LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

giovedì 27 aprile 2017

L'odio di Platone per gli uomini nel Timeo


A Platone interessava distruggere

il Mito in nome del suo dio padrone.

Ciò che offende leggendo Platone non è il fatto che egli conosca o non conosca ciò che oggi la scienza conosce. Lui non è tenuto a conoscere ciò che oggi noi conosciamo come noi non siamo tenuti a conoscere ciò che verrà scoperto fra 10, 100 o 1000 anni.

Ciò che offende è l’assoluto disprezzo per gli uomini, il disprezzo per la società e il disprezzo per la vita che deve sottomettere ad un padrone costruito a sua immagine e somiglianza.

Il sistema reincarnazionista di Platone (che ha poco a che vedere con un sistema di metempsicosi) Platone si erge a modello della “bellezza dell’uomo”. Tutte le attività diverse da quelle fatte da Platone sono “pura mer.da” condannate a vivere in quelle che lui ritiene essere forme inferiori di vita. Come la donna che altro non sarebbe che la reincarnazione degli uomini considerati vigliacchi da Platone.

Scrive Platone nel Timeo (pag. 1409 - 1410 di Platone tutti gli scritti a cura e traduzione di Giovanni Reale ed. Bompiani 2014)

Ora sembra che sia giunto al termine quello che ci è stato proposto all’inizio, ossia di discorrere dell’universo fino alla generazione dell’uomo. Per quanto riguarda gli altri animali, come a loro volta siano nati, ne faremo solo cenno in breve, senza dilungarci più dell’occorrente. In questo modo, infatti, potremo credere di aver mantenuto la giusta misura nei discorsi fatti su queste cose. Ecco, dunque, quello che dobbiamo dire a questo riguardo. Degli uomini che sono nati, quanti sono stati vili e hanno trascorso la vita in maniera ingiusta, secondo un discorso verosimile, nella seconda generazione, si sono trasformati in donne.
[…]
La razza degli uccelli, poi si generò per trasformazione, mettendo penne in luogo dei peli, da uomini che erano senza cattiveria, che si occupavano, sì, di cose celesti, ma che credevano, a motivo ella loro leggerezza di avere le dimostrazioni più sicure mediante la vista.

La razza degli animali pedestri e selvaggi, poi si generò da quegli uomini che non si occupano di filosofia e non contemplano niente della natura e del cielo perché non fanno uso delle circolazioni che sono nella testa, ma seguono per guida solamente le parti dell’anima che stanno nel petto. Per questo loro comportamento, infatti, piegano a terra le membra anteriori e le teste, attirati dalla affinità con la terra, e hanno le teste oblunghe di forme svariate, a seconda che le circolazioni delle loro teste siano state compresse dalla loro inattività. Perciò il loro genere ha quattro o più piedi per tale ragione, perché il dio [il Dio creatore di Platone strumento del dio creatore, l’Artefice] sotto i più insipienti pose il numero maggiore di sostegni, in modo che fossero maggiormente attratti verso terra.

Quelli di essi [uomini maschi], poi, che sono privi di senno in sommo grado e distendono tutto quanto il loro corpo per terra, dal momento che essi non hanno più bisogno di usare i piedi, sono stati generati appunto senza piedi e striscianti per terra.

Il quarto genere, invece, ossia l’acquatico, si generò da quelli [uomini maschi] che sono più di tutti privi di senno e ignoranti, i quali, da coloro che li hanno trasformati, non furono giudicati neppur degni di una pura respirazione, perché avevano l’anima contaminata da ogni forma di disordine, ma, in luogo della respirazione leggera e pura dell’aria, li spinsero nella respirazione torbida e cupa dell’acqua. Di qui ebbe origine la stirpe dei pesci e quella di tutti i crostacei e di tutti quanti gli altri acquatici, e come pena dell’ignoranza estrema ebbro in sorte abitazioni estreme.
E appunto in questi modi, allora e adesso, gli animali si mutano l’uno nell’altro, trasformandosi per la perdita o per l’acquisizione di intelligenza o privazione di senno.

Conclude queste offese alla vita, Platone:

E a questo punto dobbiamo dire di essere pervenuti alla fine del discorso intorno all’universo. Infatti, ricevendo in sé gli animali mortali e immortali ed essendo così completato, tale cosmo vivente visibile abbracciante le cose visibili, immagine dell’intellegibile, dio sensibile, grandissimo e ottimo, bellissimo e perfettissimo, è risultato essere questo universo, che è uno e unigenito.

Fine del Timeo di Platone

Letto questo, che differenza c’è col cristianesimo? Nessuna. E’ solo un generale disprezzo per la vita.

E queste offese si impongono ai ragazzi che studiano filosofia affinché imparino l'utilità di disprezzare gli uomini in nome di loro stessi come padrone di uomini.

Claudio Simeoni

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