LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 8 maggio 2010

Brescia una sentenza che non convince. Cattolicesimo e sistematicità nella violenza sui minori.


Le foto sono raccolte dal Web e riguardano il potere della chiesa cattolica. La domanda è: come possono i bambini poveri aver giustizia nei confronti dlela violenza fatta dall apiù grande organizzazione economica e sociale del mondo se la maggior parte dei magistrati si sente più aservitaa l dio padrone dei cristiani che non ai doveri loro imposti dalla Costituzione?
Come possono essere obiettivi quando giudicano contro le convinzioni che sono state loro imposte nell'età infantile? Non dico che i magistrati fiudicano contro la legge, ma dico che quando si tratta dei terroristi della chiesa cattolica, a meno che non siano costretti a sbattere i denti sui fatti, spesso la loro "tolleranza" sfocia in complicità.
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La questione è quella che oggi sta allontanando i cattolici dalla chiesa cattolica.
Non solo i cattolici violentano sistematicamente i bambini, ma hanno la maggior organizzazione militare, economica e sociale, per impedire di essere accusati nella violenza che mettono in atto nei confronti dei minori.
Violenza nei confronti dei minori, aggressione contro chi chiede giustizia per i crimini che hanno commesso per ordine di quel criminale assassino di Gesù e ricatti alla società economica e alle Istituzioni. Ricatti che loro mettono in atto con i soldi messi a disposizione dallo Stato Italiano per consentire ai preti cattolici di violentare i bambini.
Della vastità dell’organizzazione del terrore che porta alla pratica della pedofilia messa in atto dalla chiesa cattolica, dal momento che la Polizia di Stato si rifiuta di impedire i reati dei preti cattolici e molti magistrati sono collusi con la chiesa cattolica, ogni tanto, dall’interno della chiesa cattolica, giunge notizia dell’attività di terrore di gentaglia criminale come Bagnasco, Bertone, Ratzinger e oggi anche Sodano.
Terroristi che non sparano ad Aldo Moro, Bachelet, Tagliercio, Tobagi, Casalegno o Rossa (anzi, costoro erano ben disponibili ad assecondare i preti stupratori di bambini), ma sparano nella psiche dei bambini in quanto ritengono, e molti politici con loro, che i bambini non siano dei soggetti di diritto Costituzionale. Siano solo bestiame da costringere in ginocchio davanti al loro crocifisso.
Così veniamo a sapere che un cardinale cattolico austriaco accusa un cardinale più importante (nella chiesa cattolica) di lui, Angelo Sodano. Ricordo che in quella vicenda è coinvolto anche Wojtyla che nell’occasione del viaggio di Vienna, per protegger l’attività di pedofilia, parò di “stanze segrete” in “una chiesa di vetro”.
Riporto l’articolo di La Repubblica:

VATICANO
Cardinale austriaco attacca Sodano"Insabbiò l'inchiesta sulla pedofilia"
Benedetto XVI ratifica l'addio di monsignor Mixa, il vescovo di Augusta travolto da scandali di varia natura. E parla anche del caso pedofilia scoppiato a Bruges: "Bisogna formare al sacerdozio uomini santi". "In Belgio la chiesa è provata dal peccato"


CITTA' DEL VATICANO - Nel giorno in cui il Papa accetta le dimissioni del discusso vescovo di Augusta, l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, sferra un durissimo attacco all'ex segretario di stato vaticano Angelo Sodano. Facendo nome e cognome lo accusa di aver offeso le vittime degli abusi sessuali, definendo la vicenda "un chiacchericcio" e lo ha rimproverato di aver insabbiato a suo tempo l'inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall'allora capo della diocesi viennese, Hans Hermann Groer. Il porporato, allievo e amico di papa Ratzinger, ha parlato durante un incontro informale con rappresentanti dei media austriaci, di cui riferisce l'agenzia Kathpress.Le dimissioni di monsignor Mixa. Benedetto XVI ha dunque accettato le dimissioni del vescovo di Augusta e ordinario militare per la Germania, monsignor Walter Mixa, travolto da rivelazioni su malversazioni economiche e maltrattamenti inflitti a giovani collegiali. I fatti, da lui ammessi, riguardano il periodo in cui era parroco. Il prelato - che ha chiesto le dimissioni il 22 april - secondo le rivelazioni dei media sarebbe sotto inchiesta per abusi sessuali. L'udienza con i vescovi belgi. E sempre oggi il Papa ha anche ricevuto in udienza i vescovi del Belgio. Richiamandoli con forza ad attuare una "vasta e seria" pastorale vocazionale, per formare al sacerdozio uomini santi. Anche in questo caso, il riferimento è chiaramente agli scandali legati alla pedofilia. Da qui l'esortazione "all'ascolto reciproco, nella preghiera comune e nella carità di Cristo, soprattutto in questi tempi nei quali la vostra chiesa stessa è stata provata dal peccato". Il primate del Belgio, monsignor Joseph André Leonard, ha ammesso con Benedetto XVI che "quella che le si avvicina oggi è una Chiesa addolorata, ma anche determinata ad affrontare questo tipo di problema con chiarezza". Leonard ha citato in particolare "il grave scandalo provocato dalle dimissioni forzate del vescovo di Bruges, monsignor Roger Vangheluwe". Riguardo alla possibilità di emanare nuove norme per prevenire eventuali abusi da parte del clero, il primate del Belgio ha affermato che di ciò i vescovi belgi hanno parlato con la Congregazione per la dottrina della Fede. "Nel suo discorso - ha concluso Leonard - il Papa ha fatto allusione al dramma della nostra Chiesa spiegando che per ritrovare la credibilità l'unica via da percorrere è quella della ricerca della santità di preti e vescovi. E' stato molto importante l'incoraggiamento che il Pontefice ci ha dato, soprattutto perché molti preti nella Chiesa belga soffrono per questa situazione di cui non hanno colpa".
(08 maggio 2010)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/08/news/benedetto_8maggio-3910661/

Nascondere gli abusi e coinvolgere i magistrati amici per coprire gli abusi. Oggi che la società civile ha iniziato, sia pur da pochi anni, a salvaguardare il diritto dei minori all’integrità psico-fisica nella delicata fase della loro crescita, la chiesa cattolica da un lato pretende l’impunità per la pedofilia e la pederastia che LEI, e solo LEI, mette in atto contro i ragazzi e dall’altro lato vuole impedire la ricerca delle cause della sua violenza, del suo orrore, della sua attività di terrorismo, per aggredire l’intera società civile.

Per questo motivo è poco credibile l’assoluzione dei responsabili dell’asilo di Brescia.
L’asilo di Brescia era un lager? Tutti gli asili gestiti dai cattolici sono dei lager! E’ lo stesso concetto di educazione che hanno i cattolici che li porta a gestire gli asili come delle prigioni. “Chi risparmia la verga, odia suo figlio, chi invece lo ama si prodiga in correzioni.” Proverbi 13:24
La domanda è questa: sono stati assolti perché non è stato commesso il falso o sono stati assolti perché gli abusi sono stati coperti?
Dal momento che gli abusi sono stati “ben coperti” sono stati assolti? Come per l’istituto Provolo di Verona?
Resta il fatto che gli asili gestiti dai cattolici sono dei lager costruiti con la finalità di violentare la psiche del bambino per trasformarlo in un credente cattolico.
Resta il fatto che non esiste una documentazione filmata, né è stata messa in atto dai carabinieri e dalla polizia, un’attività investigativa adeguata. Basandosi tutto sulle testimonianze e sulle interpretazioni, appare evidente che credere o non credere è una questione soggettiva.
Cosa diversa è per il prete che decide di fare il missionario in Brasile: là dove i preti cattolici avevano il decalogo su come abusare dei ragazzi!
Riporto l’articolo da l’Avvenire:

7 Maggio 2010
VELENI E SOSPETTI


Brescia, pedofilia all'asilo: tutti assolti dopo sette anni
Per la terza e ultima volta la giustizia ha sentenziato: tutti innocenti, assolti perché il fatto non sussiste. E così dopo sette anni termina definitivamente il calvario di otto persone - sei maestre, un sacerdote e un bidello - accusati nel 2003 di abusi sessuali nei confronti di 23 bambini bresciani della scuola materna comunale "Sorelli". Questa volta è la Cassazione ad assolverli tutti, confermando quanto già avevano stabilito i giudici in primo grado e poi in secondo grado: «Innocenti». Le violenze, le "feste in maschera", le orge di gruppo cui le maestre avrebbero accompagnato i bambini per abusarne e videoriprenderli con la complicità di sacerdoti (all’inizio ben tre erano gli indagati) non sono mai avvenuti.Tutto bene, quindi? Lieto fine e sospiro di sollievo? Sì, per i 23 bambini, la cui sorte stava a cuore all’intera cittadinanza e alla Chiesa bresciana, da sempre preoccupata per la salute dei piccoli oltre che per la giustizia nei confronti dei tanti accusati. Ma che dire delle due maestre (trent’anni di carriera appassionata) rimaste in carcere un anno in isolamento, poi agli arresti domiciliari? O del peso portato con serena dignità da don Stefano Bertoni, l’unico dei tre sacerdoti rimasto fino a ieri in attesa di giustizia dopo che la posizione degli altri due era stata quasi subito archiviata per manifesta innocenza? Come ci si può sentire quando una città si spacca tra innocentisti e colpevolisti, lacerata tra la paura del mostro e la difesa di sei maestre e un sacerdote attorno ai quali la gente si è stretta, mentre i giornali parlavano di "asilo degli orrori" e "preti alla gogna nella cattolica Brescia"? (l’associazione <+corsivo>Prometeo<+tondo> non aveva atteso il lavoro dei giudici e aveva subito concluso che "il tutto va inquadrato tra gli abusi ritualistici di stampo satanico, gli elementi ci sono tutti: escrementi, torture, croci, religiosi deviati"...).Ma soprattutto come si arriva a una valanga del genere, basata sul nulla eppure in grado di crescere e stritolare le vite di otto persone ingiustamente accusate e 23 famiglie - quelle dei bambini - gettate nell’angoscia? La risposta era già scritta nelle 538 pagine con cui i giudici di primo grado nel 2006 motivavano l’assoluzione degli imputati, parlando di «colonizzazione mentale» dei genitori dei bambini, che «si erano di fatto sostituiti agli organi inquirenti». Lo aveva spiegato bene ad <+corsivo>Avvenire<+tondo> Guglielmo Gulotta, docente di Psicologia giuridica all’università di Torino: «Non un complotto, ma un contagio. Basta una diceria, o un bimbo che ha qualche incubo. Il resto monta da solo a causa delle forti ansie dei genitori, dovute anche ai media. I bambini vengono involontariamente interrogati in modo suggestivo, con domande che già contengono le risposte. Così sono portati a dire quello che le madri temevano e le psicologhe si aspettavano, a confermare una certezza preconcetta». Una «colonizzazione mentale», appunto, che mette fortemente in discussione le modalità di interrogatorio delle presunte vittime (bambini di 2 o 3 anni raccontano una cosa e il suo contrario nel giro di un minuto). Il rischio è duplice: da una parte travolgere degli innocenti, dall’altra favorire i veri pedofili, che hanno gioco facile a mimetizzarsi tra i casi di falso abuso.La notizia della definitiva assoluzione don Stefano Bertoni, 48 anni, ieri l’ha ricevuta in Brasile, dove da un anno è missionario <+corsivo>fidei donum<+tondo> della diocesi di Brescia. «È stato felice soprattutto per alcune persone che in questi sette lunghi anni hanno sofferto e per una comunità civile che ne è uscita provata - racconta il fratello Enrico -. L’auspicio è che da questo caso si tragga spunto sempre quando si giudica, nella consapevolezza che le persone possono anche essere innocenti. E l’appello è a psicologi e medici, perché valutino con accortezza: prima hanno "accertato" gli abusi, poi hanno riveduto le loro posizioni. Adesso sappiamo che l’abuso non era proprio avvenuto».
Lucia Bellaspiga


Tratto da:
http://www.avvenire.it/Cronaca/pedofilia+brescia+assolti_201005070724090070000.htm


Se i giudici nel giudicare si sono basati sulla dichiarazioni riportate di Guglielmo Gullotta, allora hanno sicuramente sbagliato! Al di là del valore giuridico che ha la sentenza nello stabilire una “verità” giudiziaria, le affermazioni di Gullotta non si possono applicare al caso in specie.
Una diceria non è in grado di costruire un contagio che monti nell’ansia dei genitori sollecitati dai media. Non è possibile! A meno che Gullotta non dimostri che questi genitori fossero stati educati emotivamente anticattolici fin dai primissimi giorni di vita e siano vissuti in un ambiente estraneo alla religione cattolica fino all’età adulta, genitoriale. Solo questo tipo di genitore può, alle notizie dei media, rispondere con ansia e dar credito a delle voci o delle chiacchiere. Altrimenti non è possibile. Come è sempre avvenuto è più facile che il genitore creda al prete violentatore che al bambino violentato. Proprio per l’educazione ricevuta. Dalla dichiarazione riportata dall’Avvenire, appare evidente che Gullotta abbia spacciato ai giudici una dichiarazione creazionista e questi, forse aperti al creazionismo, se la sono bevuta.
Le dicerie capaci di suscitare ansia devono assecondare la manipolazione mentale ricevuta fin dall’infanzia. La zingara che ruba i bambini è uno stereotipo imposto dai cattolici fin dall’infanzia ai bambini nella separazione fra sé e il mondo e serve a costruire la marchiatura razzista che la loro religione impone sui bambini. Così, se qualcuno dice che un bambino è stato rapito dalla zingara, pur essendo una menzogna palese, i genitori cattolici sono propensi a crederlo e ad allarmarsi. Questo perché quell’atto è in linea con quello che pensano.
Noi non sappiamo se l’abuso non era avvenuto: noi sappiamo che i magistrati hanno dichiarato che l’abuso non è mai avvenuto.
Ma ciò che è avvenuto nella psiche dei bambini resta!
E rimane il fatto che gli asili sono ancora concepiti come delle galere e i bambini dei galeotti senza diritti: da qui ad oggetto di violenza il passo è breve.
E’ come per l’Istituto Provolo di Verona dove il cattolico Carraro con la sua cricca di delinquenti ha fatto violentare i bambini nell’Istituto per sordomuti: quali prove potevano portare quei bambini? La loro psiche violata; la distruzione del loro abitare il mondo. E i preti cattolici l’hanno fatta franca, magistrati corrotti hanno aiutato i cattolici a violentare i bambini: dovremmo per questo dire che quelle violenze non sono mai avvenute? Solo un criminale cattolico che vuole reiterare le violenze sui minori può sostenere ciò!

Senza le telecamere, sarebbe stato possibile sapere che cosa faceva questa maestra?

Un’insegnante d’asilo quarantenne di Militello in Val di Catania è stata arrestata in flagranza di reato da carabinieri della compagnia di Palagonia per maltrattamenti su bambini della sua classe. Le indagini erano state avviate nel marzo scorso dopo le denunce di alcuni genitori che si erano recati in caserma dopo avere appreso dai figli cosa accadeva in classe. Gli investigatori hanno ‘piazzato’ delle telecamere nascoste nell’aula e hanno ripreso l’atteggiamento aggressivo della maestra d’asilo che, secondo l’accusa, prendeva a schiaffi e spintonava a i suoi alunni, che a volte trascinava tirandoli per i capelli, senza nessun apparente motivo scatenante. La violenza mostrata dalle immagini ha convinto i carabinieri a intervenire e a eseguire l’arresto della maestra d’asilo su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano.
L’insegnante è stata bloccata dai carabinieri della compagnia di Palagonia ieri mentre era a scuola, ma la notizia si è appresa oggi. I militari sarebbero intervenuti per la “ritualità della condotta” dell’indagata: la sua aula era da una ventina di giorni sott’osservazione da parte dei militari dell’Arma che, all’insaputa di tutti, avevano piazzato delle telecamere e dei microfoni. Alla maestra, su disposizione del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, e del sostituto Sabrina Gambino, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia da parte del Gip. Le indagini erano state avviate le denunce presentate dai genitori di 7-8 alunni dell’insegnante ai carabinieri della compagnia di Palagonia.
Tratto da:
http://www.livesicilia.it/2010/04/29/pcchiava-gli-alunni-arrestata-una-maestra-i-genitori-dei-bimbi-vogliamo-giustizia/

Oppure, ci siamo dimenticati i genitori che inveivano contro i carabinieri (o la polizia) che arrestava le maestre dell’asilo Cip-ciop?
Ci siamo dimenticati che questi carabinieri hanno dovuto mostrare i filmati delle violenze che i bambini subivano?
E senza i filmati, i bambini erano “bugiardi”?
E quelle maestre none rano forse cattoliche ed educate dai cattolici?

Dall’Italia/ “CIP-CIOP”, L’ASILO LAGER
giovedì, dicembre 3, 2009
By Web & Books

Le immagini video choc che testimoniano i maltrattamenti all’ asilo Cip – Ciop di Pistoia sono state mostrate dalla procura ai genitori che ne hanno fatto richiestaonto a partire e a entrare nell’asilo. Tra quei filmati ce ne è uno che mostra un bimbo di pochi mesi, meno di 12, che piange seduto su una piccola sedia, una delle due arrestate lo prende per il polso e lo solleva da terra, poi lo fa piegare sul suo braccio e lo picchia, infine lo rimette seduto e continua a picchiarlo. La procura ha vietato la diffusione dei video in questa fase delle indagini. Intanto emergono particolari sul comportamento delle due done al momento dell’ arresto. Fredde e apparentemente senza emozioni: così sono apparse Scuderi e Pesce (nella foto), a chi le ha portate in questura.GENITORE SOTTO CHOC «Le ho viste prendere mio figlio, che ha 10 mesi a schiaffi sulla testa perché non voleva mangiare. Immagini schifose. L’hanno alzato di peso per picchiarlo. Aver visto mio figlio preso a schiaffi in quel modo mi ha fatto schifo. Quelle due stanno bene in carcere». Così il padre di un bambino di 10 mesi che per tre mesi ha frequentato l’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia. L’uomo, che ha 21 anni, si è recato nel pomeriggio in procura a Pistoia dove ha potuto visionare i filmati delle videocamere installate dalla polizia all’interno dell’asilo. La coppia di giovanissimi coniugi, con il bimbo in braccio, è uscita sconvolta e piangente dalla procura.EX DIPENDENTE: “ERANO NEVROTICHE” «Erano nevrotiche, aggressive, urlavano sempre con i bambini e io non condividevo più i loro metodi». Lo ha detto un’ex dipendente dell’asilo ‘Cip e Ciop’ agli inquirenti all’indomani dell’arresto di Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, da ieri in carcere per maltrattamento su minori. La squadra mobile della questura di Pistoia ha già ascoltato quattro ex dipendenti dell’asilo ‘Cip e Ciop’ che se ne sono andate proprio perchè non condividevano «il metodo aggressivo» delle due insegnanti. INDAGINE SCATTATA DOPO COMPORTAMENTO STRANO DI UNA BIMBA Quando tornava a casa dall’asilo ‘Cip e Ciop’ chiudeva a chiave la sua bambola nell’armadio. La mamma, insospettita da questo comportamento, ha chiesto chiarimenti al fratellino e lui le ha riferito che la maestra all’asilo lo faceva con lei. È questa una delle segnalazioni cardine da cui è scattata l’ indagine della questura. «Le due maestre lo facevano con lei, e per la piccola, dunque, questo era un comportamento giustificato», rivelano i poliziotti. Nelle segnalazioni i genitori raccontano che, in alcuni casi, i figli avevano completamente cambiato carattere.

Tratto da:
http://www.ternimagazine.it/8995/cronache/cronaca-nera/dallitalia-cip-ciop-lasilo-lager.html

Può il magistrato che ha emesso la sentenza escludere che non siano avvenuti maltrattamenti?
No!
Non lo può fare.
Troppi psicologi sono più ferventi cattolici che non persone rispettose dei diritti dei cittadini e troppe sono le azioni messe in atto dai cattolici per coprire la violenza sui minori che hanno messo in atto
Non da ultima:

Savona: nasce comitato di sostegno parroco Alassio con accusa di pedofilia
Cronaca 05/05/2010

Genova, 5 mag. - (Adnkronos) - E' nato un comitato di sostegno a don Luciano Massaferro, il sacerdote della diocesi di Albenga-Imperia in carcere dal 29 dicembre 2009 con l'accusa di molestia su una minorenne. Hanno costituito il comitato amici e fedeli della parrocchia di Alassio retta da Massaferro.
In una nota il comitato esprime ''la convinzione, determinata e ferma, in ordine alla innocenza di don Luciano''. La convinzione circa l'innocenza del sacerdote indagato ''nasce principalmente dalla conoscenza personale, vera e provata, di una persona dal profilo umano e sacerdotale ineccepibile e inattaccabile, di cui tutti i componenti del comitato e moltissimi fedeli della parrocchia a lui affidata hanno avuto per molti anni esperienza diretta e concreta. Tale convinzione ferma circa la sua innocenza - precisa il comunicato - e' avvalorata dalla mancanza di prove oggettive, affidabili e credibili in ordine a quanto gli viene addebitato''.
Tratto da:
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=405264

Ancora una volta una bambina, che non voleva nemmeno denunciare le violenze del prete, viene massacrata dal prete, dal vescovo, dal “comitato” di canaglie il cui unico scopo, appare chiaro, è giustificare la pedofilia: se non sbaglio dei computer, al di là di ciò che contenevano, che il prete affermava di non avere erano nascosti dai suoi amici. Una bambina lasciata sola contro tutta l’organizzazione economico-sociale del Vaticano.
Quanti sono i magistrati pronti a farsi in quattro per giustificare la violenza sui minori (o non proprio minori, come nel caso del PM cattolico, quello che torturava gli arrestati, Ferrari di Venezia, che si fece in quattro per poter far assolvere il prete di Tessera (Venezia) che barattava prestazioni sessuali con gente povera e in miseria). Quanti sono i magistrati pronti a girarsi dall’altra parte per non vedere i reati commessi dai preti cattolici? Ennio Fortuna, ad esempio, quello che dichiarò che la falsificazione delle prove contro i satanisti fatta dai cattolici era fatta proprio bene e si stupiva perché la Corte d’Appello di Bologna non avesse sposato quelle tesi. Si è vergognato tanto da non ricorrere nemmeno per Cassazione.

Quell’assoluzione non convince. Si accetta, come si accetta ogni sentenza della magistratura, ma non convince.
I cattolici praticano sempre la violenza sui bambini per imporre il crocifisso e la violenza, sia fisica, sia quando sfocia nella violenza sessuale, non è altro che il normale proseguo della violenza che sistematicamente viene fatta ai bambini per costringerli in ginocchio davanti al crocifisso. Costringerli a pregare. Una violenza che cresce quando qualcuno chiede giustizia per i bambini che i cattolici considerano solo BESTIAME senza diritti (vedi la loro bibbia, parola del loro criminale dio padrone)!
Le telecamere, anziché nelle strade, andrebbero messe negli asili e nelle caserme della polizia e dei carabinieri: troppi abusi che restano impuniti perché chi subisce violenza ha paura di non essere creduto ( e spesso non solo non lo è, ma subisce un’ulteriore violenza da chi, complice dei violentatori, vuole impedirgli di chiedere giustizia).

Se gli imputati dell’asilo di Brescia fossero stati condannati, non avrei avuto dubbi. Ma una sentenza di assoluzione mi lascia un mare di dubbi. Qui non è stato assolto il “barbone” o l’extracomunitario. Qui è stata assolta la più grande organizzazione economica e sociale, quella che ricatta i docenti universi per i posti di lavoro, dell’Italia e una delle maggiori del mondo. Fin dall’inizio quei bambini non avevano nessuna possibilità a meno che la Polizia non avesse filmato. La stessa cosa sta avvenendo a Rignano.

08 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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