asilo di Brescia era un lager? Tutti gli asili gestiti dai cattolici sono dei lager! E’ lo stesso concetto di educazione che hanno i cattolici che li porta a gestire gli asili come delle prigioni. “Chi risparmia la verga, odia suo figlio, chi invece lo ama si prodiga in correzioni.” Proverbi 13:24
La domanda è questa: sono stati assolti perché non è stato commesso il falso o sono stati assolti perché gli abusi sono stati coperti?
Dal momento che gli abusi sono stati “ben coperti” sono stati assolti? Come per l’istituto Provolo di Verona?
Resta il fatto che gli asili gestiti dai cattolici sono dei lager costruiti con la finalità di violentare la psiche del bambino per trasformarlo in un credente cattolico.
Resta il fatto che non esiste una documentazione filmata, né è stata messa in atto dai carabinieri e dalla polizia, un’attività investigativa adeguata. Basandosi tutto sulle testimonianze e sulle interpretazioni, appare evidente che credere o non credere è una questione soggettiva.
Cosa diversa è per il prete che decide di fare il missionario in Brasile: là dove i preti cattolici avevano il decalogo su come abusare dei ragazzi!
Riporto l’articolo da l’Avvenire:

7 Maggio 2010
VELENI E SOSPETTI


Brescia, pedofilia all'asilo: tutti assolti dopo sette anni
Per la terza e ultima volta la giustizia ha sentenziato: tutti innocenti, assolti perché il fatto non sussiste. E così dopo sette anni termina definitivamente il calvario di otto persone - sei maestre, un sacerdote e un bidello - accusati nel 2003 di abusi sessuali nei confronti di 23 bambini bresciani della scuola materna comunale "Sorelli". Questa volta è la Cassazione ad assolverli tutti, confermando quanto già avevano stabilito i giudici in primo grado e poi in secondo grado: «Innocenti». Le violenze, le "feste in maschera", le orge di gruppo cui le maestre avrebbero accompagnato i bambini per abusarne e videoriprenderli con la complicità di sacerdoti (all’inizio ben tre erano gli indagati) non sono mai avvenuti.Tutto bene, quindi? Lieto fine e sospiro di sollievo? Sì, per i 23 bambini, la cui sorte stava a cuore all’intera cittadinanza e alla Chiesa bresciana, da sempre preoccupata per la salute dei piccoli oltre che per la giustizia nei confronti dei tanti accusati. Ma che dire delle due maestre (trent’anni di carriera appassionata) rimaste in carcere un anno in isolamento, poi agli arresti domiciliari? O del peso portato con serena dignità da don Stefano Bertoni, l’unico dei tre sacerdoti rimasto fino a ieri in attesa di giustizia dopo che la posizione degli altri due era stata quasi subito archiviata per manifesta innocenza? Come ci si può sentire quando una città si spacca tra innocentisti e colpevolisti, lacerata tra la paura del mostro e la difesa di sei maestre e un sacerdote attorno ai quali la gente si è stretta, mentre i giornali parlavano di "asilo degli orrori" e "preti alla gogna nella cattolica Brescia"? (l’associazione <+corsivo>Prometeo<+tondo> non aveva atteso il lavoro dei giudici e aveva subito concluso che "il tutto va inquadrato tra gli abusi ritualistici di stampo satanico, gli elementi ci sono tutti: escrementi, torture, croci, religiosi deviati"...).Ma soprattutto come si arriva a una valanga del genere, basata sul nulla eppure in grado di crescere e stritolare le vite di otto persone ingiustamente accusate e 23 famiglie - quelle dei bambini - gettate nell’angoscia? La risposta era già scritta nelle 538 pagine con cui i giudici di primo grado nel 2006 motivavano l’assoluzione degli imputati, parlando di «colonizzazione mentale» dei genitori dei bambini, che «si erano di fatto sostituiti agli organi inquirenti». Lo aveva spiegato bene ad <+corsivo>Avvenire<+tondo> Guglielmo Gulotta, docente di Psicologia giuridica all’università di Torino: «Non un complotto, ma un contagio. Basta una diceria, o un bimbo che ha qualche incubo. Il resto monta da solo a causa delle forti ansie dei genitori, dovute anche ai media. I bambini vengono involontariamente interrogati in modo suggestivo, con domande che già contengono le risposte. Così sono portati a dire quello che le madri temevano e le psicologhe si aspettavano, a confermare una certezza preconcetta». Una «colonizzazione mentale», appunto, che mette fortemente in discussione le modalità di interrogatorio delle presunte vittime (bambini di 2 o 3 anni raccontano una cosa e il suo contrario nel giro di un minuto). Il rischio è duplice: da una parte travolgere degli innocenti, dall’altra favorire i veri pedofili, che hanno gioco facile a mimetizzarsi tra i casi di falso abuso.La notizia della definitiva assoluzione don Stefano Bertoni, 48 anni, ieri l’ha ricevuta in Brasile, dove da un anno è missionario <+corsivo>fidei donum<+tondo> della diocesi di Brescia. «È stato felice soprattutto per alcune persone che in questi sette lunghi anni hanno sofferto e per una comunità civile che ne è uscita provata - racconta il fratello Enrico -. L’auspicio è che da questo caso si tragga spunto sempre quando si giudica, nella consapevolezza che le persone possono anche essere innocenti. E l’appello è a psicologi e medici, perché valutino con accortezza: prima hanno "accertato" gli abusi, poi hanno riveduto le loro posizioni. Adesso sappiamo che l’abuso non era proprio avvenuto».
Lucia Bellaspiga


Tratto da:
http://www.avvenire.it/Cronaca/pedofilia+brescia+assolti_201005070724090070000.htm


Se i giudici nel giudicare si sono basati sulla dichiarazioni riportate di Guglielmo Gullotta, allora hanno sicuramente sbagliato! Al di là del valore giuridico che ha la sentenza nello stabilire una “verità” giudiziaria, le affermazioni di Gullotta non si possono applicare al caso in specie.
Una diceria non è in grado di costruire un contagio che monti nell’ansia dei genitori sollecitati dai media. Non è possibile! A meno che Gullotta non dimostri che questi genitori fossero stati educati emotivamente anticattolici fin dai primissimi giorni di vita e siano vissuti in un ambiente estraneo alla religione cattolica fino all’età adulta, genitoriale. Solo questo tipo di genitore può, alle notizie dei media, rispondere con ansia e dar credito a delle voci o delle chiacchiere. Altrimenti non è possibile. Come è sempre avvenuto è più facile che il genitore creda al prete violentatore che al bambino violentato. Proprio per l’educazione ricevuta. Dalla dichiarazione riportata dall’Avvenire, appare evidente che Gullotta abbia spacciato ai giudici una dichiarazione creazionista e questi, forse aperti al creazionismo, se la sono bevuta.
Le dicerie capaci di suscitare ansia devono assecondare la manipolazione mentale ricevuta fin dall’infanzia. La zingara che ruba i bambini è uno stereotipo imposto dai cattolici fin dall’infanzia ai bambini nella separazione fra sé e il mondo e serve a costruire la marchiatura razzista che la loro religione impone sui bambini. Così, se qualcuno dice che un bambino è stato rapito dalla zingara, pur essendo una menzogna palese, i genitori cattolici sono propensi a crederlo e ad allarmarsi. Questo perché quell’atto è in linea con quello che pensano.
Noi non sappiamo se l’abuso non era avvenuto: noi sappiamo che i magistrati hanno dichiarato che l’abuso non è mai avvenuto.
Ma ciò che è avvenuto nella psiche dei bambini resta!
E rimane il fatto che gli asili sono ancora concepiti come delle galere e i bambini dei galeotti senza diritti: da qui ad oggetto di violenza il passo è breve.
E’ come per l’Istituto Provolo di Verona dove il cattolico Carraro con la sua cricca di delinquenti ha fatto violentare i bambini nell’Istituto per sordomuti: quali prove potevano portare quei bambini? La loro psiche violata; la distruzione del loro abitare il mondo. E i preti cattolici l’hanno fatta franca, magistrati corrotti hanno aiutato i cattolici a violentare i bambini: dovremmo per questo dire che quelle violenze non sono mai avvenute? Solo un criminale cattolico che vuole reiterare le violenze sui minori può sostenere ciò!

Senza le telecamere, sarebbe stato possibile sapere che cosa faceva questa maestra?

Un’insegnante d’asilo quarantenne di Militello in Val di Catania è stata arrestata in flagranza di reato da carabinieri della compagnia di Palagonia per maltrattamenti su bambini della sua classe. Le indagini erano state avviate nel marzo scorso dopo le denunce di alcuni genitori che si erano recati in caserma dopo avere appreso dai figli cosa accadeva in classe. Gli investigatori hanno ‘piazzato’ delle telecamere nascoste nell’aula e hanno ripreso l’atteggiamento aggressivo della maestra d’asilo che, secondo l’accusa, prendeva a schiaffi e spintonava a i suoi alunni, che a volte trascinava tirandoli per i capelli, senza nessun apparente motivo scatenante. La violenza mostrata dalle immagini ha convinto i carabinieri a intervenire e a eseguire l’arresto della maestra d’asilo su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano.
L’insegnante è stata bloccata dai carabinieri della compagnia di Palagonia ieri mentre era a scuola, ma la notizia si è appresa oggi. I militari sarebbero intervenuti per la “ritualità della condotta” dell’indagata: la sua aula era da una ventina di giorni sott’osservazione da parte dei militari dell’Arma che, all’insaputa di tutti, avevano piazzato delle telecamere e dei microfoni. Alla maestra, su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, e del sostituto Sabrina Gambino, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia da parte del Gip. Le indagini erano state avviate le denunce presentate dai genitori di 7-8 alunni dell’insegnante ai carabinieri della compagnia di Palagonia.
Tratto da:
http://www.livesicilia.it/2010/04/29/pcchiava-gli-alunni-arrestata-una-maestra-i-genitori-dei-bimbi-vogliamo-giustizia/

Oppure, ci siamo dimenticati i genitori che inveivano contro i carabinieri (o la polizia) che arrestava le maestre dell’asilo Cip-ciop?
Ci siamo dimenticati che questi carabinieri hanno dovuto mostrare i filmati delle violenze che i bambini subivano?
E senza i filmati, i bambini erano “bugiardi”?
E quelle maestre none rano forse cattoliche ed educate dai cattolici?

Dall’Italia/ “CIP-CIOP”, L’ASILO LAGER
giovedì, dicembre 3, 2009
By Web & Books

Le immagini video choc che testimoniano i maltrattamenti all’ asilo Cip – Ciop di Pistoia sono state mostrate dalla procura ai genitori che ne hanno fatto richiestaonto a partire e a entrare nell’asilo. Tra quei filmati ce ne è uno che mostra un bimbo di pochi mesi, meno di 12, che piange seduto su una piccola sedia, una delle due arrestate lo prende per il polso e lo solleva da terra, poi lo fa piegare sul suo braccio e lo picchia, infine lo rimette seduto e continua a picchiarlo. La procura ha vietato la diffusione dei video in questa fase delle indagini. Intanto emergono particolari sul comportamento delle due done al momento dell’ arresto. Fredde e apparentemente senza emozioni: così sono apparse Scuderi e Pesce (nella foto), a chi le ha portate in questura.GENITORE SOTTO CHOC «Le ho viste prendere mio figlio, che ha 10 mesi a schiaffi sulla testa perché non voleva mangiare. Immagini schifose. L’hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo mi ha fatto schifo. Quelle due stanno bene in carcere». Così il padre di un bambino di 10 mesi che per tre mesi ha frequentato l’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia. L’uomo, che ha 21 anni, si è recato nel pomeriggio in procura a Pistoia dove ha potuto visionare i filmati delle videocamere installate dalla polizia all’interno dell’asilo. La coppia di giovanissimi coniugi, con il bimbo in braccio, è uscita sconvolta e piangente dalla procura.EX DIPENDENTE: “ERANO NEVROTICHE” «Erano nevrotiche, aggressive, urlavano sempre con i bambini e io non condividevo più i loro metodi». Lo ha detto un’ex dipendente dell’asilo ‘Cip e Ciop’ agli inquirenti all’indomani dell’arresto di Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, da ieri in carcere per maltrattamento su minori. La squadra mobile della questura di Pistoia ha già ascoltato quattro ex dipendenti dell’asilo ‘Cip e Ciop’ che se ne sono andate proprio perchè non condividevano «il metodo aggressivo» delle due insegnanti. INDAGINE SCATTATA DOPO COMPORTAMENTO STRANO DI UNA BIMBA Quando tornava a casa dall’asilo ‘Cip e Ciop’ chiudeva a chiave la sua bambola nell’armadio. La mamma, insospettita da questo comportamento, ha chiesto chiarimenti al fratellino e lui le ha riferito che la maestra all’asilo lo faceva con lei. È questa una delle segnalazioni cardine da cui è scattata l’ indagine della questura. «Le due maestre lo facevano con lei, e per la piccola, dunque, questo era un comportamento giustificato», rivelano i poliziotti. Nelle segnalazioni i genitori raccontano che, in alcuni casi, i figli avevano completamente cambiato carattere.

Tratto da:
http://www.ternimagazine.it/8995/cronache/cronaca-nera/dallitalia-cip-ciop-lasilo-lager.html

Può il magistrato che ha emesso la sentenza escludere che non siano avvenuti maltrattamenti?
No!
Non lo può fare.
Troppi psicologi sono più ferventi cattolici che non persone rispettose dei diritti dei cittadini e troppe sono le azioni messe in atto dai cattolici per coprire la violenza sui minori che hanno messo in atto
Non da ultima:

Savona: nasce comitato di sostegno parroco Alassio con accusa di pedofilia
Cronaca 05/05/2010

Genova, 5 mag. - (Adnkronos) - E' nato un comitato di sostegno a don Luciano Massaferro, il sacerdote della diocesi di Albenga-Imperia in carcere dal 29 dicembre 2009 con l'accusa di molestia su una minorenne. Hanno costituito il comitato amici e fedeli della parrocchia di Alassio retta da Massaferro.
In una nota il comitato esprime ''la convinzione, determinata e ferma, in ordine alla innocenza di don Luciano''. La convinzione circa l'innocenza del sacerdote indagato ''nasce principalmente dalla conoscenza personale, vera e provata, di una persona dal profilo umano e sacerdotale ineccepibile e inattaccabile, di cui tutti i componenti del comitato e moltissimi fedeli della parrocchia a lui affidata hanno avuto per molti anni esperienza diretta e concreta. Tale convinzione ferma circa la sua innocenza - precisa il comunicato - e' avvalorata dalla mancanza di prove oggettive, affidabili e credibili in ordine a quanto gli viene addebitato''.
Tratto da:
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=405264

Ancora una volta una bambina, che non voleva nemmeno denunciare le violenze del prete, viene massacrata dal prete, dal vescovo, dal “comitato” di canaglie il cui unico scopo, appare chiaro, è giustificare la pedofilia: se non sbaglio dei computer, al di là di ciò che contenevano, che il prete affermava di non avere erano nascosti dai suoi amici. Una bambina lasciata sola contro tutta l’organizzazione economico-sociale del Vaticano.
Quanti sono i magistrati pronti a farsi in quattro per giustificare la violenza sui minori (o non proprio minori, come nel caso del PM cattolico, quello che torturava gli arrestati, Ferrari di Venezia, che si fece in quattro per poter far assolvere il prete di Tessera (Venezia) che barattava prestazioni sessuali con gente povera e in miseria). Quanti sono i magistrati pronti a girarsi dall’altra parte per non vedere i reati commessi dai preti cattolici? Ennio Fortuna, ad esempio, quello che dichiarò che la falsificazione delle prove contro i satanisti fatta dai cattolici era fatta proprio bene e si stupiva perché la Corte d’Appello di Bologna non avesse sposato quelle tesi. Si è vergognato tanto da non ricorrere nemmeno per Cassazione.

Quell’assoluzione non convince. Si accetta, come si accetta ogni sentenza della magistratura, ma non convince.
I cattolici praticano sempre la violenza sui bambini per imporre il crocifisso e la violenza, sia fisica, sia quando sfocia nella violenza sessuale, non è altro che il normale proseguo della violenza che sistematicamente viene fatta ai bambini per costringerli in ginocchio davanti al crocifisso. Costringerli a pregare. Una violenza che cresce quando qualcuno chiede giustizia per i bambini che i cattolici considerano solo BESTIAME senza diritti (vedi la loro bibbia, parola del loro criminale dio padrone)!
Le telecamere, anziché nelle strade, andrebbero messe negli asili e nelle caserme della polizia e dei carabinieri: troppi abusi che restano impuniti perché chi subisce violenza ha paura di non essere creduto ( e spesso non solo non lo è, ma subisce un’ulteriore violenza da chi, complice dei violentatori, vuole impedirgli di chiedere giustizia).

Se gli imputati dell’asilo di Brescia fossero stati condannati, non avrei avuto dubbi. Ma una sentenza di assoluzione mi lascia un mare di dubbi. Qui non è stato assolto il “barbone” o l’extracomunitario. Qui è stata assolta la più grande organizzazione economica e sociale, quella che ricatta i docenti universi per i posti di lavoro, dell’Italia e una delle maggiori del mondo. Fin dall’inizio quei bambini non avevano nessuna possibilità a meno che la Polizia non avesse filmato. La stessa cosa sta avvenendo a Rignano.

08 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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