LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

lunedì 28 giugno 2010

Il Vaticano, la Corte Suprema USA, lo Stato del Belgio, Propaganda Fide e il terrore del dicastero di guerra Vaticana: quanti saranno i morti?


Tre azioni hanno caratterizzato il Vaticano oggi: la decisione della Corte Suprema USA, la dimissione della commissione organizzata dal Vaticano per impedire di essere processato per delitto in Belgio e la dichiarazione del Vaticano dell’attività criminale messa in atto con Propaganda Fide e i suoi novemiliardi di immobili che gestisce a Roma.
La Corte Suprema degli USA ha trovato illegittimo che il Vaticano, dopo aver violentato bambini per anni (veramente è da sempre, ma poi i violentati muoiono e non sono più in grado di chiedere giustizia) si rifiuti di pagare i danni che ha imposto all’infanzia.
La Corte Suprema degli USA ha dato il via libera per i processi contro il Vaticano il quale, con la sua solita faccia criminale, come quella del suo dio padrone e di quel criminale di Gesù, non si vergogna ad ingiuriare le vittime cercando di sottrarsi dalle sue responsabilità civili e penali.
Ratzinger dovrà anche, se necessario, essere chiamato a testimoniare nei processi che vedono il Vaticano chiamato in causa.
Riporto l’articolo del Corriere della Sera:

belgio, si dimette la commissione nominata dalla Chiesa
Pedofilia, via libera ai processi in Usa

Nuovo dicastero per l'evangelizzazione
La Corte suprema non si esprime sul ricorso del Vaticano.
Il Papa: «Combattere la secolarizzazione della società»
28 giugno 2010


NEW YORK - Via libera ai processi civili contro i preti accusati di pedofilia negli Usa. La Corte suprema ha deciso di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso di un cittadino dell'Oregon che ha denunciato di avere subito abusi da un sacerdote e ha tolto l'ultimo ostacolo all'avvio del processo civile. Esaminando il fascicolo "Anonimo contro Santa Sede", i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili.

IL CASO - Il caso analizzato dalla Corte suprema americana riguarda il reverendo irlandese Andrew Ronan, morto nel 1992. Il Vaticano è accusato di averlo trasferito in diverse città, nonostante ripetuti casi di molestie sessuali su minori. Il cittadino dell'Oregon, John V. Doe, ha denunciato di aver subito abusi negli anni '60 nella scuola cattolica che frequentava. La Santa Sede ha presentato un ricorso invocando il diritto all'immunità che spetta agli Stati sovrani: questo diritto, su cui si era espressa favorevolmente l'amministrazione Obama, è stato poi respinto in vari gradi di giudizio. La Corte suprema ha ora deciso in via definitiva di non fermare l'azione legale, che considera il Vaticano corresponsabile degli abusi. Ronan fu mandato a Chicago all'inizio degli anni Sessanta, dopo la sua ammissione di molestie su un minore in Irlanda, dove guidava una parrocchia. Il prelato ha poi lavorato alla St. Phillip High School nella città dell'Illinois fino al 1965, ma anche lì è stato protagonista di almeno tre atti di pedofilia. È stato infine trasferito alla St. Albert Church di Portland, nell'Oregon, dove Doe lo conobbe quando era quindicenne come «prete, tutore e consigliere spirituale».

I LEGALI - «L'azione della Corte è una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti, che finalmente avranno una chance di avere giustizia - ha commentato Jeff Anderson, il legale che difende la vittima -. Ringraziamo i giudici per il coraggio con cui hanno lasciato che l'azione legale vada avanti. Finalmente c'è la possibilità di chiudere le ferite». Il legale del Vaticano Jeffrey Lena sottolinea che avrebbe preferito risolvere la questione a livello della Corte suprema, ma - aggiunge - la decisione «non significa che eravamo in errore nell'interpretazione della legge»: «I giudici di Washington hanno valutato che il caso non meritava di essere esaminato al loro livello per ora». Secondo Lena, il fatto che il ricorso non sia stato accolto «non è una indicazione di mancanza di accordo con la nostra posizione, è semplicemente una determinazione da parte dei giudici che non volevano scegliere questo caso come veicolo per chiarire la legge su questo punto». L'"Anonimo contro Santa Sede" torna ora alla Corte distrettuale dell'Oregon e il dibattito sarà incentrato sulla teoria che il prete in questione era dipendente del Vaticano. «Tutto il resto è stato eliminato. Per prevalere, l'altra parte deve dimostrare che, in base alla legge, Ronan era impiegato della Santa Sede» conclude Lena.

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I legali del Vaticano avrebbero voluto risolvere la questione presso la corte Suprema USA: avrebbero voluto risolverla “fra padroni”, ma stavolta, la Corte Suprema USA che ha, di fatto, cassato tutte le leggi contro la possibilità di detenere armi e di impedire di fumare, ha costretto il Vaticano a vedersela con i cittadini che lui ha violentato.
Non si tratta di dimostrare che Ronan era impiegato presso il Vaticano; si tratta di prendere atto che il Vaticano trasferiva Ronan dove il Vaticano voleva e che, di fatto, ne era un dipendente al di là di come veniva organizzato il lavoro.
Se così non fosse Ratzinger non avrebbe aggredito ed umiliato Schoenborn di Vienna affermando che solo a Ratzinger è dato criticare e riprendere altri cardinali anche se questi hanno stuprato bambini. Schoenborn si era permesso di criticare Sodano che, riprendendo gli insulti ai bambini fatti da Ratzinger, aveva parlato delle richieste di giustizia dei bambini violentati come di un chiacchiericcio dal quale la chiesa cattolica era superiore. Vienna aveva già vissuto le violenze del cardinale cattolico Groer, un violentatore protetto da Wojtyla.
Riporto sempre dal medesimo articolo:

28 giugno 2010 Corriere della Sera

SCUSE - In Vaticano l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, ha presentato le proprie scuse al Papa: a maggio aveva accusato l'ex segretario di Stato vaticano Angelo Sodano di aver offeso le vittime di abusi sessuali e di aver insabbiato a suo tempo l'inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall'allora capo della diocesi viennese Hans Hermann Groer. Ricevuto in udienza a San Pietro, Schoenborn ha espresso a Benedetto XVI il proprio «dispiacere» per le interpretazioni date ad alcune sue affermazioni. Dopo l'udienza riservata, sono stati invitati all'incontro anche lo stesso Sodano, attuale decano del collegio cardinalizio, e il segretario di Stato in carica, il cardinale Tarcisio Bertone. Benedetto XVI ha ricordato a Schoenborn che solo il Papa può criticare o muovere accuse a un cardinale. «Si ricorda che nella Chiesa, quando si tratta di accuse contro un cardinale, la competenza spetta unicamente al Papa - si legge nella nota ufficiale della Santa Sede -; le altre istanze possono avere una funzione di consulenza, sempre con il dovuto rispetto per le persone». In alcune conversazioni con i giornalisti, Schoenborn aveva criticato il termine "chiacchiericcio" - usato da Sodano in merito allo scandalo pedofilia - perché considerato offensivo verso le vittime degli abusi. L’arcivescovo di Vienna aveva poi accusato Sodano di essere il capofila dell’ala della Curia romana che, negli anni passati, ha insabbiato le accuse di pedofilia che condussero il suo predecessore, Groer, alle dimissioni nel 1995. Schoenborn, spiega la nota, «aveva chiesto di poter riferire personalmente al Sommo Pontefice circa la presente situazione della Chiesa in Austria». Con Sodano e Bertone, aggiunge, «sono stati chiariti e risolti alcuni equivoci molto diffusi e in parte derivati da alcune espressioni del cardinale Schoenborn, il quale esprime il suo dispiacere per le interpretazioni date. In particolare, la parola "chiacchiericcio" sarebbe stata usata per indicare "il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti"». Schoenborn ha poi chiarito il senso di recenti dichiarazioni su alcuni aspetti dell'attuale disciplina ecclesiastica.

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La questione del Belgio è la stessa questione che sta dibattendo la Grande Camera a proposito del crocifisso: uno Stato non può sottomettere la propria Costituzione né ad uno Stato straniero, né, tanto meno ad un dio e ad un Gesù che pretendono di ammazzare chiunque non si metta in ginocchio.
La pretesa del vaticano di usare una commissione che con la scusa di “non rendere pubblico il nome delle vittime” di fatto copriva gli abusi sessuali dei preti anche solo per minimizzare e creare nell’opinione pubblica una minore indignazione, non è accettabile in uno stato civile.
Era necessario darci un taglio alla situazione ed era necessario che la magistratura riprendesse il controllo della situazione.
L’azione del governo Belga è stata una riappropriazione della sovranità nazionale contro l’ingerenza criminale del Vaticano. Un atto che ci auguriamo venga ripreso anche dalla Grande Camera cacciando il crocifisso dalle scuole pubbliche e riaffermando i valori morali della Costituzione Europea.


28 giugno 2010 Corriere della Sera


BELGIO - Sempre sul fronte dello scandalo pedofilia, in Belgio si è dimessa la commissione nominata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali sui minori, guidata dallo psichiatra Peter Adriaenssens. Questi ritiene che le contestate perquisizioni della polizia siano state la dimostrazione della mancanza di fiducia delle autorità giudiziarie nel lavoro del team: «Non potevano che agire in questo modo solo a fronte della convinzione che noi volessimo nascondere le cose, truffarli in un qualche modo. Invece io mi sono fatto come punto d'onore quello di lavorare in piena trasparenza». Il professore si è dichiarato «scioccato» per le perquisizioni della Procura di Bruxelles, dicendosi preoccupato per la privacy delle vittime che avevano scelto di riferire alla commissione gli abusi sessuali subiti dai preti. Istituita nel 2000 come organo indipendente, la commissione intendeva essere un interlocutore privilegiato delle vittime di presunti abusi da parte di sacerdoti, diaconi, catechisti o operatori pastorali, ricevendo le denunce e fornendo un'adeguata assistenza psicologica, medica e legale. Nel sito web si riferisce che l'ente informa i vescovi e le autorità ecclesiastiche competenti delle denunce.

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Ed infine la dichiarazione di guerra messa in atto dai cattolici contro le società civili dell’Europa: un dicastero della “guerra”. Loro lo chiamano dicastero per “l’evangelizzazione dei paesi occidentali”, ma si tratta di organizzare l’aggressione a chi non si mette in ginocchio davanti al loro dio padrone. Fino ad oggi il Vaticano ha agito con le “organizzazioni antisette”, dal Gris, l’Aris, Antiplagio, ecc. Quelle organizzazioni si sono spesso scontrate con la società civile e hanno dimostrato l’attività criminale del Vaticano.
Già il Vaticano, per il lavoro sporco, si serviva delle logge Massoniche, ma ultimamente alcuni “gentiluomini di sua santità” sono stati trovati in affari sporchi e a rubare. E diventa un po’ più difficile nascondersi dietro ad una loggia Massonica.
Dopo aver organizzato l’azione per usare gli atei per aggredire le altre religioni con il “Cortile dei gentili”, ora si appresta a spargere sangue, guerra e morti, nelle società civili per violentare la struttura psichica delle persone e costringerle in ginocchio davanti al suo dio padrone: in che altro modo ciò è avvenuto nel corso della storia?



28 giugno 2010 Corriere della Sera


EVANGELIZZAZIONE - Ma c'è un'altra importante novità che riguarda la Santa Sede: Benedetto XVI ha istituito un nuovo dicastero, nella forma del Pontificio Consiglio, con il compito di «promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dell'Occidente che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di eclissi del senso di Dio». Il Papa ne ha dato l'annuncio durante la celebrazione dei primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo, nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura. Rivolgendosi alla delegazione ortodossa presente, il Papa ha sottolineato la valenza ecumenica della decisione di creare un nuovo Consiglio: «La sfida della nuova evangelizzazione interpella la Chiesa universale e ci chiede di proseguire con impegno la ricerca della piena unità tra i cristiani». Fonti non ufficiali del Vaticano hanno riferito nelle scorse settimane che il Papa avrebbe scelto monsignor Rino Fisichella, attualmente presidente della Pontificia Accademia per la vita, come guida del nuovo dicastero, ma nell'omelia Benedetto XVI non ha fatto menzione alla personalità prescelta.

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Tutto l’articolo commentato è stato tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_28/pedofilia-vaticano-corte-suprema-usa-processi_dfdcec52-82c3-11df-9406-00144f02aabe.shtml


Il vaticano si appresta a dar corpo ad uno dei valori tanto cari alla religione cattolica: muoia Sansone con tutti i Filistei.
Ci si deve aspettare grandi problemi dall’attività di destabilizzazione sociale messa in atto dal Vaticano. Si confida, comunque, nella magistratura e in particolare nella magistratura Europea.
Sconfiggere il terrorismo non significa solo fermare Ratzinger nella sua attività di devastazione delle Istituzioni democratiche col tentativo di sostituirle con i valori e i principi del criminale in croce e il suo delirio di onnipotenza, significa sconfiggere l’attività di terrorismo che si ingenera nella società dalle idee preconcette, cattive e Costituzionalmente destabilizzanti come quelle del Sig. Giorgio Napolitano che come massimo rappresentante della Costituzione (per il ruolo che oggi copre), più volte, si è inginocchiato davanti al dio padrone dei cattolici considerando la monarchia assoluta, rappresentata dal crocifisso, un valore da imporre impunemente alla società civile.


29 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Tel. 3277862784
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