LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

sabato 5 marzo 2011

Violenza del prete cattolico e violenza dei carabinieri appartiene allo stesso ambito ideologico culturale contro la Costituzione della Repubblica.

Le persone, trasformate in oggetti di possesso da organi di potere, possono essere violentate in quanto, secondo i violentatori, essendo deboli non hanno diritti Costituzionali da rivendicare: “Sei povero e ricorri all’oratorio?” dice il prete al bambino “Allora in cambio dammi il tuo corpo per il mio piacere!”.
Sei una donna arrestata e rinchiusa nella camera di sicurezza? “Non hai diritti” dice il carabiniere “Dammi il tuo corpo, non sei una persona, ma una “detenuta”.”
Il meccanismo è sempre lo stesso: violare la Costituzione della Repubblica per imporre l’ideologia del crocifisso a persone indifese che possono essere violentate da chi si fa dio padrone, Gesù. Un’ideologia imposta con la violenza e che ha i suoi effetti nella società.
Questo prete è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione: a quanto saranno condannati i carabinieri e il vigile urbano?
Ma non era meglio che l’arma dei Carabinieri rispettasse le leggi e controllasse gli oratori impedendo la violenza ai minori prima che questa venga fatta? Perché i carabinieri si dedicano a puttanate e tralasciano di perseguire delitti gravi se non quando la situazione è talmente grave e degenerata in cui si può fare solo repressione e non prevenzione? E’ proprio perché i Carabinieri, seguendo le loro bizzarre (quando non criminali) idee lasciano perdere i delitti gravi e si dedicano a puttanate che poi essi stessi si predispongono a commettere delitti gravi che troppo raramente vengono perseguiti dalla legge: come se avessero l’impunità di delinquere in quanto pubblici ufficiali (che tradotto suona nella psiche come “dio onnipotente”).
Riporto la notizia della condanna del prete Ruggero Conti:


Quindici anni a don Ruggero
"Ha abusato di sette ragazzini"
I giudici della VI sezione del tribunale penale hanno inflitto al sacerdote quindici anni e 4 mesi di reclusione. L'associazione Caramella buona: "Pena esemplare anche se per lui, con l'aggravante della veste sacra che fino ad oggi ha indossato, non credo possa esistere una punizione valida"

Il tribunale di Roma ha condannato don Ruggero Conti, l'ex-parroco di Selva Candida, a 15 anni e 4 mesi di carcere per abusi sessuali ai danni di 7 ragazzi del quartiere romano. Il pm Francesco Scavo aveva richiesto 18 anni di condanna.

Il sacerdote è stato condannato per tutte le contestazioni, tranne che per un episodio per il quale il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. I giudici, presieduti da Francesca Russo, hanno anche stabilito che l'imputato risarcisca in sede civile le parti offese costitute in giudizio, stabilendo intanto una provvisionale immediatamente esecutiva pari complessivamente ad oltre 200mila euro. Don Ruggero è stato anche condannato a pagare una multa di 42mila euro. Nessun commento è stato fatto alla lettura della sentenza dal prete.

"Possiamo definirla una pena esemplare - ha detto Roerto Mirabile presidente de La caramella buona, associazione contro la pedofilia - anche se per un pedofilo seriale di questo genere, con l'aggravante della veste sacra che fino ad oggi ha indossato, non credo possa esistere, giuridicamente parlando, una pena valida. Sicuramente possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro degli inquirenti, degli avvocati tutti dell'accusa e della decisione del tribunale: i ragazzi hanno sempre detto la verità ed oggi finalmente è ufficiale". La Caramella buona onlus, da 14 anni impegnata contro i crimini su minori, è stata riconosciuta parte civile e, tramite l'avvocato Nino Marazzita, presidente onorario della stessa associazione, ha difeso due dei 7 ragazzi da cui è partita l'indagine.

Soddisfazione dunque tra le vittime e gli avvocati, proteste tra i vari sostenitori che dalla prima udienza hanno accalcato l'aula della sesta sezione penale di piazzale Clodio. "Abbiamo assistito oggi - ha continuato Mirabile - ad un epilogo per noi che conferma la fiducia nella giustizia: siamo stati attaccati strumentalmente anche da chi come noi dovrebbe perorare la causa contro gli abusi su minore ma ha preferito stare dalla parte dell'imputato piuttosto che delle vittime perché appartenente alla stessa categoria. A testa alta abbiamo continuato a credere alle vittime forti di avere sempre riscontri obiettivi; ora andrebbero accertate responsabilità ad alti livelli ecclesiastici".

Don Ruggero fu arrestato il 30 giugno 2008 mentre stava organizzando con l'oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio di quell'anno. L'accusa ha sostenuto che il sacerdote, per dieci anni, abbia ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campeggi estivi, approfittando delle situazioni di debolezza o difficoltà familiare in cui si trovavano le vittime. Dopo l'arresto, le indagini successive portarono alla luce altri casi di abusi che sarebbero avvenuti negli anni Ottanta quando don Conti non era stato ancora ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale a Legnano. Si tratta di episodi ormai prescritti anche se alcune vittime dell'epoca sono state comunque sentite in aula come testi dell'accusa. Il parroco, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse, forte anche del sostegno di decine di fedeli che hanno sempre seguito le udienze per manifestargli in ogni momento solidarietà e stima.

(03 marzo 2011)

Tratto da:
http://news.google.it/news/story?ncl=http://www.forchecaudine.com/it/news.php%3Fc%3D18%26s%3D86%26a%3D2589&hl=it&geo=it

C'è sempre qualcuno che manifesta nel tentativo di legittimare la violenza del prete cattolico nei confronti dei bambini più deboli. La logica secondo cui i deboli sono oggetti di possesso è imposta dall'educazione cattolica nei confronti dei bambini.
Noi dobbiamo chiederci: da dove viene la complicità, diretta o indiretta che sia, che ha permesso a questo prete di violentare bambini per oltre 20 anni?
Perché polizia e carabinieri non tengono d’occhio gli oratori permettendo l’accadimento di fatti tanto gravi da minare le fondamenta della società civile?
La risposta l’abbiamo, probabilmente, nei fatti accaduti nella caserma dei carabinieri a Roma in questi giorni:


Violentata da carabinieri, monta la rabbia
Lancio di uova contro la caserma
Un gruppo di donne attiviste ha «assaltato» la sede
dell'Arma al Quadraro: “Fuori gli stupratori”

ROMA - Monta la rabbia delle donne per l'ennesima violenza sessuale nella Capitale, questa volta con l'aggravante che lo stupro denunciato da una 32enne romana sarebbe avvenuto all'interno della caserma dei carabinieri del Quadraro, quartiere alla periferia di Roma. Proprio qui, sabato mattina, un improvvisato sit-in di attiviste dei centri sociali e dei collettivi femministi si è trasformato in una veemente protesta con lancio di uova contro la sede locale dell'Arma.

SINDACO CONTESTATO - Il gruppo di donne manifestanti ha urlato slogan non soltanto contro i militari - «Fuori i carabinieri stupratori» (ma i militari sotto accusa sono stati già trasferiti in altre città) - ma anche contro il sindaco di Roma: «Alemanno dimettiti». Dopo un breve corteo nel X Municipio le manifestanti si sono fermate nei pressi della caserma - dove una ragazza in stato di fermo sarebbe stata violentata mercoledì notte da tre carabinieri e un vigile urbano ora indagati - gridando anche: «Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa».
Sul caso, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo: indagati tre carabinieri e un loro amico vigile urbano, anche se soltanto uno dei militari avrebbe avuto un rapporto sessuale con la donna, che era stata fatta uscire dalla cella e indotta a bere superalcolici.

«MEGLIO INSICURE» - Dopo aver lanciato uova verso la caserma, le donne hanno esposto striscioni con su scritto: «Carabinieri/sicurezza. Meglio insicure che violentate». «È l'ennesimo episodio di violenza sessuale a Roma che rappresenta il fallimento delle politiche securitarie di Alemanno - commenta Giovanna Cavallo, del movimento Action - Siamo qui per chiedere le dimissioni del sindaco e la rimozione immediata dall'Arma dei carabinieri dei protagonisti dello stupro».
05 marzo 2011

Tratto da:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_marzo_5/violenza-caserma-sit-in-donne-lancio-uova-190160118548.shtml


Carabinieri del genere si mettono in ginocchio davanti al prete cattolico e massacrano di botte i cittadini più deboli o gli extracomunitari sicuri di un’impunità che altre istituzioni garantiscono loro e della paura che incutono nei cittadini: terrorismo!
Per questo Ruggero Conti, il parroco di Selva Candida, ha potuto praticare le sue violenze sessuali senza che nessuno interferisse.
Come i carabinieri hanno agito su una donna rinchiusa in camera di sicurezza, in loro balia, senza garanzie e con la paura di essere portata dal magistrato, così il parroco Ruggero Conti, secondo l’accusa: “L'accusa ha sostenuto che il sacerdote, per dieci anni, abbia ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campeggi estivi, approfittando delle situazioni di debolezza o difficoltà familiare in cui si trovavano le vittime”. E non è lo stesso metodo d’abuso messo in atto dai carabinieri?

Violentare bambini o violentare donne. Si tratta dello stesso meccanismo psico-emotivo: l’altro è debole e allora non deve pretendere diritti. La violenza contro la persona è diventata reato solo da pochi anni con una feroce lotta di liberazione dall’orrore morale con cui la chiesa cattolica imponeva il suo dio padrone alle persone indifese. Non si sono fatti dio padrone anche questi carabinieri nei confronti della donna? Come tanti dio padrone ne hanno negati i diritti. Esattamente come il prete cattolico che ha violentato bambini in difficoltà: si faceva dio padrone e invocava “Lasciate che i bambini vengano a me!”. Carabinieri e Polizia di Stato, anziché fermare quell’attività criminale, si giravano dall’altra parte. Si occupavano di sciocchezze e quisquiglie mentre non affrontavano, per pura codardia, le cose importanti.
Sono bravi a massacrare di botte le persone per strada a manganellate, ma davanti al delirio di possesso del dio padrone dimostrano tutta la loro vigliaccheria immorale. Si mettono in ginocchio davanti al dio padrone dei cristiani dicendogli “Si buana!” anziché costringerlo a rispettare la Costituzione della Repubblica.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

05 marzo 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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