LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

lunedì 28 giugno 2010

Il Vaticano, la Corte Suprema USA, lo Stato del Belgio, Propaganda Fide e il terrore del dicastero di guerra Vaticana: quanti saranno i morti?


Tre azioni hanno caratterizzato il Vaticano oggi: la decisione della Corte Suprema USA, la dimissione della commissione organizzata dal Vaticano per impedire di essere processato per delitto in Belgio e la dichiarazione del Vaticano dell’attività criminale messa in atto con Propaganda Fide e i suoi novemiliardi di immobili che gestisce a Roma.
La Corte Suprema degli USA ha trovato illegittimo che il Vaticano, dopo aver violentato bambini per anni (veramente è da sempre, ma poi i violentati muoiono e non sono più in grado di chiedere giustizia) si rifiuti di pagare i danni che ha imposto all’infanzia.
La Corte Suprema degli USA ha dato il via libera per i processi contro il Vaticano il quale, con la sua solita faccia criminale, come quella del suo dio padrone e di quel criminale di Gesù, non si vergogna ad ingiuriare le vittime cercando di sottrarsi dalle sue responsabilità civili e penali.
Ratzinger dovrà anche, se necessario, essere chiamato a testimoniare nei processi che vedono il Vaticano chiamato in causa.
Riporto l’articolo del Corriere della Sera:

belgio, si dimette la commissione nominata dalla Chiesa
Pedofilia, via libera ai processi in Usa

Nuovo dicastero per l'evangelizzazione
La Corte suprema non si esprime sul ricorso del Vaticano.
Il Papa: «Combattere la secolarizzazione della società»
28 giugno 2010


NEW YORK - Via libera ai processi civili contro i preti accusati di pedofilia negli Usa. La Corte suprema ha deciso di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso di un cittadino dell'Oregon che ha denunciato di avere subito abusi da un sacerdote e ha tolto l'ultimo ostacolo all'avvio del processo civile. Esaminando il fascicolo "Anonimo contro Santa Sede", i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili.

IL CASO - Il caso analizzato dalla Corte suprema americana riguarda il reverendo irlandese Andrew Ronan, morto nel 1992. Il Vaticano è accusato di averlo trasferito in diverse città, nonostante ripetuti casi di molestie sessuali su minori. Il cittadino dell'Oregon, John V. Doe, ha denunciato di aver subito abusi negli anni '60 nella scuola cattolica che frequentava. La Santa Sede ha presentato un ricorso invocando il diritto all'immunità che spetta agli Stati sovrani: questo diritto, su cui si era espressa favorevolmente l'amministrazione Obama, è stato poi respinto in vari gradi di giudizio. La Corte suprema ha ora deciso in via definitiva di non fermare l'azione legale, che considera il Vaticano corresponsabile degli abusi. Ronan fu mandato a Chicago all'inizio degli anni Sessanta, dopo la sua ammissione di molestie su un minore in Irlanda, dove guidava una parrocchia. Il prelato ha poi lavorato alla St. Phillip High School nella città dell'Illinois fino al 1965, ma anche lì è stato protagonista di almeno tre atti di pedofilia. È stato infine trasferito alla St. Albert Church di Portland, nell'Oregon, dove Doe lo conobbe quando era quindicenne come «prete, tutore e consigliere spirituale».

I LEGALI - «L'azione della Corte è una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti, che finalmente avranno una chance di avere giustizia - ha commentato Jeff Anderson, il legale che difende la vittima -. Ringraziamo i giudici per il coraggio con cui hanno lasciato che l'azione legale vada avanti. Finalmente c'è la possibilità di chiudere le ferite». Il legale del Vaticano Jeffrey Lena sottolinea che avrebbe preferito risolvere la questione a livello della Corte suprema, ma - aggiunge - la decisione «non significa che eravamo in errore nell'interpretazione della legge»: «I giudici di Washington hanno valutato che il caso non meritava di essere esaminato al loro livello per ora». Secondo Lena, il fatto che il ricorso non sia stato accolto «non è una indicazione di mancanza di accordo con la nostra posizione, è semplicemente una determinazione da parte dei giudici che non volevano scegliere questo caso come veicolo per chiarire la legge su questo punto». L'"Anonimo contro Santa Sede" torna ora alla Corte distrettuale dell'Oregon e il dibattito sarà incentrato sulla teoria che il prete in questione era dipendente del Vaticano. «Tutto il resto è stato eliminato. Per prevalere, l'altra parte deve dimostrare che, in base alla legge, Ronan era impiegato della Santa Sede» conclude Lena.

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I legali del Vaticano avrebbero voluto risolvere la questione presso la corte Suprema USA: avrebbero voluto risolverla “fra padroni”, ma stavolta, la Corte Suprema USA che ha, di fatto, cassato tutte le leggi contro la possibilità di detenere armi e di impedire di fumare, ha costretto il Vaticano a vedersela con i cittadini che lui ha violentato.
Non si tratta di dimostrare che Ronan era impiegato presso il Vaticano; si tratta di prendere atto che il Vaticano trasferiva Ronan dove il Vaticano voleva e che, di fatto, ne era un dipendente al di là di come veniva organizzato il lavoro.
Se così non fosse Ratzinger non avrebbe aggredito ed umiliato Schoenborn di Vienna affermando che solo a Ratzinger è dato criticare e riprendere altri cardinali anche se questi hanno stuprato bambini. Schoenborn si era permesso di criticare Sodano che, riprendendo gli insulti ai bambini fatti da Ratzinger, aveva parlato delle richieste di giustizia dei bambini violentati come di un chiacchiericcio dal quale la chiesa cattolica era superiore. Vienna aveva già vissuto le violenze del cardinale cattolico Groer, un violentatore protetto da Wojtyla.
Riporto sempre dal medesimo articolo:

28 giugno 2010 Corriere della Sera

SCUSE - In Vaticano l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, ha presentato le proprie scuse al Papa: a maggio aveva accusato l'ex segretario di Stato vaticano Angelo Sodano di aver offeso le vittime di abusi sessuali e di aver insabbiato a suo tempo l'inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall'allora capo della diocesi viennese Hans Hermann Groer. Ricevuto in udienza a San Pietro, Schoenborn ha espresso a Benedetto XVI il proprio «dispiacere» per le interpretazioni date ad alcune sue affermazioni. Dopo l'udienza riservata, sono stati invitati all'incontro anche lo stesso Sodano, attuale decano del collegio cardinalizio, e il segretario di Stato in carica, il cardinale Tarcisio Bertone. Benedetto XVI ha ricordato a Schoenborn che solo il Papa può criticare o muovere accuse a un cardinale. «Si ricorda che nella Chiesa, quando si tratta di accuse contro un cardinale, la competenza spetta unicamente al Papa - si legge nella nota ufficiale della Santa Sede -; le altre istanze possono avere una funzione di consulenza, sempre con il dovuto rispetto per le persone». In alcune conversazioni con i giornalisti, Schoenborn aveva criticato il termine "chiacchiericcio" - usato da Sodano in merito allo scandalo pedofilia - perché considerato offensivo verso le vittime degli abusi. L’arcivescovo di Vienna aveva poi accusato Sodano di essere il capofila dell’ala della Curia romana che, negli anni passati, ha insabbiato le accuse di pedofilia che condussero il suo predecessore, Groer, alle dimissioni nel 1995. Schoenborn, spiega la nota, «aveva chiesto di poter riferire personalmente al Sommo Pontefice circa la presente situazione della Chiesa in Austria». Con Sodano e Bertone, aggiunge, «sono stati chiariti e risolti alcuni equivoci molto diffusi e in parte derivati da alcune espressioni del cardinale Schoenborn, il quale esprime il suo dispiacere per le interpretazioni date. In particolare, la parola "chiacchiericcio" sarebbe stata usata per indicare "il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti"». Schoenborn ha poi chiarito il senso di recenti dichiarazioni su alcuni aspetti dell'attuale disciplina ecclesiastica.

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La questione del Belgio è la stessa questione che sta dibattendo la Grande Camera a proposito del crocifisso: uno Stato non può sottomettere la propria Costituzione né ad uno Stato straniero, né, tanto meno ad un dio e ad un Gesù che pretendono di ammazzare chiunque non si metta in ginocchio.
La pretesa del vaticano di usare una commissione che con la scusa di “non rendere pubblico il nome delle vittime” di fatto copriva gli abusi sessuali dei preti anche solo per minimizzare e creare nell’opinione pubblica una minore indignazione, non è accettabile in uno stato civile.
Era necessario darci un taglio alla situazione ed era necessario che la magistratura riprendesse il controllo della situazione.
L’azione del governo Belga è stata una riappropriazione della sovranità nazionale contro l’ingerenza criminale del Vaticano. Un atto che ci auguriamo venga ripreso anche dalla Grande Camera cacciando il crocifisso dalle scuole pubbliche e riaffermando i valori morali della Costituzione Europea.


28 giugno 2010 Corriere della Sera


BELGIO - Sempre sul fronte dello scandalo pedofilia, in Belgio si è dimessa la commissione nominata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali sui minori, guidata dallo psichiatra Peter Adriaenssens. Questi ritiene che le contestate perquisizioni della polizia siano state la dimostrazione della mancanza di fiducia delle autorità giudiziarie nel lavoro del team: «Non potevano che agire in questo modo solo a fronte della convinzione che noi volessimo nascondere le cose, truffarli in un qualche modo. Invece io mi sono fatto come punto d'onore quello di lavorare in piena trasparenza». Il professore si è dichiarato «scioccato» per le perquisizioni della Procura di Bruxelles, dicendosi preoccupato per la privacy delle vittime che avevano scelto di riferire alla commissione gli abusi sessuali subiti dai preti. Istituita nel 2000 come organo indipendente, la commissione intendeva essere un interlocutore privilegiato delle vittime di presunti abusi da parte di sacerdoti, diaconi, catechisti o operatori pastorali, ricevendo le denunce e fornendo un'adeguata assistenza psicologica, medica e legale. Nel sito web si riferisce che l'ente informa i vescovi e le autorità ecclesiastiche competenti delle denunce.

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Ed infine la dichiarazione di guerra messa in atto dai cattolici contro le società civili dell’Europa: un dicastero della “guerra”. Loro lo chiamano dicastero per “l’evangelizzazione dei paesi occidentali”, ma si tratta di organizzare l’aggressione a chi non si mette in ginocchio davanti al loro dio padrone. Fino ad oggi il Vaticano ha agito con le “organizzazioni antisette”, dal Gris, l’Aris, Antiplagio, ecc. Quelle organizzazioni si sono spesso scontrate con la società civile e hanno dimostrato l’attività criminale del Vaticano.
Già il Vaticano, per il lavoro sporco, si serviva delle logge Massoniche, ma ultimamente alcuni “gentiluomini di sua santità” sono stati trovati in affari sporchi e a rubare. E diventa un po’ più difficile nascondersi dietro ad una loggia Massonica.
Dopo aver organizzato l’azione per usare gli atei per aggredire le altre religioni con il “Cortile dei gentili”, ora si appresta a spargere sangue, guerra e morti, nelle società civili per violentare la struttura psichica delle persone e costringerle in ginocchio davanti al suo dio padrone: in che altro modo ciò è avvenuto nel corso della storia?



28 giugno 2010 Corriere della Sera


EVANGELIZZAZIONE - Ma c'è un'altra importante novità che riguarda la Santa Sede: Benedetto XVI ha istituito un nuovo dicastero, nella forma del Pontificio Consiglio, con il compito di «promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dell'Occidente che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di eclissi del senso di Dio». Il Papa ne ha dato l'annuncio durante la celebrazione dei primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo, nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura. Rivolgendosi alla delegazione ortodossa presente, il Papa ha sottolineato la valenza ecumenica della decisione di creare un nuovo Consiglio: «La sfida della nuova evangelizzazione interpella la Chiesa universale e ci chiede di proseguire con impegno la ricerca della piena unità tra i cristiani». Fonti non ufficiali del Vaticano hanno riferito nelle scorse settimane che il Papa avrebbe scelto monsignor Rino Fisichella, attualmente presidente della Pontificia Accademia per la vita, come guida del nuovo dicastero, ma nell'omelia Benedetto XVI non ha fatto menzione alla personalità prescelta.

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Tutto l’articolo commentato è stato tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_28/pedofilia-vaticano-corte-suprema-usa-processi_dfdcec52-82c3-11df-9406-00144f02aabe.shtml


Il vaticano si appresta a dar corpo ad uno dei valori tanto cari alla religione cattolica: muoia Sansone con tutti i Filistei.
Ci si deve aspettare grandi problemi dall’attività di destabilizzazione sociale messa in atto dal Vaticano. Si confida, comunque, nella magistratura e in particolare nella magistratura Europea.
Sconfiggere il terrorismo non significa solo fermare Ratzinger nella sua attività di devastazione delle Istituzioni democratiche col tentativo di sostituirle con i valori e i principi del criminale in croce e il suo delirio di onnipotenza, significa sconfiggere l’attività di terrorismo che si ingenera nella società dalle idee preconcette, cattive e Costituzionalmente destabilizzanti come quelle del Sig. Giorgio Napolitano che come massimo rappresentante della Costituzione (per il ruolo che oggi copre), più volte, si è inginocchiato davanti al dio padrone dei cattolici considerando la monarchia assoluta, rappresentata dal crocifisso, un valore da imporre impunemente alla società civile.


29 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 17 giugno 2010

I crocifissi, dalla Spagna che li rimuove da tutte le scuole alla decisione della Grande Camera di Strasburgo: si all'Europa, nò all'odio cattolico.


In tutta Europa si stanno rimuovendo i crocifissi, il simbolo con cui i cristiani legittimano la violenza e stupro dei bambini.
In Italia, invece si vuole legittimare lo stupro dei minori anche limitando le intercettazioni telefoniche e garantendo, con particolari privilegi, i preti cattolici nella loro attività di stupro dei bambini.
Stiamo per costruire una generazione di bambini schiavi dell’ideologia del criminale (fu arrestato col bambino nudo) appeso in croce e mentre in tutta Europa milioni di cristiani (cattolici in particolare) abbandonano le gerarchie per i crimini commessi per mandato e volontà del loro dio padrone, in Italia i politici pur di garantirsi un pugno di voti continuano a violentare e stuprare i principi Costituzionali sottomettendoli all’odio del dio padrone dei cristiani.
Riporto l’articolo dalla Spagna:


Spagna, crocifisso vietato nelle scuole
In preparazione una legge che non permetterà l'esposizione del simbolo cristiano


MADRID - Una legge sulla "libertà di religione" che vieterà, in nome della neutralità dello stato in materia religiosa, l'esposizione di crocifissi nelle scuole pubbliche e in altri edifici pubblici in Spagna, è in preparazione da parte del governo del premier socialista, José Luis Zapatero.
Lo scrive il quotidiano El Pais. Il progetto di legge, già annunciato dal governo Zapatero nel 2008, è "in preparazione", dice il giornale, e prevede anche che i funerali di stato, che oggi si svolgono secondo il rito cattolico, non abbiano un "cerimoniale di carattere religioso".
I pubblici poteri, secondo il Pais, dovranno rispettare un rigido principio "neutralità di fronte a religione credenze, evitando qualsiasi confusione fra funzione pubblica e attività religiosa". Oltre che nelle scuole pubbliche, i crocifissi saranno vietati anche negli ospedali e negli altri edifici pubblici e i funzionari pubblici non presteranno più giuramento davanti alla croce. Malgrado una legge del 1978 affermi il principio del carattere aconfessionale dello Stato, dopo che la dittatura di Francisco Franco aveva fatto del cattolicesimo la "religione di Stato", i simboli religiosi sono onnipresenti in Spagna.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/06/13/visualizza_new.html_1822451991.html


Le farneticazioni ingiuriose sono le affermazioni della CEI. Ingiuriose nei confronti della Costituzione della Repubblica e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e farneticanti dal punto di vista di una patologia psichiatrica che pretende di stuprare le persone costringendole in ginocchio davanti ad un criminale che millanta di essere il padrone del mondo e della vita.
Riaffermare i principi della Costituzione Europea contro l’odio per i cittadini della chiesa cattolica è compito della Grande Camera che fra poco dovrà pronunciarsi sul ricorso, fatto dal governo Italiano contro i principi della Costituzione della Repubblica Italiana, contro la sentenza che elimina i crocifissi dalle scuole pubbliche.
La CEI deve smetterla di stuprare bambini e la Polizia di Stato deve smetterla di favorire i delitti dei preti cattolici, dei vescovi cattolici e di Ratzinger stesso.
Sono criminali e come tali vanno perseguiti a norma di legge. Riporto le farneticazioni ingiuriose della CEI:


Crocifisso/ Cei: Corte Strasburgo non faccia scelta penalizzante
12:44 - POLITICA- 17 GIU 2010


Il 30 giugno ricorso dopo divieto di affissione in scuole Italia Roma, 17 giu. (Apcom) - La Conferenza episcopale italiana esprime l'auspicio che la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo faccia una "scelta non penalizzante" in merito al ricorso del prossimo 30 giugno sulla sentenza che vietava i crocifissi dalle aule delle scuole italiane. "In vista dell'imminente decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo, intendiamo richiamare l'attenzione sull'importanza che la questione dell'esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche assume in relazione ai sentimenti religiosi delle popolazioni e alle tradizioni delle Nazioni d'Europa", si legge in una nota approvata dalla presidenza della Cei ieri e diffusa oggi. "La presenza dei simboli religiosi e in particolare della croce, che riflette il sentimento religioso dei cristiani di qualsiasi denominazione, non si traduce in un'imposizione e non ha valore di esclusione, ma esprime una tradizione che tutti conoscono e riconoscono nel suo alto valore spirituale, e come segno di un'identità aperta al dialogo con ogni uomo di buona volontà, di sostegno a favore dei bisognosi e dei sofferenti, senza distinzione di fede, etnia o nazionalità". "Auspichiamo - prosegue la Cei - che nell'esame di una questione così delicata si tenga conto dei sentimenti religiosi della popolazione e di questi valori, come pure del fatto che in tutti i Paesi europei si è affermato e si va sviluppando sempre più positivamente il diritto di libertà religiosa, di cui l'esposizione dei simboli religiosi rappresenta un'importante espressione. Le Chiese cristiane favoriscono ovunque il dialogo con altre Chiese e religioni e agiscono come parte integrante delle rispettive realtà nazionali, che in materia di simboli religiosi conoscono normative diverse e un'autonoma evoluzione sociale e giuridica. Una scelta non penalizzante per la simbologia religiosa - conclude la nota dei vescovi italiani - risulterebbe in linea con il principio di sussidiarietà che presiede al rapporto tra Stati e istituzioni europee, nel rispetto delle tradizioni millenarie di ciascun popolo e di ciascuna Nazione".

Tratto da:
http://www.apcom.net/newspolitica/20100617_124400_40f55c2_90996.html

Se non si riafferma il principio che prima viene l’Europa, i suoi principi etici e morali, che cosa succederà quando entrerà nell’Europa la Turchia e altri paesi a cui si chiederà di adeguarsi alla Costituzione Europea?
Se si sottomette l’Europa ad un’organizzazione mafiosa e criminale che ha violentato milioni di bambini per imporre la sua fede, come potremmo riaffermare fra i cittadini i doveri imposti dalla Costituzione Europea?
Davvero vogliamo dei cittadini impauriti, terrorizzati e sottomessi, ad un criminale in croce che pretende di essere il padrone delle persone?

Capisco che Casini abbia nel suo partito, l'UDC personaggi che, occupando le Istituzioni, mandano l'auto blu per acquistarsi la cocaina; per questo vogliono il crocifisso, ma non per questo il crocifisso può essere imposto ai ragazzi come fosse una dose d'oppio.

17 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
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venerdì 11 giugno 2010

Lo scandalo dei politici che consentono alla chiesa cattolica di stuprare i bambini in cambio di voti.


Il vero scandalo sono i governi che, aggredendo la Costituzione della Repubblica, letteralmente, vendono i bambini alla chiesa cattolica in cambio di appoggi alle elezioni: barattano il futuro dei bambini in cambio di voti!

Questo è il vero scandalo di questo paese.

Il resto è contorno, capperi, sciocchezze con le quali la propaganda tende a nascondere l’attività di aggressione sociale che viene messa in atto.

L’attività della chiesa cattolica di stupro di minori, soltanto in questi anni inizia a manifestarsi per quella che è: l’attività missionaria dei preti cattolici!
Ci sono troppo pochi bimbi da violentare e stuprare, dice il vescovo Mattiazzo di Padova che nella sua attività di violenza all’infanzia non ha mai subito la censura di Zanonato più propendo ad aiutarlo che non a censurarne le attività crimali nei confronti dell’infanzia (bisogna indagare, dicono, per giustificare il disprezzo per la società civile, come se l’ideologia di morte e stupro della chiesa cattolica fosse una questione di polizia e non di dignità della società civile).
Mattiazzo fa la processione per chiedere altri bambini da violentare!

Richiamo sulla crisi morale e sociale: seguire l’esempio di Antonio
Il monito del vescovo: troppi pochi bimbi
Mattiazzo in occasione della festa del Santo: «Quale futuro per la nostra città?»
Riccardo Bastianello


11 giugno 2010
Domenica alle 18 la processione al Santo
PADOVA—«Con così pochi bambini, quale futuro potrà avere la nostra città?». Nel tradizionale messaggio in occasione della festa di Sant’Antonio il vescovo Antonio Mattiazzo torna a puntare il dito contro quello che lui stesso definisce il «declino » dei tempimoderni. Innanzitutto quello demografico che sta assottigliando sempre di più le famiglie, poi quello morale («l’idolatria del profitto materiale »), quello sociale («i mali della disoccupazione, la diffusione della droga, la disgregazione della famiglia»). L’antitesi a tutto ciò è, secondo il vescovo, la fede e la stessa immagine di Sant’Antonio, «espressione di fede semplice e sincera». «D’altra parte è illusorio fondare la vita sul benessere e il consumo dei beni materiali - torna infine a tuonare Mattiazzo - studi recenti indicano che, oltre una certa soglia, il benessere materiale non produce felicità, bensì malessere ». Intanto tutto è pronto ormai: i preparativi stanno volgendo al termine, la città si sta vestendo a festa. Il Giugno Antoniano toccherà il suo apice questo fine settimana con la tradizionale rievocazione del transito di Sant’Antonio, quando morente è stato trasferito da Camposampiero all’Arcella, e con la processione in onore del grande taumaturgo tra le vie della città. Il primo, domani sera, vedrà il transito di Sant’Antonio all’Arcella, la simbolica rappresentazione delle ultime ore di vita del santo lungo via Tiziano Aspetti (appuntamento alle 20.30 in piazzale Azzurri d’Italia). Il giorno successivo, domenica alle 18, sarà la volta della Messa solenne dedicata al santo e della tradizionale processione lungo le vie del centro.
Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/11-giugno-2010/monito-vescovo-troppi-pochi-bimbi-1703181051622.shtml

Un po’ come Ratzinger che afferma, oggi,


Pedofilia, il Papa chiede perdono alle vittime. «Sacerdoti indegni»
ROMA (11 giugno) - La Chiesa deve fare tutto il possibile affinché episodi di abusi dei religiosi sui minori non si ripetano mai più. Papa Benedetto XVI torna a parlare dello scandalo dei preti pedofili in occasione la celebrazione della messa di conclusione dell'Anno sacerdotale a piazza San Pietro. Nel corso dell'omelia, il Pontefice ha voluto ribadire la necessità di combattere questo fenomeno: «Chiediamo insistentemente perdono a Dio e alle persone coinvolte, intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinchè un tale abuso non possa succedere mai più». Benedetto XVI ha poi parlato dell'appena concluso anno sacerdotale, definendolo un «anno di gioia per il sacramento», nel corso del quale sono «venuti alla luce i peccati di sacerdoti, soprattutto l'abuso nei confronti dei piccoli, nel quale il sacerdozio come compito della premura di Dio a vantaggio dell'uomo viene volto nel suo contrario». La Chiesa deve proteggere la fede «contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono in realtà disorientamenti». E non lascerà «proliferare l'eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via».
Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=106018&sez=HOME_NELMONDO

Non si tratta di sacerdoti o di preti indegni, si tratta di una chiesa cattolica indegna di una soicetà civile in cui, putroppo, troppi criminali consnetono alla chiesa cattolica di mette in atto atti di terrore e di violenza per attentare ai principi SACRI e SANTI della Costituzione della Repubblica.
Gli abusi sui minori sono parte integrante del missionarismo cattolico: solo in questo modo la chiesa cattolica può imprre il suo dio assassino.
E l’attività di pedofilia della chiesa cattolica viene sostenuta dai criminali cristiani che anziché condannarla sostengono gli stupratori di bambini impedendo che vengano arrestati per i loro delitti.

Così la chiesa cattolica chiama a raccolta le sue bande criminali al fine di devastare la società civile:

Il Papa: «Peccato nemico da combattere,sta contagiando anche la Chiesa»
Scandalo pedofilia, in 150mila a San Pietro per solidarietà con il Pontefice. Bagnasco: la Chiesa sia luogo di giustizia


ROMA (16 maggio) - «Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa»: lo ha detto Benedetto XVI dopo la recita dell'Angelus, davanti ad oltre 150mila persone accorse in Piazza San Pietro per la giornata di solidarietà nei confronti del Papa promossa dalla Cnal (Consulta nazionale delle aggregazioni laicali) dopo la bufera dello scandalo pedofilia che ha coinvolto la Chiesa.«Noi cristiani non abbiamo paura del mondo - ha detto il Pontefice - anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell'amore, nel servizio. Questo è quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. E' quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l'uomo nel nome di Cristo». Benedetto XVI ha esortatto a proseguire «insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza».«Sacerdoti, testimoniate la vita evangelica». «Rinnovo il mio particolare invito ai fratelli nel Sacerdozio, affinché nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelicà» ha detto Benedetto XVI. Con riferimento all'odierna Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Papa ha anche invitato i sacerdoti a saper «utilizzare con saggezza anche i mezzi di comunicazione, per far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo».«Il Signore è compagno dei perseguitati a causa della fede, è nel cuore di quanti sono emarginati, è presente in coloro a cui è negato il diritto alla vita - ha detto il Papa - Possiamo ascoltare vedere e toccare il Signore Gesù nella Chiesa, specialmente mediante la parola e i gesti sacramentali dei suoi Pastori. A tale proposito, esorto i ragazzi e i giovani che in questo tempo pasquale ricevono il sacramento della cresima, a restare fedeli alla parola di Dio e alla dottrina appresa, come pure ad accostarsi assiduamente alla confessione e all'eucaristia, consapevoli di essere stati scelti e costituiti per testimoniare la verità».«Cari amici, voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell'impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia»: così Benedetto XVI ha ringraziato i partecipanti alla giornata di solidarietà nei suoi confronti. Il Papa ha ringraziato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che ha guidato un momento di preghiera, tutti i «fedeli laici venuti da tutta Italià», e anche il «consistente gruppo di parlamentari e amministratori locali. Vi ringrazio di cuore, cari fratelli e sorelle, per la vostra calorosa e nutrita presenza! Raccogliendo l'invito della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, avete aderito con entusiasmo a questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà. A tutti desidero esprimere la mia viva riconoscenza».Bagnasco: Chiesa sia luogo di giustizia. La Chiesa purificata dalla penitenza sia luogo di giustizia e di conforto per i credenti: è quanto ha detto questa mattina il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, intervenuto questa mattina in Piazza San Pietro.
Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=102136


Questi criminali cattolici hanno solidarizzato con gli stupratori di bambini.
Agiscono affinché gli stupratori non vadano in galera. Chiedono perdono al loro dio, il mandante degli stupri, anziché pagare per i loro delitti.
Agiscono per sottrarre i cittadini ai loro diritti Costituzionali per trasformarli in bestiame da condurre al macello della vita: ogni cattolico porta su di sé la responsabilità di stuprare bambini.
Non lo sto dicendo io, ma il torturatore Arnaldo La Barbera, il torturatore Pietro Calogero, il torturatore Carlo Mastelloni, il torturatore Michele Dalla Costa, la torturatrice Ugolini Rita, il torturatore Ferrari, il torturatore Ennio Fortuna: tutti assassini che hanno torturato per consentire ai cattolici di stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti al proprio dio assassino e sottraendo i cittadini dal loro essere soggetti di diritto Costituzionale: e domani? Quanti altri bambini saranno violentati, stuprati e maltrattati, perché dei terroristi criminali devono difendere il loro stipendio?
Per i loro interessi Ratzinger non è stato ancora arrestato e nemmeno Scola o Mattiazzo, che continuano a fare apologia di strage e di genocidio con l’aiuto di politici complici, criminali e corrotti!

11 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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sabato 5 giugno 2010

Una storia emblematica di come si svolgono i rapporti nella chiesa cattolica


Ci sono avvenimenti che lasciano perplessi, ma ormai quando si pensa alla chiesa cattolica la si deve pensare come un’associazione a delinquere che usa la “fede” in un padrone per fare soldi.
Truffe, furti, ladrocinio, stupro di minori, sono tutti comportamenti “divini” che indicano la religione sono svolti ad imitazione del dio padrone o di Gesù che compiono atti che nella società civile, sotto la Costituzione, sono considerati dei delitti.
Si, lo so che ci sono molti atti squallidi della chiesa cattolica negli ultimi tempi. Ben più squallidi di questa storia, come l’assassinio del vescovo cattolico in Turchia fatto da un cattolico turco pazzo (per me è normale che chi si converte al cattolicesimo sia un povero pazzo) e che viene usata da Ratzinger per passare da martire che invoca la pace: ma se lui, con i cattolici, ha organizzato l’omicidio. Semmai sono i musulmani di Turchia a sopportare i cattolici che vanno in giro ad ammazzarsi.
Il delegato della Basilica di sa. Antonio, un ladro? Il vescovo di Treviso un delinquente? I fatti vanno accertati, ma di solito le ragioni sono dalla parte delle persone più fragili ed indifese, non delle gerarchie della chiesa cattolica che non solo organizzano la stampa per minimizzare i fatti, ma spesso per organizzare denigrazione e discredito nei confronti di chi chiede giustizia.
Questa storia, tuttavia, dimostra quanto sia squallido il mondo cattolico.
Riporto dal Corriere della Sera:


la storia
Suore in guerra col monastero accusano alti prelati e badessa
Nel mirino il vescovo di Treviso e il delegato della basilicadi Sant'Antonio. Aperte due inchieste.«Siamo state ricattate», scrivono tramite l'avvocato Taormina che le ospita nella sua casa di Trevi


Andrea Pasqualetto

05 giugno 2010
PADOVA — Nel silenzio del monastero di Gubbio quella porta sbattuta echeggiò più di una bestemmia. Era il 3 giugno del 2008 e se ne andarono in tre: suor Chiara e le novizie Almudena e Milagrosa, tutte di clausura. «Lì dentro succedono cose scandalose», osò dire il terzetto di clarisse cercando rifugio nel convento dei frati Cappuccini di via Veneto, a Roma, dove iniziarono a raccontare fatti sorprendenti. Vessazioni, vendette, rapporti proibiti. E pure un furto di preziosi, gli stessi che suor Milagrosa Alicia Maria Arango Munoz, quarantottenne colombiana di Barranquilla, consegnò al monastero delle Clarisse Sacramentarie il giorno in cui arrivò, nel settembre del 2004: tre crocifissi con catena d’oro, tre Cristi in oro con croci di rubini, smeraldi e brillanti, cinque medaglie tempestate di preziosi con catene d’oro, cinque scapolari d’oro guarniti di pietre preziose, sette braccialetti d’oro, ventuno anelli con pietre preziose e tre orologi. Un piccolo tesoro, valutato circa 1,1 milioni di euro, che suor Milagrosa aveva ereditato dalla mamma. «Quando ho chiesto la restituzione non c’era più nulla nella scatola», ha detto lei, denunciando il fatto. Insomma, una storia così potenzialmente rumorosa e quasi inverosimile da sembrare destinata a un riservato redde rationem fra le mura vaticane. E invece ecco il colpo di scena: le religiose, affidandosi a uno degli avvocati più vulcanici d’Italia, Carlo Taormina, hanno preso carta e penna e vergato alcune clamorose querele sulle quali stanno ora indagando le procure di Perugia e Roma. La scorsa settimana il pm capitolino Elisabetta Ceniccola ha convocato suor Milagrosa per capirne di più, mentre in precedenza era stato il il pm perugino Dario Razzi a voler sentire le tre fuggiasche.
Le loro accuse non coinvolgono solo i vertici del monastero ma anche alcuni alti prelati, come monsignor Francesco Gioia, delegato pontificio per la basilica di Sant’Antonio da Padova, e monsignor Gianfranco Gardin, oggi vescovo della diocesi di Treviso ma fino allo scorso anno e dal 2006 voluto da Papa Ratzinger al vertice della Segreteria della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (Civcsva), cioè l’istituzione che si occupa di tutti i conventi e monasteri, maschili e femminili. Fra gli altri denunciati il vescovo di Gubbio, monsignor Mario Ceccobelli, la madre badessa del monastero suor Maria Pace Celedòn, il commissario pontificio suor Maria Daniela Pozzi, e varie consorelle, tutte additate di complicità nei confronti del Vaticano per coprire le vicende, oltre che in alcuni casi per incontri sconvenienti, contrari alla regola del monastero. Episodi rispetto ai quali riportano nomi, cognomi e dettagli. Naturalmente agli alti prelati le clarisse non attribuiscono responsabilità dirette nei fatti. Li accusano di comportamenti volti a far rientrare le denunce, di aver fatto terra bruciata intorno a loro minacciando l’espulsione e la sconsacrazione. Anche il monastero non è rimasto a guardare e ha dichiarato guerra alle novizie: «Di fronte ad addebiti così gravi e a particolari inverosimili le suore clarisse cappuccine presentano querela per una serie di reati commessi in loro danno dalle due novizie in concorso con suor Chiara (furto di passaporto, carta d’identità della madre badessa...) - scrive l’avvocato Ubaldo Minelli per loro conto - Dopo un’approfondita istruttoria anche a mezzo di Commissario Pontificio e del Prefetto del Civcsva, cardinale Francesco Rodé, si è pervenuti a un giudizio di "assoluta inidoneità alla vita religiosa"». Ma il terzetto non ha desistito e ha continuato nelle accuse, rincarando la dose. A monsignor Gioia contestano di «aver imposto di rinunciare alla denuncia presentata per la sottrazione dei gioielli e consigliato a madre Chiara di dichiararsi pazza minacciando la sconsacrazione e la perdita dei voti. Solo così avrebbe avuto ospitalità in qualche monastero». Monsignor Gioia si sarebbe recato nel Convento dei cappuccini «tenendo un tono e un comportamento straordinarimente aggressivi - aggiungono le religiose - facendo pesanti minacce nei nostri confronti». Il vescovo di Treviso Gardin viene tirato in ballo invece per alcune lettere nelle quali emergerebbe «la strumentalità delle accuse e delle minacce utilizzate al fine di coartare la libertà di volere delle religiose in modo da costringerle ad allontanarsi dall’Italia e così porre definitivamente nel dimenticatoio la questione del furto di gioielli».
Minacce e violenza privata, dicono. Il vescovo ha scritto a suor Chiara invitandola «a prendere le distanze da quanto vissuto finora e anche da tante voci dissonanti... le comunico che non sarà presa in considerazione alcuna richiesta fintanto che non si sarà recata, secondo l’obbedienza ricevuta, nel monastero di Durango, in Messico». Gardin è risoluto anche con suor Milagrosa: «Le scatole di sua proprietà verranno messe a disposizione secondo le indicazioni della Commissaria Pontificia: sarà bene che a tale consegna corrisponda la resa da parte sua dell’abito monastico, abito che non ha diritto di trattenere e meno ancora di indossare...». Per le monache, un chiaro ricatto. Contro di loro si è dunque schierato il Vaticano. Mentre a sostenerle, solitario, è rimasto un francescano- cappuccino, ex procuratore generale dei Cappuccini e docente di teologia dell’Università pontificia Antonianum: padre Francisco Iglesias. «In coscienza e davanti a Dio - ha scritto il francescano dalla Curia Generale dei Frati minori - sulla base di una conoscenza profonda, diretta e personale, certifico l’esemplare condotta umana e religiosa delle tre sorelle: appassionata vocazione, abbandono nella divina Provvidenza, amore sincero e umile per la Chiesa, serenità nell’incomprensione e nell’isolamento in cui sono costrette... Meritano una parola conclusiva che restituisca loro la dignità e la giustizia che sono loro dovute...». Padre Iglesias era a Roma. E’ stato trasferito di recente in Spagna e naturalmemnte il trasferimento è stato letto dal terzetto come un ulteriore atto di violenza. Ad abundantiam la vicenda ha vissuto di recente altri imprevisti. La sparizione di suor Chiara. «Di lei non si hanno più notizie da dieci giorni», dicono le novizie. Potrebbe essere finita sotto le ali di una consorella per un periodo di meditazione. Nel frattempo suor Milagrosa e Almudena sono state cacciate anche dal convento dei Cappuccini. Dove sono finite le novizie, avvocato Taormina? «Al sicuro, sui colli di Trevi... a casa mia».

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2010/5-giugno-2010/suore-guerra-col-monastero-accusano-alti-prelati-badessa-1703144665587.shtml


Burattini e burattinai.
Chi ruba, offende, denigra, le persone per trasformarle in bestiame.
Quando qualcuno esalta il cattolicesimo, esalta anche questo!


06 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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