LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 19 novembre 2010

La vigliaccheria dei Veneti. Carattere o comportamenti indotti dalla manipolazione mentale cattolica sui bambini?


Lo schiavismo che piace al popolo veneto: fotografato su un muro di Bologna. Il popolo veneto chiama "amicizia", come insegna Gesù, la relazione schiavo-padrone.

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Per capire la natura caratteriale o il carattere dei Veneti è necessario capire i meccanismi dell’educazione che viene imposta ai Veneti.
Quando si parla di mafia in Veneto, si parla in realtà di un sistema mafioso di controllo del territorio e dei cittadini che viene costruito su relazioni assolutamente estranee a quelle consentite dal consesso civile e legate a moduli comportamentali che poi vengono fissati dalle Istituzioni come se quei comportamenti fossero in qualche modo “naturali” o legittimi.
I comportamenti mafiosi vengono imposti dall’educazione cattolica in aperto contrasto con le norme Costituzionali e con le norme del “buon vivere civile”.
In questi esempi di cronaca viene dimostrata la veicolazione del concetto di amicizia dei cattolici come imposto da Gesù nei vangeli, in particolare in Luca 11, 5-8 e nell’uso delle disposizioni militari impartite da Gesù per costruire l’aggressione agli “amici” in Luca 11, 9-13.
Per la trattazione del significato esistenziale e degli effetti sociali delle disposizioni militari di Gesù, vedi:

http://www.federazionepagana.it/chiedetedatobussateapertovangeloluca.html

La predisposizione imposta educazionalmente che viene interpretata troppo spesso come “il carattere dei veneti”, è un atto di violenza messo in atto sull’infanzia che, una volta adulta, non può far altro che veicolare quella violenza subita. Spesso si mette l’accento sulla pedofilia e sulla pederastia dei preti cattolici. Questo perché gli atti, suscitando morbosità nell’ascoltatore, suscitano una sorta di invidia fra chi è educato dal punto di vista cattolico e in quel modo vorrebbe veicolare le proprie pulsioni sessuali. Ci si dimentica che la violenza sull’infanzia, lo stupro sui ragazzi, è una costante dell’attività educativa della chiesa cattolica senza la quale non potrebbe né costruire la fede nel suo dio e nel suo Gesù, né costruire quella patologia psichiatrica da delirio di onnipotenza nei ragazzi che finisce, di fatto, al di là delle ideologie, a perpetuare il controllo della chiesa cattolica nella società civile.
Il concetto di amicizia imposto da Gesù, ben analizzato nella pagina web su citata, viene veicolato nella società veneta inducendo ad una serie di atteggiamenti che la legge, oggi come oggi, identifica in crimini. Crimini che hanno una diffusione generale nel territorio e una pratica costante anche nelle piccole cose della vita quotidiana. Sono atti che rivelano il concetto di amicizia che i veneti hanno costruito nelle parrocchie e che, tutto sommato, è a fondamento delle relazioni mafiose dal Veneto alla Sicilia.
A me non interessa mettere l’accento sui grandi crimini, ma su quei comportamenti quotidiani. Su atteggiamenti quotidiani che raramente arrivano a far capolino nella cronaca. Il gesto violento del bullo non è un gesto isolato o iscrivibile alla singola persona, è un gesto che nella società si ripete migliaia di volte ed è messo in atto da decine di migliaia di persone a vari livelli. Qualche volta, quegli atti sfociano in atti di violenza fisica o di rapina o quant’altro e allora, e solo allora, vengono perseguiti. Quando il gesto arriva in cronaca è sempre un gesto singolo come qualità che emerge da un’enorme quantità di atti di bullismo che umiliano e devastano la psiche delle persone.

Proviamo a fare qualche esempio tratto dalla cronaca attuale.


Venezia. Ricatta per mesi un disabilementale: «I soldi oppure ti picchio»
Sotto accusa è un 32enne di Chioggia: per mesi avrebbe


preteso piccole somme di denaro da un concittadino 30enne

VENEZIA (19 novembre) - Sotto accusa per aver estorto somme di denaro ad un ragazzo con problemi mentali, approfittando delle sue condizioni di minorata difesa. Il sostituto procuratore Federico Bressan ha chiesto il rinvio a giudizio di Davide Penzo, 32 anni, di Chioggia, sollecitando per lui il processo davanti alla sezione staccata di Chioggia del Tribunale di Venezia

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=127332&sez=NORDEST


E’ la veicolazione del concetto di amico in Gesù. In fondo, che cosa ha fatto questo “estorsore” al suo amico? Non ha fatto altro che mettere in pratica il comportamento indicato da Gesù: chiedi e ti sarà dato! Lui ha chiesto e l’amico gli ha dato. Gesù, infatti, non precisa come chiedere, ma sottintende che ogni volta che lui chiede l’altro deve dare. E se non dà non obbedisce al dettame di Gesù e dunque chi chiede è autorizzato a ricorrere alla violenza perché lui a cui ha chiesto non ha aderito al ruolo che Gesù gli imponeva.
Lo stesso discorso vale per il cacciatore di Vazzola. Anche il suo cane, a cui chiedeva, non dava e così ha pensato bene di dargli una fucilata.
Nella mentalità dei Veneti, una fucilata non si nega mai a nessuno anche se il timore del veneto è quello di non sapere bene se lui è quello che copre il ruolo di chi spara o se lui “deve”, per la propria educazione, essere quello che si prende la fucilata (come avviene da parte delle istituzioni troppo spesso).

Vazzola, cacciatore uccide il suo cane: non rispondeva ai richiami


C.B. 70 anni, di Vazzola, pensionato, stamattina poco dopo le 8 era in battuta di caccia con il suo cane che non ha risposto al richiamo e lui l'ha abbattuto con una fucilata in via Prati di Tezze. Un vignaiolo che si trovava nelle vicinanze è stato sfiorato dai pallini. Ne è scaturita una lite con ingiurie e pesanti epiteti. I carabinieri della locale stazione hanno denunciato il cacciatore per uccisione e maltrattamento di animali e ingiurie ai danni del vignaiolo. A casa il cacciatore aveva altri 14 fucili e una pistola: tutto regolarmente denunciato. Ma dopo quello che è successo i carabinieri valutano se ci saranno gli estremi per il ritiro delle licenze

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2010/11/18/news/vazzola-cacciatore-uccide-il-suo-cane-non-rispondeva-ai-richiami-2768481


Il concetto di amicizia di Gesù lo vediamo ben rappresentato nel comportamento di questi giovani arrestati dalla polizia di Verona. L’amico a cui chiedere, l’amico da cui pretendere, l’amico dal quale farsi pagare.
E’ sempre il concetto di amicizia descritto da Gesù nei vangeli e veicolato come imposto nelle parrocchie e nell’ora di catechismo date le condizioni socio-soggettive che queste persone vivevano.
Riporto l’articolo:


Arrestati 6 giovani veronesiSpacciavano droga a scuola
Quattro ragazzi di 19 anni e due di 26 Spacciavano in centro a Verona, ai giardini pubblici, all’interno di una scuola che frequentavano: con questa accusa sono stati arrestati al termine di un’operazione scattata nella notte coordinata dalla squadra mobile della Questura scaligera. Sono accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti.
19/11/2010
Verona. Avevano attivato una rete di spaccio di stupefacenti a tutte le ore della giornata in centro a Verona, ai giardini pubblici, all’interno di una scuola frequentata da alcuni degli organizzatori: questa è l’accusa che ha portato all’arresto di sei giovani veronesi al termine di un’operazione scattata nella notte coordinata dalla squadra mobile della Questura scaligera. I sei - quattro di 19 anni e due di 26 - sono accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti. Tre invece gli indagati a piede libero. Nel corso dell’operazione il questore di Verona, Vincenzo Stingone, ha deciso anche la chiusura amministrativa di un locale-discoteca che sarebbe stato usato dagli indagati quale luogo di spaccio, specie tra il giovedì e il venerdì, nei confronti dei giovani frequentatori. Tra gli indagati c’è un dipendente del locale. Le indagini avevano preso avvio dopo la segnalazione che alcuni giovani avevano attivato un sistema di spaccio di «spinelli» diretto ai coetanei.È così emerso che all’interno di una scuola durante l’intervallo alcuni dei sei coinvolti si recavano nei bagni e lì confezionavano la droga che poi vendevano ai compagni. Dalle intercettazioni telefoniche sono anche risultati molti episodi di intimidazione per chi non saldava tempestivamente i debiti contratti per l’acquisto della droga.

Tratto da:
http://www.larena.it/stories/Home/202463_arrestati_6_giovani_veronesispacciavano_droga_a_scuola/


Va da sé che il problema del Veneto è questo criminale Gesù che viene imposto dalla chiesa cattolica all’infanzia. Un problema che si impone alla società trasformando il Veneto in una regione ad alta densità di comportamenti mafiosi. Allora, perché la mafia, quella che noi sentiamo nelle cronache siciliane, non è arrivata in Veneto?
Perché i comportamenti mafiosi dei veneti sono dettati da vigliaccheria personale.
Che cos’è la vigliaccheria?
La vigliaccheria è quell’atteggiamento che porta i veneti a piangere quando sono vittime e a violentare le persone quando si sentono forti. L’atteggiamento di vigliaccheria è proprio delle persone che non hanno futuro e, anche se sono economicamente ricche, la loro struttura psichica è chiusa ad ogni possibile modificazione del proprio presente in base ai propri desideri.
La vigliaccheria come atteggiamento è proprio dell’educazione cristiana, seminata da quel Gesù che non aveva nessun futuro perché, per lui, il mondo sarebbe finito di lì a poco ed egli sarebbe venuto con grande potenza sulle nubi. Lui non venne sulle nubi e la vigliaccheria viene seminata dai preti cattolici giorno dopo giorno imposta a bambini indifesi che saranno degli adulti vigliacchi.


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19 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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