LA VERITA'

La verità si divide in "verità di fede" e "verità di tortura". Della verità pura e semplice non frega niente a nessuno.

lunedì 5 giugno 2017

Riflessione sul terrorismo e i suoi fondamenti ideologici

Quando si parla di terrorismo, si parla sempre di cristianesimo.

Non è importante se il cristianesimo non appare nella forma degli atti di terrorismo, appare nella sostanza delle idee con le quali il terrorista guarda e pensa il mondo.

Il primo terrorista della storia dell’umanità è il dio dei cristiani.

Il dio dei cristiani è il terrorista padre di tutti i terroristi che si vanta di aver fatto il più grande atto di terrorismo a cui l’umanità sia in grado di assistere: ha macellato tutta l’umanità, indiscriminatamente, col diluvio universale.

Ogni terrorista, per essere tale, deve imitare il dio della bibbia di ebrei e cristiani.

Ammazzare Aldo Moro e la sua scorta non è un atto di terrorismo, può essere considerato un assassinio politico, ma non un atto di terrorismo.

Il terrorismo ha la caratteristica di colpire indiscriminatamente. L’attentato di Piazza Fontana è un atto di terrorismo. L’attentato a Piazza della Loggia è un atto di terrorismo. L’attentato alla stazione di Bologna è un atto di terrorismo. L’uccisione di Bachelet o di Biagi sono uccisioni motivate da intenti politici, non sono indiscriminate.

Per fare il terrorista, come stiamo assistendo negli ultimi fatti in Francia e in Gran Bretagna, è necessaria l’imitazione del dio dei cristiani e di Gesù, quello che ordina di sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.

Per combattere il terrorismo serve un’ideologia del diritto.

Un’ideologia del diritto che manca alla Polizia di Stato i cui comportamenti sono più affini a quelli dei terroristi (sequestri, torture, aggressioni alle spalle, ecc.) che non ai doveri imposti dalla Costituzione. Fu il Ministro degli Interni del governo precedente che si vantò di aver fermato l’approvazione della legge sulla tortura per consentire alla Polizia di Stato di torturare indiscriminatamente i cittadini in nome di quel crocifisso, Gesù che ordina di scannare le persone, i cui principi vengono a sostituire i principi Costituzionali.

Fra i musulmani fondamentalisti che scannano le persone per strada e la Polizia di Stato che tortura i cittadini nelle segrete delle Questure e dei posti di Polizia: qual è la differenza? Nessuna. Si tratta di terroristi nell’uno e nell’altro caso. La pretesa di impunità nella pratica della violenza indiscriminata è la stessa.

Ogni terrorista segue il dio della bibbia e segue gli ordini di Gesù di scannare le persone.

Per fermare il terrorismo serve una diversa ideologia che sappia opporre principi diversi.

Quando la Polizia di Stato aggredisce i luoghi di culto non cattolici, non è diversa dall’Isis che distrugge i reperti archeologici di Palmira. Quando il magistrato deride il cittadino che sporge denuncia, non è diverso dai servii segreti che per far credere di essere necessari o ignorano i dati che creano allarme o lanciano allarmi sociali ingiustificati, come è stato fatto per il giubileo cattolico, per poter militarizzare le città e impedire l’esercizio dei diritti Costituzionali dei cittadini.

Il terrorismo fa comodo alla Polizia di Stato. La Polizia di Stato, con l’uso della televisione, di giornalisti codardi, ha lanciato talmente tanti allarmi terroristici da costruire una vera e propria psicosi del terrore nelle persone più fragili, più facilmente impressionabili, i cui effetti li abbiamo visti a Torino.

Per fermare il terrorismo è necessario fermare l’attività di terrorismo della Digos che è composta da poliziotti malati che vedono fantasmi ad ogni angolo di strada e stanno inquinando le Istituzioni Democratiche con aggressioni ad ogni cittadino che non si metta in ginocchio davanti a loro in nome del crocifisso.

Per fermare il terrorismo come oggi lo vediamo, serve una battaglia ideologica che non è possibile portare avanti perché la Digos vede messa in discussione la propria possibilità di violentare le persone in nome di una sicurezza che sta solo nei loro cervelli malati che, di fatto, si fanno complici del terrorismo.

Per fermare il terrorismo è necessario arrestare il macellaio di Sodoma e Gomorra. E’ necessario fermare il pederasta in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.

Ma pur di aiutare il terrorismo la Polizia di Stato preferisce far violentare la struttura psichica dei bambini in nome del crocifisso così, una volta che ha manipolato la loro struttura emotiva, può gridare al delinquente e torturarlo nei posti di polizia.


Claudio Simeoni