LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 15 novembre 2012

Tempio di Ara: come si individua una sètta!

E’ normale che le persone che sono attraversate da un sentimento religioso, che non trova corrispondenza nella religione dominante, tendano comunque ad imitare le strategie e le modalità usate dalla religione maggioritaria del paese in cui vivono. Cercare una diversa veicolazione della propria struttura emotiva implica uno sforzo che va al di là del presente che vivono per proiettarsi in un possibile futuro.
Per far questo è necessario un grande coinvolgimento emotivo (che comporta sofferenza) nelle dinamiche religiose della società in cui si vive. Non si può affermare che la religione del vicino possa essere accolta acriticamente. Si accoglie ogni individuo, qualunque sia la sua religione, ma non si accoglie acriticamente quanto attraverso lui la sua religione esprime.
Dire “Io sono Pagano” indica delle condizioni del proprio vivere il quotidiano che, dal punto di vista religioso, non è lo stesso che dire “Io sono cristiano” o “Io sono musulmano” o “Io sono buddhista” o, ancora “Io sono Neoplatonico” o “Io sono Stoico”.
Le parole hanno un significato e quando il significato non esprime esattamente quello che noi intendiamo, è nostro dovere riempire le parole che usiamo di significato che noi vogliamo attribuire loro.

Scrive L, del Tempio di Ara, intervistata da Sarah Bernini nel libro Voci Pagane II:

"Personalmente sono molto cauta nel divulgare quale la mia spiritualità e nel parlare dell'aspetto religioso della mia vita: in questi casi seleziono accuratamente i miei interlocutori per preservare me stessa e l'espressione più intima di ciò cui sento di appartenere."
Pag. 263

Commento spiccio: almeno, i Testimoni di Geova, parlano con tutti!

Significato per i bambini che privi dell'esperienza di "abitare il mondo" necessitano di spiegazioni più articolate:

Quando si fa religione o la religione la si tiene per sé stessi, allora si ha diritto al rispetto in quanto parte di sé stessi; quando la si manifesta agli altri, allora si ha diritto ad essere criticati, a rispondere alle critiche o a formulare l'esposizione. Si tratta del modo più elementare di trasmettere idee e conoscenza nella società mediante il confronto.

Diverso è quando una persona, una a caso, afferma "In verità, in verità ti dico..." e nel dirlo il tutto si conchiude nell'affermazione e non concorre al dialogo, all'analisi e alla critica.
I cristiani non criticano il loro Gesù quando dice: "In verità, in verità ti dico..." ne accettano le affermazioni perché ritengono che quelle siano fonte della verità a cui accedere.
Quando Gesù si trova davanti il Fariseo che gli contesta qualche cosa, come ad esempio che i suoi discepoli non seguono la tradizione,  lui diventa furioso e ai Farisei dice: "Come potete parlar bene voi malvagi come siete?".
Questo non è un modo di dialogare!
E’ un modo per chiedere accettazione acritica e sottomissione alla verità che sta rivelando.

Questo comportamento è un desiderio di autoprotezione che in campo religioso porta, l'individuo che deve esprimere idee religiose, a separare il suo interlocutore dalla società per poter controllarne le reazioni alle sue esternazioni: è il senso della sètta!
In qualunque modo ognuno di noi può immaginare una sètta.

Dal momento che il dibattito sociale mi può ferire, perché io non sono in grado di sostenere le mie idee, allora seleziono i miei uditori e parlo solo con essi.
Legittimo o illegittimo che sia, ho operato una separazione fra il mio interlocutore e la società affinché egli non attinga dal mondo per criticare, contestare o modificare le mie affermazioni che si rivolgono all’interlocutore col modello classico: “In verità, in verità ti dico...”.

Le attività di religione implicano sempre l'esposizione delle emozioni (se uno è una persona onesta) e l’individuo è sempre esposto ad essere ferito nell’intimo.
In Stregoneria, questo si chiama: “forgiare l’autodisciplina e plasmare il corpo luminoso”.

I Testimoni di Geova vengono spesso insultati, ma presentano il loro pensiero.
A volte lo fanno anche in maniera insistente, ma non si può dire che si separano dalla società. Magari separano alcuni individui da altre forme religiose, ma non dalla società. Non selezionano l'interlocutore per parlare di religione. Lo separano per coinvolgerlo, ma non per parlare di religione.

Preservare sé stessi, millantando senza esporre, è un comportamento proprio dei vangeli cristiani, non della Religione Pagana.

Se una persona chiama sé stessa “pagana” e non usa i metodi “pagani”, può e deve essere definita per l’insieme religioso da cui scaturiscono i metodi che usa.
Una persona può anche non avere coraggio. Però, per costruire il coraggio, la mancanza di coraggio deve essere percepita come una mancanza, una lacuna, che la persona deve colmare. In sostanza, se una persona non ha il coraggio di esporsi, la sua strategie religiosa, per percorrere un sentiero religioso Pagano, è quella di dotarsi degli strumenti con cui essere coraggiosa nella sua quotidianità.

La strategia per proteggersi dalla possibilità di essere feriti, non può rientrare nella strategia religiosa del Pagano. La società cristiana tende sempre a ferire le persone che hanno pensieri diversi dal cristianesimo, ma il Pagano deve costruire una società in cui nessuno debba essere ferito nelle proprie emozioni. Per far questo è necessario che le proprie emozioni siano armate di giustificazioni solide e culturalmente consistenti. Fa parte della strategia religiosa del cristiano seminare il timore nelle persone per il mondo in cui vivono. Questo timore costringe le persone a rimanere dentro al gregge. Ma il Pagano non ha né gregge, né sètta, né anziani cui obbedire.



15 novembre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784

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