LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

mercoledì 26 maggio 2010

Ratzinger: abusi, autorità e carrierismo. La chiesa cattolica contro la società civile.



Ratzinger appare ridicolo. Dopo aver armeggiato, truffato, imbrogliato, per diventare capo della chiesa cattolica, ora dice ai suoi sottomessi che LORO devono essere umili: come insegna Gesù.
Riporto le affermazioni di Ratzinger da Televideo Rai:


PAPA: NO A ABUSI

AUTORITA'E CARRIERISMO



Quando si parla della Chiesa,"nell'opinione pubblica prevale l'elemento di subordinazione e l'elemento giuridico, per cui a molti l'idea di gerarchia appare in contrasto con la flessibilità e la vitalità in senso pastorale e contraria all'umiltà del Vangelo". Lo ha detto Benedetto XVI nell'udienza di oggi, dedicata al compito di guidare i fedeli, affidato a sacerdoti e vescovi. Per il Papa c'è dunque un "malinteso" nel modo con il quale si intende la gerarchia, che è nato "storicamente da abusi di autorità e carrierismo".

Da Televideo 26 maggio 2010

E’ interessante osservare alcuni articoli di cronaca di questi giorni che ci dicono alcuni tipi di carriera che si svolge nell’ambiente cattolico.
I poveri, i sottomessi, sono le vittime del carrierismo cattolico. Come il prete di lodi che usava gli omosessuali per rivendicare dei diritti, salvo usare gli omosessuali come copertura per le sue attività:

Pedofilia, sacerdote arrestato a Lodi"Abusi sessuali su un tredicenne"
Si tratta del 73enne don Domenico Pezzini. Nella sua abitazione anche materiale pedopornografico
25 maggio 2010

MILANO - Un altro episodio che scuote il mondo ecclesiastico, dai contorni ancora tutti da chiarire a causa del muro di silenzio opposto da investigatori e inquirenti. E' l'arresto di un sacerdote 73enne della Diocesi di Lodi, don Domenico Pezzini, con l'accusa di violenza sessuale ai danni di minori. Il sacerdote, arrestato dagli agenti della squadra mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all'epoca dei presunti abusi aveva 13 anni e che ora ne ha 16.Nel corso di una perquisizione in casa sua, a Milano, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico, nell'ambito di un'inchiesta che prosegue da alcuni mesi. Don Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale, in particolare, dagli anni Ottanta. E' animatore di gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all'omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Gruppi attivi in diverse città d'Italia e trasversali a tutte le Chiese italiane e che dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti.Don Pezzini è stato docente di linguistica inglese all'Università di Verona ed è stato uno dei fondatori del primo gruppo Gruppo del Guado, nato nel 1980 da un'esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo, La Fonte, che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un'integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana.Il sacerdote non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano. Pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiede però nel capoluogo lombardo. Don Domenico Pezzini, fra l'altro, è autore del libro Alle porte di Sion, che raccoglie diverse esperienza autobiografiche di uomini e donne omosessuali, accomunati da una sincera fede in Cristo. Testimonianze desiderose di poter conciliare la fede nel Vangelo con l'insegnamento della Chiesa, nella quale cercano di trovare uno spazio di ascolto e di condivisione. Così finisce uno dei tanti suoi scritti sulla omosessualità non accettata dalla Chiesa cattolica: "Vivere da omosessuali è un diritto, certo, ma è anche e soprattutto un impegno".
Tratto da:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/25/news/arrestato_sacerdote_lodi-4333375/

Ha pescato la sua vittima nel parco e lo ha aiutato in cambio di prestazioni sessuali. Non ha trovato nulla di male in ciò. Forse riteneva che questo gli fosse dovuto (come i missionari violentano i bambini nei paesi poveri in una sorta di “compenso” per il loro impegno. Qual è il bambino povero che verrà fra 10 anni dal Congo o dalla Nigeria ad accusare il “buon” missionario che gli italiani finanziavano?).
Oppure la battaglia che sta avvenendo a Savona con le processioni e con i parrocchiani che aggrediscono la bambina vittima degli abusi del prete cattolico i quali possono anche essere presunti fino a sentenza definitiva, ma solo dal punto di vista della magistratura. Le aggressioni che i parrocchiani hanno messo in atto contro la bambina, sembrano nascondere delitti ben più gravi di quelli scoperti dai magistrati.
Qui non si tratta di chiedere giustizia per le vittime della pedofilia, si tratta di nascondere la pedofilia e impedire alle vittime di chiedere giustizia.


Savona: don "Lu" comunicava via chat con i parrocchiani

Lunedì 24 Maggio 2010

Don Luciano Massaferro, arrestato per molestie sessuali su una sua chierichetta, utilizzava la chat di Skype per comunicare con i suoi parrocchiani. Conversazioni telematiche alle quali era interessata la magistratura che indagava sul sacerdote poi arrestato il 29 dicembre.Solo quelle telefoniche, avvenute successivamente all'arresto del sacerdote di Alassio, tra i parrocchiani, saranno oggetto del dibattimento aperto stamane in tribunale a Savona. Su disposizione del tribunale il perito, incaricato stamane, dovrà trascriverle e quindi portarle in udienza. In particolare sono 12 indicate dalla Procura e 15 dalla difesa quelle definite come "rilevanti". Le telefonate sono indicate numericamente nell'incarico rispetto ai decreti di intercettazione. Per le conversazioni via Skype la situazione sarebbe stata decisamente più complessa. Skype.com ha sede all'estero e sarebbe stato necessario disporre una rogatoria internazionale.E quegli stessi parrocchiani si sono scambiati messaggi di solidarietà via Facebook aprendo anche una pagina dedicata a don "Lu" anche dopo il suo arresto. Sempre i parrocchiani hanno anche promosso la fiaccolata, avvenuta qualche settimana fa, partita dalla parrocchia di Sant'Ambrorgio che ha raggiunto tra canti e preghiere la parrocchia di San Vincenzo. Per loro ora è attesa la sfilata davanti ai giudici. Sono almeno una novantina i testi chiamati a deporre a favore del sacerdote, pronti a giurare della sua limpidezza, una cinquantina per l’accusa, tra loro, oltre agli inquirenti, anche una suora.

Tratto da:
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=76938


La bambina non aveva denunciato le violenze, ma queste sono state scoperte dai sanitari: e i parrocchiani di questo prete?
Sicuramente la bambina era povera, indigente, e i parrocchiani, molto probabilmente, seguendo l’ideologia cattolica, ritengono che non si debba chiedere giustizia al padrone che violenta.
Oppure la vicenda di Rosarno in cui i gruppi scout della chiesa cattolica sono legati alla mafia.
Riporto l’articolo:


Sciolto gruppo scout,prete protesta
R.Calabria, capo arrestato per mafia

21/5/2010

Ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, per denunciare la chiusura del suo gruppo scout. L'iniziativa è di un parroco di Rosarno (Reggio Calabria), che accusa l'associazione "Libera" di avere provocato la chiusura del gruppo dopo l'arresto per associazione mafiosa di uno dei capi. "Cerco solo verità e giustizia nella carità", conclude il prete.
"Ora pure i cattolici sono tacciati di mafiosità da altri cattolici", scrive don Carmelo Ascone della chiesa Maria Santissima Addolorata. "Tutto un gruppo Agesci di circa 100 giovani - scrive il scerdote è chiuso. E i capi sono stati obbligati (minacciati) da un sacerdote, referente di "Libera", a dare le dimissioni. Il mio vescovo, monsignor Bux se ne lava le mani, dicendo che non ha la lettera di dimissioni, ricordando l'autonomia degli scout. L'Agesci nazionale da me interpellata non risponde. I capi regionali tacciono. I miei capi scout piangono per l'offesa gravissima che hanno subito". "Attendo d'incontrarla a Roma - chiede don Ascone a Bagnasco - per chiarire tutto".
Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo482144.shtml


Questo prete chiede la complicità dei cattolici nella sua attività. Non agisce per giustizia, ma per i suoi interessi.
Ed è la carriera di prete-padrone.
La carriera che caratterizza i preti cattolici nella loro attività di distruzione della società civile.

26 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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