LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 7 agosto 2010

La solita guerra dei missionari cristiani che continuano a macellare i popoli con le crociate per imporre il loro dio.


Sempre di più si dimostra come la guerra in Afganistan sia in realtà una guerra di religione.
Da un lato i cristiani con i bombardieri che macellano e dall’altra parte i talebani, studenti di scuole coraniche, che dopo essere stati finanziati dagli USA in funzione antisovietica, oggi costituiscono una minaccia per gli USA stessi.
Una guerra, quella del’Afganistan, spacciata in occidente come una guerra per i diritti civili, che altro non è che una delle solite sporche guerre con le quali i missionari cristiani impongono il loro dio criminale. Non una guerra di democrazia, ma padroni che si contendono gli Esseri Umani trasformati in bestiame.

Numerosi sono i casi venuti alla luce. Non solo il governo Afgano e l’esercito Nato ha perseguitato Emergency perché non faceva spionaggio in favore dei cristiani, ma aveva già in passato usato le Organizzazioni non Governative per lavoro di informazione e supporto logistico.
E’ il caso dei missionari evangelici, provenienti dalla Corea del Sud, che protetti dalle bombe USA aggredivano i musulmani.
Ricordo l’episodio e come si conclude prelevandolo dal sito degli evangelici:

Corea del Sud: rientro dei missionari rapiti
3 settembre 2007

Sono rientrati in patria i 19 ostaggi evangelici coreani rimasti per sei settimane in mano ai talebani. Il gruppo era composto originariamente da 23 attivisti presbiteriani recatisi dalla Corea del Sud in Afghanistan come operatori umanitari. Due ostaggi, il pastore Bae Hyung-kyu, capo del gruppo, e il 29enne volontario Shim Sung-min, sono stati uccisi dai rapitori. Due donne erano state rilasciate in precedenza. Gli ostaggi sono stati liberati sulla base di un accordo raggiunto tra i talebani e gli emissari del governo sudcoreano.La vicenda del rapimento dei 23 sudcoreani ha tenuto per settimane con il fiato sospeso l’opinione pubblica sudcoreana e internazionale. In un primo momento i talebani avevano chiesto la scarcerazione di ribelli detenuti nelle prigioni afghane. Davanti al rifiuto delle autorità di Kabul, i rapitori hanno ucciso due ostaggi. Ma poco tempo dopo due donne sono state rilasciate, in segno di buona volontà, durante una prima tornata di negoziati. Quando è apparso evidente che le pressioni del governo di Seul poco potevano su quello afghano – intransigente nel no alla liberazione di prigionieri talebani – i ribelli hanno cambiato tattica esigendo in alternativa l’impegno di Seul al ritiro entro l’anno del loro contingente di militari (non combattenti) e il blocco dell’invio in Afghanistan di altri volontari sudcoreani. In realtà, la Corea del Sud aveva annunciato, già prima del rapimento dei 23 volontari, di voler ritirare entro il 2007 il proprio contingente composto da 200 genieri e personale medico e, fin dall’inizio della crisi afghana, aveva sollecitato i connazionali a non recarsi nel paese asiatico.
Il Consiglio nazionale delle chiese della Corea del Sud ha accolto con sollievo l’avvenuta liberazione dei 19 ostaggi. “Speriamo di non incorrere più in situazioni simili”, ha detto il pastore Kwon Oh-sung, segretario generale del Consiglio delle chiese sudcoreane. “In futuro vogliamo svolgere il nostro lavoro missionario e di aiuto in modo più efficiente e sicuro”. Commentando la decisione del governo di Seul di vietare ogni ulteriore attività missionaria in Afghanistan, Kwon ha detto di capire tale decisione e di volerla rispettare.
Tratto da:
http://butindaro.wordpress.com/2007/09/03/corea-del-sud-rientro-dei-missionari-rapiti/


Quella dell’Afganistan è una guerra di religione: un proseguo delle vecchie crociate o dell’azione dei missionari cristiani per spacciare oppio in Cina.
La notizia di oggi è che terroristi cristiani si sono scontrati con i talebani e hanno avuto la peggio. Terroristi, perché non avevano nessuna ragione per essere là se non l’odio che spargevano imponendo il crocifisso forti dei bombardieri USA. Erano combattenti militari a tutti gli effetti, al di là del ruolo che ricoprivano nella guerra. Ed erano terroristi perché la loro azione aveva lo scopo di disarticolare la struttura emotiva delle popolazioni, gettarle nello sconforto psicologico e impedire loro di costruire un qualsiasi futuro che non fosse la sottomissione al loro dio assassino.
Riporto la notizia:


trovati i CADAVERI nella provincia nord-orientale afghana del Badakhshan
Afghanistan, i talebani, annunciano:«Abbiamo ucciso 9 missionari cristiani»
La Iam:«Sono i nostri oculisti: 6 americani, un britannico e un tedesco»

07 agosto 2010

KABUL - I talebani hanno affermato di avere ucciso «nove missionari cristiani». Lo ha detto un loro portavoce. I ribelli talebani hanno affermato che i cristiani trasportavano bibbie in lingua dari. La rivendicazione dei talebani è giunta dopo la notizia del ritrovamento di dieci corpi, in maggioranza di occidentali, nel nord dell'Afghanistan. «Si erano persi - ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid - quando una nostra pattuglia li ha trovati hanno cercato di scappare e sono stati uccisi». «Erano dieci, di cui nove stranieri, cinque degli stranieri erano uomini e c'erano quattro donne. L'ultimo era un afghano», ha aggiunto il portavoce. «Avevano bibbie in dari, carte, sistemi Gprs, facevano una mappa delle posizioni dei combattenti talebani», ha ancora precisato il portavoce.
I CORPI - L'annuncio è giunto subito dopo la macabra scoperta di dieci corpi crivellati, tra cui sei americani, tra cui tre donne, uno britannico e uno tedesco (gli altri due sarebbero afghani). «Abbiamo recuperato i corpi», ha detto Aqa Noor Kintoz, il capo della polizia di Badakhshan. Secondo il racconto dell'unico sopravvissuto, il gruppo -composto principalmente da oculisti- viaggiava dal Badakhstan alla provincia del Nouristan. «L'ultimo giorno, è arrivato un gruppo di uomini armati, li ha fatto mettere in fila e li ha abbattuti. Poi hanno rubato tutto». È stato proprio nel momento dell'esecuzione che l'uomo ha recitato alcuni versetti del Corano e i Talebani, rendendosi conto che era un musulmano, lo hanno graziato. Secondo Noor Kintoz, capo della polizia del Badakhshan dove è avvenuta la strage, che ha riportato le dichiarazioni dello scampato alla strage, gli abitanti avevano avvertito il gruppo che la zona poteva essere pericolosa. «Loro hanno risposto - ha raccontato Saifullah - che erano medici e che sarebbe andato tutto bene perché "siamo qui per aiutare le persone"». Il governatore della vicina provincia del Nuristan Jamaluddin Badr ha detto che il gruppo, formato in prevalenza da oculisti, aveva visitato diversi distretti nella sua provincia e in quella di Badakshan aiutando la popolazione locale.
LA IAM - L'organizzazione umanitaria cristiana International Assistance Mission (Iam) ha ammesso che le persone trovate morte «sono molto probabilmente nostri membri». «È probabile - si dice in un comunicato datato da Kabul - che si tratti di un gruppo che partecipava ad una operazione sul terreno di carattere oftalmologico», uno dei settori in cui dal 1966 opera la Iam, che è registrata come ong in Svizzera e Afghanistan. Il gruppo, si dice ancora, «era stato in Nuristan (provincia orientale afghana al confine con il Pakistan) su invito delle comunità locali. Dopo aver completato il loro lavoro medico l'equipe stava rientrando a Kabul». «Se le notizie di cui disponiamo sulla loro morte fossero confermate - prosegue il testo - saremmo costretti a rilevare che si tratta di una uccisione insensata di persone che non hanno fatto altro che servire i poveri. Alcuni degli stranieri coinvolti hanno lavorato per decenni spalla a spalla con gli afghani». Questa tragedia, conclude il comunicato, «ha un impatto negativo sulla nostra capacità di continuare a servire il popolo afghano come l'Iam fa» da 44 anni e «speriamo che l'episodio non fermi il nostro lavoro che di cui beneficiano ogni anno oltre 250.000 afghani».
Tratto da:
http://www.corriere.it/esteri/10_agosto_07/afghanistan-talebani-cristiani_2b4ed074-a1f5-11df-91b6-00144f02aabe.shtml

Fintanto che Obama non si deciderà a fare chiarezza sulla conduzione della guerra e a cessare le torture e l’accanimento contro la popolazione civile, specialmente quello religioso, quella guerra può dirsi persa. Non si possono bombardare le persone nei villaggi e nello stesso tempo togliere alle persone la loro religione nella quelle veicolano le loro emozioni disperate dalle bombe che la Nato scarica sulle loro teste. Obama e Berlusconi devono dire se stanno facendo la guerra contro gli Afgani o per quale motivo stanno in Afganistan. E’ ridicolo Giorgio Napolitano che dopo aver firmato l’aggressione armata contro l’Afganistan, contro il dettato Costituzionale, facendola passare come una missione di pace (da quando in qua la pace si fa con i bombardieri, i carri armati e i reparti scelti dell’esercito: con quelli si fa solo massacri e guerra contro la popolazione civile), lui, con Silvio Berlusconi, non si assume nemmeno la responsabilità del genocidio che sta perpetrando.

Qualcuno ha detto che gli occidentali hanno perso la guerra in Afganistan. Si è dimenticato di aggiungere che quella guerra è stata persa quando, anziché andare con la Costituzione Europea o occidentale in mano, si è andati con la bibbia sperando di stuprarne i bambini costringendoli in ginocchio davanti al dio dei cristiani. Ed è questa violenza sui bambini, perpetrata dai cristiani, la chiave del conflitto Afgano. Finché Obama si illuderà di vincere una guerra permettendo la violenza sulla popolazione e sui bambini ad opera dei missionari cristiani, ogni guerra è persa. Poi, quando qualcuno non si adegua a fare da informatore o da supporto logistico ai bombardieri USA o Italiani, come Gino Strada, allora gli si impedisce di prestare assistenza medica e viene insultato anche dal ministro degli esteri Italiano. Anche questo appare parte di un vasto disegno criminoso volto a disarticolare la Costituzione della Repubblica annullando gli effetti delle norme sul controllo delle Istituzioni.

07 agosto 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Tutti i missionari cristiani sono assassini. Moralmente responsabili del colonialismo, delle stragi per imporre il proprio dio padrone. Tutti compartecipano al grande crimine con cui hanno spanto la miseria in Africa, America Latina, in Asia e in Australia.
    Si comportano come i predoni nella parabola del "buon samaritano" hanno macellato i popoli affinché il "buon samaritano" pretendesse la riconoscenza per averli soccorsi. Là dove c'era la cultura i missionari cristiani hanno costruito l'analfabetismo; là dove c'erano i Templi della vita, li hanno distrutti per piantare le croci della morte e del dolore.
    Il ruolo del missionario è far in modo che la miseria dei popoli continui. Mantengono i popoli nella miseria impedendo loro un futuro civile. Quando i colonialisti Portoghesi che appoggiavano i missionari cattolici abbandonarono l'Angola non c'era un solo Angolano laureato né un solo tecnico di valore: i missionari avevano operato per costruire l'assoluta miseria culturale! Oggi come oggi i missionari cristiani hanno dichiarato guerra al preservativo in Africa per poter diffondere l'AIDS in nome del crocefisso e dell'odio del dio padrone per il benessere degli uomini.

    RispondiElimina