LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

venerdì 14 ottobre 2011

Robert Finn, Opus Dei accusato di complicità in pedofilia: continua l'attività missionaria dei cristiani cattolici.



La parola di un prete cattolico serve solo per ingannare e consentirgli di reiterare i reati. In particolare quelli di pedofilia e di pederastia che commette in nome e per conto di Gesù che imita nelle sue attività.
Questo vescovo appartiene all’organizzazione criminale dell’Opus Dei. Una prelatura apostolica di Wojtyla e di Ratzinger a cui vanno ascritte le responsabilità morali della diffusione della pedofilia e della pederastia nel mondo.
Finn è un pedofilo che usa la pedofilia per diffondere la “fede” cristiana. Solo in questo modo vengono manipolate le menti dei bambini per costringerle a sottomettersi ad un criminale in croce.
La parola di questo vescovo è solo merda. Come quella del suo dio padrone.
Così a Jean Peters-Baker non è rimasto altro che incriminarlo anche se, come sempre accade con i porci legati all’odio e al terrore Vaticano, viene sempre riservato un trattamento di favore. Come se i loro crimini, fatti per conto del loro dio padrone, dovessero essere trattati con più attenzione.
Si parla di abusi sessuali di bambini commessi l’anno scorso: come se le dichiarazioni di un individuo senza un minimo di dignità morale come Ratzinger avessero un qualche valore.
Ha ben ragione la Cina a proteggere i propri cittadini dai preti cattolici e dal Dalai Lama: solo l’Italia consegna i bambini a Ratzinger perché li possa stuprare. Solo Tremonti finanzia a suon di miliardi la scuola cattolica affinché continui a far violenza ai bambini anche se la Costituzione afferma che tale finanziamento è illegale.

USA
Vescovo di Kansas City
incriminato per concorso in pedofilia
Secondo l'accusa, non ha comunicato all'autorità la presenza di immagini pedopornografiche sul computer di un sacerdote della sua diocesi, anche lui sotto inchiesta: E' la prima volta che un alto prelato va sotto processo da circa 25 anni, dopo gli scandali legati agli abusi sessuali su minori di quell'epoca.



KANSAS CITY - Il Grand Jury di Kansas City ha deciso di incriminare il vescovo della città, Robert Finn, affiliato all'Opus Dei, con l'accusa di aver ritardato la denuncia e coperto un prete sospettato di abusi e accusato di aver posseduto foto oscene di bimbe. E' la prima volta che un alto prelato va a processo da circa 25 anni, dall'epoca in cui la Chiesa americana venne coinvolta negli scandali legati alla pedofilia.

Il vescovo Finn è accusato di aver coperto abusi che sarebbero stati commessi l'anno scorso, ben dieci anni dopo l'approvazione, da parte dei vescovi americani, di un documento in cui ci s'impegnava a riportare ogni sospetto di abuso alle autorità giudiziarie.

Padre Finn ha riconosciuto di essere al corrente delle foto lo scorso dicembre, ma non ha denunciato il fatto alla Polizia sino al maggio seguente. Durante tutti quei mesi, si legge nel capo d'accusa, il vescovo Finn avrebbe dovuto avere il ragionevole sospetto che il prete in questione, Shawn Ratigan, potesse essere autore di abusi su minori. Secondo l'accusa, avrebbe dovuto agire immediatamente dopo aver scoperto nel computer del sacerdote centinaia di foto porno di minori e non aspettare lunghi mesi.

L'incriminazione è stata presentata oggi dal procuratore della Jackson County, Jean Peters-Baker. E' stata tenuta riservata sin dal 6 ottobre, tenuto conto che il vescovo era fuori dal Paese ed è rientrato solo ieri. "Il nostro obbiettivo - ha sottolineato Peters-Baker, il Grand Jury - è proteggere i bambini".

Il vescovo, presentandosi alla Corte, s'è dichiarato innocente: "Affronteremo la vicenda con ferma volontà e una difesa vigorosa. La diocesi - ha aggiunto in un comunicato - ha sempre assicurato completa collaborazione agli inquirenti".

Pedre Ratigan è stato arrestato in maggio con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Ma il suo caso ha avuto una coda: ad agosto ha subito altre denunce, alla luce del fatto che tra il dicembre e il maggio, quando è stato fermato, ha partecipato a una serie di feste di bambini, ha trascorso weekend a casa dei suoi parrocchiani e ha officiato, con il permesso del vescovo, prime comunioni di tante bambine.

La vicenda ha provocato proteste furiose da parte delle famiglie, che da tempo chiedono al vescovo di dimettersi.
Il parrocchiani hanno perfino creato una pagina Facebook dal nome chiarissimo: "Bishop Finn Must Go". Ma c'è un fatto che ha aggravato la rabbia della gente: solo tre anni fa Robert Finn aveva patteggiato con 10 milioni di dollari ben 47 casi di abusi sessuali e s'era detto d'accordo nell' adottare una lunga lista di misure preventive. Tra queste c'era appunto l'impegno a riferire immediatamente alle autorità di Polizia ogni caso sospetto. Proprio quello che, secondo l'accusa, stavolta non avrebbe fatto.
(14 ottobre 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/14/news/vescovo_di_kansas_city_incriminato_per_concorso_in_pedofilia-23251972/?rss


E domani, in quale struttura psichica i correligiosi di Di Noto spareranno per assicurarsi che i bambini siano sottomessi ad un criminale in croce?
E’ il terrorismo della chiesa cattolica che continua ad insanguinare la società civile. Se anziché violentare bambini fosse violentato Aldo Moro, Giorgio Napolitano, Bachelet, Tobagi, Tagliercio, Calabresi, o De Gasperi, si urlerebbe all’attentato terroristico dimenticandosi che il giudizio si basa sull’articolo 3 della Costituzione e non sulle categorie di pensiero fasciste, naziste o clericali: il bambino violentato subisce lo stesso atto di terrorismo che subirebbe Giorgio Napolitano se qualcuno gli facesse violenza. Solo che la polizia non reagisce allo stesso modo. Anzi, il Questore di Venezia non ha esitato a chiamare lo stupratore di bambini Ratzinger: santo padre!


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15 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Tel. 3277862784
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