LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

domenica 16 gennaio 2011

La parabola dei vignaioli perfidi nel vangelo di Marco


Gesù è un povero pazzo che va farneticando la sua onnipotenza. Questa farneticazione infastidisce molto i cittadini a cui egli tenta di imporsi. “io sono il vostro padrone!”, sta dicendo Gesù. “Mettetevi in ginocchio davanti a me che sono il figlio del padrone”.
Dalla struttura della parabola sui vignaioli “perfidi” nel vangelo di Marco, appare evidente che gli astanti, a cui Gesù si rivolge, non gli diano molto ascolto. Gli ascoltatori sembrano seccati dalle pretese di onnipotenza di Gesù.
Da come è scritto, le persone sono convinte che sia un povero pazzo che pretende di rubare loro la vita. Un povero pazzo che si aggira con una banda che può (diciamo può) diventare pericolosa per le persone. “io sono il vostro padrone, mantenetemi!” “Pagate la tangente perché io sono il figlio del vostro padrone!” E’ quello che Gesù sta facendo e non esiste nessun motivo, se non per riaffermare questa attività di prevaricazione nella società, per il quale Gesù può decidere di raccontare questa storiella.
Visto che le persone non si mettono in ginocchio davanti a lui che è il figlio del padrone, vuole minacciarle e terrorizzarle istillando nelle persone l’idea secondo cui non mettendosi in ginocchio davanti al dio padrone si è passibili degli atti di terrore e di vendetta del padrone.
La storiella ha lo scopo, da un lato di dire quanto è “figo” Gesù e dall’altro come sono fessi tutti gli altri che non capiscono che, non mettendosi in ginocchio davanti al padrone, verranno da questi STERMINATI. Per non essere sterminati dal padrone, che secondo Gesù ha il diritto di sterminarli, costoro devono mettersi in ginocchio davanti a lui che è il figlio del dio padrone.
Lo stesso vale per ogni cristiano che si arroga il diritto di sterminare tutti coloro che non si mettono in ginocchio davanti a lui in quanto lui agisce in nome del suo padrone: come Gesù.
Gesù racconta la sua parabola in un contesto che lo vede incapace di argomentare questioni religiose e che, pertanto, lo vede costretto a ricorrere alla violenza. Una violenza che non si manifesta nello sterminio di coloro che non si mettono in ginocchio solo perché delira da impotente. La sua pretesa non è supportata, almeno apparentemente, da una banda armata. Però nello stesso tempo evoca l’azione possibile, e dottrinalmente fatta propria dal cristianesimo, del diritto di macellare chi non si mette in ginocchio in quanto, macellare le persone, viene rivendicato da Gesù come un diritto del padrone suo padre ed eseguito dai suoi servi (leggi anche fedeli). “Io non ho la possibilità di sterminarvi perché voi non mi riconoscete come vostro padrone, ma se ne avessi la forza io ho il diritto di sterminarvi come lo ha mio padre e come lo avrà ogni mio seguace che “fa la volontà del padre mio”.”
Nel tentativo di terrorizzare i presenti Gesù racconta la storiella della “parabola dei vignaioli omicidi”.
La parabola sui Vignaioli perfidi ci dice che è stata raccontata per intimidire un ambiente ostile a Gesù. Le sue pretese di essere il loro padrone aveva irritato i suoi ascoltatori. Marco non lo scrive all’inizio della parabola, ma alla fine. Non dice perché Gesù racconta la parabola, ma la struttura della parabola ci dice che è stata raccontata per intimorire degli ascoltatori ostili. Gli ascoltatori erano ostili a Gesù fin dall’inizio, ma quando Gesù con la sua parabola tenta di seminare terrore al fine di farsi riconoscere come il padrone, i presenti diventano furiosi e cercarono di catturarlo. L’evangelista Marco cerca di mitigare la rabbia che Gesù ha suscitato affermando che “c’era una folla che metteva paura a chi voleva catturalo”. Solo che nel racconto la “folla” appare solo come “oggetto affermato”, non come “soggetto agente”. Nel senso che, per giustificare la rinuncia alla vendetta di coloro che Gesù aveva offeso suscitando rabbia, l’evangelista deve motivare la rinuncia alla necessità impellente di giustizia nei suoi confronti. Marco poteva dire che “Gesù è scappato” o poteva mettere sulla scena che descriveva un agente che aveva autorità per fermare coloro che Gesù aveva offeso. Tipo un alto dignitario o un generale, una “polizia”. Per Marco c’è un problema: ogni nome e cognome ha una storia; una “folla” è un soggetto indistinto buono per ogni situazione. Se davvero ci fosse stata una “folla” con Gesù, Marco si sarebbe precipitato ad affermare che. “C’era una folla d’accordo con Gesù...”. La presenza della folla è dunque un oggetto di fantasia e Gesù non si sarebbe rivolto ad una folla compiacente con quel tipo di parabola. Quel tipo di parabola è rivolta ad una folla ostile che rifiuta di considerarlo il loro padrone.
La parabola è divisa in tre parti.
Nella prima parte Gesù tenta di legittimare il suo essere il padrone delle persone in quanto figlio del dio padrone e afferma il suo diritto e quello di suo padre (e dei suoi seguaci) i sterminare tutti quelli che non lo riconoscono come il loro padrone.


Gesù si mise a parlare loro in parabole: "Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: avranno rispetto per mio figlio! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra. E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri.
Marco 12, 1-9


Nella seconda parte Gesù pretende di essere considerato il fulcro della società. La pietra sulla quale si regge la società.
Non avete forse letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri"?
Marco 12, 10-11

Nella terza parte viene definito l’ambiente ostile in cui Gesù lancia le pretese di esserne il padrone e afferma il suo diritto a macellare le persone.

Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono. Marco 12, 12

La società è mia, dice Gesù.
Gli Esseri Umani appartengono a mio padre e dunque, sono roba mia.
Per la teologia cristiana la vigna rappresenta il mondo e i “vignaioli” sono gli schiavi che devono prostrarsi davanti al padrone. Oltre agli schiavi, in questa parabola, ci sono anche i servi. Quell’espressione di “servi dei servi...” usata dai papi cattolici per definire sé stessi in relazione a dio, loro padrone, e ai fedeli, loro schiavi. Per questo il papa cattolico, è uno dei servi, a capo dei servi, come Gesù è l’ultimo dei servi mandato del padrone affinché gli schiavi si adeguino ai suoi ordini.
Il “servi dei servi”, per i principi teologici cristiani, è il capo. Nel caso dei cattolici è il papa (iniziava in questo modo le encicliche) che rappresenta Gesù.
Schiavi e servi, sono delle non persone che per Gesù devono obbedire alla volontà del loro padrone: lo schiavismo è il principio fondante la religione cristiana.
Se non obbediscono alla volontà del dio padrone, i missionari cristiani provvedono ad ammazzarli.
Non sono i popoli offesi che perseguitano i cristiani, ma sono i cristiani che perseguitano i popoli per imporre loro la schiavitù e la sottomissione a loro. Loro che sono i padroni in quanto servi dei servi.
E’ il principio schiavista che i missionari impongono in giro per il mondo ed è lo schiavismo imposto dai missionari che tende a suscitare ribellione nei loro confronti.
E’ da questo terrore che la Cina si sta difendendo ed è questo terrore che, invece, viene imposto sui cittadini italiani.

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17 gennaio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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